30/10/12

Live report: Bryan Adams - Live at Royal Albert hall, London 29/10/12


La location è ancora una volta la modesta (!) Royal Albert Hall, Bryan Adams si presenta (quasi) in orario su un palco senza scenografia, solamente con la sua fida chitarra acustica.
"Cacchio", mi chiedo, "come farà mai a coinvolgere la folla con una sola chitarra e senza scenografia"? Volete sapere se ce l'ha fatta? Sì, e pure alla grande.
Il Bare bones tour, come da suo racconto, è cominciato quasi per scherzo, volendo provare i suoi classici in versione acustica. L'esperimento è molto piaciuto al pubblico, e il tutto lo ha portato ad esiibirsi di fronte ad una Royal Albert Hall praticamente stipata.

22/10/12

Live report: Down - live at the Rounhouse, London 21/10/12

Sapete quando siete in stato comatoso e l'unica cosa che volete realmente è andare a casa poltrire? In queste condizioni ho passato il pomeriggio in un (bel) cafè con i riscaldamenti sparati a mille e sono andato al concerto dei Down onestamente con poca voglia.

Arrivato in loco (poco sopra la fantastica Camden town), trovo subito la magnifica Roundhouse: una non troppo grande arena per concerti, con una bellissima e confortevole tribunetta con una visuale fantastica (vedi foto). Gli opener Orange goblin non sono male, ma neanche cosí tanto interessanti da farmi passare la sonnolenza. Seguo il tutto con i tappi nelle orecchie, complici anche i suoni veramente terribili della band.


16/10/12

Recensione: Kiss - Monster (2012)


Parliamoci francamente: dopo un'intera vita a fare i dischi, é estremamente difficile mantenersi a certi livelli.
I Kiss provano il miracolo con un disco energico e sulla carta perfetto, ma non é tutto oro quello che luccica (mi metto pure a dire ste fesserie, andiamo bene).
Se impostato come sottofondo, "Monster" é un perfetto album Rock n' roll vecchia maniera, ma alla luce di un ascolto un po' piú approfondito il disco suona un po' "plasticoso" e purtroppo, alla fine della fiera (ancora con ste frasi fatte), i momenti che verranno ricordati di questo disco a mio parere saranno davvero pochi.
E' il caso della bellissima opener Hell or Halleluja, che ci fa saltare dalla sedia. "Oh, ma quanti anni hanno questi?" Troppo bello per essere vero, infatti una abbastanza fiacca Wall of sound ci riporta giú sulla terra, ma le successive Freak e Back to the stone age alzano di nuovo l'asticella (non é un'allusione sessuale, a meno che qualcuno non si ecciti sul serio con i Kiss...).

Da qui in poi il disco comincia una leggera parabola discendente (con un paio di picchi verso il finale, Out of this world, col riff di Christeen Sixteex, o All for the Love of Rock & Roll), anche se nessuna canzone é particolarmente sgradita nel contesto, a parte forse Long way down che trovo particolarmente noiosa, pur avendo un arrangiamento interessante.
Tutto peró suona troppo simile e senza "macchia", come diceva una vecchia pubblicitá.

Diciamo che i Paul Stanley & soci sono grandissimi mestieranti e sanno come comporre una buona canzone in 2 minuti, il problema é l'ispirazione: in questo disco non ne trovo molta, trovo molto mestiere, poco altro.
La produzione é ottima ad un primo ascolto, ma col passare del tempo la sensazione "plasticosa" (di nuovo sta parola? Giuro che non l'avevo mai utilizzata prima di oggi) si é impossessata di me. Tutto troppo perfetto, quasi senz'anima.
A proposito di produzione: ma cosa diavolo fanno alla voce di Gene Simmons? E' talmente "lavorata" che in qualche pezzo é difficilmente riconoscibile (o forse é semplicemente la sua voce ad essere cambiata, chissá). Ho sempre preferito lui a Paul Stanley, in questo disco é esattamente il contrario.

In conclusione, questo Monster é un album onesto della premiata coppia Stanley/Simmons (non mi venite a dire che gli altri contano qualcosa), lontano dall'essere un capolavoro, ma penso che tutti firmerebbero per pubblicare dischi Rn'R di questo livello a 60 anni. Rispetto. (Peró torno ad ascoltarmi Alive II)

Voto 60/100

Best song: Hell or Hallelujah
Skip song: Long way down

Tracklist:
1. Hell or Hallelujah
2. Wall of Sound
3. Freak
4. Back to the Stone Age
5. Shout Mercy
6. Long Way Down
7. Eat Your Heart Out
8. The Devil Is Me
9. Outta This World
10. All for the Love of Rock & Roll
11. Take Me Down Below
12. Last Chance

05/10/12

Recensione: Muse - The 2nd law


Andró (forse) controcorrente affermando che i Muse sono un gruppo da "singoli" e non da album: se molte delle piú belle tracce dello scorso decennio sono firmate proprio da Bellamy e soci, non ho mai trovato molto interessanti gli album nella loro interezza. Si, anche i primi.
Come affermato in altre occasioni, delle belle tracce non fanno per forza un bell'album.