Cerca nel blog

22/11/19

Live report: D-A-D (+ Hangarvain) @ Dingwalls, London 21/11/2019


E' la mia seconda volta live con i D-A-D, gruppo che seguo da parecchio tempo e che questa volta é in giro per portare in tour del materiale tratto dal nuovo e convincente A prayer for the loud (clicca per la recensione). Ad aprire per loro ci sono gli Hangarvain, promettentissima band italiana.

Veniamo al concerto, per adesso, senza troppi fronzoli.

Camden town, il quartiere della location, mi stupisce sempre. Quando penso di conoscere tutto c'è sempre una nuova cosa che spunta: non ero mai stato al Dingwalls ed è stata una bella scoperta. Una bella venue con la capienza di centinaio di persone e praticamente attaccata al mercato principale. Se siete stati a Londra di sicuro conoscete la zona.


Hangarvain
Il quartetto italiano (quartetto per adesso, il tastierista si aggiungerà alla band fra qualche data), fresco di pubblicazione del loro ultimo album The great machine (ascolto assolutamente consigliato) ci propone un Rock molto caldo con venature blues e senza troppi fronzoli, come piace a me. La band è riuscita benissimo nell'intento di scuotere il pubblico londinese con una performance molto energica ed è riuscita con il frontman Sergio a coinvolgere tutti i presenti facendosi aiutare nei vari cori presenti nelle loro canzoni. Hanno anche portato una cover, la splendida Old train dei Monster truck, veramente eseguita bene e che calza a pennello nella loro setlist. Ero posizionato in prima fila, praticamente accanto al batterista (messo lateralmente per motivi logistici) e mi sono goduto la sua performance super energica e passionale: é riuscito a rompere 2 bacchette in 35 minuti di set. Complimenti a lui e a tutta la band per la performance sanguigna e di ottima fattura sia dal punto di vista dell'esecuzione che del materiale proposto. Ho avuto modo di incontrarli e farci quattro chiacchiere molto rilassate dopo la loro esibizione. Vedrete l'intervista a breve su queste pagine. Nell'attesa, beccatevi la foto.

D-A-D
Poco dopo le 21 ecco i danesi (tra l'altro, sto giusto andando in nella loro città natale, Copenhagen, ve ne fregava qualcosa?) che entrano con la loro consueta dose di follia, specialmente nelle facce e negli atteggiamenti strani del cantante Jesper Binzer e soprattutto del bassista Stig Pedersen, con i suoi tantissimi bassi improbabili (vedere foto qui sotto. Si, é un basso a forma di razzo.).


Io ero posizionato perfettamente di fronte al chitarrista Jacob Binzer (e all'amplificazione generale, per fortuna avevo i tappi) ma avevo anche una bella visuale sul batterista Laust Sonne, che verso il finale dello show mi ha impressionato parecchio (e non sono facilmente impressionabile, lo sapete) per tecnica, gusto e potenza. Soprattutto in un frangente dove il cantante Jesper ha incitato il pubblico (dopo una finta telefonata, al microfono) a sostenere il batterista che si lascia andare a piccoli assoli veramente micidiali. La setlist (ve la lascio come sempre a fondo pagina) é un ottimo mix di pezzi nuovi e classici, con anche una buona alternanza fra alcuni piú robusti e ad altri piú easy listening.

Se avete letto la recensione avete visto ho apprezzato molto l'ultimo album e devo dire che le canzoni hanno funzionato perfettamente in sede live: la opener Burning star, The sky is made of blues e soprattutto Nothing ever changes e A prayer for the loud dal vivo... spaccano. La title track in particolare é una delle mie canzoni preferite in assoluto della band, il ritornello mi manda proprio fuori di testa. Non mi sorprenderei se queste canzoni fossero presenti anche nelle setlist future e diventassero dei classici. A proposito di classici, ho apprezzato molto anche le immancabili Grow or pay, Bad craziness e Sleeping my Dad away (Jesper incitava a farci dire che era venerdí, piuttosto che giovedí, non ho capito bene per quale motivo), ma anche pezzi piú recenti come Monster philosophy (mi piace moltissimo quell'album, a proposito).

A fine concerto un po' di riposo ai padiglioni auricolari per una bella e interamente acustica Laugh and a half e per la conclusiva It's after dark che manda il pubblico a casa dopo quasi due ore di esibizione intensa e di ottimo livello, sempre con l'atteggiamento di chi non si prende troppo sul serio, che é una cosa che apprezzo sempre moltissimo.

Mi sono goduto molto il concerto in questa bella location. Complimenti agli Hangarvain e ai D-A-D per la serata. Il dio del rock n' roll ringrazia.

D-A-D Setlist Dingwalls, London, England 2019, A Tour for the Loud