18 giugno 2012
12:23

Recensione (from the past) Faith no more- The real thing (1989)



La varietà!!
Come ho scritto in questo articolo, mi piacciono gli album vari, con tante idee.
Beh, a memoria non credo ci sia un album più vario di questo, The real thing sotto questo punto di vista è un capolavoro assoluto: troviamo canzoni funky/crossover (Epic, probabilmente la più famosa hit della loro discografia), heavy metal (Surprise! You're Dead! che ricorda gli Annihilator) da Pianobar ( Edge of the world), cover (War pigs dei Black sabbath) e strumentali (Woodpecker From Mars), il tutto condito con un pizzico di progressive e Hip hop. The real Thing, siore e siori.

Ad impreziosire l'album c'è il genio Mike Patton (al debutto), che ci regala linee vocali e testi assolutamente schizofrenici (Zombie eaters, a proposito avete mai sentito una canzone con un titolo del genere che comincia in modo così raffinato?) e che, con la sua voce istrionica e (solo in quest'album) leggermente nasale, fa spesso il verso a Anthony Kiedis dei Red hot chili peppers, che infatti ai tempi non gradì per nulla l'album.
La title track The Real thing è la più lunga del disco con i suoi 8 minuti abbondanti ed è il brano di più difficile assimilazione, ma probabilmente è la mia preferita del lotto, con quel buontempone di Mike Patton che cambia continuamente registro vocale ed il batterista Mike bordin con un gusto ed un tocco micidiale.
Edge of the world chiude romanticamente il disco con la frase "I'd kill my mother to be with you"

Cavolo, questo disco ha 21 anni ed è molto più avanti di molte uscite attuali.
Se amate la follia e la varietà, questo disco è imprescindibile.

Voto 9

Da non perdere: The real thing- Zombie Eaters
Skip song: Underwater love

Tracklist:
01. From Out Of Nowhere
02. Epic
03. Falling To Pieces
04. Surprise! You're Dead!
05. Zombie Eaters
06. The Real Thing
07. Underwater Love
08. The Morning After
09. Woodpecker From Mars
10. War Pigs
11. Edge Of The World

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