Top 10: Le migliori canzoni del 2014

Per la serie, classifiche che passione, quest'anno mi é venuta la briga di fare una top 10 delle migliori canzoni del 2014. Púó essere interessante, no? No? Come al solito la vostra opinione (o la vostra personale top 10) é graditissima nei commenti. I gusti sono gusti.
Cominciamo!

10) Bang - Gotthard
Grande opener dell'omonimo disco dei Gotthard.
Oltre ad apprezzare il "tiro" e la canzone in se, quello che mi piace di piú é il suono, per me molto strano, dei cori nel ritornello, molto molto invadente, ma con un fascino discreto (boh).


9) Falling Home - Pain of salvation 
Unico, purtroppo, inedito del controverso (ma di qualitá) Falling home.
Daniel Gildenlöw ci mostra tutta la sua classe in un pezzo leggero leggero, ma con un finale da brividi.


8) Incredible time machine - Bigelf
L'opener di questo disco dei Bigelf mi aveva fatto emozionare e sperare in un disco della madonna, cosa che purtroppo poi non é avvenuta. Peccato. Peró qualche canzone degna di nota c'é eccome. Beccatevela. Portnoy alla batteria.


7) I am a river - Foo Fighters
A mani basse la traccia piú bella di Sonic Highways. Tantissima classe e tantissimi particolari che mi piacciono un casino. Vabbé li avete giá visti e sentiti (forse) nell'articolo precedente, non li ripeto.


6) For the kingdom  - Unisonic
Mancanza di un po' di power metal classico? Quello degli Helloween fine anni 80? Chi poteva darcelo se non Michelino Kiske in collaborazione con quel mattacchione di Kay Hansen? Beccatevi la bella For the Kingdom, quindi. Che voce, cazzo...qui nel doppio splendore tono basso/tono alto.


5) Defenders of the crown - Edguy
Direttamente dalla prima posizione della classifica dei migliori album del 2014.
Dopo la splendida data live, dopo lo spezzone che vedete sotto, per settimane non ho fatto altro che canticchiare come un deficiente "we're defenders of the crown".



4) Permanent love - The trews
Se avete visto la videorecensione del disco in questione, l'avete giá ascoltata un pochettino e sapete di cosa parlo. Grandissima sopresa, per quel che mi riguarda, non sapevo manco chi fossero sti tizi e mi sono ritrovato questa splendida canzone. Ho trovato solo la versione live, ma é bella comunque.


3) Out of the black - Royal blood
Devo ringraziare Eli Brant che mi ha fatto scoprire questa band e questo disco. Questa é la opener.
La batteria, cosí irregolare, mi manda fuori di testa, insieme al suono del drumming. Grandissimo pezzo e complimenti a questa nuova, particolare, band.


2) The monster in me - Mr Big
Tratto dal bel The Stories We Could Tell, quello che mi piace maggiormente di questa canzone, contrariamente a quello che si possa pensare, non sono tutti i passaggi musicali "sboroni" del duo Sheenan/Gilbert, bensí la strofa: le chitarre mi mandano in visibilio, non so perché. Poi il resto della canzone fa il suo, ma senza la strofa, non sarebbe in questa classifica.


1) The fury of my love - Flying colors
Per me vince questa ballatona dei Flying colors, ci sono troppe cose che mi piacciono: la voce a volte fuori tempo rispetto al pianoforte, il crash pezzente del ritornello e come le parole si sposano con la musica. In particolare dalla seconda strofa in poi, da "Can we start over now?". Grandissimo, grandissimo, grandissimo brano. La classe.

Videointervista: Nambuca

Irruzione in sala prove dei Nambuca per scambiare quattro chiacchere con loro riguardo la band, i progetti e le differenze tra suonare a Londra venendo dalla realtà italiana.

Enjoy!



https://www.facebook.com/nambucaband?fref=ts
https://soundcloud.com/nambuca

Top 10: I migliori album del 2014

Puntuale come le tasse, ecco la temutissima (non so da chi) classifica di fine anno.
Cliccate sui titoli dei dischi per leggere le recensione complete e, come al solito, tutti i commenti/insulti (moderati), sono ben accetti. Partiamo!


10) Dio - This is your life

Ok, é solamente un tributo, che cosa cappero ci fa tra i dischi dell'anno?
Beh, a mio parere questo non é il solito tributo. Guardate che nomi che ci sono, cribbio! Ad impreziosire il tutto una splendida traccia finale di RJD.
Mettiamola cosí: quanti tributi conoscete migliori di questo? Ecco, appunto, spiegata la prensenza in classifica.

Voto: SV


Dopo le prime 4 tracce mi stavo strappando tutti i vestiti di dosso perché Light of dawn mi aveva riportato alle vecchie atmosfere degli Helloween, di 25 anni prima. Superate quelle tracce, ecco anche (e soprattutto) Il Michael Kiske moderno. Non che sia male, eh... Ma sono nostalgico e preferisco la roba della gioventú. Con qualche traccia in meno (del Kiske moderno), sarebbe stato piú giú in classifica.

Voto della recensione: 7 -
Voto dopo averlo metabolizzato: Sempre 7-


Quante aspettative si possono avere su un disco solista del batterista dei Guns n' roses/Velvet revolver? Perché, sa suonare altri strumenti e cantare? Evidentemente si, e il risultato mi é piaciuto pure! Un disco gradevolissimo, ben realizzato e con belle atmosfere, bravo Matt! Ormai, poi, é amico di Given to rock, ha ringraziato la pagina tramite twitter, qualche mese fa.

Voto della recensione: 7 
Voto dopo averlo metabolizzato: Sempre 7


Diciamo tutti la veritá (dite lo giuro), dopo un discone come Wasting light (e Sound city) ci aspettavamo di piú, no? Eh, non ditelo a me, porca paletta... Ma superata la piccola delusione iniziale, non possiamo affatto etichettare questo sonic Highways come disco brutto, anzi... E' un disco estremamente piacevole, con un sound ottimo (su quello Dave é assolutamente una garanzia) e una bella scorrevolezza agevolata anche da un corto minutaggio. Come scrivo bene oggi, cazzo.

Voto della recensione: 7--
Voto dopo averlo metabolizzato: 7


L'onesta. Toseland é un ex campione di superbike che ha smesso di correre a causa di un infortunio e si é rifugiato nel suo vecchio amore, la musica. Il risultato é un onestissimo e gradevolissimo disco Hard rock, che non vuole inventare niente, ma onestissimo (appunto). Senza dubbio uno degli album che ho ascoltato di piú in questi ultimi mesi, che mi ha colpito per la sua semplicità.

Voto della recensione: 7 
Voto dopo averlo metabolizzato: Sempre 7


Dopo tanta musica eccezionale e tantissime vicissitudini al loro interno (compresa la malattia del batterista), la band é ancora capace di regalare ottima musica e ottimi dischi. Passati alcuni mesi ho leggermente meno entusiasmo verso quest'album, che peró rimane decisamente buono grazie ad una alternanza tra (buoni) pezzi "tirati" e (buonissime) ballad. Respect per tutte quelle band che dopo innumerevoli anni sfornano ancora dischi di questa portata. E i Mr. Big stanno in questa categoria.

Voto della recensione: 7,5
Voto dopo averlo metabolizzato: 7+


Ecco, vedi sopra, ma al cubo. Glenn Hughes é un dinosauro che sforna musica da quando i nostri genitori andavano in giro con i pantaloni a zampa d'elefante. Quei Jeans sono passati di moda (fortunatamente?), lui spacca ancora i culi come allora, con un nuovo, ennesimo, progetto. Canta ancora come un ventenne. Chapeau, anche più dei Mr. Big.

Voto della recensione: 7+
Voto dopo averlo metabolizzato:  7+
 

All'inizio mi ha fatto incazzare, mi aspettavo un disco "semplice" come il magnifico primo capitolo, invece i nostri eroi hanno "rovinato" tutto, introducendo molta piú roba prog e roba piú canonica (ma complessa) del predecessore. All'inizio questa cosa non mi é andata molto giú, ero abbastanza deluso pur reputando Second Nature un buonissimo album. A mente fredda, mi sono lasciato tutto alle spalle e l'ho apprezzato di più. Si vabbè, peró per il prossimo disco tornate allo stile del primo album, ok???

Voto della recensione: 7-
Voto dopo averlo metabolizzato: 7+


Un inno all'ignoranza pura. Riffoni, lyrics ignoranti, produzione granitica, piede a martello sull'acceleratore e tutti gli elementi tipici di un disco heavy metal rozzo. Non so se il disco valga questa posizione in classifica, ma premio l'ignoranza e il piacere che provo ogni volta che voglio ascoltare roba senza fronzoli. Se gli elementi citati sopra, Blind rage vi soddisferà alla grande. Artwork e suoni maestosi.

Voto della recensione: 7,5
Voto dopo averlo metabolizzato: Sempre 7,5


Proprio quando stai pensando che sei troppo vecchio per ascoltare power metal ed effettivamente pensi che lo stesso PM sia un genere abbastanza sopravvalutato e ne hai ascoltato fin troppo in vita tua, Tobias Sammet ti da un cazzottone in faccia e ti fa rimangiare tutto con questo splendido Space police - defenders of the crown, album pieno zeppo di ironia e di grandissima musica. E' diventato immediatamente uno dei miei preferiti della band, sicuramente il loro miglior album da 10 anni a questa parte ed é il miglior disco che avrebbero potuto fare gli Edguy del 2014. La splendida data live che ho visto a supporto dell'album mi ha confermato tutto. Respect anche per Tobias Sammett che dopo 1000 mila album (nonostante la giovane età), riesce a sfornare ancora questi prodotti. Limited edition acquisto obbligato per il bellissimo packaging e per la bonus track England, tributo, con un sacco di ironia, agli Iron Maiden.

Voto della recensione: 7,5
Voto dopo averlo metabolizzato: 8-

Vi lascio con una delle canzoni piú belle del disco in questione. Enjoy.

Videointervista: Athesis

Oggi è la volta di fare quattro chiacchere con gli Athesis Power/Folk/Death Metal milanese. 

Vediamo cosa ci raccontano. 

Enjoy!

https://www.facebook.com/athesisband?fref=ts

Recensione: Giovanni Gagliano - Peace & revenge (2014)


Questa é proprio bella. E' bella perché l'album di cui sto per parlare é del sottoscritto.
Megalomania? No, dai. Pubblicitá? Beh, forse un pochino, ma dopo aver "pubblicizzato" dischi di tutti i tipi per 2 anni e mezzo, forse me lo merito pure. Ho scritto "recensione", ma sarebbe paradossale fare una recensione del proprio album. Lo scopo principale di questa pagina, quindi, é di spiegarvi un pochettino le varie tracce, giusto nel caso foste curiosi.

Nel caso non vi interessasse non mi offendo mica, ci sono milioni e milioni di album migliori, al mondo. Inoltre é una registrazione casalinga e praticamente tutti gli strumenti sono stati suonati dal sottoscritto (che proprio una cima non é), con dei preziosi aiuti da amici musicisti qui e li (i dettagli dei musicisti, assieme ai testi, li troverete andando sulle singole pagine delle canzoni).
Dopo anni di album mai usciti, EP, demo, demo delle demo, canzoni registrate con un registratore a cassetta, ho semplicemente voluto mettermi alla prova e vedere quello che ero in grado di fare da solo, scrivendo, registrando e ripescando quello che mi piaceva. Io sono abbastanza soddisfatto del risultato finale, spero che vi piaccia, ma se non vi piace, ripeto, sono consapevole che ci sono milioni di dischi migliori, al mondo.

Di seguito il track by track (cliccate se volete ascoltarle):

1) Words...
Strana eh? Ispirata alle parole, parole, parole che si dicono, ma... fatti 0, sempre. Mi riferisco in particolare a qualcosa che non posso rivelare pubblicamente (eh, bravo, che lo scrivi a fare, allora...). I primi secondi sono di una famosa canzone anni 60, penso la conosciate, soprattutto se avete una certa etá.

2) Superhuman
Come (vero) inizio del disco volevo una canzone veloce, aggressiva e schizzata, senza troppi fronzoli, con la voce iniziale che in qualche modo si collegasse all'intro. Il testo é abbastanza strambo ma parla di un argomento molto serio, forse troppo, quindi l'ho banalizzato clamorosamente. Forse troppo.

3) Scorned
Ho visto un film cosí brutto, ma cosí brutto che mi ha fatto incazzare un sacco. Potenzialmente era un gran film, ma rovinato da un sacco di situazioni surreali e comportamenti non realistici da parte dei protagonisti. Avevo con me foglio e penna e ho cominciato a scrivere questo testo. La musica ha qualcosa di grunge, non so cosa. Mi piace un sacco il ritornello, l'ho cantato sbagliato e mi é piaciuto. L'ho ricantato giusto e non mi é piaciuto. Quindi l'ho ricantato sbagliato.

4) From this day
Avevo un progetto nel (credo) 2007 con un amico, che non ha mai visto la luce, si chiamava Evil Jam. Perché non riprendere e registrare da 0, una di quelle canzoni, finite nel dimenticatoio? Parla di una specie di invasione, forse qualcosa presa da un film..non ricordo esattamente. Ai tempi il testo quadrava perfettamente (perlomeno, nella mia testa), quindi va bene, mi fido del me stesso di qualche anno fa.

5) Walk alone
Diversi anni fa scrissi una canzone con la chitarra acustica e la registrai con un programma agghiacciante. Il tutto finí li, ma mi resi conto che alcuni amici avevano ascoltato la canzone e l'avevano cosí tanto apprezzata che la sapevano pure cantare/suonare... In qualche modo era piaciuta, quindi mi sono preso la briga di registrarla nuovamente, peró in maniera piú completa, con tanto di archi finali. Ispirata ad una persona spregevole che conosco.

6) No escape from here
Un pezzo tipicamente heavy, ci voleva! Scritto praticamente in una mezz'oretta e registrato subito dopo. Credo sia stato il primo pezzo registrato per questo disco. Doveva essere il punto forte dell'album, nella mia testa, francamente non so se lo sia. Anzi, credo di no. E' stata quella che mi ha fatto decisamente piú impazzire a livello di missaggio. Io e "l'uomo del mastering" ce la siamo rimandata indietro per un mesetto abbondante. "le chitarre sono troppo forti" "le chitarre sono scariche" "il riverbero é troppo forte" "non c'é gain" "troppo piatte" troppo aperte" "troppo chiuse"... Ok, avete capito.

7) I can't sleep
Circa 15 anni fa avevo una band rock/grunge che si tramutó per vari motivi in qualcosa di diverso. Al termine di un brano (non scritto da me), c'erano 10-15 secondi con quello che poi é il ritornello di questa canzone, ai tempi solo un breve collante tra una parte e l'altra. L'ho letteralmente rubato da li (ma ho chiesto il permesso) e poi gli ho costruito tutta la canzone intorno. Penso che quando la ascolteranno alcuni amici di quel periodo si faranno due risate. Ho contattato chi aveva scritto il ritornello e, oltre al permesso, mi ha dato alcune idee nell'arrangiamento. All'inizio non doveva fare parte dell'album, poi, costruendola (e grazie ai consigli), mi ha convinto sempre di piú, tanto che qualcuno pensa sia la canzone piú bella dell'album.

8) Steam
Una delle band in cui ho militato che ricordo con maggior piacere sono i Soul in cage, dal 1998 al 2000 (circa). Questa Steam é una canzone che mi ha sempre fatto impazzire, scritta e registrata dalla band. Non la ascoltavo da allora (14 anni!) e ho deciso di registrarla nuovamente senza riascoltarla (anche perché non saprei dove rispescarla, forse in qualche musicassetta in italia). Sono sicuro che se riascoltassi adesso quella originale mi renderei conto che questa versione non c'entra una mazza con l'originale. L'ho addolcita un po' con qualche tastiera, ho messo assoli diversi e ci sono delle vocals piú misurate, ai tempi cantavo abbastanza da cani. Piú di adesso.

9) Fear
Un pezzo classic metal (molto maiden nel ritornello) sporcato da un sacco di effetti discutibili e da rumori, compreso il presidente Obama che parla. Parla dell'odio e/o della paura che abbiamo (hanno) verso altre razze. Di razzismo, insomma. Il ritornello si sposa perfettamente con il mio tipo di voce, mi piace parecchio. Penso che la mia voce dia il 100% delle sue potenzialitá in quel punto. Mi piacerebbe sentirla suonata dai Maiden.

10) The rain will come down (bonus track)

Al termine del disco, ci tenevo a mettere un pezzo rappresentativo del mio passato. The rain will come down é un brano al quale sono molto affezionato e appartiene alla mia vecchia band White Shadows. Fu registrata nel 2003 e fu il premio per un concorso vinto che ancora adesso ricordo con molto piacere. Riascoltandola oggi cambierei un sacco di cose nelle vocals (e correggerei diversi errori...), ma penso che il pezzo abbia il suo perché e sia abbastanza originale, pur partendo da schemi classici.

Ok, siete arrivati sin qui, grazie. Se volete ascoltare l'album per intero, ecco il link.
Ovviamente tutti i commenti sono ben accetti. Se vi piace qualcosa in particolare, se non vi potete dare pace perché un pezzo fa particolarmente schifo, scrivete tutto quello che vi passa per la testa, non mi offendo.
C'é gente che critica anche gli album piú venduti al mondo, figuratevi se non puó criticare questo.

Giovanni Gagliano: Peace & Revenge

Intervista: Strani giorni

Oggi é la volta di fare due chiacchere con la pop-rock band romana Strani giorni.
Conosciamoli un po' meglio.

 

  1) Ciao ragazzi, direi di partire spiegando come è nata la vostra band e il perché del vostro nome “Strani giorni”.

Gli Strani Giorni sono il frutto di una profonda amicizia e nascono con l'idea e la voglia di creare un proprio spazio virtuale dove poter condividere ed esprimere senza nessuna forma di censura, emozioni, pensieri, stati d'animo. È incredibile pensare a come questi 10 anni siano passati velocemente, tra viaggi interminabili, concerti indescrivibili, risate, delusioni e grandi soddisfazioni, sempre con la forza di rimanere uniti e di portare avanti con impegno e leggerezza il nostro piccolo grande sogno. Il perché` del nostro nome? Ah ah...questa è la fatidica domanda alla quale nessun gruppo vorrebbe mai essere sottoposto; noi infatti in perfetto e fedele stile "marzulliano" rispondiamo sempre con un altra domanda: "A voi sembrano giorni normali quelli che stiamo vivendo oggi? "A dire il vero Strani Giorni è il titolo di una canzone di Franco Battiato, ma anche dei Cure e dei Doors e di un film uscito un po’ di anni fa...insomma tutte cose che ci piacevano molto e gravitavano spesso attorno a noi, era inevitabile che prima o poi sarebbe diventato lo stendardo della nostra bandiera!



2) Cosa state combinando attualmente?

In questo periodo siamo particolarmente impegnati nella promozione del nuovo Album; stiamo preparando parallelamente al concerto classico anche la versione acustica del live, così da poter portare il nostro spettacolo anche in locali più piccoli e meno attrezzati. Tra un viaggio e l'altro quando siamo in sala, oltre alle prove di routine, stiamo lavorando a delle nuove idee molto ineressanti ma è ancora un po’ presto per pensare e poter parlare di un nuovo lavoro discografico...ogni cosa a suo tempo!

3) Di cosa parla il vostro singolo “Curami”?

Cerchiamo una cura alle nostre inquietudini, insicurezze, alle nostre paure più ancestrali e profonde...a quella sensazione improvvisa di sentirci inutili e privi di nessuno slancio verso il futuro. Un viaggio nell'intricato labirinto della mente umana; l'esigenza di lanciare una sorta di S.O.S disperato per giungere alla consapevolezza che non arriverà mai nessuno a salvarci perché` dentro ognuno di noi si cela una malattia ma anche la sua rispettiva cura!

4) Qualcuno di voi mi dica un disco che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare

Roberto: "Avevo all'incirca 15 anni, ascoltai per la prima volta e per puro caso “Seventeen Seconds” dei Cure...rimasi letteralmente sconvolto! Dopo una settimana decisi di comprare la mia prima chitarra elettrica e di formare la mia prima Band. A distanza di tempo, ogni volta che lo ascolto, percepisco ancora le stesse identiche vibrazioni di allora



5) Per cosa litigate in sala prove?

Fortunatamente in sala prove si respira sempre un’aria abbastanza serena e rilassata; ci divertiamo proprio come dei bambini quando suoniamo insieme, non possiamo perdere del tempo così prezioso per litigare ah ah. Qualche piccola divergenza casomai ci può stare ogni tanto a fine prove quando discutiamo su come affrontare e programmare il nostro percorso artistico, perché abbiamo caratteri e personalità molto forti, ma alla fine ci compensiamo e troviamo sempre la soluzione giusta ad ogni problema.

6) Domanda di rito, quali sono le vostre influenze e gusti personali?

Siamo nati ascoltando generi musicali molto diversi tra loro. Fondamentali sono stati per noi e continuano ancora oggi ad essere un grande punto di riferimento gruppi come i Police, Cure, Pink Floyd ma anche alcuni cantautori italiani: Ivan Graziani, Tenco, Battisti ma lista potrebbe essere davvero infinita. Ascoltare tanta musica, sempre nuova e di qualità è fondamentale per l'ispirazione e per assimilare suoni e forme musicali che inconsapevolmente contribuiscono a formare e contaminare per sempre la tua coscienza artistica!

7) Se foste gli Headliner in un grosso festival, cosa chiedereste nel vostro backstage? Potete chiedere qualsiasi cosa, sbizzarritevi.

Cose semplici: un camerino spazioso, un divano confortevole, un piccolo frigo-bar con della buona birra ghiacciata e possibilmente Sting e Robert Smith in ginocchio che ci supplicano di poter suonare un paio di brani insieme a noi ah ah...non stiamo chiedendo mica la luna?!




8) Qual è la vostra gig che ricordate con maggior piacere?

In questi favolosi 10 anni abbiamo viaggiato e suonato in Italia un po’ dovunque. Ogni concerto piccolo o grande che sia è sempre unico e irripetibile e gode di una sua magia sempre diversa...è davvero difficile rispondere, ma credo che nella valigia dei nostri ricordi porteremo sempre con noi la nostra prima esibizione alla "Corriera Stravagante" un minuscolo locale alla periferia di Roma est, con atmosfera tipica dei pub inglesi; pochi metri quadrati stracolmi di energia e anime festose e il concerto di apertura a Fabrizio Moro a Capannelle nella prima edizione di "Rock in Roma" su un palco chilometrico davanti a circa 8000 persone...brividi...brividi...brividi...


9) Ognuno di voi mi dica la sua canzone preferita.

Sono davvero tantissime le canzoni che amiamo e che avremmo voluto scrivere e anche qui la lista potrebbe estendersi all'infinito.. .ce n’è una in particolare che ci emoziona profondamente e che ci accomuna nella risposta: “La Speranza” degli Strani Giorni!

10) Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato. Chiudete l’intervista come preferite.

Grazie di cuore a voi, alla vostra curiosità, alla vostra attenzione e al vostro contagioso entusiasmo per aver condiviso insieme a noi, una parte così importante ed intima della nostra vita! Chiudiamo ricordandovi di seguirci nei live e sul nostro sito ufficiale www.stranigiorni.org o sulla pagina www.facebook/stranigiorniband vi aspettiamo a braccia aperte e sempre Buona MUSICA!!! S.G.


Lo sapevate che... Dimebag Darrell

Un "lo sapevate che" abbastanza particolare, perché ricorre oggi l'anniversario della morte di uno dei piú grandi chitarristi della storia dell'heavy metal, Dimebag Darrell, assassinato on stage da uno squilibrato esattamente 10 anni orsono.

- Il suo vero nome era Darrell Lance Abbott, nato a Dallas il 20 agosto 1966. I suoi soprannomi furono Dimebag Darrell e Diamond Darrell e fu il fondatore, assieme al fratello batterista Vinnie Paul, dei Pantera. Non amava particolarmente il soprannome "Dimebag".

- Venne assassinato da un tale di nome (anzi no, non lo scrivo) durante un concerto dei Damageplan (band creata dopo lo scioglimento dei Pantera) il giorno 8 dicembre 2004. La cosa che i suoi fan ricordano con maggior piacere é che, nonostante la fama, trovava sempre il tempo e il modo di entrare in contatto con loro e di intrattenersi in piacevoli chiaccherate.

Ecco un breve video che riassume lo spirito di Dimebag...


- Era un grandissimo fan dei Kiss, infatti tra le sue maggiori influenze spicca Ace Frehley. Dice che senza di lui, probabilmente non ci sarebbe stato un Dimebag Darrell (vedi punto successivo) e ha addirittura un suo tatuaggio vicino la spalla. Tra le altre influenze chitarristiche, Tony Iommi, Randy Rhoads e Eddie Van Halen. Beccatevi i Pantera che impersonano i Kiss in compagnia degli Skid Row. Solo se amate il delirio e le immagini traballanti.


- Il padre possedeva uno studio e i fratelli Abbott, da piccoli, assistettero a tantissime sessioni di prove/registrazioni di svariati musicisti. Alla visione di Ace Frehley scoccó la scintilla e i due fratelli vollero cominciare a suonare, chiedendo al padre degli strumenti musicali. Dimebag si autofinanzió negli anni grazie alla vittoria di alcuni concorsi.

- Eccovi un video abbastanza raro. Un giovanissimo Diamond Darrell alla tenera etá di 18 anni che mette in mostra tutte le sue qualitá.


- Eddie Van Halen suonó un assolo al suo funerale e nella lapide c'é la seguente incisione:
« He came to rock... and rocked like no other with the heart twice the size of Texas, our beloved brother, companion, mentor, idol and friend.... We love you Dime.... until we meet again »
 
- Una canzone celebre dedicata a Dimebag é In this river di Zakk Wylde. Da anni si fa proprio il nome di Zakk per sostituire l'amico scomparso in una eventuale reunion dei Pantera. Il Fratello Vinnie Paul ha sempre smentito e negato ogni ipotesi concreta. Se posso mettere il naso in questioni che non mi riguardano, devo dire che sono abbastanza d'accordo con Vinnie.


Qualche citazione:
"La musica ti guida, ti sveglia e ti da la carica. A fine giornata, quella giusta, ti fa rilassare"
"Abbiate sempre la vostra collezione di CD preferita con voi"
" Le lezioni non hanno mai funzionato per me, cosí ho preferito andare sulla "vecchia scuola" ascoltando vecchi dischi e imparando ció che volevo imparare"
" I musicisti tendono ad annoiarsi a suonare sempre la stessa cosa, quindi é naturale sperimentare" 
" Il peggior consiglio dato da mio padre fu quello di suonare sempre secondo le regole"
Vi lascio con uno dei punti piú alti della sua carriera, la splendida Cemetary gates. Sapete quando si parla di "immortalitá?" Ecco, il riff al minuto 1.02, rende benissimo l'idea. Enjoy.


Top 10: Canzoni rilassanti (part 2)

Dopo la top 10 ufficiale delle canzoni rilassanti (clicca qui se vuoi vederle/sentirle/ascoltarle/guardarle), eccovi un'altra manciata di canzoni rilassanti per voi gente stressata del 21esimo secolo. Come sempre, lo scopo è quello di farvi scoprire qualche bella canzone.

Cominciamo:

10) Neil Young - Harvest moon
Lo zio Neil ci regala una canzone perfetta per un momento romantico, da gustare preferibilmente in una silenziosa serata di campagna con la luna alta e ben visibile. Funziona benissimo anche da ninna nanna, in generale, nonostante la voce sgraziata dello zio (Neil).


9) America - A horse with no name
Il titolo lascia un po' interdetti, ma conoscete di sicuro la canzone. E' quella che fa la la la la la laaaa. Ok, ascoltatela che è meglio. A proposito, non avete idea di quante persone arrivano su questo blog scrivendo sui motori di ricerca roba tipo "canzone che fa la la la la la la".  E arrivano qui perchè scrivo sempre roba del genere. Io lo scrivo per scherzare, loro fanno sul serio. Vabbè, ascoltatevi la canzone...


8) Lou Reed - Perfect day
C'è qualcosa di assolutamente magico in questa canzone, non so se è il connubio tra la voce da bevitore incallito in primissimo piano e la canzone (appunto) rilassante. Gran pezzo. Rifatto ultimamente anche dai Pain of salvation. Non vi interessava saperlo, lo so.


7) Kiss - Beth
Canzone che non c'entra una mazza con i Kiss, infatti è cantata dal batterista "gatto" Peter Criss. Belle atmosfere rilassate e vocals molto delicate, nonostante Peter non sia proprio il miglior cantante del mondo, diciamo cosí.


6) Pink Floyd - Wish you were here
Una delle canzoni più famose del globo, non penso abbia bisogno di spiegazioni/presentazioni. Vi pubblico quindi una (bellissima) versione alternativa di David Gilmour live, tanto per ascoltare qualcosa di diverso. Mica tanto, in realtà.


5) Blind guardian - bard's song
Non so se è effettivamente molto rilassante. Lo è sicuramente se amate un certo tipo di arte/cultura/libri/film (qualcuno ha detto Il signore degli anelli e cose simili?). Ecco, nel caso trovaste rilassante essere in una foresta circondati da nani, elfi e maghetti, questa è la canzone che fa per voi.


4) Stratovarius - Forever
Non troppo diversa da quella sopra, ma con molti meno elfi e maghetti, forse ne saranno rimasti un paio (e staranno pure dormendo). La versione live che vi propongo sotto mi ha sempre emozionato tanto, con il pubblico che sovrasta Timo Kotipelto (il cantante). Grande atmosfera.


3) Jeff Buckley - Hallelujah
Assieme a Knockin' on heaven's door è forse la cover più inflazionata di tutti i tempi. Non si può dire che non faccia il suo, però. Grande interpretazione di Jeff. Forse dovrei mettere la versione originale, non so. No, vabbè, metto questa. (Parlo da solo)


2) Eddie vedder - Society
Anche questa è una cover. Non lo sapevate, ammettetelo. Beh, ecco perchè dovete seguire Given to rock! Ok, la smetto. Society é una critica alla società contemporanea, ma con estrema dolcezza. Se poi gli metti questo sfondo con la canoa, il verde e il laghetto, ha vinto.


1) Nirvana - Oh me
Ennesima cover (oh, ma sto mettendo tutte cover, mannaggia a me), è sempre stata la mia canzone preferita (assieme a The man who sold the world - un'altra cover, per l'appunto) del famosissimo unplugged in NY dei Nirvana. Gustetevela e rilassatevi.

Lo sapevate che... James Hetfield

Per la serie "Lo sapevate che..." parliamo oggi di uno dei migliori frontman e compositori Thrash/heavy metal di tutti i tempi, James Hetfield. Ecco qualche curiositá che lo riguarda...

- Ha firmato una linea di occhiali da sole.Eccoli. Accattatevilli.


 -Da ragazzino lavoró in una ditta di grafica/stampa e da lí imparó qualche nozione. Infatti disegnó lui stesso il celebre logo dei Metallica.

- Il primo concerto visto fu degli Aerosmith e AC/DC nel 1978 a Long Beach, in California. Tra i suoi gruppi preferiti di sempre spiccano Black Sabbath, Thin Lizzy, Motorhead, Lynyrd Skynyrd, Tom Waits, Nick Cave e alcune colonne sonore western, infatti adora Clint Eastwood e il celebre film "Il buono, il brutto e il cattivo".

- Il testo di The god that failed, decima traccia del famosissimo "Black album" parlerebbe della morte di cancro della madre che rifiutò tutte le cure mediche, convinta di poter guarire solo grazie alla sua fede religiosa.

- Nel periodo pre St.anger era costantemente sbronzo avendo incontrollabili scatti di nervosismo e aggressivitá, tanto che aveva paura di commettere qualche sciocchezza, tipo far male a qualcuno. E' uscito da questo periodo anche grazie alla musica e alla passione per le auto, che modifica/costruisce lui stesso. Qualche anno fa ne ha venduta una su Ebay.

- Ha avuto un brutto incidente on stage. Dei fuochi d'artificio lo hanno seriamente ferito durante Fade to Black ed il concerto fu immediatamente interrotto. Ecco l'episodio.


- Episodio divertentissimo on stage. 
Sempre durante Fade to black (di un altro concerto, ovviamente), la distorsione della sua chitarra non parte e suona il cattivissimo riff finale con il suono di topolino.

- Qualche citazione simpatica:
"Mi piace fare musica, é una bella vita e mi da molte soddisfazioni, ma non posso sfamare la famiglia con la soddisfazione".
"L'autoritá mi fa incazzare, penso che ognuno dovrebbe essere libero di bere e di fare casino ogni volta lo desideri"
" Il mio suono live non funziona in studio, é una bestia completamente diversa"
" Preferirei pentirmi di aver fatto qualcosa rispetto al non farla completamente"
" Mi sento sempre come se fossi alla ricerca di una famiglia. Qualche volta la trovo nel mosh pit, qualche altra quando sono in un TV show francese con la moglie del presidente"
  
- E' un grosso appassionato di skate, hobby che gli ha causato diverse lesioni e fratture durante gli anni. Il management della band, per questo motivo, ha inserito tra le clausole contrattuali il divieto di andare sullo skateboard durante il tour per evitare problemi. Gustatevi l'inutilissimo video con una sola fotografia.


Videointervista: Aeguana way

Videointervistiamo oggi gli Aeguana way, band che ha appena dato alla luce il terzo album "Cattivi Maestri" e che è passata dalla partecipazione del mitico festival del primo maggio.

Vediamo che ci raccontano. Scusate la faccia da ergastolano/morto di sonno, ultimamente sono abbastanza impegnato.


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twitter.com/AEGUANAway

Recensione: AC/DC - Rock or bust (2014)


Seriamente, vi aspettavate qualcosa di diverso dagli Ac/dc? Una delle band più coerenti del pianeta, suonano le stesse canzoni da una vita e sono contenti così, ma probabilmente anche i fan sono contenti così. Alzi la mano chi ascolta gli Ac/cd sperando in delle innovazioni.

Non ho mai seguito più di tanto questa band, riconosco che diversi pezzi (Thundestruck, You shook me all night long, Highway to hell, Whole lotta rosie, giusto per dire i primi che mi passano per la testa) fanno parte, a ragione, dell'olimpo delle canzoni più belle della storia del rock, ma il mio è puramente un parere figlio di un gusto personale. Facciamo cosí, niente giri di parole, lo dico più chiaramente: io la voce di Brian Johnson non la reggo proprio. Ecco, l'ho detto. La reggo se devo ascoltare solamente uno o due pezzi, ma giá dal terzo comincio a provare un fastidio di fondo.

Tralasciando questi aspetti, devo constatare che Rock or bust è un album discreto, ed è esattamente quello che vi aspettate dalla band, che dicevo prima, suona sempre la stessa musica. Anticipato dalle tragiche notizie della demenza di Malcolm Young (i miti del rock sembrano immortali, ma neanche loro lo sono) e delle notizie giudiziarie sul batterista Phil Rudd, accusato addirittura di essere stato il mandante di un omicidio, la band è sempre li, capitanata da quel geniaccio diabolico di Angus Young, una delle chitarre più rappresentative del rock. Anche in questo disco, come in tutti gli altri del resto, le chitarre sono ispirate e con il magnifico suono caratteristico di Angus, con forti venature blues. Riguardo la "spalla" Malcom, é accreditato come scrittore di tutti i brani, ma per i tragici motivi citati prima l'esecutore delle sue parti di chitarra é (perlomeno, cosí si dice) il nipote Steven.

Riguardo il contenuto di Rock or bust, non aspettatevi delle canzoni come quelle immortali citate in apertura, se cercate quelle, andate a pescare i vecchi dischi o il famosissimo live di una quindicina di anni fa. Le tracce di Rock or bust sono 11 e tutte abbastanza brevi (non si arriva ai 35 minuti complessivi. Che la buona abitudine dei dischi brevi stia ritornando?) e i "BPM" sono quasi uguali per tutte le canzoni. Canzoni ben suonate e dritte al punto, che aggiungono uno 0 grande come un palazzo a quanto detto fino ad ora, ma brani di tutto rispetto come la opener/title track, Play ball (vedi video sotto) o Batism by fire o ancora Rock the house con un chorus molto coinvolgente. Altri brani, invece, scorrono tranquilli ma senza lasciare una grossa traccia. Ma non mi dilungheró oltre a spiegarvi come suona il disco, sono sicuro che lo sapete giá.

Gli Ac/cd sono cosí, prendere o lasciare. Mezzo voto in piú per durata, copertina e produzione.

Voto 65/100
Top tracks: Play ball, Batism by fire, Rock the house

Tracklist:
01. Rock Or Bust
02. Play Ball
03. Rock The Blues Away
04. Miss Adventure
05. Dogs Of War
06. Got Some Rock & Roll Thunder
07. Hard Times
08. Baptism By Fire
09. Rock The House
10. Sweet Candy
11. Emission Control

Recensione: Athesis - Athesis




Recensione a cura di Stick

Gli "Athesis" debuttano sul mercato discografico con l'Ep dall'omonimo titolo per la Ghostrecordlabel/CrashsoundDistribution. Un Ep di quattro brani definito dalla band stessa come un mix di Power-Folk-DeathMetal. 

Quattro brani che nonostante pecchino un pò di precisione risultano potenti, veloci, e ben strutturati. La voce si articola in due versioni, quella pulita che ricorda un pò i mitici frontman degli Iron Maiden e degli Helloween, e una scream che accentua ulteriormente la potenza del brano. Dopo un'intro molto d'atmosfera di circa due minuti la band continua questo lavoro con quello che sembra il brano di punta e che verrà impiegato per la realizzazione del video di debutto, stiamo parlando di "Hostilia", una buona performance che sembra scarichi un pò le "pile" alla voce specie quando si arriva alla terza e penultima traccia dove nella massima espressione, sembra perda un pò. "Athesis", che chiude l'Ep è un buon mix di potenza e velocità anche se qui la voce nei punti alti si perde un pò e rientra poi egregiamente nei ranghi quando ritorna in modalità scream.

Direi che la band è ancora un pò acerba ma i margini per crescere curando un pò anche i dettagli specie per la parte vocale e per la sezione ritmica che dovrebbe essere un pò più precisa, ci sono. Dunque aspettiamo la seconda prova e vediamo che succede.

01 - As The River Flows
02 - Hostilia
03 - Kingdom Of Fanes
04 - Athesis
(Ghostrecordlabel/Crashsound Distribution)