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04/02/19

Quella volta che i Megadeth mandarono in tilt lo scippatore

Ciao ragazzi, oggi sono qui per un qualcosa di diverso: non sono qui per parlarvi di un disco o di una top 10 ma per raccontarvi un aneddoto accaduto moooooolti anni orsono e che giudico in qualche modo divertente (ovviamente legato in qualche modo alla musica che ascoltiamo).

Avevo circa 13-14 e con il mio amico dei tempi (amico ancora adesso) uscivo di casa per andare a comprare una cosa da mangiare per la consueta merenda. Con me avevo, come sempre, il mio fido walkman (probabile che le nuove generazioni non sappiano neanche cosa sia) con Rust in piece dei Megadeth pronto a suonare dal primissimo secondo.

Facciamo pochi passi da casa, giriamo l'angolo e veniamo avvicinati da due loschi figuri leggermente più grandi (e sicuramente più minacciosi) di noi: "sono loro", continuavano a dire. Non ricordo quale fosse il pretesto esatto del loro "sono loro", dato che non li avevamo mai visti, ma finiamo per parlarci fino a quando uno dei due pronunciò: "che ore sono?", sicuramente per poterci prendere l'orologio.
Opponiamo in qualche modo resistenza verbale, sapendo dove la storia sarebbe finita, e uno di loro nota il mio walkman e i miei auricolari, magari per potermi prendere pure quelli.

Prende gli auricolari e se li porta alle sue orecchie:

"vediamo che stai ascoltando, premi play"
"ma no, lascia stare, non é musica per te"
"ti ho detto di farmi ascoltare"
"guarda che non ti piace", rispondo io, sicuro.

Insiste ancora e lo accontento: parte la canzone che vedete nel video sotto (era l'inizio dell'album, come vi avevo detto), pure a volume sostenuto.



L'espressione del tipo era a metà fra lo stupore e lo sdegno, come uno che avesse ascoltato la voce di satana in persona e, non sapendo come reagire a cotanta "chitarrosità" ha cominciato a farfugliare parole senza senso compiuto e spezza il filo (o cordina, non so come si chiama) dell'auricolare con dei morsi di pura rabbia.

Approfittando del momento di black out del tipo (grazie Dave), mi divincolo e mi allontano (la strada era abbastanza trafficata quindi non mi hanno inseguito) lasciando per qualche secondo il mio amico nelle loro grinfie, che poi riuscirà a divincolarsi in qualche modo pure lui, probabilmente approfittando dello stato confusionale avanzato e ripetuto causato dalla canzone.

Niente, tutto qui, volevo condividere questa sciocchezza con voi: a distanza di anni non ricordo più il viso del bravissimo ragazzo in questione ma ricordo ancora l'espressione di sdegno all'ascolto di un riffone prettamente heavy. Con la scusa, spero abbiate fatto partire e vi siate gustati la mitica Holy wars... The punishment due dei Megadeth, che non fa mai male.

Grazie a Dave Mustaine quel giorno ho salvato l'orologio e probabilmente anche le 5000 lire che avevo nel portafoglio. Mi sono dovuto comprare dei nuovi auricolari, però.