18/03/19

Gli Iron Maiden registrano il nuovo album?

Ok, la notizia pare grossa anche se per adesso non ha trovato in rete nessuna conferma ufficiale.

Un "uccellino" mi ha segnalato che la pagina Facebook Iron Maiden Italy and glory ha condiviso un post (poi editato) che diceva che i Guillaume Tell Studios si stavano preparando ad accogliere il produttore Kevin Shirley per il nuovo album dei Maiden.

Potete vedere il post in questione (ed eventualmente seguire la pagina) qui sotto e farvi la vostra idea


Sará vero? Beh, speriamo.
L'ultimo album da studio The Book of souls (leggi la recensione) necessita assolutamente di un successore. Speriamo bene.

Ah, grazie a Michele per la dritta! ;)
on marzo 18, 2019 by Kevin Johnson |   Edit

17/03/19

Chiedilo A Given To Rock - Marzo 2019 - Live -

Solito spazio live senza avvertire minimamente nessuno e con i soliti "pochi, ma buoni".

Mi avete dato lo scoop che (pare) gli Iron Maiden stiano registrando il nuovo album a Parigi, poi si parla di band emergenti e di quanto è bello fare musica propria oltre all'ascolto di qualche pezzo consigliato da voi. Scusate la foto di anteprima da "Gobbo di Notre dame" (a proposito di Francia).

 

14/03/19

Primo ascolto: L.A. Guns - Rage

Primo ascolto di un nuovo pezzo di una band storica, i L.A. Guns che ci presentano la loro nuova Rage.

Come vedete dal solito screenshot agghiacciante dell'anteprima qui sotto, il titolo sembra essermi entrato in circolo.

Va beh, eccovi il primo ascolto della canzone in questione, in attesa dell'album.

Primo ascolto: The Black Keys - Lo Hi

Qualche parola, in tempo reale, sul nuovo singolo dei The black keys - Lo Hi.

In realtà la band non è mai stata nelle mie preferenze, ma cerco di tenermi aperto di mente, quando posso.

13/03/19

Primo ascolto: Tesla - Shock

Non sentivo nominare i Tesla da un sacco di tempo, ma uno di voi mi ha fatto sapere che é appena uscito un nuovo disco, "Shock" ed eccomi qui a fare un primo ascolto della title track (che non sapevo neanche la title track, guardando il video, qualche ora fa).

Nel frattempo, ho anche ascoltato il disco intero e non mi sembra affatto male. Partendo dal presupposto che non é niente di nuovo.

  

11/03/19

Video Recensione: Brian May - Back to the light (1992)

Correva l'anno 1992 e questo fu dei primi cd acquistati dal sottoscritto (con i soldi della paghetta). Insomma, beccatevi qualche parola su un vecchio album del chitarrista dei Queen, Brian May, alle prese con il suo primo disco solista, Back to the light. 

Vi chiedo scusa per la solita foto agghiacciante dell'anteprima, cosí come per le dimensioni dello schermo del computer alle mie spalle e per i riflessi del sole che non vi hanno fatto vedere granché del libretto.

Fatemi sapere anche se il disco vi piace, nello spazio commenti qui sotto (o sui vari Facebook, Twitter, YouTube etc etc...)

05/03/19

Le cinque canzoni peggiori dei Dream Theater

Dopo aver preso insulti su tutti i social media per le cinque canzoni peggiori degli Iron Maiden e dei Pearl Jam (cliccate pure senza timore sui rispettivi link), stavolta mi sono preso la briga di fare una nuova breve selezione di canzoni brutte dei Dream Theater.

Prima di lasciare sfogo ai vostri istinti piú animaleschi, provo a ricordarvi nuovamente che questa selezione (cosí come le altre) rappresenta solamente i miei gusti personali e, in quanto tali, dovrebbero essere rispettati.

Dovrebbe essere un concetto scontato ma, evidentemente, per molti non lo é. Potete dirmi anche le vostre, se vi va, ovviamente.

Cominciamo.

A nightmare to remember (da Black clouds and silver linings)
16 minuti sono troppi per sta canzone, dai.
Qualche cosa di interessante la si trova pure, ma che palle ascoltarla tutta. La Brie ci canta si con grinta ma con un'ispirazione agghiacciante. C'é anche una citazione delle Spice girls (di Spice up your life) verso il minuto 4. Poi macchine che si schiantano, ambulanze, respiratore... Un gran calderone con 1000 idee ma sviluppate male, secondo me. I Dream theater sanno fare molto di meglio quando vogliono raccontarci qualcosa. Ho provato anche stavolta ad ascoltarla tutta, ma non ce l'ho fatta. Black clouds & silver linings é stato l'ultimo album con Portnoy, aveva ragione lui che avevano bisogno di una pausa.



Astonishing (da The astonishing)
In realtá prendo la canzone conclusiva (e quasi title track) di The astonishing come simbolo, ma se devo essere sincero non ricordo se é la peggiore del disco o meno (né tantomeno voglio riascoltarmi quel polpettone di album per verificarlo). Vabbé, i Dream Theater al loro minimo storico, prolissi come non mai e con Jordan Rudess che ha preso possesso della band.
PS. L'ho riascoltata. Altro che simbolo, mamma che brutta. Ma che é, una colonna sonora di una soap opera colombiana?




Blind faith (da Six degrees of inner turbulence)
L'ho sempre detto: odio il primo disco di SDOIT e se dovessi scegliere il suo punto piú basso (se possibile) sceglierei sicuramente questa Blind faith, che alle mie orecchie non va da nessuna parte e ha quello che forse é il peggior ritornello della storia dei Dream Theater.
"Blind faith we have in you... invisible..." Brrr




Never Enough (da Octavarium)
I Dream Theater che giocano a fare i Muse? Ma anche no, grazie.
La canzone in se non é neanche cosí male, ma l'imitazione al gruppo di Bellamy, soprattutto nelle strofe é troppo evidente e secondo me andava evitata. Forse Mike Portnoy voleva candidarsi per un posto nei Muse?



The one who help to set the sun (da When Dream and Day Unite)
Questa non é molto conosciuta in quanto presa dal non fortunatissimo debut When dream & day unite (si, quello dove non c'era ancora La Brie alla voce). Ora, sono io il primo a dare la colpa al cantante di allora Charlie Dominici, ma questa canzone, secondo me, non andrebbe da nessuna parte neanche con il miglior cantante del mondo (chiunque voi abbiate in mente). Se volete avventurarvi nell'ascolto, fate pure.

02/03/19

Video Recensione: Queensryche - The verdict (2019)

Ancora un nuovo album per i Queensryche, che ritornano con questo nuovo The verdict e... stavolta non c'è più neanche il batterista Scott Rockenfield.

Stavolta, anche prendendo spunto da questa ennesima dipartita (temporanea?), invece delle solite lamentele legate a Todd La Torre che scimmiotta Geoff Tate, passerò a lamentele più profonde e strutturate. No, non riguarda neanche il minutaggio dell'album, che è contenuto.

Fatemi sapere se siete d'accordo con me, perchè in rete leggo solo commenti positivi per gli ultimi dischi della band. Vi lascio anche la tracklist a fondo pagina




Tracklist:
1. Blood of The Levant
2. Man The Machine
3. Light-years
4. Inside Out
5. Propaganda Fashion
6. Dark Reverie
7. Bent
8. Inner Unrest
9. Launder The Conscience
10. Portrait

01/03/19

Recensione: Bryan Adams - Shine a light (2019)


Ritorna Bryan Adams, artista che ho sempre apprezzato tanto e che sono andato anche a guardare dal vivo, tutte le volte che mi si é presentata l'occasione. Ci tengo a ricordare soprattutto il suo live acustico alla Royal Albert Hall, di cui conservo ancora un ottimo ricordo. Questo Shine a light succede al discreto ma veramente risicato Get up del 2015 (cavolo, sono giá passati 4 anni???)

In realtá sono inorridito all'ascolto dei primi 2 singoli, ovvero la title track (scritta con Ed Sheeran, cantante che non ho mai capito come ha fatto a diventare famoso o perché piaccia a qualcuno) e That’s How Strong Our Love Is che vede addirittura guest star Jennifer Lopez. Ora, non ho nulla contro le collaborazioni con artisti pop (mi piace tanto la sua vecchia When you're gone con Mel C delle Spice girls, tanto per dirne una), ma questa canzone proprio no, manco per niente.

Di gradevole ascolto (finalmente) sono invece Part Friday Night, Part Sunday Morning e soprattuto Driving Under The Influence Of Love che sono in linea con quanto Bryan ci aveva fatto ascoltare in Get Up e con il materiale di un vecchio rocker. Evitabile, invece, la quasi cover di You shook me all night long degli Ac/dc e che risponde al nome di All or nothing. Guardando il bicchiere mezzo pieno, almeno é rock. E' in qualche modo rock anche I Could Get Used To This ma riesce nell'impresa di farsi odiare nonostante non arrivi ai 2 minuti di durata complessiva. Onesta la ballad basata su un pianoforte Talk to me (ma tutto quel riverbero sulla batteria, perché?) e forse un po' troppo moderna nei suoni ma complessivamente non male é The Last Night On Earth, brano che funzionerá meglio dal vivo. 

La maggior parte delle canzoni, in generale, mi danno la sensazione dell'album precedente, ovvero quello dell'essere un po' troppo frettolose. Nobody's girl ne é il perfetto esempio: tutto é in funzione delle vocals, ma questo pezzo con una sezione strumentale, (chessó, un solo a metá canzone o una coda finale) sarebbe stato decisamente meglio. Invece niente, pezzo chiuso prima dei 3 minuti. 
Don't look Back é una sorta di semiballad che mi convince dal primo ascolto e, purtroppo, sono veramente pochi i pezzi che lo hanno fatto. Chiude il disco la cover dei Thin Lizzy, quella Whiskey In The Jar che forse ricorderete piú nella versione dei Metallica e che Bryan ci presenta in una bella versione acustica con armonica.

Onestamente, i pezzi che ho davvero voglia di riascoltare di questo Shine a light sono 2 o 3, un po' pochini per un artista che ha scritto pagine indelebili di storia del rock, al quale non perdono alcuni brani, tipo i primi due.

Voto 58/100

Top tracks: Driving Under The Influence Of Love, Don’t Look Back, Whiskey In The Jar 
Skip tracks: Shine A Light, That’s How Strong Our Love Is, I Could Get Used To This

Tracklist:
Shine A Light
That’s How Strong Our Love Is ft. Jennifer Lopez
Part Friday Night, Part Sunday Morning
Driving Under The Influence Of Love
All Or Nothing
No Time For Love
I Could Get Used To This
Talk to Me
The Last Night On Earth
Nobody’s Girl
Don’t Look Back
Whiskey In The Jar (cover)

Posted in  on marzo 01, 2019 by Kevin Johnson |   Edit