23/11/18

L'angolo brutale: Immortal

A cura di Simone Riccobono

Gli "Immortal", chi non ha mai sentito nominare almeno una volta il nome di questa band fondamentale per il black metal, formatasi nel 1990.

Impossibile non notare il carisma, il modo di apparire, ma soprattutto la simpatia e la goffaggine del cantante chitarrista, nome d'arte "Abbath", recentemente cascato a terra come una pera cotta mentre correva per raggiungere il palco, con la chitarra in mano e invogliato dal pubblico, con tanto di applausi da parte dei suoi fan. Vi invito a vedere i suoi momenti più divertenti, davvero comici. Possiamo anche affermare che ė uno di quei pochi artisti in campo estremo a non mostrarsi duro o spaccone, infatti gli Immortal sono un gruppo con tematiche assolutamente sobrie: i testi parlano di mitologia, sagre, e storia delle terre Norvegesi.

Tornando alla musica oggi voglio parlarvi di uno dei migliori album che "Abbath" e company abbiano partorito, ovvero: "Sons Of Northern Darkness" uscito nel 2002, primo album sotto contratto con la famosa etichetta "Nuclear Blast"  ed eletto come uno dei migliori album della band Scandinava.. Per alcuni un lavoro assolutamente fondamentale per il black metal.

Io mi sento di mettermi dalla parte di chi lo elogia, dopo essere stato travolto dalla potenza glaciale di "One By One". Da quel momento, poche sono le possibilità che il disco sia una ciofeca: ritmi freddi, ossessivi e pesanti, cambi di tempo, stacchi di batteria molto evidenti di doppia cassa, veramente impossibile stare fermi.

Al minuto tre e mezzo entra in scena quel riff Thrash Metal/Black... Vi invito a non scapocciare, ma attenzione alla vostra clavicola, andateci piano... Per non parlare della schiena, perché la forza di questo brano la fa da padrona, cercate di controllarvi.

Buon ascolto.