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Visualizzazione dei post da Aprile, 2013

Top 10: Iron Maiden

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Partiamo con gli Iron Maiden. Sara' dura, anzi durissima scegliere 10 brani di quella che è probabilmente la mia band preferita di sempre, ma ci provo.

Voi provate a non insultarmi, nei commenti.

10) Dance of death (dall'omonimo disco - 2003)
A Janick Gers venne l'ispirazione della canzone guardando il film "Il settimo sigillo", dove verso la fine si fa riferimento proprio alla "Dance of death".
Harris, ovviamente, ci ha messo il suo immancabile zampino arrangiando il tutto e Dickinson ci regala un'interpretazione magistrale nella prima parte narrativa della canzone. Il mio brano preferito dopo la reunion del Dickinson atto secondo.


9) Phantom of the opera (da Iron Maiden - 1980)
Steve Harris è alle prime armi, ma quando il talento c'è, si vede subito.
Le linee vocali, in verità, non mi fanno proprio impazzire (Paul Di Anno non è Bruce Dickinson) e il suono generale della canzone (e dell'album) è abbastanza mediocre, ma strumentalmente questa …

Live report: Trail of Dead - 26/04/13- 02 Academy - London

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Live report e foto a cura di Fabio S.

“Concerto dei Trail of Dead, ovvero al mio 3 scatenate l’inferno”. La o2 Accademy di Islington è piuttosto piccola, e per l’occasione non era neanche pienissima, ma me lo aspettavo, stiamo parlando infatti di un gruppo che non ha un grandissimo pubblico, soprattutto in UK e in Europa (sicuramente va meglio a casa loro) e ogni volta che lo nomino a qualcuno (il nome completo è ...And You Will Know Us By The Trail of Dead) la riposta 8 volte su 10 è: “Chiiiii??? E che suonano??”. Suonano alternative / post hardcore, ma dargli un’etichetta non è così semplice, alcuni loro album sono dei concept in cui c’è molto art e progressive rock. Tao of the Dead (2011) è considerato dalla critica il loro miglior album, anche se io personalmente considero Worlds Apart (2005) un piccolo capolavoro del genere. Due album stupendi che consiglio di ascoltare a chi voglia avvicinarsi a questa band. I 4 texani salgono sul palco con le facce da bravi ragazzi, puliti, ordin…

Recensione: Easy trigger - Bullshit (2012)

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Gli Easy Trigger!  Progetto musicale nato nel non troppo lontano 2009, inizialmente per riproporre cover rock.  Dopo varie vicissitudini e dopo aver raggiunto una stabilitá con la formazione: Frenky(vocals), Caste(guitar), Fedry(guitar), Bona(bass) e Vinco (drums), la band decide di comporre materiale inedito e dare alla luce un EP nel 2011. 
Dopo aver riscontrato un discreto successo di vendite e alla luce di parecchie buone esibizioni live, la band si mette sotto a lavorare e ci presenta questo Bullshit, primo album ufficiale della band. Vediamo com'é questo disco:

Live report: Avantasia - Alcatraz - Milano 16/04/2013

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Foto e articolo a cura di Sonia:
Che dire? In poche parole risulta davvero difficile descrivere la magnificenza portata on stage da Tobias Sammet & Co; tuttavia, spero di riuscire a trasmettere almeno in parte, le emozioni che io stessa ho provato durante il concerto. Poche ore fa ho inoltre appreso, tramite un tweet dello stesso Tobias, che il concerto di Milano ha fatto registrare il sold out! In effetti l'Alcatraz era bello pieno, ma non mi aspettavo addirittura il sold out; quindi wow! Soprattutto perché l'ultima volta il pubblico italiano non è che avesse proprio brillato in fatto di partecipazione, nel senso erano pochini... E comunque, dopo 4 concerti fatti, avere già 3 sold out all'attivo non è per niente male come media! Consideriamo però, che l'Alcatraz non è poi così grande; credo che abbia una capienza di circa 2500-3000 persone al massimo (ma forse anche meno). Ad ogni modo; EUREKA! Tornando al giorno del concerto; le leggi di Murphy sono verità assolu…

Recensione Carcharodon - Roachstomper (2013)

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Difficile dare un'etichetta ai Cacharodon e difficile inquadrarli. Sin dal booklet, ti chiedi: che genere faranno? La copertina sembra la classica cover death, ma apri il libretto e trovi pagine verdi rosse e gialle, titoli abbastanza particolari e foto della band che li vede in camicia in riva al mare. Boh!
Passo all'ascolto e anche qui l'impresa di decifrarli è abbastanza ardua, diciamo che la base è sicuramente death, ma contaminato con un sacco di stoner, country, blues e southern rock. Come definiscono il tutto i Carcharodon? Macho metal. Ci piace.

Recensione: The Black Angels - Indigo Meadow (2013)

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Recensione a cura di Fabio S.
Nati nel 2004 nel bel mezzo del deserto texano, i Black Angels sono sicuramente una delle band più interessanti del panorama rock/psichedelico degli ultimi 10 anni. Sia il nome che il logo della band è un omaggio ai loro dei, ovvero i Velvet Underground, fonte di ispirazione infinita per tantissimi gruppi, di diverso genere. Fanno gavetta suonando in importantissimi festival americani, il Lollapalooza tra tutti, dividendo il palco con grandi nomi come The Black Keys, The Brian Jonestown Massacre, The Warlocks, Wolfmother. Come lo stesso gruppo racconta, durante uno di questi festival Josh Homme dei QOTSA entrò con una bottiglia di tequila nel loro camerino e disse: ”I like your style”. E se c’è il timbro di Josh siamo tutti più tranquilli, no?!

Stone sour: House of Gold & Bones – Part I & II (2012-2013)

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Ma sì, sapete che vi dico? Li recensisco tutti e due insieme in una botta sola, chissenefrega. Parlando onestamente non avevo mai preso in seria considerazione gli Stone sour, non chiedetemi perchè, forse avevo ascoltato qualcosa con un sound metal troppo moderno per i miei gusti o forse non ero interessato all'ennesimo progetto di Corey Taylor, uno che oramai è come il prezzemolo.

La discografia (semiseria): Ozzy Osbourne

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Questa volta siamo qui a parlare della discografia del principe delle tenebre, il mangiatore di pipistrelli, il rinc... ehm leggendario OZZY OSBOURNE

Cominciamo!

Recensione: The Mars Volta - Noctourniquet (2012)

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Recensione a cura di Eli Brant

Chiudo con quest’album la mia personalissima trilogia dei migliori dischi del 2012.
E purtroppo questo è anche il canto del cigno di una (o forse LA) migliore band degli anni “00”.
Spero quindi che possiate perdonarmi per la lunghezza e prolissità, ma non posso non omaggiare una band che mi ha accompagnato e segnato per dieci anni.

Recensione: Midnite Sun - Anyone Like Us? (2012)

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Pronti ad un hard rock carichissimo? 
Sí perché questo Anyone like us? dei Midnite sun é proprio bello carico: una sorta di hard rock vecchia scuola ma con suoni "pompati" moderni. A proposito di suoni "grossi" e carichi, forse hanno persino esagerato con i suoni delle chitarre, che risultano spesso troppo sature nei riff. 
Ma aspettate, non corriamo, ci arriviamo dopo, prima introduco velocemente la band: 
in attivitá dal 2000 e con tanti cambiamenti di line-up all'attivo, i Midnite sun hanno pubblicato il loro primo disco nel 2005 dal titolo Groovin'sexplosion e nell'ultima decade hanno avuto un'intensissima attivitá live avendo avuto, tra le altre cose, anche l'opportunitá di aprire i concerti ad artisti del calibro di U.D.O., Ian Paice, Lynch mob e Ripper Owens.

Live report: Black rebel motorcycle club - Brixton academy, London 27/03/13

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Recensione a cura di Fabio S.

Con 7 album alle spalle, il trio di San Francisco può vantare ormai un notevole repertorio, grazie al quale riesce a dar vita ad un bellissimo concerto come questo della Brixton Academy, che come spesso accade ha registrato il tutto esaurito. E’ la quarta volta che vedo i BRMC, e rispetto alle scorse volte questo concerto è stato più lungo del solito, ben 2h e 15min, in cui hanno suonato ben 25 canzoni, e in cui come al solito hanno mostrato le loro diverse sfaccettature, dai pezzi più garage e alternativi, a quelli più melodici, tutto condito dal tocco psichedelico che li contraddistingue.
E’ il tour del magnifico album “Specter at the Feast” (clicca qui per leggere la recensione), che è stato suonato nella sua interezza, a parte Some Kind of Ghost. L’apertura è stata dedicata al primo singolo “Let the Day Begin”, cover dei The Call, gruppo in cui suonava il padre del bassista Robert Levon Been, nonché ingegnere sonoro della band, morto nel 2010, durante…

Recensione: Plasticho - Il rumore della realtá (2013)

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Ed eccoci ad esaminare questo Il rumore della realtá dei Plasticho.
Introduzione della band con la loro biografia, che recita le seguenti parole:

"I PLASTICHO nascono nella conformazione attuale, dopo anni di cambiamenti, nell’estate
del 2009 con l’arrivo di Valentina alla voce. Il progetto e’ quello di realizzare una serie di brani inediti da proporre, con un sound alternativo, dove le icone ispiratrici sono miti del calibro dei: “Marlene Kuntz”, Afterhours”,e “Verdena”.
La svolta vera arriva nel maggio 2011 con l’ arrivo del secondo chitarrista Matteo,che aggiunge
nuovo spunto allo stile e vivacita’ negli arrangiamenti.
Dopo varie esibizioni live, con un discreto successo, ora i PLASTICHO hanno appena realizzato un disco prodotto sotto contratto con Fontana Record 2000, che presto proporranno in un tour."

Il disco, Il rumore della realtá, uscito all'inizio del 2013 ci porta direttamente ad un rock con contaminazioni indie. La voce di Valentina é grintosa e in alcu…

Live report: WIld Belle - live at Cargo, London 04/04/2013

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Chi sono i Wilde Belle? Ok lo ammetto, non lo sapevo neppure io fino a che non cominciassero a suonare. Hey aspetta, ma non sono rock, che ci fanno su Given to rock? Diciamo che non ho un cazzo da fare e mi va di scrivere una recensione, ok?

Recensione : Megadeth - Live trax EP (1997)

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Che mi ero perso per tutto questo tempo...

Intervista: Permanent ability

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Eccoci qui pronti per un'altra intervista, stavolta fuori dai confini italiani ed europei!