23/04/16

Recensione: Deep Purple - Made in Japan (1972)


Ci sono tanti live album che hanno fatto la storia della musica e Made in Japan dei Deep Purple non solo é uno tra questi, ma é uno dei piú importanti in assoluto a livello di qualitá e importanza storica. Diciamo che, se vi piacciono le classifiche (come al sottoscritto) starebbe in una ipotetica top 3 di tutti i tempi, per intenderci.

Registrato in Giappone (e dove, sennó?) nell'estate del 1972 ed uscito in formato LP a fine dello stesso anno, Made in Japan é un live album pazzesco che porta (a mio parere) i Deep Purple proprio ad un altro livello. Blackmore/Gillan/Glover/Lord/Paice sono degli animali da palco e la differenza con lo studio si sente eccome. Sí perché le versioni studio di queste canzoni non mi comunicano molto mentre in questo live album, secondo me, le canzoni cambiano proprio pelle, sotto tutti i punti di vista.
Oltre alla differente dinamica delle canzoni (dovuta alla differenza studio/live) in Made in Japan troviamo tanta improvvisazione e tanta attitudine live: ci sono gli acuti estemporanei di Gillan, l'assolo di batteria di Ian Paice in The mule (forse il miglior solo di batteria di tutti i tempi), il famosissimo dialogo Ian Gillan/Richie Blackmore in Strange kind of woman, le improvvisazioni di Blackmore e Lord in Space Truckin' (quest'ultima forse un po' troppo lunga) e un sacco di altre cose gustose.

Cosa forse ancora piú importante é il fatto che si percepisce la genuinitá del live, cosa che non accade con tantissimi altri album dello stesso tipo. Cito da Wikipedia:
"il bassista dei Deep Purple Roger Glover definì Made in Japan «il disco più onesto della storia del rock», perché testimoniava senza trucchi, sovraincisioni, manomissioni in studio, ciò che realmente era la musica dei Deep Purple in concerto, con la loro carica, l'energia che esprimevano, la bravura dei musicisti, ma anche i difetti e le imperfezioni"

Le canzoni non sono molte, sono solo 7 (saranno 3 in piú nella versione rimasterizzata, con copertina nera), ma quando le prime 3 sono Highway star, Child in time e Smoke on the water, puoi anche terminare l'ascolto lí ed essere contento. La prova vocale di Gillan durante il ritornello di Child in time, per esempio, é qualcosa di epocale e di difficilmente riproducibile. Ecco, se non avete compreso quando all'inizio parlavo della differenza tra live e studio, ascoltate i ritornelli in entrambe le versioni e capirete tutto (io vi posto quella di questo live a fine pagina, all'altra pensateci voi). Anche la famosissima (forse troppo inflazionata) Smoke on the water suona decisamente piú "viva" in versione live, con il riff iniziale inizialmente storpiato da Blackmore. Sempre Blackmore é protagonista di uno degli assoli piú belli di sempre in Highway star. Ma a parlare di dettagli ed episodi degni di nota potremmo fare notte, tanti ce ne sono.

Disco imprescindibile che non dovrebbe mancare in nessuna collezione.

Tracklist:
1. Highway Star, Osaka – 16th August 1972
2. Child in Time, Osaka – 16th August 1972
3. Smoke on the Water, Osaka – 15th August 1972
4. The Mule, Tokyo – 17th August 1972
5. Strange Kind of Woman, Osaka – 16th August 1972
6. Lazy, Tokyo – 17th August 1972
7. Space Truckin’ , Osaka – 16th August 1972