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26/05/19

Live report: Alice in chains @ Wembley arena, London 25/05/19

Devo essere onesto: non avevo in programma di andare a vedere il concerto in questione ma un mio caro amico mi dice: "ho un biglietto in piú, se vuoi". Beh, non é bello ció che é bello ma é bello ció che é gratis (semicit.), quindi eccomi qui a raccontarvi la mia ennesima esperienza alla Wembley arena, stavolta con una band storica di Seattle, gli Alice in chains.

Ci piazziamo in platea, in piedi, contrariamente a quanto faccio io di solito (da buon vecchio di merda quale sono) per vedere l'apertura dei Black rebel motorcycle club, che avevo già avuto modo di vedere qualche anno fa di spalla ai pearl jam. Mi piacquero allora e mi sono piaciuto forse anche più stasera per i suoni meravigliosi che avevano e per il contesto più intimo rispetto all'enorme spazio di Milton Keynes.


Alle 9 in punto fanno il loro ingresso gli Alice in chains con la bella Bleed the freak e noi ci spostiamo ancora più in avanti in posizione ottimale per vedere il concerto (vedere foto). I suoni sono (e rimarranno) ottimi con tutti gli strumenti ben distinguibili ma potenti, soprattutto la chitarra di Jerry Cantrell. Il suono non era mai "impastato" , insomma, come spesso accade ai concerti. Altra considerazione positiva da fare è sul bellissimo palco: niente di troppo complicato ma davvero molto stiloso che, cosa strana, permetteva anche di fare foto spettacolari. Ecco, quelle che vedete le ho fatte io con uno Smartphone. Grande gusto nella scelta delle luci.

La scaletta è un ottima alternanza di pezzi nuovi e vecchi (per essere un minimo preparato il mio amico mi ha preparato una playlist con quasi tutte le canzoni in scaletta) che la band esegue in rapida successione. L'unica cosa che non mi è piaciuta del concerto è stata proprio questa, la quasi totale mancanza di interazione con il pubblico. Qualcosa da Jerry Cantrell e dal "nuovo" William Duvall, ma veramente parole col contagocce. Si sarebbe potuto fare molto di più in questo senso, penso che le prime parole siano arrivate verso l'ottava canzone.


Della prima parte del concerto ho apprezzato particolarmente il duo Them bones e Dam that river, mentre una delle più apprezzate in senso assoluto è stata Down in a hole, cantata a squarciagola da praticamente tutti i presenti.
Altro pezzo che mi è piaciuto molto è stato Red giant, dal nuovo disco Rainer fog, suonato con grande gusto dalla sezione ritmica formata da Mike Inez e Sean Kinney.

Parlando dei singoli, ho apprezzato la prova del frontman William Duvall, che si muove molto bene sul palco sia con la chitarra che senza. A proposito di chitarra: aspettando il concerto parlavo con il mio amico di quale chitarra potrebbe fare al caso mio in base a gusto personale, forma, caratteristiche, suono etc. Niente, dopo aver guardato 1000 foto non riusciamo ad arrivare ad una soluzione.
Appena il frontman si presenta sul palco, ci  guardiamo e diciamo: "quella"! A fine concerto guarderò su internet per verificare mestamente che costa quasi 3000 dollari. Lascio perdere e continuo la mia ricerca, direi.

Ritornando alla musica: quasi solo classici per la seconda parte di scaletta, quindi troviamo in successione le varie Nutshell, Angry chair e sopratutto la mie due preferite della band, ovvero Man in the box e Would?, manco a dirlo cantate a gran voce dal numeroso e rumoroso pubblico della Wembley arena.

Il concerto si chiude con la bellissima Rooster (da ragazzino ho conosciuto la band grazie a questa canzone) ma che in questa sede è stata suonata davvero troppo "lenta" , non so se per scelta della band oppure se gli è uscita proprio così.


Anche non essendo un grande fan della band, mi sono goduto il concerto, che mi ha colpito particolarmente per impatto, palco, scaletta e suono della band. Un po' di interazione in più non sarebbe guastata ma va bene così.

Top songs: Them bones, Dam that river, Man in the box.