14/10/16

Il demolitore: U2 - The Joshua Tree

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.


Oggi parliamo di una sorta di album rock apparentemente imprescindibile per tutti, uscito nel marzo del 1987.
La rivista Rolling stone lo mette fra i migliori album di tutti i tempi ed ha venduto circa 28 milioni di copie in tutto il mondo quindi non posso fare a meno di ascoltarlo per voi e commentarlo. E poi dite che "il demolitore" é cattivo... Oggi, poi, sono molto piú tranquillo del solito. Partiamo dalla copertina che vedete parzialmente qui sopra... non mostra nessun tipo di albero. Se l'album si chiama The Joshua Tree, dovrebbe mostrare un albero da qualche parte. Dove cazzo sta l'albero???? Eh, io voglio stare tranquillo, ma poi vedo cose come queste e mi parte l'embolo...

Vabbé veniamo alla musica che (forse) é meglio.
Si parte malissimo, l'intro di Where the streets have no name mi ricorda qualcosa che mi disturbava da da bambino: era la sigla di qualcosa in televisione, ma non ricordo cosa: ogni volta che cominciava non vedevo l'ora che finisse, mi dava proprio il mal di testa. Pensate quanta voglia ho di ascoltare questo disco dopo questa premessa e questa canzone orticante.
Segue la melensa I still haven't found what I am looking for (perché non gli aggiungevano qualche altra parola, cosí mettevano tutto il testo, mentre che c'erano?) seguita dalla superfamosa With or without you, canzone onestamente non troppo male ma con un arrangiamento fastidiosissimo. Non soffrite maledettamente anche voi con tutte quelle tastiere stridule all'inizio? Poi entra il pa pa pa pa elementare del batterista e il solito delay sparato a mille di The edge. A proposito, ma questo riesce a suonare senza delay? Così, giusto per dire...

Bullet in the sky parte pure abbastanza bene in veritá, poi peró diventa insostenibile con un tempo di batteria che sembra suonato da un ragazzino delle medie al suo primo show a scuola alla recita di fine anno. "Bravo a papá". Il titolo di running to stand still, devo essere sincero, non mi dispiace per nulla, lo trovo suggestivo, la canzone invece mi dispiace eccome con i suoi "allallallaaa" fastidiosi e buttati lí senza un perché. Aspetta, ma the edge usa il delay anche sulla chitarra acustica (In god's country)??????? Ma siamo seri? Ma questo mette il delay pure nell'aspirapolvere? "Cara se non ci metti il delay non ti aiuto nelle faccende domestiche. Ma non lo senti come suona male, senza??? Lo montiamo pure nella caffettiera, che dici?"

Trip through your wires sembra una di quelle canzoni country rock che si suonano ad una festa paesana, tipo festa del "fungo selvaggio" o festa del "pomodorino andato a male" Sapete quando vi pagano una miseria e non avete repertorio sufficiente per le 3 ore che vi hanno richiesto? "ragazzi, facciamo questa e allunghiamo il brodo, chissenefrega, cosí imparano a darci cosí poco" "E poi la birra fa schifo" "Ma quale birra, quello era succo di mele". Il disco prosegue con la noiosissima One tree Hill (ancora con sti alberi? Ma hanno una fissa, proprio...) e con la non troppo male Exit, anch'essa un po' noiosa, certo, ma con qualche cambio di atmosfera interessante. Per Mother of the disappeared dobbiamo invece procurarci una poltrona comoda o un letto, perché il rischio di addomentarsi é altissimo e se non siete piú giovanissimi potreste avere problemi di schiena nel caso vi addormentaste in un posto a caso. Mamma mia che sonno che mi sta venendo, mi sto prendendo a schiaffi per tenermi sveglio.

Ecco l'ennesimo disco sopravvalutato della storia: qualche idea carina qui e li si trova, ma ci sono anche momenti dove preferiresti guardare un muro bianco o andare al litigare con il salumiere che ti ha apposta messo 180 grammi di mortadella in piú (lascio???) piuttosto che ascoltare questo disco. Ora che ci penso anche il nome U2 è davvero brutto. Così come il nome Bono Vox. E anche The edge. Fuoco di paglia.