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Recensione: Metallica - Hardwired… To Self-Destruct (2016)


Ci sono pochi gruppi che fanno discutere, dividono e si fanno attendere come i Metallica. Beh, il fatto che facciano un album ogni morte di papa (Death magnetic é di ben 8 anni fa) contribuisce parecchio ad alimentare discorsi sul fatto che abbiano perso tutta la vena compositiva e tricheballacche varie. Dal vivo, peró, riempiono sempre gli stadi e fanno sempre la loro porca figura. Questo é ovviamente dovuto al loro magnifico repertorio fino al 1991, quello universalmente amato da chiunque ascolti musica Hard n' heavy.

Bene, é la volta di recensire questo chiaccheratissimo Hardwired… To Self-Destruct, album numero 10 della loro carriera e davvero molto atteso, che si presenta in uno strano formato in 2 CD. Durando 80 minuti, potrebbe benissimo stare su un solo supporto. Boh. Non diró niente sulla lunghezza, per adesso, ma se non siete qui per la prima volta sapete giá cosa vi aspetta.


CD 1

01. Hardwired
Penso tutto il bene possibile di questa traccia, primo singolo dell'album che mi impressionó non poco. Vorrei i Metallica del 2016 esattamente cosí: rapidi, taglienti, efficaci e senza troppi fronzoli. Per quanto mi riguarda il pezzo é superconvincente e sicuramente uno dei migliori dell'album. James canta che siamo programmati per autodistruggerci in maniera superba (non solo in questo brano). Ecco. Top track #2

02. Atlas, Rise!
Ho giá parlato "dal vivo" di questa canzone, nella rubrica "primo ascolto" (clicca qui per vedere il video). Qualche influenza maideniana (I maiden erano una delle prime fonti di ispirazione di Ulrich) per una canzone che si fa decisamente ascoltare con piacere. Forse la meno riuscita dei tre singoli che hanno anticipato l'uscita dell'album, ma ha il suo perché e non voglio fare il lamentoso.

03. Now That We’re Dead
I ritmi si fanno piú bassi e un po' meno "metal" per un pezzo che potrebbe stare nella tracklist di Load (album un po' troppo sottovalutato, a parere di chi scrive). Certo, c'é qualche apertura e qualche passaggio un piú "cattivo", ma i sette minuti rimangono tutto sommato su quella linea. Ottimo lavoro di Lars verso fine brano. Buon pezzo, forse un po' fuori contesto ma buono.

04. Moth Into Flame
Vedi "Atlas, rise", ma meglio. Ho fatto il video del "primo ascolto" anche qui (clicca qui per vederlo). Riassumendo: potente, orecchiabile, a tratti ancora maideniana, scorrevole, piacevole, ben suonata e magnificamente cantata. Mi piace parecchio, insomma. Top track #3

05. Am I Savage?
Solo a me l'inizio ricorda Unforgiven III? Per il resto, ritmi a tratti quasi doom (quasi eh) per una canzone che come incedere ed ispirazione generale potrebbe essere una buona canzone di Reload (non un bellissimo complimento, dato che reputo Reload forse il disco peggiore dei Metallica). C'é qualche passaggio discreto e la canzone si lascia ascoltare, ma è un po' un passo indietro rispetto a quanto ascoltato fino a questo momento. Buoni i soli di Kirk Hammett.

06. Halo On Fire
I ritmi si alzano leggermente e tornano le chitarre armonizzate. Poi una strofa su una base melodica e senza distorsioni. Distorsioni che arrivano nel ritornello con ancora una volta un Hetfield da applausi. Io ci sento ancora The unforgiven III, ma forse mi sono fissato. Dopo la prima metá il pezzo si evolve in un mid tempo. Ci sono molte cose buone, ma gli 8 minuti sono a mio avviso ingiustificati e la canzone perde un po' di interesse dopo un discreto inizio.

CD 2

01. Confusion
Inizio del secondo cd (bah...) che parte forte con un classico passaggio Ulrich-Hetfield ammosciandosi peró con il passare dei minuti. Pezzo un po' banale e privo di mordente, come apertura del secondo Cd ci voleva decisamente qualcosa di piú. Al minuto 4.30 si sono dimenticati di registrare il basso? Non mi lascia nulla. SKIP TRACK

02. Dream No More
Riffone e tempi cadenzati. Un po' Sad but true e un po' The thing that should not be (ma non aspettatevi certo quei livelli, parlo solo di atmosfere) e Hetfield che canta su due ottave differenti. Ma quante canzoni di questo disco durano 6 minuti e mezzo? Si mettono li con il cronometro? Boh, io gli avrei dato una sforbiciata. Sad but true era molto piú ispirata e durava un minuto di meno. Tanto per dire.

03. ManUNkind
Robert Trujillo (co-autore del brano) si traveste da moderno Steve Harris ma dopo una trentina di secondi un riffone ci toglie ogni dubbio: sono i Metallica e non gli Iron Maiden. Pezzo un po' ibrido con qualche influenza settantiana che regge discretamente fino ai 4 minuti, dopodiché alle mie orecchie diventa ridondante. Un pezzo del genere non puó durare 7 minuti, dai...

04. Here Comes Revenge
Inizio che mi ricorda qualcosa di Ride the lighting, poi si accoda al "nuovo" materiale e James comincia a parlare in maniera convinta di vendetta come il miglior Mustaine (ma Dave é il numero uno al mondo, per questo. Non ci sono paragoni possibili). Il pezzo é decisamente il piú ispirato di questa seconda parte (fino ad ora), ma anche qui i 7 minuti abbondanti sono troppi. Chiudendosi naturalmente a 4.35 sarebbe stato molto meglio, invece no, l'hanno allungata senza un motivo plausibile, se non per mettere dei soli giá sentiti 1000 volte, forse di piú.

05. Murder One
Riff melodico che ricorda quello di Welcome Home (sanitarium), ma la canzone prende dei binari diversi, ancora decisamente moderni. Il pezzo é dedicato a Lemmy, ma suona esattamente l'opposto rispetto a cosa comporrebbe l'artista da poco scomparso. Il testo ha tanti interessanti riferimenti ai Motorhead ma il pezzo non é troppo ispirato, in veritá. Un midtempo un po' cosí cosí. Ci puó stare, ma in questa seconda parte ci sono un po' troppi "ci puó stare", pezzi che se li ascolti bene, ma se non li ascolti non ti mancano.

06. Spit Out The Bone
Oh, che é, sono tornati gli anni 80? Cazzo, che tiro che ha questo pezzo. Quando Hetfield dice "Spit out the bone" mi sale un'adrenalina incredibile addosso. A livello vocale James ci va un po' piú pesante rispetto al suo solito (attuale) ed é un bel sentire. Lars sembra quello di "...And Justice for all" e Kirk Hammett é sempre lo stesso, ma va bene cosí.. Forse il pezzo piú cattivo proprio dagli anni 80. Ma allora ce la fanno se vogliono. Assolutamente Top Track #1

A costo di perdere tutti i lettori del blog non smetteró mai di lamentarmi per le lunghezze ingiustificate dei dischi. Hai idee per 80 minuti? Fai un disco di ottanta minuti. Hai idee per 40? Fai un disco di 40. L'unico difetto di questo Hardwired… To Self-Destruct é, come prevedibile, la lunghezza. La seconda parte in particolare si trascina troppo stancamente, sembra quasi di ascoltare delle b-sides. Togliendo due o tre canzoni canzoni e accorciandone un altro paio, il risultato sarebbe stato decisamente diverso. Per il resto, La produzione é decisamente la migliore da molti album a questa parte, il basso é presente (lo puntualizzo perché ho citato piú volte "...And Justice for all") e la prestazione dei singoli é convincente (James su tutti, in una delle migliori interpretazioni della sua carriera). Con un taglio pesante al minutaggio staremmo parlando di un ritorno coi fiocchi, invece é un disco convincente solo a tratti, con molti momenti esaltanti ma anche tanti punti decisamente trascurabili. Ride the Lightning dura 47 minuti, tanto per dire. Mannaggia a loro.

Voto 67/100

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