28/02/19

Tough On Fridays - Retrospect



Nuovo singolo per la band originaria del Texas Tough On Fridays che porterà il titolo 'Retrospect' (sopra la copertina).

La canzone uscirà effettivamente solo il 3 di marzo ed è un lavoro derivativo di quello che è stato rilasciato nel 2017.

Qui sotto potete vedere un video con un'esibizione live della canzone in questione. Vi lascio anche i contatti e i social media della band. Buon ascolto.



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27/02/19

Primo ascolto: Bad religion - Chaos from within

Ma quanti anni sono che i Bad religion fanno musica? Tanto di cappello per loro e per la loro attitudine che sembra non sia modificata di una virgola.

Ecco il primo ascolto della nuova canzone Chaos from within, opener del nuovo Age of unreason, in uscita il prossimo 3 maggio. Di seguito le mie solite considerazioni in tempo reale (non ho molto tempo, stavolta, data la brevità del brano) e la tracklist dell'album a fondo pagina.



Tracklist:
01. Chaos From Within
02. My Sanity
03. Do The Paranoid Style
04. The Approach
05. Lose Your Head
06. End Of History
07. Age Of Unreason
08. Candidate
09. Faces Of Grief
10. Old Regime
11. Big Black Dog
12. Downfall
13. Since Now
14. What Tomorrow Brings
15. The Profane Rights Of Man (bonus)

Primo ascolto: Mark Morton Ft Myles Kennedy - Save Defiance

Sotto richiesta, ecco il primo ascolto della canzone che vede ancora una volta l'instancabile Myles Kennedy (Alter Bridge e Slash, fra gli altri) come protagonista, questa volta in un progetto di Mark Morton, conosciuto al grande pubblico per essere il chitarrista dei Lamb of God.

Ascoltiamo insieme questa nuova Save Defiance. A voi è piaciuta?

25/02/19

Recensione: Giovanni Gagliano - Giovanni Gagliano (2019)


Non avevo nessuna intenzione di fare un altro album, fino ad un mese prima di farlo dicevo che avevo finito lí, non avevo piú voglia etc. Ad un certo punto mi sono messo a registrare un riff che avevo in mente e... dopo 40 giorni circa, ho finito tutto l'album. Non chiedetemi come, ma l'ho fatto.

Ovviamente, ancora una volta, questa non é una recensione in piena regola in quanto sto per parlare del mio disco, ma é piú un track by track per spiegarvi qualcosa delle canzoni che compongono il disco. Ma probabilmente avete giá letto questa cosa negli articoli precedenti per gli album Peace & revenge, Rough uneven surface, Restless fino al mio piú recente Desert train.

Quest'album ho deciso di chiamarlo solo con il mio nome e di realizzare una copertina semplicemente con il mio colore preferito. Comodo, no?

Ah, quando non vedete il video corrispondente, cliccate sul titolo per ascoltare la canzone.

1) Get ready
Cominciamo subito con le lamentele, ovvero quelle che riguardano un treno che sto prendendo ultimamente e che mi sta facendo impazzire in quanto é sempre in ritardo. In realtá ritarda "solo" 7-8 minuti su un tragitto di tipo 40 km a causa della congestione dei mezzi londinesi, ma mi fa incazzare lo stesso (mi avvicino alla mezza etá). La canzone é in assoluto una delle mie preferite dell'album ed avrei probabilmente dovuto allungarla un pochettino, dato che dura solo un paio di minuti ma avevo il dubbio che poi potesse perdere di immediatezza quindi non l'ho modificata.




2) Boh
Una canzone composta da 4 bassi effettati in maniera strana ed una chitarra molto lontana. Esatto, "boh", proprio quello che penso io dopo ogni singolo ascolto, anche perché non c'entra assolutamente nulla con il mio materiale. Il titolo era quasi obbligato.

3) Maintenance man
Ero ad un picnic in un bellissimo parco con vari amici e si presenta uno spacciatore: "volete fumo, droghe, etc?" Noi rispondiamo di no e lui ci lascia il suo bigliettino da visita con scritto "Maintenance man". Meraviglioso. Il pezzo é abbastanza punkettone e leggero, credo sia abbastanza gradevole da ascoltare, rigorosamente a cuor leggero. Finale nonsense.

4) Under the same sun
Ho sempre adorato le ballate rock e mi sono accorto solo recentemente che non ne ho mai scritta una canonica con strofa in pulito e col ritornello distorto. Nei 4-5 giorni in cui ci ho lavorato in maniera assidua mi svegliavo anche la notte con questo ritornello e senza piú prendere sonno, cantandola in testa in loop. Quasi un'ossessione, ma penso che sia perché, sotto sotto, adoro questa canzone. I due soli finali sono affidati alla sapiente Les Paul di Alberto Monello, chitarrista di una delle mie prime band mentre il basso é ad opera di Giuseppe Campisi.



5) In your face
Questa é piú facile ascoltarla che descriverla. Boo ya!
(se cliccate sul titolo vi apparirá la cazone, come per magia)

6) Set me free
Ero in sala prove con degli amici e mi viene questo riff. Lo provo e mi piace talmente tanto che non mi stacca piú dalla testa. E' per questo riff che ho montato nuovamente la scheda audio e ripreso a registrare. Ovviamente, la canzone é ispirata ad un'altra lamentela. Sapete quando scendete dall'aereo e invece di entrare direttamente in aeroporto vedete il bus che vi aspetta? E magari ci rimanete dentro per un sacco di tempo? Ecco, é una cosa che non sopporto.
Basso stupendo registrato da Giuseppe Campisi e ultimo solo (stupendo anch'esso) di Alberto Monello. Era in sala con me quando ci abbiamo improvvisato su. Sicuramente la canzone piú radiofonica del disco.



7) Fuck
La piú nonsense delle canzoni.
Io che ripeto "fuck" per tutta la durata del pezzo partendo da intensitá blande fino al delirio.

8) Fluffy
Atmosfere opposte rispetto alla precedente. Brevissima canzone dedicata al mio (beh, quasi) cane e originariamente scritta tanto tempo fa. Ci sono un sacco di cose che non vanno in questi pochi secondi. Ho provato a sistemare diverse volte la situazione ma mi sono sempre accorto che preferisco la versione "sbagliata", quindi eccovela in tutta la sua imperfezione.

9) Rivals
Delle atmosfere cupe e vagamente maideniane vengono spezzate da intermezzi stupidi. Era originariamente nata come una strumentale ma poi mi é venuta anche l'ispirazione per il cantato. Se sentite una chitarra tecnica e gustosa é quella di Fabio Battaglia. Proprio lui (detto alla Piccinini).

10) Yeah
Niente, volevo una canzone formata solo da mie tracce vocali, dalla mia nota piú bassa alla mia nota piú alta, ma senza prendermi troppo sul serio. Ho usato, infatti, quasi il primo take per tutte le voci, quindi potevo farla molto meglio ma poi sarebbe venuta troppo seria e avrebbe perso lo spirito.

11) Is this the last time
Canzone "dedicata" ai promoter inglesi, che godono sempre e incodizionatamente delle mie simpatie. Ovviamente sono ironico. La musica l'avevo pensata (e cominciata a registrare) per l'album Restless, ma solo in questo 2019 ho capito come svilupparla. Il solo é ancora una volta di Fabio Battaglia e il finale era nato per essere una canzone prog a parte, che poi ho riciclato per questa canzone. Nonostante questa gestazione difficile penso sia un buon pezzo, uno dei piú "seri" del disco.



12) Blue Sky
Anche questa ce l'avevo dai tempi di Restless ma senza capire mai cosa farci. Recentemente mi é venuta l'ispirazione, l'ho registrata un po' meglio e gli messo anche un assolo (praticamente improvvisato e forse al primo take) che é una delle cose che preferisco in assoluto del disco. Il titolo nasce dal fatto che la canzone mi ispira pace e tranquillitá, come se fossi sdraiato a guardare un cielo azzurro (da qui, se volete, la copertina). Attenti che dopo qualche secondo c'é un easter egg. Se capite l'inglese é una cosa improvvisata e spassosissima. Se non capite l'inglese chiedetemi e vi diró.

Se siete arrivati fino a qui, grazie a tutti per l'attenzione e per aver dedicato qualche minuto della vostra vita alla mia musica. Fatemi sapere se vi é piaciuta qualcosa in particolare. Grazie ovviamente anche a chi mi ha aiutato alla realizzazione dell'album con i suoi soli o il suo basso: Fabio Battaglia, Alberto Monello e Giuseppe Campisi.

L'album lo trovate su tutte le piattaforme digitali (Itunes, Spotify, Apple music, Deezer, Amazon, etc...).
Grazie a tutti e rock n' roll!

24/02/19

Primo ascolto: Mötley Crüe - The Dirt (Est. 1981) (feat. Machine Gun Kelly)

Periodo di un sacco di uscite e tante cose da ascoltare, tipo questa nuova canzone di quei vecchi lupi di mare (boh) dei Motley Crue.

Pur non essendo per nulla un fan della band, ho ascoltato questa The dirt, che farà parte della colonna sonora del film su di loro e che si potrà vedere su Netflix. Che ne pensate del pezzo?


 

23/02/19

Primo ascolto: Duff Mckagan - Tenderness

Un nuovo album solista alle porte per Duff McKagan, dopo millemila anni dal precedente Believe in me (clicca per la video recensione) e nuovo singolo apripista che si chiama Tenderness. Un qualcosa che in realtà non mi aspettavo.

Che ne pensate?


22/02/19

Recensione: Dream Theater - Distance Over Time (2019)


I Dream theater, da sempre uno dei miei gruppi preferiti, ritornano in questo 2019 con il nuovo album Distance over time, supportato da una bella copertina.

La formazione é ormai stabile dall'addio di Mike Portnoy (sigh) ed é arrivata al suo quarto album da studio con Mike Mangini (siamo invece all'album numero 14, complessivamente). Non credo ci sia bisogno di citare gli altri componenti della band, ma non si sa mai: John Petrucci alla chitarra, James La Brie alla voce, Jordan Rudess alle tastiere e John Myung al basso.

Arrivo a questo album con molte speranze, partendo dal presupposto che ho odiato il precedente The astonishing e sapendo che peggio di quell'album non si puó fare. A proposito, anche la band é andata completamente controcorrente rispetto a quella pubblicazione, sfornando stavolta l'album piú breve della loro carriera (escludendo il primo album When dream and day unite) e presentandosi in versione decisamente "snella" rispetto ai loro standard.

Abbiamo giá ascoltato insieme le prime tre canzoni dell'album, ovvero Untethered angel, Paralyzed e Fall into the light (cliccate per i rispettivi "primi ascolti) che grosso modo riflettono le impressioni dell'intero album, per quanto mi riguarda.

Per anticiparvi qualcosa nel caso non vogliate vedere la video recensione sotto, l'album, secondo me, é un gran lavoro dal punto di vista strumentale ma... c'é qualcuno nella band che non trovo per nulla ispirato. Insomma, se volete sentire le mie lamentele senza fine sulle linee vocali, cliccate sul video sottostante. Vi lascio anche il voto e le mie top tracks.




Voto 62/100
Top tracks: Fall into the Light, At Wit's End,  Pale Blue Dot

Tracklist:
01. Untethered Angel (06:14)
02. Paralyzed (04:17)
03. Fall into the Light (07:04)
04. Barstool Warrior (06:43)
05. Room 137 (04:23)
06. S2N (06:21)
07. At Wit's End (09:20)
08. Out of Reach (04:04)
09. Pale Blue Dot (08:25)
10. Viper King (4:00 - bonus track)

17/02/19

Video Recensione: Avantasia - Moonglow (2019)


Ah, l'instancabile e sempre prolifico Tobias Sammet, ritorna sul mercato con questo nuovo capitolo del suo progetto Avantasia, Moonglow.

Chi troviamo fra gli ospiti di questo disco? Eccoveli:
Ronnie Atkins (Pretty Maids), l'immancabile vichingo Jørn Lande (Ex Masterplan, fra i tantissimi progetti), Eric Martin (Mr. Big), Geoff Tate (ex Queensryche), il mitico Michael Kiske (Helloween, fra gli altri) Bob Catley (Magnum), Candice Night (Blackmore’s Night), Hansi Kürsch (Blind Guardian) e Mille Petrozza dei Kreator.

Come musicisti sempre presente Sascha Paeth alla chitarra, Michael Rodenberg alle tastiere e il fido compagno Felix Bohnke alla batteria.

Ok, l'introduzione era d'obbligo, adesso potete ascoltare i miei "lamenti" cliccando play sul player sottostante.



Anzi, facciamo così: per rendere questa pagina un ibrido fra una recensione scritta e una video, vi scrivo anche il mio personalissimo voto e le mie top tracks, così faccio contenti quelli che non parlano italiano e quelli che non vogliono ascoltare la mia voce.

Voto 71/100
Top tracks: The Raven Child, Invincible, The Piper At The Gates Of Dawn


TRACKLIST:
01. Ghost In The Moon 
02. Book Of Shallows 
03. Moonglow 
04. The Raven Child 
05. Starlight 
06. Invincible 
07. Alchemy 
08. The Piper At The Gates Of Dawn 
09. Lavender 
10. Requiem For A Dream 
11. Maniac

Chiedilo A Given To Rock - Febbraio 2019 - Live -

Ed eccoci al consueto appuntamento mensile delirante, forse questa volta un po' meno del solito.

Vi ringrazio ancora di più delle altre volte perchè mi avete fatto ascoltare canzoni che mi "mancavano" e che mi sono piaciute veramente tantissimo.

Eccomi quindi alle prese con pezzi dei The pretty reckless, Jag panzer, Candlemass, The Ataris e altri che devo riguardare il video per ricordarmeli. Ah, grazie anche per un'altra dritta che forse è meglio non citare per iscritto. 

Grazie per la vostra presenze e per la vostra simpatia, come sempre.

15/02/19

Primo ascolto: Whitesnake - Shut up & kiss me

Avete giá ascoltato Shut up & kiss me, nuovo singolo dei Whitesnake di quel vecchio marpione di David Coverdale?

No? Se volete possiamo ascoltarlo insieme (poi magari ve lo andate ad ascoltare come si deve).



Mentre che ci siamo , vi lascio anche la tracklist dell'album che uscirá a maggio e che si chiamerá Flesh and blood:

01. Good To See You Again
02. Gonna Be Alright
03. Shut Up & Kiss Me
04. Hey You (You Make Me Rock)
05. Always & Forever
06. When I Think of You (Color Me Blue)
07. Trouble Is Your Middle Name
08. Flesh & Blood
09. Well I Never
10. Heart Of Stone
11. Get Up
12. After All
13. Sands Of Time
14. Can’t Do Right For Doing Wrong (Bonus Track)
15. If I Can’t Have You (Bonus Track)
16. Gonna Be Alright (X-Tendo Mix – Bonus Track)
17. Sands Of Time (Radio Mix – Bonus Track)
18. Shut Up & Kiss Me (Video Mix – Bonus Track)

13/02/19

Recensione: Helloween - The keeper of the seven keys - The legacy (2005)

Qualche parolina rapida e incazzata su quello che è il disco peggiore degli Helloween, ovvero quella ciofeca che risponde al nome di The keeper of the seven keys - The legacy.

Se passate da casa mia in Italia vi giuro che ve lo regalo.

12/02/19

Le cinque canzoni peggiori dei Pearl Jam

Ed eccoci ad un nuovo capitolo de: "Le cinque canzoni peggiori", questa volta dedicato ai Pearl jam.

Come sempre, non mancate di farmi conoscere le vostre opinioni al riguardo. So giá che un paio di scelte faranno discutere, ma le scelte sono sempre personali. Ah, le canzoni sono in ordine sparso.

Ok, adesso cominciamo:

Pilate (da Yield)
Like Pilate I have a dog. Ecco, secondo me questo é il ritornello peggiore che la band di Seattle ci ha mai fatto ascoltare, soprattutto messo in un contesto di eccellenza come quello di Yield. Forse l'ho messa in questa "classifica" principalmente perché il confronto con le altre canzoni di quell'album é impietoso, non saprei.



Sleeping by myself (da Lightning bolt)
Non capiró mai perché Eddie Vedder abbia voluto riproporre in versione full band quella che era una bella canzone del suo album solista Ukulele songs. Se ne avete capito il motivo per favore fatemelo sapere perché io non ci arrivo. Guardate, vi lascio il link per la versione originale, cosí potete fare voi stessi il confronto con quella full band che, non solo non arricchisce la versione con solo l'Ukulele, ma la svuota di tutta la magia.



W.M.A. (da VS)
Ok, il testo é impegnato, interessante e tutto quello che volete ma la musica non sono mai riuscito a digerirla e ho sempre saltato questa traccia senza pietà. Sono consapevole che molta gente vorrà la mia testa per questa scelta, ma non posso farci niente. Gusti, dicevo in apertura, giusto?




Who you are (da No code)
Probabilmente ci sono canzoni peggiori nella discografia della band, ma il fatto che sia uscita come singolo ne peggiora la situazione. Sarò brutale: questa canzone non riesce a comunicarmi nulla, gli ho concesso tante opportunità, ma niente... Dopo 1 minutino la salto sempre. Anche qui, penso che sia una scelta non troppo popolare.



You are (da Riot act)
Non é la stessa di prima, anche se il titolo é quasi lo stesso. Matt Cameron (che secondo me è il miglior batterista che i Pearl Jam abbiano avuto, scelta impopolare anche questa) si cimenta nella scrittura e ci "regala" questa You are, di cui francamente avrei fatto benissimo a meno. Apprezzo il lato sperimentale ma di questa canzone non mi piace praticamente niente. Vi lascio la versione live che é molto meglio di quella da studio (ma sempre brutta rimane)

 

08/02/19

Recensione: Metallica - Helping Hands…Live & Acoustic at The Masonic (2019)


Un live album bislacco per i Metallica. Quantomeno, un live album che non ti aspetti da loro.

Questo Helping Hands…Live & Acoustic at The Masonic é infatti quanto accaduto al Masonic di San Francisco il 3 di novembre dello scorso anno. Un'esibizione acustica a scopo benefico dove la band si mostra in una pelle molto diversa rispetto a quella consona, a partire dalla copertina molto piú mansueta rispetto agli standard.

Primo ascolto: Dream Theater - Paralyzed

Ed eccoci qui a parlare del terzo singolo dei Dream Theater, Paralyzed, ormai credo l'ultimo prima dell'uscita ufficiale dell'album Distance over time, prevista per il 22 di questo mese.

La canzone in questione mi ha ricordato abbastanza un'altra del recente (ormai mica tanto) passato della band. Vediamo se siete d'accordo con me.

Come sempre, non mancate di farmi conoscere il giudizio generale sulla canzone.

   

07/02/19

Primo ascolto: The zen circus - L'amore é una dittatura

Sulla scia dei numerosi commenti sul Festival di Sanremo (che mai nessuno deve guardare ma che invece tutti commentano), un primo ascolto abbastanza inusuale per il sottoscritto. E' un primo ascolto "totale" dato che non avevo mai ascoltato una nota di questi The zen circus, ma ne avevo sentito parlare positivamente in giro.

Su questi presupposti, ecco le mie impressioni, in tempo reale, su questa "L'amore é una dittatura".

 

06/02/19

L'angolo brutale: Type O Negative

A cura di Simone Riccobono

Stamane ho deciso di parlarvi di una delle band più importanti degli anni novanta, un gruppo che ha portato un'idea nuova del metal, dato che in quei anni bisognava portare per forza qualcosa di nuovo perché il nostro genere preferito ne aveva bisogno ed era in forte crisi.

Sicuramente la band del compianto Peter Steele, cantante molto particolare, classe 1962 - reso celebre anche per la sua statura (era alto piú di due metri!) e conosciuto anche per i suoi atteggiamenti vampireschi, e per la sua voce baritonale e oscura che si abbina perfettamente al suo fisico da colosso, con un senso dell'umorismo che lui ha sempre denigrato. I testi della band sono completamente scritti da lui, dove parla di amore, di dipendenza e morte. Cita fra le sue chiavi di ispirazione i Black Sabbath e i Beatles.

04/02/19

Quella volta che i Megadeth mandarono in tilt lo scippatore

Ciao ragazzi, oggi sono qui per un qualcosa di diverso: non sono qui per parlarvi di un disco o di una top 10 ma per raccontarvi un aneddoto accaduto moooooolti anni orsono e che giudico in qualche modo divertente (ovviamente legato in qualche modo alla musica che ascoltiamo).

Avevo circa 13-14 e con il mio amico dei tempi (amico ancora adesso) uscivo di casa per andare a comprare una cosa da mangiare per la consueta merenda. Con me avevo, come sempre, il mio fido walkman (probabile che le nuove generazioni non sappiano neanche cosa sia) con Rust in piece dei Megadeth pronto a suonare dal primissimo secondo.

02/02/19

Recensione: Bruce Dickinson - Alive in studio A (1995)

Oggi vi parlo (in video) di un album che molto probabilmente non avete mai sentito neanche nominare: Alive in studio A di tale Bruce Dickinson (questo forse lo conoscete).

Un doppio cd con canzoni prese da...vabbé fate prima se cliccate play sul video, vi spiego tutto li.