03/08/18

Recensione: Judas Priest - Nostradamus (2008)

Recensione a cura di David Deutscher

Rivendicazione sarebbe la parola giusta per descrivere quello che sto per scrivere, perchè recensioni su questo disco dei Judas Priest ce ne sono molte, ma l´idea generale che è rimasta nella testa degli amanti dell' heavy metal è che questo album è brutto, uno dei peggiori dei Priest, fino quasi ad ignorarlo.

Almeno la maggioranza delle opinioni che si possono leggere su YouTube sono molto negative. Dato che non lo trovo giusto, scrivo questa recensione con lo scopo di convincere i metallari, ma soprattutto i nuovi fan dei Priest, di non fare attenzione alle critiche negative ed acquistare questo capolavoro.

Il disco fu pubblicato nel 2008, succedendo ad Angel of retribution, del 2004, anche uno dei migliori album dei Priest. Nostradamus sarà l´ultimo disco con il chitarrista K.K. Downing. È un concept album e doppio CD, che racconta la vita del medico e astrologo francese Michel de Nostredame, nato nel 1503, famoso per le sue profezie. Musicalmente, è un album completamente diverso da tutti gli altri dei Priest. Troviamo arrangiamenti orchestrali in tutti i pezzi e anche tastiere, ma questi nuovi elementi servono per concedere maggiore ricchezza al suono e dargli grandiosità e drammatismo. Non sono pesanti per nulla e le canzoni continuano ad essere puro heavy metal, potente e feroce. La voce di Rob Halford brilla come mai aveva fatto. Oso dire che il cantato in questo disco è il migliore di tutta la sua carriera.

Altre sorprese che contiene questo Nostradamus sono canzoni dove Halford canta in italiano e francese. In Pestilence and Plague, a mio avviso la migliore canzone del disco, il ritornello è cantato in italiano. Il motivo penso sia strizzare un occhio al tempo che passò Nostradamus vagando per il Bel Paese. Il finale dell´ultima canzone del disco, Future of Mankind, Halford lo canta in francese.

Nostradamus è un disco con una produzione eccellente e di gran bellezza. Tutti i fan dei Priest dovrebbero averlo nelle loro scaffali. Infatti, è nella top 3 dei miei dischi dei Priest preferiti, insieme a Painkiller e Angel of Retribution. Senza dubbio, è molto più interessante di altri album come Defenders of the Faith, Point of entry, o perfino l´acclamato British steel.

Voto: 90 
Top tracks: Prophecy, Pestilence and plague, Persecution e Nostradamus. 
Skip tracks: Non ce ne sono, ma le più deboli sarebbero Death, War e New beginnings.
Tracklist:
Disc 1:
01 Dawn Of Creation
02 Propechy
03 Awakening
04 Revelations
05 The Four Horseman
06 War
07 Sands Of Time
08 Pestilence And Plague
09 Death
10 Peace
11 Conquest
12 Lost Love
13 Persecution

Disc 2:
01 Solitude
02 Exiled
03 Alone
04 Shadows In Flame
05 Visions
06 Hope
07 New Beginnings
08 Calm Before The Storm
09 Nostradamus
10 Future Of Mankind

Posted in  on agosto 03, 2018 by Kevin Johnson |   Edit