20/11/15

Dentro le canzoni: Iron Maiden - Hallowed be thy name


Hallowed be thy name degli Iron maiden è la canzone della mia adolescenza.
Se dovessi pensare ad un (raro) momento di me sui libri di scuola, sarebbe con questa canzone in sottofondo e con la matita che, invece che servire ad un uso prettamente scolastico, serviva esclusivamente ad uso batteristico.

La versione da studio non mi ha mai fatto impazzire, colpa della velocità più "controllata" e del drumming di Clive Burr che non rientra nei miei gusti, la mia versione preferita è sicuramente quella di A real dead one, uno dei dischi che se potesse parlare si lamenterebbe di quante volte lo utilizzavo durante quelle giornate. Quella versione ha un suono potentissimo e un impatto incredibile, in particolare tra l'intro e la canzone vera e propria (non è corretto spiegarlo così, ma sono sicuro che avete capito). Quello è il mio punto preferito. Mi è sempre piaciuto molto anche il testo che, per tutti coloro non lo conoscessero, parla di un condannato a morte che va per il patibolo. Veramente angosciante e sapientemente scritto. Dopo il riff principale c'è il bellissimo stop and go delle strofe che purtroppo a molti ricorda il "che ne sai tu di un campo di grano" di Lucio Battisti. Se ci rifletto a mente fredda devo dire che l'accostamento, con i dovuti paragoni su genere musicale e tutto il resto, ci può anche stare. Che Steve Harris (il compositore del brano) abbia ascoltato musica italiana in quel periodo? Ai poster(i) l'ardua sentenza. A proposito di poster, ne avevo uno gigante in camera proprio della foto del singolo. Con Eddie che infilza Bruce Dickinson. Quello che vedete sopra, insomma. Chissà dove è finito adesso...Ahhhh (sospiro)

Riguardo la canzone, come ho scritto da altre parti nel blog, l'ho adorata per tantissimi anni, ma i maiden hanno spesso il difetto di non avere il senso della misura e hanno inserito Hallowed be thy name (evidentemente canzone gettonatissima) in ogni pubblicazione possibile, best of e ogni tipo di live fino alla saturazione, dato che in quanto super fan dei maiden compravo e consumavo praticamente tutto: bootleg, VHS ed ogni singola cosa fosse disponibile sul mercato. Ma non voglio fare il pignolo, non adesso perlomeno. La chiusura della canzone (in sede live) è stata sempre la mia preferita dei Maiden con Dave Murray che al termine del brano fa un po' di casino con la chitarra e Nicko e gli altri chiudono il tutto con un tatatata tatatataaa (anche qui, se conoscete il finale, saprete di cosa sto parlando).

Adesso gustiamocela. In qualità Youtube, purtroppo.