30/12/16

La scheda: Sixty miles ahead


Breve descrizione/bio della band:
La band nasce a Milano nel 2011 con l'idea di creare un sound Hard Rock/Metal personale e riconoscibile, ispirato sia ai classici rock che alle produzioni più moderne. In questi anni abbiamo pubblicato un EP, due album e alcuni singoli suonando in Italia e all'estero, anche a fianco di grandi nomi della scena internazionale. Per l'ultimo lavoro "insanity" uscito a Ottobre 2016 abbiamo firmato con l'etichetta americana Eclipse Records già al lavoro con Mushroomead, Bobaflex, A Breach of Silence e tanti altri.

Genere musicale:
Hard Rock/Alternative Metal

Line-up attuale:
Sandro Casali - Voce
Fulvio Carlini - Chitarra
Luca Caserini - Batteria
Francesco Li Donni - Basso

Album/EP/Demo all'attivo:
Blank Slate (EP 2011) 
Millions of Burning Flames (2013) 
Insanity (2016) 

Influenze:
Shinedown, Europe, Alter Bridge, Stone Sour, Motley Crue, Black Stone Cherry, Gotthard

Di cosa parlano i vostri testi:
Nei primi due lavori si parla principalmente della voglia di vivere le proprie passioni e di lottare per esse, ma anche della vita on the road e in generale della vita da musicista. Nell'ultimo album "Insanity" i testi sono più introspettivi e parlano di momenti di follia e di come convivere con il lato oscuro di ognuno di noi.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Festa Bikers 2016 a Bergamo con i Freedom Call. Ottimo festival, tantissima gente, festa fino all'alba e tante storie che ci porteremo nel cuore per sempre.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Il nostro primo bassista, Davide... che interrompe un concerto per urlare al pubblico "va bene che è carnevale, ma adesso tirate fuori il mio basso!!". Era sparito uno dei suoi Fender e nessuno riusciva a trovarlo. Per fortuna non era stato rubato ma qualcuno l'aveva fatto cadere sotto alla scala che portava al palco.

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Per dirne tre che potrebbero mettere d'accordo tutti (siamo molto diversi a gusti...)
Europe - Start From The Dark
Shinedown - Sound of Madness
Stone Sour - Come What(Ever)May

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
St.Anger dei Metallica...padelle comprese!

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchere:
Il Sig. Giacomo Pagina...Jimmy Page

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Groupies, cibo e bere illimitati è troppo scontato?
A parte gli scherzi, direi proprio groupies, cibo e bere illimitati!

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28/12/16

I migliori album del 2016

Ecco la consueta classifica di fine anno di Given to rock, ovvero quella dei migliori album del 2016, anno che ci ha regalato succulenti uscite e importanti ritorni (vedi posizione numero 10). Ah, nel caso vi foste persi la recente classifica delle migliori canzoni dell'anno, potete rimediare tranquillamente cliccando qui. Ok, cominciamo senza troppi fronzoli.

10) Metallica - Hardwired... to self destruct
Beh, lo so, il voto della recensione che trovate su Given to rock non é altissimo, ma il disco nuovo dei Metallica é sempre un highlight dell'anno e comunque ascolto spesso e volentieri le tracce che mi piacciono di piú. E ribadisco che Hardwired...to self destruct sarebbe stato un discone se ridotto dei tanti momenti inutili. Insomma, lo metto ugualmente in classifica. Oh, il blog é mio, che volete...

Top tracks:: Hardwired, Moth into flame, Spit out the bone

9) Magni Animi Viri - Heroes Temporis World Edition
Una riedizione internazionale di un concept nostrano. C'é musica per tutti i gusti, un'orchestra, un Russell Allen (cantante dei Symphony X e Adreneline mob, tra gli altri) in una delle sue migliori interpretazioni di sempre (flagellatemi pure), Amanda Sommerville e dei musicisti di assoluto valore come John Macaluso e Marco Sfogli. Io ve l'ho detto.

Top tracks: Heroes..., ...Temporis.

8) Alter Bridge - The last hero
Gli Alter bridge difficilmente deludono, difatti non hanno mai sbagliato un album nella loro carriera. In questo disco trovate tutti gli elementi che li hanno sempre contraddistinti. L'unico difetto di The last hero potrebbe essere rappresentato da un po' di staticitá compositiva e da un minutaggio ancora una volta eccessivo (ma questo è un vecchio vizio degli Alter Bridge) Per il resto, se apprezzate la band, andate pure sul sicuro.

Top tracks: Show me a leader, The last hero



7) Soul Asylum - Change of fortune
Oh, a me i Soul Asylum piacciono molto, che ci volete fare. Un gran bel ritorno per Dave Pirner & soci che pur facendo musica semplice la fanno sempre con molta personalitá e senza mai cadere nella staticitá. Notate la rima.

Top tracks: Change of Fortune, Moonshine, Dealing

6) Andy Timmons Band - Them from a perfect world
Un album interamente strumentale di un'eleganza e di un gusto incredibile. Ascolto gradevolissimo grazie anche a dei suoni perfetti che ti massaggiano i padiglioni auricolari. Non so perché non ci ho fatto una recensione.

Top tracks: Lo ascolto tutto molto con piacere, non ho dei brani preferiti.

5) Megadeth - Dystopia
Alzi la mano chi si aspettava un disco cosí da un Dave Mustaine ormai quasi bollito. Beh, non so voi ma io no di certo. Dave rinasce nuovamente grazie ad i nuovi innesti di Kiko Loureiro e Chris Adler (che ha giá abbandonato la band, comunque) e sforna un disco solidissimo con canzoni che mi sono piaciute un sacco. Ah, se vocalmente fosse stato quello di 10 anni fa... Dave, puoi recuperare la voce, per favore?

Top tracks:: Dystopia, Poisonous Shadows, The Emperor



4) Avantasia - Ghostlights
Mannaggia a lui, Tobias Sammett non sbaglia mai un colpo e, in un modo o nell'altro, é sempre presente nelle classifiche di fine anno di Given to rock un anno con gli Edguy, il successivo con gli Avantasia. Questo Ghostlists? Nulla di troppo nuovo rispetto a quanto sentito nel recente passato, ma Tobias ormai sa come si fa e si circonda sempre di artisti della madonna. Ho visto il tour dal vivo e mi sono divertito un mondo.

Top tracks: Draconian love, Master of the pendulum

3) Green day - Revolution radio
Dopo la sciagurata e presuntuosa trilogia, non mi sarei mai aspettato un album cosí dai Green Day. Questo Revolution radio é probabilmente il mio album preferito di Billie Joe e compagni dopo American Idiot e Dookie. Il giusto Mix tra il vecchio spirito punk e la maturità. Produzione veramente eccelsa, i suoni sono davvero fantastici (al contrario delle chitarrine troppo gentili di Uno Dos e Trè). Bravi!

Top tracks: Revolution radio, Bang bang, Still breathing



2) Rage - The devil strikes again
Solidissimo e ispiratissimo ritorno di Peavy Wagner che per l'ennesima volta riparte da 0 cambiando chitarra e batteria. Risultato? I Rage tornano ispirati come non lo erano da anni liberandosi di un po' troppi tecnicismi e variazioni sul tema portate da Victor Smolski (chitarrista che ammiro moltissimo, sia chiaro). Questo the devil strikes again é, nella sua interezza, uno dei dischi dei Rage che preferisco in assoluto. Non sono convintissimo della produzione, ma le canzoni spaccano.

Top tracks:  The Devil Strikes Again, My way, The Dark Side Of The Sun

1) The Neal Morse band - The similitude of a dream
Devo moltissimo a questo disco. Cosa? Il fatto di aver potuto scambiarci due parole al riguardo con Mr Mike Portnoy (leggi la sua intervista per Given to rock cliccando qui), uno dei miei miti musicali.
Mike (ormai lo chiamo solo per nome, dato che ho deciso che siamo diventati grandi amici) lo aveva anticipato diverso tempo prima della pubblicazione: sará un grande concept album, a livello di Scenes from a memory dei Dream Theater. Beh, per me quel disco rimarrá inarrivabile forse nei secoli a venire ma questo é un discone ugualmente. Solitamente quando un disco ha una durata importante,  se non rispetta determinati criteri tendo ad odiarlo molto facilmente (vedi The astonishing dei Dream theater rivenduto su Ebay al miglior offerente), ma The similitude of a Dream é un album che ha un sacco di roba al suo interno e si fa apprezzare per le tante idee e riferimenti che troviamo al suo interno. Veramente un gran lavoro.

Top tracks: Top tracks: City Of Destruction, The Ways Of A Fool, Slave to your mind.

26/12/16

La scheda: Yena

Breve descrizione/bio della band:
Gli Yena nascono nel 2014 a Udine (Italia), per volontà di cinque musicisti provenienti da gruppi e stili diversi, che hanno scelto l’italiano e il rock come genere di espressione. La musica della band fonde chitarre pesanti e scure con il gusto melodico e poetico proprio del cantato in lingua italiana, cercando equilibrio tra due voci in un botta e risposta continuo e armonico.
I testi, sui quali viene sempre posta molta attenzione, parlano di sentimenti quotidiani, di quella sottile linea tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato che spesso confondiamo nella costruzione delle nostre anime. L'attenzione per le giuste parole da usare è parte della ricerca della band per provare sempre modi diversi di esprimere le storie che vengono raccontate.
Dal vivo vengono espresse le diverse anime del gruppo, dalla parte più rabbiosa a quella più melodica e riflessiva in una ricerca di equilibrio costante e mai scontata.
L'attività live li porta a suonare in importanti festival nazionali come il Collisioni Festival di Barolo (CU), condividendo i palchi con gruppi come Punkreas, Talco, Plan De Fuga, e molti altri concerti in locali e Festival locali.
Nell'estate del 2015 registrano il loro primo EP, registrato e prodotto da Andrea Rigonat, noto chitarrista/produttore della scena nazionale (Elisa, Tiziano Ferro).

Genere musicale:
Alternative Rock Italiano, anche se è sempre difficile trovarne uno che ti descriva perfettamente. Sicuramente rock cercando di essere più personali possibile (personali, non originali) quindi se serve un'etichetta scegliamo Alternative Rock.

Line-up attuale:
Matteo Bellotto - voce
Alessio Tassotto - voce
Alessandro Pipputto - Batteria
Francesco Corazza - Basso
Roberto De Bellis - chitarra

Album/EP/Demo all’attivo:
Il primo EP di debutto è Yena, uscito lo scorso 25 novembre per Jack Rock Records.
link iTunes: http://apple.co/2gGzxIN 

Influenze:
Cantautorato italiano, grunge, rock in genere. Band di riferimento: Timoria, Karma, Alice in Chains, Silverchair.

Di cosa parlano i vostri testi:
I nostri testi cercano sempre di puntare l'attenzione sui particolari. Si tratta di piccole storie che guardano il presente in maniera fredda, creando molteplici letture. La volontà è di far ragionare in maniera fredda e razionale su sé stessi i nostri ascoltatori. Siamo un agglomerato di sentimenti ed emozioni che raccontiamo per poter affrontare ciò che nascondiamo ogni giorno. La musica impone sincerità, a costo di far male, ma senza sconti.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Difficile scegliere: di sicuro il concerto a Barolo (CN) al festival Collisioni per la strepitosa partecipazione di pubblico, ma anche le tante date live dense di trasporto emotivo, nonostante solo 10 persone davanti, che poi sono proprio quei concerti che mettono maggiormente alla prova la coesione e la voglia di scrivere. Ogni data ha una propria storia da raccontare...

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Il nostro primo live al Povorock 2014, in apertura ai Rhyme. Le tempistiche, tra un cambio palco e altro, erano molto limitate per poter dar il giusto spazio ad ogni band per esibirsi… ad un certo punto, al momento di iniziare, eravamo tutti pronti sul palco, tranne Alessio (voce)...dov’era?! A comprarsi tranquillamente 2 pacchetti di sigarette a piedi nei dintorni di Povoletto.
Penso di non aver mai visto così tanta gente incazzata tutta assieme come quella volta! (Ride, ndr).

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Com'è profondo il mare - Lucio Dalla
King for a day fool for a lifetime - Faith no more 
Grace - Jeff Buckley
Facelift - Alice In Chains
Quintorigo
Kind of Blue - Miles Davis
Songs in the Key of live - Steve Wonder
probabilmente cambieremmo la lista tutti i giorni.

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Un album grind degli S.C.A.T., una band russa. Credo che il grind sia come l'arte contemporanea e lo apprezzo. (Matteo Bellotto, voce ndr).

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
John De Leo dei Quintorigo ma anche Cristiano Godano dei Marlene. In realtà sono moltissimi!

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Chiederemmo poche cose; vorremmo tanto che gli addetti ai lavori stessero con noi nel backstage a divertirsi, invece di dover impazzire dietro alle richieste assurde di chi crede di poter pretendere qualcosa. Noi sappiamo bene qual è il nostro posto e non vogliamo creare problemi inutili. Preferiamo condividere piuttosto che pretendere.


23/12/16

Annihilator: Sounds good to me dal nuovo Triple threat

Ecco un'uscita da attenzionare per il prossimo anno.
Il 27 gennaio uscirá infatti una sorta di stramba raccolta live degli Annihilator che avrá il titolo Triple threat e conterrá un cd/dvd del recente At The Bang Your Head Festival ed un unplugged in studio.
Proprio da quella sessione, ecco Sounds good to me, tratta da un disco al quale sono molto affezionato, ovvero Set the world on fire. Quanto mi piace quel disco, se potete andatevelo ad ascoltare subito subito. Vabbé gustatevi guesta versione rilassata (forse un po' troppo, ma ottimamente eseguita) Sounds good to me.

21/12/16

La scheda: Freddy Hend - Anne Morrighan



BIO
Freddy Hend e Anne Morrighan si incontrano nel 2011 e da allora la comune passione per la musica li ha portati ad unire i loro talenti componendo canzoni che per entrambi hanno un significato profondo. Dopo aver inviato i demo sono stati contattati dalla Enzone Records di Giuseppe Barbera, fin da subito mostratosi molto interessato al progetto. Sin dai primi contatti hanno capito che c’erano tutti i presupposti per lavorare insieme e produrre un bel disco. Ad agosto 2015 si sono recati in Sicilia per registrare il primo album., ReincarnAction.

GENERE
Alternative rock, grunge

LINE UP ATTUALE
Freddy Hend : testi, voce, chitarre, basso, flauto traverso
Anne Morrighan: testi, voce, cori

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Reincarnaction LP


INFLUENZE
Freddy Hend: Temple Of The Dog, Pearl Jam, Soundgarden, Cat Stevens,
Jimi Hendrix, Jeff Buckley, Alice in Chains
Anne Morrighan: Janis Joplin, Elisabeth Frazer, Annie Lennox, Tori Amos, Kate Bush

DI COSA PARLANO I TESTI
1) All That Remains: parla di chi ricerca l'amore e poi lo trova quando smette di cercarlo, anche dell'amore che si può trovare e si trova sempre negli animali.
2) Always in you: testo tratto da una poesia di Manuele Piacentini, libera interpretazione.
3) Fallin' Stars: poesia che parla della solitudine e della felicità che non arriva.
4) I know you: saper guardare dentro le persone, oltre le apparenze.
5) Incarnation: parla dell'unicità ma anche della similitudine delle persone nel dolore e nella solitudine.
6) Lonely flower: la vita di un fiore come metafora per spiegare quella di una persona.
7) My heart is bleeding: difficoltà di un rapporto tra due persone che si amano, ma una tende a distruggere e l'altro a costruire.
8) Need: vivere il momento presente cercando di trascendere la mente.
9) Soul free: testo dedicato agli animali uccisi e sfruttati dall'uomo, ma anche la lettera di un suicida che non riesce più a stare in un mondo che crea tanta sofferenza.
10) You'll hate me out of love: storia di un ragazzo che ha paura di svegliare una ragazza dal sonno della felicità, portandola ad una consapevolezza maggiore della realtà illusoria che la circonda.
11) Sunday cryin': insonnia e depressione di una Domenica notte.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Recente esibizione acustica alla libreria Feltrinelli di Parma

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
Niente di particolare

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
Temple of the Dog
Pearl Jam : Ten - Binaural
Soundgarden: Superunknown - BadMotorFinger
Alice in Chains Unplugged
Jeff Buckley - Grace
Neil Young - Weld
Annie Lennox - Diva
Tears for Fears - Songs from the big chair
Simple Minds - Sparkle in the rain
The Jimi Hendrix Experience
Tori Amos - Boys for Pele - Under the pink

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
Freddy Hend - Reincarnaction

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Eddie Vedder (Freddy)
Greg Mackintosh dei Paradise Lost (Anne)

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIù IMPORTANTE DEL PIANETA
Di vietare il consumo di animali e derivati in tutta l'area adibita al concerto.

20/12/16

Le (poche) delusioni del 2016

E poi c'é che sei li ad aspettare un disco con ansia (o qualcosa di simile) per poi ritrovarti con un qualcosa che non avresti mai voluto ascoltare o comunque con qualcosa ampiamente al di sotto delle tue aspettative.

Questo il breve elenco dei dischi che per un motivo o per un altro mi hanno deluso. Non sono tanti, in realtá. Sono solo 3, quindi decisamente un buon 2016. Mi ricordo che qualche anno fa avevo l'imbarazzo della scelta per compilare la top 10.

Ecco allora i 3 dischi che proprio non ho digerito del 2016

Red hot chili peppers - The getaway
Niente, questa era l'ultima occasione che ho dato ai Red hot chili peppers.
In passato Flea e compagnia bella ci hanno regalato tante belle canzoni e due album da paura come Blood sugar sex magic e Californication, ma dopo quest'ultimo, per quanto mi riguarda, c'é stato solo il buio. Qualche canzone riuscita come singolo (mi viene in mente By the way), ma come album veramente niente, perlomeno per il mio gusto. E questo The Getaway per me é proprio pessimo. Poca ispirazione e produzione da ergastolo.



Bon Jovi - This house is not for sale
Stesso discorso di quelli di sopra: li abbiamo persi definitvamente. L'uscita di Sambora dalla band é stata la mazzata finale. Ora tutto sembra essere completamente nelle mani di Jon Bon Jovi che, oltre non avere piú voce (da tanti anni, ormai) sembra sia piú intenzionato a fare musica pop/disco/commerciale che rock. Il prossimo album, se lo ascolteró, sará solo per dovere di recensione, ma ormai non mi aspetto piú nulla...Gli ultimi album sono veramente brutti ma questo forse é persino  peggio, se possibile.. Cliccate sul titolo per leggere la recensione. Se volete, ovviamente, non lo prendete come un comando.

Dream Theater - The astonishing
The astonishing non é un brutto disco, sia chiaro. Il fatto é che non incontra per nulla il mio gusto ed essendo i Dream theater una delle mie band preferite in assoluto fa si che io ci sia rimasto parecchio male.
Niente, il concept futuristico non incontra per nulla la mia curiositá e trovo il disco troppo (ma troppo) prolisso ed estremamente povero di idee (rapportate alla lunghezza). Un tempo prendevo il treno/aereo per andarli a vedere, stavolta pensate che hanno riprosto l'album live a 50 metri dal mio ufficio e non ci sono andato. Questo spiega il mio livello di delusione e la faccia contrariata nella discutibile videorecensione che trovate qui sotto. Al contrario delle due band precedenti, peró, questo é il primo episodio della band americana che non mi ha per nulla convinto mentre i dischi precedenti li ho apprezzati. Per questo motivo rimango fiducioso per il futuro. A patto che la smettano di fare album di 5 ore.

17/12/16

La scheda: Fitzcataldo

-Breve descrizione/bio della band:
Fitzcataldo è un power-trio di Milano, attivo dal 2013; è un progetto che si muove, a partire da un post-rock cantato e melodico, in una moltitudine di sperimentazioni ed influenze, guardando al panorama indipendente contemporaneo.

-Genere musicale:
Il genere che facciamo non è e non è mai stato di facile descrizione, anche se dovrebbe essere di facile ascolto. In tre termini diremmo: Dream-pop // Indie-rock // Post-rock

-Line-up attuale:
La line-up è composta da Lorenzo Galbiati (voce principale e chitarra), Stefano Redaelli (basso e cori) e Claudio Rei (batteria)

-Album/EP/Demo all'attivo:

Fitzcataldo & The Trivettes (2014)
Fitzcataldo (2016)

Tutti i brani si trovano anche su Spotify, Deezer, iTunes, Google Play.
Copie fisiche ordinabili su fitzcataldo.bandcamp.com.


Influenze:
Suuns, Tycho, The XX

-Di cosa parlano i vostri testi:
Le parole stesse sono ispirate dalla musica, prendono vita per immagini. Le sensazioni sono in questo senso il vero tema dei nostri testi. Nel primo disco, alcuni raccontavano immagini o situazioni strane, altri erano di ispirazione amorosa o erotica, spesso molto ironici, altri ancora evocavano immagini oniriche. Nel nuovo EP siamo ripartiti da questi ultimi e sono emersi dei versi molto più sentimentali. Il senso è comunque che le parole lascino spazio all’immaginazione, al sogno ed all’evasione dettate dalla musica.

-L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Una delle più recenti, a Carbonia (CI) questo novembre 2016. Mentre suonavamo si è creato un legame forte tra noi e il pubblico e, sebbene il posto a prima vista non sembrasse tra i più accoglienti, la serata si è trasformata in qualcosa di speciale, grazie a tutti i ragazzi che ci hanno ospitato e ascoltato.

-Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Se si parla di aneddoti, andiamo sul sicuro. Ogni minuto che passiamo in studio di registrazione ha da sempre regalato perle indimenticabili, grazie anche al contributo del nostro tecnico e co-produttore Frank: pensate che abbiamo addirittura realizzato un booklet in tiratura limitatissima con le frasi migliori

-I vostri dischi preferiti in assoluto:
Stefano: James Blake (James Blake) / Obsidian (Baths) / Cross (Justice)
Lorenzo: XX degli XX / Two dancers (Wild Beasts) / Led Zeppelin I / The fire in our throats will beckon the thaw (Pelican) / Dookie dei Green day.
Claudio: tutti i dischi dei Queen e Led Zeppelin. Talking Book di Stevie Wonders, En El Campito degli O’Funk’Illo e By The Way dei Red Hot Chili Peppers.

-Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Stefano: Be Here Now (Oasis)
Lorenzo: Fourth Corner di Trixie Whitley.

-Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
Stefano: tempo fa avrei detto Pino Daniele, ora mi farei una chiacchierata volentieri con Joe Dart
Lorenzo: Thom Yorke
Claudio: Chad Smith

-Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Stefano: una vasca da bagno giapponese in pietra
Lorenzo: uno chef e dell'ottimo vino
Claudio: divano, alcoolici, sostanze stupefacenti e un kebab

Contatti
www.fitzcataldo.com
https://www.facebook.com/fitzcataldo

14/12/16

Top 10: Le migliori canzoni del 2016

Ok, siamo a fine anno e come di consueto diamo spazio alle supermega classifiche.
Ecco quella riguardo le migliori canzoni del 2016. Ovviamente é una scelta personale, non si parla (mai) di oggettivitá quando si parla di musica o di arte in genere. Vabbé, l'ho detto mille volte. Ecco le mie dieci canzoni preferite dell'anno (almeno credo...chissá quante canzoni ho dimenticato di inseririe). Ah, quando non vedete il video, potete cliccare sul titolo per ascoltare la canzone in questione. Ok, cominciamo sul serio:

10) Beth Hart - Love is a lie
Quanto mi piace Beth Hart in questo tipo di canzoni... Purtroppo a volte é un po' troppo "morbida" per i miei gusti (la collaborazione con Bonamassa non mi e piaciuta, per esempio), ma quando spinge e si incazza come in questo brano, mi piace un sacco. L'ultimo album merita, sappiatelo. Guardatela mentre massacra con una mazza da baseball il suo (ex) ragazzo.



9) Zakk Wylde - The king
Tratta dal controverso Book of shadows II (clicca qui per la videorecensione). La canzone conclusiva dell'album é a mio avviso nettamente la piú bella. Cosí bella che potrebbe stare persino nel primo capitolo, che é uno dei miei album preferiti in assoluto.

8) Sleep of monsters - The art of Passau
Lo so che non avete la minima idea di chi siano sti tizi. In realtá neanche io, peró non so come mai mi sono ritrovato ad ascoltare questo album per un bel periodo ed ho amato questa The art of Passau. Il video vale due soldi, ma la canzone vale tantissimo, secondo me. Non so chi o cosa sia Passau, ma questa é un'altra storia.

7) Avantasia - Draconian Love
Una canzone schifosamente pop e paracula. Peró mi piace un sacco, che cosa ci posso fare?



6) Megadeth - Poisonous shadows
Quando Dave Mustaine fa cosí, c'é solo da arrendersi, anche se é bollito e senza voce. Questa Poisonous shadows é la mia preferita del buonissimo Dystopia. La melodia del ritornello é tipica Megadeth e mi piace un sacco. Ci sono un altro paio di canzoni di quest'album che avrei potuto mettere in questa posizione. Grande Dave!

5) Monster truck - The enforcer
Canzone di un'allegria e di una carica invidiabile, dall'ultima fatica dei canadesi Monster Truck. Vabbé, ho giá detto tutto: allegria e carica, i Monster truck mi piacciono principalmente per questo. The enforcer é probabilmente la loro migliore canzone in assoluto. Aspetto di rivederli dal vivo perché spaccano!

4) Rage - The devil strikes again
Grandissimo ritorno per Peavy Wagner e i suoi Rage. L'album si apre con questa mazzata sui denti, chitarre taglientissime, doppia cassa e ritmi forsennati, ma anche con tanta melodia tipica della band tedesca. Una delle mie canzoni preferite di tutta la loro discografia.



3) Green Day - Revolution radio
Chiamatemi bimbominkia, ma Revolution radio dei Green day é una canzone che mi é entrata subito in circolo. Certo, é la solita canzone dei Green day con 4 accordi ma ogni singola volta che premo play mi mette una carica incredibile, merito anche di una produzione fantastica. La metto sempre prima di andare a giocare a pallone proprio per questo.

2) Biffy Clyro - Wolves of winter
Ne ho giá parlato approfoniditamente (forse pure troppo) nella rubrica "Dentro le canzoni", quindi se siete curiosi di sapere perché questa canzone é (quasi) la mia preferita dell'anno, cliccate pure qui (vedrete pure il video).

1) Metallica - Spit out the bone
Ecco la dimostrazione che se i Metallica volessero, potrebbero graffiare come ai bei tempi. Canzone posta all'ultima posizione di un album che regala gioie ma anche tanti sbadigli (soprattutto nella seconda parte). Quando l'album si appresta a terminare, ecco sta mazzata: ritmi altissimi, grandi riff e James Hetfield incazzato come ai bei tempi. Il videoclip é tremendo, ma questo c'é... Enjoy!

12/12/16

La canzone brutta del giorno: Sixx:A.M. - Without You

Ascoltavo il disco dei Sixx:A.M e parte sta canzone. "Aspetta, io sta melodia la conosco, mamma mia che plagio micidiale". Poi parte il ritornello e... no, non é un plagio micidiale, bensí la cover di Without you, canzone che conoscerete tutti e portata al successo da Mariah Carey (e brillantentemente rivisitata in un talent show di chissá quale paese - clicca qui se vuoi farti due risate).

Adesso, la cover non é di certo fatta male, é suonata discretamente e sicuramente ben prodotta. La questione qui é: perché??? Un gruppo hard rock di una certa importanza che fa la versione di una canzone pop famosissima? La vedo veramente fuori contesto (sia all'interno dell'album che come canzone a se) e non ce la faccio a convincermi del contrario. Fatemi sapere che ne pensate, magari sono io...

09/12/16

La scheda: Celeb Car Crash

Breve descrizione/bio della band:
I Celeb Car Crash sono una Rock Band. Il loro sound pesca a piene mani dal Rock anni 90’ americano aggiungendo elementi più moderni e di stampo british.
Per amanti di: Alice in Chains, Foo Fighters, Stone Temple Pilots, Soundgarden e Kings of Leon.

Genere musicale:
Alternative Rock, Grunge
Line-up attuale:
Nicola Briganti - Voce e Chitarra
Carlo Alberto Morini - Chitarra e Cori
Simone Benati - Basso
Michelangelo Naldini - Batteria

Album/EP/Demo all'attivo:
Ambush! (2013)
Drinkin’ In L.A. (2013)
¡Mucha Lucha! (2015)
People Are The Best Show (2016)

Influenze:
Alice in Chaines, Foo Fighters, Soundgarden, Stone Temple Pilots, Kings of Leon

Di cosa parlano i vostri testi:
I nostri testi sono di solito molto personali ed affrontano tematiche legate alle nostre esperienze personali ed a come vediamo il mondo esterno.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Il tour con i Lacuna Coil sul Red Bull Tour Bus. Un’esperienza unica ed irripetibile!


Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Dovevamo suonare in un locale di Lille in formazione elettrica, ma quando ci siamo presentati al locale ci siamo resi conto che era talmente piccolo che la cassa della batteria non passava dalla porta: ci siamo arrangiati ed abbiamo improvvisato un concerto acustico utilizzando le chitarre elettriche! Ah ah! E’ stata un esperienza assurda!

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Soundgarden - Superunknown
Stone Temple Pilots - Core
Nirvana - Nevermind
Metallica - Master of Puppets
Foo Fighters - Wasting Lights
Faith No More - The Real Thing
Alice In Chains - Black Gives Way to Blue

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Domanda difficile... dunque a me (Michelangelo) piace molto St. Anger dei Metallica. Ma in questo caso non faccio testo, penso che se James Hetfiled pubblicasse un disco di rutti, io lo comprerei e lo ascolterei compiaciuto!

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchere:
Dave Grohl

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Io chiederei una mega doccia con idromassaggio!

Contatti:
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06/12/16

Videorecensione: Green Day - Revolution Radio (2016)

Non chiedetemi perché abbia voluto fare questo discutibile video (a tratti sembro ubriaco, ma vi assicuro che non lo sono)  nonostante avessi giá fatto un track by track di questo bel Revolution Radio dei Green day (clicca qui per leggerla)

Vabbé se avete 7 minuti circa da buttare, dategli un occhio, almeno date un'occhiata al packaging dell'album nel caso foste intenzionati a comprare la copia fisica.

05/12/16

Recensione: Il Distacco – I 17 lati

 

Recensione a cura di Edoardo Vaderi


Quando il passato ritorna, conviene farci i conti per evitare di soccombere senza combattere. A maggior ragione se si tratta di un passato non lontano, come nel caso dei varesini Il Distacco e del loro notevole ep d'esordio I 17 lati.

La piena epoca grunge statunitense torna a sconvolgere le esistenze soniche grazie a cinque brani di pregevole fattura e dichiarato interesse non solo verso il genere ma anche verso ciò che esso rappresentò per intere generazioni.

Davide Di Pierro (chitarra), Nicholas Donno (voce e chitarra), Mack Danny (batteria) e Jacopo Di Pierro (basso) propongono un sound che si rifà alla nota miscellanea tra hard rock, blues e punk che segnò una fugace e intensa epoca, ma incrementano la dose a suon di noise, psichedelìa e post rock nel tentativo di oltrepassare un orizzonte di intenzioni mai veramente lontano. In più, i cinque brani sfruttano bene la lingua italiana per rafforzare proprio il riferimento generazionale insito in un duro coefficiente esistenzialista.

Se il trampolino di lancio resta quello legato ad una concezione di blues e hard rock trasandato e dimesso (Karma), la sostanza prende forma in dualismi sonici ed emotivi (Odio e amo), pulsioni irrefrenabili (Afrodite) e aperture concettuali (Lanterne magiche) in sintonia con ruvide diabolicità strutturate (La pace dei sensi).

Le basi per un divenire ci sono. Si attende una conferma su vasta scala.

Tracklist:

1.Karma
2.Odio e Amo
3.Afrodite
4.Lanterne Cinesi
5.La Pace dei Sensi


Soundcloud

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03/12/16

Blaze Bayley: Crazy Christmas

Il mitico Blaze Bayley sembra si sia preso di invidia: ha visto la classifica della top 10 canzoni natalizie di Given to rock e vedendo Paul Di Anno alla posizione numero dieci ha fatto in fretta e in furia una canzone natalizia pure lui. Guardatelo quanto è adorabilmente tamarro nel video di questa Crazy Christmas, specialmente quando gira con la moto vestito da Babbo Natale.

Per il resto, canzoncina molto carina e video semplice e simpatico, grande Blaze! C'è anche un break centrale che ricorda pure lo stile Iron Maiden, con i suoi ohh ohh ohhh ohhh. Comunque potevano dire al bassista di fare un paio di espressioni facciali, sembra incazzato nero. Buone feste anche a lui.Enjoy!

01/12/16

Top 10: Canzoni rock natalizie

E' la volta di dare un'occhiata a delle canzoni natalizie, il periodo lo richiede. 

Sappiate subito che molte non le conoscerete (almeno credo) e che, ovviamente, ho preso in considerazione solo quellee che in qualche modo hanno a che fare con il Rock (beh, grosso modo...). Dai, cominciamo!


10) Paul Di’Anno – Another Rock n’ Roll Christmas
Bella canzone di Paul Di Anno, che poi non é altro che una cover di tale Gary Glitter. Lo conoscete? Manco io... Bella interpretazione del primo mitico cantante dei Maiden. Mamma mia quanto é brutta e tamarra la grafica di questo video. l'avrá fatta Paul in persona?



9) U2 - It's Christmas
Bono, con voce suadente, chiede alla sua amata di tornare a casa. Non so voi, ma io ci vedo qualcosa di vagamente minaccioso. Inoltre The Edge non usa il delay e tutto ció é molto strano.



8) Blink-182 - Won't Be Home For Christmas
Beh, in realtá é una canzone poco natalizia: i Blink 182 che ci dicono che non sopportano il natale e che quindi non li troverete a casa a fare festa. Ne prendiamo atto.



7) Pearl Jam – Santa God
Canzone non troppo popolare e che é stata resa disponibile solamente per il fan club nel 2007. Peró adoro i Pearl Jam, se potessi li metterei in ogni top 10 di questo sito (cosa che effettivamente faccio).



6) Ramones - Merry Christmas (I don't want to fight tonight)
Anche i fratelli Ramone, a modo loro, vogliono celebrare il natale dicendo che non vogliono litigare, proprio questa notte. Domani si, ma oggi no.



5) Twisted Sister – Heavy metal Christmas
Mamma mia come sono brutti i Twisted Sister. A parte quello, canzone divertentissima. Grandi Dee Snider e soci che sembrano spassarsela beatamente.



4) Queen – Thank God it’s Christmas
La suadente voce di Freddie Mercury ci ricorda che é Natale. Bella canzone registrata durante il periodo di The works, nel 1984. Sarebbe potuta essere ben piú di una canzone di Natale, a mio avviso.



3) Band Aid - Do they know it's Christmas? 
Sará un po' banale ma guardate che razza di cantanti ci sono...Sting, Simon Le Bon, Paul Young, Bono, Midge Ure e anche quel soggettone di Boy George nell'anteprima. E' stata ripresa in tempi relativamente piú recenti ma preferisco sempre l'originale. Giustifico la presenza in questa classifica rock grazie a Phil Collins alla batteria. Va bene?



2) The Darkness – Christmas Time (Don’t let the bells end)
Come non mettere questi fusi di testa in classifica? Non sono carini con tutti quei pellicciotti davanti al caminetto? Bassista idolo incontrastato.



1) John Lennon - Happy Xmas (War Is Over)
Forse la canzone piú celebre di Natale in assoluto. Il mitico John Lennon prova, come al solito, a buttarci dentro un messaggio sociale contro la guerra. La canzone é, purtroppo, sempre attualissima. Triste vedere come passano i tempi ma non cambia mai nulla.

30/11/16

Ascolti di novembre 2016

Ok, come potete vedere ci sono piú titoli del solito. Il trucco c'é: ho cambiato telefono (causa la pidocchiosissima memoria da 8GB diventata ingestibile con l'ultimo update del software) e finalmente posso ascoltare liberamente tutti gli album che voglio.

Ho finalmente ascoltato nuova roba che volevo attenzionare come l'ultimo dei Tyketto, Beth Hart, un disco a caso dei Black stone cherry e il nuovo Sixx A.M, riprendere qualcosa che mi é piaciuta del recente passato come Dystopia dei Megadeth e Space Police degli Edguy, poi due eccellenti album strumentali come quelli della Andy Timmons Band e di Nick Johnston (su suggerimento di un amico che non sentivo da anni) e infine mi sono voluto ancora fare del male con l'ultimo dei Bon Jovi. Ah, immancabile l'album di Anggun che uso quando i miei vicini fanno casino e non posso dormire. Gli ultimi dei Metallica e Green day sono pure in Heavy rotation. ovviamente. Oh, nella lista sotto manca anche l'ultimo della Neal Morse band, che non si trova in streaming, ma che forse é l'album che ho ascoltato di piú in questo mese. Potete cliccare sui vari nomi per leggere la relativa recensione. Cosí, tanto per dire.

Ho messo ugualmente i link di Spotify anche se ho recentemente scritto che sono passato a Google play per motivi di reperibilitá degli album, dato che a volte su spotify a volte fanno penare per ascoltare un disco appena uscito.


27/11/16

La scheda - La Griffe

BIO

I La Griffe pubblicano l'EP di debutto Hypno-pop, disponibile in tutti gli store digitali.Nati nel gennaio 2014 dalle ceneri dei Controverso, i La Griffe sono attualmente composti da Riccardo Vinciguerra (voce), Daniele Perticaroli (chitarre) e Dj Max Stanzione (console e sequenze). Il sound risente di influenze techno ed electrohouse reinserite in un contesto pop. Un nuovo percorso, un restyling totale in base alle nuove sensazioni e sonorità che portano ad eliminare una chitarra e ad una presenza più equilibrata ma costante dell’elettronica.

I La Griffe vantano la collaborazione e partecipazione nel 2014 al film Di tutti i Colori di Max Nardari, che uscirà nelle sale nell'autunno 2016, nel quale la band rappresenta se stessa suonando una traccia inedita totalmente rivisitata appositamente per la pellicola e fortemente voluta dal regista.Il brano in questione, Disco Dance, sarà successivamente presentato al Derby del Cuore 2014 presso lo Stadio Olimpico di Roma di fronte a 40.000 spettatori.

GENERE

Hypno-pop, elettrohouse, elettro-pop


LINE UP ATTUALE

Riccardo Vinciguerra - Voce
Daniele Perticaroli - Chitarra
Max Stanzione - Dj


ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO

Ep. Hypno-pop 2016


INFLUENZE

In realtà non c'è un gruppo di riferimento, siamo molto attratti dal musica in sé, l'intuizione, la melodia, il gusto e l'originalità provengono da artisti di generi differenti. Ci lasciamo volentieri contaminare da ogni band o persona che abbia qualcosa da dire, possiamo affermare con certezza però, che l'ultimo lavoro dei Daft Punk è stato molto gradito da tutti e tre.


DI COSA PARLANO I TESTI

Fondamentalmente descrivono la bellezza delle cose, attraverso un filtro quasi sempre malinconico, grigio.
Cercano di descrivere le emozioni, nella parte più pura,  e le sensazioni che scaturiscono dallo scontro con la realtà, attraverso una sequenza d'immagini quasi sempre reale.
Vogliono dare un idea precisa di un atmosfera più che di una situazione, sono sempre autobiografici.


ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO

Sicuramente la nostra apparizione allo Stadio Olimpico di Roma in occasione del derby del cuore. Essere al centro del campo, suonare davanti tantissima gente e inoltre averla anche intorno è stata un'emozione incredibile.
Indimenticabile.


UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO

Uno con molto piacere, eravamo così contenti di esserci trasferiti nel nuovo studio che una delle primissime sere abbiamo smesso di lavorare e abbiamo iniziato ballare con la musica a tutto volume e luci da discoteca azionate.
Si sono aggiunti dei nostri amici e alla fine è diventata una festa.


I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO

Riccardo - 17 Re (Litfiba); Helldorado (Negrita); Thick As A Brick (Jethro Tull); Strange Days (The Doors); Silent Waters (Amorphis)
Daniele: Play (Moby); Random Access Memories (Daft Punk); Yeezus (Kanye West); Black Album (Metallica)
Max: Play (Moby); Random Access Memories (Daft Punk); Push The Button (Chemical Brothers); Supernatural (Santana).


CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE

Riccardo: Scream (Chris Cornell)
Daniele: St.Anger (Metallica)
Max: Suono Libero (Gigi D'Agostino)


UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE

Riccardo: James Hetfield
Daniele: Moby
Max: Giorgio Moroder


COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIù IMPORTANTE DEL PIANETA

Una vasca idromassaggio.


25/11/16

Le reazioni di alcuni anziani ai System of a down

Come reagirebbero delle persone anziane ai video di "Chop suey" e "Sugar" di quegli "spostati" dei System of a down?

Le risposte (alcune di loro sorprendenti) nel divertente video cliccabile qui sotto realizzato da Fine Brothers Entertainment.
Certo, hanno preso in esame una band decisamente difficile sia dal punto di vista musicale che, soprattutto, dal punto di vista visivo, dato che la band é finita orgogliosamente (credo) nella mia top 10 delle Band brutte (cliccate pure qui se vi sentite coraggiosi).

Purtroppo il video é inglese (senza sottotitoli), se volete che vi traduca qualche passaggio in particolare, fatemi sapere nei commenti.

23/11/16

Intervista: Mike Portnoy (The Neal Morse Band)


In occasione della release del nuovo album della Neal Morse band, The similitude of a dream (Leggi la recensione completa cliccando qui) ho avuto l'onore di fare una chiacchierata con uno dei miei miti musicali, Mr Mike Portnoy!

21/11/16

Recensione: The Neal Morse Band - The Similitude Of A Dream (2016)


Uno dei miei idoli di sempre, Mike Portnoy (ebbene sí, suona anche in questo disco), aveva anticipato al mondo che questo The similitude of a dream é il miglior concept album (al pari di Scenes from a memory dei Dream Theater) al quale abbia mai prestato servizio. Ecco, considerato il mio amore TOTALE per SFAM, pensate un po' quanto hype avessi per questo disco. Hype in veritá un po' smorzato dalla durata totale e dal concept a tema religioso "Il Pellegrinaggio del cristiano". Chi segue il blog sa quanto non ami affatto i dischi lunghi (a parte qualche eccezione) e le religioni, sia in generale che in musica. Ma stiamo parlando di due musisti incredibili come Neal Morse e Mike Portnoy, quindi ci passeró sopra, ma come compromesso non parleró del concept.  Conosco la storia solo per sommi capi e non mi va molto di attenzionarlo.

20/11/16

Metallica: Hardwired… Live from The House of Vans, London

Oh, mi rendo conto che ultimamente i Metallica stanno popolando la rete con milioni di video, recensioni, interviste, anteprime etc etc. Prometto (forse) che questo sarà l'ultimo articolo per un bel pezzo.
Pubblico questo concerto (riservato a dei fan che avevano vinto l'accesso) alla House of Vans di Londra per diversi motivi:

1) La qualità audio/video è ottima
2) La House of vans si trova a due passi rispetto a dove ho abitato fino a 6 mesi fa.
3) Fa strano vedere i Metallica non suonare in palchi oceanici bensì in un posto per band, diciamo, non troppo importanti.
4) E' un modo per vedere come rendono alcuni brani del nuovo album in sede live (ne hanno fatti solo 3 a dire il vero, decisamente pochini) e la scaletta ha un paio di canzoni che mi ha fatto piacere riascoltare (non faccio spoiler perchè potrei rovinarvi la sorpresa).
5) Lars Ulrich ha avuto il buon gusto di mettersi un cappellino.
6) Le ripetute torte in faccia a Kirk Hammett a fine concerto. So per certo che molti chitarristi saranno felici.

Se i motivi vi sembrano pochi, non cliccate sul video sottostante. Altrimenti...Enjoy!


16/11/16

Recensione: Redeem - Awake


Recensione a cura di Maria Carola Leone

I Redeem sono una band rock svizzera di grande lustro composta da Stefano “Saint” Paolucci, Alessio Piazza e Simon Steiner.

Nato nel 2003, il trio pubblica il suo esordio discografico Eleven tre anni dopo ottenendo discreto successo e buona accoglienza da parte della critica. Il videoclip Alive viene infatti trasmesso su canali prestigiosi come Mtv Svizzera o Viva e in poco tempo i ragazzi si trovano a condividere il palco con 3 Doors Down, Gotthard, Daughtry e i Toten Hosen. 
 Nel 2008 firmano per Universal Music a Berlino e si mettono al lavoro sul secondo disco 999 che esce nel 2011. Dall'anno seguente entra ufficialmente a far parte del gruppo il bassista Alessio Piazza, la cui presenza determina un positivo cambiamento non solo per le dinamiche interne ma anche per l’aspetto musicale e creativo che subisce infatti un'impennata. I frutti di questo lavoro sono disponibili nel terzo e ultimo album Awake. 


Dodici tracce ricche di sensazioni positive ed energiche, latrici di un sound più duro e potente che lascia spazio anche al primo tentativo in carriera di comporre un brano in italiano dal titolo La Luna. Il resto del disco è completamente in inglese, lingua assai più romantica e poetica nel cantare alcune delle sofferenze e dei momenti bui contenuti in Awake. 


Sicuramente d’impatto è Borderline, una ballata esplosiva in cui si narrano le gioie e i dolori di una relazione e che rilascia vibrazioni simili all'omonimo disturbo mentale. Dal sapore metal è Alter Ego che lascia poi spazio al rock irriverente di Judgement Day la quale racconta il malessere sociale in cui l’uomo invece di seguire il proprio volere si piega alla volontà dell’altro. Potente è Beautiful Day che chiude il girone dedicato alla maestosità rock del gruppo. Struggente è invece The Last Goodbye, il nuovo singolo/videoclip scritto per qualcuno che ha perso la moglie suicida e nel quale i Redeem cercano di esprimere, nonostante la delicata tematica, un senso di forza e fiducia verso il futuro. 


Sebbene la loro carriera abbia compiuto da poco 13 anni, i ragazzi elvetici sono tornati a farsi ascoltare dal pubblico italiano e internazionale con un sapore deciso e sempre aperto alle freschezze musicali contemporanee.


http://www.redeem.ch/promotion-page/

https://www.facebook.com/redeemmusic/

www.redeem.ch

14/11/16

La scheda: Capobranco



BIO
Il Capobranco nasce a Padova nel 2012 e nella primavera seguente arrivano le prime esibizioni dal vivo. Solo apparentemente ruvido e poco accomodante, non dimentica di lasciare in ogni occasione un viscerale ricordo di sé.
Il Capobranco è formato da Alex Boscaro (chitarra e voce), Valerio Nalini (basso e voce) ed Enrico Carugno (batteria), musicisti forti di un’intesa consolidata da anni di esperienze comuni quanto da un lungo percorso attraverso le band più o meno rock della provincia.
Nel 2014 viene pubblicato da Jetglow Recordings il primo album, Capobranco, registrato al Rocket Booster Studio di Ponte S. Nicolò (PD) e prodotto da G.G. Rock. Ben accolto dalla critica e accompagnato dal video della title-track è stato seguito da oltre 40 concerti in club e festival. Il filo conduttore del primo disco è la sarcastica celebrazione dello spirito animale che, da dietro le quinte, contamina la personalità di ciascuno di noi.
Il secondo lavoro in studio è Il grande zoo, un maxi-EP di 6 tracce pubblicato il 20 ottobre 2016, ancora una volta per Jetglow Recordings. Registrato allo Studio2 di Padova, è stato scelto Cristopher Bacco per la produzione, con l’obiettivo di esaltare il groove ritmico e la naturale chimica tra tre musicisti che suonano insieme da oltre un decennio e che caratterizzano e rendono indimenticabili le appassionate performance dal vivo.
Coerente evoluzione dell’album d’esordio, in questo lavoro il Capobranco alza la testa per osservare come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale: la civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

GENERE
Funk/rock, alternative rock

LINE UP ATTUALE
Alex Boscaro – voce e chitarra
Valerio Nalini – voce e basso
Enrico Carugno - batteria

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Capobranco (2014, Jetglow Recordings) – prodotto da GG Rock
Il Grande Zoo (2016, Jetglow Recordings) – prodotto da Cristopher Bacco


INFLUENZE
Ognuno di noi ha le sue influenze musicali e che tu voglia o no queste influenze vengono fuori in quello che fai. Alex è sicuramente l’anima più R’n’R del Capobranco, Valerio è fortemente influenzato dall’Alternative Rock degli anni ’90: Jane’s Addiction, Red Hot Chili Peppers, Pearl Jam ecc. Enrico invece è l’intenditore della band: ascolta di tutto, cercando di essere sempre aperto a nuovi generi e frequentando musicisti più esperti per attingere nuove idee dalla loro cultura musicale. Questo è utilissimo perché ci porta nuove contaminazioni e ci sfida ad essere più originali.

DI COSA PARLANO I TESTI
Delle esperienze di tutti i giorni, nelle loro infinite sfaccettature. Per questo, pur mantenendo in generale un tono piuttosto ironico, gli argomenti trattati sono molto diversi tra di loro. Per esempio ci sono canzoni che parlano di musica (“Il rock è fuori moda”), di un amore finito male (“Miele di vespa”), della società che ci circonda (“Benvenuti nel grande zoo”) o del traffico creato dai trattori agricoli (“Ad un tratto”). Ovviamente cambia la profondità dei temi trattati e alcuni sono più superficiali, altri più intimistici: uno specchio della nostra quotidianità.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Luglio 2015 con i Fratelli Calafuria, una delle nostre band preferite. Si sono sciolti poco dopo, in loro memoria abbiamo inserito una loro cover in scaletta.

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
Stavamo suonando a un motoraduno di Harley Davidson in Svizzera. A un certo punto il concerto viene interrotto e un prete prende il nostro posto sul palco per fare la tradizionale benedizione delle moto. Un po’ spaesati, perché non ci avevano avvisato, abbiamo assistito alla cerimonia, poi tutti i biker sono montati in sella e sono partiti per la loro scampagnata “benedetta”. Abbiamo poi concluso il concerto praticamente senza pubblico!

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
Alex: Appetite for Destruction (Guns N’ Roses)
Valerio: One Hot Minute (Red Hot Chili Peppers)
Enrico: Rocks (Aerosmith)

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt di John Frusciante

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
James Brown

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIÙ IMPORTANTE DEL PIANETA
Siamo persone semplici: ci accontenteremmo di un cocktail bar servito da un barman acrobatico di bella presenza e di un campo da minigolf a 18 buche, per rilassarci prima dei live.

Pagina Facebook

11/11/16

Top 10: I migliori testi degli Iron maiden

Ho provato a mettere insieme i 10 testi degli Iron maiden che mi piacciono di piú, ecco cosa ne é uscito. Ovviamente cambieró idea domani mattina, forse pure prima (nota la rima) ma cominciamo ugualemente.


08/11/16

Recensione: Glenn Hughes - Resonate (2016)

Mamma mia come canta quest'uomo a 65 anni. Ecco, l'ho detto subito cosí mi sono tolto il pensiero. Ah, dico anche che la copertina é di una bruttezza rara, cosí mi tolgo anche questo pensiero.
Glenn Hughes é un bassista - cantante che nella sua lunga carriera ne ha viste di tutti i colori passando attraverso numerosissimi progetti e band, a partire ovviamente dai Deep Purple fino ad arrivare ad i recentemente riuniti Black country communion, band che apprezzo moltissimo e che ho avuto la fortuna di ammirare dal vivo.

Questo Resonate purtroppo non prende i migliori spunti dei Black country communion, dove molto spesso i pezzi cantati da Glenn (al contrario di quelli cantati da Bonamassa), sono veloci e senza freno a mano tirato. Qui troviamo praticamente tutti mid tempo (ad esclusione della particolare ballad When I fall) suonati benissimo e cantati ancora di piú, ma personalmente adoro Glenn quando gira su altri ritmi.
I suoni sono molto corposi e grezzi e la voce di Glenn sembra sempre quello di un ragazzino incazzato. I complimenti a lui per come riesce a mantenersi in questa forma eccezionale. Mi piace molto anche l'onnipresente l'organo Hammond settantiano suonato da Lachy Doley che non si limita all'accompagnamento ma spesso fa la voce grossa con veri e propri assoli (tipo in How long), esattamente come succedeva nei Deep Purple. Ottime anche le trame di chitarra, molto semplici ma incisive. Curiositá: la batteria delle tracce Heavy e Long time gone é affidata all'amico Chad Smith, batterista dei Red hot chili peppers.

Album che si lascia ascoltare molto gradevolmente ma che manca di pezzi clamorosi (ma anche molto meno) che si potranno ricordare nel tempo e privi di colpi geniali. Di contro, nessuna traccia é brutta e il disco scivola via piacevolmente per la qualitá dei protagonisti e per via di un'ottima produzione. Non un disco da ricordare negli anni ma sicuramente buonissima musica.

Voto 65/100
Top tracks:  Let it shine, How Long, Long time gone

Tracklist:

01. Heavy
02. My Town
03. Flow
04. Let It Shine
05. Steady
06. God Of Money
07. How Long
08. When I Fall
09. Landmines
10. Stumble & Go
11. Long Time Gone

07/11/16

Che succede a Spotify?


Non so se l'argomento é in realtá appropriato per il blog, ma volevo ugualmente condividere con voi il mio pensiero.
Tengo comunque sempre a puntualizzare che non sono un sostenitore della musica in digitale, che uso prevalentemente per comoditá (per scopo recensioni, per esempio) o perché la mia collezione di CD non é purtroppo disponibile, in quanto si trova in Italia. Trovo anche comodissimo lo streaming offline nell'Iphone, dato che mi muovo giornalmente in metropolitana.

Bene, veniamo a noi: ho appena disdetto l'abbonamento premium a Spotify che avevo sottoscritto diversi anni orsono. Motivo? Le nuove uscite.

Ultimamente, infatti, un sacco di nuove uscite vengono pubblicate su Spotify molto tempo dopo l'effettiva pubblicazione. Vabbé, sará una scelta dell'artista/etichetta che avrá deciso di pubblicare il disco online successivamente, dando prioritá al supporto fisico. No, non é cosí. Ho verificato e su altre piattaforme le nuove uscite sono lí esattamente il giorno d'uscita.

E' successo recentemente con l'ultimo dei Bon Jovi (anche se potete tranquillamente fare a meno di ascoltarlo) e l'ultimo di Norah Jones (sí, ascolto anche altro, oltre il rock...). Questi due dischi si trovavano dappertutto (perlomeno nelle piattaforme principali dove ho guardato) tranne che su Spotify. Nel recente passato l'ultimo dei Tremonti é stato messo on line addirittura diverse settimane dopo la sua effettiva pubblicazione. Questi sono solamente i casi dei quali mi sono accorto, chissá quanti altri ce ne sono stati.

Sono cosí passato a Google play, che non vanta sicuramente una grafica accattivamente come quella di Spotify, ma funziona sufficientemente bene e le nuove uscite ci sono tutte. Certo, non vanta neanche tutte le playlist (e chissá quante altre cose) che troviamo nel servizio dell'azienda svedese, ma la qualitá dello streaming é decente (meglio di quella di spotify nel web player, 128k contro 320k) e soprattutto non devo aspettare giorni o settimane per ascoltare un disco che mi interessa. Beh ognuno con le proprie prioritá, per me sono queste.

Avete notato anche voi queste recenti mancanze di Spotify oppure il disco piú recente che avete ascoltato é stato Nevermind dei Nirvana?

05/11/16

Recensione: Bon Jovi - This house is not for sale (2016)


Anticipato dall'uscita di alcuni singoli terrificanti, finalmente (!) ho potuto mettere le mani su This house is not for sale, 14esimo disco in studio per i Bon Jovi (anche se forse sarebbe più corretto chiamarli Jon Bon Jovi, dopo l'abbandono di Richie Sambora). L'album è stato concepito dal Bongiovanni dopo un periodo difficile della sua vita e la copertina che vedete sopra rappresenta le sue forti radici. Ci piace. Ma veniamo al temutissimo ascolto.

04/11/16

Recensione: Baryonyx - Fuori il Blizzard (2016)

Recensione a cura di "Stick"

Tornano i Baryonyx con il nuovo lavoro “Fuori Il Blizzard” targato "Ghost Label Record/Audioglobe”, un album che vede la partecipazione di Led Green ai Synth e Campionamenti, Una soluzione questa della band Toscana che si rivela azzeccata riuscendo così ad ottenere un sound vario per tutti i gusti. Si và dalla ballata dalle intenzioni Punk/Rock di Bonacciale a quella più Dance come Voce84, senza rinunciare a melodie più fresche presenti in tracce Ergosfera, Trilobyte e P.P.F. .

Il duo Alternative Elettro Rock fà uso appunto di suoni campionati e synth rendendo il progetto originale, con testi in italiano che non tratto banalità, seppur confezionato con una cover strana che non catturerebbe sicuramente la curiosità, possiamo dire che la scelta dei suoni in fase di registrazione è buona, una sezione ritmica leggera. Sottolineata da una chitarra presente quanto basta per giustificare la presenza alternative rock. Fuori il Blizzard è un disco leggero che si lascia ascoltare e trasportare, otto tracce suonate senza troppe pretese, ma con l'unico obbiettivo di confermare la potenzialità della band che avevamo avuto modo di ascoltare con “Trias”, un lavoro leggermente diverso ma anche meno “maturo” rispetto a questo nuovo.

Se queste poche righe vi hanno incuriosito non vi rimane che andare ad ascoltarvi il lavoro della band in streaming.

Tracklist:
1) Luci bianche oltre lo zenit
2) Mondo a colori
3) Inferno #3
4) Ergosfera
5) Bonacciale
6) Trilobyte
7) Voce 84
8) P.P.F

(Ghost Label Record/Audioglobe)


02/11/16

Primo ascolto: Metallica: Atlas, rise

Io con mio compare James che sorridiamo nell'anteprima. Siamo entrambi contenti del pezzo. Beccatevi le mie prime sensazioni del nuovo singolo dei Metallica: Atlas, rise. Vi piace?

31/10/16

Ascolti di ottobre 2016

Mese abbastanza bizzarro.
Oltre ad ascoltare molto spesso i nuovi (e ottimi) Alter bridge e Green day, mi sono cimentato all'ascolto del nuovo di Andy Timmons (artista che non ho mai realmente seguito) e mi sono deliziato con due vocine delicate che con il rock non c'entrano assolutamente nulla: Anggun e Norah Jones. La seconda l'ho sempre seguita (usavo un suo DVD per dormire la domenica pomeriggio) mentre la prima l'ho riscoperta per caso e ho usato il suo ultimo album in cuffia perché il basso mi rilassa terribilmente (é quasi ipnotico, se lo ascoltate in cuffia) per contrastare i maledetti inquilini del piano di sopra che passeggiano continuamente in casa invece di dormire. Magni animi viri è stata la colonna sonora di molte partite del nuovo Pro Evolution Soccer.


28/10/16

Videorecensione: Van Halen - Van Halen (1978)

Qualche parola sull'omonimo debut album dei Van Halen di ormai quasi 40 anni orsono. Scusate il capello casuale, l'anteprima micidiale e la verve che a volte latita.

26/10/16

If Moth Into Flame was on ...And Justice For All

Veramente geniale l'esperimento di questo utente di Youtube che si è divertito a fare suonare l'ultimo singolo dei Metallica "Moth into flames" come se facesse parte dell'album And Justice for all, risalente al lontano 1989.

Suoni più "secchi" e un po' più taglienti degli attuali (giusto per ridurre le spiegazioni al mimimo), ma sono sicuro che conoscete perfettamente come suona. Enjoy.

PS (forse si sente troppo il basso)

24/10/16

La scheda: Garcino


BIO :
Il progetto Garcino rappresenta l’affacciarsi di una nuova proposta musicale che affonda le radici in artisti di provata esperienza. L'intersecarsi di queste esperienze, parallelamente al gusto personale degli interpreti, ha portato alla realizzazione del cd "Mother Earth's Blues". Nicola Garassino è autore di quasi tutti i brani e produttore del disco. In occasione dell’uscita del cd,Garcino ha intrapreso un tour di presentazione con eventi live, in radio, tv e sui social.

GENERE
blues-funky-prog-cantautorale.

LINE UP ATTUALE
Nik Garassino: guitar&voice-Docente di chitarra elettrica ed acustica presso Ist. Civico Musicale di Ceva (Cn); ha studiato al CPM di Milano con P. La Pietra-F. Mussida-G. Cocilovo e partecipato alle Guitar Summer Sessions del Berklee di Boston. Ha all'attivo performances in gruppi blues e rock dal 1987. E' autore e ha prodotto il cd di Garcino "Mother earth's blues".

Andrea Griffone: keyboards-Docente di tastiere presso I.C.M. di Ceva (Cn): classe 1994 vanta già numerose collaborazioni con artisti piemontesi e gruppi nel Nord Italia; ha contribuito agli arrangiamenti del cd di Garcino.

Roberto Leardi: drums: ha studiato con F. Chirico e P.L. Calderoni. Docente di batteria presso I.C.M. di Ceva (Cn). Dal 1995 è batterista e percussionista della compagnia teatrale torinese Assemblea Teatro con cui sperimenta, sia in ensemble che come solista, commistioni con altri linguaggi quali teatro/danza e teatro/parola. Nella sua carriera di percussionista si è esibito in Francia, Spagna, Algeria, Russia, Israele.

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Mother Earth's Blues (2016)

INFLUENZE
Da BB King, SRV a Santana passando per Pink Floyd, PFM, N. Rodgers e qualche cantautore italiano (De Andrè, Finardi, De Gregori).

DI COSA PARLANO I TESTI
Si intende focalizzare l’attenzione verso la Madre Terra sovente bistrattata, attraverso la rappresentazione di una serie di situazioni che indirizzano a comportamenti a misura d’uomo, finalizzati a una migliore qualità della vita e nel rispetto del pianeta. Si parla di ecologia, amore, integrazione e buon cibo.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Il concerto alla Festa della Musica di Mendrisio, è stata una bellissima esperienza; ci hanno riservato un'accoglienza spettacolare, e con il pubblico delle grandi occasioni! Indimenticabile!

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
Quando abbiamo suonato all'"addio al celibato" di un nostro "fan", mentre si esibiva una nota pornodiva italiana... è stata dura mantenere la concentrazione... in tutti i sensi!!

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
The Wall (Pink Floyd), Breakfast in America (Supertramp), Couldn't Stand The Weather (SRV), Toto IV (Toto), Friday Night in S.Francisco (DiMeola-McLaughlin-DeLucia), De Andrè e PFM Vol.1.

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
Visto l'ambito "mondial-pop" in cui ci muoviamo per noi non esiste! Se dobbiamo proprio citare un titolo: Concerto per un primo amore di Tito Schipa jr.

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Sting.

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIù IMPORTANTE DEL PIANETA
Una vasca con idromassaggio


20/10/16

Kids react to Metallica

Uh, proprio carino questo video dove dei bambini/ragazzini ascoltano e giudicano per la prima volta i Metallica. Sorprendenti e carinissime le reazioni di queste tenere creature, anche se alcuni di loro mi mettono proprio i nervi. Certo, i bambini sono bambini, peró...

18/10/16

La scheda: MaveRik


BIO
il progetto MaveRik nasce nel 2014. Dopo una lunga militanza in vari gruppi rock e 2 album autoprodotti alle spalle, ho deciso di mettermi alla prova come solista, scrivo canzoni da sempre e questo progetto nasce principalmente in forma acustica. Nel settembre 2014 è uscito il mio primo singolo (solo in formato digitale) dal titolo “Senza più alibi”, disponibile su YouTube e scaricabile dalle principali piattaforme online (iTunes, Amazon, Spotify, Napster etc.).
Il 6 ottobre è uscito il nuovo singolo “La parte migliore” (già presentato in acustico al Tica Tica di Castiglione del Lago) registrato "Al Fondino" di Gubbio con Walter Lanzara e missato allo studio "Maestà" di Giovanni Versari, corredato questa volta anche dal videoclip con Frank Biccheri alla regia. Al momento sono impegnato nella scrittura e realizzazione di un EP completo che raccolga le mie ultime composizioni distribuibile non solo in formato digitale ma anche fisico.

GENERE
pop/indie

LINE UP ATTUALE
Solista - chitarra/voce

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
2 singoli ed un video, EP previsto a primavera 2017

INFLUENZE
Beatles, Battisti, Brit-pop in generale, The Cure, Nirvana

DI COSA PARLANO I TESTI
Di vita e di amore, di sofferenza e destino, tutto ciò che ci capita ogni giorno, ma comunque i miei testi hanno più chiavi di lettura.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERAI PER MOLTO TEMPO
Maggio 2016, presentazione del nuovo singolo in acustico a Castigline del Lago (PG)

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
Abbiamo suonato chitarra acustica e batteria per mezza giornata, la luce se n'era andata e c'era un'atmosfera particolare che ha reso tutto molto primitivo..

I TUOI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
"Nevermind" - Nirvana, "What's The Story Morning Glory" - Oasis, "Solo un grande sasso" - Verdena

CITAMI UN ALBUM CHE PENSI DI ESSERE L'UNICO AL MONDO AD APPREZZARE
"La seconda rivoluzione sessuale" - Tre Allegri Ragazzi Morti

UN MUSICISTA CHE VORRESTI INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Michael Stipe dei R.E.M.

COSA CHIEDERESTINEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSSI L'ARTISTA PIù IMPORTANTE DEL PIANETA
Una porta da calcio, un pallone e qualche birra fresca


17/10/16

The Neal Morse Band - City of Destruction (Official Video)

Dopo Long day/Overture postata la scorsa volta ecco un'altra anteprima dall'imminente album della Neal Morse band, The Similitude of a Dream, concept che Mike Portnoy ha definito senza mezzi termini un capolavoro.
Beh, il brano che ho postato l'altra volta mi é piaciuto un casino ma anche questa City of destruction ha il suo perché (sto ancora canticchiando in testa il ritornello) quindi le aspettative rimangono, per quanto mi riguarda, altissime.
Non resta solo che aspettare l'11 novembre a questo punto. Enjoy the video!

14/10/16

Il demolitore: U2 - The Joshua Tree

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.


Oggi parliamo di una sorta di album rock apparentemente imprescindibile per tutti, uscito nel marzo del 1987.
La rivista Rolling stone lo mette fra i migliori album di tutti i tempi ed ha venduto circa 28 milioni di copie in tutto il mondo quindi non posso fare a meno di ascoltarlo per voi e commentarlo. E poi dite che "il demolitore" é cattivo... Oggi, poi, sono molto piú tranquillo del solito. Partiamo dalla copertina che vedete parzialmente qui sopra... non mostra nessun tipo di albero. Se l'album si chiama The Joshua Tree, dovrebbe mostrare un albero da qualche parte. Dove cazzo sta l'albero???? Eh, io voglio stare tranquillo, ma poi vedo cose come queste e mi parte l'embolo...

Vabbé veniamo alla musica che (forse) é meglio.
Si parte malissimo, l'intro di Where the streets have no name mi ricorda qualcosa che mi disturbava da da bambino: era la sigla di qualcosa in televisione, ma non ricordo cosa: ogni volta che cominciava non vedevo l'ora che finisse, mi dava proprio il mal di testa. Pensate quanta voglia ho di ascoltare questo disco dopo questa premessa e questa canzone orticante.
Segue la melensa I still haven't found what I am looking for (perché non gli aggiungevano qualche altra parola, cosí mettevano tutto il testo, mentre che c'erano?) seguita dalla superfamosa With or without you, canzone onestamente non troppo male ma con un arrangiamento fastidiosissimo. Non soffrite maledettamente anche voi con tutte quelle tastiere stridule all'inizio? Poi entra il pa pa pa pa elementare del batterista e il solito delay sparato a mille di The edge. A proposito, ma questo riesce a suonare senza delay? Così, giusto per dire...

Bullet in the sky parte pure abbastanza bene in veritá, poi peró diventa insostenibile con un tempo di batteria che sembra suonato da un ragazzino delle medie al suo primo show a scuola alla recita di fine anno. "Bravo a papá". Il titolo di running to stand still, devo essere sincero, non mi dispiace per nulla, lo trovo suggestivo, la canzone invece mi dispiace eccome con i suoi "allallallaaa" fastidiosi e buttati lí senza un perché. Aspetta, ma the edge usa il delay anche sulla chitarra acustica (In god's country)??????? Ma siamo seri? Ma questo mette il delay pure nell'aspirapolvere? "Cara se non ci metti il delay non ti aiuto nelle faccende domestiche. Ma non lo senti come suona male, senza??? Lo montiamo pure nella caffettiera, che dici?"

Trip through your wires sembra una di quelle canzoni country rock che si suonano ad una festa paesana, tipo festa del "fungo selvaggio" o festa del "pomodorino andato a male" Sapete quando vi pagano una miseria e non avete repertorio sufficiente per le 3 ore che vi hanno richiesto? "ragazzi, facciamo questa e allunghiamo il brodo, chissenefrega, cosí imparano a darci cosí poco" "E poi la birra fa schifo" "Ma quale birra, quello era succo di mele". Il disco prosegue con la noiosissima One tree Hill (ancora con sti alberi? Ma hanno una fissa, proprio...) e con la non troppo male Exit, anch'essa un po' noiosa, certo, ma con qualche cambio di atmosfera interessante. Per Mother of the disappeared dobbiamo invece procurarci una poltrona comoda o un letto, perché il rischio di addomentarsi é altissimo e se non siete piú giovanissimi potreste avere problemi di schiena nel caso vi addormentaste in un posto a caso. Mamma mia che sonno che mi sta venendo, mi sto prendendo a schiaffi per tenermi sveglio.

Ecco l'ennesimo disco sopravvalutato della storia: qualche idea carina qui e li si trova, ma ci sono anche momenti dove preferiresti guardare un muro bianco o andare al litigare con il salumiere che ti ha apposta messo 180 grammi di mortadella in piú (lascio???) piuttosto che ascoltare questo disco. Ora che ci penso anche il nome U2 è davvero brutto. Così come il nome Bono Vox. E anche The edge. Fuoco di paglia.