Recensione: Ricky Warwick - When Life Was Hard And Fast (2021)


Tantissima stima per l'irlandese Ricky Warwick che fa una pausa dalla sua band principale Black star riders (i vecchi Thin Lizzy, per intenderci) per ripresentarti da solista dopo cinque anni dall'ultimo album dal lunghissimo titolo When Patsy Cline Was Crazy… And Guy Mitchell Sang The Blues

L'album di cui andiamo a parlare si chiama When Life Was Hard And Fast e combina veramente un po' tutte le anime di Ricky ascoltate nella sua ormai decennale carriera, a partire dai grandi The Almighty (quanto mi piace Crank!) fino ai Black Star Riders. La formazione che accompagna Ricky vede Robert Crane al basso, Xavier Muriel alla batteria e Keith Nelson alle chitarre.

Le influenze della band madre si sentono parecchio nella opener - title track (vi lascio il video a fine recensione), mentre é un piacere riascoltare Ricky in modalitá anni '90 con Never corner a rat, che potrebbe (forse) persino stare in un album come Crank. A sottolineare la versatilitá del disco e dell'artista, si cambia immediatamente e bruscamente registro con una dolcissima Time Don’t Seem To Matter cantata con la figlia Pepper.

Warwick ritorna prontamente in area Thin Lizzy con la energetica Fighting heart per ritornare ad una ballata con influenze country dal titolo I Don’t Feel At Home, che vede come ospite il tastierista Dizzy Reed dei Guns N’ Roses.

Still alive é davvero un gran bel pezzo energico mentre Clown of misery é invece un pezzo lo-fi stranissimo, quelli che si registrano al telefonino (la qualitá é grosso modo quella) per riascoltare la canzone che si é appena composta (Ricky dice persino che ad un certo punto ci sta l'assolo di chitarra, cantandolo a voce), mentre la conclusiva é una festaiola You’re My Rock ‘N Roll che chiude in allegria un disco dalle mille anime di un artista forse poco celebrato come Ricky Warwick.

Gran bel ritorno per Ricky con un disco vario e di qualitá. Per gusto personale sono gli episodi piú vigorosi del disco a convincermi nettamente di piú ma in questo disco, pur di breve durata, sono tantissime le soluzioni e le atmosfere. Dategli un ascolto perché merita.

Ah, quasi dimenticavo: nella versione digitale si trovano delle cover in acustico, alcune veramente discutibili tipo Oops!... I did it again di Britney Spears (Ricky, ma perche?!?),  altre veramente riuscite come Cocaine blues del grande Johnny Cash e altre interessanti come Wrathchild degli Iron Maiden. Un altro motivo in piú per ascoltare il disco.

Voto 70/100
Top tracks: Gunslinger, Never corner a rat, Still alive.

Tracklist:
1. When Life Was Hard and Fast 4:08
2. You Don’t Love Me 4:22
3. I’d Rather Be Hit 4:09
4. Gunslinger 2:12
5. Never Corner A Rat 3:02
6. Time Don’t Seem To Matter 4:00
7. Fighting Heart 3:18
8. I Don’t Feel At Home 5:07
9. Still Alive 3:30
10. Clown Of Misery 2:34
11. You’re My Rock ‘n Roll 3:16

 

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