07/06/17

Recensione: Jorn - Life on Death Road (2017)


No, non é il capolavoro annunciato. Ma é ugualmente un buon disco. Discreto, dai.
Ho detto "capolavoro annunciato" in quanto lo stesso Jorn Lande aveva detto che questo Life On Death Road non sarebbe stato il solito disco dei Jorn, ma sarebbe stato qualcosa di piú in quanto a quest'ultima fatica ha dedicato molto piú tempo rispetto a tutti i suoi precedenti album solisti, sia a livello di composizione che di registrazione. Il fatto che reputi Jorn Lande un fuoriclasse assoluto del microfono mi aveva fatto sperare bene, invece siamo di fronte all'ennesimo discreto lavoro della sua carriera solista che purtroppo, secondo il sottoscritto, non gli fará fare il salto di qualitá, neanche stavolta.

Analizziamo un po' le tracce e vediamo che é successo:

01) Life On Death Road
Vibrante. L'opener é una delle migliori canzoni del disco, con un ottime strofe, buoni ritornelli e una lunghissima sezione di (ottimi) assoli di chitarra nella seconda parte. Ah, se il disco fosse tutto su questa scia... TOP TRACK #2

02) Hammered To The Cross (The Business)
Eccoci invece al "solito" Jorn. Ritmi piú bassi rispetto alla opener ed in generale decisamente meno "vibrazioni" rispetto alla prima traccia, nonostante una buona seconda strofa ed un buon "special" a 3/4 del brano. Non male ma risulta in qualche modo "giá sentita".

03 Love Is The Remedy
Quanto mi piace la voce di Jorn quando canta su basi veloci. Il ritornello é un po' stucchevole, ma le strofe sono una delle cose migliori del disco, probabilmente. Le chitarre fanno davvero un ottimo lavoro, sia nella parte solista che in quella ritmica e, in generale, devo dire che tutto il disco é suonato molto bene con diversi membri dei Primal Fear che hanno aiutato Lande alla realizzazione del disco. Tornando al pezzo...TOP TRACK#3

04 Dreamwalker
Ballata che mi ricorda molto Coverdale e i Whitesnake nelle strofe (con Jorn che onestamente, dal punto di vista della qualitá vocale non ha nulla da invidiare a sua maestá David). Questa ballad non é un capolavoro, ma si lascia tranquillamente ascoltare. Gradevole

05 Fire To The Sun
Un bel riff e un bel drumming introducono questa Fire to the sun con delle buone strofe ma con dei ritornelli che forse alla lunga stancano un po' l'ascoltatore. Bella la parte degli assoli e pezzo niente male, forse (anzi, senza forse) un po' ripetitivo nel complesso. Qualche taglio avrebbe giovato sicuramente all'ascolto globale.

06 Insoluble Maze (Dreams In The Blindness)
I Black Sabbath? No no, é ancora Jorn con uno dei suoi andamenti tipici e con la solita interpretazione vocale da brividi (nelle strofe). Peccato che i ritornelli siano deboli e giá ascoltati mille volte e che il pezzo sia troppo lungo per quello che propone e, anche qui, si arriva alla fine un po' stanchi.

07 I Walked Away
Ancora i Whitesnake come influenza primaria per questo pezzo che potrebbe far parte di un disco di Coverdale, ma anche in un disco a caso della carriera di Jorn. Si lascia ascoltare, ma forse é un po' troppo derivativo e giá sentito per fare breccia nel mio cuore (quanto sono romantico).

08 The Slippery Slope (Hangman's Rope)
I ritmi si alzano di nuovo con la traccia numero 8, per me sempre un buon auspicio (parlo dei ritmi, non del numero 8). Beh, anche qui niente di nuovo, il pezzo é abbastanza trascinante anche se il ritornello non fa gridare al miracolo per originalitá. Ecco, forse é questo il problema principale dell'album, l'originalitá.

09 Devil You Can Drive
Finalmente delle dinamiche diverse nelle ritmiche (ma che anche qui mi riportano a qualcosa dei Whitesnake di Slip of the tongue) e un Jorn che canta su note basse in genere non sue. Stavolta il brano é molto piú interessante a livello strumentale che a livello vocale, Jorn non riesce ad incidere particolarmente ed il pezzo scorre un po' cosí...

10 The Optimist
Finalmente un altro bel pezzo, questa volta senza se e senza ma. The optimist é una bellissima ballad che convince fin dal primo ascolto. Tutto é al posto giusto compreso un testo che si sposa perfettamente con la musica. Jorn straordinario, cosí come il solo di Alex Beyrodt, altro protagonista del disco, cosí come le atmosfere create con le tastiere del "nostro" Alessandro Del Vecchio. Assolutamente TOP TRACK #1

11) Man Of The 80's
Primo singolo che aveva anticipato l'album. Piú che per la musica (classica da album dei Jorn), il brano si distingue per un testo che elenca una serie di fatti e personaggi. Non eccelsa, forse anche banalotta, ma si lascia ascoltare per il suo testo interessante.

12) Blackbirds
Chiusura con un titolo un po' inflazionato, ma vabbé... Come il titolo, anche il brano é abbastanza "inflazionato" e sembra di ascoltare un collage di idee ascoltate nelle tracce precedenti. Non c'era certo bisogno di allungare il brodo, dato che c'erano giá 11 tracce prima di questa. Jorn, mi spieghi perché hai inserito questa traccia? Non sará mica la Frontiers records che vuole un certo numero di tracce (per non so quale motivo) in tutti i suoi dischi? Io ho quest'impressione. SKIP TRACK

Per me ad oggi l'album migliore che porta il nome di Jorn Lande é Swing of death uscito due anni fa. Quello peró non fu solo farina del suo sacco in quanto il compositore principale di quel disco (cosí si dice) fu Trond Holter, non Jorn.

Riguardo Mr. Lande e Life on the death road: probabilmente é vero che questo disco é fra i migliori della sua carriera, ma la veritá é che quando lo senti cantare su altri progetti (Avantasia su tutti) il suo impatto é proprio altra cosa. Alcuni pezzi di quest'album sono abbastanza deboli (o giá sentiti) e i brani che mi convincono al 100% purtroppo non sono molti, nonostante la classe di Jorn e il lavoro egregio svolto dai musicisti che lo hanno accompagnato.

Voto 67/100