17/11/17

Videorecensione: Sepultura - Roots (Remastered 2017)

Abbiamo fatto 30, facciamo 31.
Avevo recensito Chaos A.D (cliccate sul titolo senza paura) e ora parliamo brevemente del suo splendido successore, Roots datato 1996.

Durante le mie solite chiacchiere non mi sono soffermato sulle tracce del bonus disc, in quanto potete vedere da voi che sono una serie di versioni demo e strumentali. Forse l'unica che merita di essere citata é la versione live di Attitude dall'Ozzfest, tra le altre cose cantata abbastanza male.

Disc one:
01 – Roots Bloody Roots
02 – Attitude
03 – Cut-Throat
04 – Ratamahatta
05 – Breed Apart
06 – Straighthate
07 – Spit
08 – Lookaway
09 – Dusted
10 – Born Stubborn
11 – Jasco
12 – Itsári
13 – Ambush
14 – Endangered Species
15 – Dictatorshit
16 – Canyon Jam

Disc two:
01 – Ratamahatta (2 Meter sessions)
02 – Roots Bloody Roots (2 Meter sessions)
03 – Attitude”(2 Meter sessions)
04 – Kaiowas (take one)
05 – Procreation (Of The Wicked)
06 – Roots Bloody Roots (demo)
07 – Attitude (instrumental)
08 – Cutthroat (instrumental)
09 – Dictatorshit (instrumental)
10 – Untitled (demo)
11 – R.D.P. (demo)
12 – Dusted (demo)
13 – War
14 – Mine
15 – Lookaway (master vibe mix)
16 – Roots Bloody Roots (megawatt mix)
17 – Attitude (live at Ozzfest)

16/11/17

Featured artist: Morten Paulsen - Restless nights

L'artista norvegese rock/country Morten Paulsen ha pubblicato questa commovente canzone -con annesso video musicale- sulla speranza e sui sogni. Il video, diretto da Lars Skaland, merita sicuramente un ascolto. La canzone è già stata trasmessa dalla radio norvegese e britannica.  

Paulsen ha avuto alcuni precedenti successi nell'industria discografica, con il maggior successo nelle classifiche con il suo successo del 1998 "Better Days" che gli è valso un premio a Nashville.

Enjoy!

15/11/17

Live report - Helloween, Pumpkins united tour - Brixton Academy, London 14/11/2017


Era da una vita (facciamo una ventina d'anni, vah) che aspettavo questo momento: ascoltare le canzoni degli Helloween dal vivo con Michael Kiske. Avevo giá ammirato michelino in tempi recenti live con gli Avantasia, ma non é la stessa cosa, giusto? Ho finalmente raggiunto l'obiettivo, grazie a questo tour di reunion delle zucche, Pumpkins united, che come saprete vede protagonista anche Kay Hansen, oltre ovviamente al vero leader di questa seconda parte di carriera, Andi Deris. A proposito, nel caso vi foste persi la nuova canzone, chiamata per l'appunto Pumpkins united, potete ascoltarla con me cliccando qui.

Avevo visto gli Helloween nel tour precedente all'arena di Kentish Town (sempre a Londra, ovviamente), ma il contesto era abbastanza diverso. Certo, lì c’erano di spalla i Rage ma questa é la reunion attesa da una vita, cazzarola.

Arrivo alla Brixton Arena e so già che il concerto non è sold out quindi mi aspetto poca gente (senza un motivo plausibile). In realtà la fila per entrare cominciava quasi dalla mia vecchia casa, mannaggia a loro. E pensare che quando abitavo lì non hanno fatto un concerto che mi interessasse alla Brixton arena, adesso invece mi tocca andare fino all'altra parte della città. Ma vabbè, un classico...

Mi piazzo in un bel posto, seduto come i fighettini, perché non mi va più di mettermi le bottiglie sotto i piedi per cercare di vedere qualcosa. Sono basso.


Il concerto comincia sulle strane e inaspettate note di Let me entertain you di Robbie Williams e si può ammirare subito lo strano palco della batteria e gli schermi dietro. Si parte benissimo con le datate Helloween e Dr. Stein dove Kiske e Deris si alternano al microfono. La cosa che salta subito all’orecchio è che Deris non si lascia intimidire di fronte a sua maestà (scusate se lo chiamò così)  e sfodera (non solo durante queste due canzoni) una prestazione vocale da paura. Chapeau per Andi, veramente.

Un coglione davanti a me cerca di rovinarmi il divertimento per fare la sua diretta streaming su Facebook (ho sbirciato, aveva UNO spettatore UNO) muovendo il telefono a mo di telecamera come se fosse chissà quale cameraman. È durato solo una mezz’oretta, per fortuna. Ero tentato di lanciargli il telefono dalla tribunetta.


Tornando a noi... dicevamo che i due cantanti si sono avvicendati per tutta la durata del concerto e, trovata simpatica (ma che toglieva un po' di continuitá allo show), le canzoni erano spesso anticipate da un simpatico video di due zucche che prendevano le sembianze dei componenti del gruppo.

Stupenda Perfect gentleman dove c’è stato un bel siparietto fra i due cantanti e il pubblico, seguirà anche la splendida Forever and one a due voci (Kiske faceva quella bassa, durante il ritornello) che vede protagonista anche il chitarrista, sempre simpatico Sascha Gerstner, che peró ha un taglio di capelli da denuncia penale. A proposito di siparietti bellissima anche A little time sfumata (avete capito bene, l’hanno sfumata live!) e How many Tears dove ci sono state risate ed incomprensioni su chi doveva cantare e quando. I pezzi sono sapientemente alternati fra la Kiske-era e la Deris-era.


Non poteva mancare lo spazio dedicato a Walls of Jericho dove il protagonista è sicuramente Kay Hansen. La band si rituffa nel passato e sfodera un’energia incredibile con le datatissime Starlight, Ride the sky, Judas e Heavy metal is the law. Kay se la cava benissimo anche dietro al microfono e fa un figurone come frontman del gruppo, che sembra sia ringiovanito di un bel po' di anni, data la potenza dei brani.


Vengono toccati quasi tutti gli album delle zucche e nonostante Michael Weikath sprizzi la solita energia contagiosa da tutti i pori, il pubblico apprezza praticamente tutte le fasi dello show e conseguentemente della carriera della band. Se dovessi descrivere ogni singolo momento del concerto faremmo notte, quindi vi posto la setlist a fondo pagina, con tanto di dettagli. Certo, avrei fatto a meno di qualche canzone (Kids of the century, mai piaciuta...), ma la setilist così varia e la durata complessiva di 2h e 56 minuti non possono che accontentare tutti: ci sono le canzoni dei primi Keeper e i singoloni dell'era Deris come Power, I can, Sole Survivor e If I could Fly, solo per citarne alcune. Una canzone che invece avevo dato per scontato ci fosse è proprio il nuovo singolo Pumpkins united, ma niente. Boh, questa non l'ho capita...
La band ha voluto ricordare anche lo scomparso batterista Ingo che ha duettato virtualmente in un assolo con l’attuale Daniel Löble. Bravissimo, per carità, ma Uli kusck per me rimane sempre di un altro livello.

Ad un certo punto si fa anche baldoria con Kiske che prende la chitarrra di Hansen e comincia a cantare un pezzo di Elvis. Se all'inizio lo show era un pochino freddo, nella seconda parte tutti i componenti si sono sciolti e hanno interagito in maniera molto simpatica sia tra di loro che col pubblico. Magari la reunion sará stata fatta solo per soldi, ma ho visto davvero una band "united".

L'ultima parte è praticamente un one man show con sua maestà che ci delizia con Eagle fly free, con quello che é probabilmente il capolavoro delle zucche - The keeper of the seven keys, con Future world e con la conclusiva I want out.

Il concerto finisce con palloni a forma di zucche e coriandoli, con la band che ha dato tutto e il pubblico che ha partecipato in maniera attiva allo show.

Francamente non mi potevo aspettare di meglio.

Top tracks: Forever and one, The keeper of the seven keys, Perfect gentleman
Ne avrei fatto volentieri a meno Kids of the century

13/11/17

Videorecensione: Metallica - Master of Puppets (Remastered - Deluxe edition 2017)

Con la scusa di tutti queste edizioni deluxe - tricchebballache - remaster mi prendo la scusa di dire qualche parola su qualche album storico. Eccomi quindi qui a parlucchiare - in maniera abbastanza confusa - dell'album Thrash metal più famoso della storia (se non fosse così siete pregati di farmelo notare): Master Of Puppets dei Metallica.

Snoccioleró (molto velocemente) i vari CD (inutili, per la maggior parte) dell'edizione Deluxe. A proposito, vi lascio sotto il video dell'unboxing ufficiale e anche la breve descrizione di tutti i dischi.


CD1: Master of Puppets (Remastered)
CD2: Live At The Aragon Ballroom, Chicago, IL (May 25th, 1986)
CD3: Work In Progress Rough Mix (1985)
CD4: Riff Tapes Demo
CD5: Demo
CD6: Live At The Meadowlands, East Rutherford, NJ (April 21st, 1986)
CD7: Live At Hampton Coliseum, Hampton, VA (August 3rd, 1986)
CD8: Live At The Country Club, Reseda, CA (November 8th, 1986)
CD9: Live At Grugahalle, Essen, West Germany (January 25th, 1987)
CD10: Live At Solnahallen, Stockholm, Sweden (September 26th, 1986)

12/11/17

In streaming video il nuovo live degli Iron Maiden - The Book Of Souls: Live Chapter

Venerdì prossimo, 17 novembre, uscirà il nuovo (ennesimo) live album degli Iron Maiden che prenderà il titolo The Book Of Souls: Live Chapter.

Come potete vedere dalla tracklist a fondo pagina, ogni canzone è stata presa da una data diversa e noto con un po' di dispiacere che nessuna è stata presa dallo straordinario live alla O2 arena di Londra (clicca per il live report) che ho avuto il piacere di godermi, qualche mese fa.

Ieri sera è stato trasmesso lo streaming dal canale ufficiale della band, godetevelo fino a che dura (potrebbero toglierlo a breve).


01. If Eternity Should Fail – Sydney, Australia
02. Speed of Light – Cape Town, South Africa
03. Wrathchild – Dublin, Ireland
04. Children of the Damned – Montreal, Canada
05. Death or Glory – Wroclaw, Poland
06. The Red and the Black – Tokyo, Japan
07. The Trooper – San Salvador, El Salvador
08. Powerslave – Trieste, Italy
09. The Great Unknown – Newcastle, UK
10. The Book of Souls – Donington, UK
11. Fear of the Dark – Fortaleza, Brazil
12. Iron Maiden – Buenos Aires, Argentina
13. The Number of the Beast – Wacken, Germany
14. Blood Brothers – Donington, UK
15. Wasted Years – Rio de Janeiro, Brazil

10/11/17

La scheda - Gold miners night club

 
-Breve descrizione/bio della band:
Siamo duo rock di Brescia. Dopo aver militato insieme e separatamente in tante e diverse formazioni, da ottobre 2016 a maggio 2017 ci siamo chiusi in sala prove e abbiamo composto e registrato il nostro primo disco omonimo composto da otto tracce. Uniti da gusti musicali affini e dalla voglia di creare qualcosa di nuovo, abbiamo deciso di fondare un duo che trasmettesse la forza delle grandi formazioni rock in una chiave più snella e minimalista.

-Genere musicale:
Power rock’n’roll

-Line-up attuale:
Federico Capuzzi chitarra e voce
Nicola Romano batteria e cori

-Album/EP/Demo all'attivo:
“Gold Miners Night Club”
iTunes http://bit.ly/GMNCiTunes
Spotify http://bit.ly/GMNCspotify
CD http://bit.ly/GMNCselfdistrCD

-Influenze:
Dal blues di Howlin’ Wolf all’hard rock degli AC/DC, passando dai White Stripes e Bruce Springsteen

-Di cosa parlano i vostri testi:
Le nostre canzoni trattano i temi essenziali della vita: il rock’n’roll, il sesso, la voglia di ribellione e la follia.

-L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Quella che dobbiamo ancora fare, quando condivideremo il palco con Dave Grohl e Mick Jagger.

-Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Ne capitano tanti. Uno che ricordiamo con piacere è quando durante un concerto al Black Lodge a Firenze una ragazza nel pubblico si lamentava che nessuno la facesse ballare. Allora io (Federico) ho danzato con lei durante un assolo.

-I vostri dischi preferiti in assoluto:
“Led Zeppelin IV” – Led Zeppelin (Nicola), “The Wild, the Innocent and the E-Street Shuffle” – Bruce Springsteen (Federico)

-Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
“Gold Miners Night Club”! (scherziamo)

-Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchere:
Keith Richards!

-Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
200 chilogrammi di Nutella


Contatti
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/goldminersnightclub
Instagram: https://www.instagram.com/goldminersnightclub

09/11/17

Videorecensione: Therapy? - Infernal love (1995)

Spulciando fra i miei (pochi) CD londinesi é saltato fuori questo vecchio album dei Therapy? (il punto interrogativo fa parte del nome, non sto ponendo una domanda) che si intitola Infernal Love, album tra l'altro popolarissimo a metá anni 90. Se non sapete di cosa sto parlando probabilmente siete piú giovani o forse stavate dormendo.

Dall'anteprima potete ammirare la genialata di scrivere i testi in nero su sfondo rosso(nero). Enjoy!



Tracklist:
1. Epilepsy
2. Stories
3. A Moment Of Clarity
4. Jude The Obscene
5. Bowels Of Love
6. Misery
7. Bad Mother
8. Me Vs You
9. Loose
10. Diane
11. 30 Seconds

08/11/17

La scheda - Frank Capitanio


- Breve descrizione/bio della band:
Il progetto nasce nel 2016 da un'idea di frank e, reclutando I colleghi storici, la band dà luce al primo singolo "Dena" che approda anche su MTV New Generation come l'artista della settimana.
Successivamente la band continua il lavoro per il nuovo disco fino ad arrivare a "THE LAST MAN" Primo lavoro discografico auto prodotto uscito il 22 settembre! 


- Genere musicale:
Rock/ hard rock


- Line-up attuale:
Frank capitanio -voce chitarra
Edolo Ciampichetti -batteria
Lorenzo Marcozzi - basso / cori 


- Album/EP/Demo all'attivo:
The Last Man 


- Influenze:
Foo Fighters , Alter Bridge, Muse, Chris Cornell , Incubus.


- Di cosa parlano i vostri testi:
I nostri testi parlano delle nostre vite, delle nostre impressioni su quello che accade nel mondo , sulle situazioni di tutti i giorni fino all'amore.


- L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Ancora non possiamo dirlo.


- Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Ricordo bene in una canzone dell'album abbiamo riprodotto un Synth con un bastone di ferro facendolo entrare nell'interfaccia audio ed è stato uno dei momenti più belli in studio. Esattamente in "Loser" si trova questo effetto.


- I vostri dischi preferiti in assoluto:
La maggior parte di quelli dei Foo fighters, One Day Remains degli Alter Bridge e Morning View degli Incubus Ma ce ne sono veramente tanti da dire.


- Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
Dave Grohl o Myles Kennedy, John Mayer.


- Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Eheh sinceramente non ci poniamo questi quesiti oggi in quanto non sappiamo se sarà mai possibile essere il gruppo più importante del pianeta! Di certo un ambiente caldo riscaldato perché frank ha molto freddo. 

07/11/17

Recensione: Annihilator - For The Demented (2017)


Diverso tempo fa avevate visto (forse) il Primo ascolto di Twisted Lobotomy, primo singolo che mi aveva abbastanza soddisfatto. E l'album, mi è piaciuto? Ve lo dico ora o ve lo dico dopo? Ve lo dico adesso: mi è piaciuto. Come spesso accade mi sto facendo domande e risposte da solo, ne sono consapevole.

Questo For the demented, fresco fresco di pubblicazione (e con una copertina discutibile), succede all'ultimo album da studio Suicide society di due anni fa e al gradevolissimo doppio live uscito solo qualche mese fa, Triple Threat. (Se alcune parole hanno un colore diverso vuol dire che aspettano solo di essere cliccate)

Ma torniamo a noi: For the demented è forse l'album che speravo di ascoltare, decisamente migliore del già citato predecessore ed un album che ci propone la consueta furia Thrash tipica degli Annihilator ma con tante variazioni sul tema, anche se questo vuole dire cedere un po' il passo alla modernità. Cito in questo senso il singolo Pieces of you (con un video che non vi lascerá indifferenti), che per alcune scelte non sembra proprio una canzone scritta da uno che faceva album negli anni 80, ma che risulta ugualmente riuscita e con un ritornello che mi si é stampato in testa e non vuole uscire piú. A proposito di ritornelli che ti si stampano in testa, chiedere anche alla title track: quel riff abbinato alla linea vocale di Jeff Waters mi ronza in testa da giorni. Vi lascio il nuovissimo videoclip a fondo pagina. A proposito del comparto canoro: é vero, Jeff si ostina a non prendere un cantante volendo fare tutto da solo, ed é probabilmente vero che un bravo cantante farebbe meglio di lui, ma a me il suo timbro non dispiace per nulla e la sua voce mi suona molto naturale.
 
Continuando nell'ascolto di questo album troviamo la buonissima One to kill con un testo pieno d'odio in puro stile Mustaine, The demon you know che ci ricorda molto da vicino Knight jumps queen dal meraviglioso (perlomeno per il sottoscritto) Set the world on fire, la particolarissima Phantom asylum con quegli inserti di chitarra in pulito che la rendono affascinante e una Altering the altar con delle chitarre notevolissime e con particolari gustosi.

Non ci azzecca niente con il resto dell'album la punkettona The way (potrebbe essere una canzone dei Green day), ma la canzone mi piace lo stesso, cosí come non mi dispiace neanche l'inutile Dark, che é una sorta di intro per la conclusiva Not all there. Quest'ultima traccia suona un po' anonima fino a che non si presentano quelle sorta di affascinanti chitarre/tastiere horror, quell'intermezzo funky e quella parte melodica che risollevano parecchio il pezzo.

Francamente non mi aspettavo dagli Annihilator un album cosí ispirato e vario. Mi é piaciuta molto anche la produzione, che potrá suonare forse un po' troppo moderna ai fan del Thrash vecchia scuola ma che a me suona assolutamente bene.

For The demented vi potrá stupire per la sua vagonata di idee, per la sua imprevedibilitá e per la sua varietá. Che poi, alla fine, sono le cose che cerco in un disco.

Voto 74/100

Top tracks: For The Demented, Pieces Of You, Twisted Lobotomy

Tracklist:
01. Twisted Lobotomy
02. One To Kill
03. For The Demented
04. Pieces Of You
05. The Demon You Know
06. Phantom Asylum
07. Altering The Altar
08. The Way
09. Dark
10. Not All There