05/11/16

Recensione: Bon Jovi - This house is not for sale (2016)


Anticipato dall'uscita di alcuni singoli terrificanti, finalmente (!) ho potuto mettere le mani su This house is not for sale, 14esimo disco in studio per i Bon Jovi (anche se forse sarebbe più corretto chiamarli Jon Bon Jovi, dopo l'abbandono di Richie Sambora). L'album è stato concepito dal Bongiovanni dopo un periodo difficile della sua vita e la copertina che vedete sopra rappresenta le sue forti radici. Ci piace. Ma veniamo al temutissimo ascolto.


1. This House Is Not For Sale
Se volete vedere la mia faccia disgustata durante l'ascolto del ritornello, cliccate pure qui senza timore. Beh, non saprei cosa altro aggiungere a quanto già detto, francamente: la canzone non è male, anzi. È solo il ritornello con i mille cori che mi fa cagare. A voi no?

2. Living With The Ghost
Ma che è, Ligabue?? Giuro che sembra più una canzone dell'ultimo Liga che dei Bon Jovi. Non sarebbe una brutta canzone, ma c'è una chitarra fastidiosissima che ci accompagna per tutta la durata e il ritornello è abbastanza cantilenoso e ripetitivo.

3. Knockout
Sono stato troppo buono col giudizio del primo ascolto (se volete vedere di nuovo la mia faccia, cliccate qui).  Knockout è in realtà una canzone insopportabile con un incedere molto più dance che Rock. L'ho sopportata la prima volta, l'unica volta che l'ho ascoltata per intero. Jon, ci sei???

4. Labor Of Love
L'unico dei singoli che non mi aveva fatto stare male. La canzone è una semi ballad che ci riporta (un po' troppo?) alla famosa Wicked game di Chris Isaak, perlomeno negli inizi di strofa. Per il resto non una canzone memorabile, ma rispetto a quello che abbiamo sentito fino ad ora me la tengo strettissima, con un arrangiamento molto più sobrio.

5. Born Again Tomorrow
A memoria non ricordo una canzone dei Bon Jovi più brutta di questa. È praticamente una canzone dance, una di quelle che se entro in un locale e trovo una canzone del genere, esco di corsa (la musica è importante). Se conoscete una canzone dei BJ più brutta di questa, fatemi sapere. Sambora dove sei?????

6.  Roller ­Coaster
Ohhhh ohhhhh ohhhhhh ohhhhhh ohhhhhho.... Quanto li odio quando sono messi così tanto per.... Dopo la precedente, Roller coaster fa una figura discreta perchè ha un buon piglio ma il ritornello è troppo infantile e cantilenoso per piacermi. Spesso la salto perchè mi da i nervi.

7. New Year’s Day
Non è la cover degli U2, vero? No, è solamente una canzone senza infamia e senza lode. Che è già qualcosa, dato quello che abbiamo ascoltato fino ad ora. Ma le chitarre dove sono finite??

8. The Devil’s In The Temple
E che porca puttana, finalmente all'ottava canzone troviamo una chitarra tagliente e Jon che canta con un po' più di cattiveria (e persino con un piccolo acuto, verso la fine). Finalmente una canzone come si deve! Niente capolavori, ma quello che mi aspetterei di sentire dai Bon Jovi nel 2016. Alla buon'ora!

9. Scars On This Guitar
Oh, altro buon pezzo questa Scars on this guitar, che mi ricorda qualche atmosfera rilassata di Bounce. Pezzo praticamente solo chitarra, voce e piano. E va molto bene così... Le cose semplice a volte sono le cose migliori. Soprattutto se parliamo di quest'album.

10. God Bless This Mess
Ma che, di nuovo la title track? No, ha altre parole ma la canzone è praticamente la stessa, se ci cantate sopra, funziona. Anzi forse questa è meglio perchè non ha cori fastidiosissimi. Mah.

11. Reunion
Questa mi ricorda molto una canzone di Lost Highway (ah, quanto si rivalutano quegli album adesso...). Reunion è una canzoncina carina che non passerà certo alla storia, ma è allegra, con una produzione leggera ed ha un messaggio positivo quindi mi sento di salvarla in qualche modo. Forse mi accontento di poco, ma per questo disco va bene.

12. Come On Up To Our House
Jon ci invita a casa... Beh, canzone riuscita. La chitarra cantilenosa prova a rovinare tutto, ma nonostante tutto il messaggio e la semi-epicità del ritornello (vabbè sto esagerando) fanno di Come on up to our house una delle pochissime canzoni riuscite di questo album, cresciuto moltissimo nella seconda parte. In questo mi ricorda l'album The circle, per me brutto nella prima metà ma con una seconda parte all'altezza della situazione.

Dalle anteprime mi aspettavo il disco più brutto degli ultimi 10 anni, così non è stato. Certo, rimane un disco bruttarello (per essere buoni) di cui salvare praticamente la metà delle tracce, con pochissimi picchi e con canzoni terricicanti, con la seconda metà che tiene un po' in piedi la baracca. La strada era già stata tracciata con What about now e Burning bridges (clicca sui link per leggere le rispettive recensioni), purtroppo si procede su quella strada: suoni finti che poco hanno a che fare con il rock e chitarre ridotte all'osso. Quanti assoli ci sono in questo disco? Ecco.
Non voglio fare il nostalgico, ma mi vado a riascoltare Dry county, con delle parti-capolavoro di chitarra di Richie Sambora. Questi per me non sono i Bon Jovi, sono un esperimento poco riuscito di Jon. Mi sembra che lo abbiamo perso definitivamente.

Voto 48/100

Top tracks: Scars on this guitar, The devil's in the temple, Come on up to our house
Skip tracks: Knockout, Born again tomorrow, Roller coaster


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