Recensione: Giovanni Gagliano - Contemplations of a simple mind (2020)


Ed eccomi qui per la sesta volta.

Questo è il mio nuovissimo album Contemplations of a simple mind, che ovviamente non recensirò come è scritto nel titolo (perchè recensire il proprio disco non è proprio una grandissima idea), ma ve ne voglio parlare un po', se vi va di leggermi e magari ascoltarmi.

Vi lascio il link di Spotify qui sotto , così potete ascoltare, mentre leggete.

L'album è, ancora una volta, un prodotto realizzato in casa (tenetelo sempre in mente, soprattutto se lo paragonate alle grandissime produzioni) ed è uno stranissimo e sgraziato concept che riguarda un periodo particolare della mia vita, racchiuso nella seconda metà dello scorso anno. Se avete ascoltato i miei altri dischi, noterete molte differenze, a livello musicale.



Cominciamo:



01) The end of all
Parla della chiusura (appunto) di un periodo e dell'apertura di un altro (e del concept).
E' stato il primo pezzo che ho scritto per il disco e ha cambiato titolo mille volte. The end of all l'ho scelto davvere all'ultimo secondo, prima di distribuire il pezzo.

02) The Dark
Parla di un momento di "buio" (appunto) e abbastanza difficile. La chitarra tecnica e "fastidiosa" di Fabio Battaglia (che mi ha dato una grossissima mano sotto ogni punto di vista) comunica l'angoscia.

03) If you want to be my lover
Si può litigare con qualcuno su Geri Halliwell delle Spice girls? Evidentemente si.
(il pezzo dice anche tanto altro ma lo liquido così per non andare troppo nel dettaglio). Il bell'assolo dopo la strofa è di Fabio.

04) Who are you
Sapete quando non avete idea di che persona avete davanti? La canzone parla grosso modo di questo.
Musicalmente, il cantato della strofa è a metà fra gli Alice in Chains e i Faith no more (con i dovuti paragoni, ovviamente).

05) Victoria Station
Un episodio folle che mi è capito nella tube di Londra. Questa canzone cerca di riassumerne la follia con dei cambi di tempo, riff e atmosfere che si avvicendano senza un motivo plausibile. Gli effetti sonori fanno quasi tutti parte della stazione Victoria di Londra.

06) It's been great
Il testo non è altro che un messaggio che ho ricevuto e lo strumento che lo accompagna è un Ukulele (che in realtá non so suonare).

07) Jester's dance
Sono stato invitato a ballare e tutto è diventato (perlomeno nella mia testa) come un film di David Lynch. Da qui le atmosfere di questa strana e breve canzone.

08) Reality bites
La realtà è a volte diversa da come ce la immaginiamo. La dolcissima chitarra è di Fabio.

09) No more pain
Canzone cominciata da Fabio Battaglia diversi mesi prima (doveva prevedere la batteria e distorsioni ben piú pesanti) ma che ho deciso di utilizzare per quest'album. Vede la presenza sia di Fabio che di Giuseppe Gentile ai cori (e backing vocals varie). Il ritornello è una delle mie cose preferite del disco.

10) Below the ground
Canzone composta e registrata in due ore, dalle 6 del mattino. Follia allo stato puro: in un minuto gli ho buttato ballad, musica napoletana e sfuriata industrial. Del testo non posso parlarvene (come dico nella canzone).

11) Sing with me
Un Fabio battaglia ispiratissimo ha dato il via alla ballatona dell'album, sicuramente una delle mie preferite del disco. Imperfetta in diverse cose ma che mi piace molto riascoltare. Inizio e finale enigmatici, come la storia della canzone.

12) Talk to me in Italian
Se vivete all'estero forse potete provare le gioie di conversare con italiani che, all'improvviso e senza un motivo plausibile, cominciano a parlare in inglese e quando tu rispondi in inglese loro ritornano all'italiano (e via fino all'infinito). Inoltre potete anche beneficiare di gente che programma l'agenda diversi giorni prima (e magari ti cambia sempre giorno e ora dell'appuntamento). Se la ascoltate in cuffia potete capire meglio i dialoghi (che faccio con me stesso)

13) No regrets
Ritorno alla prima traccia del disco. Momento di sconforto.

14) Threesome
Maschietti, non fantasticate troppo. E' un sogno. Una ragazza si avvicina e mi sussurra nell'orecchio destro questa melodia (che fortunatamente ho ricordato la mattina dopo). Il bel basso è di Carmelo Marino, che suonava in una delle mie primissime band.

15) Be gentle
Uno dei pezzi migliori dell'album ancora dall'ispirazione di Fabio Battaglia. Con la batteria sarebbe stata migliore ma la regola dell'album era quella (autoimposta, peraltro). Magari un giorno faró una versione "full band", chissá.

16) That's you
Il "viaggio" si conclude con un altro brevissimo pezzo con l'ukulele.

Grazie per essere arrivati fino a qui. Mi rendo conto che l'album è sgraziato e parecchio strano, quindi, se non vi fosse piaciuto, lo capisco perfettamente. In tutti i casi, vi ringrazio molto di avergli dato una possibilità. Ciao e Rock n' roll.

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