Recensione: Joyous Wolf - Place in Time (2019)


di Giulia Toselli

In questo trend di revival nostalgici da parte di molti gruppi Rock emergenti, a volte si ha l’impressione che si cerchi di imitare, o addirittura “scimmiottare”, sonorità del passato in maniera forzata. Banale. Poco interessante. Almeno a mio parere.

I Joyous Wolf sono una delle band emergenti (tra quelle che conosco io, ovviamente) che invece confuta la frase qui sopra (insieme ai giovanissimi Dirty Honey, che ho recensito poco tempo fa, recuperali qui) .
È un po’ come mettere i  Led Zeppelin e i The Black Crowes in un frullatore con un bel battutino dei Pearl Jam dei tempi perduti e un’emulsione di  Soundgarden (sono pronta per Masterchef!), eppure ottenendo un piatto unico e buono, e che non fa assolutamente dire: che palle, la stessa minestra di ieri! In sostanza, ho trovato l'EP di debutto Place in Time già molto maturo sia musicalmente che come testi.

Ma chi sono i nostri eroi? Quartetto californiano di ragazzi giovanissimi e molto potenziali, i Joyous Wolf sono stati formati dal bravo cantante Nick Reese insieme al batterista, amico d’infanzia. La band si è unita nel 2014, e la definirei come un mix di Hard Rock con blues sia classico che moderno.

Ventotto minuti e sette canzoni che scorrono facili e gustose (ok, basta con la terminologia gastronomica che mi viene fame!). La traccia di apertura, Had Enough, diretta e potente,  trasmette già tutta la forza trainante che questa band ci darà, e intanto in alcuni tratti mi batte il cuore che mi sembra di sentire cantare un giovanissimo Eddie Vedder. Si continua molto "grungy style" con la bella Quiet Heart,  che fornisce una prova inconfutabile delle capacità vocali di Nick Reese.
Bel groove in intro per Said Too Much, che ci fa anche assaggiare l'abilità in assolo del chitarrista Blake Allard, seguita dalla coinvolgente title track Place in Time.

Feel The Low, ballata deliziosa per me, con quell’arpeggio delicato di chitarra in intro che imposta il tempo iniziale e Nick che, quando inizia a cantare appassionato ed emozionante, mi trascina nella sua narrazione. Trovo intelligente qui il drumming, che rimane sempre rilassato in contrasto allo sfogo dell'emozione. Tristezza e desiderio che si uniscono in un potente crescendo, con la voce del bravissimo Nick che si impenna. Davvero stupenda.

E poi arriva il pezzone dall’album, a mio parere, Mother Rebel, uno slide sporco e maledetto di chitarra e una gran linea di basso. Con la sua apertura musicale caotica, Undesired chiude l'EP dei Joyous Wolf, dando un'ultima dimostrazione eccellente del feeling e del sincronismo tra questi quattro musicisti. Anche qui, secondo me, è il bassista Greg Braccio a brillare grazie alla sua linea ritmica ficcante. Bravo!

Insomma,  ventotto minuti di buon Rock ‘n Roll da un’ altra giovane band che continuerò a seguire con attenzione.

Voto: 74/100

Clicca qui per Place in Time on Spotify

Line Up:
Nick Reese - voce
Blake Allard - chitarre
Greg Braccio - basso
Robert Sodaro - batteria

Track List:
01. Had Enough
02. Quiet Heart
03. Said Too Much
04. Place In Time
05. Feel The Low
06. Mother Rebel
07. Undesired

Posta un commento

0 Commenti