02/04/20


Breve descrizione/bio della band:
I Wet Floor sono una band garage-rock nata nel 2005.
Dopo essersi fatti le ossa con concerti nei locali dell’ hinterland milanese ed aver registrato due Ep, nel 2011 la band presenta il primo album autoprodotto dal titolo “L’effetto del curaro”.
Il disco ha portato la band sul palco del Magnolia, del Carroponte, fino alla partecipazione al MEI
Supersound.

Il 27 settembre 2014 viene pubblicato il primo lavoro ufficiale, “Profezia in 12 pezzi”, registrato al CRONO Sound Factory di Vimodrone con Simone Sproccati.
Il provocatorio album racconta di come media, religione, politica siano soliti creare degli idoli, far credere che qualcuno meglio di noi sappia guidarci, agire nel modo giusto e dirci come fare.
All’uscita dell’album segue il tour, che porta la band a suonare su molti palchi della Lombardia (Bloom, Carroponte, Circolo Ohibò tra gli altri), in apertura di alcune importanti band (Gazebo Penguins, Giorgio Canali, Voina, Giorgio Ciccarelli, Canova ecc) ed in alcune date fuori regione.

A metà del 2018 viene presentata una nuova formazione, che vede l’ingresso di Stefano Crippa alla chitarra e Fabio Donghi alla batteria, con la quale iniziano a lavorare al nuovo album.
Il 10 aprile 2020 viene pubblicato un nuovo lavoro, “La città era piena di rumore”, registrato al Toxic
Basement Studio da Carlo Altobelli.

Genere musicale:
Garage rock, ma non ci piace etichettarci in un genere musicale

Line-up attuale:
Andrea “Staglia” Staglianò – chitarra e voce
Luca “Luke” Erba – basso e cori
Stefano “Nino” Crippa – chitarra
Fabio Donghi - batteria

Album/EP/Demo all'attivo:
L’effetto del curaro (2011)
Profezia in 12 pezzi (2014)
La città era piena di rumore (2020)
Spotify: https://open.spotify.com/artist/0O10niQd9PptiUPtXTIeAD

Influenze:
Ognuno di noi ascolta cose diverse, a volte in disaccordo con gli ascolti degli altri componenti della band. E il bello è proprio quello: cercare di far coesistere l’esperienza, le influenze e le inclinazioni di tutti, senza uscire “fuori tema”. Se devo citarti una band a testa direi The Clash, Oasis, Linkin Park, Johnny Cash. E Social distortion per vederci tutti d’accordo.

Di cosa parlano i vostri testi:
Le nostre canzoni parlano del nostro modo di vivere la società, senza la pretesa di avere la verità in pugno, ma raccontando il nostro punto di vista su quello che ci succede. Raccontiamo la difficoltà che a volte si ha nello stare a galla in una società caotica, confusa e piena di stimoli ed informazioni, spesso in contrasto tra loro. Raccontiamo il desiderio di uscire dai “labirinti della mente” che spesso ci imprigionano e la voglia di rivalsa che ci spinge a voler partire da noi stessi per poter cambiare le cose, almeno nel nostro vivere quotidiano.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Non ne abbiamo una in particolare. Tanti sono i concerti che, per vari motivi, ci portiamo nel cuore: da quelli in cui suoni in casa, come il concerto che facciamo praticamente una volta l’anno al Masnada di Brugherio, in cui ci sono tante persone ed in tanti cantano con noi, ai concerti in cui ti aspetti poco interesse ed invece rimani stupito: Ci è successo allo Sparwasser di Roma ed alle Officine Ferroviarie a Torino.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Ce ne sono tanti, che raccontati non rendono l’idea. Ad esempio dopo un concerto a Roma abbiamo perso uno dei ragazzi del nostro team: si occupava di fare dei video durante il nostro concerto. Ci ha mandato un messaggio vocale alle 5 del mattino dicendoci di non sapere dove fosse. Lo abbiamo ritrovato il mattino seguente.

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Domanda impossibile a cui rispondere. Ora come ora diremmo:
Social distortion – Sex, Love & Rock’n’roll
Johnny Cash – The man comes around
The Clash – London Calling
Oasis – be here now
Counting Crows – August and everything after

Se ce lo chiedi tra dieci giorni questa top 5 di sicuro cambia.

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Ben Harper & the relentless 7 – white lies for dark times

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
Dave Grohl. Nirvana e Foo Fighters ci hanno segnato e poi dà l’idea di essere un tipo alla mano.

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste la band piú importante del pianeta:
La cosa che desidereremmo di più avere? Una cosa che non ha prezzo, con un valore inestimabile:
rivedere, in quello stesso backstage, sempre le nostre dannate facce anche dopo 20 anni. Il che vorrebbe dire che suoneremmo ancora insieme e che saremmo ancora la più grande band sulla faccia della Terra

Contatti (sito e/o social media)
Facebook: https://www.facebook.com/WetFloorGarage
Instagram @wetfloor.garageband
Youtube Wetfloor band

Post a Comment: