Recensione: Giovanni Gagliano - F.U.n.F. (2021)


Ed eccoci qua, all'ennesima auto-recensione (piú una spiegazione dell'album, ovviamente) della nuova fatica del sottoscritto. Come sempre, dico che il precedente album sará l'ultimo, ma poi, per un motivo o per un altro, eccomi qui a parlarvi del nuovo.

In questo caso, ho voluto fare un album piú "quadrato" rispetto alla follia dell'album precedente e il risultato mi ha soddisfatto talmente tanto da dirvi che é uno degli album che preferisco della mia discografia. Ma si dice sempre cosí quando si pubblica qualcosa di nuovo, lo fanno quasi tutti gli artisti famosi e forse ho capito perché.

Riguardo la copertina, stavo perdendo l'intera giornata a guardare foto con qualcosa che riguardasse finestre, davanzali etc ma mi é capitata davanti questa e ho virato senza pensarci su due volte e senza neanche sapere troppo il perché.

Ma veniamo alla spiegazione delle tracce. Vi lascio il player di Spotify, cosí potete premere play, mentre leggete.



1) The ballad of a frustrated drummer
Vi accennavo della follia dello scorso album che é senza un secondo di batteria pur essendo un disco Rock. Beh, all'inizio di quest'album il batterista era davvero impaziente di suonare. Troppo... Mi piace pubblicare sempre qualcosa di stupido, che volete farci.

2) Take me home
Inizio energico del disco con una canzone molto nel mio stile e l'unica qui con l'accordatura mezzo tono sotto. Non brilla per originalitá (rispetto al mio catalogo) ma penso sia molto gradevole da ascoltare e secondo me é una buona opener, impreziosita da un grande solo di Fabio Battaglia nel finale.

3) F.U.n.F.
Il titolo completo sarebbe stato molto aggressivo, quindi ho usato il vecchio metodo dell'acronimo. E' un pezzo Punk incazzato contro chi si permette di giudicare la vita e le scelte altrui stando seduto dietro ai social, pur non avendo combinato una mazza nella propria vita e non rischiando mai niente. Soprattutto in questo periodo di Lockdown, il numero si é moltiplicato. La canzone é una delle mie preferite del disco e del mio intero catalogo, penso di cantarci molto bene. Giacomo Minelli (giá presente nel mio secondo e terzo disco) ci ha registrato un bel solo.

4) Don't blame me
La prima canzone del disco che mi é spuntata in testa all'alba e che mi ha dato l'input di ritornare a registrare. Ci ho messo un po' a farla quadrare (fino all'ultimo ho cambiato drasticamente tutti i suoni di chitarra) ma penso sia riuscita discretamente. L'argomento é grosso modo quello del brano precedente (é quasi un concept album, in questo senso).

5) It would be nice
Un cliché del mondo Rock é quello di scrivere un brano menzionando tutti i posti o le esperienze quando si va in tour e si gira il mondo. In questa io dico che sono a casa a cantare accanto al mio cane. Sia perché non faccio tour mondiali sia perché, anche volendo, non si puó viaggiare a causa del lockdown. Dopo i ritornelli si sente davvero il mio cane.

6) Take it and go
Power ballad anni '90 che definisco tale sia per le sonoritá che per il testo (chi usa ancora la parola "baby"?) semi-esistanziale ma alla fine abbastanza canonica e che mi ha fatto penare parecchio per tanti piccoli dettagli. 

7) Instrumming
Prima breve strumentale del disco. Mi é venuto in testa questo riff e l'ho registrato. In genere mi viene sempre un'idea per una linea vocale, in questo caso no. O meglio, qualsiasi cosa ci mettevo su mi sembrava forzata. Forse perché il riff mi piaceva talmente tanto che non volevo sporcarlo con la mia voce, non saprei. Le trame ulteriori di Fabio mi hanno convinto a lasciarla strumentale.

8) Fortune cookie
Tutte le bellissime chitarre di questa Fortune cookie sono create e suonate da Fabio Battaglia. La canzone é nata con l'idea di fare una canzone anni '70. Non so se siamo riusciti nell'impresa, ma a livello di produzione é una delle piú scarne che abbia fatto e il risultato mi soddisfa decisamente. Il testo parla di una mia esperienza bizzarra.

9) It gets me through
Quella che mi ha fatto piú scervellare ma quella di cui sono forse piú fiero dell'intero disco. C'é l'assolo di chitarra piú bello che abbia mai suonato e la linea vocale del ritornello mi piace davvero un botto, cosí come per il testo, molto malinconico. Datele una chance.

10) Funkulator
L'altra strumentale del disco. Doveva essere un'altra cosa (una canzone con componenti della mia vecchia band) ma alla fine il progetto non é andato in porto e, cercando di fare qualcosa di particolare, ho trovato l'effetto di basso "funkulator" e non potevo non chiamarla cosí (divertente, no?). Atipica, sulla scia di Boh, di qualche disco fa.

11) No more pain (Heavy version)
Questa (forse) la conoscete giá. Prima di cominciare il disco precedente, Fabio Battaglia aveva registrato questa canzone sporchissima grunge che ho dovuto poi "ripulire" per inserirla nel contesto dell'album. Questa é grosso modo la versione originale, ricantata per l'occasione perché sono sparite le registrazioni della voce senza motivo. Mistero. Penso funzioni meglio questa, onestamente.

12) Still content
Era da due dischi che provavo a registrare questa canzone pop con questo giro di chitarra, ma niente. Stavolta mi ci sono messo di impegno e ci sono riuscito. Forse un po' fuori contesto ma il risultato, non so per quale motivo, mi piace. E penso sia un buon modo (considerando il messaggio positivo) di chiudere l'album.

Questo é quanto e vi ringrazio moltissimo per essere arrivati fino a qui e per aver dato una chance all'album. Un abbraccio e Rock on! 

Post a Comment

Please Select Embedded Mode To Show The Comment System.*

Previous Post Next Post