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01/02/14

La discografia (semiseria): Faith no more


Parliamo oggi dei Faith no more, band che mi piace tanto tanto tanto e che ho anche avuto modo di vedere dal vivo in un paio di occasioni. Vediamo cosa hanno combinato nella loro carriera, cominciamo!

Introduce yourself (1987)
In realtá prima di questo disco ce ne sarebbe un altro (We care a lot, del 1985), ma la band considera Introduce yourself come loro primo disco. Se non se lo cagano loro, perché dovremmo farlo noi? Introduce yourself non é male, ma Chuck Mosley non é Mike Patton, solo Mike Patton é Mike Patton. Vabbé, passiamo al prossimo album, dai.
Voto 58/100 (di stima e di incoraggiamento).
Top track: We care a lot

The real thing (1989)
Mike Patton? Eccolo! Ho giá parlato di questo disco nella dettagliatissima (non é vero) recensione che feci (pupù) a suo tempo, eccola. Vi faccio un breve riassunto se vi scoccia cliccare sulla recensione, vi capisco. Quest'album rappresenta la varietá, ce n'é davvero per tutti i gusti: pezzi aggressivi, altri à la Red hot chili peppers (che infatti non la presero troppo bene e li odieranno nei secoli dei secoli), strumentali, mid tempos, cover, testi schizzati e pure un pezzo simil-piano bar. The real thing é uno dei miei album preferiti in assoluto. Unica pecca, una produzione cosí cosí.
Voto 92/100 
Top tracks: Epic, Zombie eaters, The real thing.

Angel dust (1992)
Completamente diverso dal predecessore (anche Patton canta con una voce "diversa", piú matura e meno adolescenziale) ma sará purtroppo l'ultimo disco della band con il chitarrista Jim Martin. Fatto che segnerá l'inizio della fine (di già??). In Angel dust sembra quasi di ascoltare un altro gruppo, ma il contenuto é ugualmente di qualitá, molta qualitá. A parte la copertina terribile, ovviamente. Non é facile descrivere questo disco a parole (perlomeno, io non ne sono capace), quindi ascoltatelo e fatevi da soli la vostra opinione.
Voto 80/100
Top tracks: Midlife crisis, RV, Everything's ruined.

King for a Day... Fool for a Lifetime(1995)
Jim Martin abbandona e la band diventa ostaggio della schizofrenia di Mike Patton. L'album é ancora buono nonostante non raccolse i successi dei due precedenti. Come dicevamo, ci sono pezzi assolutamente allucinati quali Ugly in the morning e Cuckoo for caca (giá i titoli sono tutto un programma) e tanta varietá, grosso modo come in The real thing, peró con meno ispirazione e più aggressività. Con qualche brano in meno (ci sono 3-4 pezzi che fanno cag, ehm, debolissimi) sarebbe stato un grandissimo album.
Voto 71/100.
Top tracks: Digging the grave, the gentle art of making enemies, Just a man.

Album of the year (1997)
Fu davvero l'album of the year? Neanche per sogno, purtroppo... La band é agli sgoccioli e i componenti litigano lanciando le sedie in aria. Il risultato, difatti, é deboluccio, rispetto ai loro standard. Le buone cose non mancano, il disco é abbastanza gradevole nella sua interezza, ma i picchi sono differenti rispetto agli album precedenti (nota la rima).
Voto 62/100.
Top tracks: Stripsearch, Naked in front of the computer, Got that feeling.

Sol invictus (2015)
Passa una vita dall'ultimo album, ma ritornano come se non fosse cambiato nulla. Patton ha sempre la stessa voce (ed é sempre meravigliosamente schizofrenico) e gli altri componenti rimangono mediamente ispirati (e sempre schizofrenici pure loro). Certo, dopo centomila anni di attesa forse ci si aspettava qualcosa in piú, ma il disco é gradevole e ci sono tante belle cose, quindi facciamocelo bastare e non lamentiamoci.
Voto 68/100
Top tracks: Superhero, Separation anxiety, Motherfucker.

Vi lascio con quella che probabilmente è la mia canzone preferita della band, con Patton che sembra un maniaco sessuale, nell'anteprima.