30/11/16

Ascolti di novembre 2016

Ok, come potete vedere ci sono piú titoli del solito. Il trucco c'é: ho cambiato telefono (causa la pidocchiosissima memoria da 8GB diventata ingestibile con l'ultimo update del software) e finalmente posso ascoltare liberamente tutti gli album che voglio.

Ho finalmente ascoltato nuova roba che volevo attenzionare come l'ultimo dei Tyketto, Beth Hart, un disco a caso dei Black stone cherry e il nuovo Sixx A.M, riprendere qualcosa che mi é piaciuta del recente passato come Dystopia dei Megadeth e Space Police degli Edguy, poi due eccellenti album strumentali come quelli della Andy Timmons Band e di Nick Johnston (su suggerimento di un amico che non sentivo da anni) e infine mi sono voluto ancora fare del male con l'ultimo dei Bon Jovi. Ah, immancabile l'album di Anggun che uso quando i miei vicini fanno casino e non posso dormire. Gli ultimi dei Metallica e Green day sono pure in Heavy rotation. ovviamente. Oh, nella lista sotto manca anche l'ultimo della Neal Morse band, che non si trova in streaming, ma che forse é l'album che ho ascoltato di piú in questo mese. Potete cliccare sui vari nomi per leggere la relativa recensione. Cosí, tanto per dire.

Ho messo ugualmente i link di Spotify anche se ho recentemente scritto che sono passato a Google play per motivi di reperibilitá degli album, dato che a volte su spotify a volte fanno penare per ascoltare un disco appena uscito.


27/11/16

La scheda - La Griffe

BIO

I La Griffe pubblicano l'EP di debutto Hypno-pop, disponibile in tutti gli store digitali.Nati nel gennaio 2014 dalle ceneri dei Controverso, i La Griffe sono attualmente composti da Riccardo Vinciguerra (voce), Daniele Perticaroli (chitarre) e Dj Max Stanzione (console e sequenze). Il sound risente di influenze techno ed electrohouse reinserite in un contesto pop. Un nuovo percorso, un restyling totale in base alle nuove sensazioni e sonorità che portano ad eliminare una chitarra e ad una presenza più equilibrata ma costante dell’elettronica.

I La Griffe vantano la collaborazione e partecipazione nel 2014 al film Di tutti i Colori di Max Nardari, che uscirà nelle sale nell'autunno 2016, nel quale la band rappresenta se stessa suonando una traccia inedita totalmente rivisitata appositamente per la pellicola e fortemente voluta dal regista.Il brano in questione, Disco Dance, sarà successivamente presentato al Derby del Cuore 2014 presso lo Stadio Olimpico di Roma di fronte a 40.000 spettatori.

GENERE

Hypno-pop, elettrohouse, elettro-pop


LINE UP ATTUALE

Riccardo Vinciguerra - Voce
Daniele Perticaroli - Chitarra
Max Stanzione - Dj


ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO

Ep. Hypno-pop 2016


INFLUENZE

In realtà non c'è un gruppo di riferimento, siamo molto attratti dal musica in sé, l'intuizione, la melodia, il gusto e l'originalità provengono da artisti di generi differenti. Ci lasciamo volentieri contaminare da ogni band o persona che abbia qualcosa da dire, possiamo affermare con certezza però, che l'ultimo lavoro dei Daft Punk è stato molto gradito da tutti e tre.


DI COSA PARLANO I TESTI

Fondamentalmente descrivono la bellezza delle cose, attraverso un filtro quasi sempre malinconico, grigio.
Cercano di descrivere le emozioni, nella parte più pura,  e le sensazioni che scaturiscono dallo scontro con la realtà, attraverso una sequenza d'immagini quasi sempre reale.
Vogliono dare un idea precisa di un atmosfera più che di una situazione, sono sempre autobiografici.


ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO

Sicuramente la nostra apparizione allo Stadio Olimpico di Roma in occasione del derby del cuore. Essere al centro del campo, suonare davanti tantissima gente e inoltre averla anche intorno è stata un'emozione incredibile.
Indimenticabile.


UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO

Uno con molto piacere, eravamo così contenti di esserci trasferiti nel nuovo studio che una delle primissime sere abbiamo smesso di lavorare e abbiamo iniziato ballare con la musica a tutto volume e luci da discoteca azionate.
Si sono aggiunti dei nostri amici e alla fine è diventata una festa.


I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO

Riccardo - 17 Re (Litfiba); Helldorado (Negrita); Thick As A Brick (Jethro Tull); Strange Days (The Doors); Silent Waters (Amorphis)
Daniele: Play (Moby); Random Access Memories (Daft Punk); Yeezus (Kanye West); Black Album (Metallica)
Max: Play (Moby); Random Access Memories (Daft Punk); Push The Button (Chemical Brothers); Supernatural (Santana).


CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE

Riccardo: Scream (Chris Cornell)
Daniele: St.Anger (Metallica)
Max: Suono Libero (Gigi D'Agostino)


UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE

Riccardo: James Hetfield
Daniele: Moby
Max: Giorgio Moroder


COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIù IMPORTANTE DEL PIANETA

Una vasca idromassaggio.


25/11/16

Le reazioni di alcuni anziani ai System of a down

Come reagirebbero delle persone anziane ai video di "Chop suey" e "Sugar" di quegli "spostati" dei System of a down?

Le risposte (alcune di loro sorprendenti) nel divertente video cliccabile qui sotto realizzato da Fine Brothers Entertainment.
Certo, hanno preso in esame una band decisamente difficile sia dal punto di vista musicale che, soprattutto, dal punto di vista visivo, dato che la band é finita orgogliosamente (credo) nella mia top 10 delle Band brutte (cliccate pure qui se vi sentite coraggiosi).

Purtroppo il video é inglese (senza sottotitoli), se volete che vi traduca qualche passaggio in particolare, fatemi sapere nei commenti.

23/11/16

Intervista: Mike Portnoy (The Neal Morse Band)


In occasione della release del nuovo album della Neal Morse band, The similitude of a dream (Leggi la recensione completa cliccando qui) ho avuto l'onore di fare una chiacchierata con uno dei miei miti musicali, Mr Mike Portnoy!

21/11/16

Recensione: The Neal Morse Band - The Similitude Of A Dream (2016)


Uno dei miei idoli di sempre, Mike Portnoy (ebbene sí, suona anche in questo disco), aveva anticipato al mondo che questo The similitude of a dream é il miglior concept album (al pari di Scenes from a memory dei Dream Theater) al quale abbia mai prestato servizio. Ecco, considerato il mio amore TOTALE per SFAM, pensate un po' quanto hype avessi per questo disco. Hype in veritá un po' smorzato dalla durata totale e dal concept a tema religioso "Il Pellegrinaggio del cristiano". Chi segue il blog sa quanto non ami affatto i dischi lunghi (a parte qualche eccezione) e le religioni, sia in generale che in musica. Ma stiamo parlando di due musisti incredibili come Neal Morse e Mike Portnoy, quindi ci passeró sopra, ma come compromesso non parleró del concept.  Conosco la storia solo per sommi capi e non mi va molto di attenzionarlo.

20/11/16

Metallica: Hardwired… Live from The House of Vans, London

Oh, mi rendo conto che ultimamente i Metallica stanno popolando la rete con milioni di video, recensioni, interviste, anteprime etc etc. Prometto (forse) che questo sarà l'ultimo articolo per un bel pezzo.
Pubblico questo concerto (riservato a dei fan che avevano vinto l'accesso) alla House of Vans di Londra per diversi motivi:

1) La qualità audio/video è ottima
2) La House of vans si trova a due passi rispetto a dove ho abitato fino a 6 mesi fa.
3) Fa strano vedere i Metallica non suonare in palchi oceanici bensì in un posto per band, diciamo, non troppo importanti.
4) E' un modo per vedere come rendono alcuni brani del nuovo album in sede live (ne hanno fatti solo 3 a dire il vero, decisamente pochini) e la scaletta ha un paio di canzoni che mi ha fatto piacere riascoltare (non faccio spoiler perchè potrei rovinarvi la sorpresa).
5) Lars Ulrich ha avuto il buon gusto di mettersi un cappellino.
6) Le ripetute torte in faccia a Kirk Hammett a fine concerto. So per certo che molti chitarristi saranno felici.

Se i motivi vi sembrano pochi, non cliccate sul video sottostante. Altrimenti...Enjoy!


16/11/16

Recensione: Redeem - Awake


Recensione a cura di Maria Carola Leone

I Redeem sono una band rock svizzera di grande lustro composta da Stefano “Saint” Paolucci, Alessio Piazza e Simon Steiner.

Nato nel 2003, il trio pubblica il suo esordio discografico Eleven tre anni dopo ottenendo discreto successo e buona accoglienza da parte della critica. Il videoclip Alive viene infatti trasmesso su canali prestigiosi come Mtv Svizzera o Viva e in poco tempo i ragazzi si trovano a condividere il palco con 3 Doors Down, Gotthard, Daughtry e i Toten Hosen. 
 Nel 2008 firmano per Universal Music a Berlino e si mettono al lavoro sul secondo disco 999 che esce nel 2011. Dall'anno seguente entra ufficialmente a far parte del gruppo il bassista Alessio Piazza, la cui presenza determina un positivo cambiamento non solo per le dinamiche interne ma anche per l’aspetto musicale e creativo che subisce infatti un'impennata. I frutti di questo lavoro sono disponibili nel terzo e ultimo album Awake. 


Dodici tracce ricche di sensazioni positive ed energiche, latrici di un sound più duro e potente che lascia spazio anche al primo tentativo in carriera di comporre un brano in italiano dal titolo La Luna. Il resto del disco è completamente in inglese, lingua assai più romantica e poetica nel cantare alcune delle sofferenze e dei momenti bui contenuti in Awake. 


Sicuramente d’impatto è Borderline, una ballata esplosiva in cui si narrano le gioie e i dolori di una relazione e che rilascia vibrazioni simili all'omonimo disturbo mentale. Dal sapore metal è Alter Ego che lascia poi spazio al rock irriverente di Judgement Day la quale racconta il malessere sociale in cui l’uomo invece di seguire il proprio volere si piega alla volontà dell’altro. Potente è Beautiful Day che chiude il girone dedicato alla maestosità rock del gruppo. Struggente è invece The Last Goodbye, il nuovo singolo/videoclip scritto per qualcuno che ha perso la moglie suicida e nel quale i Redeem cercano di esprimere, nonostante la delicata tematica, un senso di forza e fiducia verso il futuro. 


Sebbene la loro carriera abbia compiuto da poco 13 anni, i ragazzi elvetici sono tornati a farsi ascoltare dal pubblico italiano e internazionale con un sapore deciso e sempre aperto alle freschezze musicali contemporanee.


http://www.redeem.ch/promotion-page/

https://www.facebook.com/redeemmusic/

www.redeem.ch

14/11/16

La scheda: Capobranco



BIO
Il Capobranco nasce a Padova nel 2012 e nella primavera seguente arrivano le prime esibizioni dal vivo. Solo apparentemente ruvido e poco accomodante, non dimentica di lasciare in ogni occasione un viscerale ricordo di sé.
Il Capobranco è formato da Alex Boscaro (chitarra e voce), Valerio Nalini (basso e voce) ed Enrico Carugno (batteria), musicisti forti di un’intesa consolidata da anni di esperienze comuni quanto da un lungo percorso attraverso le band più o meno rock della provincia.
Nel 2014 viene pubblicato da Jetglow Recordings il primo album, Capobranco, registrato al Rocket Booster Studio di Ponte S. Nicolò (PD) e prodotto da G.G. Rock. Ben accolto dalla critica e accompagnato dal video della title-track è stato seguito da oltre 40 concerti in club e festival. Il filo conduttore del primo disco è la sarcastica celebrazione dello spirito animale che, da dietro le quinte, contamina la personalità di ciascuno di noi.
Il secondo lavoro in studio è Il grande zoo, un maxi-EP di 6 tracce pubblicato il 20 ottobre 2016, ancora una volta per Jetglow Recordings. Registrato allo Studio2 di Padova, è stato scelto Cristopher Bacco per la produzione, con l’obiettivo di esaltare il groove ritmico e la naturale chimica tra tre musicisti che suonano insieme da oltre un decennio e che caratterizzano e rendono indimenticabili le appassionate performance dal vivo.
Coerente evoluzione dell’album d’esordio, in questo lavoro il Capobranco alza la testa per osservare come i comportamenti umani, così come le relazioni e interazioni tra persone, non siano poi così diversi da quelli che si trovano nel resto del mondo animale: la civiltà in cui viviamo non è altro che un grande zoo.

GENERE
Funk/rock, alternative rock

LINE UP ATTUALE
Alex Boscaro – voce e chitarra
Valerio Nalini – voce e basso
Enrico Carugno - batteria

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Capobranco (2014, Jetglow Recordings) – prodotto da GG Rock
Il Grande Zoo (2016, Jetglow Recordings) – prodotto da Cristopher Bacco


INFLUENZE
Ognuno di noi ha le sue influenze musicali e che tu voglia o no queste influenze vengono fuori in quello che fai. Alex è sicuramente l’anima più R’n’R del Capobranco, Valerio è fortemente influenzato dall’Alternative Rock degli anni ’90: Jane’s Addiction, Red Hot Chili Peppers, Pearl Jam ecc. Enrico invece è l’intenditore della band: ascolta di tutto, cercando di essere sempre aperto a nuovi generi e frequentando musicisti più esperti per attingere nuove idee dalla loro cultura musicale. Questo è utilissimo perché ci porta nuove contaminazioni e ci sfida ad essere più originali.

DI COSA PARLANO I TESTI
Delle esperienze di tutti i giorni, nelle loro infinite sfaccettature. Per questo, pur mantenendo in generale un tono piuttosto ironico, gli argomenti trattati sono molto diversi tra di loro. Per esempio ci sono canzoni che parlano di musica (“Il rock è fuori moda”), di un amore finito male (“Miele di vespa”), della società che ci circonda (“Benvenuti nel grande zoo”) o del traffico creato dai trattori agricoli (“Ad un tratto”). Ovviamente cambia la profondità dei temi trattati e alcuni sono più superficiali, altri più intimistici: uno specchio della nostra quotidianità.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Luglio 2015 con i Fratelli Calafuria, una delle nostre band preferite. Si sono sciolti poco dopo, in loro memoria abbiamo inserito una loro cover in scaletta.

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
Stavamo suonando a un motoraduno di Harley Davidson in Svizzera. A un certo punto il concerto viene interrotto e un prete prende il nostro posto sul palco per fare la tradizionale benedizione delle moto. Un po’ spaesati, perché non ci avevano avvisato, abbiamo assistito alla cerimonia, poi tutti i biker sono montati in sella e sono partiti per la loro scampagnata “benedetta”. Abbiamo poi concluso il concerto praticamente senza pubblico!

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
Alex: Appetite for Destruction (Guns N’ Roses)
Valerio: One Hot Minute (Red Hot Chili Peppers)
Enrico: Rocks (Aerosmith)

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt di John Frusciante

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
James Brown

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIÙ IMPORTANTE DEL PIANETA
Siamo persone semplici: ci accontenteremmo di un cocktail bar servito da un barman acrobatico di bella presenza e di un campo da minigolf a 18 buche, per rilassarci prima dei live.

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11/11/16

Top 10: I migliori testi degli Iron maiden

Ho provato a mettere insieme i 10 testi degli Iron maiden che mi piacciono di piú, ecco cosa ne é uscito. Ovviamente cambieró idea domani mattina, forse pure prima (nota la rima) ma cominciamo ugualemente.


08/11/16

Recensione: Glenn Hughes - Resonate (2016)

Mamma mia come canta quest'uomo a 65 anni. Ecco, l'ho detto subito cosí mi sono tolto il pensiero. Ah, dico anche che la copertina é di una bruttezza rara, cosí mi tolgo anche questo pensiero.
Glenn Hughes é un bassista - cantante che nella sua lunga carriera ne ha viste di tutti i colori passando attraverso numerosissimi progetti e band, a partire ovviamente dai Deep Purple fino ad arrivare ad i recentemente riuniti Black country communion, band che apprezzo moltissimo e che ho avuto la fortuna di ammirare dal vivo.

Questo Resonate purtroppo non prende i migliori spunti dei Black country communion, dove molto spesso i pezzi cantati da Glenn (al contrario di quelli cantati da Bonamassa), sono veloci e senza freno a mano tirato. Qui troviamo praticamente tutti mid tempo (ad esclusione della particolare ballad When I fall) suonati benissimo e cantati ancora di piú, ma personalmente adoro Glenn quando gira su altri ritmi.
I suoni sono molto corposi e grezzi e la voce di Glenn sembra sempre quello di un ragazzino incazzato. I complimenti a lui per come riesce a mantenersi in questa forma eccezionale. Mi piace molto anche l'onnipresente l'organo Hammond settantiano suonato da Lachy Doley che non si limita all'accompagnamento ma spesso fa la voce grossa con veri e propri assoli (tipo in How long), esattamente come succedeva nei Deep Purple. Ottime anche le trame di chitarra, molto semplici ma incisive. Curiositá: la batteria delle tracce Heavy e Long time gone é affidata all'amico Chad Smith, batterista dei Red hot chili peppers.

Album che si lascia ascoltare molto gradevolmente ma che manca di pezzi clamorosi (ma anche molto meno) che si potranno ricordare nel tempo e privi di colpi geniali. Di contro, nessuna traccia é brutta e il disco scivola via piacevolmente per la qualitá dei protagonisti e per via di un'ottima produzione. Non un disco da ricordare negli anni ma sicuramente buonissima musica.

Voto 65/100
Top tracks:  Let it shine, How Long, Long time gone

Tracklist:

01. Heavy
02. My Town
03. Flow
04. Let It Shine
05. Steady
06. God Of Money
07. How Long
08. When I Fall
09. Landmines
10. Stumble & Go
11. Long Time Gone

07/11/16

Che succede a Spotify?


Non so se l'argomento é in realtá appropriato per il blog, ma volevo ugualmente condividere con voi il mio pensiero.
Tengo comunque sempre a puntualizzare che non sono un sostenitore della musica in digitale, che uso prevalentemente per comoditá (per scopo recensioni, per esempio) o perché la mia collezione di CD non é purtroppo disponibile, in quanto si trova in Italia. Trovo anche comodissimo lo streaming offline nell'Iphone, dato che mi muovo giornalmente in metropolitana.

Bene, veniamo a noi: ho appena disdetto l'abbonamento premium a Spotify che avevo sottoscritto diversi anni orsono. Motivo? Le nuove uscite.

Ultimamente, infatti, un sacco di nuove uscite vengono pubblicate su Spotify molto tempo dopo l'effettiva pubblicazione. Vabbé, sará una scelta dell'artista/etichetta che avrá deciso di pubblicare il disco online successivamente, dando prioritá al supporto fisico. No, non é cosí. Ho verificato e su altre piattaforme le nuove uscite sono lí esattamente il giorno d'uscita.

E' successo recentemente con l'ultimo dei Bon Jovi (anche se potete tranquillamente fare a meno di ascoltarlo) e l'ultimo di Norah Jones (sí, ascolto anche altro, oltre il rock...). Questi due dischi si trovavano dappertutto (perlomeno nelle piattaforme principali dove ho guardato) tranne che su Spotify. Nel recente passato l'ultimo dei Tremonti é stato messo on line addirittura diverse settimane dopo la sua effettiva pubblicazione. Questi sono solamente i casi dei quali mi sono accorto, chissá quanti altri ce ne sono stati.

Sono cosí passato a Google play, che non vanta sicuramente una grafica accattivamente come quella di Spotify, ma funziona sufficientemente bene e le nuove uscite ci sono tutte. Certo, non vanta neanche tutte le playlist (e chissá quante altre cose) che troviamo nel servizio dell'azienda svedese, ma la qualitá dello streaming é decente (meglio di quella di spotify nel web player, 128k contro 320k) e soprattutto non devo aspettare giorni o settimane per ascoltare un disco che mi interessa. Beh ognuno con le proprie prioritá, per me sono queste.

Avete notato anche voi queste recenti mancanze di Spotify oppure il disco piú recente che avete ascoltato é stato Nevermind dei Nirvana?

05/11/16

Recensione: Bon Jovi - This house is not for sale (2016)


Anticipato dall'uscita di alcuni singoli terrificanti, finalmente (!) ho potuto mettere le mani su This house is not for sale, 14esimo disco in studio per i Bon Jovi (anche se forse sarebbe più corretto chiamarli Jon Bon Jovi, dopo l'abbandono di Richie Sambora). L'album è stato concepito dal Bongiovanni dopo un periodo difficile della sua vita e la copertina che vedete sopra rappresenta le sue forti radici. Ci piace. Ma veniamo al temutissimo ascolto.

04/11/16

Recensione: Baryonyx - Fuori il Blizzard (2016)

Recensione a cura di "Stick"

Tornano i Baryonyx con il nuovo lavoro “Fuori Il Blizzard” targato "Ghost Label Record/Audioglobe”, un album che vede la partecipazione di Led Green ai Synth e Campionamenti, Una soluzione questa della band Toscana che si rivela azzeccata riuscendo così ad ottenere un sound vario per tutti i gusti. Si và dalla ballata dalle intenzioni Punk/Rock di Bonacciale a quella più Dance come Voce84, senza rinunciare a melodie più fresche presenti in tracce Ergosfera, Trilobyte e P.P.F. .

Il duo Alternative Elettro Rock fà uso appunto di suoni campionati e synth rendendo il progetto originale, con testi in italiano che non tratto banalità, seppur confezionato con una cover strana che non catturerebbe sicuramente la curiosità, possiamo dire che la scelta dei suoni in fase di registrazione è buona, una sezione ritmica leggera. Sottolineata da una chitarra presente quanto basta per giustificare la presenza alternative rock. Fuori il Blizzard è un disco leggero che si lascia ascoltare e trasportare, otto tracce suonate senza troppe pretese, ma con l'unico obbiettivo di confermare la potenzialità della band che avevamo avuto modo di ascoltare con “Trias”, un lavoro leggermente diverso ma anche meno “maturo” rispetto a questo nuovo.

Se queste poche righe vi hanno incuriosito non vi rimane che andare ad ascoltarvi il lavoro della band in streaming.

Tracklist:
1) Luci bianche oltre lo zenit
2) Mondo a colori
3) Inferno #3
4) Ergosfera
5) Bonacciale
6) Trilobyte
7) Voce 84
8) P.P.F

(Ghost Label Record/Audioglobe)


02/11/16

Primo ascolto: Metallica: Atlas, rise

Io con mio compare James che sorridiamo nell'anteprima. Siamo entrambi contenti del pezzo. Beccatevi le mie prime sensazioni del nuovo singolo dei Metallica: Atlas, rise. Vi piace?