18/06/13

Recensione: Alice in chains - The devil put dinosaurs here (2013)



The devil put dinosaurs here
Alice in chains
A cura di Eli brant.

Ascoltando The devil put dinosaurs here, si realizza una volta per tutte che l’assenza di Layne Staley ha privato la band della sua anima malata e straziante.
Quella per cui molti li avevano ricondotti al grunge, ma anche quella che ha accompagnato un’intera generazione nei momenti di malessere che ognuno si trova ad affrontare.
Resta però in piedi e del tutto integra l’altra identità degli A.I.C..
Quella che gl’ha permesso di distinguersi da tutti gli altri e li ha resi unici.
Quella oscura e possente che, dopo lo struggimento iniziale, scuote e sconvolge, facendo fuoriuscire ed urlare la propria condizione.

The devil put dinosaurs here conserva intatto ques’ultimo aspetto, ma con una formula ridotta e meno convincente del precedente Black gives a way to blue rispetto al quale perde in freschezza.

All’epoca in particolare (siamo nel 2009), le alchimie vocali tra Cantrell e l’allora semi-sconosciuto Duvall avevano fatto gridare al (quasi) miracolo. Sostituire Staley era impossibile ed allora i due si concentrarono nella costruzione di una nuova personalità attraverso l’intreccio perfetto tra le loro voci.
E l’esperimento, specie dal vivo, era riuscito perfettamente.
Questa volta tuttavia, l’effetto finale è molto meno travolgente e la sensazione è quella di un coinvolgimento ridotto, sterile e più asciutto.

Resta salvo il sound cupo e profondo, così come l’andamento Sabbatthiano lento ed imponente.
Si percepisce inoltre il recupero di alcune sonorità metal dei primi tempi (il che ad alcuni farà piacere, ad altri un po’ meno), mentre l’approccio sonoro complessivo sembra riprendere più che qualcosa dal classic rock, con riff statuari e molto cadenzati.
Insomma, la firma di Jerry non viene meno, così come la sezione ritmica solida e mai banale.
In assoluto però, il disco perde in originalità e resta, a conti fatti, un album difficile: non necessariamente complesso, ma molto arduo da digerire e comprendere.

Non è una delle migliori uscite deigli A.I.C., anche se il coraggio, quello sì, di certo non manca ai paladini del grunge: dodici brani per un’ora e 7 minuti.
In un’epoca lobotomizzata dai frenetici ritmi televisivi e da quelli scostanti ed impazziti del web, proporre un album simile è un atto quantomeno azzardato se non imprudente.

Il problema vero, tuttavia, è la mancanza di equilibrio complessivo.
Questo è dovuto non tanto, o non solo, alla composizione della scaletta (che non aiuta, specie nel mezzo) ma piuttosto alla ridondanza di alcuni brani che appesantiscono (e di molto) l’ascolto.
Di attenzione per riuscire a far scorrere per intero l’album ce ne vuole davvero molta ed a tratti sembra persino una piccola impresa.

In realtà però, i brani, presi singolarmente sono ancora notevoli.
Sì è vero, ci sono alcuni passaggi a vuoto come la titletrack oppure “Hang on a Hook” (che si apprezza solo nella parte finale), ma i singoli (“Stone” e “Hollow”) o la stupenda ballad “Voices” colgono davvero nel segno.
Altre canzoni si godono dopo un po’ di ascolti, come il trittico “Low ceiling”-dal ritornello ammaliante, “Breath on a window”-energica e coinvolgente e la ballad country “Scalpel” che dal vivo conquisterà i cori del pubblico.
In definitiva, siamo forse di fronte un piccolo passo falso per una grande band.
Ma non è di certo una bocciatura, perché brani come Voices e Stone rendono giustizia ad un gruppo inossidabile entrato ormai nella leggenda.

Inutile nasconderselo: si sente tremendamente la mancanza ed il bisogno della classe sopraffina di band come gli Alice in chains.
Persino in momenti meno inspirati come quest’ultimo, in cui, è duro ammetterlo, si soffre per la mancanza di mordente.
Abbiamo però una certezza assoluta: dal vivo la band riesce sempre a far germogliare ed esplodere anche i brani meno riusciti, restituendogli verve e grinta sopiti dietro la patina del disco.

VOTO: 6,5
Tracklist:
1. Hollow
2. Pretty Done
3. Stone
4. Voices
5. The Devil Put Dinosaurs Here
6. Lab Monkey
7. Low Ceiling
8. Breath On a Window
9. Scalpel
10. Phantom Limb
11. Hung On a Hook
12. Choke
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