30/06/17

Ascolti di giugno 2017

Un sacco di nuovi ascolti per questo schizofrenico giugno (qui a Londra si passa da estate piena a giorni praticamente invernali). Per la serie quando non esce nulla di nuovo e quando escono un sacco di dischi (che ti interessano, ovviamente) tutti insieme: ecco quindi i nuovi di Adrenaline Mob, The Ferrymen, Jorn e gli italianissimi Secret sphere, tutti prontamente recensiti sul blog.

Nuovi anche gli outsider The night flight orchestra e Tainted lady. Riguardo questi ultimi e il loro How the mighty have fallen dovrei farci una recensione a brevissimo, anche se me lo ripeto da un paio di settimane e non trovo mai il tempo. Vi consiglio di ascoltare entrambi, questo posso già anticiparvelo.

Per il resto, resistono gli ignorantissimi Anvil col classico Metal on metal, scoperto colpevolmente da poco, poi gli Art of Anarchy (e pensare che gli ho dato un voto abbastanza basso in sede di recensione) e infine ho inserito in heavy rotation un classicone del metal che adoro come Seventh son of a seventh son, ovviamente degli Iron maiden. Inoltre - consigli per gli acquisti - ho inserito in questa pagina anche la playlist che ho creato su Spotify dove troverete canzoni nuove (molte fanno parte di questi dischi qui sotto) mischiate con classici non troppo inflazionati (beh, a parte qualcuno) Dovrebbe essere un bell'ascolto...perlomeno, per lo è per il mio gusto. Premete play e seguitela (se volete).. enjoy!


28/06/17

La scheda: Noisebusters


BIO
I NoiseBusters sono un gruppo "rock" formatosi nel 2011 a Roma. Dopo qualche mese di assestamento, si esibiscono come “cover band” in diversi locali romani ma, trovata la giusta alchimia, cominciano a creare pezzi inediti, che presenteranno poi anche dal vivo e con cui nel 2013 arriveranno alle finali regionali di "Emergenza festival", esibendosi con buon riscontro su palchi importanti di come quelli del BlackOut e di Stazione Birra.
Nel 2014, dopo numerosi concerti e dopo un cambio di formazione al basso, entrano in sala di registrazione per incidere il loro primo album "Carry Me Home", un lavoro composto da undici tracce sia in italiano che in inglese che passano da sonorità pop ad altre decisamente più rock, facendo coesistere le varie influenze artistiche dei componenti della band. Ne vengono estratti due singoli, "Dream of a night" e "Malinconia", che hanno girato su più di 150 radio italiane e su alcune radio estere. Nel frattempo riprendono l'attività live per continuare a diffondere la propria musica e promuovere il suddetto album.
Nel 2015, dopo un nuovo cambio di bassista, superano le selezioni regionali del "Cantagiro", importante festival di musica italiana emergente, trovandosi così ad esibirsi alle finali nazionali di Guidonia al Teatro Imperiale, ed il loro brano "Malinconia" viene selezionato per essere inserito nella compilation della manifestazione. Nel 2016 incidono il loro nuovo lavoro, uscito il 13 marzo 2017 sia in formato fisico che sui digital stores, l’ep “Endless Mirage”, una sorta di “mini” concept album che racconta il percorso del miraggio di un uomo in un mondo ormai devastato. Anche in questo caso il risultato è la raccolta delle idee artistiche dei musicisti, dando quindi alla fine un filo logico al prodotto con i vari intermezzi strumentali. Dopo un nuovo cambio nella sezione ritmica, questa volta alla batteria, si arriva alla formazione attuale, composta da Andrea Lupi alla voce, Matteo Camerini alla chitarra, Edoardo Cofano alle tastiere, Eduardo Lorenzo al basso e Federico Curto alla batteria.

GENERE
Non è mai facile identificarsi così in due parole. Sicuramente facciamo rock, non ci sentiamo di escluderci dal pop-rock e speriamo di essere anche hard rock. Stiamo inoltre sperimentando qualche suono più "elettronico"

LINE UP ATTUALE
Andrea Lupi alla voce, Matteo Camerini alla chitarra, Edoardo Cofano alle tastiere, Eduardo Lorenzo al basso e Federico Curto alla batteria.

Album/EP/Demo ALL'ATTIVO
Carry me Home (2014)
Endless Mirage (2017)

INFLUENZE
Siamo un gruppo composto da persone con influenze molto differenti tra loro. Abbiamo il funk per la sezione ritmica, prediligendo i Red Hot Chili Peppers, i Beatles ed il pop-rock per la tastiera, l'hard rock, in particolare i Deep Purple per la chitarra mentre il cantante predilige l'ecletticitá dei Queen.

DI COSA PARLANO I TESTI
Il nostro Endless Mirage è composto da testi che descrivono, appunto, un miraggio senza fine. Un miraggio di mondi visti da questo spettatore che ne immagina di nuovi perché quello in cui vive oramai lo sta distruggendo (metafora dell'uomo che sta uccidendo il mondo) 
E quindi alla ricerca di questo luoghi si perde nelle bellezze di questi miraggi, per poi domandarsi se fosse tutto semplicemente un miraggio o no, concetto espresso nell'ultima traccia "miraggio"

L'ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
La semifinale dell'Emergenza Festival del 2013 al blackout rock club di Roma, fu la prima esibizione su un palco con luci ed impianto professionale, ma sopratutto con un pubblico "eccezionale" sotto di noi

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
La prima ed unica volta che abbiamo suonato ad un diciottesimo, che è stato il concerto più lungo è meno sobrio della nostra "carriera". A 5 canzoni dalla fine si rompe il rullante del batterista, a quattro una corda del bassista, a due il mi cantino ed all'inizio dell'ultima cade la tastiera. Queste cinque canzoni componevano un medley, ci siamo fermati solamente quando la tastiera non si è più riaccesa. Teribbbbile.

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
In ordine sparso:
Blood Sugar Sex Magic (Red Hot Chili Peppers), Machine Head (Deep Purple), A Night At The Opera (Queen) e The White Album (The Beatles)

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
"The Yellow Shark", Frank Zappa arrangiato per orchestra. Una mina.

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Roger Waters, sarebbe un onore non così scontato.

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIù IMPORTANTE DEL PIANETA
Ginseng, frutta esotica e un grande uovo di Pasqua. Prima di OGNI concerto, ovviamente.


27/06/17

Lavica Rock 2017

La macchina del Lavica Rock è di nuovo in funzione: sta per tornare il festival musicale più atteso dell’estate.

Giunto alla sua XIX edizione, il Lavica Rock, ha riaperto i battenti per le iscrizioni delle band di inediti e tribute band, che calcheranno l’ambitissimo palco del Parco “Antonio Aniante” di Viagrande. 28/29/30 luglio

Per partecipare basterà cliccare sul sito (www.lavicarock.it) e compilare il form.

Il Lavica Rock, ormai pienamente maggiorenne, è un contest musicale di riferimento tra gli amanti del genere rock, provenienti da tutta l’isola, ma anche dal resto d’Italia.

Grandi nomi hanno caratterizzato, con le loro esibizioni, le precedenti edizioni: Teclo, Archinuè, Luca Madonia, Mario Venuti, Tinturia, Agricantus, Agata Lo Certo, Brigantini, Alì Babà, Ipercussonici, Lautari, Matteo Amantia, The Niro, Bidiel e Le Scimmie Astronauta.

Alcuni di loro hanno battezzato la loro carriera musicale lunga e piena di successi proprio sul palco del Lavica Rock, altri ancora hanno partecipato dopo aver raggiunto il grande successo.

Anche quest’anno la line-up della tre giorni musicale sarà di altissimo livello.

Ma non dimentichiamoci che, al termine della kermesse ci saranno due vincitori: uno per la categoria “inediti” e uno per quella delle “tribute band”.

L’ingresso, come sempre, è gratuito per godere di una serata decisamente imperdibile!

26/06/17

Recensione: Royal Blood - How Did We Get So Dark? (2017)


A tre anni dal successone del debut, il duo di Brighton torna a farsi sentire con questo nuovissimo How did we get so dark? che grosso modo continua la formula vincente dell'omonimo Royal Blood. Dico grosso modo perché il tutto in questo disco sembra leggermente piú addomesticato (meno grezzo, insomma) ma siamo grosso modo su quella scia.

22/06/17

Given To Rock Playlist

Ok, è una sorta di strana auto pubblicità, ma dato che da ieri trovate questa playlist in maniera permanente sulla parte destra del sito, almeno mi prendo la briga di fornirvi un minimo di spiegazione. Non ho di meglio da fare? Forse.

21/06/17

Recensione: The Night Flight Orchestra – Amber Galactic (2017)


Sono venuto a conoscenza di questo Amber Galactic praticamente per caso e, dopo le prime due canzoni, ero fiducioso di aver trovato una mia nuova band preferita. Purtroppo non é stato cosí ma ho scoperto ugualmente un bel disco e della buona musica. 

20/06/17

Videorecensione: Foo fighters - Sonic Highways

Ho avuto modo di vedere l'intera stagione del documentario messo in piedi da Dave Grohl e dai Foo fighters, che prende il titolo di Sonic Highways, realizzato per la realizzazione del loro ultimo album. Cliccate play per qualche impressione/considerazione del sottoscritto. Enjoy (si fa per dire, ovviamente)

17/06/17

Live report: Guns n' roses - Live at London Stadium 16/06/2017


"Not in this lifetime" aveva dichiarato ai giornalisti Axl Rose qualche anno addietro quando gli chiesero se voleva riunirsi con i suoi ex compagni. Ma il tempo (e i soldi) cancellano tutto ed ecco qui che mi ritrovo a vedere una delle band piú importanti della mia vita: i Guns n' roses.

Ufficialmente non é la prima volta che li vedo, ma 5 anni fa non era la stessa band (clicca qui per il live report) cosí come non é stata la stessa cosa assistere a qualche esibizione della band di Slash, per quanto mi abbiano sicuramente lasciato contento. Ma come dico sempre, andiamo per gradi (cit. Visconte Cobram)

Arrivo allo stadio olimpico di Stratford abbastanza tardi, ed entro praticamente 5 minuti prima dell'inizio del concerto. La notizia è che il concerto è cominciato in orario (soli 3 minuti di ritardo). L' Axl giovane avrebbe probabilmente sputato in faccia a quello vecchio, se ne avesse avuto la possibilità. Il concerto parte con due classici dal primo album: It's so easy e Mr. brownstone. Il tempo di perdere traccia dei miei amici (persi a fare code nei bar) e con la scusa di Chinese Democracy decido di andare in solitaria a prendere un buon posto. Finisco nelle gradinate superiori, dove forse non potevo neanche stare con il biglietto che avevo, ma il tipo che controllava era distratto e sono salito alla velocità della luce riuscendomi a sedere in un posto lontanissimo dal palco ma da dove posso guardare tutto lo spettacolo dello stadio pieno. Mi rilasso e mi godo il concerto (e Welcome to the Jungle). Il palco è ovviamente enorme e sullo schermo passano dei video diversi per ogni singola canzone. Fatti benissimo, per carità, ma non troppo di mio gusto, li ho trovati un po' ripetitivi e freddi. Forse sono un po' troppo cattivo, lo so.


Non avevo visto la scaletta prima del concerto per non rovinarmi le eventuali sorprese ed ecco che arriva la prima: Double talkin' jive. Beh, non che si possa definire tale (i Guns l'hanno sempre portata durante l'Use your illusion tour) ma forse non mi aspettavo di sentire una scaletta così vicina a quelle che ascoltavo tanti (troppi) anni fa. Ah, la chitarra di Slash ha un suono PAUROSO. Ogni tanto il suono generale è stato un po' confuso, ma quando entrava Slash in modalità solista era una delizia assoluta. Il punto più basso del concerto è stato sicuramente Better, non solo per la canzone in se ma soprattutto per i suoni impastatissimi (perlomeno, così mi arrivavano) che non mi hanno fatto capire una mazza. Ci pensa la mia amata Estranged a farmi passare il fastidio e anche qui, il suono di Slash è una cosa da paura. Se ci fossero le sette meraviglie accostate alla musica, una di queste sarebbe sicuramente Slash e la chitarra di Estranged. Anzi, la metto anche nelle sette meraviglie della terra in generale, la faccio proprio grossa. Divino.

Come dicevo prima, la scaletta è molto simile a quella dello Use your illusion tour, quindi ecco la cantatissima Live and let die, Rocket queen (Axl bravissimo), You could be mine (con Slash che suona con la stessa chitarra rossa che utilizzava in quegli anni!) e una bellissima Attitude, preceduta da un intro di You can't put your arms around a memory, sempre da The spaghetti incident con Duff mcKagan protagonista dietro il microfono. A fine concerto noterò che le cover eseguite questa sera sono tante, forse un tantino troppe, soprattutto se hai tutto il materiale dei due Use your Illusion da utilizzare. Ma vabbe'...


Prima di proseguire con la scaletta dico qualche parola sulla band:
Axl Rose non è ovviamente lo stesso di 25 anni fa. Le note ce le ha ancora tutte, quello che non ha più è la potenza vocale (ha diverse pause durante il concerto) ed il look. O meglio, veste ancora come allora, ma se prima risultava un sex symbol con certi tipi di vestiti, adesso risulta decisamente diverso.
Slash: esattamente lo stesso di 25 anni fa. Con diversi chili in più ma a parte quello, tutto uguale, anzi, forse addirittura meglio, a livello di suono.
Duff: esattamente lo stesso di 25 anni fa, stavolta con diversi chili in meno. Dizzy Reed al piano sempre dietro le quinte ma puntuale e con buon gusto e un ottimo Richard Fortus che ha avuto decisamente più spazio per mettersi in mostra rispetto a quanto faceva Gilby Clarke (e rispetto a quanto spazio hanno i chitarristi che supportano Slash in genere). Soprattutto verso la parte finale del concerto Slash gli ha lasciato diversi soli che lui ha eseguito con classe, dimostrando di essere anche un ottimo solista.
Su Frank Ferrer dico solo questo: Matt Sorum dove sei? Anzi, credo che preferirei sentir suonare quasi un batterista a caso al suo posto, il suo gusto non mi piace per nulla e mi ha rovinato il piacere di ascoltare alcuni passaggi di alcune canzoni.

Fra le altre canzoni (vedere scaletta a fondo pagina) spicca la mia amatissima Coma, secondo me un capolavoro. Chiaro che la versione da studio è imbattibile con tutti quegli effetti che danno ancora più senso alla canzone ma è stato un bel sentire, il riff di Slash a volumi clamorosi mi ha dato un emozione immensa. Axl invece a fine canzone stava praticamente collassando, ma gli si può perdonare data la difficoltà tecnica del brano. Proseguendo, Slash ci delizia con il solito assolo sulle note de Il padrino e poco dopo parte Sweet Child o' mine, nettamente la canzone più attesa e quella più cantata da tutto lo stadio. Tutti in piedi con gli Smartphone a filmare (purtroppo). Axl se l'è cavata abbastanza bene. Se la caverà anche meglio nella successiva My michelle, cantata veramente da Dio.

Slash e Richard Fortus eseguono una bella versione chitarristica di Wish you were here dei Pink Floyd e poi accennano un altro motivo che mi ricordava la sigla di Beverly Hills 90210, ma dubito fortemente sia stata quella. Nel caso sappiate cosa fosse per favore fatemi sapere.

Il concerto prosegue con Axl al piano che preannuncia ovviamente November Rain. Anche qui commentare gli assoli di Slash è abbastanza superfluo: divino (l'ho già detto per caso?). Immancabile una delle cover più famosa del pianeta, ovvero Knockin' on heaven's door stavolta cantata da Axl in maniera decisamente svogliata (ma probabilmente era provato dalle canzoni precedenti) e con Slash che ha suonato l'assolo su una 12 corde (!). La sempre bella Nightrain chiude la prima parte ufficiale del concerto.

Per i bis ancora due cover: Black hole sun dei Soundgarden e The seeker degli who. Qui più che in altri frangenti ho sentito un po' di mancanza di comunicazione. Axl ha parlato veramente con il contagocce questa sera ed è una cosa che non apprezzo. Beh, forse non hai bisogno di dire niente prima di certe canzoni ma a volte anche due parole possono fare tanto. Poteva dire un "questa è per Chris", per esempio, oppure presentare brevemente la canzone degli Who. Niente. Non parlo solo di queste cover ovviamente, praticamente nessuna canzone ha avuto uno stralcio di presentazione, quando potresti dire milioni di cose su ognuna.

Chiudono il concerto una totalmente acustica Patience (Slash ci delizia con i soli esattamente come su Lies) e l'amatissima Paradise city, che non ha bisogno di molti commenti e presentazioni e che risulterà fra le migliori canzoni del concerto con tutto il pubblico in piedi.

Gli smartphone su Sweet child o' mine

Il concerto mi ha soddisfatto enormemente per Setlist e per durata (2 h e 50 minuti senza pause), mentre l'aspetto negativo, come detto, è stato la pochissima comunicazione. Aggiungo anche che Axl e Slash non si sono cagati di striscio durante tutta l'esibizione, quindi probabilmente questa è stata solo una tregua temporanea. Io spero di no e spero fortemente di sentire nuova musica nel breve futuro. Slash e Duff pensateci voi che se aspettiamo Axl ci mette 10 anni.

Dopo il concerto c'è stato un vero e proprio manicomio per raggiungere la stazione metro più vicina con un'interminabile massa di esseri umani (eh?) che cercava di lasciare Stratford. Ma questa è un'altra storia...

Guns N’ Roses Setlist London Stadium, London, England 2017, Not in This Lifetime

16/06/17

La scheda: Figli di Madre Ignota

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-Breve descrizione/bio della band:
Figli di Madre Ignota nasce come band nel '97 ma cresce da subito come "collettivo" di musicisti, cambiando più volte formazione e influenze musicali... una cosa rimane costante: il tentativo di produrre musica divertente e ballabile ma non per questo banale nei testi e negli arrangiamenti. Rubiamo idee dalla musica di tutto il mondo senza fare world-music e senza perdere le nostre origini o sacrificare elementi elettrico-elettronici a noi cari. Qualsiasi idea che ci piace o ci sembra spendibile in sede di composizione e/o arrangiamento prima o poi finisce nella nostra musica.

-Genere musicale:
Se proprio dovessi definirlo (e l'idea non mi fa impazzire) potrei continuare il gioco di parole che da sempre ci accompagna: una volta era "Spaghetti Balkan", poi "Tagliatella Punk"...ora cosa ti posso dire? "Elettro-Maccaroni" ti piace?

-Line-Up attuale:
La formazione attuale è composta da: Stefano "Iasko" Iascone (voce e tromba), Massimo Piredda (trombone e voce), Marco Pampaluna (chitarra), William Nicastro (basso e cori), Cristiano Novello (batteria e percussioni).

-Album/EP/Demo all'attivo:
Orangotango Topless, Kanakapila, Tamboo-Tamboo, Fez-Club, Combat Disco Casbah, Bellydancer

-Influenze:
Impossibile elencarle tutte...citerei piuttosto alcuni degli artisti che ci hanno in qualche modo indicato la via: Renato Carosone, Firewater, Balkan Beat Box...ma sto comunque per esigenza di sintesi facendo un torto a moltissimi altri non citandoli.

-Di cosa parlano i vostri testi:
Solitamente partono da un nucleo embrionale di associazioni di parole per finire a parlare quasi sempre di quello che ci circonda, evitando però toni saccenti e privilegiando piuttosto l'ironia e lo sberleffo. Altre volte sono storie più o meno vere o assurde, situazioni, immagini.

-L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Aspetta qui opererei un doveroso distinguo:
A livello musicale sicuramente le tre partecipazioni allo Sziget festival...ogni volta è talmente emozionante che riascoltando le registrazioni ci rendiamo conto di aver staccato i pezzi ad una velocità assurda: chiaro sintomo che il cuore batteva troppo forte.
A livello diciamo così "situazionista" invece, citerei un party privato alle Hawaii.
Sì hai letto bene.

-Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Quanto spazio ho? Mi viene in mente un concerto ad Eskisehir nella parte anatolica della Turchia, suonavamo su un palco galleggiante fatto di una sorta di puzzle di boe incastrate che si muovevano a seconda dei movimenti dell'acqua sottostante...quando abbiamo invitato un po' di ragazzi ad invadere il palco tutti si sono messi a saltare e sembrava di suonare in mezzo a un maremoto.
Al GoulashDisko in Croazia invece c'era una temperatura assurda sebbene fossimo in riva al mare e ad una certa c'è stata anche lì una mezza invasione di palco. Di ragazze in topless.
Non si è capito più nulla...ricordo solo dei backliner che si buttavano per salvare parte dell'impianto, e in mezzo a questa torma dantesca uno di noi (di cui non posso fare il nome per evidenti ragioni di segreto professionale) che svettava ogni tanto da una parte all'altra saltando come un canguro impazzito nella stagione dell'accoppiamento.

-I vostri dischi preferiti in assoluto:
La domanda è mal posta mi verrebbe da dire...Su alcuni ascolti andiamo molto d'accordo, su moltissimi altri non potremmo avere gusti più diversi. Personalmente potrei citare in ordine sparso ( sintetizzando ad un non certo esaustivo numero di 5) quelli che tornano fuori in maniera più ricorrente: Revolver dei Beatles, Ok computer dei Radiohead, Lateralus dei Tool, Boys for Pele di Tori Amos, 0 di Damien Rice, Hesitation Marks dei Nine Inch Nails, of the blue colour of the sky degli Ok Go...vedi già sono 7 e non ho nemmeno iniziato con la lista!

-Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Non sono sicuramente l'unico, ma non credo nemmeno saremo in moltissimi: "What Burns Never Returns" dei Don Caballero

-Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
Bhè questa è troppo facile: Paul McCartney.

-Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Un elefante rosa di nome Gianfranco che suona le variazioni Goldberg accompagnandosi con la tiorba. Oltre a questo le cose che chiediamo sempre: un po' di spazio vitale, qualcosa di buono da sbranare dopo il concerto e alcool a volontà.
Una volta in germania ci abbiamo trovato un ping-pong e devo dire che è stato molto apprezzato...prossimo step di altissimo livello potrebbe essere un biliardo: adoro giocare a biliardo bevendo Whisky torbato.

-Nei ritagli di tempo poi ci divertiamo molto a girare Teaser idioti-economici-fai da te...non so tipo questo:
Elettroni & Maccheroni Live in France

-Contatti (sito e/o social media)
Su Fdmi.it che è il nostro sito ufficiale trovate tutti i contatti possibili tranne il nostro Iban.
E comunque non ve ne fareste nulla.

15/06/17

Ascolta due nuovi brani live dei Mr. Big

I Mr. Big hanno pronto il loro nuovo album -Defying gravity- in uscita il prossimo 7 luglio e hanno pubblicato su internet (beh, forse non l'hanno fatto loro) un video con l'esibizione live di 2 nuovi brani suonati in quel di New York. Gustatevi le nuove Everybody Needs a Little Trouble e 1992. Più convincente la prima, se devo dire la mia come sempre.

Bello vedere che Pat Torpey (il batterista) va ancora in giro con la band nonostante il Parkinson gli impedisca di suonare. Ovviamente la sua è più presenza che altro, ma i Mr. Big sono ancora con la stessa formazione di 30 anni fa e trovo tutto questo abbastanza romantico (se mi passate il termine).

Speriamo bene per il prossimo disco...le ultime uscite di Paul Gilbert e soci non mi sono dispiaciute affatto, anche se Eric Martin ha perso parecchia brillantezza in termini di voce. Ma pazienza, il tempo passa per tutti... In ogni caso, ci sarà ovviamente la recensione su Given to rock, quindi Stay tuned!

13/06/17

Recensione: Secret sphere - The nature of time (2017)


I torinesi Secret Sphere ritornano sul mercato con un nuovo disco, a 5 anni dall'ultima fatica in studio. The nature of time é un concept che parla di un'esperienza tra la vita e la morte con una ragazza che vive diversi "stadi" (vedere tracklist a fondo pagina per sapere quali sono) prima di tornare in vita.

12/06/17

Live report: Ipercussonici & Tinturia - Live at The garage, London 11/06/17


Un evento siciliano al londinesissimo The Garage di Londra?
Troppo strano per lasciarmelo scappare e anche troppo comodo, dato che abito a soli 25 minuti a piedi da quel luogo (solo chi vive in una città grande come Londra può capire quanto siano "vicini" quei 25 minuti a piedi). Degli amici mi hanno fatto sapere dell'evento e mi sono precipitato in quel di Islington, anche per la molta curiosità.

Stranissimo trovarmi dentro un posto tipicamente inglese come il The garage e dopo pochi metri di corridoio essere stato catapultato in Sicilia: praticamente tutti i partecipanti erano siciliani. Per fare una battuta, in biglietteria prima di entrare avevo chiesto: "devo pagare il biglietto intero anche se sono siciliano?" "Sono tutti siciliani, dentro". Appunto.
Dicevo, bellissima atmosfera gioiosa e casinara all'interno della venue dove, oltre all'immancabile birra si trovavano vari stand con cibo: tavola calda e cannoli e persino il popolarissimo panino con la mortadella (cibo ufficiale dei muratori a mezzogiorno in punto, fra le altre cose).

Ma diamo uno sguardo alla musica. Premetto che ci sono state tante band/artisti e DJ, ma non sono stato lì per tutto il tempo, ho assistito solo al concerto de Ipercussonici e dei Tinturia, quindi mi limiterò a dire qualche parola su di loro.

I primi avevano come fulcro il carismatico percussionista Carlo Condarelli e la cantante Alice Ferrara, dalla voce veramente magnifica e dall'ottimo impatto scenico. Entrambi fungono da frontman della band che propone una sorta di folk etnico (non so se la definizione è corretta, in realtà) molto coinvolgente. Se devo fare il solito cagacazzo devo dire che c'era qualcosa nel sound che non mi ha convinto troppo (l'assenza di una chitarra?) ma forse anche i suoni non perfetti della venue (a volte il marranzano di Luca Recupero non si sentiva quasi per nulla, per esempio) hanno contribuito a questo giudizio.
In generale devo dire che la band ha coinvolto e ha fatto divertire e cantare tutti i presenti per la quarantina di minuti che aveva a disposizione, di nuovo, anche grazie alla splendida voce e all'abilita di frontman di Alice, quindi missione assolutamente compiuta. Brano preferito della serata, Sicily.


Dopo un abbastanza rapido cambio palco si presentano i Tinturia accolti veramente in maniera stupenda dal pubblico del The garage. Sembrava davvero di essere in Sicilia, con persino qualche bandiera che sventolava. Questo potrebbe anche fare riflettere su quanto il Sud Italia offra ai giovani al giorno d'oggi, ma non siamo qui per parlare di questo. Lello Analfino saluta calorosamente e non mancherà di comunicare, saltare e cantare con tutti i presenti in ogni occasione disponibile, accennando anche al discorso della disoccupazione che ho accennato io, concludendo con un pensiero sul quale mi trova molto d'accordo, ovvero che i giovani fanno bene ad emigrare, perchè nonostante la bellezza della terra, la dignità di un buon lavoro è fondamentale e tutti hanno diritto a questo. Ok, l'ho detto di nuovo...
Tornando alla musica: il sound è abbastanza compatto con le Telecaster di Peppe Milia ed Edoardo Musumeci in bella mostra e con il pubblico che balla divertito davanti alla band che propone una sorta di funk rock etnico. Anche qui, come fatto con Ipercussonici, prendete la definizione con le pinze, dato che non sono generi di musica facilmente etichettabili. Davanti a me avevo un ragazzo inglese che era abbastanza sconvolto dal casino che la gente faceva attorno a lui ma verso metà esibizione si è lasciato coinvolgere e si è messo a saltare e a fare casino pure lui. Ecco, questo è per farvi capire l'atmosfera. Fra le canzoni più acclamate cito Jovanotto e 92100, ma in generale tutte sono state ben accolte e cantate dai presenti, quindi missione assolutamente riuscita anche per loro e l'ora di esibizione è volata davvero via velocemente.


Verso le 22 (che di domenica in UK equivalgono grosso modo alle 3 del mattino del Sud Italia) ci dirigiamo verso l'uscita con i miei amici felici di aver passato una bella serata di musica e di atmosfera siciliana in una rara serata calda londinese. Sarà stato un caso?

08/06/17

Videorecensione: Adrenaline Mob - We the people (2017)

Videorecensione dell'ultimo degli Adrenaline Mob fatta in fretta e in furia (persino piú del solito), quindi questa volta niente sigla, niente tagli e niente musica di sottofondo, ho fatto l'upload cosí com'era. Penso di essere riuscito a coprire quasi tutti i punti in 5 minuti.

07/06/17

Recensione: Jorn - Life on Death Road (2017)


No, non é il capolavoro annunciato. Ma é ugualmente un buon disco. Discreto, dai.
Ho detto "capolavoro annunciato" in quanto lo stesso Jorn Lande aveva detto che questo Life On Death Road non sarebbe stato il solito disco dei Jorn, ma sarebbe stato qualcosa di piú in quanto a quest'ultima fatica ha dedicato molto piú tempo rispetto a tutti i suoi precedenti album solisti, sia a livello di composizione che di registrazione. Il fatto che reputi Jorn Lande un fuoriclasse assoluto del microfono mi aveva fatto sperare bene, invece siamo di fronte all'ennesimo discreto lavoro della sua carriera solista che purtroppo, secondo il sottoscritto, non gli fará fare il salto di qualitá, neanche stavolta.

06/06/17

Recensione: The Ferrymen - The Ferrymen (2017)


I The Ferrymen sono un supergruppo (così si chiamano oggi, no?) composto da Mike Terrana (Rage e Axel Rudi Pell, fra gli innumerevoli altri) alla batteria, Ronnie Romero (Lords Of Black e i Rainbow di Blackmore) alla voce e da Magnus Karlsson (Primal Fear su tutte) che ha suonato tutto il resto, ovvero chitarra, basso e tastiere.

Se conoscete questi artisti sapete già che l'esecuzione di questo omonimo The Ferrymen sarà impeccabile ma a me questi dischi lasciano spesso e volentieri con un po' di amaro in bocca. Vengo e mi spiego: se da un lato non possiamo fare a meno di ammirare la maestria tecnica degli interpreti ed il buon sound che hanno un po' tutte le tracce, dall'altro lato vedo il tanto "mestiere" che rende spesso le composizioni prive di quel genio che dovrebbero avere.

Tutte le tracce di questo disco tendono ad andare sul sicuro con i ritornelli che sono sempre li quando te li aspetti, i ritmi che si assomigliano un po' tutti fra di loro, i ritornelli pomposi e ben studiati. Insomma, come dicevo prima, un disco di mestiere. Forse sono un po' troppo severo con questo gruppo/progetto, ma a me fa sempre un po' incazzare quando ci sono musicisti di livello assoluto che si adagiano e vanno sul sicuro senza rischiare assolutamente nulla.

Non facendo il cagacazzi assoluto, posso dire che di tracce buone in questo disco ce ne sono eccome, penso all'opener End of the Road, alla title track, a Still Standing up e forse la mia preferita, la mia preferita Welcome to the show. Assieme a queste ci sono però un pugno di canzoni che sembrano con il pilota automatico e con ritornelli un po' stucchevoli, soprattutto se come me non amate alla follia l'AOR. Penso a brani come Cry Wolf o Darkest hour, per esempio. In generale la seconda metá, piú debole della prima.

Non so, dopo aver ascoltato in anteprima le prime due tracce del disco, mi aspettavo un po' di più da questo full lenght, che risulta essere sicuramente piacevole all'ascolto e suonato e cantato con una classe estrema, ma che difficilmente (almeno secondo me) lascerà una traccia nel futuro nonostante in rete sembra sia stato accolto come il disco dell'anno.

Sono troppo severo? 

Voto 68/100

Top tracks: End of the road, Fool you all, Welcome to my show

Tracklist
01. End of the Road 4:41
02. Ferryman 4:57
03. Fool You All 3:50
04. Still Standing Up 5:30
05. Cry Wolf 5:05
06. One Heart 6:22
07. Darkest Hour 4:37
08. How the Story Ends 5:04
09. Enter Your Dream 4:27
10. Eyes on the Sky 5:24
11. Eternal Night 5:02
12. Welcome to My Show 4:23

05/06/17

Videorecensione: Linkin park - One more light (2017)

In genere, quando devo dare un giudizio su qualcosa, mi assicuro di aver attenzionato quella cosa per bene. Nel caso delle recensioni, per esempio, ascolto sempre un disco almeno 5-6 volte interamente prima di giudicarlo (lo so, non sono abbastanza, ma non posso metterci un mese per fare una recensione).

Ok, detto questo e parlando di questo One More light, nuova uscita dei Linkin Park, sappiate che non ce l'ho proprio fatta. Il tasto skip partiva automaticamente a metà canzone.

NB. Sono perfettamente cosciente che uso il termine "Dance" a sproposito.
Quando sentite questa parola provate ad associarla a Pop/R n' B/Disco/musica elettronica e milioni di altri generi che non seguo. Per me è tutta "Dance"

02/06/17

La scheda - Il giardino


GENERE
Molti ci definiscono indie rock (che vuol dire tutto e niente); altri ci considerano alternative rock o rock elettronico… almeno non ci definiscono più punk (che poi, cosa abbiamo di punk?)

LINE UP ATTUALE
Alberto Atzori - Chitarra e Voce
Fabiano Musinu - Chitarra
Carlo Manca - Basso
Simone Giola - Batteria
Edoardo Usai - Sintetizzatori

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Garden States - “Barking Up The Right Tree!” - 2014
Il Giardino: “Il Mondo in Due” (2016) // “Medusa" (2017)

INFLUENZE
Ogni componente ha una diversa storia musicale e di conseguenza queste si mischiano facendo uscire quello che è Il Giardino.
Alberto adora la musica inglese anni 90, ha suonato metal per anni e negli ultimi si è avvicinato molto all’elettronica e al cantautorato Italiano
Fabiano ascolta indie, o comunque band conosciute da lui e altre 4 persone, adora qualsiasi cosa con il delay. Qualsiasi.
Carlo arriva dal metal, ma allo stesso tempo canta in un coro polifonico e ha fatto corsi di canto a tenore.
Simone ha suonato diverso tempo con gruppi reggae e cantanti folk sassaresi
Io, Edoardo, vengo dal pop punk, ho suonato per diverso tempo blues per poi darmi alla classica durante il liceo. Ora le influenze che si fanno sentire maggiormente sono quelle di Subsonica, iCani e altri gruppi che utilizzano sintetizzatori. Personalmente però ascolto molto la nuova scena cantautorale italiana.

DI COSA PARLANO I TESTI
I testi sono molto maturati da "Il Mondo in Due". Se prima sembravano impulsivi e pronti a sparlare di tutti ora risultano riflessivi e maggiormente elaborati.
I temi sono l’assunzione di droghe, la costante necessità di apparire e la bellezza.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
L’Abbabula Festival è sicuramente uno dei concerti migliori al quale abbiamo preso parte. Suonare con Appino dei Zen Circus e iCani è stato davvero motivante e soddisfacente.. e poi avere sotto un grande palco amici e sconosciuti che saltano e cantano le tue canzoni è davvero fantastico.

Un altro concerto che personalmente ho apprezzato è stato quello per la giornata del colore di Alghero, eravamo tutti sporchi di vernice colorata e davanti a noi avevamo tantissimi ragazzi e ragazze che cantavano.

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
Mi ricordo con piacere (o con vergogna, dipende) un fatto capitato durante l’esibizione alla giornata del colore.
Stavamo per suonare "Vaniglia", una delle canzoni che più piace del nostro nuovo album "Medusa" e a me spettava il compito di suonare l’intro con Alberto alla voce.Inizio a suonare ma mi accorgo subito che qualcosa non va, blocco tutto. Riprendiamo, ma ancora qualcosa suona male, stop di nuovo. Mi giro ed esclamo “Albè, ma in che tonalità è?”

“In MI Edoà”
“AH”

E niente, la stavo suonando in Re.

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
Beh, Alberto risponderebbe “Definitely Maybe”, esordio degli Oasis.

Io, personalmente adoro "American Idiot" dei Green Day, non tanto per il genere musicale, che è lontano anni luce dal nostro, quanto per la storia che c’è sotto e per tutti i collegamenti presenti tra le varie canzoni.
Poi certo, ci sono album migliori di molti altri artisti, però personalmente, questo mi ha colpito molto.

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
Penso di parlare a nome di tutti i membri del gruppo citando il fantastico disco di Mambo che è sempre presente nel lettore CD della macchina di Carlo e che ci accompagna nei tragitti verso i concerti organizzati fuori Sassari.

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Mi piacerebbe incontrare e chiacchierare con Boosta, tastierista dei Subsonica, in quanto molto abile nell’uso di effetti che potrebbero arricchire il mio bagaglio culturale e quello di tutta la band

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIÙ IMPORTANTE DEL PIANETA
Sicuramente gradiremmo avere fan e amici che si divertono e scherzano con noi, alla fine è quello il bello di suonare, coinvolgere persone facendo quello che ami... E lo champagne, altrimenti che gruppo rock siamo?!

01/06/17

Nuovo video dei Foo fighters - Run

Uh, un nuovo video dei Foo Fighters, scoperto praticamente per caso mentre "sfogliavo" il mio Facebook.

Dopo una prima visione posso solo affermare con certezza che questi sono schizzati: sia la canzone che il video sono assolutamente folli e vedere Dave Grohl e compagnia in versione stravecchia mentre suonano mentre si agitano come gli ossessi é divertentissimo. Bello anche il finale con gli anziani/zombie che sembrano fare verso alla famosa Thriller di Michael Jackson. Uno di loro sembra Maccio Capatonda, siamo sicuri che non ci sia anche il suo zampino in tutto questo?

Tornando a roba piú seria...I Foo Fighters hanno una grandissima tradizione per quanto riguarda i videoclip (penso a Big Me, Learn to fly e Breakout su tutti) e questo video non sembra sia da meno. Anzi, sapete cosa faccio? Me lo vado a riguardare. Riguardo la musica: non é sicuramente quello che mi aspettavo dai Foo Fighters nel 2017 ma non vuol dire che non mi sia piaciuta, perlomeno ad un primo ascolto.

Vabbé, beccatevi il video pure voi e se avete voglia commentatela nello spazio qui sotto.