31/10/18

Ascolti di ottobre 2018

In questo ottobre mi sono applicato davvero su pochi album da studio, privilegiando prevalentemente raccolte o colonne sonore, qualcuna anche inaspettata. A quale mi riferisco? A quella di A star is born, ovvero canzoni cantate da Bradley Cooper e Lady Gaga. Strano vero? Estremamente, ma ho trovato quasi tutte le canzoni cantate da Bradley molto piacevoli da ascoltare e un paio di Lady Gaga (che definisco ballate rock) veramente spettacolari. Se vi sentite particolarmente aperte di mente, potete dargli un ascolto. Sappiate che anche Mike Portnoy ha apprezzato molto questa colonna sonora (e, come me, in particolare l'ultima canzone), quindi non mi sono completamente rincoglionito (o forse siamo rincoglioniti in due).

Per il resto ho ascoltato molto una raccolta dei Pink Floyd, quella nuova dei Queen, Bohemian Rhapsody, (ne ho parlato forse pure troppo, recentemente) e il nuovo megacofanetto dei R.E.M. at the BBC con tipo 1500 canzoni. Chiude il capitolo "raccolte" quella dei Blackfield, Open mind.

Come album da studio ho ascoltato con assiduitá solo Cleave dei Therapy? e Ritual dei Soulfly. Di entrambi trovate la relativa recensione sul sito, se siete curiosi. Per finire, merita sicuramente una citazione l'ottimo live di quel fantastico chitarrista che risponde al nome di Marty Friedman, che non penso abbia bisogno di troppe presentazioni se amate il genere hard n' heavy.

E voi? Cosa avete ascoltato durante questo mese?


30/10/18

Top 10: drum intro

Oggi una top 10 che lascia un po' il tempo che trova, forse piú delle altre, ma volevo condividere con voi alcuni degli intro di batteria del genere hard n' heavy che preferisco di piú.

Come prevedibile non mancheranno i grandi nomi e probabilmente molti degli intro che vi aspettate di trovare, alcuni sono proprio obbligati. Ovviamente non ve li scrivo adesso sennó vi toglierei il piacere (!) di guardare il video,

Come sempre, fatemi sapere che ne pensate e provate a non inveire contro il sottoscritto, se potete, anche per la maglietta.

Vi lascio al video, dai.

28/10/18

Recensione film: Bohemian Rhapsody


Qualche giorno fa vi avevo parlato della colonna sonora di questo Bohemian Rhapsody (clicca qui per la recensione) e vi avevo in qualche modo promesso che vi avrei parlato anche del film, una volta guardato, quindi eccomi qui. Vi avviso che ci saranno  degli spoiler (ma non troppi), quindi se volete arrivare totalmente "vergini" al film, vi consiglio di passare nuovamente sul sito, dopo la visione.

Bene, torniamo a noi e prima di cominciare premetto che un film del genere penso abbia il compito estremamente difficile di accontentare tutti: fedelissimi dei Queen e avventori casuali che vogliono essere solo intrattenuti dalla pellicola, data l'incessante pubblicitá degli ultimi mesi.

Come faccio in quasi tutte le recensioni, sputo prima di tutto quello che non mi é piaciuto: alcuni passaggi sono terribilmente sbagliati dal punto di vista temporale e altri molto frettolosi. Vi faccio un esempio per entrambe le cose: siamo sul finire degli anni 70 e Freddie Mercury commenta la Love of my life del Live in Rio del 1985 oppure all'inizio del film sembra che la band abbia appena cominciato a fare sul serio e dopo una chiaccherata col produttore si ritrova a Top of the pops per suonare Killer Queen. Io la storia della band la conosco bene e capisco il salto, ma sono sicuro che tutti gli avventori casuali abbiano pensato che Killer Queen facesse parte del primo disco e non del terzo, Sheer heart attack. Potrei farvi tanti altri esempi del genere ma poi gli spoiler sarebbero troppi, nel caso aveste accettato il rischio. Solo l'ultima, forse quella che mi ha fatto incazzare di piú: siamo nel 1980 e Brian May ha l'idea per We will rock you... No comment.

Il film riguarda piú la storia di Freddie Mercury, piuttosto che la sua musica (e quella dei Queen, ovviamente) enfatizzando piú il suo profilo e le sue relazioni, amorose e non. Beh, francamente mi sarebbe interessato di piú approfondire, piuttosto, altri dettagli sulla musica, come succede nel film quando mostra le divertenti litigate sulla realizzazione di Bohemian Rhapsody e di A night at the opera (compreso il siparietto su I'm love with my car di Roger Taylor) invece che calcare la mano sulle vicende private, che mi sono sempre interessate fino ad un certo punto.

A proposito di Roger e del suo personaggio, é stato l'unico attore che non mi ha convinto, semplicemente non mi ha dato mai l'impressione che fosse lui, per somiglianza e interpretazione. Discorso diverso per il Freddie / Rami Malek (anche se a volte ha enfatizzato un po' troppo la recitazione, secondo me), uno straordinario Gwilym Lee / Brian May e un Joseph Mazzello che somigliava davvero tanto a John Deacon.

Meravigliosa invece la realizzazione del Live Aid del 1985, riprodotta veramente con una maniacalitá devastante riguardo pose, espressioni e inquadrature. Peccato che il film finisca lí. Se da una parte capisco che si sia deciso di farlo finire con i Queen al loro apice, onestamente mi sarebbe piaciuto vedere altri passaggi fondamentali della loro carriera tipo il Live at Wembley dell'anno successivo o il periodo di Innuendo, anche se capisco che forse il film sarebbe stato parecchio pesante da realizzare e forse da guardare, mostrando un ormai  morente Freddie.

Ho guardato questo Bohemian Rhapsody e le 2 ore e passa mi sono letteramente volate in quanto da sempre molto interessato alle vicende di Freddie e soci, ma a mente fredda ci sono diverse cose che avrei realizzato diversamente se fossi stato il regista. Di sicuro avrei evitato tutti gli errori temporali, per me davvero inaccettabili, ma forse sono troppo pignolo io.

26/10/18

Recensione: Soulfly - Ritual (2018)


Sapete quando vi avvicinate ad un disco ma sapete giá che probabilmente non arriverete neanche a metá e lo eliminerete per sempre dalla vostra memoria dopo mezzo ascolto? Ecco, con questo spirito mi sono avvicinato a questo Ritual, nuova creatura di Max Cavalera e dei suoi Soulfly, molto simili all'altra creatura di Max, i Cavalera conspiracy: lí suona la batteria il fratello Igor, qui suona il figlio Zyon (sempre in famiglia...), mentre il chitarrista Marc Rizzo é presente in entrambe le band.

Non mi aspettavo nulla da questo disco sia per aver ascoltato (sommariamente, ad essere onesto) le ultime produzioni di Max, sia per il suo stato di forma a livello vocale. Invece in questo Ritual ho trovato un discreto livello di ispirazione (partendo dal presupposto che parliamo di un artista che compone da una trentina d'anni) e da una forma vocale piú che accettabile.

Disco che ho apprezzato nella sua struttura, nella sua durata non eccessiva e nella sua varietá, aiutata dalle ospitate di Randy Blythe e Ross Dolan in Dead behind the eyes e Under rapture e da elementi tribali che spesso hanno contraddistinto la carriera di Max. Sfido tutti a non ricollegare la title track Ritual o il finale di Blood on the street al periodo Roots dei Sepultura.

La parte finale del disco é la migliore, per quanto mi riguarda: Bite the bullet é una bomba e si piazza al primo posto delle mie preferenze, Feedback! sembra un tributo ai Motorhead e la strumentale Soulfly XI sembra quasi un pezzo dei Queensryche, con tanto di sax in prima linea e delle belle chitarre acustiche (a proposito, l'inizio é proprio paro paro a One dei Metallica, appena é partita pensavo fosse una cover).

Un disco che non fa di certo gridare al miracolo ma che é dignitosissimo e dimostra che il buon Max ha ancora qualche cartuccia da sparare. Se siete vecchi fan di Max, dategli una chance, non credo ve ne pentirete.

Voto 69/100

Top tracks: Evil Empowered, Bite The Bullet, Feedback! 

Tracklist:
01. Ritual
02. Dead Behind The Eyes (feat. Randy Blythe)
03. The Summoning
04. Evil Empowered
05. Under Rapture (feat. Ross Dolan)
06. Demonized
07. Blood On The Street
08. Bite The Bullet
09. Feedback!
10. Soulfly XI

 

24/10/18

Recensione: Queen - Bohemian Rhapsody (OST 2018)


Ed eccoci di fronte all'ennesima raccolta dei Queen. A quota quante siamo? Fra live album e raccolte ho perso il conto.

La scusa per quest'ultima uscita é il film Bohemian Rhapsody, di cui penso abbiate sentito parlare spesso, addirittura ben prima della sua realizzazione. Film che tra l'altro è già al cinema e che voglio andare a vedere quanto prima. Magari avrò modo di parlare anche di quello che succede nello schermo ma in questa occasione siamo qui per parlare della colonna sonora e di nient'altro.

Cosa troviamo in questa raccolta, quindi? In realtá tante cose interessanti, anche per un vecchio amante della band come me: pur essedo una sorta di retrospettiva in ordine (vagamente) cronologico e con tanti (abbastanza obbligati) successi della band, troviamo tante versioni alternative e diverse versioni live mai uscite ufficialmente.

Molto interessante Doing all right cantata oltre che da Roger Taylor e Brian May, anche dal vocalist che ha preceduto Freddie quando ancora i Queen erano gli Smile (risulterá meglio la versione finita in Queen I, onestamente) preceduta dal jingle della 20th century fox con la riconoscibilissima chitarra di Brian May. Poi tante ottime versioni live tra le quali spiccano Fat bottomed girl da un live a Parigi, Love of my life dal popolatissimo Rock in Rio e l'intera parentesi di quella che é probabilmente l'esibizione live piú famosa, ovvero il Live aid del 1985. A fine album troviamo anche una versione alternativa di Don't stop me now che mi é piaciuta parecchio, con una chitarra parecchio piu rock rispetto alla versione originale dell'album Jazz.

Insomma, una raccolta che puó fare sia al caso di chi vuole (e deve!) farsi una cultura sulla mitica band inglese sia al caso di vecchi fan come il sottoscritto, grazie a delle chicche gustose. Ci risentiamo prossimamente (credo) per parlare del film.

Tracklist:
"20th Century Fox Fanfare"
"Somebody To Love"
"Doing All Right" revisited (Performed by Smile)
"Keep Yourself Alive" (Live At The Rainbow)
"Killer Queen"
"Fat Bottomed Girls" (Live In Paris)
"Bohemian Rhapsody"
"Now I'm Here" (Live At Hammersmith Odeon)
"Crazy Little Thing Called Love"
"Love Of My Life" (Rock In Rio)
"We Will Rock You" (Movie Mix)
"Another One Bites The Dust"
"I Want To Break Free"
"Under Pressure" (Performed by Queen & David Bowie)
"Who Wants To Live Forever"
"Bohemian Rhapsody" (Live Aid)
"Radio Ga Ga" (Live Aid)
"Ay-Oh" (Live Aid)
"Hammer To Fall" (Live Aid)
"We Are The Champions" (Live Aid)
"Don't Stop Me Now" (revisited)
"The Show Must Go On"

23/10/18

Primo ascolto: Def Leppard - We all need Christmas

Il 30 novembre uscirá una nuova raccolta dei Def Leppard, che conterrá una canzone dal titolo inquietante (per i metallari puri): We all need Christmas. Sará agghiacciante?

Ascoltiamola insieme, nel frattempo vi lascio l'infinita tracklist a fondo pagina, cosi potete valutare se puó fare al caso vostro.



The Story So Far:

Disc 1:
‘Animal
‘Photograph’
‘Pour Some Sugar On Me’
‘Love Bites’
‘Let’s Get Rocked’
‘Armaggedon It’
‘Foolin’
‘Two Steps Behind’
‘Heaven Is’
‘Rocket’
‘Hysteria’
‘Have You Ever Needed Someone So Bad’
‘Make Love Like A Man’
‘Action’
‘When Love & Hate Collide’
‘Rock of Ages’
‘Personal Jesus’

Disc 2:
‘Let’s Go’
‘Promises’
‘Slang’
‘Bringin’ On The Heartbreak’
‘Rock On (Radio Remix)’
‘Nine Lives’ (feat. Tim McGraw)
‘Work It Out’
‘Stand Up’
‘Dangerous’
‘Now’
‘Undefeated’
‘Tonight’
‘C’Mon C’Mon’
‘Man Enough’
‘No Matter What’
‘All I Want Is Everything’
‘It’s All About Believing’
‘Kings Of The World’

21/10/18

Chiedilo A Given To Rock - Ottobre 2018

Diretta totalmente improvvisata (come al solito), partita in maniera molto tranquilla (pure troppo) per finire in semi-delirio, partendo da porno, gruppi da nomi indecifrabili e citofonatori incalliti.
Il bello della diretta, forse pure troppo.

Parentesi, siamo quasi a fine ottobre, ma pare di essere a giugno.

19/10/18

Recensione: Edguy - Mandrake (2001)

Oggi vi parlo in maniera molto sbrigativa di un album che mi é sempre piaciuto un sacco, ovvero Mandrake degli Edguy.

Questo é secondo me il miglior disco della carriera del gruppo tedesco, capitanato da quelgeniaccio di Tobias Sammett. So che in molti non saranno d'accordo con me, insultatemi con moderazione, peró.

17/10/18

Reunion per i Nirvana?

Se girate per la rete probabilmente avrete giá visto la sorta di mini-reunion dei Nirvana. Nel caso non fosse cosí, scrollate che ve la lascio a fondo pagina.
In pratica dopo un concerto dei Foo fighters,  Dave Grohl, Krist Novoselic and Pat Smear hanno suonato Smells Like Teen Spirit, In Bloom e altre quattro canzoni in compagnia di Joan Jett, Brody Dalle and John McCauley.

Bene, pare si stia spargendo la voce che questo "esperimento" (non so come meglio definirlo) possa non essere isolato e i concerti potrebbero essere altri.

Come la vedo io? Beh, se é vero che i Nirvana erano senza dubbio la creatura di Kurt Cobain, che era sia la voce che la mente della band, é anche vero che mi ha fatto molto piacere ascoltare canzoni che non venivano suonate da tantissimi anni.

Quindi il mio punto di vista é "Perché non suonarle, se la gente vuole ascoltarle? Non é un peccato lasciarle lí a marcire?" Oltretutto l'interpretazione di John McCauley mi é piaciuta parecchio (soprattutto su Scentless apprentice) ed é sembrata naturalmente vicina a quella di Kurt, senza mai scadere nell'imitazione (quello si che mi farebbe incazzare parecchio).

Sapete che vi dico? Avessi l'opportunitá di vedere un concerto del genere, io ci andrei. Magari un all star tribute per rendere omaggio a Kurt e a quelle canzoni che purtroppo non vengono piú suonate.

Adesso vi lascio video con relativa scaletta. Non dimenticate di farmi sapere cosa ne pensate voi.


Setlist –  Cal Jam (06/10/2018)
Serve The Servants (con John McCauley)
Scentless Apprentice (con John McCauley)
In Bloom (con John McCauley)
Breed (con Joan Jett)
Smells Like Teen Spirit (con Joan Jett)
All Apologies (con Joan Jett e Brody Dalle)


16/10/18

Primo ascolto: The smashing pumpkins - Silvery sometimes

Stavo per andare a lavoro quando ho visto il nuovo videoclip degli Smashing Pumpkins e ho usato i pochi minuti a disposizione per ascoltarla con voi. Ho anche saltato senza pietá la prima parte, dato che di musica non se ne sentiva proprio.

Scusate per il video piú piccolo del solito per essere stato piú confuso che mai.

A voi é piaciuta questa nuova Silvery sometimes?

Iron Maiden feat. Lino Banfi

Un amico oggi mi ha postato questa cosa e non potevo non condividerla con voi, dato che ho riso come un deficiente, riguardandolo piú volte.

Praticamente é The trooper degli Iron Maiden con la voce di Lino Banfi al posto di quella di Bruce Dickinson. Vabbé, le parole sono superflue, cliccate play e scoprirete tutto da soli.


15/10/18

Kiko suona un riff dei Megadeth in maniera errata?

L'ultima frontiera dei bimbiminkia su internet.
Non ho letto quando é successo esattamente, ma apparentemente avrebbero accusato uno dei migliori chitarristi sulla piazza (e uno dei miei preferiti), ovvero il mitico Kiko Loureiro, di suonare il riff di Tornado of souls dei Megadeth (band in cui milita) in maniera errata.

Ora, su internet si critica di tutto senza cognizione di causa, si criticano superprofessionisti di tutti i campi per qualche errore (che sono sempre umani) e me ne sto accorgendo anche io nel mio piccolissimo con Given to rock: recentemente uno mi ha scritto che non capisco di musica perché non ho capito che quando il volume della batteria é troppo alto vuol dire che la band in questione vuole rinascere. Boh, tutt'ora mi chiedo che cacchio vuol dire...

L'ultima frontiera é stata accusare un chitarrista fenomenale come Kiko, che secondo alcuni geni continua a suonare in maniera errata un riff dei Megadeth. Tutto questo in contesti di tour mondiali e di fronte a quello che forse é il leader piú permaloso e intransigente della storia dell'heavy metal, Dave Mustaine, famoso per licenziare chiunque solo perché non gli piacciono i calzini che indossa.

Bene, nel video sotto Kiko spiega la situazione, ma i primi dieci secondi sono meravigliosi, dove con una semplice frase zittisce tutti con la sua solita simpatia.

13/10/18

Last Chance Riders


Capitanati da una voce soul potente e accattivanti riff chitarra i Last Chance Riders offrono uno spettacolo rock 'n roll senza tempo, supportati da una sezione ritmica esplosiva. 

Ispirati alla Allman Brothers Band, ai Led Zeppelin, ai Rolling Stones, agli AC / DC, a Janis Joplin e David Bowie, i Last Chance Riders hanno un'ampia miscela di influenze che si traducono in un suono unico. La band suona musica originale e rimane costantemente impegnata a scrivere nuovo materiale. Dopo l'uscita del loro primo album in studio "Jet Lag Super Drag" il 22 giugno, i Last Chance Riders saranno in tournée in tutto il Sud-Est con un set live potente e coinvolgente. 

La band si è formata in un festival di beneficenza a Dahlonega, GA. Più tardi nel 2018 unirono le forze con il batterista, Shane Denmark e la cantante, Jessie Albright. Attingendo alla loro esplorazione di numerosi generi, il loro songwriting è ispirato alla guida di riff di chitarra con un'atmosfera rock proveniente dal sud. Autofinanziata, la band è entrata nei Sonica Studios con il premiato produttore John Briglevich, per mettere insieme otto canzoni tra cui il singolo, "Downright Disgusted" (vedi video a fondo pagina), che lega insieme i temi comuni dell'album con storie di difficoltà e resistenza. 

Testi ispirati, musicisti appassionati e una forte forza di volontá hanno portato i The Last Chance Riders alla ribalta della scena musicale di Atlanta.

Single stream: https://open.spotify.com/track/4jJdZIGuMeN1rtQAGP1UMN?si=-yEjnZBFQtyue4SaRQzO2A

Online:
https://www.thelastchanceriders.com/
https://www.facebook.com/thelastchanceriders
https://twitter.com/TLCRiders
https://www.instagram.com/lastchanceriders/

 

12/10/18

Le canzoni che adoro: Angra - Make Believe

Oggi volevo ascoltare con voi una canzone che mi ha sempre dato delle fortissime emozioni, ovvero Make believe dei brasiliani Angra.

Purtroppo ho cliccato sul videoclip che ci ha permesso di guardare delle belle immagini ma dove purtroppo é stato tagliato di netto il bellissimo finale.

Vi invito fortemente ad ascoltare la versione completa e non la video edit. Per adesso beccatevi il mio video.

10/10/18

Le mie canzoni: Go Home

Oggi approfitto ancora dello spazio del mio blog (c'é chi puó e chi non puó, io puó. Cit) per dirvi qualche parola su un'altra mia canzone, Go home, estratta dal mio terzo album Restless.

La canzone é dedicata a tutti quelli che vengono a Londra (dove vivo, lo ricordo) e la odiano visceralmente dal primo giorno. Ma, dico io, con tutti i luoghi che ci sono nel mondo, non potete andare da qualche altra parte? Probabilmente non cambierebbe niente lo stesso, queste persone si lamenteranno lo stesso a prescindere. 

Vabbé vi lascio al video e vi lascio pure il link di Spotify (cliccate qui senza paura), ma la canzone la trovate dappertutto, anche su Youtube. Anzi, vi lascio anche il link per YouTube, cosí potete ascoltarla senza il mio commento sopra.

09/10/18

Recensione: Therapy? – Cleave (2018)


Questo nuovo album dei Therapy? dovrebbe piacermi un sacco. Perché? Dico sempre, quasi in ogni recensione, che sono fautore dei dischi brevi, con poche tracce e dritti al punto.

Questo nuovo Cleave - che succede al precedente Disquiet del 2015 (clicca qui per la recensione) ha 10 tracce dalla durata media di circa 3 minuti ed é dritto al punto in maniera spaventosa.
Di cosa mi lamento allora? Beh, prima di tutto del fatto che lo é pure troppo: a volte inserire qualche refrain diverso, mettere qualche solo di chitarra piú lungo o non cominciare per forza la linea vocale dopo 10 secondi sono dettagli che potrebbero dare un po' piú di respiro al disco. Inoltre, aspetto fondamentale, ho trovato ispirata (o di mio gradimento, fate voi) solo una metá scarsa dell'album. Almeno 5 tracce dell'album, infatti, non mi dicono nulla o addirittura hanno un ritornello che mi suona parecchio fastidioso. Success? Success Is Survival la trovo di una banalitá sconcertante, per esempio.

Mi é piaciuto l'inizio del disco con le belle Wreck It Like Beckett e Kakistocracy. Non male neanche la successiva Callow. Il suono é anche quello giusto. Dopo la terza traccia, peró, troviamo una serie di pezzi che non mi hanno convinto per nulla, tutto questo fino alla numero 9 Dumbdown, secondo me veramente degna di nota con dei riff cattivissimi.

Insomma, mi piace (sapete quanto) il concetto di disco breve e senza fronzoli, ma se devi proporre solamente una trentina di minuti di musica, secondo me non puoi limitarti al compitino e proporre molti dei pezzi presenti in questo Cleave. Sono troppo cattivo?

Voto 57/100

Top tracks: Wreck It Like Beckett, Kakistocracy, Dumbdown
Skip tracks: parecchie

Tracklist:
01. Wreck It Like Beckett
02. Kakistocracy
03. Callow
04. Expelled
05. Success? Success Is Survival
06. Save Me From The Ordinary
07. Crutch
08. I Stand Alone
09. Dumbdown
10. No Sunshine

08/10/18

Top 10 - Iron Maiden (1995 - 2018)

Come promesso, beccatevi la seconda top 10 riguardante gli Iron Maiden e quelle che sono (grosso modo) le mie canzoni preferite. Vi siete persi la prima? Non disperate, potete guardarla cliccando qui.

Come al solito, aspetto i vostri commenti e i vostri pareri (eventualmente anche insulti, per favore lievi, se potete).

04/10/18

Primo ascolto: Edu Falaschi - Streets of Florence

Dato che ho scoperto che il nuovo EP di Edu Falaschi é di sole due tracce, tantovale ascoltare anche il secondo pezzo, no? Purtroppo non c'é il videoclip, in compenso ci sono io col cappellino.

03/10/18

Recensione: Stratovarius - Enigma: Intermission II (2018)


Ed eccoci di fronte ad un altro capitolo di Intermission (il primo datato 2001) dei finnici Stratovarius, band che seguivo con molto interesse da ragazzino.

Per chi non sapesse cos'é questa sorta di raccolta, vengo e mi spiego (ma se guardate la tracklist a fondo pagina potete capire tutto facilmente da soli): non é altro che un insieme di bonus tracks e canzoni registrate in chiave differente, completate da qualche inedito, 3 per l'esattezza.

Adesso, se seguite Given to rock da diverso tempo sapete giá che i "nuovi" Stratovarius non mi emozionano piú, per tanti motivi. Non è neanche una cosa troppo strana dato che la band é composta da membri diversi rispetto a quella dei tempi d'oro e manca del fondatore e principale compositore Timo Tolkki. Insomma, nonostante alla voce ci sia ancora un buon Timo Kotipelto, la band suona abbastanza diversa e gli ultimi album, apprezzatissimi dalla massa, non mi avevano convinto per nulla.

Chiarendo subito che anche i nuovi inediti Enigma, Burn me down e Oblivion non mi convincono particolarmente, esattamente in linea con le ultime produzioni,  potrá quindi piacermi una raccolta composta prevalentemente da B-sides e riarrangiamenti dell'ultimo periodo? Ovviamente no, soprattutto perché le versioni orchestrali sono veramente brutte, secondo me. Mi incuriosivano molto e nutrivo qualche speranza ma tutte hanno una fastidiosa patina pop che le rende troppo melense, secondo me si poteva fare molto meglio in quanto a suono finale per renderle più appetibili.

Qualcosa di interessante non manca, sia chiaro. Non mi dispiacciono Hunter, Castaway, Kill it with fire e Old man and the sea, queste ultime due provenienti dalla session di Nemesis (clicca per leggere la recensione). Secondo me troppo poco per giustificare l'acquisto di questo Enigma: Intermission II, destinato solamente ai fan piú accaniti della band.

Tracklist:
01. Enigma (Recorded 2018 – New Studio Song)
02. Hunter
03. Hallowed
04. Burn Me Down (Recorded 2018 – New Studio Song)
05. Last Shore
06. Kill It With Fire
07. Oblivion (Recorded 2018 – New Studio Song)
08. Second Sight
09. Fireborn
10. Giants
11. Castaway
12. Old Man And The Sea
13. Fantasy (Orchestral Version - Recorded 2018)
14. Shine In The Dark (Orchestral Version - Recorded 2018)
15. Unbreakable (Orchestral Version - Recorded 2018)
16. Winter Skies (Orchestral Version - Recorded 2018)

02/10/18

Ascolti di settembre 2018

Settembre sempre ricco di uscite ed ecco quindi, fra i miei ascolti assidui, il nuovo spettacolare live degli Alter bridge, Live at the Royal Albert Hall, visto in blu ray piú volte, il nuovo di Slash (sempre con il cantante degli Alter bridge), il nuovo dei Monster truck (qui gli Alter bridge non c'entrano nulla) e il nuovo Paul McCartney, Egypt station. Trovate le relative recensioni di tutti questi dischi su Given to rock, se vi dovesse interessare.

Ho ripescato un bellissimo disco che mi era sfuggito nei mesi scorsi, ovvero quello di Gus G, Fearless. Veramente una bella sorpresa e che consiglio a tutti.

Grazie ad un amico ho scoperto anche due dischi del passato come Rock until you drop dei Raven e Fire down under dei Riot. Infine, per i risvegli poco traumatici, Jack Johnson mi fa compagnia molto spesso.

01/10/18

Söur Bruthers


I Söur Bruthers aggiungono un tocco di Country Twang al loro altamente raffinato Rock del Midwest. La chitarra è vivace e suona con armonia e le voci sono messi in risalto nel repertorio di questo gruppo, che include quella che probabilmente é la preferita dei fan, ovvero "Better Days", una canzone che è stata anche premiata con diversi riconoscimenti tra i quali il primo posto del 18 ° concorso annuale Great American Song.

Il
rock alternativo / country edge dei Söur Bruthers è uno di quelli che vi porterà indietro ma che fará andare in avanti allo stesso tempo! 

Söurlicious Rock con del bel retrogusto Country.

Contatti:
https://www.sourbruthersband.com
https://twitter.com/sourbruthers
https://www.facebook.com/sourbruthers/