18/06/12

Recensione: Faith no more - The real thing (1989)


La varietà!
Come ho scritto piú volte su Given to rock sapete che mi piacciono gli album vari, con tante idee diverse. Beh, a memoria, non credo ci sia un album più vario di questo The real thing, che, sotto questo punto di vista è un capolavoro assoluto. Troviamo un po' di tutto in questo disco: canzoni funky/crossover (Epic, probabilmente la più famosa hit della loro discografia, ve la posto a fondo pagina), heavy metal (Surprise! You're Dead! che ricorda molto gli Annihilator) da "pianobar" (Edge of the world) una cover (la mitica War pigs dei Black sabbath) e anche un gran pezzo strumentale (Woodpecker From Mars), il tutto condito con un pizzico di Progressive e anche di Hip hop. Tutto questo é The real Thing, siore e siori.

Ad impreziosire l'album c'è il genio Mike Patton (qui al debutto assoluto, sostituendo un non certo irreprensibile Chuck Mosley), che ci regala linee vocali meravigliose e testi assolutamente schizofrenici. Cito la meravigliosa Zombie eaters su tutte. A proposito, avete mai sentito una canzone con un titolo del genere che comincia in modo così raffinato?

Patton, con la sua voce istrionica e (solo in quest'album) leggermente nasale, fa spesso il verso a Anthony Kiedis dei Red hot chili peppers, che infatti ai tempi non gradì per nulla l'album e la performance del cantante. Potete leggere diverse notizie di gossip su di loro, nel caso vi andasse di approfondire.

Ottimo l'inizio energico di From out of nowhere, che anche gli Helloween riprenderanno nel loro album di cover. La title track The Real thing è la più lunga del disco con i suoi 8 minuti abbondanti ed è probabilmente il brano di più difficile assimilazione, ma è la mia preferita del lotto, con quel buontempone di Mike Patton che cambia continuamente registro vocale ed il batterista Mike Bordin con un gusto ed un tocco sempre micidiale.  L'unico pezzo che invece mi lascia abbastanza indifferente del disco é Underwater love. Non male, ma sicuramente non all'altezza del livello medio dell'album.

Parlando di testi schizofrenici, non posso fare a meno di citare Edge of the world (la canzone "pianobar") che chiude "romanticamente" (notare le virgolette) il disco con la frase "I'd kill my mother to be with you". Patton qui forse un po' estremo, forse, ma ci piace per questo.

The real thing é uscito nel 1989 (fate un po' voi i conti) e per molti aspetti è un disco molto più "avanti" di molte uscite attuali, nonostante un suono secondo me non all'altezza della proposta. Se amate la follia e la varietà, questo disco è imprescindibile.

Voto 90/100
Top tracks: Epic, The real thing, Zombie Eaters
Skip song: Underwater love

Tracklist:
01. From Out Of Nowhere
02. Epic
03. Falling To Pieces
04. Surprise! You're Dead!
05. Zombie Eaters
06. The Real Thing
07. Underwater Love
08. The Morning After
09. Woodpecker From Mars
10. War Pigs
11. Edge Of The World