05/02/13

La discografia (semiseria): Bon Jovi

Bon Jovi (1984)
'Sti ragazzacci dalle pettinature agghiaccianti si affacciano con questo disco che proprio un capolavoro non è, e non è certamente abbastanza per distogliere il grande pubblico dai loro ciuffoni alla "Bee Hive" (quelli di Mirko e Satomi, per intenderci). Cosa raffigurerebbe la copertina? Perchè in Runaway Jon canta il finale in quel modo? Voto 63/100 (di incoraggiamento)

Top tracks: Runaway, Roulette, Shot through the heart.

7800 degrees Farenheit (1985)
Rieccoli! Stesse pettinature e grosso modo stessa qualità del disco precedente, anzi, decisamente qualcosa in meno. Inoltre, perchè la band si chiama Bon Jovi come il cantante? Solo perchè è più peloso degli altri? Perchè ha origini siciliane e qualche vecchio zio siculo ha imposto questa decisione? La band sprofonda e il disco viene giustamente ignorato da tutti. La copertina oscena non li aiuta. Ma chi è sto genio che le crea? La storia delle origini siciliane è vera, eh. La leggenda narra che il buon Jon sia andato a trovare i suoi lontani parenti in Sicilia ma loro non l'hanno riconosciuto e non gli hanno neanche aperto la porta. Voto 54/100 

Top track: In & out of love

Slippery when wet (1986)
Il successo? Eccolo. Il gruppo ha trovato la formuletta giusta (grazie anche all'aiuto del produttore Desmond Child) ed il pubblico è in visibilio, anche per le loro pettinature. Se la musica è figa anche le pettinature lo diventano. Giovanni Bongiovanni esibisce il suo petto villoso e la band pubblica canzoni che rimarranno nella storia dell'hard rock. Una canzone di quest'album finisce addirittura in uno dei miei film preferiti: Spaceballs. La canzone è Raise your hands e la scena è quella quando "Rutto" mangia nel camper spaziale. Youuuuu, youuuuu got a nasty siituuuaaaatiooonnnn Voto 80/100

Top tracks: You give love a bad name, Livin' on a prayer, Wanted dead or alive.

New Jersey (1998)
Il gruppo è passato da "echiminchiasonoquesti?" a superstar internazionali, e diciamola tutta, anche New jersey è un bel disco. Canzoni meno famose del precedente, ma nel complesso disco più godibile e meglio assemblato. E il giovanotto peloso comincia a cantare davvero bene e a fare lo spaccone davanti alle telecamere, anche se durante il tour ha molti problemi e canta in maniera discutibile. Sambora e gli altri non stanno a guardare e si ritagliano anche loro il loro spazio, riuscendo addirittura a volare in qualche videoclip. Le copertine sono decisamente semplici, ma almeno non fanno schifo come le prime. Voto 79/100

Top tracks: Bad medicine, I'll be there for you, Born to be my baby

Keep the faith (1992)
Hey, buttate il cinque! Il gruppo si da una sistemata (Jon si fa un taglio di capelli ripugnante) e la band si apre ancora di più ai suoni morbidi. Il risultato è buono, buonissimo, anche se le chitarre si sentono di meno e il bassista Alec John Such comincia a preparare le valigie. L'album è un successone in tutto il mondo, e se lo merita perchè è figo. Jon Bon Jovi dichiarò che la composizione di alcune canzoni di questo disco vengono dalla sua esperienza solitaria in moto in Arizona. Boh, vabbè... Voto 80/100

Top tracks: I Believe, Keep the faith, Dry county

These days (1995)
Dopo il ridicolo successo di Always (contenuta nell'appena uscito Greatest hits) che ha fatto conoscere i Bon Jovi anche ai nostri nonni, la band si ammorbidisce un pochettino e diventa sempre più romanticona,  il bassista Alec John Such non la prende troppo bene, chiude le valigie con lo spago e se ne va sbattendo una porta girevole. Se siete anche solo un po' romanticoni il disco vi piacerà, in caso contrario evitatelo come la peste. Io un pochino lo sono. E Jon e Sambora fanno il loro mestiere alla grande. Il bassista McDonald (che non è Ronald, quello dei panini) comincerà la sua favolosa carriera di bassista fantasma. Voto 78/100

Top tracks: Hey god, These days, Bitter wine.

Crush (2000)
La band si ritira per deliberare e, dopo svariati album solisti, si ritrova 5 anni dopo con questo disco, che apre ufficialmente l'era commerciale della band (non che prima si potessero proprio definire artisti indipendenti, eh), e l'era del Jon Bon Jovi senza voce. Cosa gli sia successo in questi 5 anni non è dato saperlo (ho cercato notizie in lungo e largo, ma senza risultato), ma a me non mi fa fesso, sono sicuro avrà avuto qualche grosso problema alle corde vocali: dal vivo abbassa l'accordatura e canta ugualmente male, sentirlo cantare alcuni brani live come Bed of Roses è una pena per i padiglioni auricolari. Dov'eravamo? Ah, Crush. Disco molto commerciale, che con It's my life si riesce quasi a fare odiare da tutti i rockers duri e puri, ma sapete che vi dico? Ascolto sempre molto volentieri quest'album e nel complesso mi piace. Alla faccia vostra, tiè. Voto 75/100

Top tracks: Say it isn't so, Just older, One wild night

Bounce (2002)
Sono onesto: quando uscii questo disco lo ascoltai molto pur non essendo propriamente la fine del mondo. La band tira ancora di più il freno a mano perchè la voce di Jon di questi tempi non permette una grossa varietà di scelte stilistiche. In conclusione, il disco non è bello, ma a me ai tempi piacque e mi faceva spesso da sottofondo in macchina. Certo, non lo ascolto praticamente da 10 anni, ed effettivamente non ho molta voglia di ritornare a farlo. Voto 62/100

Top tracks: Undivided, Everyday, Misunderstood

E' scritto chiaro e tondo qui sopra (2005)
Beh, la copertina del disco non è questa ma me ne frego altamente, mi secca cercare quella giusta. Disco al quale sono affezionato per motivi personali, in quanto mi ricorda un lungo viaggio e se ne dovessi decretare la colonna sonora, direi che sarebbe proprio questo disco. Lo so che non ve ne frega nulla, scusate.
Il disco è molto più allegro e positivo del precedente, ovviamente la qualità degli album dei primi anni ce la sogniamo la notte, ma il disco mi piace perchè è molto "fresco" (come il latte) e gradevole. Jon sembra anche aver riacquistato un po' di voce, o forse è stata solo lavorata meglio.Voto 70/100

Top tracks: Who says you can't go home, Have a nice day, Last man standing

Lost Highway (2007)
Bah. Disco di mestiere. Idee nuove sembra non ce ne siano più e la band viaggia con il pilota automatico, tanto nella strada della copertina non c'è proprio nessuno. Singoli sottotono, così come tutto il disco, il disco sembra indirizzato ad un pubblico diverso. Pensate solo che utilizzavo molte musiche di questo disco quando lavoravo come montatore di video di matrimoni (ebbene si), credo non debba aggiungere altro. Lo si può anche ascoltare, ma forse se non lo si ascolta si sta pure meglio. Però acquisto quasi obbligato nel caso vi affacciaste nel mondo del video editing. Voto 53/100

Top tracks: I love this town (l'unica che ripropongono live ultimamente, infatti)

The circle (2009) 
Disco veramente molto strano. In genere le tracce migliori stanno sempre nella prima parte del CD e nella seconda ci sono gli eventuali riempitivi. Invece nella prima parte di The circle (a proposito, ma dove sono, nelle fogne?) sembra di ascoltare il precedente Lost highway (seppur con un po' di verve in più, peró sempre na palla), invece, quando stai quasi per perdere le speranze, ecco finalmente qualche buon pezzo. Il singolo We weren't born to follow è un autoplagio ignobile di Born to be my baby. Voto 60/100

Top tracks: Live before you die, Fast cars, Happy now.

What about now (2013)
Mah, mi sa che li abbiamo persi definitivamente. Sambora non fa neanche piu' parte della band (ha abbandonato dopo questa ciofe..ehm questa uscita discografica) e la palla è passata interamente a Jon che oramai ha intrapreso la linea morbida e una vecchiaia serena. Dal vivo vale ancora la pena vederli, ma mi sa che i dischi buoni ce li possiamo scordare.. A sto punto facciano degli EP che forse è la cosa migliore. Anzi, forse neanche quelli. Voto 50/100

Top tracks: That's what the water made me, Beautiful world.

Burning bridges (2015) 
L'album é tremendo, ma Jon ha la scusa che i brani sono dei vecchi scarti da altri dischi e il disco é stato fatto solo per chiudere il contratto con l'etichetta discografica. Sará, ma comincia comunque a preoccupare il gusto per un certo tipo di produzione Pop. Sambora ride. Voto 48/100

Top tracks: I'm your man, Burning bridges


Li abbiamo proprio persi definitivamente (sí, lo avevo scritto anche due dischi fa...). Le canzoni sono giá discutibili ma per complicare ancora le cose Jon decide di utilizzare degli agghiaccianti arrangiamenti pop/disco. Questo disco ha il pregio di avere alcune tra le canzoni piú brutte di tutte la discografia. La copertina é forse la cosa piú bella del disco (e ho detto tutto). Addio. Sambora sghignazza. Voto 48/100

Top tracks: Scars on this guitar, The devil's in the temple, Come on up to our house


Per congedarvi, condivido quella che probabilmente è la mia canzone preferita del gruppo, anche se sconosciuta ai più.
Nb: questa è la versione tagliata, credo che quella originale sia sugli 8 minuti. Dryyyyy couuuuntyyyyyyyyyyyyy