29/08/13

Recensione: Lingua mortis orchestra - LMO (2013)


E chi sono questi?? Tranquilli, non sono altro che i Rage.
No, non i Rage against the machine, ma i Rage di Peavy Wagner, con l'aggiunta della famosa orchestra, la Lingua Mortis, appunto.
Risultato? Buono, decisamente buono, I Rage sfornano album praticamente ogni anno (come cazzarola fanno a trovare tutte queste idee?), mantenendo uno standard sicuramente piú che decente, con alcuni picchi e con alcuni piccoli tonfi.

27/08/13

Intervista: Seventh veil


Ho avuto il piacere di intervistare i ragazzi dei Seventh veil, freschi freschi di pubblicazione del loro debut White Trash Attitude, che ho avuto il piacere di ascoltare e di apprezzare.

21/08/13

Il demolitore: Nirvana - Nevermind

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.
Vediamo di quale disco si lamenterá oggi:

Mamma mia, questo sarebbe un disco generazionale e uno dei piú influenti della storia?

12/08/13

Top 10: Judas Priest

Senza indugio alcuno e senza troppe introduzioni di sorta, vai con la top 10 dei Judas Priest!

10) Exciter (From Stained class - 1978)
Suoni a parte, la canzone risulta attualissima a distanza di 35 anni.
Giù il cappello per una delle band più influenti e tamarre dell'heavy metal. Cliccate sul titolo e la canzone vi apparirá come per magia.

08/08/13

Recensione: EP Afterwork - Work, spend and Die (2013)


Un EP fresco fresco proveniente dagli Italiani Afterwork.
Un po' di biografia, prima della recensione:

07/08/13

Lo sapevate che... Bruce Dickinson

Lo sapevate che...
  • É nato il 7 agosto 1958 e c'é una canzone dal suo repertorio solista che lo dichiara, si chiama Born in 58).
  • Da giovane avrebbe voluto fare il batterista, ma non aveva i soldi per comprare una batteria, quindi provó con il microfono, quasi per caso, a scuola.
  • La sua prima band si chiamava Speed: era una band heavy metal con l'organo hammond che si chiamava cosí perché suonava a velocitá smodata.
  •  Il primo disco comprato con i suoi risparmi fu In rock dei Deep purple.
    Foto di Алый Король
  • Ai tempi dei Samson, aprí alcuni concerti ai Maiden. Ne apprezzava l'energia, ma non la musica a livello assoluto. Nonostante tutto, voleva sostituire un morente, a detta sua, Di Anno. 
  • Ai tempi era soprannominato Bruce Bruce, nomignolo inserito in uno sketch dei Monthy Python. Altro soprannome é quello di Air raid siren, che gli fu attribuito dopo un suo urlo che distrusse un globo di vetro al college.
  • Ha due lauree (in storia e letteratura), piú una Honoris causa sulla musica, conseguita del 2011.
  • E' un ex campione di scherma. Si piazzó tra i primi dieci atleti del Regno unito. Successivamente fondó la compagnia The duellist (come la canzone) per produrre e vendere attrezzature per questa disciplina.
  • Durante i primi show con i Maiden spostava Steve Harris con l'asta del microfono, perché non lo voleva al centro del palco, quel posto era suo.
  • Registrare la prima parte della canzone The number of the beast fu una tragedia, non capiva quello che chiedeva il produttore e provó a registrarla per diverse ore, l'urlo in particolare.
  • Dopo il World slavery tour del 1985, Bruce propose ai Maiden di modificare il loro genere proponendo loro delle canzoni in stile Jethro tull, ma la band non fu d'accordo. Bruce scrisse pochissimo per il successivo Somewhere in time.
  • Negli anni ’90 conseguí il brevetto da pilota, e tutt’ora è pilota di linea in Inghilterra per la Astraeus Airlines, di cui è anche direttore commerciale e ne ha salvato le sorti, intervenendo economicamente per evitare il fallimento. Tra alcuni voli,  si ricorda quello con cui riportò a casa duecento inglesi da Beirut durante alcuni disordini civili, quello con cui rimpatriò un gruppo di piloti dall’Afghanistan o quelli effettuati per condurre le squadre dei Rangers Glasgow e del Liverpool in Israele e a Napoli per alcune trasferte.
  • Il punto piú basso della sua carriera fu il progetto sperimentale Skunkworks, che peró lui definisce peró come divertente e molto importante per capire quello che voleva fare realmente. Riascolta il disco sempre con molto piacere. Quando, da solista, ritornó al metal con Accident of birth il disco vendette quasi il doppio del contemporaneo dei Maiden (virtual XI).
  • dal 2002 al 2010 ha presentato il Friday Rock Show alla radio della BBC, conducendo anche programmi sulla storia del rock e sull’aviazione, mentre nei primi anni ‘90 ha scritto due libri: The Adventures of Lord Iffy Boatrace e il sequel The Missionary Position. Nel 2008 ha scritto la sceneggiatura per il film Chemical Wedding, precedemente titolo di un suo album solista incentrato sulla vita e le opere di William Blake.
  • é un autore di fiction televisive, e presenta alcuni documentari per Discovery Channel e per Sky One.
  • Parla correttamente il francese
  • Si è sposato due volte e ha tre figli, il piú grande dei quali suona in una band heavy metal.  
  • Blaze Bayley ha ricordato il bel gesto di Bruce in occasione del suo primo show con i Maiden: l’ex vocalist gli fece recapitare in camerino un pacco con birre pregiate ed un bigliettino di auguri. 
E' tutto, vi lascio proprio con Born in 58 (non proprio la piú bella canzone del mondo, ma l'avevo citata in apertura, quindi beccatela senza fiatare.)


04/08/13

Live report : Iron Maiden - O2 arena, London 03/08/13



Quello nella foto sopra non sono io.

La grande novità della prevendita antibagarinaggio: praticamente non acquisti i biglietti, ma acquisti la possibilità di entrare, mostrando la carta di credito che hai usato per il pagamento. Quindi, tecnicamente, se compri 3 biglietti, mostrando la tua carta di credito all'ingresso, puoi entrare con altre 2 persone, senza possibilità di uscita. Ottimo sistema. Vi interessava? No? Io ve l'ho detto lo stesso.

01/08/13

Recensione: James LaBrie - Impermanent Resonance (2013)

Il tanto odiato James LaBrie si rimette in gioco. Attendendo il nuovo album dei Dream Theater, presenta questo Impermanent Resonance, mischiando un po' le carte in tavola rispetto al passato.
Avevo mal digerito gli ultimi lavori, composti da buone canzoni, ma che, nell'insieme, erano piú pesanti di una peperonata alle 7 del mattino.

Cosa cambia in questo disco? James esplora altri mondi e lascia molto spazio ai suoi (ottimi) compagni d'avventura Peter Wildoer (giá presente nel precedente disco, oltre che ad essere stato "provinato" come nuovo batterista dei Dream theater) e Matt Guillory, la cui presenza con le tastiere é tanto ingombrante quanto positiva. Marco Sfogli é sempre ottimo, ma forse passa un pochino in secondo piano, rispetto ai dischi precedenti. Wildoer oltre a fare un lavoro incredibile alla batteria (doppio pedale, che passione), si presenta come "screamer" e affianca James alla voce in diversi frangenti. Ne guadagnano le canzoni, che risultano piú varie, rispetto al passato, vedere il primo singolo Agony o Amnesia per ulteriori spiegazioni: estremamente orecchiabili, ma dure e impegnative. Tutte le canzoni di questo Impermanent Resonance si potrebbero rispecchiare in questa descrizione, nonostante la "durezza" della musica, la musicalitá e la melodia viene sempre messa in primo piano, con dei chorus sempre efficaci e "morbidi" come in Slight of hand e soprattutto in Back on the ground, quasi un esperimento pop metal. C'é pure una ballad, Say You’re Still Mine, che é quanto di buono potete aspettarvi dal James La Brie che giá conoscete.

Questo disco é il punto che unisce i suoi vecchi Mullmuzzler ai suoi ultimi progetti solisti, ed é sicuramente uno dei piú convincenti. Ascoltatelo! (Non sono sicuro dove stia l'accento, casomai mi perdonerete della confidenza).

Voto 68/100

Best tracks: Agony, Back on the ground, Say you're still mine
Skip track: I got you

Tracklist:
01. Agony
02. Undertow
03. Slight of Hand
04. Back on The Ground
05. I Got You
06. Holding On
07. Lost in The Fire
08. Letting Go
09. Destined to Burn
10. Say You’re Still Mine
11. Amnesia
12. I Will Not Break