30/12/16

La scheda: Sixty miles ahead


Breve descrizione/bio della band:
La band nasce a Milano nel 2011 con l'idea di creare un sound Hard Rock/Metal personale e riconoscibile, ispirato sia ai classici rock che alle produzioni più moderne. In questi anni abbiamo pubblicato un EP, due album e alcuni singoli suonando in Italia e all'estero, anche a fianco di grandi nomi della scena internazionale. Per l'ultimo lavoro "insanity" uscito a Ottobre 2016 abbiamo firmato con l'etichetta americana Eclipse Records già al lavoro con Mushroomead, Bobaflex, A Breach of Silence e tanti altri.

Genere musicale:
Hard Rock/Alternative Metal

Line-up attuale:
Sandro Casali - Voce
Fulvio Carlini - Chitarra
Luca Caserini - Batteria
Francesco Li Donni - Basso

Album/EP/Demo all'attivo:
Blank Slate (EP 2011) 
Millions of Burning Flames (2013) 
Insanity (2016) 

Influenze:
Shinedown, Europe, Alter Bridge, Stone Sour, Motley Crue, Black Stone Cherry, Gotthard

Di cosa parlano i vostri testi:
Nei primi due lavori si parla principalmente della voglia di vivere le proprie passioni e di lottare per esse, ma anche della vita on the road e in generale della vita da musicista. Nell'ultimo album "Insanity" i testi sono più introspettivi e parlano di momenti di follia e di come convivere con il lato oscuro di ognuno di noi.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Festa Bikers 2016 a Bergamo con i Freedom Call. Ottimo festival, tantissima gente, festa fino all'alba e tante storie che ci porteremo nel cuore per sempre.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Il nostro primo bassista, Davide... che interrompe un concerto per urlare al pubblico "va bene che è carnevale, ma adesso tirate fuori il mio basso!!". Era sparito uno dei suoi Fender e nessuno riusciva a trovarlo. Per fortuna non era stato rubato ma qualcuno l'aveva fatto cadere sotto alla scala che portava al palco.

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Per dirne tre che potrebbero mettere d'accordo tutti (siamo molto diversi a gusti...)
Europe - Start From The Dark
Shinedown - Sound of Madness
Stone Sour - Come What(Ever)May

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
St.Anger dei Metallica...padelle comprese!

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchere:
Il Sig. Giacomo Pagina...Jimmy Page

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Groupies, cibo e bere illimitati è troppo scontato?
A parte gli scherzi, direi proprio groupies, cibo e bere illimitati!

facebook /sixtymilesahead
youtube /sixtymilesahead
twitter /sixtymilesahead
soundcloud /sixtymilesahead
instagram /sixtymilesahead
official site / www.sixtymilesahead.com

28/12/16

I migliori album del 2016

Ecco la consueta classifica di fine anno di Given to rock, ovvero quella dei migliori album del 2016, anno che ci ha regalato succulenti uscite e importanti ritorni (vedi posizione numero 10). Ah, nel caso vi foste persi la recente classifica delle migliori canzoni dell'anno, potete rimediare tranquillamente cliccando qui. Ok, cominciamo senza troppi fronzoli.

10) Metallica - Hardwired... to self destruct
Beh, lo so, il voto della recensione che trovate su Given to rock non é altissimo, ma il disco nuovo dei Metallica é sempre un highlight dell'anno e comunque ascolto spesso e volentieri le tracce che mi piacciono di piú. E ribadisco che Hardwired...to self destruct sarebbe stato un discone se ridotto dei tanti momenti inutili. Insomma, lo metto ugualmente in classifica. Oh, il blog é mio, che volete...

Top tracks:: Hardwired, Moth into flame, Spit out the bone

9) Magni Animi Viri - Heroes Temporis World Edition
Una riedizione internazionale di un concept nostrano. C'é musica per tutti i gusti, un'orchestra, un Russell Allen (cantante dei Symphony X e Adreneline mob, tra gli altri) in una delle sue migliori interpretazioni di sempre (flagellatemi pure), Amanda Sommerville e dei musicisti di assoluto valore come John Macaluso e Marco Sfogli. Io ve l'ho detto.

Top tracks: Heroes..., ...Temporis.

8) Alter Bridge - The last hero
Gli Alter bridge difficilmente deludono, difatti non hanno mai sbagliato un album nella loro carriera. In questo disco trovate tutti gli elementi che li hanno sempre contraddistinti. L'unico difetto di The last hero potrebbe essere rappresentato da un po' di staticitá compositiva e da un minutaggio ancora una volta eccessivo (ma questo è un vecchio vizio degli Alter Bridge) Per il resto, se apprezzate la band, andate pure sul sicuro.

Top tracks: Show me a leader, The last hero



7) Soul Asylum - Change of fortune
Oh, a me i Soul Asylum piacciono molto, che ci volete fare. Un gran bel ritorno per Dave Pirner & soci che pur facendo musica semplice la fanno sempre con molta personalitá e senza mai cadere nella staticitá. Notate la rima.

Top tracks: Change of Fortune, Moonshine, Dealing

6) Andy Timmons Band - Them from a perfect world
Un album interamente strumentale di un'eleganza e di un gusto incredibile. Ascolto gradevolissimo grazie anche a dei suoni perfetti che ti massaggiano i padiglioni auricolari. Non so perché non ci ho fatto una recensione.

Top tracks: Lo ascolto tutto molto con piacere, non ho dei brani preferiti.

5) Megadeth - Dystopia
Alzi la mano chi si aspettava un disco cosí da un Dave Mustaine ormai quasi bollito. Beh, non so voi ma io no di certo. Dave rinasce nuovamente grazie ad i nuovi innesti di Kiko Loureiro e Chris Adler (che ha giá abbandonato la band, comunque) e sforna un disco solidissimo con canzoni che mi sono piaciute un sacco. Ah, se vocalmente fosse stato quello di 10 anni fa... Dave, puoi recuperare la voce, per favore?

Top tracks:: Dystopia, Poisonous Shadows, The Emperor



4) Avantasia - Ghostlights
Mannaggia a lui, Tobias Sammett non sbaglia mai un colpo e, in un modo o nell'altro, é sempre presente nelle classifiche di fine anno di Given to rock un anno con gli Edguy, il successivo con gli Avantasia. Questo Ghostlists? Nulla di troppo nuovo rispetto a quanto sentito nel recente passato, ma Tobias ormai sa come si fa e si circonda sempre di artisti della madonna. Ho visto il tour dal vivo e mi sono divertito un mondo.

Top tracks: Draconian love, Master of the pendulum

3) Green day - Revolution radio
Dopo la sciagurata e presuntuosa trilogia, non mi sarei mai aspettato un album cosí dai Green Day. Questo Revolution radio é probabilmente il mio album preferito di Billie Joe e compagni dopo American Idiot e Dookie. Il giusto Mix tra il vecchio spirito punk e la maturità. Produzione veramente eccelsa, i suoni sono davvero fantastici (al contrario delle chitarrine troppo gentili di Uno Dos e Trè). Bravi!

Top tracks: Revolution radio, Bang bang, Still breathing



2) Rage - The devil strikes again
Solidissimo e ispiratissimo ritorno di Peavy Wagner che per l'ennesima volta riparte da 0 cambiando chitarra e batteria. Risultato? I Rage tornano ispirati come non lo erano da anni liberandosi di un po' troppi tecnicismi e variazioni sul tema portate da Victor Smolski (chitarrista che ammiro moltissimo, sia chiaro). Questo the devil strikes again é, nella sua interezza, uno dei dischi dei Rage che preferisco in assoluto. Non sono convintissimo della produzione, ma le canzoni spaccano.

Top tracks:  The Devil Strikes Again, My way, The Dark Side Of The Sun

1) The Neal Morse band - The similitude of a dream
Devo moltissimo a questo disco. Cosa? Il fatto di aver potuto scambiarci due parole al riguardo con Mr Mike Portnoy (leggi la sua intervista per Given to rock cliccando qui), uno dei miei miti musicali.
Mike (ormai lo chiamo solo per nome, dato che ho deciso che siamo diventati grandi amici) lo aveva anticipato diverso tempo prima della pubblicazione: sará un grande concept album, a livello di Scenes from a memory dei Dream Theater. Beh, per me quel disco rimarrá inarrivabile forse nei secoli a venire ma questo é un discone ugualmente. Solitamente quando un disco ha una durata importante,  se non rispetta determinati criteri tendo ad odiarlo molto facilmente (vedi The astonishing dei Dream theater rivenduto su Ebay al miglior offerente), ma The similitude of a Dream é un album che ha un sacco di roba al suo interno e si fa apprezzare per le tante idee e riferimenti che troviamo al suo interno. Veramente un gran lavoro.

Top tracks: Top tracks: City Of Destruction, The Ways Of A Fool, Slave to your mind.

26/12/16

La scheda: Yena

Breve descrizione/bio della band:
Gli Yena nascono nel 2014 a Udine (Italia), per volontà di cinque musicisti provenienti da gruppi e stili diversi, che hanno scelto l’italiano e il rock come genere di espressione. La musica della band fonde chitarre pesanti e scure con il gusto melodico e poetico proprio del cantato in lingua italiana, cercando equilibrio tra due voci in un botta e risposta continuo e armonico.
I testi, sui quali viene sempre posta molta attenzione, parlano di sentimenti quotidiani, di quella sottile linea tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato che spesso confondiamo nella costruzione delle nostre anime. L'attenzione per le giuste parole da usare è parte della ricerca della band per provare sempre modi diversi di esprimere le storie che vengono raccontate.
Dal vivo vengono espresse le diverse anime del gruppo, dalla parte più rabbiosa a quella più melodica e riflessiva in una ricerca di equilibrio costante e mai scontata.
L'attività live li porta a suonare in importanti festival nazionali come il Collisioni Festival di Barolo (CU), condividendo i palchi con gruppi come Punkreas, Talco, Plan De Fuga, e molti altri concerti in locali e Festival locali.
Nell'estate del 2015 registrano il loro primo EP, registrato e prodotto da Andrea Rigonat, noto chitarrista/produttore della scena nazionale (Elisa, Tiziano Ferro).

Genere musicale:
Alternative Rock Italiano, anche se è sempre difficile trovarne uno che ti descriva perfettamente. Sicuramente rock cercando di essere più personali possibile (personali, non originali) quindi se serve un'etichetta scegliamo Alternative Rock.

Line-up attuale:
Matteo Bellotto - voce
Alessio Tassotto - voce
Alessandro Pipputto - Batteria
Francesco Corazza - Basso
Roberto De Bellis - chitarra

Album/EP/Demo all’attivo:
Il primo EP di debutto è Yena, uscito lo scorso 25 novembre per Jack Rock Records.
link iTunes: http://apple.co/2gGzxIN 

Influenze:
Cantautorato italiano, grunge, rock in genere. Band di riferimento: Timoria, Karma, Alice in Chains, Silverchair.

Di cosa parlano i vostri testi:
I nostri testi cercano sempre di puntare l'attenzione sui particolari. Si tratta di piccole storie che guardano il presente in maniera fredda, creando molteplici letture. La volontà è di far ragionare in maniera fredda e razionale su sé stessi i nostri ascoltatori. Siamo un agglomerato di sentimenti ed emozioni che raccontiamo per poter affrontare ciò che nascondiamo ogni giorno. La musica impone sincerità, a costo di far male, ma senza sconti.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Difficile scegliere: di sicuro il concerto a Barolo (CN) al festival Collisioni per la strepitosa partecipazione di pubblico, ma anche le tante date live dense di trasporto emotivo, nonostante solo 10 persone davanti, che poi sono proprio quei concerti che mettono maggiormente alla prova la coesione e la voglia di scrivere. Ogni data ha una propria storia da raccontare...

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Il nostro primo live al Povorock 2014, in apertura ai Rhyme. Le tempistiche, tra un cambio palco e altro, erano molto limitate per poter dar il giusto spazio ad ogni band per esibirsi… ad un certo punto, al momento di iniziare, eravamo tutti pronti sul palco, tranne Alessio (voce)...dov’era?! A comprarsi tranquillamente 2 pacchetti di sigarette a piedi nei dintorni di Povoletto.
Penso di non aver mai visto così tanta gente incazzata tutta assieme come quella volta! (Ride, ndr).

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Com'è profondo il mare - Lucio Dalla
King for a day fool for a lifetime - Faith no more 
Grace - Jeff Buckley
Facelift - Alice In Chains
Quintorigo
Kind of Blue - Miles Davis
Songs in the Key of live - Steve Wonder
probabilmente cambieremmo la lista tutti i giorni.

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Un album grind degli S.C.A.T., una band russa. Credo che il grind sia come l'arte contemporanea e lo apprezzo. (Matteo Bellotto, voce ndr).

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
John De Leo dei Quintorigo ma anche Cristiano Godano dei Marlene. In realtà sono moltissimi!

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Chiederemmo poche cose; vorremmo tanto che gli addetti ai lavori stessero con noi nel backstage a divertirsi, invece di dover impazzire dietro alle richieste assurde di chi crede di poter pretendere qualcosa. Noi sappiamo bene qual è il nostro posto e non vogliamo creare problemi inutili. Preferiamo condividere piuttosto che pretendere.


23/12/16

Annihilator: Sounds good to me dal nuovo Triple threat

Ecco un'uscita da attenzionare per il prossimo anno.
Il 27 gennaio uscirá infatti una sorta di stramba raccolta live degli Annihilator che avrá il titolo Triple threat e conterrá un cd/dvd del recente At The Bang Your Head Festival ed un unplugged in studio.
Proprio da quella sessione, ecco Sounds good to me, tratta da un disco al quale sono molto affezionato, ovvero Set the world on fire. Quanto mi piace quel disco, se potete andatevelo ad ascoltare subito subito. Vabbé gustatevi guesta versione rilassata (forse un po' troppo, ma ottimamente eseguita) Sounds good to me.

21/12/16

La scheda: Freddy Hend - Anne Morrighan



BIO
Freddy Hend e Anne Morrighan si incontrano nel 2011 e da allora la comune passione per la musica li ha portati ad unire i loro talenti componendo canzoni che per entrambi hanno un significato profondo. Dopo aver inviato i demo sono stati contattati dalla Enzone Records di Giuseppe Barbera, fin da subito mostratosi molto interessato al progetto. Sin dai primi contatti hanno capito che c’erano tutti i presupposti per lavorare insieme e produrre un bel disco. Ad agosto 2015 si sono recati in Sicilia per registrare il primo album., ReincarnAction.

GENERE
Alternative rock, grunge

LINE UP ATTUALE
Freddy Hend : testi, voce, chitarre, basso, flauto traverso
Anne Morrighan: testi, voce, cori

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Reincarnaction LP


INFLUENZE
Freddy Hend: Temple Of The Dog, Pearl Jam, Soundgarden, Cat Stevens,
Jimi Hendrix, Jeff Buckley, Alice in Chains
Anne Morrighan: Janis Joplin, Elisabeth Frazer, Annie Lennox, Tori Amos, Kate Bush

DI COSA PARLANO I TESTI
1) All That Remains: parla di chi ricerca l'amore e poi lo trova quando smette di cercarlo, anche dell'amore che si può trovare e si trova sempre negli animali.
2) Always in you: testo tratto da una poesia di Manuele Piacentini, libera interpretazione.
3) Fallin' Stars: poesia che parla della solitudine e della felicità che non arriva.
4) I know you: saper guardare dentro le persone, oltre le apparenze.
5) Incarnation: parla dell'unicità ma anche della similitudine delle persone nel dolore e nella solitudine.
6) Lonely flower: la vita di un fiore come metafora per spiegare quella di una persona.
7) My heart is bleeding: difficoltà di un rapporto tra due persone che si amano, ma una tende a distruggere e l'altro a costruire.
8) Need: vivere il momento presente cercando di trascendere la mente.
9) Soul free: testo dedicato agli animali uccisi e sfruttati dall'uomo, ma anche la lettera di un suicida che non riesce più a stare in un mondo che crea tanta sofferenza.
10) You'll hate me out of love: storia di un ragazzo che ha paura di svegliare una ragazza dal sonno della felicità, portandola ad una consapevolezza maggiore della realtà illusoria che la circonda.
11) Sunday cryin': insonnia e depressione di una Domenica notte.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Recente esibizione acustica alla libreria Feltrinelli di Parma

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
Niente di particolare

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
Temple of the Dog
Pearl Jam : Ten - Binaural
Soundgarden: Superunknown - BadMotorFinger
Alice in Chains Unplugged
Jeff Buckley - Grace
Neil Young - Weld
Annie Lennox - Diva
Tears for Fears - Songs from the big chair
Simple Minds - Sparkle in the rain
The Jimi Hendrix Experience
Tori Amos - Boys for Pele - Under the pink

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
Freddy Hend - Reincarnaction

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Eddie Vedder (Freddy)
Greg Mackintosh dei Paradise Lost (Anne)

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIù IMPORTANTE DEL PIANETA
Di vietare il consumo di animali e derivati in tutta l'area adibita al concerto.

20/12/16

Le (poche) delusioni del 2016

E poi c'é che sei li ad aspettare un disco con ansia (o qualcosa di simile) per poi ritrovarti con un qualcosa che non avresti mai voluto ascoltare o comunque con qualcosa ampiamente al di sotto delle tue aspettative.

Questo il breve elenco dei dischi che per un motivo o per un altro mi hanno deluso. Non sono tanti, in realtá. Sono solo 3, quindi decisamente un buon 2016. Mi ricordo che qualche anno fa avevo l'imbarazzo della scelta per compilare la top 10.

Ecco allora i 3 dischi che proprio non ho digerito del 2016

Red hot chili peppers - The getaway
Niente, questa era l'ultima occasione che ho dato ai Red hot chili peppers.
In passato Flea e compagnia bella ci hanno regalato tante belle canzoni e due album da paura come Blood sugar sex magic e Californication, ma dopo quest'ultimo, per quanto mi riguarda, c'é stato solo il buio. Qualche canzone riuscita come singolo (mi viene in mente By the way), ma come album veramente niente, perlomeno per il mio gusto. E questo The Getaway per me é proprio pessimo. Poca ispirazione e produzione da ergastolo.



Bon Jovi - This house is not for sale
Stesso discorso di quelli di sopra: li abbiamo persi definitvamente. L'uscita di Sambora dalla band é stata la mazzata finale. Ora tutto sembra essere completamente nelle mani di Jon Bon Jovi che, oltre non avere piú voce (da tanti anni, ormai) sembra sia piú intenzionato a fare musica pop/disco/commerciale che rock. Il prossimo album, se lo ascolteró, sará solo per dovere di recensione, ma ormai non mi aspetto piú nulla...Gli ultimi album sono veramente brutti ma questo forse é persino  peggio, se possibile.. Cliccate sul titolo per leggere la recensione. Se volete, ovviamente, non lo prendete come un comando.

Dream Theater - The astonishing
The astonishing non é un brutto disco, sia chiaro. Il fatto é che non incontra per nulla il mio gusto ed essendo i Dream theater una delle mie band preferite in assoluto fa si che io ci sia rimasto parecchio male.
Niente, il concept futuristico non incontra per nulla la mia curiositá e trovo il disco troppo (ma troppo) prolisso ed estremamente povero di idee (rapportate alla lunghezza). Un tempo prendevo il treno/aereo per andarli a vedere, stavolta pensate che hanno riprosto l'album live a 50 metri dal mio ufficio e non ci sono andato. Questo spiega il mio livello di delusione e la faccia contrariata nella discutibile videorecensione che trovate qui sotto. Al contrario delle due band precedenti, peró, questo é il primo episodio della band americana che non mi ha per nulla convinto mentre i dischi precedenti li ho apprezzati. Per questo motivo rimango fiducioso per il futuro. A patto che la smettano di fare album di 5 ore.

17/12/16

La scheda: Fitzcataldo

-Breve descrizione/bio della band:
Fitzcataldo è un power-trio di Milano, attivo dal 2013; è un progetto che si muove, a partire da un post-rock cantato e melodico, in una moltitudine di sperimentazioni ed influenze, guardando al panorama indipendente contemporaneo.

-Genere musicale:
Il genere che facciamo non è e non è mai stato di facile descrizione, anche se dovrebbe essere di facile ascolto. In tre termini diremmo: Dream-pop // Indie-rock // Post-rock

-Line-up attuale:
La line-up è composta da Lorenzo Galbiati (voce principale e chitarra), Stefano Redaelli (basso e cori) e Claudio Rei (batteria)

-Album/EP/Demo all'attivo:

Fitzcataldo & The Trivettes (2014)
Fitzcataldo (2016)

Tutti i brani si trovano anche su Spotify, Deezer, iTunes, Google Play.
Copie fisiche ordinabili su fitzcataldo.bandcamp.com.


Influenze:
Suuns, Tycho, The XX

-Di cosa parlano i vostri testi:
Le parole stesse sono ispirate dalla musica, prendono vita per immagini. Le sensazioni sono in questo senso il vero tema dei nostri testi. Nel primo disco, alcuni raccontavano immagini o situazioni strane, altri erano di ispirazione amorosa o erotica, spesso molto ironici, altri ancora evocavano immagini oniriche. Nel nuovo EP siamo ripartiti da questi ultimi e sono emersi dei versi molto più sentimentali. Il senso è comunque che le parole lascino spazio all’immaginazione, al sogno ed all’evasione dettate dalla musica.

-L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Una delle più recenti, a Carbonia (CI) questo novembre 2016. Mentre suonavamo si è creato un legame forte tra noi e il pubblico e, sebbene il posto a prima vista non sembrasse tra i più accoglienti, la serata si è trasformata in qualcosa di speciale, grazie a tutti i ragazzi che ci hanno ospitato e ascoltato.

-Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Se si parla di aneddoti, andiamo sul sicuro. Ogni minuto che passiamo in studio di registrazione ha da sempre regalato perle indimenticabili, grazie anche al contributo del nostro tecnico e co-produttore Frank: pensate che abbiamo addirittura realizzato un booklet in tiratura limitatissima con le frasi migliori

-I vostri dischi preferiti in assoluto:
Stefano: James Blake (James Blake) / Obsidian (Baths) / Cross (Justice)
Lorenzo: XX degli XX / Two dancers (Wild Beasts) / Led Zeppelin I / The fire in our throats will beckon the thaw (Pelican) / Dookie dei Green day.
Claudio: tutti i dischi dei Queen e Led Zeppelin. Talking Book di Stevie Wonders, En El Campito degli O’Funk’Illo e By The Way dei Red Hot Chili Peppers.

-Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Stefano: Be Here Now (Oasis)
Lorenzo: Fourth Corner di Trixie Whitley.

-Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
Stefano: tempo fa avrei detto Pino Daniele, ora mi farei una chiacchierata volentieri con Joe Dart
Lorenzo: Thom Yorke
Claudio: Chad Smith

-Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Stefano: una vasca da bagno giapponese in pietra
Lorenzo: uno chef e dell'ottimo vino
Claudio: divano, alcoolici, sostanze stupefacenti e un kebab

Contatti
www.fitzcataldo.com
https://www.facebook.com/fitzcataldo

14/12/16

Top 10: Le migliori canzoni del 2016

Ok, siamo a fine anno e come di consueto diamo spazio alle supermega classifiche.
Ecco quella riguardo le migliori canzoni del 2016. Ovviamente é una scelta personale, non si parla (mai) di oggettivitá quando si parla di musica o di arte in genere. Vabbé, l'ho detto mille volte. Ecco le mie dieci canzoni preferite dell'anno (almeno credo...chissá quante canzoni ho dimenticato di inseririe). Ah, quando non vedete il video, potete cliccare sul titolo per ascoltare la canzone in questione. Ok, cominciamo sul serio:

10) Beth Hart - Love is a lie
Quanto mi piace Beth Hart in questo tipo di canzoni... Purtroppo a volte é un po' troppo "morbida" per i miei gusti (la collaborazione con Bonamassa non mi e piaciuta, per esempio), ma quando spinge e si incazza come in questo brano, mi piace un sacco. L'ultimo album merita, sappiatelo. Guardatela mentre massacra con una mazza da baseball il suo (ex) ragazzo.



9) Zakk Wylde - The king
Tratta dal controverso Book of shadows II (clicca qui per la videorecensione). La canzone conclusiva dell'album é a mio avviso nettamente la piú bella. Cosí bella che potrebbe stare persino nel primo capitolo, che é uno dei miei album preferiti in assoluto.

8) Sleep of monsters - The art of Passau
Lo so che non avete la minima idea di chi siano sti tizi. In realtá neanche io, peró non so come mai mi sono ritrovato ad ascoltare questo album per un bel periodo ed ho amato questa The art of Passau. Il video vale due soldi, ma la canzone vale tantissimo, secondo me. Non so chi o cosa sia Passau, ma questa é un'altra storia.

7) Avantasia - Draconian Love
Una canzone schifosamente pop e paracula. Peró mi piace un sacco, che cosa ci posso fare?



6) Megadeth - Poisonous shadows
Quando Dave Mustaine fa cosí, c'é solo da arrendersi, anche se é bollito e senza voce. Questa Poisonous shadows é la mia preferita del buonissimo Dystopia. La melodia del ritornello é tipica Megadeth e mi piace un sacco. Ci sono un altro paio di canzoni di quest'album che avrei potuto mettere in questa posizione. Grande Dave!

5) Monster truck - The enforcer
Canzone di un'allegria e di una carica invidiabile, dall'ultima fatica dei canadesi Monster Truck. Vabbé, ho giá detto tutto: allegria e carica, i Monster truck mi piacciono principalmente per questo. The enforcer é probabilmente la loro migliore canzone in assoluto. Aspetto di rivederli dal vivo perché spaccano!

4) Rage - The devil strikes again
Grandissimo ritorno per Peavy Wagner e i suoi Rage. L'album si apre con questa mazzata sui denti, chitarre taglientissime, doppia cassa e ritmi forsennati, ma anche con tanta melodia tipica della band tedesca. Una delle mie canzoni preferite di tutta la loro discografia.



3) Green Day - Revolution radio
Chiamatemi bimbominkia, ma Revolution radio dei Green day é una canzone che mi é entrata subito in circolo. Certo, é la solita canzone dei Green day con 4 accordi ma ogni singola volta che premo play mi mette una carica incredibile, merito anche di una produzione fantastica. La metto sempre prima di andare a giocare a pallone proprio per questo.

2) Biffy Clyro - Wolves of winter
Ne ho giá parlato approfoniditamente (forse pure troppo) nella rubrica "Dentro le canzoni", quindi se siete curiosi di sapere perché questa canzone é (quasi) la mia preferita dell'anno, cliccate pure qui (vedrete pure il video).

1) Metallica - Spit out the bone
Ecco la dimostrazione che se i Metallica volessero, potrebbero graffiare come ai bei tempi. Canzone posta all'ultima posizione di un album che regala gioie ma anche tanti sbadigli (soprattutto nella seconda parte). Quando l'album si appresta a terminare, ecco sta mazzata: ritmi altissimi, grandi riff e James Hetfield incazzato come ai bei tempi. Il videoclip é tremendo, ma questo c'é... Enjoy!

12/12/16

La canzone brutta del giorno: Sixx:A.M. - Without You

Ascoltavo il disco dei Sixx:A.M e parte sta canzone. "Aspetta, io sta melodia la conosco, mamma mia che plagio micidiale". Poi parte il ritornello e... no, non é un plagio micidiale, bensí la cover di Without you, canzone che conoscerete tutti e portata al successo da Mariah Carey (e brillantentemente rivisitata in un talent show di chissá quale paese - clicca qui se vuoi farti due risate).

Adesso, la cover non é di certo fatta male, é suonata discretamente e sicuramente ben prodotta. La questione qui é: perché??? Un gruppo hard rock di una certa importanza che fa la versione di una canzone pop famosissima? La vedo veramente fuori contesto (sia all'interno dell'album che come canzone a se) e non ce la faccio a convincermi del contrario. Fatemi sapere che ne pensate, magari sono io...

09/12/16

La scheda: Celeb Car Crash

Breve descrizione/bio della band:
I Celeb Car Crash sono una Rock Band. Il loro sound pesca a piene mani dal Rock anni 90’ americano aggiungendo elementi più moderni e di stampo british.
Per amanti di: Alice in Chains, Foo Fighters, Stone Temple Pilots, Soundgarden e Kings of Leon.

Genere musicale:
Alternative Rock, Grunge
Line-up attuale:
Nicola Briganti - Voce e Chitarra
Carlo Alberto Morini - Chitarra e Cori
Simone Benati - Basso
Michelangelo Naldini - Batteria

Album/EP/Demo all'attivo:
Ambush! (2013)
Drinkin’ In L.A. (2013)
¡Mucha Lucha! (2015)
People Are The Best Show (2016)

Influenze:
Alice in Chaines, Foo Fighters, Soundgarden, Stone Temple Pilots, Kings of Leon

Di cosa parlano i vostri testi:
I nostri testi sono di solito molto personali ed affrontano tematiche legate alle nostre esperienze personali ed a come vediamo il mondo esterno.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Il tour con i Lacuna Coil sul Red Bull Tour Bus. Un’esperienza unica ed irripetibile!


Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Dovevamo suonare in un locale di Lille in formazione elettrica, ma quando ci siamo presentati al locale ci siamo resi conto che era talmente piccolo che la cassa della batteria non passava dalla porta: ci siamo arrangiati ed abbiamo improvvisato un concerto acustico utilizzando le chitarre elettriche! Ah ah! E’ stata un esperienza assurda!

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Soundgarden - Superunknown
Stone Temple Pilots - Core
Nirvana - Nevermind
Metallica - Master of Puppets
Foo Fighters - Wasting Lights
Faith No More - The Real Thing
Alice In Chains - Black Gives Way to Blue

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Domanda difficile... dunque a me (Michelangelo) piace molto St. Anger dei Metallica. Ma in questo caso non faccio testo, penso che se James Hetfiled pubblicasse un disco di rutti, io lo comprerei e lo ascolterei compiaciuto!

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchere:
Dave Grohl

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Io chiederei una mega doccia con idromassaggio!

Contatti:
Website
Facebook
Youtube
Twitter

06/12/16

Videorecensione: Green Day - Revolution Radio (2016)

Non chiedetemi perché abbia voluto fare questo discutibile video (a tratti sembro ubriaco, ma vi assicuro che non lo sono)  nonostante avessi giá fatto un track by track di questo bel Revolution Radio dei Green day (clicca qui per leggerla)

Vabbé se avete 7 minuti circa da buttare, dategli un occhio, almeno date un'occhiata al packaging dell'album nel caso foste intenzionati a comprare la copia fisica.

05/12/16

Recensione: Il Distacco – I 17 lati

 

Recensione a cura di Edoardo Vaderi


Quando il passato ritorna, conviene farci i conti per evitare di soccombere senza combattere. A maggior ragione se si tratta di un passato non lontano, come nel caso dei varesini Il Distacco e del loro notevole ep d'esordio I 17 lati.

La piena epoca grunge statunitense torna a sconvolgere le esistenze soniche grazie a cinque brani di pregevole fattura e dichiarato interesse non solo verso il genere ma anche verso ciò che esso rappresentò per intere generazioni.

Davide Di Pierro (chitarra), Nicholas Donno (voce e chitarra), Mack Danny (batteria) e Jacopo Di Pierro (basso) propongono un sound che si rifà alla nota miscellanea tra hard rock, blues e punk che segnò una fugace e intensa epoca, ma incrementano la dose a suon di noise, psichedelìa e post rock nel tentativo di oltrepassare un orizzonte di intenzioni mai veramente lontano. In più, i cinque brani sfruttano bene la lingua italiana per rafforzare proprio il riferimento generazionale insito in un duro coefficiente esistenzialista.

Se il trampolino di lancio resta quello legato ad una concezione di blues e hard rock trasandato e dimesso (Karma), la sostanza prende forma in dualismi sonici ed emotivi (Odio e amo), pulsioni irrefrenabili (Afrodite) e aperture concettuali (Lanterne magiche) in sintonia con ruvide diabolicità strutturate (La pace dei sensi).

Le basi per un divenire ci sono. Si attende una conferma su vasta scala.

Tracklist:

1.Karma
2.Odio e Amo
3.Afrodite
4.Lanterne Cinesi
5.La Pace dei Sensi


Soundcloud

Facebook

03/12/16

Blaze Bayley: Crazy Christmas

Il mitico Blaze Bayley sembra si sia preso di invidia: ha visto la classifica della top 10 canzoni natalizie di Given to rock e vedendo Paul Di Anno alla posizione numero dieci ha fatto in fretta e in furia una canzone natalizia pure lui. Guardatelo quanto è adorabilmente tamarro nel video di questa Crazy Christmas, specialmente quando gira con la moto vestito da Babbo Natale.

Per il resto, canzoncina molto carina e video semplice e simpatico, grande Blaze! C'è anche un break centrale che ricorda pure lo stile Iron Maiden, con i suoi ohh ohh ohhh ohhh. Comunque potevano dire al bassista di fare un paio di espressioni facciali, sembra incazzato nero. Buone feste anche a lui.Enjoy!

01/12/16

Top 10: Canzoni rock natalizie

E' la volta di dare un'occhiata a delle canzoni natalizie, il periodo lo richiede. 

Sappiate subito che molte non le conoscerete (almeno credo) e che, ovviamente, ho preso in considerazione solo quellee che in qualche modo hanno a che fare con il Rock (beh, grosso modo...). Dai, cominciamo!


10) Paul Di’Anno – Another Rock n’ Roll Christmas
Bella canzone di Paul Di Anno, che poi non é altro che una cover di tale Gary Glitter. Lo conoscete? Manco io... Bella interpretazione del primo mitico cantante dei Maiden. Mamma mia quanto é brutta e tamarra la grafica di questo video. l'avrá fatta Paul in persona?



9) U2 - It's Christmas
Bono, con voce suadente, chiede alla sua amata di tornare a casa. Non so voi, ma io ci vedo qualcosa di vagamente minaccioso. Inoltre The Edge non usa il delay e tutto ció é molto strano.



8) Blink-182 - Won't Be Home For Christmas
Beh, in realtá é una canzone poco natalizia: i Blink 182 che ci dicono che non sopportano il natale e che quindi non li troverete a casa a fare festa. Ne prendiamo atto.



7) Pearl Jam – Santa God
Canzone non troppo popolare e che é stata resa disponibile solamente per il fan club nel 2007. Peró adoro i Pearl Jam, se potessi li metterei in ogni top 10 di questo sito (cosa che effettivamente faccio).



6) Ramones - Merry Christmas (I don't want to fight tonight)
Anche i fratelli Ramone, a modo loro, vogliono celebrare il natale dicendo che non vogliono litigare, proprio questa notte. Domani si, ma oggi no.



5) Twisted Sister – Heavy metal Christmas
Mamma mia come sono brutti i Twisted Sister. A parte quello, canzone divertentissima. Grandi Dee Snider e soci che sembrano spassarsela beatamente.



4) Queen – Thank God it’s Christmas
La suadente voce di Freddie Mercury ci ricorda che é Natale. Bella canzone registrata durante il periodo di The works, nel 1984. Sarebbe potuta essere ben piú di una canzone di Natale, a mio avviso.



3) Band Aid - Do they know it's Christmas? 
Sará un po' banale ma guardate che razza di cantanti ci sono...Sting, Simon Le Bon, Paul Young, Bono, Midge Ure e anche quel soggettone di Boy George nell'anteprima. E' stata ripresa in tempi relativamente piú recenti ma preferisco sempre l'originale. Giustifico la presenza in questa classifica rock grazie a Phil Collins alla batteria. Va bene?



2) The Darkness – Christmas Time (Don’t let the bells end)
Come non mettere questi fusi di testa in classifica? Non sono carini con tutti quei pellicciotti davanti al caminetto? Bassista idolo incontrastato.



1) John Lennon - Happy Xmas (War Is Over)
Forse la canzone piú celebre di Natale in assoluto. Il mitico John Lennon prova, come al solito, a buttarci dentro un messaggio sociale contro la guerra. La canzone é, purtroppo, sempre attualissima. Triste vedere come passano i tempi ma non cambia mai nulla.

30/11/16

Ascolti di novembre 2016

Ok, come potete vedere ci sono piú titoli del solito. Il trucco c'é: ho cambiato telefono (causa la pidocchiosissima memoria da 8GB diventata ingestibile con l'ultimo update del software) e finalmente posso ascoltare liberamente tutti gli album che voglio.

Ho finalmente ascoltato nuova roba che volevo attenzionare come l'ultimo dei Tyketto, Beth Hart, un disco a caso dei Black stone cherry e il nuovo Sixx A.M, riprendere qualcosa che mi é piaciuta del recente passato come Dystopia dei Megadeth e Space Police degli Edguy, poi due eccellenti album strumentali come quelli della Andy Timmons Band e di Nick Johnston (su suggerimento di un amico che non sentivo da anni) e infine mi sono voluto ancora fare del male con l'ultimo dei Bon Jovi. Ah, immancabile l'album di Anggun che uso quando i miei vicini fanno casino e non posso dormire. Gli ultimi dei Metallica e Green day sono pure in Heavy rotation. ovviamente. Oh, nella lista sotto manca anche l'ultimo della Neal Morse band, che non si trova in streaming, ma che forse é l'album che ho ascoltato di piú in questo mese. Potete cliccare sui vari nomi per leggere la relativa recensione. Cosí, tanto per dire.

Ho messo ugualmente i link di Spotify anche se ho recentemente scritto che sono passato a Google play per motivi di reperibilitá degli album, dato che a volte su spotify a volte fanno penare per ascoltare un disco appena uscito.


27/11/16

La scheda - La Griffe

BIO

I La Griffe pubblicano l'EP di debutto Hypno-pop, disponibile in tutti gli store digitali.Nati nel gennaio 2014 dalle ceneri dei Controverso, i La Griffe sono attualmente composti da Riccardo Vinciguerra (voce), Daniele Perticaroli (chitarre) e Dj Max Stanzione (console e sequenze). Il sound risente di influenze techno ed electrohouse reinserite in un contesto pop. Un nuovo percorso, un restyling totale in base alle nuove sensazioni e sonorità che portano ad eliminare una chitarra e ad una presenza più equilibrata ma costante dell’elettronica.

I La Griffe vantano la collaborazione e partecipazione nel 2014 al film Di tutti i Colori di Max Nardari, che uscirà nelle sale nell'autunno 2016, nel quale la band rappresenta se stessa suonando una traccia inedita totalmente rivisitata appositamente per la pellicola e fortemente voluta dal regista.Il brano in questione, Disco Dance, sarà successivamente presentato al Derby del Cuore 2014 presso lo Stadio Olimpico di Roma di fronte a 40.000 spettatori.

GENERE

Hypno-pop, elettrohouse, elettro-pop


LINE UP ATTUALE

Riccardo Vinciguerra - Voce
Daniele Perticaroli - Chitarra
Max Stanzione - Dj


ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO

Ep. Hypno-pop 2016


INFLUENZE

In realtà non c'è un gruppo di riferimento, siamo molto attratti dal musica in sé, l'intuizione, la melodia, il gusto e l'originalità provengono da artisti di generi differenti. Ci lasciamo volentieri contaminare da ogni band o persona che abbia qualcosa da dire, possiamo affermare con certezza però, che l'ultimo lavoro dei Daft Punk è stato molto gradito da tutti e tre.


DI COSA PARLANO I TESTI

Fondamentalmente descrivono la bellezza delle cose, attraverso un filtro quasi sempre malinconico, grigio.
Cercano di descrivere le emozioni, nella parte più pura,  e le sensazioni che scaturiscono dallo scontro con la realtà, attraverso una sequenza d'immagini quasi sempre reale.
Vogliono dare un idea precisa di un atmosfera più che di una situazione, sono sempre autobiografici.


ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO

Sicuramente la nostra apparizione allo Stadio Olimpico di Roma in occasione del derby del cuore. Essere al centro del campo, suonare davanti tantissima gente e inoltre averla anche intorno è stata un'emozione incredibile.
Indimenticabile.


UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO

Uno con molto piacere, eravamo così contenti di esserci trasferiti nel nuovo studio che una delle primissime sere abbiamo smesso di lavorare e abbiamo iniziato ballare con la musica a tutto volume e luci da discoteca azionate.
Si sono aggiunti dei nostri amici e alla fine è diventata una festa.


I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO

Riccardo - 17 Re (Litfiba); Helldorado (Negrita); Thick As A Brick (Jethro Tull); Strange Days (The Doors); Silent Waters (Amorphis)
Daniele: Play (Moby); Random Access Memories (Daft Punk); Yeezus (Kanye West); Black Album (Metallica)
Max: Play (Moby); Random Access Memories (Daft Punk); Push The Button (Chemical Brothers); Supernatural (Santana).


CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE

Riccardo: Scream (Chris Cornell)
Daniele: St.Anger (Metallica)
Max: Suono Libero (Gigi D'Agostino)


UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE

Riccardo: James Hetfield
Daniele: Moby
Max: Giorgio Moroder


COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIù IMPORTANTE DEL PIANETA

Una vasca idromassaggio.


25/11/16

Le reazioni di alcuni anziani ai System of a down

Come reagirebbero delle persone anziane ai video di "Chop suey" e "Sugar" di quegli "spostati" dei System of a down?

Le risposte (alcune di loro sorprendenti) nel divertente video cliccabile qui sotto realizzato da Fine Brothers Entertainment.
Certo, hanno preso in esame una band decisamente difficile sia dal punto di vista musicale che, soprattutto, dal punto di vista visivo, dato che la band é finita orgogliosamente (credo) nella mia top 10 delle Band brutte (cliccate pure qui se vi sentite coraggiosi).

Purtroppo il video é inglese (senza sottotitoli), se volete che vi traduca qualche passaggio in particolare, fatemi sapere nei commenti.

23/11/16

Intervista: Mike Portnoy (The Neal Morse Band)


In occasione della release del nuovo album della Neal Morse band, The similitude of a dream (Leggi la recensione completa cliccando qui) ho avuto l'onore di fare una chiaccherata con uno dei miei miti musicali, Mr Mike Portnoy!


- Ciao Mike, é un vero onore per me essere qui a parlare con te. Probabilmente te lo senti dire tutte le volte, ma sei davvero il mio batterista preferito sin da quando, da ragazzino, ho ascoltato per la prima volta Images & words. Venendo al disco: hai recentemente dichiarato che The similitude of a dream é il miglior concept album assieme a Scenes from a memory dei Dream Theater (che é il mio album preferito di tutti i tempi). Lo sto ascoltando ripetutamente e devo dire che é un gran disco. Complimenti. Ci ho trovato diversi riferimenti musicali ai Dream Theater (il tema principale, alcuni riff e pure qualche solo): é qualcosa che viene da te?

Mike: Beh, io ho collaborato alla scrittura di questo disco, quindi é naturale che qualcosa dei Dream Theater venga fuori, sono come un ponte fra le due band. Penso che qualcosa venga pure dal chitarrista Eric Gillette che ha quel tipo di background musicale. Diciamo che é una combinazione fra me e lui.

- I miei momenti preferiti dell'album fino a questo momento sono "Overture", "The ways of a fool" (che mi ricorda qualcosa fra i Beatles ed i Flying colors), Slave to your mind e The running (che mi riporta agli Who). Hai delle canzoni preferite?

Mike: Queste due sono pure le mie preferite! Peró dipende un po' dal mio mood, se sono nel mood piú energico mi piace ascoltare Slave to your mind e The running, se voglio qualcosa di piú intenso ascolto The confrontation e The battle. Breath of angels e Broken Sky invece mi fanno piangere e venire la pelle d'oca ogni singola volta. Quindi dipende principalmente da cosa voglio ascoltare. La cosa bella di quest'album é che, anche se é un concept, puoi ascoltare le canzoni singolarmente. Ovviamente peró se vuoi un' emozione piú forte dovresti seguire il concept come se fosse un film.


- Quali canzoni preferisci da suonare, invece?

Mike: Beh, non le abbiamo suonate ancora live ma le abbiamo solo registrate. Registrarle ti da un feeling differente in quanto devi prestare molta attenzione, fare tutto nel miglior modo possibile ed essere concentrato. Preferisco di gran lunga suonare live: vivo per l'interazione con pubblico, vedere le reazioni delle persone, quindi per me é quello il vero banco di prova delle canzoni in quanto il pubblico ti da qualcosa indietro che fa si che tu possa godere di quel momento. Quindi sapró rispondere alla domanda a partire da gennaio, quando comincerá il tour.

- Riguardo il tour, penso di sapere giá la risposta, ma voglio verificare con te: suonerete l'album nella sua interezza?

Si certo, lo suoneremo tutto dall'inizio alla fine, accompagnato da altri brani del nostro catalogo.

- Lavori in continuazione con Neal Morse, siete entrambi due musicisti molto prolifici. Com'é lavorare con lui?

Mike: Sono al 18esimo album con Neal quindi é chiaro che il nostro rapporto é piú stretto che con qualsiasi altro musicista. Se fai il conto ho lavorato con lui praticamente il doppio di quanto abbia fatto con i Dream Theater, siamo in 3 differenti band, ci piace molto lavorare insieme ed abbiamo tanto rispetto reciproco. La nostra relazione é anche molto personale, gli sono stato vicino quando ha lasciato gli Spock's beard e lui é stato molto vicino a me quando ho lasciato i Dream theater, abbiamo visto i nostri figli crescere, quindi un rapporto molto, molto profondo.

- Riguardo il concept: hai aiutato Neal a scriverlo o é stata solo opera sua?

Mike: Quando sono nella Neal Morse band i testi sono sempre una prerogativa di Neal. In questo caso ha preso una storia basata sul famoso libro "Pilgrim’s Progress". Quando sono con Neal, mi preoccupo di tante altre cose, ma riguardo ai testi mi affido completamente a lui.

- Suoni con un sacco di band differenti, hai una memoria pazzesca. Una curiositá, se ti chiedessi di suonare una canzone a caso dal tuo repertorio, saresti in grado di suonarla?

Mike: Si, ho un'ottima memoria. Se ho registrato quella canzone in studio o l'ho suonata dal vivo, é di sicuro fissa nella mia memoria e potrei suonarla immediatamente. Per esempio, una volta con i Dream Theater ho messo in scaletta un brano del nostro demo di vent'anni prima e quando l'abbiamo suonata me la ricordavo perfettamente senza neanche aver bisogno di ascoltarla. Adesso magari mi capita di suonare un giorno in Finlandia con la Neal Morse Band, il giorno dopo in Spagna con i Twisted Sisters e il giorno dopo ancora con i Wynery dogs in Inghilterra e in questi casi mi presento e suono direttamente. E' una benedizione avere questo pregio.


- Una domanda che amo fare. Ci sono degli album che tu adori ma che non sono stati, diciamo, molto apprezzati dal pubblico?

Mike: Si, certo, ce ne sono tanti. Il primo che mi viene in mente é The elder dei Kiss. I fan lo odiano e neanche Gene Simmone and Paul Stanley lo amano, ma se devo dire la mia, é un grande album che é stato pubblicato solo in un periodo temporalmente sbagliato. Un altro album che mi viene in mente é uno dei miei preferiti dei Rolling Stones, Their Satanic Majesties request che neanche loro stessi amano. C'é anche St.Anger dei Metallica che penso sia un buon lavoro mentre, al contrario,  non riesco a sopportare Load e Reload dei Metallica che non hanno nessuno degli elementi tipici che hanno fatto amare i Metallica. La musica é estremamente soggettiva, quindi non c'é un giusto o sbagliato, é una questione di gusti.

- Se ti chiedessi di scegliere un solo concerto dalla tua carriera? Lo so che una domanda molto difficile...

Oh, Dio... Quello a cui penso spesso é quello fatto con i Dream theater l'ultima notte del tour del ventesimo anniversario, il DVD Score, al Radio City Music Hall. E' stata una serata perfetta perché era un posto dove avevamo voluto sempre suonare, c'era l'orchestra, stavamo filmando un DVD... Se vuoi una risposta istintiva penso a questo concerto, ma ho fatto un sacco di show eccezionali: un paio di anni fa sono stato il direttore musicale del 30esimo anniversario di Eddie Trunk dove ho suonato con Peter Criss e Ace Frehley e ho riunito un sacco di star. Quello é stato sicuramente uno dei miei migliori ricordi. Poi sono stato anche il direttore musicale per il concerto "Tony McAlpine benefit" dove ho suonato con artisti incredibili come Zakk Wylde, Steve Vai, Tom Morello, Paul Gilbert e Nuno Bettencourt. Poi il tributo a Chris Squire dove ho suonato con grandi musicisti del prog. Ho fatto tanti show del genere e sono stato molto fortunato a parteciparvici. Peró se mi facessi la domanda il prossimo anno la risposta potrebbe essere diversa perché sto preparando il concerto del mio 50esimo compleanno. Quello che sto preparando per quel concerto é qualcosa che sicuramente sará il momento migliore e piú epico della mia carriera, quello difficile da battere.

- So gia chi sono i tuoi batteristi preferiti, sono curioso di sapere chi sono i cantanti che preferisci.

Mike: Beh, non cerco mai la perfezione dal punto di vista tecnico, per me le cose piú importanti sono le emozioni e la personalitá. Roger Waters per esempio é uno dei miei cantati/artisti preferiti e non si puó di certo definire un grande cantante. Ma per me ci sono altri elementi sicuramente molto piú importanti della tecnica. Se parliamo di cantanti con una grande voce potrei dire Freddie Mercury

-Hai ancora tempo per fare pratica da solo e studiare lo strumento?

Mike: In realtá io accetto i miei pregi ed i miei limiti. Lo so che ci sono musicisti che si vogliono migliorare costantemente, mi viene in mente Neil Peart che verso i 40 anni si mise a studiare ogni giorno per imparare nuove cose. Onestamente ho altri interessi nella mia vita: una moglie e due figli che giá vedo raramente perché sono sempre in tour, quindi ogni qualvolta io torni a casa sarebbe veramente egoista da parte mia andare in cantina a suonare. Voglio passare tempo con la mia famiglia e mi piace fare altre cose tipo guardare film. Ho vinto ogni premio batteristico possibile quindi a questo punto preferisco accettarmi per quello che sono. So che oggi ci sono centinaia di batteristi piú preparati di me, ma onestamente, non me ne frega un cazzo. Le mie prioritá da musicista sono altre: quando faccio un album penso a qualcosa che possa farmi felice e penso ad almeno dieci cose prima di pensare alla batteria, la batteria é solo una delle mie ultime preoccupazioni.


-C'é qualche gruppo emergente che potresti consigliarci?

Mike: Beh, non sono esattamente nuovi ma potrei dire gli Haken, sono veramente un loro fan. Un'altra band che ho conosciuto da poco sono gli Avatar e sono fantastici. Beh, forse non dovrei dirlo perché c'é una sorta di conflitto di interessi ma mi piacciono molto i Next to none, la band di mio figlio Max. Stanno preparando il loro secondo disco e fanno delle robe incredibili. Guardo mio figlio suonare e sentirgli fare cose incredibili e migliorare di anno in anno. Penso che il loro prossimo album sará apprezzato.


- Tempo fa ho pubblicato su given to rock la classifica dei miei dieci batteristi preferiti. Mi piacerebbe avere una tua breve opinione su ciascuno:

Lars Ulrich (Metallica)

Mike: Io amo Lars che é una delle mie piú grandi influenze. Un sacco di gente lo critica dal punto di vista tecnico, ma come dicevo prima, per me la personalitá conta piú della tecnica. Lui è uno di quelli che ha cambiato il mondo della musica.

Bill ward (Black Sabbath)

Mike: Beh, Bill ha portato qualcosa di diverso al metal, se ascolti gli album dei Black Sabbath sembra di ascoltare un batterista Jazz con un gruppo Heavy metal e questo ha dato ai Sabbath qualcosa di unico.

Nick Menza (Megadeth)

Mike: Nick era un bravo ragazzo ed un mio caro amico, perderlo é stato molto triste. In realtá non so se ha mai avuto modo di mettersi in luce perché Dave Mustaine ha sempre controllato ogni singola cosa nei Megadeth. L' unico forse che ha messo qualcosa di personale é stato Gar Samuelson, con il suo stile un po' jazz. Nick ovviamente era un grande batterista ed eseguiva sempre tutto alla perfezione.

Igor Cavalera (Sepultura)

Mike: Fantastico. Igor ha avuto sicuramente influenza su di me e la potete sentire sull'album Awake dei Dream theater. Sul pezzo Lie, in particolare, dove ho voluto creare qualcosa di tribale influenzato dall'ascolto di Chaos AD.

Matt Cameron (Pearl Jam)

Mike: Beh, hai detto Pearl Jam ma io direi piú Soundgarden, dove ha espresso piú il suo stile. Matt é un classico esempio di batterista che puó suonare in diverse band di un certo spessore, ma nei soundgarden qualsiasi cosa ascolti é un grande esempio di groove e tutto é al posto giusto e suona molto naturale.

Vinnie Paul (Pantera)

Mike: Vinnie ha suonato in album fantastici. Diciamo che ha continuato quello che Lars Ulrich aveva iniziato; lui l'ha portato al livello successivo dal punto di vista batteristico. I Pantera sono stati molto importanti perché hanno portato grandi album in un periodo dove il Metal non passava proprio un buon momento.

Tre Cool (Green Day)

Mike: Non sono un grande fan ma questo non vuol dire che non lo rispetti come batterista. Per suonare quel genere ci vuole un sacco di resistenza e batteristi come lui, Trevis Barker, ma anche andando un po' piú indietro, Tommy e Marky Ramone, hanno tenuto sempre il passo. Ci vuole un sacco di resistenza per suonare questo genere di musica, e li rispetto assolutamente.

Nicko Mc Brain (Iron Maiden)

Mike: Nicko é un mio grande amico. Anche se io amo i primi tre album dei Maiden con Clive Burr, quando Nicko entró nella band diede un tocco personale alla band cominciando il suo primo disco con loro con uno dei passaggi piú conosciuti del Metal (Where Eagles dare su Piece of mind. Ndr) ed ha contribuito al successo rimanendo 30 anni al loro servizio. Grandissimo batterista e bravissimo ragazzo.

Dave Grohl (Nirvana & altri...)

Mike: Ho tutto il rispetto del mondo per Dave ed é molto sottovalutato: tutti oggi lo riconoscono come cantante/chitarrista dimenticandosi spesso che batterista incredibile era. Non solo quello che ha fatto con i Nirvana, ma se ascolti pure i lavori fatti con i Queens of the stone age e tutti gli altri progetti. E' un batterista eccezionale, per me é una versione odierna di quello che fu John Bonham, stilisticamente. Credo che sa volte ci si dimentichi che batterista eccezionale sia.

Beh, alla prima posizione della mia classifica ci saresti tu.

Mike: Beh, per quanto mi riguarda é stato un risultato fantastico per la mia carriera ricevere tutti i premi che ho ricevuto ma come ti ho detto prima, la batteria é solo una parte delle cose che faccio. E' un po' come il discorso che facevamo per Lars, poco fa: Occuparsi delle scalette, del fan club, bootlegs, merchandise... Penso che anche io abbia portato queste cose nelle band nelle quali ho militato, al di lá della batteria. Io amo la batteria, adoro suonare dal vivo, ma quello che mi piace é mettere tutto dal punto di vista dei fan, perché io sono un fan, alla fine. Penso che questo conti di piú delle abilitá tecniche.

- Ok l'ultima domanda. Quali sono i tuoi prossimi progetti dopo il tour con la Neal Morse Band? Personalmente adoro i Flying Colors (sono letteralmente ossessionato dalla canzone The fury of my love, una delle mie canzoni preferite degli ultimi anni).

Mike: Oh grazie. Beh, con i Flying colors ci vedremo il prossimo mese per preparare il prossimo album che uscirá a fine 2017, poi ci sará un nuovo progetto con i Metal allegiance, sempre nel corso del prossimo anno. Quando hai cosí tanti progetti devi per forza programmarli prima. In estate ci sará qualche evento con il progetto Shadow fortress dove proporró in alcuni festival prog la suite che avevo scritto con i Dream Theater. Poi ho alcuni progetti segreti che spero pure di fare partire nel corso del prossimo anno.

- Grazie per il tuo tempo Mike, grazie anche per la tua musica e complimenti per il tuo ultimo album.

Mike: E' stato un piacere. Ciao !


21/11/16

Recensione: The Neal Morse Band - The Similitude Of A Dream (2016)


Uno dei miei idoli di sempre, Mike Portnoy (ebbene sí, suona anche in questo disco), aveva anticipato al mondo che questo The similitude of a dream é il miglior concept album (al pari di Scenes from a memory dei Dream Theater) al quale abbia mai prestato servizio. Ecco, considerato il mio amore TOTALE per SFAM, pensate un po' quanto hype avessi per questo disco. Hype in veritá un po' smorzato dalla durata totale e dal concept a tema religioso "Il Pellegrinaggio del cristiano". Chi segue il blog sa quanto non ami affatto i dischi lunghi (a parte qualche eccezione) e le religioni, sia in generale che in musica. Ma stiamo parlando di due musisti incredibili come Neal Morse e Mike Portnoy, quindi ci passeró sopra, ma come compromesso non parleró del concept.  Conosco la storia solo per sommi capi e non mi va molto di attenzionarlo.

Riguardo la formazione, a completarla ci sono altri musicisti decisamente non di secondo piano come Randy George al basso, Eric Gillette (chitarra e voce) e Bill Hubauer (tastiere e voce). In questo disco cantano praticamente tutti, con risultati discreti. Non eccellenti, ma discreti.

Come si fa a fare una recensione di un disco cosí complesso e lungo? Non lo so ma ci provo, e proveró a sintetizzare il tutto per non annoiare troppo chi legge (a volte si trovano recensioni che impieghi piú tempo a leggerle piuttosto che ad andare ad ascoltare il disco).

Innanzitutto le influenze di questo The Similitude Of A Dream: sono un po' di Dream theater (per ovvi motivi) e un po' di Pink Floyd di The wall, ovviamente mischiati al classico Neal Morse. Non sono un amante del prog a 360 gradi quindi sicuramente perdo molti altri riferimenti, mi fermo a questi due/tre, non me ne vogliate. Ci sono un sacco di passaggi che riportano alla band madre di Portnoy, il tema di Long day ricorda estremamente quello di Octavarium, la traccia Overture potrebbe stare benissimo cosí com'é, in un album dei Dream Theater e l'assolo di Breath of angels l'abbiamo giá sentito suonare da Petrucci in Systematic Chaos. Sia chiaro che tutto questo non mi da fastizio, anzi.

Beh, affrontiamo subito il punto spinoso (per me) dell'album: la lunghezza, con i suoi 105 minuti. E' troppo lungo. E' bello, ma é troppo lungo, perlomeno per i miei gusti. Detto ciò mi sento di chiarire che non ci sono pezzi brutti, inutili o che vuoi skippare senza pietà, quindi ho tollerato la lunghezza e l'ho ascoltato diverse volte nella sua interezza, grazie anche ad una eccellente varietá della proposta musicale. E' chiaro che devi avere molto tempo per farlo, ma fortunatamente il lavoro di scrivania mi agevola molto in questo.

Riguardo i migliori momenti, sicuramente metto le ottime strumentali come la giá citata Overture, We have got to go, The road called home (Ecco un riferimento ai Pink floyd, il finale, ripreso dalla sucessiva Sloth) o le piú adrenaliche Confrontation o The battle, poste a chiusura prima dell'ottima lunga canzone conclusiva Broken Sky / Long Day (Reprise) ma forse le mie tre canzoni preferite in assoluto sono City of destruction, The Ways Of A Fool e Slave to your mind. Come ho detto in precedenza, il disco é abbastanza vario e contiene anche episodi "diversi" come la folk Freedom song, la moderna The mask (Jim Carrey non c'entra) o un'energica I'm running ,che ricorda molto i The who. Insomma ce n'é proprio per tutti i gusti ed é sicuramente un bel sentire.

Comprendo l'eccitazione del mio "amico" Mike e non posso far altro che confermare che The similitude of a dream é senza dubbio un disco di cui essere orgogliosi: musicalmente intricato, interessante, con melodie vincenti e con praticamente nessun punto debole. Uno dei dischi migliori dell'anno, a parere di chi scrive, e sicuramente il miglior disco di Neal Morse. Scusate se é poco. Fatelo vostro!

Voto 80/100

Top tracks: Overture, City Of Destruction, The Ways Of A Fool, Slave To Your Mind, I'm Running 

Disc 1:
01. Long Day
02. Overture
03. The Dream
04. City Of Destruction
05. We Have Got To Go
06. Makes No Sense
07. Draw The Line
08. The Slough
09. Back To The City
10. The Ways Of A Fool
11. So Far Gone
12. Breath Of Angels

Disc 2:
01. Slave To Your Mind
02. Shortcut to Salvation
03. The Man in The Iron Cage
04. The Road Called Home
05. Sloth
06. Freedom Song
07. I'm Running
08. The Mask
09. Confrontation
10. The Battle
11. Broken Sky / Long Day (Reprise)

20/11/16

Metallica: Hardwired… Live from The House of Vans, London

Oh, mi rendo conto che ultimamente i Metallica stanno popolando la rete con milioni di video, recensioni, interviste, anteprime etc etc. Prometto (forse) che questo sarà l'ultimo articolo per un bel pezzo.
Pubblico questo concerto (riservato a dei fan che avevano vinto l'accesso) alla House of Vans di Londra per diversi motivi:

1) La qualità audio/video è ottima
2) La House of vans si trova a due passi rispetto a dove ho abitato fino a 6 mesi fa.
3) Fa strano vedere i Metallica non suonare in palchi oceanici bensì in un posto per band, diciamo, non troppo importanti.
4) E' un modo per vedere come rendono alcuni brani del nuovo album in sede live (ne hanno fatti solo 3 a dire il vero, decisamente pochini) e la scaletta ha un paio di canzoni che mi ha fatto piacere riascoltare (non faccio spoiler perchè potrei rovinarvi la sorpresa).
5) Lars Ulrich ha avuto il buon gusto di mettersi un cappellino.
6) Le ripetute torte in faccia a Kirk Hammett a fine concerto. So per certo che molti chitarristi saranno felici.

Se i motivi vi sembrano pochi, non cliccate sul video sottostante. Altrimenti...Enjoy!


16/11/16

Recensione: Redeem - Awake


Recensione a cura di Maria Carola Leone

I Redeem sono una band rock svizzera di grande lustro composta da Stefano “Saint” Paolucci, Alessio Piazza e Simon Steiner.

Nato nel 2003, il trio pubblica il suo esordio discografico Eleven tre anni dopo ottenendo discreto successo e buona accoglienza da parte della critica. Il videoclip Alive viene infatti trasmesso su canali prestigiosi come Mtv Svizzera o Viva e in poco tempo i ragazzi si trovano a condividere il palco con 3 Doors Down, Gotthard, Daughtry e i Toten Hosen. 
 Nel 2008 firmano per Universal Music a Berlino e si mettono al lavoro sul secondo disco 999 che esce nel 2011. Dall'anno seguente entra ufficialmente a far parte del gruppo il bassista Alessio Piazza, la cui presenza determina un positivo cambiamento non solo per le dinamiche interne ma anche per l’aspetto musicale e creativo che subisce infatti un'impennata. I frutti di questo lavoro sono disponibili nel terzo e ultimo album Awake. 


Dodici tracce ricche di sensazioni positive ed energiche, latrici di un sound più duro e potente che lascia spazio anche al primo tentativo in carriera di comporre un brano in italiano dal titolo La Luna. Il resto del disco è completamente in inglese, lingua assai più romantica e poetica nel cantare alcune delle sofferenze e dei momenti bui contenuti in Awake. 


Sicuramente d’impatto è Borderline, una ballata esplosiva in cui si narrano le gioie e i dolori di una relazione e che rilascia vibrazioni simili all'omonimo disturbo mentale. Dal sapore metal è Alter Ego che lascia poi spazio al rock irriverente di Judgement Day la quale racconta il malessere sociale in cui l’uomo invece di seguire il proprio volere si piega alla volontà dell’altro. Potente è Beautiful Day che chiude il girone dedicato alla maestosità rock del gruppo. Struggente è invece The Last Goodbye, il nuovo singolo/videoclip scritto per qualcuno che ha perso la moglie suicida e nel quale i Redeem cercano di esprimere, nonostante la delicata tematica, un senso di forza e fiducia verso il futuro. 


Sebbene la loro carriera abbia compiuto da poco 13 anni, i ragazzi elvetici sono tornati a farsi ascoltare dal pubblico italiano e internazionale con un sapore deciso e sempre aperto alle freschezze musicali contemporanee.


http://www.redeem.ch/promotion-page/

https://www.facebook.com/redeemmusic/

www.redeem.ch

14/11/16

La scheda: Capobranco



BIO
Il Capobranco nasce a Padova nel 2012 e nella primavera seguente arrivano le prime esibizioni dal vivo. Solo apparentemente ruvido e poco accomodante, non dimentica di lasciare in ogni occasione un viscerale ricordo di sé.
Il Capobranco è formato da Alex Boscaro (chitarra e voce), Valerio Nalini (basso e voce) ed Enrico Carugno (batteria), musicisti forti di un’intesa consolidata da anni di esperienze comuni quanto da un lungo percorso attraverso le band più o meno rock della provincia.
Nel 2014 viene pubblicato da Jetglow Recordings il primo album, Capobranco, registrato al Rocket Booster Studio di Ponte S. Nicolò (PD) e prodotto da G.G. Rock. Ben accolto dalla critica e accompagnato dal video della title-track è stato seguito da oltre 40 concerti in club e festival. Il filo conduttore del primo disco è la sarcastica celebrazione dello spirito animale che, da dietro le quinte, contamina la personalità di ciascuno di noi.
Il secondo lavoro in studio è Il grande zoo, un maxi-EP di 6 tracce pubblicato il 20 ottobre 2016, ancora una volta per Jetglow Recordings. Registrato allo Studio2 di Padova, è stato scelto Cristopher Bacco per la produzione, con l’obiettivo di esaltare il groove ritmico e la naturale chimica tra tre musicisti che suonano insieme da oltre un decennio e che caratterizzano e rendono indimenticabili le appassionate performance dal vivo.
Coerente evoluzione dell’album d’esordio, in questo lavoro il Capobranco alza la testa per osservare come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale: la civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

GENERE
Funk/rock, alternative rock

LINE UP ATTUALE
Alex Boscaro – voce e chitarra
Valerio Nalini – voce e basso
Enrico Carugno - batteria

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Capobranco (2014, Jetglow Recordings) – prodotto da GG Rock
Il Grande Zoo (2016, Jetglow Recordings) – prodotto da Cristopher Bacco


INFLUENZE
Ognuno di noi ha le sue influenze musicali e che tu voglia o no queste influenze vengono fuori in quello che fai. Alex è sicuramente l’anima più R’n’R del Capobranco, Valerio è fortemente influenzato dall’Alternative Rock degli anni ’90: Jane’s Addiction, Red Hot Chili Peppers, Pearl Jam ecc. Enrico invece è l’intenditore della band: ascolta di tutto, cercando di essere sempre aperto a nuovi generi e frequentando musicisti più esperti per attingere nuove idee dalla loro cultura musicale. Questo è utilissimo perché ci porta nuove contaminazioni e ci sfida ad essere più originali.

DI COSA PARLANO I TESTI
Delle esperienze di tutti i giorni, nelle loro infinite sfaccettature. Per questo, pur mantenendo in generale un tono piuttosto ironico, gli argomenti trattati sono molto diversi tra di loro. Per esempio ci sono canzoni che parlano di musica (“Il rock è fuori moda”), di un amore finito male (“Miele di vespa”), della società che ci circonda (“Benvenuti nel grande zoo”) o del traffico creato dai trattori agricoli (“Ad un tratto”). Ovviamente cambia la profondità dei temi trattati e alcuni sono più superficiali, altri più intimistici: uno specchio della nostra quotidianità.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Luglio 2015 con i Fratelli Calafuria, una delle nostre band preferite. Si sono sciolti poco dopo, in loro memoria abbiamo inserito una loro cover in scaletta.

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
Stavamo suonando a un motoraduno di Harley Davidson in Svizzera. A un certo punto il concerto viene interrotto e un prete prende il nostro posto sul palco per fare la tradizionale benedizione delle moto. Un po’ spaesati, perché non ci avevano avvisato, abbiamo assistito alla cerimonia, poi tutti i biker sono montati in sella e sono partiti per la loro scampagnata “benedetta”. Abbiamo poi concluso il concerto praticamente senza pubblico!

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
Alex: Appetite for Destruction (Guns N’ Roses)
Valerio: One Hot Minute (Red Hot Chili Peppers)
Enrico: Rocks (Aerosmith)

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt di John Frusciante

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
James Brown

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIÙ IMPORTANTE DEL PIANETA
Siamo persone semplici: ci accontenteremmo di un cocktail bar servito da un barman acrobatico di bella presenza e di un campo da minigolf a 18 buche, per rilassarci prima dei live.

Pagina Facebook

11/11/16

Top 10: I migliori testi degli Iron maiden

Ho provato a mettere insieme i 10 testi degli Iron maiden che mi piacciono di piú, ecco cosa ne é uscito. Ovviamente cambieró idea domani mattina, forse pure prima (nota la rima). Cominciamo.


10) These colours don't run - (A matter of life and death, 2006)

Bellissimo testo che condanna il concetto di guerra. I maiden hanno spesso parlato di questo argomento, ma questa canzone é una delle mie preferite perché non usa metafore e giri di parole ed é estremamente comprensibile a tutti.

"For the passion, for the glory
For the memories for the money
You're a soldier, for your country
What's the difference, all the same
Far away from the land of our birth
We fly a flag in some foreign earth
We sailed away like our fathers before
These colors don't run, from cold bloody war"

   

9) Can i play with madness (Seventh son of a seventh son, 1988)

Onestamente? Non so di cosa cacchio parli questa canzone (e non mi interessa neanche saperlo), ma il dialogo della seconda strofa mi piace cosí tanto che la metto in questa classifica a prescindere. Scusate.

"I screamed aloud to the old man
I said don't lie, don't say you don't know
I say you'll pay for this mischief
In this world or the next
Oh and then he fixed me with a freezing glance
And the hell fires raged in his eyes
He said you wanna know the truth son?
Lord, I'll tell you the truth
Your soul's gonna burn in a lake of fire"

 

8) Holy Smoke (No prayer for the dying, 1990)

Spassosissima canzone (e videoclip semi-amatoriale) che se la prende con dei telepredicatori americani che chiedono soldi (agli spettatori babbioni). Le ultime due frasi qui sotto sono abbastanza esplicative.

"Believe in me - send no money
Died on the cross and that ain't funny
But my so called friends are making me a joke
They missed out what I said like I never spoke
They choose what they wanna hear - they don't tell a lie
They just leave out the truth as they're watching you die
Saving your souls by taking your money
Flies round shit, bees around honey."

 

7) Alexander the great (Somewhere in time, 1986)

Mi piace quando gli Iron Maiden vogliono insegnarci/narrarci qualcosa di storico o letterario (penso che il 50% delle mie conoscenze storiche provengano proprio da Harris e soci. Quanta cultura...). E' la volta di Alessandro il grande. Mi ricorda anche una delle mie prime serate a Londra, quando, dopo diverse birre, cominciai a cantare ai miei nuovi colleghi senza un motivo plausibile la strofa qui sotto a ripetizione.

"Near to the east
In a part of ancient Greece
In an ancient land called Macedonia
Was born a son
To Philip of Macedon
The legend his name was Alexander"

 

6) The clansman (Virtual XI, 1998)

Questa volta si parla dell'indipendenza della Scozia e dell'eroe Wallace. Di Braveheart, insomma. Il testo, con quel "Freedom" piazzato in mezzo ha un sapore epico, soprattutto dal vivo. Anche cantato da Blaze, dai.

"Wake alone in the hills
With the wind in your face
It feels good to be proud
And be free and a race
That is part of a clan
And to live on highlands
And the air that you breathe
So pure and so clean"

 

5) 22 Acacia avenue (The number of the beast, 1982)

Ah, biricchini. 22 Acacia avenue é l'indirizzo di tale Charlotte (The harlot, che trovate citata nel primo omonimo disco), una prostituta con la quale Harris e soci allietavano le loro serate. Non sono mai stato a questo indirizzo, onestamente. Devo farlo, un giorno o l'altro. Sia chiaro che non mi aspetto di trovare Charlotte, oggi potenzialmente 65enne.

"If you're feeling down depressed and lonely
I know a place where we can go
22 Acacia Avenue meet a lady that I know
So if you're looking for a good time
And you're prepared to pay the price
Fifteen quid is all she asks for
Everybody's got their vice"

 

4) Run to the hills (The number of the beast, 1982)

Una delle pochissime canzoni politiche dei Maiden, che in Run to the hills si schierano apertamente a favore dei nativi americani massacrati in nome del nuovo mondo (per poi finire sotto le mani di Trump, bella fine...).

"White man came across the sea. 
He brought us pain and misery. 
He killed our tribes killed our creed. 
He took our game for his own need."


 

3) Dance of death (Dance of death 2003)

Anche qui, non so esattamente di cosa parli Dance of death, a quale storia si ispiri e tricchebballacche varie. Ma, anche qui, mi interessa poco: sentire cantare la prima strofa da un teatralissimo Dickinson é meglio di stare a teatro. Mi fa quasi credere di essere questo tipo trascinato in questa danza della morte.

"Feeling scared and I fell to my knees
As something rushed me from the trees
Took me to an unholy place
And that is where I fell from grace
Then they summoned me over to join in with them
To the dance of the dead
Into the circle of fire I followed them
Into the middle I was led"
 

 

2) Hallowed be thy name (The number of the beast, 1982)

Certo che i testi di The number of the beast erano proprio belli. Hallowed be thy name é la storia di un condannato a morte che aspetta la sua ora. Semplice semplice ma diretto e suggestivo. Pare proprio di essere lí. Brrr

"When the priest comes to read me the last rites 
I take a look through the bars at the last sights 
Of a world that has gone very wrong for me 
Can it be that there's some sort of error? 
Hard to stop the surmounting terror 
Is it really the end not some crazy dream? 

 

1) Rime of the ancient mariner (Powerslave - 1984)

I Maiden riuscirebbero probabilmente a farmi appassionare anche della cosa piú noiosa del mondo. Non é sicuramente il caso di questa Rime of the ancient mariner di Coleridge, ma se non fosse stato per i maiden col cavolo che avrei mai mostrato interesse per questa storia. Ed ero quasi tentato di comprare il libro, una volta.

"Day after day, day after day,
we stuck nor breath nor motion
As idle as a painted ship upon a painted ocean
Water, water everywhere and
all the boards did shrink
Water, water everywhere nor any drop to drink."