04/01/17

Dentro le canzoni: Ligabue - Vivere a orecchio

Ok, so perfettamente che molti di voi, alla vista del nome Ligabue, hanno chiuso la pagina, rimosso Given to rock dai preferiti (lo avete, vero???) e probabilmente anche spento il computer. In realtá io ho sempre apprezzato il Liga e mi piacciono quasi tutti i suoi dischi, escludendo gli ultimissimi che proprio non digerisco manco con una tonnellata di bicarbonato.

Beh, questa Vivere a orecchio é una canzone che é uscita in un momento particolare della mia vita ed é una canzone che sembrava praticamente scritta sulla mia persona a quel periodo. Vengono citate cose e situazioni che avrei potuto tranquillamente citare io se fosse stata una mia canzone.

Vado con qualche frase: "Vado come un uomo" si riferisce ad un mio trasferimento un po' avventato verso terre ignote, "monto con i Lego uno scherzo di futuro" é legato alla frase precedente, inoltre i Lego sono sempre stati che sono stati sempre il mio gioco preferito (vabbé, questa é una fesseria, ma fatemela passare). "Passo la mia lingua sul taglio nel palato", lo facevo sempre, ci buttavo pure il sale e il limone, non mi chiedete perché. Poi "Un giorno è solo amore il giorno dopo spero, tu rimani donna piú che puoi, proviamo noi" che era quello che grosso modo dicevo alla mia ragazza dell'epoca. Ovviamente in senso figurato, non era prevista nessuna operazione per il cambio di sesso.

Il ritornello é il seguente:

E poi vivere a orecchio
Senza ricette che qualcun' altro ha prescritto
E poi starci un po' stretto
Ma vivere a orecchio
E poi vivere a orecchio
Metterci di tutto e forse stonare di brutto
E poi senza biglietto
Vivere a orecchio
Da dove ti viene il mar di mare
Da dove ti viene una canzone
Da dove ti viene il peggio di chi sei? chi sei?

Beh, il "vivere a orecchio senza ricette che qualcun'altro ha prescritto" é stato sempre praticamente il mio motto. Odio le cose comandate e odio le cose che "si devono fare perché si devono fare". Il "metterci tutto e forse stonare di brutto" era esattamente quello che stava succedendo con le mie band dell'epoca. Il "senza biglietto" lo facevo diverse volte (un po' oggi me ne vergogno, ma economicamente non stavo benissimo), il "mal di mare" fa davvero si che io non possa andare in barca senza vomitare e il  "Da dove ti viene una canzone" mi rappresenta perché in quel periodo stavo cominciando a scrivere qualcosa per conto mio. "Da dove ti viene il peggio di chi sei? chi sei?" Chi sono é una domanda che mi faccio molto spesso, ma questa penso sia una cosa comune a tutti gli esseri umani dotati di un briciolo di intelligenza.

Non so quante altre canzoni ascoltate in vita mia mi hanno rappresentato come questa canzone nel periodo della sua uscita. Ad essere sincero, riascoltandola oggi mi rappresenta molto meno: la situazione sentimentale é cambiata, pago sempre i biglietti (a Londra non hai alternativa, in ogni caso), stono di meno nelle mie esibizioni dal vivo e non ho tagli nel palato da anni.

Se siete arrivati a leggere fino a questo punto vuol dire che non avete rimosso Given to rock dai preferiti, vi ringrazio! Date una chance a questa canzone e premete play.