27/04/17

Recensione: Ferruccio Fusetti - Under the Moonlight


Recensione a cura di Andrea Roddi

Ferruccio Fusetti è un chitarrista e cantante italiano nato nel 1979 a Cuneo che possiamo definire un virtuoso sia nello strumento che nell’ugola, un vero e proprio guitar hero come non se ne vedevano (e sentivano) da anni.

Ascoltando questo disco, “Under the Moonlight” uscito per Areasonica Records nel 2016, sono tornato indietro di qualche annetto, anni in cui l'indie o il post-rock non erano nemmeno in embrione, anni in cui, invece, l’hard rock ed il classic metal la facevano da padrone.

Proveniente esattamente da questi ultimi lidi enunciati, Ferruccio è stato per un decennio il chitarrista/cantante degli Heartwork, band power/prog/metal che si è cimentata in un'intensa attività live ed ha lasciato al nostro Fusetti un solido background tecnico e un imprinting classicamente epico e strutturato, soprattutto nell’impostazione vocale.

Il primo nome che mi è saltato in mente ascoltando questo disco è quello di Geoff Tate, leader dei grandissimi Queensrÿche, non per la struttura delle canzoni né per il sound proposto, bensì per il tono e la profondità timbriche, per la scelta delle melodie e delle liriche, ma soprattutto per la tecnica vocale molto buona.

La musica che fuoriesce invece da questo “Under the Moonlight” è un insieme struggente e ben articolato di chitarre acustiche, un enorme tessuto sonoro orchestrato egregiamente, parti di musica classica ben integrate ad arpeggi tipici di ballads hard rock, ed è inutile menzionare un brano a discapito di altri poiché l’intero prodotto viaggia sempre ad alti livelli, senza alcuna caduta né sorpresa, tutto incastrato in modo classico tale da infondere forza e sicurezza ad un genere che ormai viaggia sempre più su terreni poco battuti.


Tracklist
Under The Moonlight
To The Night
Juliet
The Distance
A Time To Come
Hope Then Surrender
Love Has Gone Too Far
Until The End Of Time