21/03/16

Recensione: Toseland - Cradle The Rage (2016)


Dopo l'ottimo esordio del 2014 con Renegade (clicca per la relativa recensione), l'ex campione di motociclismo si ripresenta al grande pubblico con una nuova fatica discografica ed una copertina tamarra che piú tamarra non si puó. Personalmente apprezzo le cose tamarre, ma questo é forse troppo persino per me. Veniamo adesso alla musica, sperando che sia all'altezza del debut che ho apprezzato molto per il suo piglio e la sua spensieratezza.

01. Too Close To Call
Si parte con tempi misurati (non in quinta, per riallacciarci ai motori) anche se non cambia molto rispetto a quanto ricordavamo, se non la voce di James che mi sembra un po' usurata. Boh, sará una mia impressione... Buona opener, forse con ritmi piú bassi di quanto ci aspettassimo, ma ben confezionata e riuscita, nel complesso.

02. Puppet On A Chain
Ecco, se nella traccia precedente non cambiava molto rispetto a l'album precedente, possiamo tranquillamente affermare che questa Puppet on a chain potrebbe benissino figurare in Renegade. Bel pezzo, trascinante e diretto, ma anche qui a livello vocale trovo Toseland un po' fiacco rispetto al passato. I fiati in genere non mi piacciono ma in questo pezzo sono dosati molto bene. Trascinante (l'ho giá detto, lo so), la mia traccia preferita del disco. Top Track #1

03. Living In A Moment
Le tonalitá (ma non i ritmi) si abbassano leggermente e James risulta piú a suo agio rispetto alle prime due tracce. Brano un po' scontato ma gradevolissimo, decisamente un buon inizio per Cradle the rage.

04. Fingers Burned
Ballatona pomposa stile Aerosmith. Toseland non é ovviamente Steven Tyler (stesso discordo per tutti gli altri componenti delle due band) ma il tutto funziona come se lo fosse. Finale bellissimo con piano, orchestra e gran solo di chitarra. Gran bella ballad. There goes my old girlfriend... Top track #2

05. Stranger Things
Dopo le bellissime atmosfere di prima ritorna il rock ignorante di Toseland. Molto curate e gustose le chitarre nelle strofe e ottimo il pre-ritornello. Il chorus peró mi smorza un po' l'entuasiasmo e il pezzo alle mie orecchie diventa abbastanza generico. Peccato.

06. We’ll Stop At Nothing
Altra ballad e... altra bella ballad! Non come la precedente, ma anche qui in grande stili con una bella produzione, ottimo ritornello e violini gustosissimi che entrano ed escono.

07. Never Love Another
Una bacchetta sul bordo del rullante introduce questa Never love another, un bel pezzo rock, con delle strofe molto azzeccate e un'atmosfera generale semplice e diretta come piace a me. La voce di James mi sembra sempre abbia meno energia rispetto al passato (é la terza volta che lo ripeto, é il caso di smetterla).

08. Livin’ A Lie
Mi ricorda qualcosa del disco precedente e decisamente qualche altra cosa (non avete idea di quanto mi stia scervellando per capire a cosa assomiglia... aiutatemi a trovare la "citazione", per favore). Anche in questo caso, cosa strana, mi convince molto piú la strofa invece del ritornello. Dovrebbe essere il contrario, no?

09. Waiting For The Answers
Pezzo con il pilota automatico, poco ispirato che non aggiunge e toglie niente rispetto a quanto ascoltato fino a questo momento. Riempitivo quindi...Skip Track

10. Nothing You Can Do About It
Chitarre cattive che mi riportano (vagamente) ad una canzone di Ozzy Osbourne (My Jekyll doesn't hide). Stavolta l'ordine é corretto, sono le strofe che portano naturalmente al ritornello, che é la cosa che ti rimane piú in testa. Bel pezzo, soprattutto dopo quello precedente.

11. Cradle The Rage 
Ritmi alti per la title track posta a chiusura. Ottima la variazione nella seconda parte del ritornello e la parte dei soli. Forse a fine album avrei messo una delle due ballad (invece di metterle una vicino all'altra a metá disco), ma la chiusura é sicuramente uno dei punti piú alti del disco, quindi sto zitto e non mi lamento. Top track #3

Altro buon album per Toseland, Cradle the rage continua il discorso iniziato con Renegade. Ottima produzione (dietro il mixing c'é la mano espertissima di Mike Fraser) e canzoni che non inventano niente ma con buon piglio e intervallati da 2 ballad notevolissime. Di contro, solo un paio di passaggi semi a vuoto (o due curve larghe, se preferite) e un James vocalmente un po' provato rispetto agli esordi. Ve lo fate bastare? Io decisamente si. Se vi é piaciuto il debut, date un ascolto pure a questo, vi piacerá.

Voto 70/100