29/02/16

Ascolti di febbraio

Numerosi ascolti assidui (e cervello in fumo) anche per questo febbraio: tanta nuova roba succulenta, piú altra che non riesco proprio a mettere da parte. Ah, il live dei Tenacious D é magnifico (non ci ho fatto la recensione, quindi lo dico qui).

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27/02/16

Recensione: Magni animi viri - Heroes Temporis, World edition (2016)

A dieci anni dalla prima pubblicazione in italiano, i Magni Animi Viri tornano con Heroes Temporis World Edition, che non é altro che la versione inglese dell'opera rock giá apprezzata in italiano che si avvale della presenza di due cantanti super affermati e apprezzati (anche dal sottoscritto) come Russell Allen (Symphony X, Adrenaline Mob) e Amanda Somerville (Avantasia, Kiske/Sommerville, etc). Accanto a loro troviamo in veste di narratore, l'attore Clive Riche e altri pezzi da novanta come John Macaluso alla batteria e Marco Sfogli alle chitarre. Niente male, direi.
(Per tutti gli altri dettagli sui musicisti, dare un'occhiata a fine recensione).

Da sottolineare un'altra cosa importante riguardo il progetto: il ricavato delle vendite del cd fisico e digitale contribuirà alla realizzazione di un reparto ludico-diagnostico per bambini affetti da autismo attraverso l'Associazione Heroes Temporis For Autistic Children ONLUS.

Ok, veniamo alla musica adesso.

Beh avete letto i nomi dei musicisti nell'introduzione, non possiamo che parlare di buona musica e di qualitá garantita: Heroes Temporis é davvero una bella opera rock, con un po' di prog, di musica sinfonica, pop, un narratore e la folta Bulgarian Symphony Orchestra Sif. 309. Davvero tanta roba (in tutti i sensi).

Il disco parte benissimo, dopo un'introduzione parlata i primi due pezzi Heroes... e ...Temporis fanno assolutamente centro, presentando il progetto nel migliore dei modi, con una giusta dose di musicalitá ed epicitá. Russell Allen decisamente in ottima forma e il tessuto musicale é fatto per accompagnare la sua voce.
Proseguendo con l'ascolto troviamo Until, una riuscitissima ballad dove Amanda Sommerville fa il suo ingresso, all'inizio come narratrice e successivamente come protagonista di una prova vocale perfetta. Il ritmo e l'intensità si abbassano però con la successiva Thoughts, che mi ricorda le composizioni soliste di Michael Kiske (forse per la presenza di Amanda). Da segnalare invece la prova magistrale di Russell Allen in Desertsoul, protagonista anche nel bellissimo ritornello di I'd like. A proposito di Russell Allen, questo disco a mio avviso fa uscire fuori tutte le sue migliori caratteristiche. Se mi concedete un'eresia, non mi é mai piaciuto come in quest'album. Sí, meglio delle prove con i Symphony X, Adrenaline Mob, etc. L'ho detto, massacratemi pure.

Tra le altre meritano sicuramente una citazione Moon Peace (che mi ricorda il bellissimo The gentle storm), ancora una bella ballad con la Sommerville protagonista (Crystalize) e le conclusive Fortis e Without breath che spingono decisamente  piú sull'acceleratore con degli sprazzi di ottimo prog.

Un difetto che posso trovare in questo disco é che a volte potrebbe osare un po' di piú, invece si mantiene (soprattutto nella parte centrale) in atmosfere "sicure" e talvolta abbastanza simili tra loro. Magari un paio di tracce in meno avrebbero giovato all'ascolto globale.
In ogni caso, Heroes Temporis é sicuramente musica di assoluta qualitá sotto tutti i punti di vista e merita sicuramente un ascolto. Io ce l'ho in loop nell'impianto da giorni. Poi é per una buona causa, meglio di cosí... 

Voto 73/100

Top tracks: Heroes..., ...Temporis, Without breath.

Tracklist:
01. Soundtrack (feat. Clive Riche)
02. Heroes... (feat. Russell Allen & Clive Riche)
03. ...Temporis (feat. Clive Riche & Russell Allen)
04. Intus – Until (feat. Amanda Somerville)
05. Thoughts (feat. Amanda Somerville)
06. Never Again (feat. Amanda Somerville, Russell Allen & Clive Riche)
07. Desertsoul (feat. Russell Allen)
08. I’d Like (feat. Russell Allen & Amanda Somerville)
09. Like the Hawk (feat. Russell Allen & Amanda Somerville)
10. Moon Peace (feat. Russell Allen & Amanda Somerville)
11. Crystalize (feat. Amanda Somerville)
12. Fortis (feat. Russell Allen)
13. Without Breath (feat. Russell Allen)
14. Outro

Russell Allen: voce.
Amanda Somerville: voce.
Clive Riche: voce narrante.
Giancarlo Trotta & Luca Contegiacomo: pianoforte, tastiere, moog, fx, programmazioni.
Marco Sfogli: chitarre.
Simone Gianlorenzi: chitarra acustica.
Randy Coven, Roberto D'Aquino: basso, Stick.
John Macaluso: batteria.
Bulgarian Symphony Orchestra Sif. 309 diretta dal M. Giacomo Simonelli.
Ideazione e composizione della parte letteraria: Pietro Ruggiero.

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26/02/16

Zakk Wylde, Book of Shadows II: tracklist e singolo!

Ok, Book of Shadows é uno dei miei dischi preferiti in assoluto e l'uscita di questo secondo capitolo mi mette alquanto in agitazione.

Ascoltando il primo singolo, Sleeping dogs (vedi video sotto), le sensazioni sono buone. Il mio dubbio principale era la voce di Zakk... Come canterá?
Ecco, in questa canzone é ritornato a cantare in maniera semplice e naturale (come in Book of shadows, appunto). E' ovvio che non ha piú la voce di 20 anni fa, avendola sforzata in maniera esponenziale con i Black label society. Il timbro peró é sempre quello e mi va piú che bene cosí. Buonissime sensazioni, quindi.
Guardando il video preso da YouTube si nota il link per acquistare il disco in edizione limitata con la firma di Zakk Wylde.
Manco a dirlo mi sono precipitato a farlo, ma dopo aver completato la registrazione e tutto, mi é stata data la scelta di due opzioni per la spedizione. La piú economica era 21 dollari e qualcosa. Ho chiuso la pagina. Cosí, vi evito di perdere tempo nel caso voleste fare la stessa cosa (e non vi andasse di spendere 21 dollari per la spedizione). Poi non dite che non vi voglio bene


Tracklist:
01. Autumn Changes
02. Tears of December
03. Lay Me Down
04. Lost Prayer
05. Darkest Hour
06. The Levee
07. Eyes of Burden
08. Forgotten Memory
09. Yesterday’s Tears
10. Harbors of Pity
11. Sorrowed Regret
12. Useless Apologies
13. Sleeping Dogs
14. The King
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25/02/16

Iron maiden, comincia il nuovo tour!

Gli Iron Maiden di nuovo in tour (in USA, attualmente).
E' cominciato ieri sera per promuovere il nuovo album The book of souls (clicca qui per leggere la recensione)

Un paio di commenti,

- Guardando questi video (ma anche altri che girano in rete), ho trovato un Bruce Dickinson stranamente non in perfetta forma (a livello vocale). Spero vivamente sia un problema di "prima data" (oppure un problema passeggero) e non gli strascichi dei problemi di salute che ha avuto.

- La scaletta, per me fan di una vita, sempre punto debole della band (monotone e ripetitive).
La scaletta di questo tour mi soddisfa leggermente di più. Ci sono tanti estratti del buon ultimo album, ci sono canzoni non troppo inflazionate dal vivo (Powerslave, Children of the damned) e si chiude in maniera diversa con Wasted years. Si, vabbè, ci sono The trooper, The number of the Beast, Hallowed be Thy name, Iron Maiden e soprattutto Fear of the dark (di queste, soprattutto di quest'ultima, penso non ce ne libereremo mai), però in generale leggermente meglio del solito, diciamo.

Ecco la setlist e qualche video (amatoriale, purtroppo). Enjoy!

If Eternity Should Fail
Speed of Light
Children of the Damned
Tears of a Clown
The Red and the Black
The Trooper
Powerslave
Death or Glory
The Book of Souls
Hallowed Be Thy Name
Fear of the Dark
Iron Maiden
The Number of the Beast
Blood Brothers
Wasted Years

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23/02/16

Lars Ulrich fail compilation

Niente di piú e niente di meno rispetto al titolo: una compilation di cappellate del batterista piú odiato/discusso del mondo, Lars Ulrich. Cosa penso di lui? Che nonostante tutto sia uno dei batteristi piú influenti del genere e abbia un modo di suonare molto personale. Mentre che ci sono posto una rarità, cioè i Metallica che suonano senza di lui al Download festival del 2004. Lars era stato accompagnato all'ospedale (non ricordo per quale motivo) e alcuni batteristi presenti al festival si sono offerti di aiutare i Metallica.



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22/02/16

Recensione: Monster Truck – Sittin’ Heavy (2016)


Finalmente riecco i canadesi Monster truck, li aspettavo con ansia!
Dopo l'ottimo debut Furiosity (clicca per la recensione), e dopo essermeli gustati per bene dal vivo all'Underworld di Londra é la volta di Sittin' heavy, seconda fatica discografica (se si esclude l'EP di debutto, The brown). Le mie aspettative sono decisamente alte...Vediamo quindi come suonano le tracce di quest'album. Ah, bella la copertina, semplice e southern. Lo so, é solamente una camicia.

1. Why Are You Not Rocking
Sin dalla prima nota ci si accorge che la band non ha per nulla modificato il proprio approccio. Riffone che mi piace tanto, tastiera in bella mostra che contraddistingue il loro sound e tanta aggressivitá. Grande opener, era proprio la canzone che volevo sentire.

2. Don’t Tell Me How To Live
Canzone che si conosceva da un pezzo e che mi é piaciuta sin dal primissimo ascolto. Anche qui, nulla di nuovo ma cazzuta e orecchiabile, tipica Monster truck. La posto a fine pagina.

3. She’s A Witch
Altro pezzo con un buon mordente e con tutti gli elementi tipici dei Monster truck. Forse leggermente meno ispirato dei due precedenti, ma il tiro rimane sempre il medesimo e il gruppo sempre fedele al loro sound.

4. For The People
Pezzo diverso, molto piú leggero, easy listening e infarcito di cori. Onestamente non mi fa impazzire ma un pezzo diverso ci sta tutto, quantomeno per differenziare un po' l'atmosfera. Bello il riff e linee vocali decisamente molto curate (forse pure troppo).

5. Black Forest
Un temporale accompagna un suono docile di tastiera di questa bella power ballad. Certo che Jon Harvey ha proprio un bel timbro, perfetto per questo tipo di canzoni (ma anche per tanti altri). Un po' moscio il primo ritornello (solo il primo), le strofe rompono i culi. Bel pezzo.

6. Another Man’s Shoes
Che botta. Il riff iniziale di questo brano é come una secchiata di acqua gelida in faccia. Le strofe raffreddano un po' l'entusiasmo ma quando parte il ritornello con quel riff, tutto si risolleva. Ok, avete capito che mi piace principalmente quel riff, che da una forza assurda al pezzo.

7. Things Get Better
Altro brano che si conosceva da prima. I toni si fanno meno seriosi e leggermente piú sbarazzini (per quanto possano essere sbarazzini i toni di questi ragazzacci), soprattutto nel chorus. Pezzo leggero e trascinante. Ci piace.

8. The Enforcer
Beh, provate a stare fermi durante questo pezzo. Io non ce lo faccio, coro ruffianissimo, drumming serrato, riff cattivo e grande linea vocale. Un classico immediato, quando i Monster truck fanno cosí, sono irresistibili. Qualcuno reclama pure le birre a fine brano. TOP TRACK

9. To The Flame
Dopo il pezzo di prima I Monster Truck abbassano decisamente i ritmi, forse pure troppo, dato che ero ancora esaltato. Il tempo é quello di una loro ballad ma i suoni sono pesantissimi, mi ricorda il mood degli ultimi Down. Boh, To the flame non mi esalta in generale ma forse il suo difetto principale sta nel trovarsi dopo il pezzo migliore del lotto. SKIP TRACK

10. New Soul
Riparte un altro "trattore", evvai! Aspé, ma che é sta voce effeminata e sta mosceria? Ma é sempre Jon Harvey? Si, forse é solo la voce registrata differentemente, non saprei. Poi ci si abitua e comunque si ritorna a muovere la testa compulsivamente. Non facciamo i pignoli, cribbio. Sono questi i Monster truck che voglio sentire.

11. Enjoy The Time
La ballad finale, me l'aspettavo! Beh. ci speravo piú che altro, dopo la bellissima chiusura dello scorso album, con la splendida My love is true. In realtá Enjoy the time non é una ballad canonica dei MT, sembra piú un pezzo pop rock tipo Lenny Kravitz (ho detto il primo nome che mi é passato per la testa, non mi flagellate) suonato dai Monster truck, sicuramente un buon pezzo e una buona chiusura. Geniale il finale alla Monty Phyton con la band che ci dice che il disco é finito.

I Monster truck, nonostante le aspettative molto alte, sono riusciti a non deludermi. Hanno grosso modo continuato la formula del grande debut Furiosity nel loro incrocio tra rff southern, durezza e musicalita'. La qualita' dei pezzi rimane decisamente alta, con qualche pezzo che non vedo l'ora di ascoltare in sede live (chi ha detto The enforcer?).
Se vi e' piaciuto il debut, andate sul sicuro. Io penso me li andró a vedere live tra un paio di mesi.

Voto 74/100

Top tracks: The enforcer, Don't tell me how to live, Why you are not rockin'
Skip track To the flame

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19/02/16

La canzone brutta del giorno: Lou Reed & Metallica -The View

Beh, L'album Lulú é universalmente riconosciuto per la sue bruttezza (nel caso ci fosse un suo estimatore su questa pagina, per favore, fatti riconoscere!!). I Metallica e Lou Reed che danno il peggio di loro in un album che cerca di far combaciare due generi e due stili di fare musica che in realtá sono diametralmente opposti. Per essere piú diretto e per fare meno il sofisticato: machecazzoc'entranoiMetallicaconLouReed? Non appena letta la notizia della realizzazione di quest'album ho pensato subito al peggio. O meglio, ho pensato esattamente a canzoni tipo questa qui sotto.
Se volete mettere alla prova il vostro sistema nervoso, cliccate pure play. Se vi annoiate o vi innervosite facilmente, lasciate perdere. Vi ho messo la versione live cosí forse arrivate alla fine. Io non ci sono arrivato lo stesso, dopo 3 minuti pensavo di averne ascoltati 15.

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18/02/16

Recensione: Elio e le Storie Tese - Figgatta de Blanc (2016)


Dopo la meravigliosa esibizione di Sanremo dove, come al solito, hanno messo in mostra la loro classe tecnico-compositiva senza dimenticarsi di prendere in giro questo e quello, riecco gli Elio e le storie tese. A distanza di 3 anni dal non certo indimenticabile Album Biango stavolta fanno il verso ai Police di Reggatta de Blanc. Curiositá, l'album é disponibile anche in versione deluxe con una specie di vibromassaggiatore in omaggio. Vediamo le 15 tracce di questo disco:

1. Figgatta de Blanc
La title track é solo un intro con parole al contrario. Mi ricorda qualcosa di molto vecchio degli Elio, ma non so esattanente cosa. Scusate.

2. Vacanza alternativa
Si parte con un Funky mentre preparano i funghi e nel frattempo si fanno i fanghi. Vabbé...Gradito ritorno per una vecchia conoscenza degli EELST (quello di 50 di bocca...) che dice le sue solite (e gradite) semi-oscenitá. Bel pezzo, chiuso da un DJ straniero che passa una canzone popolare molisana.

3. She wants
Ritorna il vocoder usato da Rocco Tanica (ha dichiarato di voler cantare solo col vocoder perché non gli piace la sua voce) per un pezzo in lingua inglese. She wants it in the posterior... questo é il tema principale della canzone. Avete capito di cosa parla la canzone, bene. Non un grande pezzo, forse un po' troppo monotono (e odio il vocoder).

4. Parla come mangi
A proposito di lingua inglese, ecco un brano su tutti i termini anglosassoni che stiamo introducendo (senza un perché) nel vocabolario italiano. Bel brano e finalmente un po' di rock. Scontato, ma un po' di rock. Il pezzo si chiude con una straziante e infinita lista di termini inglesi, pronunciati malissimo dal sempre presente Mangoni.

5. Il mistero dei bulli
I bulli di ogni tempo (tipo Attila e i fratelli Lumiere) in questa "Il mistero dei bulli", un pezzo fondamentalmente di musica leggera, con qualche buon inserto di chitarra. Brano onestamente un po' sottotono, sia a livello musicale che a livello di testo.

6. China disco bar
Stavolta Elio prende di mira i cinesi e la loro Discoteng. Come il precedente, il pezzo é gradevole (ricorda qualcosa di Discomusic), ma graffia poco sia a livello musicale che di lyrics (ecco un termine che starebbe bene nella quarta traccia). Per fortuna c'é il DJ Spinetta a fine brano che risolleva tutto con Radio coatta classica.

7. Il quinto ripensamento
Brano che abbiamo giá ascoltato ascoltato a Sanremo sotto le mentite spoglie di "cover" della quinta sinfonia di Beethoven. Secondo me aveva piú senso in quel contesto che non nel disco, pur non essendo un pezzo malvagio.

8. Bomba intelligente (con Francesco di Giacomo)
Brano molto particolare con Francesco di Giacomo, voce del Banco del Mutuo Soccorso, che purtroppo non ebbe il tempo di completare questa bella Bomba intelligente. C'entra poco con questo disco e con gli Elio in generale, ma é un bel sentire ugualmente. La melodia della strofa é eccellente, cosí come il solo di Cesareo e poi di violino di Mauro Pagani. Bel pezzo.

9. Inquisizione
Brano con una sezione ritmica da paura e con degli ottimi assoli finali ma anche con atmosfere da discomusic/quiz televisivo. Il titolo é abbastanza esplicativo e il pezzo é come sempre molto curato ma forse manca un po' di cattiveria.

10. Ritmo sbilenco
Brano che inneggia alla musica progressive (ma anche regressive) e alla musica "difficile" in generale. Ovviamente gli EELST prendono la palla al balzo e ci buttano dentro 1000 generi musicali e vari riferimenti, manco a dirlo in maniera impeccabile. Musicalmente egregia, come testo si poteva decisamente fare qualcosa di piú.

11. Il rock della tangenziale 
Elio racconta con J-Ax la piaga della tangenziale. Come per dire: cresciamo per poi andare a finire tutti li. Sono sicuro che 20 anni fa questo pezzo sarebbe stato cattivissimo, invece questo si trascina. Piacevolmente quanto volete, ma si trascina, nonostante la presenza di J-Ax.

12. Cameroon
Musica africana contagiosa e prova maiuscola a livello musicale, ma anche qui, si ascolta piacevolmente ma non lascia molto il segno. SKIP TRACK

13. I delfini nuotano
La canzone piú snervante che esista. Molto divertente l'idea quella di utilizzare una sillaba per ogni strofa, e quella (nella seconda parte del brano) di far cantare una parola a testa a ogni componente del gruppo, ma il tutto mi snerva abbondantemente. Se era questo lo scopo degli EELST (probabile), hanno vinto. Bella la conversazione reale a fine brano con tutti che discutono sul pezzo.

14. Il primo giorno di scuola
A me sta canzone fa ridere un sacco. Elio canta incazzato e fa la parte di un bambino che si appresta ad andare a scuola per la prima volta. Sicuramente non un capolavoro, ma ha decisamente mordente, quello che manca a molti brani di questo disco.

15. Vincere l’odio
Beh, la conoscete tutti, no? Sí, é quella di Sanremo, quella dei sette ritornelli diversi (con sette applausi conseguenti). Beh, a me é piaciuta un sacco: assolutamente folle e divertente, l'ho ascoltata in loop per diversi giorni. Unico appunto: nella versione studio non c'é la frase capolavoro "accarezzami lo sterno". Elio canta, invece, "accarezzami lo stesso". TOP TRACK

Beh, gli Elio e le storie tese cominciano ad avere una certa etá, si era giá notato nell'album precedente.
Musicisti sempre piú ineccepibili e preparatissimi ma che inevitabilmente perdono un po' di cattiveria con il passare del tempo. Non mancano i bei brani, ma molti altri sarebbero stati ben diversi registrati una ventina d'anni fa (e alcuni altri si sarebbero potuti evitare). In ogni caso é sempre ottima musica e Figgatta de Blanc é sicuramente piacevole da ascoltare. Se dovete acquistarlo magari acquistate l'edizione con l'oggetto vibrante, magari alcuni brani deboli saranno piú gradevoli.

Voto 60/100
Top tracks: Vincere l'odio, Vacanza alternativa, Il primo giorno di scuola.
Skip tracks: Cameroon, Il mistero dei bulli.

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16/02/16

La playlist scomoda: Rage

Bentornati ad un'altra puntata de "la playlist scomoda", rubrica inutilissima a patto che voi non vogliate:

1) Sapere quali siano i miei pezzi preferiti in assoluto di una band in particolare (ne dubito).
b) Conoscere qualcosa in più della band presa in esame.
3) Perdere un po' di tempo su internet perchè non sapete dove sbattere la testa.
d) Varie ed eventuali.
f) Provare a psicanalizzare il sottoscritto, sul perchè crea queste rubriche di merda.

Vai con i Rage!

10) My way (da My way, 2016)
Embé ho preso il nuovissimo singolo, che ci volete dire? Non sono ancora sicurissimo se merita di stare in questa classifica ma in questo periodo non posso fare a meno di ascoltarlo e canticchiarlo. L'ennesimo "back to square one" di Peavey e dei suoi Rage. Gran pezzo, che sembra parli proprio del recente split: "si fa a modo mio o in nessun altro".


9) War of worlds (da Soundchaser 2003)
Opener del buon Soundchaser, War of worlds é un ottimo esempio dei Rage con Terrana e Smolsky, un perfetto incrocio tra raffinatezze prog metal e power ignorante, cosí come é un perfetto incrocio tra durezza e musicalitá. E' un incrocio tra tutto, praticamente.


8) Love and fear unite (da Ghost, 1999)
Uh, quanto mi piace questo disco... L'apertura di Love and fear unite é quasi da soap opera sudamericana, cosí come il resto della canzone che peró gode di una batteria straordinaria. Non so cosa mi ha sempre attirato di questa canzone, ci andavo pazzo quando ascoltavo quest'album a manetta, non vedevo l'ora di arrivare alla traccia numero 6. Forse perché sono un romanticone, sotto sotto, non saprei...


7) Black in mind (da Black in mind, 1995)
Sassata dall'omonimo album di metá anni 90. Canzone stupenda, ma le registrazioni di allora erano abbastanza approssimative, quindi vi posto una versione dolce e appassionata con l'orchestra registrata qualche tempo fa al Wacken festival.


6) Paint the devil on the wall (da Welcome to the other side 2001)
Opener impeccabile di un altro bellissimo album. Vi posto una versione live, peró. A proposito, ho un megacofanetto deluxe di questo live qui sotto (From the cradle to the stage) ed ero contento come una pasqua di possederlo. Finché non mi accorsi che era praticamente ricantato in studio (basta guardare il labbiale). Vabbé....


5) Unity (da Unity, 2002)
Traccia conclusiva e strumentale dell'omonimo disco 2002. Questi signori sono solamente in tre (sul palco, perlomeno): Mike Terrana, Victor Smolski e Peavy, sentite quello che riescono a combinare. Sí, é lo stesso concerto di qui sopra.


4) Beginning of the end (da Ghost, 1999)
Opener di Ghost e miglior modo per far capire immediatamente al pubblico che sará un disco con atmosfere rilassate e con l'orchestra ( la "Lingua mortis" per tutti coloro che non lo sapessero). Queste atmosfere mi piacciono da morire e la voce di Peavy si sposa benissimo con queste atmosfere. Vi posto una versione da un live differente, stavolta, con Peavy (piú) magro e con i capelli.


3) Back in time (da Ghost, 1999)
Seconda traccia dell'album Ghost (ok, avete capito che mi piace quest'album). Si prosegue alla grande. Davvero una sorpresona essermi trovato di fronte a questa canzone quando ho visto i Rage all' 02 Forum, qualche settimana fa. Non la ascoltavo da anni, sul serio. Vi posto la versione studio. La qualitá fa cagare, ma questa c'é...

 
2) Down (da Unity 2002)
La canzone che mi ha acceso la scintilla definitiva per i Rage. Li conoscevo e li apprezzavo giá (grazie all'album sopra), ma dopo aver visto questo video su Rock TV ed essermi procurato il relativo album Unity, ho cominciato ad approfondire la mia conoscenza sull'universo di Peavy & soci. Molto bello anche il videoclip. 


1) Sent by the devil (da Black in mind, 1995)
Secondo me la canzone perfetta dei Rage, l'unica cosa che non gli rende giustizia é la registrazione: troppo veloce e non propriamente impeccabile, secondo me. Volevo, per questo motivo, prendere una versione live, ma su Youtube non ne ho trovate di accettabili (o complete). Volevo allora prendere quella registrata con la nuova formazione nel nuovo EP, ma non ho trovato neanche quella. Insomma, fatevela bastare.
Seeeent byyyy theeee deviiiillllll

 

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15/02/16

La scheda: Siranda

Bio:
I Siranda nascono nel 2006 da una'idea dei due chitarristi Salvo Zappulla e Davide Calderone, inizialmente comprende una line up diversa dall'attuale con un susseguirsi continuo di musicisti nei rispettivi ruoli di bassista, batterista e cantante. Nel 2009 entrano in maniera definitiva Sergio Tarascio nel ruolo di bassista e William Voi in quello di cantante leader, la line up si completa con l'ingresso dietro le pelli di Fabiano Arisco. Nel 2012 esce il primo ep "La Scatola", escono le prime recensioni, i primi live ma è sulla composizione di nuovo materiale che la band è proiettata. Nel 2014 idee fresche che si materializzeranno iin alcuni dei brani che andranno a comporre l'ep "Dorma il Male" del 2015. L'11 gennaio 2016 i Siranda pubblicano il loro primo full lenght "La Scatola del Male": un titolo la cui scelta deriva dall'evoluzione naturale e spontanea nella storia del gruppo: un disco che sintetizza i primi cinque anni di attività, un lustro che ha visto scorrere cinque vite all'interno di un sistema sociale che ruota in corrispondenza di quel sistema-band che trasforma in suoni e parole: sensazioni, vissuti personali, vicende sociali e dissenso .

Genere:
I Siranda sono un misto di musica d'autore italiana, hard rock, alternative, progressive e post rock, o quanto meno queste sono le influenze dei cinque componenti che, con background differenti ma con un filo conduttore che li accomuna nel gusto per la musica, forgiano uno stile singolare seppur identificabile.

Line up attuale:
Sergio Tarascio: basso
Fabiano Arisco: batteria
Davide Calderone: chitarra
Salvo Zappulla: chitarra
William Voi: voce

Album/ep /demo all'attivo:
"La Scatola" (2012), "Dorma il male" 2015, "La Scatola del male" (2016)

Influenze:
Dai generi più disparati alla macroarea rock in generale, una nota di evidenza va senz'altro attribuita alle band storiche della tradizione progressive italiana degli anni 70: Orme, Pfm, Banco del mutuo Soccorso, Area.

Di cosa parlano i testi:
Vari argomenti, dal vissuto personale che lascia la giusta "cicatrice" necessaria ad un lirismo ispirato, a racconti di avventure di viaggio, uno sfogo di protesta per manifestare il proprio dissappunto in maniera piuttosto celata avvalendosi delle giuste metafore e figure retoriche. Un esempio potrebbe essere il brano "La scatola", i cui riferimenti non sono lampanti ad un ascolto superficiale, ma i cui contenuti retorici risultano abbastanza diretti già a partire da un ascolto un po' più approfondito.

Esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Per fortuna ci sono state diverse occasioni nelle quali crediamo ognuno di noi si sia sentito molto fiero di appartenere ai Siranda, come la vittoria di un paio di concorsi. Tra le esibizioni più memorabili quella al Jester di Ragusa, dove il calore del pubblico e dello staff del locale è arrivato a tali livelli da farci sentire totalmente galvanizzati da quello che stava succedendo attorno a noi. Che dire.. una grande serata, il concerto ideale in cui tutto va per il meglio, oltre le più rosee aspettative. In poche parole: il massimo.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Quando provavamo a registrare un'intervista di presentazione che serviva per l'iscrizione ad un contest musicale. Ne sono successe delle belle, sopra tutte la frase "is ciao" che stava per "I Siranda sono"...Un video di quella scena farebbe tutt'altro effetto ma per noi che l'abbiamo vissuta è stata veramente qualcosa su cui ridere per parecchie ore...

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Di rock puro "Led Zeppelin I"; pezzi come "Good Times Bad Times" e "How Many More Times" hanno lasciato un marchio indelebile nella nostra coscienza musicale. Altrettanto importanti "Fear Of A Blank Planet dei Porcupine Tree, "Anima latina" di Lucio Battisti, "Back in Black" degi Ac/Dc per la dirompente personalità, il carattere ed il vero groove vero del rock'n'roll.

Citatemi un album che pensate di essere gli unici al mondo ad apprezzare:
Potrebbe scaturire le classica risposta da megalomani, tipo "lo conosco solo io...!", ma credendo nella buona fede della domanda rispondiamo " Studio come" di Bob Marley and the Wailers. La maggior parte della gente magari conosce i dischi e la musica ma non dedica loro la giusta attenzione; nello specifico abbiamo citato un album di reggae perché è la musica a cui la cultura posteriore a quella delle origini ha attribuito tutt'altro significato, di fatto quindi restringendo ancor più la cerchia degli intenditori veri. Prescindendo comunque dal fatto che un discorso assoluto non si può fare su un argomento così vasto e variegato come questo.

Un musicista che vorreste incontrare:
Tra le centinaia di capisaldi che da sempre hanno rappresentato per noi un punto di riferimento nel panorama musicale mondiale, ciascuno di noi farebbe una scelta diversa. A parte ciò, tra quelli ancora in vita, rispondiamo Ozzy Osbourne. È un mito ma vorremmo chiedergli in particolare come si arriva alla sua età con alle spalle gli eccessi che tutti conosciamo.

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste la band più importante del pianeta:
Ad una domanda del genere possiamo rispondere solo con l'immaginazione ed in base alle esperienze fin qui vissute: succo di mirtillo ed un paio di Disaronno per William, birra doppio malto per Davide, coca cola per Sergio mentre Fabiano e Salvo si astengono dalla risposta. Ciascuno di noi vorrebbe sicuramente un posto tranquillo dove riscaldarsi e concentrarsi prima di suonare.

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12/02/16

Recensione: HIM - Razorblade Romance (2000)


Uh, strano, non avevo ancora in nessun modo parlato di quest'album.
Si si, lo so, gli HIM sono (stati) un gruppo prevalentemente per bimbeminchia (a causa del bel faccino del cantante Ville Valo, vedi brutta copertina qui sopra), peró a me piacciono e soprattutto adoro quest'album, che ci posso fare? Mi volete fustigare? Volete togliere Given to rock dai preferiti per questo? Ah, non avete Given to rock tra i preferiti?

Uscito nel 2000, lo troviamo in centomila versioni differenti, quindi la tracklist che troverete al termine della recensione sarà puramente indicativa, l'ho presa a caso dalla rete perchè mi stava venendo l'orticaria nervosa per confrontarle tutte.
La cosa straordinaria di questo Razorblade Romance è che è praticamente un Greatest hits, ci sono un sacco di singoloni fortunati e le mie 4-5 canzoni preferite della band. Insomma, la media è quella del grande album.

La musica che gli HIM propongono è abbastanza semplice negli schemi e nella realizzazione, Ville Valo ha un magnifico timbro basso (ma non solo) e le chitarre sono taglienti come un rasoio (parola sicuramente appropriata per la band e per tutto il movimento che ne é scaturito fuori).
La magnificenza di questo album sta nell'avere in un unico supporto pezzi grandiosi come Your Sweet 666 (già presente in una versione più approssimativa nel debut Greatest love songs Vol 666), Join me in death, Poison girl, Right here in my arms (vedi video sotto), la riuscitissima cover di Chris Isaak Wicked game e Gone with the sin, la mia canzone preferita in assoluto della band, con quel contrasto assurdo tra musica romantica e parole da serial killer assetato di sangue. Sicuramente degni di una citazione anche brani come Bury me deep insise e Death is in love with us. Quasi tutte canzoni che ti si stampano in testa e non se ne vanno piú.

Gli HIM dopo questo album hanno dato il via ad un movimento e ad una serie di semi-cloni, tanto fu il successo (meritato) di quest'album. Razorblade romance è musica molto semplice, immediata ma con un sacco di personalitá e con un cantante/songrwriter talentuosissimo. Album magnifico, nonostante tutto quello che si é creato intorno. Non mi odiate.

Voto 80/100

Tracklist (una a caso dalla rete)

1.Your sweet 666
2. Poison Girl
3. Join Me in Death
4. Right Here in My Arms
5. Gone with the Sin
6. Razorblade Kiss
7. Bury Me Deep Inside Your Heart
8. Heaven Tonight
9. Death Is in Love with Us
10. Resurrection
11. One Last Time

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10/02/16

Sottovalutate e sopravvalutate: Bon Jovi

Le sopravvalutate sono quelle canzoni che ci hanno rotto le cosidette o che magari hanno avuto, secondo il mio punto di vista, piú successo di quello che meritavano. Allo stesso tempo, é giusto dare un po' di risalto alle canzoni sottovalutate, quelle che nessuno si fila, quelle che l'ascoltatore casuale non conosce o quelle che spesso non vengono "cagate" neanche dalla band in questione, dimenticandosi di inserirle nelle setlist dei concerti o nei greatest hits.

Commentate (o insultatemi) pure nell'apposito spazio commenti, a fine pagina.

LE SOPRAVVALUTATE

It's my life (da Crush)
Sia chiaro, non é una brutta canzone, ma il fatto che sia in assoluto la piú popolare dei Bon Jovi (stando ai clic su Youtube) mi da tremendamente fastidio. E' una classifica sulle sopravvalutate, giusto? Jon se la ride perché si sará comprato 3 ville con piste di atterraggio per elicotteri, solo con questa canzone. Jon scriviamo una canzone insieme? Mi accontento di un monovano in cattivo stato da ristrutturare.


Runaway (da Bon Jovi)
Runaway é una delle primissime canzoni scritte e pubblicate dalla band. E' una bella canzone, secondo me, ma non tale da essere portata per l'eternitá in tour e farcela sentire in 1000 versioni differenti. Qui sotto una delle tante versioni evitabili.


In & out of love ( da 7800 Farenheit)
Piú o meno la stessa storia di Runaway. I Bon Jovi hanno sempre scelto questa canzone come unica rappresentante del loro (scadente) secondo album 7800 Farenheit. La canzone effettivamente é la migliore del lotto (non ci voleva poi molto), ma secondo me ne avremmo anche potuto fare a meno in tantissime occasioni. Metto una versione live a caso.



We weren't born to follow (da The circle)
Singolone abbastanza recente che ha avuto un discreto successo in tutto il mondo. Sará pure carina, ma per me é un plagione micidiale di Born to be my baby. L'ho detto. Jon nel video sotto ne é consapevole e mi sta guardando male.


Wild in the streets (da Slippery when wet)
Canzone acclamata dal fortunatissimo Slippery when wet. Anche qui, non é una brutta canzone, ma non mi ha mai preso e non ne ho mai capito il successo. Una di quelle canzoni che secondo me deve stare sull'album e basta, invece é stata estratta come singolo (con relativo videoclip) e viene riproposta spesso in sede live.




LE SOTTOVALUTATE

Dry county (da Keep the faith)
Conoscete questa canzone? Probabilmente no. Ecco, é la mia preferita in assoluto dei Bon Jovi, una canzone che li rappresenta in pieno ma non é presente in nessun Greatest hits. Anche il testo é decisamente piú impegnato della media della band. Beccatevi una versione live con un assolo di Sambora (al minuto 6.00) da leccarsi il monitor. Che schifo.


Hey God (da These days)
Ecco, dopo quella sopra, é questa la mia canzone preferita dei Bon Jovi e anche qui, non riproposta in nessun greatest hits. Live fa sempre il suo effetto, vi propongo questa magnifica versione da un MTV music awards (o qualcosa di simile). Vibrazioni.


Just Older (da Crush)
Una canzone che mi piace un sacco dal fortunato Crush é questa Just older, canzone che parla (a suo modo) della vecchiaia: una cosa (o una persona) non é vecchia, é solo "piú vecchia". Bellissimo testo e canzone che ha una melodia contagiosa, ma non sembra che la band ci badi molto (o forse semplicemente non é stata recepita o apprezzata dai fan, non saprei), perché sembra essere sparita definitivamente dalle setlist. Vi propongo la versione live.


I believe (da Keep the faith)
La voce di Jon mi piace(va) un casino e, all'apice del suo splendore, aveva delle vocali aperte formidabili. Da qui l'amore per il ritornello di questa canzone, che é uno dei miei preferiti in assoluto. Canzone abbastanza snobbata ad alti livelli e credo non troppo conosciuta (ma opener di un grande album).


Bitter Wine (da These days)
Questa cosa mi ha fatto incazzare. Tempo fa camminavo allegramente per Londra e ascoltavo These days in cuffia su Spotify. Aspettavo di arrivare alla fine per sentire, dopo 1000mila anni, questa canzone che mi é sempre piaciuta un sacco... scopro che non c'era. Il disco si é interrotto prima e ci sono rimasto di merda. Ho inveito contro Spotify, ma era un suo errore? No, vado nel negozio e scopro che la canzone non é piú ufficialmente presente su These days! Secondo me é una follia, é una delle tracce migliori dell'album. Dategli un ascolto. Nell'edizione CD che possiedo c'é, fortunatamente.

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09/02/16

Bruce Springsteen balla sul palco con una donna di 88 anni.

Bruce Springsteen é solito invitare qualche bella ragazza (vecchio marpione...) a ballare con lui sulle note di Dancing in the dark, lo fa da oramai una trentina d'anni. Solo che stavolta il buon Bruce decide di invitare on stage una donna di 88 anni, sembra fosse il suo compleanno. Grandissimo Boss! Beccatevi la scena nel video sotto.

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08/02/16

La scheda: The Rideouts


BIO
Tutto inizia nel 2000, quando Max Scherbi si trasferisce a Liverpool, per suonare nella città dei suoi idoli, i Beatles (e lì comincia un’importante esperienza suonando in un progetto di Stewart Boyle, ex Bullyrag). Nel 2003 nasce il primo nucleo dei Rideouts, che nel 2005 registra agli Imperial Studios di Liverpool il primo EP di quattro canzoni insieme a Jay Irving (Spandau Ballet, Nate James, The Christians) alla batteria. Rientrato in Italia (con un bel bagaglio di esperienze ed un’ottima padronanza della lingua inglese), il frontman Max Scherbi, porta avanti il progetto e, grazie all’esperienza maturata nei Tillamook (blues/jazz vincitori delle selezioni italiane 2008 dell’IBC: nel 2009 rappresentano l’Italia a Memphis), Scherbi conosce Gianpiero de Candia e Andrea D’Ostuni con i quali nel 2009 registra l’album «The Storm After The Calm». Nel gennaio del 2012 Matteo Moggioli sostituisce Andrea D’Ostuni alla batteria e nasce il secondo album «All Day & All Night».

GENERE
The Rideouts si rifanno alle sonorità della musica anglo-americana degli anni ’60, dal pop al rock, dal blues al garage rock senza dimenticare un pizzico di psichedelia.

LINE UP ATTUALE
Max Scherbi: voce e chitarra
Andrea Radini: chitarra
Michela Grilli: seconde voci
Gianpiero de Candia: basso e seconde voci
Federico Gullo: batteria

Su disco si aggiunge, in due brani, il quartetto d’archi di Zagabria composto da Davide Albanese e Paola Bezi (violini), Lucija Brnadic (viola), Jasen Chelfi (violoncello).

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Nel 2005 viene registrato il primo EP della band in UK e a questo è seguito il primo album “The storm after the calm” registrato nel 2009 in Italia. Nel 2012 è stata la volta del secondo album “All day & all night” e il 28 gennaio 2016 è stato presentato il terzo capitolo “Heart & Soul”.

INFLUENZE
The Beatles, Hendrix, Cream, Led Zeppelin sono le principali influenze. Richard Oliff della BBC (presentatore, scrittore, giornalista, produttore che ha lavorato con personaggi del calibro di Ringo Starr e Paul McCartney), estimatore dei Rideouts, per descrivere la band ha tirato fuori nomi come Eric Clapton e The Beatles.

DI COSA PARLANO I TESTI
I testi cercano di interpretare la quotidianità e la vita reale dando degli spunti di riflessione. Nel primo singolo “Not enough” si parla della manipolazione delle nostre menti che avviene quasi inconsciamente ogni giorno attraverso gli strumenti di diffusione di massa. Il testo recita
“Newspapers and tv shows / Your mind is under control / Feel what they want you to feel / Like a puppet on a string / Are you ready to change your mind / Ready to change your life”.
Per molte persone tutto questo non è sufficiente per cambiare direzione ma penso che la canzone lasci un punto interrogativo aperto a chi la ascolta. E se questo avviene penso sia un “piccolo grande” risultato.
Un punto di forza dei testi sta l’immediatezza, ci si può immedesimare e farli propri al primo ascolto. Nel nuovo album ci sono delle ballate molto intense ed intimiste come “Put the blame on me” o “Don’t cry” e pezzi più leggeri e se vogliamo ironici come “Wait” o “Take it easy” dove però potrai trovare sempre un filo comune: la voglia di guardare avanti, non darsi mai per vinti. E in questo momento storico penso che sia un messaggio molto importante.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Penso che il concerto di presentazione del nuovo album che abbiamo fatto al Teatro Miela di Trieste il 28 gennaio al momento è il concerto più bello ed emozionante. Il teatro era pieno - oltre ogni nostra aspettativa - ed abbiamo suonato per la prima volta i nuovi brani senza sapere quale poteva essere la reazione del pubblico. La risposta è stata fantastica e siamo riusciti a creare un bel feeling con i presenti: c'è stato proprio un bello scambio di energia positiva.

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
Revolver dei Beatles, Led Zeppelin I, Highway 61 Revisited di Dylan. Ma ce ne sono tanti altri.

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
L’album omonimo dei The La’s, prodotto da Steve Lillywhite (U2). Non siamo gli unici ma siamo sicuramente in pochi.

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Paul McCartney...e pure una suonata.

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIÚ IMPORTANTE DEL PIANETA
Nulla, preferisco quello che c’è davanti al palco: i fan.

http://www.therideouts.com
http://www.facebook.com/therideouts
http://www.soundcloud.com/therideouts
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05/02/16

Ace of Space - Tribute to Lemmy and Bowie

Ma a che percentuale é arrivata la disoccupazione giovanile? Sì, perche c'e qualcuno che evidentemente non aveva di meglio da fare e ha passato il tempo a sua disposizione per unire Space Oddity di Davide Bowie con Ace Of Spades dei Motorhead. Risultato? Ace Of Space, un tributo a Lemmy e Bowie, appunto. Il risultato é cacofonia pura, mi piace solo un passaggio, quello a 1.04, il resto..beh, vedete voi. Enjoy...Beh, forse stavolta no...

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04/02/16

Live report: Helloween + Rage - 02 forum, London 03/02/16

Questa volta la location è l'02 forum di Kentish town, posto da dove sono passato innumerevoli volte (c'è il mio pub preferito a poca distanza) ma dove non ero mai entrato.
Esco dall'ufficio 70 minuti prima dell'esibizione dei Rage (che ci vuole, il bus ci mette poco, pensavo io...) quindi con tutto il tempo del mondo. Quando è così, ti ritrovi puntalmente a correre per arrivare in tempo, cosa che ovviamente ho fatto a causa di un super ingorgo.

Entro, stanco, nella bella arena (molto simile alle altre 02 arena sparse a Londra) e, pur essendo arrivato a pochi minuti dall'esibizione, mi guadagno un posto in terza/quarta fila. Adoro vedere i concerti a Londra, a nessuno interessa vedere i concerti da vicino e (quasi) nessuno ti tocca/spinge una volta che hai preso il tuo posto. Vedrò infatti gli Helloween dalla prima fila.

RAGE
Dalla mia bocca/penna/tastiera non uscirà mai niente di negativo sui Rage, uno dei gruppi più sottovalutati del pianeta... Peavy Wagner avrebbe meritato molto di più nella sua carriera. Non lo avevo mai visto e non nascondo una certa emozione di vederlo a pochi passi da me. L'ultimo concerto da me visto, quello dei Megadeth a Wembley, mi aveva buttato addosso una tale negatività nel vedere Mustaine che sembrava essere li perchè aveva bisogno di soldi. Gente come Peavy ti fa amare la musica. E' in giro da 33 anni, ha guadagnato 100 volte meno di Mustaine ma ha ancora uno spirito e una voglia di un ragazzino e, ancora una volta, è ripartito da 0 dall'ennesima nuova formazione: Marcos Rodriguez alla chitarra e Vassilios Maniatopoulos alla batteria. Sono rimasto molto colpito dal primo, non sarà Victor Smolski, ma ha un atteggiamento positivo e sorridente e alla chitarra esegue tutto alla perfezione e con una disinvoltura pazzesca. Spot on!


L'esibizione generale mi è piaciuta un casino per via di una scaletta breve ma perfetta e, come detto, di un atteggiamento che mi piace e che mi fa godere appieno il concerto. Peavy e i due nuovi arrivati sembrano proprio divertirsi (al contrario di uno che vedremo sotto). Da segnalare le bellissime Sent by the devil, Back in time e Down (forse le mie tre canzoni preferite dei Rage) e una specie di Jam durante la conclusiva Higher than the Sky: la band ci ha infilato dentro Sweet home alabama e Holy Diver di Ronnie James Dio, cantata dal chitarrista. Hanno accennato qualcosa riguardo al fatto che Rodriguez avesse una cover band di RJD, beh, l'imitazione era perfetta! Gran cantante oltre ad essere un gran chitarrista. Rage promossi, superpromossi, mi sono divertito un sacco.
(la scaletta sotto è della data precedente dell'alcatraz di Milano, ma è uguale)

Rage Setlist Alcatraz, Milan, Italy 2016, Black in Mind 20th Anniversary 

HELLOWEEN
Dopo una ventina di minuti fanno il loro ingresso gli Helloween. La coreografia dietro è sempre molto curata (logo e zucche in bella mostra) e la band entra sorridente e guascona come sempre. E' la mia prima volta con gli Helloween (lo era anche per i Rage) e avevo sempre letto di qualcosa che non andasse in Weikath (il chitarrista fondatore). Beh, ero in prima fila praticamente sotto di lui e devo dire che non ho mai visto persona più strana su un palco. A parte il fatto che è invecchiato malissimo (non so quanti anni abbia, ma anche se ne avesse 100 li porterebbe male lo stesso), poi ha un atteggiamento a metà tra "che cosa ci faccio qui" e un cabarettista (di dubbio gusto). In genere i musicisti ti sorridono e ti incitano a cantare, lui invece ti guarda proprio male. Mi ha rivolto un paio di occhiate che mi hanno fatto paura. Non so se sia il personaggio. Ho fatto un breve video che ne mostra l'entusiasmo.


Il resto della band è perfettamente in sintonia e sul palco i vari componenti sembrano divertirsi: Deris è un ottimo comunicatore e Großkopf (ho fatto copia-incolla, sì) e Gertsner si lanciano e si sputano i plettri a vicenda. Ottima energia. La scaletta è decisamente buona e prende da un po' tutta la discografia della band, a partire dall'ultimo album fino ai superclassici della Kiske era (che cantati da Deris... MMMM). A proposito di Deris, dopo ieri sera l'ho rivalutato parecchio: è vero che come tonalità non può competere con il predecessore (le canzoni storiche sono suonate un tono sotto!) ma ci mette un'energia e una potenza che non mi aspettavo e non percepivo dai video che vedevo in rete. Promosso pure lui. Ah, curiosità, dietro di me c'era un ragazzo che dormiva in piedi. Non mi chiedete spiegazioni perchè non lo so: era dietro di me e aveva gli occhi chiusi e le braccia conserte. Dicevo, la scaletta mi è piaciuta, in particolare ho apprezzato quelle dal nuovo album, poi qualcosa di datato ma non troppo tipo Mr. Torture e le canzoni prese dal mio amato The time of the oath. A proposito, c'è stato uno che come un esaltato ha chiesto a gran voce Before the war per tutto il concerto. L'hanno suonata tra le ultimissime, mi sono girato e sembrava non gliene importasse granchè. Forse non l'ha riconosciuta... Anche qui, non chiedete.
La scaletta è abbastanza generosa e per tutti i gusti, la band tonica e sorridente (a parte uno), anche gli Helloween promossi!
Ho passato davvero una bellissima serata di musica.


 Top songs: Mr Torture, Steel tormentor, My God given right
Helloween Setlist O2 Forum Kentish Town, London, England 2016, My God-Given Right Tour

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01/02/16

Ascolti di gennaio 2016

Ecco gli ascolti assidui di questo gennaio.
Un sacco di uscite (quindi recensioni) e di ascolti particolari, sappiate che che il mio cervello è prossimo al tilt, solo per quello dei Dream theater (vedi durata del disco) dovrei fare la richiesta della pensione di invalidità.

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