12/12/17

La scheda - Vie delle indecisioni



- GENERE
Siamo indecisi sul genere che faremo da grandi

- LINE UP ATTUALE
Siamo 5 ragazzini sfaticati, voce, basso, tastiera, chitarra e batteria, fuggiti all'agricoltura per fare Rock. Forse

- ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Abbiamo pubblicato il nostro primo album nel 2016, chiamandolo Merda d'Artista, in onore all'opera di Piero Manzoni. Il secondo, Batracomiomachia, uscito il 20 Novembre di quest'anno, prende il nome dall'opera di Omero.

- INFLUENZE
In sostanza siamo musicalmente figli del pop indie all'italiana. Dai Lunapop a Lo Stato Sociale. Abbiamo un consumo pop della musica. Questo, naturalmente, si unisce ad una struttura cantautorale dei testi, essendo cresciuti a pane e Gaber. Attualmente stiamo studiando moltissimi artisti oltreoceano, come Jain, Twenty One, Alt J e Capital Cities.

- DI COSA PARLANO I TESTI
I testi, almeno quelli di Batracomiomachia, trattano tematiche scontate, come l'amore, la fine di una relazione e, più in generale, le piccole battaglie che ognuno di noi è costretto a vivere nel quotidiano. La differenza sta nell'approccio alla cosa; i protagonisti dei nostri testi non sono vincenti per natura, i temi trattati non vengono affrontati con la solita patina che vede il bene trionfare sul male. I nostri protagonisti sono a volte cattivi, stufi, disillusi, solitamente perdenti.

- ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Sicuramente le due aperture ai Pinguini Tattici Nucleari e ad i Canova. Relazionarsi con artisti di caratura nazionale ed il loro pubblico è un'esperienza importantissima per la crescita di una band.

- UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
Qualsiasi relazione instaurata da Lalli (tastiere) è classificabile come aneddoto. Un giorno lo arresteranno per molestie, ne siamo convinti.

- I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
X di Ed Sheeran, BlurryFace dei Twenty One Pilots, This is All Your degli Alt J.
In Italia amore per l'intera discografia di De Andrè, di Gaber e pollice in su per Turisti della Democrazia de Lo Stato. In generale sono moltissimi i dischi che amiamo e che ci hanno in qualche modo accompagnato nella nostra crescita musicale. Potremmo citarti Bruno Mars, o Bad di Michael Jackson, così come Mio Fratello è Figlio Unico di Gaetano e Californication dei Red Hot. Chili Peppers Album totalmente differenti ma che, in qualche modo, ci hanno segnato.

- CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
Batracomiomachia

- UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Un anziano signore sordo che, in centro a Pescara, suonava il vilino in modo divino.

- COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIÙ IMPORTANTE DEL PIANETA
Quintali di Yogurt Greco


https://www.facebook.com/viedelleindecisioni/

11/12/17

Live report: The Darkness @Hammersmith Apollo, London 10/12/2017


Quando posso, non mi faccio scappare l'occasione di vedere i The Darkness, gruppo che mi piace sempre vedere dal vivo per la loro attitudine rock e per il fatto che non si prende mai molto sul serio. Li ho visti in nella stessa location nel 2011 e quel di Camden town nel 2013 (clicca qui per il live report).

Prendo posto nella tribuna della storica location (se avete una buona collezione di CD/DVD probabile abbiate qualche live registrato in questo teatro) giusto quando comincia il gruppo spalla, i Blackfoot Gypsies che, devo dire la verità, avevo ascoltato qualche minuto su YouTube e mi avevano fatto cagare. In questa sede mi sono invece goduto la performance con il cantante che suonava come un Bob Dylan ma con un’estensione notevole. Una mezz’ora di una sorta di folk rock con tanto di armonica distorta in primo piano, a volte dal volume eccessivo ma sempre piacevole.

Ma veniamo al main act. Si parte con Open Fire e subito si nota come Justin Hawkins abbia un delay di un quarto d’ora circa. La band ci riporta poi alle atmosfere di Permission to land, con la bellissima semi-ballad Love is only a feeling. Per l’occasione Justin ci delizia con un numero da circo: lancia il plettro, lo colpisce col tacco, lo riprende e continua a suonare. Chissá quante ore si sará allenato, mica facile... Segue la mia adorata Southern train, incazzatissima canzone tratta dal loro ultimo album Pinewood Smile (clicca per la recensione).
In Black shuck si ha la prima dimostrazione che la band ha finalmente trovato un batterista: non me ne voglia il vecchio drummer Ed Graham ma Rufus Taylor é proprio di un’altra categoria e le canzoni suonano molto più solide con lui. Ricordo ancora il suono orribile che aveva la batteria nel primo concerto visto in questa sede.

È il mio momento preferito: Frankie Poullain e il campanaccio! Noto con piacere che la gag non è stata eliminata dal set. Stavolta è un maggiordomo a portaglielo e ovviamente parte One way ticket to hell a ruota. Ecco lo storico momento, immortalato dal mio amico Fabio (la mia foto é venuta sfocata).


Il mitico Frankie, anche condizionato dal pubblico, parte con il tempo sbagliato (troppo veloce) e la band lo aggiusterá con il passare dei secondi. Justin stoppa la canzone sul finale e decide che deve colpire la palla da discoteca (non so se ha un nome specifico, mi perdonerete) posta sul soffitto del teatro, con un plettro. Penso ci proverà una decina di volte, prima di desistere. Ma ci riprovera più tardi. Ecco una foto.


Ecco una delle mie canzoni preferite in assoluto della band, una Barbarian che peró è mancata un po’ dal punto di vista vocale e con dei cori poco incisivi. In realtà per tutta la prima parte del concerto il microfono è stato ad un volume più basso rispetto al resto, si sistemerà nella seconda parte (o si sono sistemate le mie orecchie, non saprei).
Molto bella Every inch of you con suoni molto più robusti rispetto all’originale e dei cori maginifici di Daniel Hawkins, che è stato il vero protagonista alla chitarra e con davvero un suono notevole. La scaletta mi ha soddisfatto molto e ha pescato dall'intero catalogo della band, privilegiando ovviamente il primo disco, maggior successo commerciale della band: non possono mancare canzoni come Friday Night (cantatissima dal pubblico), Get your hands off my woman o Growing on me.


Si arriva ai bis (dove Justin ci aveva avvertito che dovevamo applaudire per farli ritornare sul palco) e prima di Christmas time (ha nevicato un sacco in giornata, quale migliore occasione per suonarla) ha finalmente colpito la lampada con il plettro. Penso non saremmo mai andati a casa se non ci fosse riuscito. Dicevo di Christmas time, dove è partita anche l’illuminazione di natale con tanto di mega interruttore azionato da Justin.

Il concerto si chiude con quello che è il più grande successo della band, I believe in a thing called love, dove la tribuna si alza in piedi e comincia a cantare. A proposito di tribuna, dietro di me avevo una fila di assatanati: una specie di facocero che ha fatto il fischio alla Trapattoni (quello con le due dita in bocca) con cadenza costante, ogni 20/30 secondi, per tutta la durata del concerto. Gli altri amici al suo fianco si limitavano a gridare senza motivo apparente. Davvero una bella comitiva di persone che avrei preferito fossero rimasti a casa.

Tirando le somme: mi sono divertito e mi sono goduto il concerto che é filato via molto veloce (1 ora e 45 la durata totale). La band mi è sembrata più matura, ha guadagnato qualcosa a livello musicale (grazie soprattutto a Rufus Taylor) ma ho trovato Justin un animale più leggermente piú controllato rispetto ad altre occasioni. Per quanto possa essere mai controllato questo folle, ovviamente. Gran bel concerto.

Top songs: One way ticket, Every inch of you, Get your hands off my woman




The Darkness Setlist Eventim Apollo, London, England 2017, Tour de Prance

09/12/17

Primo ascolto: Myles Kennedy - Year of the tiger

Annunciato da una vita, il primo album solista di Myles Kennedy (Alter bridge, Slash) sembra sia finalmente realtà.
Si chiamerà Year of the tiger (esattamente come la canzone del video sotto) ed uscirà il 9 marzo 2018. Ecco le mie impressioni in diretta e date uno sguardo alla tracklist a fondo pagina.

    

Tracklist:

Year Of The Tiger
The Great Beyond
Blind Faith
Devil On The Wall
Ghost of Shangri La
Turning Stones
Haunted By Design
Mother
Nothing But A Name
Love Can Only Heal
Songbird
One Fine Day

Videorecensione: U2 - Songs Of Experience (2017)


Avevamo lasciato gli U2 con un Songs of Innocence (clicca per la recensione) che non mi aveva [er nulla entusiasmato. A distanza di 3 anni (dovevano essere molti di meno) riecco la band irlandese tornare con questo Songs of Experience.

Mi sarà piaciuto? Cliccare sul video sotto se volete saperlo.
Ah, nel video non nomino la copertina (in realtà l'ho nominata ma nell'editing del video ho tolto il pezzo in questione perchè ho farfugliato roba senza senso) quindi dico qui in maniera lapidaria: l'atmosfera dark non mi dispiace per nulla, ma la foto in se fa abbastanza cagare, perlomeno, così la penso io. Adesso ho dato. Vi lascio anche la lunga track list dell'edizione deluxe che francamente vi consiglio di evitare.


Tracklist:
01. Love Is All We Have Left
02. Lights of Home
03. You're The Best Thing About Me
04. Get Out of Your Own Way
05. American Soul
06. Summer of Love
07. Red Flag Day
08. The Showman (Little More Better)
09. The Little Things That Give You Away
10. Landlady
11. The Blackout
12. Love Is Bigger Than Anything in Its Way
13. 13 (There is a Light)

Deluxe Edition:
14. Ordinary Love (Extraordinary Mix)
15. Book Of Your Heart
16. Lights of Home (St Peter's String Version)
17. You're The Best Thing About Me (U2 vs Kygo)

07/12/17

Primo ascolto: Angra - Travelers of time

Primo ascolto di una nuova canzone degli Angra, band che ormai ha solo un componente della formazione originale (che tristezza) e che vede sempre il nostro Fabio Lione alla voce. A proposito, quello che mi aveva confidato circa 3 anni fa, non si é avverato (clicca qui se sei curioso di leggere il mio incontro con Mr. Lione).

Il nuovo album uscirá a Febbraio. Cosí, tanto per avvisarvi.

Adesso vediamo come suona la canzone.

06/12/17

Videorecensione: Operation: Mindcrime - The New Reality (2017)


Applausi con un ringraziamento sentito a Geoff Tate che ha annunciato il termine del progetto Operation: mindcrime. Grazie per la bella notizia. Grazie.

Anticipato dal primo singolone Wake Me Up (clicca qui per vedere il primo ascolto) e preceduto dai primi due sciagurati capitoli The Key e Resurrection (anche qui, clicca per le rispettive recensioni) potete sentire qualche parola di giubilo riguardo il disco in questione cliccando sul video sotto.


Tracklist:
01. A Head Long Jump
02. Wake Me Up
03. It Was Always You
04. The Fear
05. Under Control
06. The New Reality
07. My Eyes
08. A Guitar In Church?
09. All For What?
10. The Wave
11. Tidal Change
12. The Same Old Story

05/12/17

La scheda - Le fragole

 
GENERE:
Pop Rock

LINE UP ATTUALE:
Marco Tascone (Voce e chitarra) 
Carlo Alberto Montori (interventi teatrali, voce e polistrumentista)

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO:
La trilogia “Piccola Enciclopedia del Bosco” (Volume 1-2-3) e il doppio album “Gli amanti” (Volume 1-2). E il nostro nuovissimo album “Maremosso”!

INFLUENZE:
I Beatles, Lucio Battisti, Belle and Sebastian e Rino Gaetano.

DI COSA PARLANO I TESTI:
Parlano di introspezione psicanalitica (senza prenderci però troppo sul serio!) e riflettono sulla vita, su tematiche sociali, amore e amicizia.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO:
Un concerto fatto nella sala d’attesa della Stazione di Bologna, in memoria della strage del 2 agosto 1980.

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO:
Ci è appena saltata la prima data del nostro “Maremosso Tour” per un fiume esondato e un’allerta meteo della Protezione Civile. Il prossimo tour lo chiamiamo “Sole splendente”.

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO:
Tutti quelli dei Beatles (Marco), “Gli Anni” - Max Pezzali, “O” - Damien Rice e “We are the Pipettes” - The Pipettes (Carlo Alberto).

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE: 
 “Tranquillizer” dei Geneva (Marco), “Bella di Padella” di DJ Francesco (Carlo Alberto).

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE: Fabrizio De André. Sappiamo che sarebbe un po’ complicato incontrarlo, ma tanto Paul McCartney è altrettanto irraggiungibile!

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIU' IMPORTANTE DEL PIANETA: 
Un pentolone pieno di tortellini!

Visto che ne abbiamo parlato in una risposta precedente, vi consigliamo il video di “2 agosto 1980”, una canzone basata su una storia inventata da noi; alla fine di un concerto però alcune persone ci hanno avvicinato, raccontandoci essere avvenuta realmente a un loro familiare. Per noi è stato molto emozionante:
 
 

03/12/17

Videorecensione: Scorpions - Born To Touch Your Feelings – Best Of Rock Ballads (2017)


Gli Scorpions non si smentiscono mai. Sono stati sempre i numeri uno riguardo le copertine inadatte.
Pubblichi una raccolta di canzoni d'amore e metti una foto con due ragazze che sembrano stiano uscendo da un bordello vecchio stile? Born to touch your feelings? Ma a chi si riferivano Klaus Meine e soci con questo titolo?
Vabbé, fesserie a parte, beccatevi il mio breve parere su questa raccolta, che mi piace per alcune cose ma che mi fa incazzare per altre. Se siete curiosi cliccate sotto. Come al solito vi lascio la tracklist, per dischi come questo vi aiuterà a raccapezzarvi un pochino.


Tracklist
01. Born To Touch Your Feelings (“MTV Unplugged” Studio Edit)
02. Still Loving You (“Comeblack” Version)
03. Wind Of Change (“Comeblack” Version)
04. Always Somewhere (2015 Remaster)
05. Send Me An Angel (New Acoustic Version 2017)
06. Holiday (2015 Remaster)
07. Eye Of The Storm (Radio Edit)
08. When The Smoke Is Going Down (2015 Remaster)
09. Lonely Nights
10. Gypsy Life
11. House Of Cards (Single Edit)
12. The Best Is Yet To Come
13. When You Came Into My Life (“MTV Unplugged” Studio Edit)
14. Lady Starlight (2015 Remaster)
15. Follow Your Heart (New Full-Band Version 2017)
16. Melrose Avenue (New Song)
17. Always Be With You (New Song)

02/12/17

Videorecensione: Rahul Mukerji - Ma De Re Sha (2017)

Ma De Re Sha è un disco interamente strumentale a cura di Rahul Mukerji.

Un disco con connotati fortemente rock ma con alcune tinte di jazz unite ad altre orientaleggianti ed etniche con un giusto mix fra tecnica e forma canzone. Beccatevi la recensione.


Top tracks: Maderasha, Baisakhi, Sinner

Tracklist:
1. Exit 13 05:12
2. Sita 04:12
3. Fingerprints 03:28
4. Children of I-2 04:33
5. A Path Less Travelled 02:02
6. Zidd 03:42
7. Ma De Re Sha 05:47
8. Train Ride From Siliguri 03:48
9. Baisakhi 04:07
10. Hope Anew 03:52
11. Event Horizon 01:42
12. Sinner 03:42

Website: http://www.mukerji.us/
Spotify: https://open.spotify.com/album/6M2NFrPHj3lCzAM1EdVc97
Bandcamp: https://rahulmukerji.bandcamp.com/releases

30/11/17

Ascolti di novembre

Guardate come sono poliedrico, baldanzoso e giocoliere.
Durante questo novembre sono passato dall'ascolto della raccolta di Otis Redding fino a Roots dei Sepultura (può darsi li abbia ascoltati anche uno di seguito all'altro), dalla raccolta dei Pink Floyd (che a casa, nel lettore Cd non ho cambiato per tanto tempo, soprattutto per pigrizia) agli Annihilator, dai leggerini Weezer ai Sons of Apollo passando per i R.E.M con l'edizione 25esimo anniversario di Automatic for the people. Insomma questo mese ho ascoltato tutto ed il contrario di tutto. Incluse le nuove uscite degli Iron Maiden e dei Green Day nelle rispettive raccolte live e studio.
Per il resto, rimane sempre li il nuovo Alice Cooper (ho acquistato anche la copia fisica) e i nuovi ottimi dei The darkness, Black country communion e Mr. Big, sulla scia dello splendido concerto visto allo Sheperds bush empire (clicca per il live report).
Rimane inteso che di tutti tutti questi dischi che ho citato (esclusa la raccolta degli Otis Redding) trovate la relativa recensione su Given to rock. In alto a sinistra trovate il tasto cerca, digitate il nome che vi interessa e vi apparirà come per magia.