26/12/16

La scheda: Yena

Breve descrizione/bio della band:
Gli Yena nascono nel 2014 a Udine (Italia), per volontà di cinque musicisti provenienti da gruppi e stili diversi, che hanno scelto l’italiano e il rock come genere di espressione. La musica della band fonde chitarre pesanti e scure con il gusto melodico e poetico proprio del cantato in lingua italiana, cercando equilibrio tra due voci in un botta e risposta continuo e armonico.
I testi, sui quali viene sempre posta molta attenzione, parlano di sentimenti quotidiani, di quella sottile linea tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato che spesso confondiamo nella costruzione delle nostre anime. L'attenzione per le giuste parole da usare è parte della ricerca della band per provare sempre modi diversi di esprimere le storie che vengono raccontate.
Dal vivo vengono espresse le diverse anime del gruppo, dalla parte più rabbiosa a quella più melodica e riflessiva in una ricerca di equilibrio costante e mai scontata.
L'attività live li porta a suonare in importanti festival nazionali come il Collisioni Festival di Barolo (CU), condividendo i palchi con gruppi come Punkreas, Talco, Plan De Fuga, e molti altri concerti in locali e Festival locali.
Nell'estate del 2015 registrano il loro primo EP, registrato e prodotto da Andrea Rigonat, noto chitarrista/produttore della scena nazionale (Elisa, Tiziano Ferro).

Genere musicale:
Alternative Rock Italiano, anche se è sempre difficile trovarne uno che ti descriva perfettamente. Sicuramente rock cercando di essere più personali possibile (personali, non originali) quindi se serve un'etichetta scegliamo Alternative Rock.

Line-up attuale:
Matteo Bellotto - voce
Alessio Tassotto - voce
Alessandro Pipputto - Batteria
Francesco Corazza - Basso
Roberto De Bellis - chitarra

Album/EP/Demo all’attivo:
Il primo EP di debutto è Yena, uscito lo scorso 25 novembre per Jack Rock Records.
link iTunes: http://apple.co/2gGzxIN 

Influenze:
Cantautorato italiano, grunge, rock in genere. Band di riferimento: Timoria, Karma, Alice in Chains, Silverchair.

Di cosa parlano i vostri testi:
I nostri testi cercano sempre di puntare l'attenzione sui particolari. Si tratta di piccole storie che guardano il presente in maniera fredda, creando molteplici letture. La volontà è di far ragionare in maniera fredda e razionale su sé stessi i nostri ascoltatori. Siamo un agglomerato di sentimenti ed emozioni che raccontiamo per poter affrontare ciò che nascondiamo ogni giorno. La musica impone sincerità, a costo di far male, ma senza sconti.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Difficile scegliere: di sicuro il concerto a Barolo (CN) al festival Collisioni per la strepitosa partecipazione di pubblico, ma anche le tante date live dense di trasporto emotivo, nonostante solo 10 persone davanti, che poi sono proprio quei concerti che mettono maggiormente alla prova la coesione e la voglia di scrivere. Ogni data ha una propria storia da raccontare...

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Il nostro primo live al Povorock 2014, in apertura ai Rhyme. Le tempistiche, tra un cambio palco e altro, erano molto limitate per poter dar il giusto spazio ad ogni band per esibirsi… ad un certo punto, al momento di iniziare, eravamo tutti pronti sul palco, tranne Alessio (voce)...dov’era?! A comprarsi tranquillamente 2 pacchetti di sigarette a piedi nei dintorni di Povoletto.
Penso di non aver mai visto così tanta gente incazzata tutta assieme come quella volta! (Ride, ndr).

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Com'è profondo il mare - Lucio Dalla
King for a day fool for a lifetime - Faith no more 
Grace - Jeff Buckley
Facelift - Alice In Chains
Quintorigo
Kind of Blue - Miles Davis
Songs in the Key of live - Steve Wonder
probabilmente cambieremmo la lista tutti i giorni.

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Un album grind degli S.C.A.T., una band russa. Credo che il grind sia come l'arte contemporanea e lo apprezzo. (Matteo Bellotto, voce ndr).

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
John De Leo dei Quintorigo ma anche Cristiano Godano dei Marlene. In realtà sono moltissimi!

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Chiederemmo poche cose; vorremmo tanto che gli addetti ai lavori stessero con noi nel backstage a divertirsi, invece di dover impazzire dietro alle richieste assurde di chi crede di poter pretendere qualcosa. Noi sappiamo bene qual è il nostro posto e non vogliamo creare problemi inutili. Preferiamo condividere piuttosto che pretendere.