23/11/16

Intervista: Mike Portnoy (The Neal Morse Band)


In occasione della release del nuovo album della Neal Morse band, The similitude of a dream (Leggi la recensione completa cliccando qui) ho avuto l'onore di fare una chiaccherata con uno dei miei miti musicali, Mr Mike Portnoy!


- Ciao Mike, é un vero onore per me essere qui a parlare con te. Probabilmente te lo senti dire tutte le volte, ma sei davvero il mio batterista preferito sin da quando, da ragazzino, ho ascoltato per la prima volta Images & words. Venendo al disco: hai recentemente dichiarato che The similitude of a dream é il miglior concept album assieme a Scenes from a memory dei Dream Theater (che é il mio album preferito di tutti i tempi). Lo sto ascoltando ripetutamente e devo dire che é un gran disco. Complimenti. Ci ho trovato diversi riferimenti musicali ai Dream Theater (il tema principale, alcuni riff e pure qualche solo): é qualcosa che viene da te?

Mike: Beh, io ho collaborato alla scrittura di questo disco, quindi é naturale che qualcosa dei Dream Theater venga fuori, sono come un ponte fra le due band. Penso che qualcosa venga pure dal chitarrista Eric Gillette che ha quel tipo di background musicale. Diciamo che é una combinazione fra me e lui.

- I miei momenti preferiti dell'album fino a questo momento sono "Overture", "The ways of a fool" (che mi ricorda qualcosa fra i Beatles ed i Flying colors), Slave to your mind e The running (che mi riporta agli Who). Hai delle canzoni preferite?

Mike: Queste due sono pure le mie preferite! Peró dipende un po' dal mio mood, se sono nel mood piú energico mi piace ascoltare Slave to your mind e The running, se voglio qualcosa di piú intenso ascolto The confrontation e The battle. Breath of angels e Broken Sky invece mi fanno piangere e venire la pelle d'oca ogni singola volta. Quindi dipende principalmente da cosa voglio ascoltare. La cosa bella di quest'album é che, anche se é un concept, puoi ascoltare le canzoni singolarmente. Ovviamente peró se vuoi un' emozione piú forte dovresti seguire il concept come se fosse un film.


- Quali canzoni preferisci da suonare, invece?

Mike: Beh, non le abbiamo suonate ancora live ma le abbiamo solo registrate. Registrarle ti da un feeling differente in quanto devi prestare molta attenzione, fare tutto nel miglior modo possibile ed essere concentrato. Preferisco di gran lunga suonare live: vivo per l'interazione con pubblico, vedere le reazioni delle persone, quindi per me é quello il vero banco di prova delle canzoni in quanto il pubblico ti da qualcosa indietro che fa si che tu possa godere di quel momento. Quindi sapró rispondere alla domanda a partire da gennaio, quando comincerá il tour.

- Riguardo il tour, penso di sapere giá la risposta, ma voglio verificare con te: suonerete l'album nella sua interezza?

Si certo, lo suoneremo tutto dall'inizio alla fine, accompagnato da altri brani del nostro catalogo.

- Lavori in continuazione con Neal Morse, siete entrambi due musicisti molto prolifici. Com'é lavorare con lui?

Mike: Sono al 18esimo album con Neal quindi é chiaro che il nostro rapporto é piú stretto che con qualsiasi altro musicista. Se fai il conto ho lavorato con lui praticamente il doppio di quanto abbia fatto con i Dream Theater, siamo in 3 differenti band, ci piace molto lavorare insieme ed abbiamo tanto rispetto reciproco. La nostra relazione é anche molto personale, gli sono stato vicino quando ha lasciato gli Spock's beard e lui é stato molto vicino a me quando ho lasciato i Dream theater, abbiamo visto i nostri figli crescere, quindi un rapporto molto, molto profondo.

- Riguardo il concept: hai aiutato Neal a scriverlo o é stata solo opera sua?

Mike: Quando sono nella Neal Morse band i testi sono sempre una prerogativa di Neal. In questo caso ha preso una storia basata sul famoso libro "Pilgrim’s Progress". Quando sono con Neal, mi preoccupo di tante altre cose, ma riguardo ai testi mi affido completamente a lui.

- Suoni con un sacco di band differenti, hai una memoria pazzesca. Una curiositá, se ti chiedessi di suonare una canzone a caso dal tuo repertorio, saresti in grado di suonarla?

Mike: Si, ho un'ottima memoria. Se ho registrato quella canzone in studio o l'ho suonata dal vivo, é di sicuro fissa nella mia memoria e potrei suonarla immediatamente. Per esempio, una volta con i Dream Theater ho messo in scaletta un brano del nostro demo di vent'anni prima e quando l'abbiamo suonata me la ricordavo perfettamente senza neanche aver bisogno di ascoltarla. Adesso magari mi capita di suonare un giorno in Finlandia con la Neal Morse Band, il giorno dopo in Spagna con i Twisted Sisters e il giorno dopo ancora con i Wynery dogs in Inghilterra e in questi casi mi presento e suono direttamente. E' una benedizione avere questo pregio.


- Una domanda che amo fare. Ci sono degli album che tu adori ma che non sono stati, diciamo, molto apprezzati dal pubblico?

Mike: Si, certo, ce ne sono tanti. Il primo che mi viene in mente é The elder dei Kiss. I fan lo odiano e neanche Gene Simmone and Paul Stanley lo amano, ma se devo dire la mia, é un grande album che é stato pubblicato solo in un periodo temporalmente sbagliato. Un altro album che mi viene in mente é uno dei miei preferiti dei Rolling Stones, Their Satanic Majesties request che neanche loro stessi amano. C'é anche St.Anger dei Metallica che penso sia un buon lavoro mentre, al contrario,  non riesco a sopportare Load e Reload dei Metallica che non hanno nessuno degli elementi tipici che hanno fatto amare i Metallica. La musica é estremamente soggettiva, quindi non c'é un giusto o sbagliato, é una questione di gusti.

- Se ti chiedessi di scegliere un solo concerto dalla tua carriera? Lo so che una domanda molto difficile...

Oh, Dio... Quello a cui penso spesso é quello fatto con i Dream theater l'ultima notte del tour del ventesimo anniversario, il DVD Score, al Radio City Music Hall. E' stata una serata perfetta perché era un posto dove avevamo voluto sempre suonare, c'era l'orchestra, stavamo filmando un DVD... Se vuoi una risposta istintiva penso a questo concerto, ma ho fatto un sacco di show eccezionali: un paio di anni fa sono stato il direttore musicale del 30esimo anniversario di Eddie Trunk dove ho suonato con Peter Criss e Ace Frehley e ho riunito un sacco di star. Quello é stato sicuramente uno dei miei migliori ricordi. Poi sono stato anche il direttore musicale per il concerto "Tony McAlpine benefit" dove ho suonato con artisti incredibili come Zakk Wylde, Steve Vai, Tom Morello, Paul Gilbert e Nuno Bettencourt. Poi il tributo a Chris Squire dove ho suonato con grandi musicisti del prog. Ho fatto tanti show del genere e sono stato molto fortunato a parteciparvici. Peró se mi facessi la domanda il prossimo anno la risposta potrebbe essere diversa perché sto preparando il concerto del mio 50esimo compleanno. Quello che sto preparando per quel concerto é qualcosa che sicuramente sará il momento migliore e piú epico della mia carriera, quello difficile da battere.

- So gia chi sono i tuoi batteristi preferiti, sono curioso di sapere chi sono i cantanti che preferisci.

Mike: Beh, non cerco mai la perfezione dal punto di vista tecnico, per me le cose piú importanti sono le emozioni e la personalitá. Roger Waters per esempio é uno dei miei cantati/artisti preferiti e non si puó di certo definire un grande cantante. Ma per me ci sono altri elementi sicuramente molto piú importanti della tecnica. Se parliamo di cantanti con una grande voce potrei dire Freddie Mercury

-Hai ancora tempo per fare pratica da solo e studiare lo strumento?

Mike: In realtá io accetto i miei pregi ed i miei limiti. Lo so che ci sono musicisti che si vogliono migliorare costantemente, mi viene in mente Neil Peart che verso i 40 anni si mise a studiare ogni giorno per imparare nuove cose. Onestamente ho altri interessi nella mia vita: una moglie e due figli che giá vedo raramente perché sono sempre in tour, quindi ogni qualvolta io torni a casa sarebbe veramente egoista da parte mia andare in cantina a suonare. Voglio passare tempo con la mia famiglia e mi piace fare altre cose tipo guardare film. Ho vinto ogni premio batteristico possibile quindi a questo punto preferisco accettarmi per quello che sono. So che oggi ci sono centinaia di batteristi piú preparati di me, ma onestamente, non me ne frega un cazzo. Le mie prioritá da musicista sono altre: quando faccio un album penso a qualcosa che possa farmi felice e penso ad almeno dieci cose prima di pensare alla batteria, la batteria é solo una delle mie ultime preoccupazioni.


-C'é qualche gruppo emergente che potresti consigliarci?

Mike: Beh, non sono esattamente nuovi ma potrei dire gli Haken, sono veramente un loro fan. Un'altra band che ho conosciuto da poco sono gli Avatar e sono fantastici. Beh, forse non dovrei dirlo perché c'é una sorta di conflitto di interessi ma mi piacciono molto i Next to none, la band di mio figlio Max. Stanno preparando il loro secondo disco e fanno delle robe incredibili. Guardo mio figlio suonare e sentirgli fare cose incredibili e migliorare di anno in anno. Penso che il loro prossimo album sará apprezzato.


- Tempo fa ho pubblicato su given to rock la classifica dei miei dieci batteristi preferiti. Mi piacerebbe avere una tua breve opinione su ciascuno:

Lars Ulrich (Metallica)

Mike: Io amo Lars che é una delle mie piú grandi influenze. Un sacco di gente lo critica dal punto di vista tecnico, ma come dicevo prima, per me la personalitá conta piú della tecnica. Lui è uno di quelli che ha cambiato il mondo della musica.

Bill ward (Black Sabbath)

Mike: Beh, Bill ha portato qualcosa di diverso al metal, se ascolti gli album dei Black Sabbath sembra di ascoltare un batterista Jazz con un gruppo Heavy metal e questo ha dato ai Sabbath qualcosa di unico.

Nick Menza (Megadeth)

Mike: Nick era un bravo ragazzo ed un mio caro amico, perderlo é stato molto triste. In realtá non so se ha mai avuto modo di mettersi in luce perché Dave Mustaine ha sempre controllato ogni singola cosa nei Megadeth. L' unico forse che ha messo qualcosa di personale é stato Gar Samuelson, con il suo stile un po' jazz. Nick ovviamente era un grande batterista ed eseguiva sempre tutto alla perfezione.

Igor Cavalera (Sepultura)

Mike: Fantastico. Igor ha avuto sicuramente influenza su di me e la potete sentire sull'album Awake dei Dream theater. Sul pezzo Lie, in particolare, dove ho voluto creare qualcosa di tribale influenzato dall'ascolto di Chaos AD.

Matt Cameron (Pearl Jam)

Mike: Beh, hai detto Pearl Jam ma io direi piú Soundgarden, dove ha espresso piú il suo stile. Matt é un classico esempio di batterista che puó suonare in diverse band di un certo spessore, ma nei soundgarden qualsiasi cosa ascolti é un grande esempio di groove e tutto é al posto giusto e suona molto naturale.

Vinnie Paul (Pantera)

Mike: Vinnie ha suonato in album fantastici. Diciamo che ha continuato quello che Lars Ulrich aveva iniziato; lui l'ha portato al livello successivo dal punto di vista batteristico. I Pantera sono stati molto importanti perché hanno portato grandi album in un periodo dove il Metal non passava proprio un buon momento.

Tre Cool (Green Day)

Mike: Non sono un grande fan ma questo non vuol dire che non lo rispetti come batterista. Per suonare quel genere ci vuole un sacco di resistenza e batteristi come lui, Trevis Barker, ma anche andando un po' piú indietro, Tommy e Marky Ramone, hanno tenuto sempre il passo. Ci vuole un sacco di resistenza per suonare questo genere di musica, e li rispetto assolutamente.

Nicko Mc Brain (Iron Maiden)

Mike: Nicko é un mio grande amico. Anche se io amo i primi tre album dei Maiden con Clive Burr, quando Nicko entró nella band diede un tocco personale alla band cominciando il suo primo disco con loro con uno dei passaggi piú conosciuti del Metal (Where Eagles dare su Piece of mind. Ndr) ed ha contribuito al successo rimanendo 30 anni al loro servizio. Grandissimo batterista e bravissimo ragazzo.

Dave Grohl (Nirvana & altri...)

Mike: Ho tutto il rispetto del mondo per Dave ed é molto sottovalutato: tutti oggi lo riconoscono come cantante/chitarrista dimenticandosi spesso che batterista incredibile era. Non solo quello che ha fatto con i Nirvana, ma se ascolti pure i lavori fatti con i Queens of the stone age e tutti gli altri progetti. E' un batterista eccezionale, per me é una versione odierna di quello che fu John Bonham, stilisticamente. Credo che sa volte ci si dimentichi che batterista eccezionale sia.

Beh, alla prima posizione della mia classifica ci saresti tu.

Mike: Beh, per quanto mi riguarda é stato un risultato fantastico per la mia carriera ricevere tutti i premi che ho ricevuto ma come ti ho detto prima, la batteria é solo una parte delle cose che faccio. E' un po' come il discorso che facevamo per Lars, poco fa: Occuparsi delle scalette, del fan club, bootlegs, merchandise... Penso che anche io abbia portato queste cose nelle band nelle quali ho militato, al di lá della batteria. Io amo la batteria, adoro suonare dal vivo, ma quello che mi piace é mettere tutto dal punto di vista dei fan, perché io sono un fan, alla fine. Penso che questo conti di piú delle abilitá tecniche.

- Ok l'ultima domanda. Quali sono i tuoi prossimi progetti dopo il tour con la Neal Morse Band? Personalmente adoro i Flying Colors (sono letteralmente ossessionato dalla canzone The fury of my love, una delle mie canzoni preferite degli ultimi anni).

Mike: Oh grazie. Beh, con i Flying colors ci vedremo il prossimo mese per preparare il prossimo album che uscirá a fine 2017, poi ci sará un nuovo progetto con i Metal allegiance, sempre nel corso del prossimo anno. Quando hai cosí tanti progetti devi per forza programmarli prima. In estate ci sará qualche evento con il progetto Shadow fortress dove proporró in alcuni festival prog la suite che avevo scritto con i Dream Theater. Poi ho alcuni progetti segreti che spero pure di fare partire nel corso del prossimo anno.

- Grazie per il tuo tempo Mike, grazie anche per la tua musica e complimenti per il tuo ultimo album.

Mike: E' stato un piacere. Ciao !


Share: