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Recensione: Green Day - Revolution Radio (2016)


Dopo la sciagurata trilogia "Uno, dos e tre" (clicca qui per leggere l'arrabbiata recensione dell'ultimo capitolo) ma anche dopo il positivissimo "primo ascolto" della bella Revolution radio, riecco Billie Joe Armstrong, Mike Dirnt e Tre Cool con un nuovo disco e con una copertina fighissima. Vediamo come suona questo Revolution radio:

01. Somewhere Now
Introduzione acustica, poi un misto tra American Idiot e 21st century breakdown, ma con un pizzico di maturitá in più e con un tocco di classic rock americano. Somewhere now é proprio quello che mi piace sentire dai Green Day nel 2016. Ottimo inizio con un Tre Cool eccezionale dietro le pelli.

02. Bang Bang
Ma che è successo al volume? No, non preoccupatevi... Bang Bang è una canzone al fulmicotone, primo singolo uscito un paio di mesi fa. Beh, alla faccia della maturità, Billie Joe e soci ci regalano dei tempi folli per una canzone in vecchio stile. Anche qui, pezzo riuscitissimo, con un ritornello ruffiano, il solito Tre cool eccezionale e con dei particolarissimi ritmi orientaleggianti a metà canzone.

03. Revolution Radio
L'avevo già testata in tempo reale (clicca qui per vedere il video) e confermo la mia assoluta felicità nell'ascolto di questo pezzo anche dopo numerosi play. Che inzio disco meraviglioso...

04. Say Goodbye
Ecco invece quello che non voglio ascoltare dai Green day: questo tipo di brani un po' nè carne nè pesce che ogni tanto ci propongono non mi hanno mai entusiasmato. Questa Say goodbye non è in realtà troppo male come canzone, è che forse ero stato abituato troppo bene dalle tre tracce iniziali.

05. Outlaws
Ecco un pezzo che invece mi smorza parecchio gli entusiasmi. La strofa ha dei suoni troppo pop per piacermi ed, in generale, il pezzo è moscio e i 5 minuti sembrano non finire mai. La freschezza dei primi 3 brani sembra essere andata a farsi friggere. Skip track.

06. Bouncing Off The Wall
Oh bentornati! Per fortuna ecco di nuovo un pezzo rapido e snello con un suono di chitarra che mi piace un sacco e i soliti "EH!" (i cori) ai quali i Green day ci hanno abituati nel corso della loro carriera. Non un pezzo eccezionale, ma serviva un pezzo fresco dopo i due precedenti e Bouncing off the wall lo è sicuramente.

07. Still Breathing
Mamma mia che pezzo paraculo. Le strofe fanno un po' cagare, in verità (troppo commerciali) ma bridge e il ritornello sono così paraculi che sono impossibili da non apprezzare. Appena parte il ritornello istintivamente alzo il volume a manetta. Gran pezzo, molto radiofonico. La produzione di quest'album è veramente molto buona con delle dinamiche riuscitissime.

08. Youngblood
Altro pezzo molto semplice e accattivante, con ancora una volta dei bellissimi suoni di chitarra e un Mike Dirnt che accompagna con delle trame di basso suonate alla sua maniera. Come la traccia 6, dura solo due minuti e mezzo e va bene così, senza troppe pretese ma molto piacevole.

09. Too Dumb To Die
Di nuovo, che è successo al volume? Non lo alzate perchè poi...ecco. Too dumb to die è ancora una volta un pezzo leggero che scorre molto piacevolmente con tutti gli elementi al posto giusto. I 3 minuti e mezzo volano che è un piacere.

10. Troubled Times
Mmm riecco un po' i fantasmi delle tracce 4 e 5 con i Green Day che giocano ad essere più melodici (e con qualche fantasma della sciagurata trilogia...) e in una veste che secondo me non è per nulla appropriata per loro. Quelle tastiere a volume altissimo nei Green day proprio non le voglio sentire, no no.

11. Forever Now
Di nuovo i Green Day più maturi di apertura disco con una traccia che nella seconda metà riprende appunto l'iniziale Somewhere now, come se fosse la chiusura di un cerchio. La canzone funziona e l'idea mi piace molto ma forse i 7 minuti che i Green day gli hanno dedicato sono un po' troppi. Come dicevo, sembrerebbe la chiusura del disco ma c'è ancora un'altra traccia.

12. Ordinary World
Solo una chitarra acustica (e qualche tastiera) e la voce di Billie Joe per una chiusura delicata che ricorda le atmosfere di Good Riddance. I livelli non sono purtroppo quelli ma la canzone si lascia ascoltare molto piacevolmente con un bel testo e Billie che dice, tra le altre cose "Baby, I don't have much but what we have is more than enough, an ordinary world". La canzone è stata scritta e registrata per l'omonimo film che vedrà il cantante/chitarrista impegnato anche come attore.

Sono piacevolmente sorpreso dalla bontà di questo Revolution radio (la vecchia trilogia mi aveva buttato un po' giù), un album molto maturo e vario che comprende praticamente tutte le anime dei Green Day: dal rock maturo di American idiot/21st century breakdown, a qualche sfuriata punk di inizio carriera con dei suoni moderni che funzionano benissimo. Peccato per un paio di brani secondo me davvero deboli, ma non voglio fare troppo il cagacazzi questa volta.
Probabile che il periodo di riabilitazione abbia fatto bene a Billie Joe che qui torna al suo meglio con delle vocals ispirate e con belle lyrics. Il resto della band funziona al meglio, la produzione è davvero ottima e la copertina è fighissima. Che volete di più? Bentornati Green day!

Voto 75/100

Top tracks: Revolution radio, Bang bang, Still breathing
Skip track: Outlaws

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