28/05/19

La scheda: Ren zen


- Genere: 
Cantautorale, Elettronico, Pop, Rock

- Line Up attuale: 
Voce e chitarra con basi elettroniche

- Album/EP all’attivo: 
"Seguimi!" (come autore del gruppo Stati ALTernati e "Se ascoltassi")

Influenze: 
tutto il cantautorato italiano anni '70, '80, '90 (Celentano, Battiato, Zero...), Dance anni '80, Rock melodico (Bon Jovi)


- Di cosa parlano i testi: 
sono testi impegnati che invitano all'ascolto di se stessi e indagano il disagio, soprattutto giovanile, nella società ed in famiglia. Il percorso degli 11 brani porta però alla comprensione, all'apertura all'Universo.

- Esibizione live che ricorderai per molto tempo: 
sicuramente quella di anni fa nell'ambito di un concorso perché mi sono dimenticato il testo di un mio brano (da allora preferisco avere sempre con me un leggio). Indimenticabili i Bon Jovi a Zeltweg (Austria).

- Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
in studio ci siamo divertiti un sacco con l'arrangiatore Marco Di Martino a sperimentare una ricerca dei suoni basati sulla casualità, nel senso che lui faceva scorrere la barra dei campionamento ed io, immerso nel vuoto meditativo, dicevo stop: nel 90% dei casi, usciva il suono giusto! Ecco che allora mi hanno affibbiato i soprannomi di PruduZen e di Synt.

- I tuoi dischi preferiti in assoluto: 
'Io non mi sento italiano' di Giorgio Gaber, 'Amore dopo amore' di Renato Zero, 'L'amore è una cosa semplice' di Tiziano Ferro, 'Keep the faith' di Bon Jovi, solo per citarne alcuni.
- Citami un album che pensi essere l'unico al mondo ad apprezzare:
non ne ho, o meglio, ne ho alcuni di artisti semi sconosciuti, ma preferisco non citarli ché poi s'offendono.

- Un musicista che vorresti incontrare per farci quattro chiacchiere: 
sono tantissimi, ma direi Renato Zero. Qualcuno ho avuto la fortuna d'incontrarlo, come ad esempio Mango e Battiato, oltre al maestro Mogol che cito perché ho frequentato il CET e perché mi sento essenzialmente un autore che interpreta i suoi testi.
- Cosa chiederesti nel backstage se fossi l'artista più importante del pianeta:
una sala dove poter meditare, da solo e con gli artisti che si stanno per esibire con me.