08/04/20


di Giulia Toselli

Ma come mi piacciono i The Glorious Sons!
Scoperti per caso, come al solito, alla caccia di nuovi artisti da ascoltare, mi sono imbattuta recentemente in questo interessante quintetto Rock canadese, che ha pubblicato da poco il loro terzo album in studio A War on Everything.

Il gruppo è stato fondato dal talentuoso cantante Brett Emmons (ovvero il pezzo forte della band, secondo me) insieme al fratello Jay, chitarrista, ed ai loro amici di una vita. Non si possono proprio definire una band di freschissima formazione, siccome si sono formati nel 2011, ma purtroppo non hanno avuto molto successo internazionale finora. Avrei dovuto andarli a vedere tra pochissimo a Londra, ma indovinate un po'.
Comunque, hanno ottenuto una discreta notorietà in Canada,  entrando varie volte nelle Top 20 e vincendo nel  2018 i Juno Awards  (i Grammy canadesi, per intenderci), come migliore album Rock con il loro disco precedente, pure molto bello per me, Young Beauties and Fools.

E’ molto difficile inscatolare il disco e lo stile di questi ragazzi, probabilmente un Rock classico con sonorità Southern come genere di riferimento, ma ci sono influenze varie che emergono nei brani, rendendomi l’album molto interessante. A mio avviso un album di tutte belle canzoni, scritte bene e con gusto, molto piacevoli da ascoltare, e con pure un bel lavoro sui testi, il che non è sempre scontato.
Tutti i brani di A War On Everything hanno testi forti, va detto. Le due chitarre, suonate da Jay Emmons e Chris Koster, danno morso e spinta alle canzoni, ma lavorano bene anche come riempitivi sfumati a volte, fornendo voci leggermente diverse alla composizione.

Già dalla prima strofa della bella opener Panic Attack I wanna be normal, I wanna be sane, I wanna look at you and feel something other than pain, si capisce si entrerà in un disco personale, sicuramente supportato da pensieri e idee.

La bella title track del disco, A War on Everything, concepita dalla penna molto matura di Brett, contiene questa frase a cui forse sono un po’ sensibile, in questo momento di quarantena: We are alone, together, forever. Ecco, toccandosi tutto il toccabile, il "forever" non riguarda noi, che sicuramente questo momento difficile finirà. Però mi è piaciuto molto il commento che Brett ha rilasciato in una recente intervista, in cui racconta come la canzone non parli solo della solitudine e dell'inevitabilità di essa, ma anche della sua accettazione. Forse non dovremmo aspettarci che qualcuno o qualcosa al di fuori di noi risolva questa sensazione, ci suggerisce. E’ una parte inscindibile di noi, e questa consapevolezza probabilmente aiuta a trovare qualcuno con cui condividere il nostro sé ancora meglio. Sagge parole, giovane ragazzo!

Per il resto, gran varietà di stimoli. La stupenda Wild Eyes mi rimanda a influenze glam rock, A Funny Thing Happened gioca con sonorità punk, Kick them wicked things aggiunge una punta di rockabilly anni ’50 e la dolcissima ballad The Laws Of Love and War per me profuma di  americana e di praterie verdi.

Questo approccio  vario continua in tutto il disco. Bellissimo riff di chitarre in  apertura di  una delle mie preferite dell’album, One More Summer, che parla di un amore malato, potente, “addictive”  e con un ottimo ritornello con back vocals splendidamente eseguiti. Brett, poi ci canta d'un bene!
Quasi indie The Ongoing Speculation Into The Death Of Rock N Roll, You all wanted him dead, who killed the rock and roller?Who put the gun to his head, who killed the rock and roller?He's a t-shirt now but nothing more…molto triste nel dichiarare con rabbia la morte del rock ‘n roll.

L’ultima power ballad, Pink Motel, mi ha fatto cadere la mascella. Quel flusso di coscienza, frenetico,  che Brett quasi urla nel microfono, regala un finale di canzone e disco meraviglioso e inaspettato. Fuck the cars and the money, Fuck all the trappings and the lifestyle, Fuck the rain and fuck the expectations you put on everything, Don't wait for me to leave you baby, What do you care about my love?, I care about you, I care about you. Beh, se un uomo mi urlasse quelle cose come lo fa Brett, lo accompagnerei nei motel di qualsiasi colore, non solo quelli pink.

Scherzi sui motel a parte, buona scoperta questi The Glorious Sons. Giovani, bravi e ispirati. Rock senza pretese, con una bella impronta cantautorale e matura, ben scritto, ben suonato e ben prodotto. Per tutti.

Voto 73/100
Top tracks: Panic Attack, Wild Eyes, One More Summer, Pink Motel



Brett Emmons – voce
Jay Emmons – chitarra
Chris Koster – chitarra
Chris Huot – basso
Adam Paquette – batteria

Tracklist:
1. Panic Attack
2. A War on Everything
3. Spirit To Break
4. Closer To The Sky
5. Wild Eyes
6. A Funny Thing Happened
7. The Laws Of Love and War
8. One More Summer
9. The Ongoing Speculation Into The Death of Rock and Roll
10. Kick Them Wicked Things
11. I’m On Your Side
12. Kingdom In My Heart
13. Lean On Me Love
14. Pink Motel