30/12/12

Recensione: Spreadin' fear - Mankind (2012)

Sono passati 4 anni dalla prima (ottima) demo Pieces of mankind e ci vorrebbe lo sceneggiatore di Beautiful per raccontare al meglio i successivi cambi di line-up e le varie vicissitudini degli Spreadin' fear. Se guardate il booklet e i vari credits, ne uscirete come minimo con un feroce mal di testa. Io non sono in grado di raccontare il tutto, perché non faccio lo sceneggiatore di soap opera, quindi me ne lavo le mani.
Parlando di musica, evitando le mie fesserie, Mankind rappresenta l'evoluzione della band: forti prerogative thrash con alcune tinte progressive. Descrivere la band a chi non la conosce non é cosa semplice, diciamo che sembra di ascoltare gli Opeth misti ai (nuovi) Machine head misti ai Pain of Salvation, con un pizzico di Pantera, Dream theater e Metallica. 

22/12/12

Buone feste!!

Stranamente sopravvissuti alla profezia maya, diventa doveroso farvi gli auguri di buone feste!

Le nostre speranze per il 2013? Speriamo che le telenovelas di Mike Portnoy-Dream theater e Geoff Tate-Queensryche non finiscano,  che i Green day la smettano per un po' di sfornare album e che non esca l'ennesimo live degli Iron Maiden.
Al contrario, aspettiamo tante belle nuove uscite, i nuovi album di: Iron maiden (appunto, speriamo non ci facciano la bella sorpresa di farci trovare un live), Pearl Jam, Bon Jovi, Black sabbath, Deep purple, Dream theater, Megadeth, Thin Lizzy e tanti altri.

16/12/12

2013, cosa succederá?



Il 2012 ha visto i soliti litigi, le solite proposte di reunion e situazioni improbabili. Cosa ci riserverá il 2013?
(La foto sopra non c'entra nulla, era solo per dare un po' di colore all'articolo)

15/12/12

La discografia (semiseria): Guns N' Roses.

Ed eccoci alla discografia di quegli affabili e tranquilli ragazzi dei Guns n' roses.
La discografia è, purtroppo, molto breve a causa di quel buontempone di Axl Rose (stando alle parole di Slash) e di quel farabutto di Slash (stando alle parole di Axl).
Se volete la mia, credo piú alle parole di Slash.

Se dovessi dare un titolo al tutto direi: una fortuna buttata nel cesso. 

Vabbè, cominciamo:

Appetite for destruction (1987)
Il debut! Brutti come la fame, piú poveri di Oliver twist e più rissosi di Chuck Norris, questi ragazzacci si affacciano nel mondo della musica con un dischetto niente male, ovvero con uno dei debut album migliori di sempre. Sul disco: poche storie, chi lo conosce lo ama.
Se lo conoscete e non lo amate è soltanto perché ascoltate Orietta Berti o Marcella Bella. 

Voto 95/100
Top songs: Sweet child o'mine, Paradise city, Rocket queen
Skip song: Anything goes


Lies (1988)
Uscito per cavalcare un po' il successo del primo album, questo disco comprende l'EP Live like a suicide, registrato prima del debut e 4 (ottime) canzoni acustiche, compresa One in a million con cui Axl è riuscito a farsi odiare da mezzo mondo per il suo testo pieno di amore verso gli extracomunitari e i gay. Il disco non ha né capo né coda ma le canzoni sono belle lo stesso.
Il gruppo comincia a strafarsi e a fare a botte in tutti i paesi del mondo.

Voto: boh
Top song: patience


Use your illusion I (1991) 
Questi pazzi scatenati hanno fatto uscire due dischi lunghissimi nello stesso periodo ma è pure vero che di anni dal debut ne sono passati 4, quindi ok (sto facendo tutto io, ne sono consapevole).
In questo disco si trova di tutto: capolavori, pezzi meno riusciti, pezzi col piano, pezzi street rock, cover, esperimenti e sassofoni (elemento che non piace manco per niente a Slash). Quello che non si trova più è il batterista Steven Adler che era strafatto come una scimmia (boh) e che la band ha, più o meno gentilmente, accompagnato alla porta. In realtà credo non molto gentilmente.

Voto 80/100
Top songs: Don't cry, November rain, Coma.

Use your illusion II (1991)
Il secondo capitolo ha un po' piú senno del primo e ha anche molti piú capolavori, non per niente è il mio disco dei Guns preferito: testi schizzati (non che quelli del primo capitolo siano da meno, sia chiaro), tanto talento e buon gusto. In Get in the ring Axl di buon gusto ne ha poco e manda al diavolo tutti i giornalisti che hanno scritto cose che non gli sono piaciute. La band era a corto di idee per la seconda copertina quindi ha usato la stessa del primo, peró di diverso colore.

Voto 95/100
Top songs: Civil war, Estranged, Get in the ring

The spaghetti incident (1993)
I ragazzi della band si pestavano e si sbronzavano dalla mattina alla sera, quindi di canzoni nuove neanche a parlarne, dato che sui due Illusion ne hanno pubblicate circa 190. Ecco quindi questa raccolta di cover pseudo punk che prende il nome da un fatto accaduto a degli spaghetti che stava preparando Steven Adler, se non ricordo male. Certo, potrei anche informarmi meglio, ma non credo sia così interessante. Il disco non é male a dire il vero, ma la copertina grida vendetta tanto é brutta: un piatto di spaghetti, che sembrano pure fare schifo, tra l'altro. La band comincia a fare a botte (più del solito) e si scioglie.

Voto 65/100
Top songs: Attitude, Ain't fun, New rose
Skip song: Human Being

Chinese democracy (2008)
Questi non sono i Guns n' roses, questo é Axl rose da solo (dato che ha cacciato tutti) che gioca con mixer e console e combina un manicomio reclutando i musicisti piú disparati e mettendoci 15 anni per fare un disco, per di più neanche troppo decente: Chinese Democracy é il disco piú costoso e con piú anni di realizzazione alle spalle della storia della musica. Bravo Axl, bravissimo.

Voto 40/100 (in memoria dei vecchi tempi) 
Top e skip song: non lo so perché non ho mai associato i titoli alle canzoni, mi ricordo che la 4 é bella.

Tanto per non lasciarci con il brutto ricordo di Chinese Democracy, vi lascio con una canzone gloriosa dei G N' R, la prima che mi capita sotto tiro tanto si può pescare quasi a caso.

11/12/12

Recensione: Green day -Tré! (2012)


E questa sarebbe la fine della trilogia? Uno, dos e tre sarebbe una trilogia? Tse. Anche Trè cool in copertina, sembra essere d'accordo con me, guardate che faccia che ha!
La domanda che mi faccio é sempre la solita: che senso ha, artisticamente, pubblicare tre dischi pieni di riempitivi, quando con quel materiale potevi pubblicare tranquillamente un ottimo disco da rimandare ai posteri (giudicatori delle ardue sentenze e dei buoni dischi)?
La domanda assume un altro senso se si guarda il conto in banca, ovviamente.

Critiche alla "trilogia" a parte (trilogia, tse), questo Tre! è nettamente il peggiore dei Tre (scusate il gioco di parole). Uno e Dos si somigliavano molto: molte canzoncine carine, qualche altra da buttare nel dimenticatoio e poche altre non buone neanche per il dimenticatoio (Kill the dj e Nightlife me le sogno la notte!). In Tre! la storia funziona diversamente: il dimenticatoio è li appostato che aspetta quasi tutti i brani. "Ciao, sono il dimenticatoio, felice di conoscerti".

L'apertura del disco è spiazzante, Brutal love, una semiballad, per nulla epocale, ci fa temere che la noia ci accompagnerà per tutta la durata del disco. Sará cosí? Assolutamente sí. Poche idee per le 12 canzoni, spesso ci ritroviamo ad ascoltare le stesse frasi e gli stessi motivetti per tutta la durata di esse: Drama queen é uguale per tutto il primo minuto (ne dura 3),  99 revolutions dove Billie Joe ha registrato una volta la frase "99 revolutions tonight" e con uno splendido copia incolla ha ottenuto 2 minuti di canzone, Walk Away (dove arrivati al terzo minuto preferireste andare a scopare il mare piuttosto che sentire di nuovo l'espressione Walk away) la conclusiva The forgotten (colonna sonora di uno dei 60 film di Twilight) che ha delle orchestrazioni niente male, ma é di una noia mortale (e l'assolo ha la struttura di quello Slash su Knockin on heaven's door) . L'unico pezzo degno di nota di quest'album é Dirty rotten bastard, probabilmente l'unico pezzo scritto in piú di 6 minuti, dove quantomeno ci sono delle idee e della grinta. Per il resto, buio totale.

Green day, smettetela di scrivere le canzoni in 2 minuti e alzate la distorsione alle chitarre. E soprattutto, non vi azzardate a fare piú trilogie come questa.

Se siete curiosi:
Recensione Uno!
Recensione Dos!
Recensione Tre! (è questa!)

Voto 45/100

Top song: Dirty rotten bastard
Skip song: 99 Revolutions, Drama queen, The forgotten

Tracklist:
1. Brutal Love
2. Missing You
3. 8th Avenue Serenade
4. Drama Queen
5. X-Kid
6. Sex, Drugs & Violence
7. A Little Boy Named Train
8. Amanda
9. Walk Away
10. Dirty Rotten Bastards
11. 99 Revolutions
12. The Forgotten
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  • 08/12/12

    Top 10: Top album 2012

    Ed eccoci alla consueta classifica di fine anno! (Consueta? Ma se é la prima volta che la faccio!)

    Ecco la mia personale top 10 dei dischi usciti in questo 2012.
    Pronti? No? Chissenefrega, comincio lo stesso.

    05/12/12

    Live report: Rolling Stones - 02 Arena, London 25/11/2012

    A cura di Valerio Giannetto.

    Il momento tanto atteso è finalmente giunto: il 25 Novembre i Rolling Stones hanno festeggiato cinquant'anni di onorata carriera alla 02 Arena di Londra, prima di una serie di quattro date tra il Regno Unito e la Grande Mela. Il concerto, i cui biglietti sono andati sold out in sette minuti, non ha deluso le attese, proponendo ai fan un repertorio variegato, con un assortimento di pezzi niente male.

    30/11/12

    Recensione: Soul Asylum - Delayed reaction (2012)


    E adesso chi sono questi?? Come "chi sono questi"? Non conoscete i Soul Asylum?? Certo, mi rendo conto che non viene voglia di approcciarsi a questo gruppo guardando la terribile copertina qui accanto che sembra presa da uno spot di qualche prodotto intimo femminile, ma vabbè...
    I Soul asylum sono un gruppo dalla storia molto travagliata che ascolto da sempre, capitanati dal famoso (negli anni 90, anche per essere stato il compagno di Winona Rider) Dave Pirner.

    27/11/12

    La discografia (semiseria): Pearl jam

    Eccoci qui per un asltro capitolo dedicato alle discografie semiserie, oggi parleró dei Pearl jam, meglio conosciuti come Peggem. Senza live perché ne hanno pubblicati 800 (sul serio!)

    Annamo!
       
    Ten (1991)
    Sarebbe giusto parlarvi dell'inizio traumatico e complesso della band, ma me ne fotto e non lo faccio. Un giovincello di nome Eddie Vedder si vuole divorare il microfono (é una metafora, eh) e Ten diventa uno dei debut album piú importanti e influenti della storia della musica. Mi volete smentire? Osate se avete il coraggio. Gran disco con una produzione non proprio personalissima, ma con canzoni che dopo 20 anni sono ancora tra le piú cantate ai loro concerti. Voto 88/100
    Top songs: Alive, Black, Jeremy

    23/11/12

    Recensione: Black Country Communion - Afterglow (2012)

    Ho sempre pensato: i Black country communion non sarebbero un gruppo migliore se tutti i pezzi li scrivesse Glenn Hughes? La risposta l'ho avuta da solo, ascoltando Afterglow, nato inizialmente come disco solista di Hughes, ma che, convinto dal produttore, è diventato la terza fatica in studio della band. Ah, la risposta è no.
    Afterglow è infatti un gran disco, magnificamente cantato e suonato da quel mostro che è Glenn Hughes (accompagnato da musicisti quali Bonamassa, Sherinian e Bonham Jr.), ma che ha il difetto della ripetitività. Grandi canzoni singolamente, ma disco che nel complesso è fin troppo omogeneo, senza cambi di registro. Tuttavia non voglio fare troppo il pignolo, in Afterglow di buona musica ce n'è davvero tanta e il cantante è addirittura divino in alcune canzoni [su tutte The circle, Midnight sun (con il riff iniziale di Gates of tomorrow dei Maiden) e Cry Freedom, dove straccia Bonamassa in un duetto vocale], così come la prova della band. Forse manca di alcuni picchi che il primo e secondo capitolo avevano, ma complessivamente ci sono molte meno cadute di tono (i passaggi strumentali di Bonamassa, assenti in questo disco, molto spesso mi hanno fatto sbadigliare), se è meglio o peggio decidetelo voi. Di sicuro, se volete ascoltare un buon disco, Afterglow è sicuramente consigliato.

    20/11/12

    La discografia (semiseria): Iron Maiden

    Benvenuti alla sezione "Discografie semiserie".
    Se volete conoscere nel dettaglio un dato gruppo, se volete sapere da quale disco partire (o quale evitare come la peste) o semplicemente conoscere la mia autorevolissima (si, come no) opinione sui dischi in questione, siete nel posto giusto.

    Comincio con gruppo che conoscono anche i sassi, ma che a me sta particolarmente a cuore, gli Iron Maiden.
    Vediamo che hanno fatto di bello sti ragazzuoli (in studio) e la loro mascotte Eddie.

    NB Le raccolte ed i live sono sono esclusi perché mi ci vorrebbero 2 anni per elencarli tutti.

    1980 - Iron Maiden
    E si comincia... Ma che é sto coso spelacchiato in copertina? Per fortuna Eddie migliorerá col passare del tempo, per adesso non fa paura manco a topo gigio. Produzione scarna, pure troppo, ma canzoni che spaccano. Il debut Iron maiden é un gioiellino e Phantom of the opera vale da sola tutto il disco. Parapaparaparapapapapapapapa (phantom of the opera). 
    Voto 81/100
    Top songs: Iron Maiden, Phantom of the opera, Running free

    18/11/12

    Recensione: Soundgarden - King animal (2012)


    Quanto tempo é passato dall'ultimo disco? 15 anni. Tanto, troppo, per i fan della band di Seattle. Rieccoli qui, un po' piú stagionati, ma senza cambiare il loro essere, rughe e capelli bianchi a parte. Cameron continua sempre ad assomigliare a Rocco Siffredi, quindi va bene cosí.

    13/11/12

    Recensione: Hellettrik - Hellettrik (2012)


    Esiste ancora la musica genuina proveniente dai garage nell'epoca di internet e della musica digitale? Certo che esiste e questo cd autoprodotto dagli Hellettrik ne é la prova.

    Gli Hellettrik, ovvero un terzetto ( o trio, come si dice?)  di puro rock (e derivati) senza troppi fronzoli formato da Giuseppe Clay Mignemi (voce e chitarra), Fabrizio Galletta (basso) e Dario Pierini (batteria).
    Il cd pervenuto in redazione (casa mia) si presenta magnificamente all' aspetto, un gran bell'artwork con un booklet tanto semplice quanto efficace. Ah, anche un adesivo con il logo della band. Niente male.
    Venendo alla cosa principale, ovvero la musica: gli Hellettrik suonano in generale come un progetto tra membri a caso di Led Zeppelin e Europe (seconda versione) con delle participazioni di Slash, Jack White e dei Muse. Ci avete capito niente? Sicuramente no, ma il risultato é buono e decisamente piú semplice di quello che possa sembrare.

    12/11/12

    Recensione: Green day - Dos! (2012)


    Proprio come Uno! Potrei copiare e incollare la recensione dello scorso disco per "spiegare" questo Dos!: esattamente gli stessi pregi e gli stessi difetti: canzoni molto brevi, dirette e (quasi) tutte piacevoli. Una fetecchia a disco però ce la regalano sempre, in Uno! la vittima sacrificale fu Kill the Dj, questa volta è il turno di Nightlife, che ha il pregio di essere insopportabile dopo soli 4 secondi, provare per credere, vi stupirà. Non la voglio ascoltare mai più (cit Zequila).

    10/11/12

    Recensione: Aerosmith - Music from another dimension (2012)


    Ed eccolo! Dopo svariati rinvii (uno dei quali per motivi di marketing, dato che stavano uscendo troppi dischi di band importanti), Music from another dimension é finalmente disponibile per il nostro impianto stereo, ammesso che qualcuno ne possegga ancora qualcuno.
    Sono passati solo (!) undici anni dal loro ultimo e controverso album di inediti Just push play, ma riecco finalmente del nuovo materiale Aerosmith. Se mi é piaciuto questo disco? La risposta é Sí. 
    Ascoltare la voce sublime di un Steven Tyler in forma smagliante, é sempre un piacere. 65 anni e non sentirli.

    07/11/12

    Recensione: Him - XX Two Decades Of Love Metal (2012)


    Ma che, un'altra raccolta degli Him? Almeno i Black sabbath hanno piú 40 anni di carriera, ma loro? Fra poco hanno piú Greatest hist che album, a memoria credo sia il quinto.

    Questo "XX Two Decades Of Love Metal" ha di nuovo la cover “Strange world” di Ké, (canzone famosissima una quindicina di anni orsono) e nient'altro. Cover decisamente trascurabile, tra l'altro.

    Per il resto, i soliti famosissimi pezzi della band (sí, sempre le solite, Join Me In Death, Your Sweet 666, In Joy And Sorrow,  Right Here In My Arms, la cover di Chris Isaak Wicked game, Buried Alive By Love con l'aggiunta di qualche nuova hit degli ultimissimi album).

    Se ne sentiva il bisogno? Anche no.

    30/10/12

    Live report: Bryan Adams - Live at Royal Albert hall, London 29/10/12


    La location è ancora una volta la modesta (!) Royal Albert Hall, Bryan Adams si presenta (quasi) in orario su un palco senza scenografia, solamente con la sua fida chitarra acustica.
    "Cacchio", mi chiedo, "come farà mai a coinvolgere la folla con una sola chitarra e senza scenografia"? Volete sapere se ce l'ha fatta? Sì, e pure alla grande.
    Il Bare bones tour, come da suo racconto, è cominciato quasi per scherzo, volendo provare i suoi classici in versione acustica. L'esperimento è molto piaciuto al pubblico, e il tutto lo ha portato ad esiibirsi di fronte ad una Royal Albert Hall praticamente stipata.

    22/10/12

    Live report: Down - live at the Rounhouse, London 21/10/12

    Sapete quando siete in stato comatoso e l'unica cosa che volete realmente è andare a casa poltrire? In queste condizioni ho passato il pomeriggio in un (bel) cafè con i riscaldamenti sparati a mille e sono andato al concerto dei Down onestamente con poca voglia.

    Arrivato in loco (poco sopra la fantastica Camden town), trovo subito la magnifica Roundhouse: una non troppo grande arena per concerti, con una bellissima e confortevole tribunetta con una visuale fantastica (vedi foto). Gli opener Orange goblin non sono male, ma neanche cosí tanto interessanti da farmi passare la sonnolenza. Seguo il tutto con i tappi nelle orecchie, complici anche i suoni veramente terribili della band.


    16/10/12

    Recensione: Kiss - Monster (2012)


    Parliamoci francamente: dopo un'intera vita a fare i dischi, é estremamente difficile mantenersi a certi livelli.
    I Kiss provano il miracolo con un disco energico e sulla carta perfetto, ma non é tutto oro quello che luccica (mi metto pure a dire ste fesserie, andiamo bene).
    Se impostato come sottofondo, "Monster" é un perfetto album Rock n' roll vecchia maniera, ma alla luce di un ascolto un po' piú approfondito il disco suona un po' "plasticoso" e purtroppo, alla fine della fiera (ancora con ste frasi fatte), i momenti che verranno ricordati di questo disco a mio parere saranno davvero pochi.
    E' il caso della bellissima opener Hell or Halleluja, che ci fa saltare dalla sedia. "Oh, ma quanti anni hanno questi?" Troppo bello per essere vero, infatti una abbastanza fiacca Wall of sound ci riporta giú sulla terra, ma le successive Freak e Back to the stone age alzano di nuovo l'asticella (non é un'allusione sessuale, a meno che qualcuno non si ecciti sul serio con i Kiss...).

    Da qui in poi il disco comincia una leggera parabola discendente (con un paio di picchi verso il finale, Out of this world, col riff di Christeen Sixteex, o All for the Love of Rock & Roll), anche se nessuna canzone é particolarmente sgradita nel contesto, a parte forse Long way down che trovo particolarmente noiosa, pur avendo un arrangiamento interessante.
    Tutto peró suona troppo simile e senza "macchia", come diceva una vecchia pubblicitá.

    Diciamo che i Paul Stanley & soci sono grandissimi mestieranti e sanno come comporre una buona canzone in 2 minuti, il problema é l'ispirazione: in questo disco non ne trovo molta, trovo molto mestiere, poco altro.
    La produzione é ottima ad un primo ascolto, ma col passare del tempo la sensazione "plasticosa" (di nuovo sta parola? Giuro che non l'avevo mai utilizzata prima di oggi) si é impossessata di me. Tutto troppo perfetto, quasi senz'anima.
    A proposito di produzione: ma cosa diavolo fanno alla voce di Gene Simmons? E' talmente "lavorata" che in qualche pezzo é difficilmente riconoscibile (o forse é semplicemente la sua voce ad essere cambiata, chissá). Ho sempre preferito lui a Paul Stanley, in questo disco é esattamente il contrario.

    In conclusione, questo Monster é un album onesto della premiata coppia Stanley/Simmons (non mi venite a dire che gli altri contano qualcosa), lontano dall'essere un capolavoro, ma penso che tutti firmerebbero per pubblicare dischi Rn'R di questo livello a 60 anni. Rispetto. (Peró torno ad ascoltarmi Alive II)

    Voto 60/100

    Best song: Hell or Hallelujah
    Skip song: Long way down

    Tracklist:
    1. Hell or Hallelujah
    2. Wall of Sound
    3. Freak
    4. Back to the Stone Age
    5. Shout Mercy
    6. Long Way Down
    7. Eat Your Heart Out
    8. The Devil Is Me
    9. Outta This World
    10. All for the Love of Rock & Roll
    11. Take Me Down Below
    12. Last Chance

    05/10/12

    Recensione: Muse - The 2nd law


    Andró (forse) controcorrente affermando che i Muse sono un gruppo da "singoli" e non da album: se molte delle piú belle tracce dello scorso decennio sono firmate proprio da Bellamy e soci, non ho mai trovato molto interessanti gli album nella loro interezza. Si, anche i primi.
    Come affermato in altre occasioni, delle belle tracce non fanno per forza un bell'album.

    29/09/12

    Recensione: Steve Harris - British lion (2012)


    Mah, ho ascoltato quest'album tante volte e rimango perplesso. Volete sapere come suona questo British lion?   E' un disco AOR con sfumature Maiden e prog-rock anni 70 con un cantante pop (tale Richard Taylor). Ci avete capito niente voi? Neanche io.

    27/09/12

    Somiglianze estreme - Part 2

    Ed eccoci di nuovo qui, ad occuparci degli artisti buontemponi che vogliono omaggiare altri artisti (senza peró farglielo sapere).

    Quando ascoltai per la prima volta Are you gonna be my girl dei Jet pensai fosse un tributo all' Iggy pop di Lust for life. Un tributo effettivamente non era, e la canzone é subito diventata un Hit mondiale. Casualitá.

    24/09/12

    Recensione: Green Day - Uno! (2012)


    Dopo aver visto un poco lucido Billie Joe (da poco ricoverato per disintossicarsi) andare fuori di testa e distruggere tutto perché la regia gli aveva appena comunicato on stage che gli restava un solo minuto a disposizione, snoccioliamo (eh?) il nuovo album dei Green day. No, niente stravolgimenti, state tranquilli (o mi dispiace, a seconda dei punti di vista).

    Il nuovo album Uno! é il primo di una trilogia che si completerá nei prossimi mesi con Dos! e Tré! e puó essere riassunto cosí: un album punk con suoni pop, canzoni molto brevi con suoni molto moderni: se il suono della base ritmica é praticamente sempre uguale (difficile trovare un suono migliore di batteria, per i miei gusti), le chitarre risulteranno troppo ammorbidite e soffocate. Il suono non é brutto, sia chiaro, ma é molto "lavorato" e "ripulito", diciamo cosí.
    Avete presente quando ascoltate le canzoni rock su Mtv e poi riascoltate la canzone in questione sul disco dell'artista? La prima che mi viene in mente é How do you remind me dei Nickelback, le chitarre sul video di Mtv erano diversissime rispetto a quelle dell'album. Si, peggiori, se ve lo state chiedendo.

    Premiamo play e scopriamo che Nuclear family stá a Uno! come American Idiot stá ad American Idiot (appunto), canzone molto simile, scritta un po' con lo stampino, ma abbastanza efficace. Per il resto, diciamo che la parte piú ispirata del disco é quella dove i Green day spingono a "tavoletta" sull'acceleratore, Let yourself go e Loss of control in particolare, o quando vanno sul sicuro con i plotter collaudati di Stay the night, Fell for you o Troublemaker. Mentre é discutibile  il risultato quando provano a fare qualcosa di diverso con brani come Carpe Diem e soprattutto con l'insopportabile Kill the DJ, dove Billie Joe passa un terzo della canzone a dire di uccidere il DJ, di uccidere il fottuto DJ! Ma che ti ha fatto 'sto povero Dj?? Calmati, e soprattutto bastaaaaaaaaaa. Ok, non ho apprezzato la canzone, si vede? Ma ci hanno fatto pure il videoclip? Mah.
    Il singolo conclusivo Oh love mi ricorda molto lo stile dell'ultimo (pretenzioso ma non malvagio) 21st century breakdown, canzone con uno stile "Greendaysecondapartedicarriera".

    Uno! non mi ha deluso: veloce, schietto, diretto. Ma, a mio avviso, senza un paio di canzoni (Chi ha detto Kill the Dj?) e soprattutto con un suono di chitarre piú diretto, il risultato sarebbe stato ben diverso. Ma aspettiamo Dos!

    Voto 65/100

    Best tracks: Let yourself go, Loss of control
    Skip song: Kill the DJ

    Tracklist:

    01. Nuclear Family
    02. Stay The Night
    03. Carpe Diem
    04. Let Yourself Go
    05. Kill The DJ
    06. Fell For You
    07. Loss Of Control
    08. Troublemaker
    09. Angel Blue
    10. Sweet 16
    11. Rusty James
    12. Oh Love

    22/09/12

    Recensione: Skunk anansie - Black traffic (2012)


    Gli Skunk anansie sono tornati!
    Aspettate, non stiamo parlando di un disco epocale, questo Black traffic é "solamente" un lavoro onesto ma fortunatamente lontano anni luce dal terrif.. ehm discutibile Wonderlustre, anche se non accostabile ai primi 3 dischi della band, nonostante ne mantenga le caratteristiche.

    Si parte in quarta con I will break you, e giá da questo pezzo si capisce come l'album sará (fortunatamente) orientato sulle sonoritá rock e non sulle sonoritá da ninna-nanna del precedente.
    I primi tre pezzi hanno un bel tiro, soprattutto Spit you out, che é una delle mie preferite di Black traffic.
    I Hope You Get To Meet Your Hero ci riporta alle belle atmosfere che esaltano la voce di Skin e gli arrangiamenti (orchestrali) della band. I Believed in you é il primo singolo dell'album, diretto, orecchiabile, rock. Mi piace. Ve la posto al termine della recensione, dove noterete che Skin adesso ha un ciuffo niente male (!). Anche la seguente Satisfied mi piace (che bella recesione, eh ?), aggressiva e potente. Seguono 3 pezzi abbastanza discutibili, 3 semi ballad che abbassano la media dell'album, che fino a qui procedeva a ritmi molto, ma molto buoni. Soprattutto Drowning potrebbe causarvi degli attacchi di panico o di sconforto, ma non perché la canzone vi prenderá in maniera tale da immedesimarvici, ma perché vorreste distruggere lo stereo o mangiare gli auricolari per smettere di ascoltarla. Sará stata scritta nel periodo Wonderlustre, chissá... Fortunatamente arriva Sticky Fingers In Your Honey a risollevarci, che mi ricorda molto le atmosfere sbarazzine del loro album migliore Stoosh. Davvero un bel pezzo. Una ballad finalmente all'altezza é la conclusiva Driving down che ci ricorda che gli Skunk anansie sono molto bravi (quando vogliono) con le atmosfere rilassate.

    Le canzoni di Black traffic sono abbastanza semplici: struttura lineare e breve durata, e questo non é per forza un male.
    Gli arrangiamenti sono sempre molto curati, cosí come la magnifica sezione ritmica (quanto spinge il bassista) e quella  (finta?) orchestrale.
    A me il disco é piaciuto, buona energia, buona prova dei singoli, peccato solo per il calo di tensione con quelle tre ballad centrali. Ah, se non l'aveste ancora fatto, andate a vederli dal vivo perché sono una bomba.

    Voto 65/100

    Best songs: Spit you out, I Believed in you, Sticky fingers in your honey
    Skip song: Drowning 

    Tracklist:
    01. I Will Break You
    02. Sad Sad Sad
    03. Spit You Out
    04. I Hope You Get To Meet Your Hero
    05. I Believed In You
    06. Satisfied
    07. Our Summer Kills The Sun
    08. Drowning
    09. This Is Not A Game
    10. Sticky Fingers In Your Honey
    11. Driving Down

    17/09/12

    Live report: The Sunflower Jam live at Royal Halbert Hall, 2012

    (Dal sito Royal Halbert Hall)
    Minchia che jam, avrebbe detto Giorgio Faletti! Ma andiamo per gradi:

    10/09/12

    Somiglianze estreme - Part 1


    Ascoltando Be aggressive dei Faith no more e mi é venuta l'idea di pubblicare un articolo sui plagi. Prendo spunto da questa canzone, perché mi sono ricordato di un anneddoto: accendendo la Tv ho trovato il videoclip di Mobscene di Marylin Manson. Oh, che bello, ha fatto una cover dei Faith no more. E invece no, era Mobscene, che, piú che plagio, é una cover bella e buona, tanto é spudorata.

    09/09/12

    Recensione: Down - Nola (1995)


    Quando si parla di gruppi improvvisati (o supergruppi che dir si voglia), difficilmente il risultato di un disco é cosí buono da essere ricordato nel tempo. Questa é la regola generale, ma c'é un'eccezione, ed é proprio questa qui. Andiamo per gradi: Phil Anselmo (il cantante dei Pantera, per i pochi che non lo sapessero) comincia ad avere delle jam session con membri dei Crowbar e dei Corrosion of conformity, al termine delle quali decidono di fare un disco insieme.. e che disco: Nola, siore e siori, un ottimo mix tra le band citate, riff sabbathiani, sonorità sudiste e stoner. Tre le cose meravigliose di questo disco: il suono generale, le linee vocali, i riff.

    05/09/12

    Recensione: Metallica - St.anger (2003)


    L'album della batteria di pentole!
    Si, perché tutti potranno provare l'emozione di emulare a casa il suono della batteria di Lars Ulrich presente in questo disco. Potrete provare col pentolame, con materiale scolastico, oppure, se in periodo estivo, potete provare a prendere un tamburello facendoci rimbalzare una palla da tennis sopra. Il suono sará groso modo quello del rullante di Lars Ulrich in St.anger! Sí, proprio quello.

    01/09/12

    Recensione (live report): Alter bridge - Live at Wembley (2012)


    Beh, avendo avuto la fortuna di partecipare a questo concerto, questa é una sorta di recensione - live report.

    30/08/12

    I 30 batteristi più ricchi del mondo

    Ecco un'altra classifica.

    No, non è un'altra delle mie terribili top 10, ma è una lista stilata da Celebrity Net Worth dove vengono indicati i batteristi più ricchi del pianeta includendo salari, diritti d’autore, endorsement, affari personali, dichiarazioni, holding  al netto di spese per manager, agenti, tasse e stile di vita:

    Dai, eccola (le cifre sono espresse in dollari):

    1 Ringo Starr – 300 milioni (The Beatles)
    2 Phil Collins – 250 milioni (Solo, Genesis)
    3 Dave Grohl – 225 milioni (Nirvana, Foo Fighters)
    4 Don Henley – 200 milioni  (The Eagles)
    5 Lars Ulrich – 175 milioni (Metallica)
    6 Charlie Watts – 160 milioni  (The Rolling Stones)
    7 Larry Mullen Jr – 150 milioni (U2)
    8 Roger Taylor – 105 milioni (Queen)
    9 Joey Kramer – 100 milioni (Aerosmith)
    10 Chad Smith – 90 milioni (The Red Hot Chili Peppers)
    11 Travis Barker – 85 milioni (Blink 182, The Aquabats)
    12 Stewart Copeland – 80 milioni (The Police)
    13 Alex Van Halen – 75 milioni (Van Halen)
    14 Nick Mason – 75 milioni (Pink Floyd)
    15 Tommy Lee – 70 milioni (Motley Crue)
    16 Bill Ward – 65 milioni (Black Sabbath)
    17 Jon Fishman – 60 milioni (Phish)
    18 Carter Beauford – 55 milioni (Dave Matthews Band)
    19 Rick Allen – 50 milioni (Def Leppard)
    20 Tre Cool – 45 milioni (Green Day)
    21 Danny Carey – 40 milioni (Tool)
    22 Tico Torres – 40 milioni (Bon Jovi)
    23 Max Weinberg – 35 milioni (Bruce Springsteen and The E Street Band, Conan O Brien)
    24 Mickey Hart – 30 milioni (The Grateful Dead)
    25 Bill Kreutzmann – 25 milioni (The Grateful Dead)
    26 Neil Peart – 22 milioni (Rush)
    27 Taylor Hawkins – 20 milioni (Foo Fighters)
    28 Questlove – 16 milioni (The Roots, Jimmy Fallon)
    29 Steven Adler – 15 milioni (Guns N’ Roses)
    30 Mick Fleetwood – 8.5 milioni (Fleetwood Mac)

    Quello che pare evidente da questa classifica è che i guadagni non sono affatto collegati alla bravura...

    28/08/12

    Recensione: Iron maiden - The final frontier (2010)


    Carissimi Iron maiden, ma perché? Perché avete pubblicato quest'album? Perché? Non potevate fare uscire un altro inutilissimo live album (cosa successa subito dopo, comunque), piuttosto?
    Ho difeso a spada tratta le ultime uscite della band, ma questa no, non posso, non ce la faccio.

    27/08/12

    Recensione: Tremonti - All I was (2012)



    Prima di tutto fughiamo ogni dubbio: non é il ministro dell'economia ad aver pubblicato il disco, ma il chitarrista-compositore di Alter bridge e Creed.

    Detto questo, ok, possiamo cominciare.

    25/08/12

    Recensione: Tenacious D - Rize of the fenix (2012)


    Mmm... Come si recensisce un album dei Tenacious D? Lo devo considerare un album ironico? un album serio? Un album e basta? Il bicchiere é mezzo vuoto o mezzo pieno? Oh, basta, io me la squaglio (cit. Homer Simpson)

    24/08/12

    Recensione: Ozzy Osbourne - Ozzmosis (1995)


    A parere di chi scrive uno degli album piú sottovalutati di sempre.

    Ozzy cambia registro e tira un po' il piede dall'acceleratore, il risultato finale sará a mio parere  il miglior disco della sua "seconda" carriera, ovviamente dopo i primi due impareggiabili capolavori Blizzard of Ozz e Diary of a madman.

    21/08/12

    Recensione: The darkness - Hot cakes (2012)



    Ma cosa avranno fatto le donne al nostro caro Justin?  Mannaggia a lui, aspettavo un bel discone carico, e invece....

    20/08/12

    I personaggi: Frankie Poullain

    Nell'universo rock ci sono personaggi talentuosi, carismatici, divertenti o solamente buffi.

    Inauguriamo la rubrica con Frankie Poullain. Quale personaggio migliore esiste per inaugurarla? Come chi é? Uscite subito da questa pagina, blasfemi! Nessuno lo sa (probabilmente neanche lui), ma Frankie é l'anima dei The Darkness! Tutti diranno che sono i fratelli Hakwins, ma la veritá é un'altra.
    La storia dirá questo, lo scopriremo piú tardi...

    19/08/12

    Recensione: Stratovarius - Under Flaming Winter Skies, Live In Tampere (2012)



    Ad anni di distanza da Visions of Europe, gli Stratovarius (orfani del simpaticissimo Timo Tolkki), danno alle stampe il live a Tampere per celebrare l'ultima esibizione del batterista Jorg Michael che, dopo anni di lotte contro un tumore (vinte), ha deciso di ritirarsi dalle scene.

    La setlist di questo live é piú che buona e molto varia, tocca quasi tutti i periodi della discografia dei finlandesi ed é impreziosita da due cover particolari (per i loro canoni) come Burn dei Deep purple (eseguita tra l'altro in maniera discutibile) e Behind Blue eyes degli Who. E' strano sentirle suonate dagli Stratovarius, che non ci azzeccano una cippa con queste canzoni, come stile e background.
    A proposito di cose atipiche troveremo anche uno strano, ma interessante e coinvolgente Bass solo ad opera di Lauri Porra (si, si chiama proprio cosí). Non sembra proprio di ascoltare un concerto Power metal.

    La prestazione dei singoli é ottima, soprattutto quella del chitarrista Kupiainen (che risulta piú preciso del suo predecessore pazzo, nel precedente live Visions of Europe) e la voce di Kotipelto é sempre gradevolissima, ma un po' piú in difficoltá rispetto al passato sulle note piú alte: appare evidente come alcune canzoni siano state abbassate di tonalitá (Paradise su tutte). Odio queste cose ma alcune canzoni sono davvero, davvero, ma davvero (si, penso abbiate capito) ardue da cantare, quindi rispetto.
    In ogni caso, si rifará in alcuni brani dove canta in maniera splendida, come Visions.
    Chiudono il concerto classici della band come Black diamond (anticipata simpaticamente dalla chitarra), Father time (faticosa da cantare, vero Timo?) e Hunting high & low, cantatissime dal pubblico che ha apprezzato lo show.

    Se siete fan della band, é un acquisto sicuramente consigliato, un live onesto, non privo di sbavature, ma un live senza sbavature é quasi sempre ritoccato (risuonato?) in studio, quindi ben vengano.

    Se proprio avete soldi in piú da spendere, sappiate che c'é anche la versione dvd. Ciao Jorg...


    CD1
    01. Under Flaming Skies
    02. I Walk To My Own Song
    03. Speed Of Light
    04. Kiss Of Judas
    05. Deep Unknown
    06. Guitar Solo
    07. Eagleheart
    08. Paradise
    09. Visions
    10. Bass Solo
    11. Coming Home

    CD2
    01. Legions Of The Twilight
    02. Darkest Hours
    03. Burn
    04. Behind Blue Eyes
    05. Winter Skies
    06. Keyboard Solo
    07. Black Diamond
    08. Father Time
    09. Hunting High And Low

    17/08/12

    Le mie canzoni preferite

    Bentornati alle mie terribili classifiche.

    10 canzoni erano pochine, quindi ho piú che raddoppiato, anche se ce ne vorrebberero almeno 100 per rendere giustizia a tutti gli artisti che ho adorato nella mia vita.

    Come sempre, troverete un minimo di spiegazione per ognuna e, per renderla un po' piú variegata, metteró una sola canzone per gruppo, giusto per non trovare 6-7 canzoni degli Iron maiden, per esempio.

    Cliccate sul titolo della canzone, per poterla ascoltare. Cominciamo:

    01/08/12

    Live report: Eddie Vedder - Hammersmith apollo, London 31/07/12


    Glen Hansard

    Due paroline per Glen Hansard (di cui non avevo mai sentito una nota): una bellissima sorpresa, davvero un grande cantante. L'esibizione non è stata altro che una mezz'oretta alla "open mic", solo chitarra e voce, ma Glen ci ha mostrato perchè sta aprendo il concerto a sua santità Eddie Vedder, grande voce e grande chitarra. Mi procuro subito qualcosa.

    EDDIE VEDDER

    Eccoci qui. Questo concerto è difficile da raccontare... non so... si, no, vabbè, ci provo.
    Mettiamola così, un concerto meraviglioso nel luogo sbagliato. E' come se vi trovaste Eddie Vedder nel salotto di casa a cantare sul vostro divano. Voi rimanete incantati, estasiati... a bocca aperta, ma poi arriva vostro zio che strombazza col clacson per farsi aprire il cancello, la mamma che grida dalla cucina e i vostri amici che si danno cozzate a vicenda. Il concerto è stato grosso modo questo: uno spettacolo intimo da sogno (come è da sogno la voce del buon Eddie) in un (bellissimo) teatro grande e dispersivo pieno di ubriaconi che si preoccupavano più di portare continuamente birre e darsi il 5, che di seguire lo spettacolo. Perle ai porci.

    30/07/12

    Intervista: Hot Rod


    E' tempo di interviste, siore e siori!
    E' il turno degli HOT ROD, band siciliana attualmente in giro in tutta Italia (ed Europa) per diffondere il verbo Glam, che verbo effettivamente non é, ma comunque...
    Diamo il benvenuto a Mirko, Giacomo, Valeria, Cristina e Christian, ovvero: Gli Hot Rod!


    1) Ok ragazzi, prima di tutto, benvenuti a questa meravigliosa (!) intervista. 
    Direi di  cominciare con la prima domanda, quella classica (e banalissima) che riguarda i vostri esordi.

    Mirko: Gli Hot Rod nascono ufficialmente nel 2006 dalla volontà mia e di Christian di mettere in piedi una band votata alle più classiche sonorità Hard’n’Heavy di stampo ottantiano.
    Col passare del tempo il fascino della scena losangelina, fiorita negli eighties lungo il “Sunset Strip”, si è fatto sempre più forte in noi, facendoci così approdare verso lidi smaccatamente Glam, sia per look che per sonorità. Le prime serate, come è normale, sono state nella nostra città; abbiamo proposto, sin da subito, insieme alle cover, anche i nostri inediti.

    2) Perché “Hot Rod”? Da dove nasce questo monicker? 

    Christian: La traduzione letterale del nome (“mazza calda”) ci è sembrata decisamente rock n’ roll e ce l’ha fatto scegliere. Confessiamo ai lettori che solo dopo abbiamo scoperto che con questo termine si definiscono le tipiche auto d’epoca potenziate e con carrozzerie verniciate in maniera appariscente (con ‘rod’ si intende anche la biella del motore).
    Mirko: Beh, volevamo un nome che piacesse alle signore. (hai vinto. ndr)

    3) Cosa state facendo attualmente? Passate i giorni a sbronzarvi in spiaggia o siete dediti al lavoro? 
      
    Mirko: Siamo al momento impegnati in un’intensa attività live. Oltre ai consueti live e contest in Sicilia, abbiamo anche avuto il piacere, a maggio, di suonare in occasione della 3° edizione del Glam Fest che si è tenuta a Marsiglia, in Francia. Ora siamo da poco tornati da tre date in Toscana ed Umbria, ma già ci aspettano numerosi altri impegni in “patria”. Questo 2012 può considerarsi, senza dubbio, l’anno più frenetico di sempre per la band. Nonostante possa risultare a volte spossante mantenere questi ritmi, ci auguriamo che anche i prossimi anni possano essere sempre così produttivi.


    4) Altra domanda di rito: quali sono le vostre influenze?

    Mirko: Il primo vero amore è stato l’Heavy classico, cito solo 3 nomi: Savatage, King Diamond e Iron Maiden. Se oggi sono qui ad imbracciare lo strumento, è principalmente colpa di questi signori.
    Poi è arrivato l’Hard Rock e il Glam, con tutto il carico di energia, ammiccamenti e scanzonatezza che contraddistingue il genere. Riguardo le band preferite, essendo le stesse che influenzano il sound della band, rimando alla quelle riportate alla fine della risposta.
    Giacomo: Da ragazzino scopro i Metallica, me ne innamoro e, a tutt’oggi, ne sono fan sfegatato. Un altro dei musicisti che mi ha maggiormente influenzato è R. J. Dio. A seguire, Judas Priest, Maiden, Black Sabbath, Guns N' Roses, Blind Guardian, Anthrax, Overkill, Motley Crue, Alice Cooper e tanti altri da cui ho preso le influenze che mi rendono ciò che sono. Ultimi ma non ultimi (hanno influito anche più del Metal nella mia vita) tra i miei preferiti ci sono i Pink Floyd.
    Valeria: Il percorso musicale che ho svolto è per me abbastanza semplice, basilare e formativo, sostanzialmente è ciò da cui traggo spunto. Comincio ad ascoltare grunge (Pearl Jam, Stone Temple Pilots, Alice in Chains) per poi passare ai classici Iron Maiden. Si susseguono i Metallica che mi portano al thrash, (Slayer, Kreator, Annihilator). Subentrano gli At The Gates, approdo al death melodico (In Flames, Soilwork, Disillusion, The Crown), giungo al gothic (Katatonia). Ritenendo poco stimolanti le proposte contemporanee, retrocedo cronologicamente e approfondisco il filone hard rock/glam anni '80, (Motley Crue, L.A. Guns, Guns n' Roses, Poison, Twisted Sister).
    Cristina: Ho iniziato ascoltando il rock classico di Queen e Doors, per poi passare all'hard rock dei Deep Purple e Led Zeppelin. Da lì, via via, è stato un crescendo verso l'heavy metal (Iron Maiden, Judas Priest), il thrash (Megadeth, Metallica) e il death in maniera più ampia, senza tralasciare influenze power e nu metal. Ultimamente ho approfondito il filone hard rock/hair metal, che mi/ci riguarda proprio in prima persona, con l'ascolto dei W.a.s.p., Aerosmith, Cinderella, Motley Crue, Twisted Sister, Kiss...
    Christian: All'interno del metal sono un ascoltatore con tendenze piuttosto classiche/tradizionaliste, ma abbastanza ampie: dopo i primi, ovvi, Ac/Dc, Iron Maiden, Guns n' Roses e Metallica mi sono sempre più avventurato tra le varie sfaccettature che il genere offre, e ciascun ascolto ha lasciato su di me un piccolo segno, rendendomi musicalmente ciò che sono al momento.
    Mirko: Il sound della band si ispira prettamente a gruppi come Motley Crue, Skid Row, Poison, Faster Pussycat, Cinderella, Scorpions.

    5) Al di lá delle vostre influenze, quali sono i vostri album preferiti? Non siate timidi, sbizzarritevi.

    Giacomo: Album ne potrei dire un sacco: l'intera discografia dei Metallica fino a “S & M” (i miei preferiti “…And Justice for All “ e “Ride the Lightning”); “Appetite for Destruction” e “Use your Illusion” (I e II) dei Guns; tutta la discografia dei Priest, sopratutto “Painkiller”; “Holy Diver” di Dio; “Sabbath Bloody Sabbath” dei Black Sabbath. Dei Pink Floyd non posso dire un album preferito perchè sono tutti magnifici. Se dovessi consigliarne alcuni, sarebbero “The Dark Side of the Moon”, “Wish You Were Here” e “The Divison Bell”.
    Valeria: Sarebbero troppi da elencare tutti, eccone alcuni: Katatonia - "Tonight Decision", Guns n' Roses - "Appetite for destruction" Pearl Jam - "Vitalogy" (Brava!! ndr), Iron Maiden - "The Number of the beast", Motley Crue - "Dr. Feelgood", At the Gates - "Slaughter of the soul", Slayer - "Raining Blood", Soilwork - "The Chainheart machine”, Poison - "Open up and say... ahh!", Disillusion - "Back to times of splendor" etc. etc.
    Cristina: Led Zeppelin - "Led Zeppelin IV"; The Police - "Zenyatta Mondatta"; Iron Maiden - "The number of the beast"; Virgin Steele - "Invictus"; Annihilator - "Never, neverland"; Megadeth - "Rust in peace"; Sepultura - "Chaos A.D."
    Christian: Ne dico soltanto qualcuno, perché altrimenti servirebbero pagine e pagine: Iron Maiden "Somewhere in Time", Manowar "The Triumph of Steel", W.A.S.P. "The Headless Children", Savatage "Streets", Poison "Flesh & Blood", Alice Cooper "Hey Stoopid", etc. etc.
    Mirko: Ne cito qualcuno in ordine sparso: ”Trash” Alice Cooper; “Nightfall in Middle-Earth” Blind Guardian; “Somewhere in Time” Iron Maiden; “Long Cold Winter” Cinderella; “Lean into it” Mr Big; “Dr. Feelgood” Motley Crue; “Defenders of the Faith” Judas Priest; “Rust in Peace” Megadeth. Riguardo King Diamond e Savatage ho serie difficoltà a fare una scelta. Del Re menziono solo “Abigail”, per il combo dei fratelli Oliva “Gutter Ballet”.



    6) Di cosa parlano i vostri testi? C’è qualche messaggio in particolare che vorreste lanciare? 

    Christian: Vestire i panni delle guide spirituali non fa per noi. Non abbiamo alcuna pretesa di illuminare le coscienze altrui e quindi ci limitiamo a trattare argomenti a noi più consoni; i nostri testi parlano di temi cari ai gruppi degli '80s: storie di sesso e d'amore, feste selvagge, voglia di libertà e di evadere dalla routine, etc. A volte prendiamo spunto dai fatti che ci succedono nella vita di tutti i giorni e li rielaboriamo un po' per farli diventare testi delle nostre canzoni.

    7) Qual è il vostro processo creativo? Come nascono le vostre canzoni?

    Mirko: I brani, dal punto di vista strumentale, sono composti da me o da Christian. Personalmente, spesso capita che i pezzi siano influenzati da una band X che ascolto molto in un dato periodo: dopo un po’, mi viene naturale ispirarmi a quello stile. Oppure nascono dal desiderio di descrivere con la musica delle determinate sensazioni o situazioni. Testi e linee vocali li scrive quasi esclusivamente Christian. Una volta completato il brano, si scrive la partitura usando il Guitar Pro, un software praticissimo che credo molti conosceranno, e lo si sottopone agli altri membri della band i quali operano ognuno un ulteriore processo di arrangiamento riguardo il proprio strumento, propongono rifiniture, modifiche etc.
    Christian: Come dice il collega qui sopra, i pezzi li scriviamo per lo più io e lui, usando (e abusando) del buon vecchio Guitar Pro, programma a cui devo moltissimo, anche se poi ognuno di noi è libero di mettere del suo (ad esempio il testo di “Rock the House” l’ha scritto Marco, il nostro vecchio bassista, e quello di “Wild Wheels” è stato scritto da Giacomo). Il processo che mi porta a scrivere una canzone o un testo non è mai lo stesso: mi può capitare di ascoltare un cd ed individuare un riff che mi ispira, oppure di strimpellare a casaccio la chitarra e trovare quasi per magia delle progressioni di note o di accordi che vanno pian piano a dare forma ad un nuovo pezzo, etc. Spesso invento il titolo prima ancora della musica o del testo stesso, e mi ispiro ad esso pensando cose come “se in un disco trovassi una traccia con questo titolo, come suonerebbe?”. Per quanto riguarda i testi, come ho detto anche più su, mi ispiro sia a quello che leggo o che vedo in tv, sia a fatti che mi succedono in prima persona, o che sono accaduti agli altri ragazzi del gruppo. La cosa che più mi affascina dello scrivere canzoni o testi è che a volte ho l’impressione che sia qualcuno “più in alto” a prendere il controllo della mia testa e a fare il lavoro per me…

    8) E adesso? Cosa bolle in pentola nel futuro degli Hot rod?

    Mirko: Ciò che ci preme maggiormente è incidere, finalmente, il nostro primo full-lenght. Abbiamo già molti brani pronti che non aspettano altro che essere registrati. Parallelamente ci si auspica, ovviamente, di suscitare l’interesse di qualche etichetta. Continueremo inoltre a spingere sull’attività live, sia in Italia che all’estero. C’è un sottobosco considerevole di validi gruppi Hard Rock/Glam in Europa con i quali ci farebbe molto piacere condividere il palco.

    9) Questa era l’ultima domanda. Chiudete l’intervista come preferite. 

    Mirko: Grazie a Given To Rock (e a te, Giovanni) per lo spazio offertoci.
    Ne approfitto per invitare coloro fra i lettori che non conoscono ancora gli Hot Rod a dare un occhio alle nostre pagine web (nella quali è possibile ascoltare qualche nostro brano). Un saluto a tutti e… rock on!


    Ringrazio i ragazzi degli Hot rod per la loro disponibilitá e per la loro simpatia, facendogli un sincero in bocca al lupo per il loro futuro. Ecco dove potete ascoltare, leggere e contattare la band:

    www.facebook.com/hotrodband
    www.facebook.com/hotrodglam
    www.reverbnation.com/hotrodglam
    www.twitter.com/__Hot_Rod__
    Email: hot.rod@live.it

    Fotografie di
    Gabriele Gonzo (gabrielegonzo@hotmail.com)
    Andrea Floresta (andy.floresta@gmail.com),
    Federica Strazzeri (federicastrazzeri@gmail.com)

    28/07/12

    Top 10: Batteristi

    I miei dieci batteristi preferiti, con un minimo di spiegazione per ognuno.

    Cominciamo senza troppe esitazioni

    10) Lars Ulrich (Metallica)
    Se, a leggere questa classifica é un batterista (o presunto tale), probabilmente avrá giá chiuso la pagina e probabilmente spento il pc e staccato direttamente la corrente elettrica (o tolto la batteria del dispositivo portatile) per l'indignazione.
    Vengo e mi spiego: tecnicamente Lars Ulrich non é tutto questo granché, ci saranno almeno 3 milioni di batteristi piú bravi di lui, ma a me il suo stile sui Tom e quei piatti in controtempo mi fanno impazzire, che ci posso fare.
    Canzoni top: Creepin' death, For whom the bell tolls

    27/07/12

    Top 10: chitarristi

    Ecco quelli che (grosso modo) sono i miei 10 chitarristi preferiti.
    Sia chiaro che non sono quelli che reputi migliori a livello tecnico, bensí quelli che mi hanno emozionato di piú per quanto fatto in carriera. I motivi ve li spiego sotto ad ogni posizione. Spero di riuscirci:

    Cominciamo:

    24/07/12

    Top 10: Cantanti

    C'é chi é nato per zappare e chi é nato per studiare, diceva il professore di francese nel film La scuola.
    C'é anche chi é nato per cantare, come questi signori qui sotto.

    Ecco la top 10 dei miei cantanti preferiti.

    10) Mike Patton (se scrivo i nomi di tutti i suoi gruppi supero il limite consentito dei caratteri)
    Uno dei cantanti piú folli di sempre.
    Ha spaziato praticamente tra tutti i generi musicali: rock, metal, crossover, jazz, hardcore, punk, country fino ad arrivare ai classici italiani anni 60, canzoni napoletane incluse. Si anche roba tipo Il cielo in una stanza e Scalinatella. Ovviamente il periodo migliore, per quanto mi riguarda, é quello con i Faith no more, nessun dubbio su questo.
    Top songs: boh, tutte troppo diverse.



    22/07/12

    Top 10: album

    Top 10 che passione!

    Beccatevi quelli che sono i miei 10 album preferiti, con la solita regola di un solo disco per band.
    Ci riusciró? Non credo, ma ci provo lo stesso... Sono esclusi i Greatest hits, ovviamente, sennó sarebbe troppo facile. O forse no.

    Vabbé, cominciamo...

    19/07/12

    I miei riff preferiti

    Ormai mi sono lanciato con le top 10, siete fregati! Ecco quella dei migliori riff.
    (Anche per questa classifica, non insultatemi se non siete d'accordo e prendete le posizioni non troppo sul serio, è già difficile scegliere 10 riff tra 50 anni di musica, figuriamoci metterli in ordine).

    Chiedo scusa alle varie Sweet home alabama, Cemetary gates, Long live rock n' roll, Whole lotta love, Ain't talkin about love, Smells like teen spirit, la Grange, Satisfaction e decine di altre ancora.

    15/07/12

    Live report: Bruce Springsteen (e John Fogerty) Hyde park - London 14/07/2012

    JOHN FOGERTY

    Diciamo che due paroline John Fogerty le merita. Di essere vecchio, é vecchio, ma la voce é sempre quella. Chiudendo gli occhi, sembrerá di ascoltare il disco di 40 anni fa. Tanto di cappello. I classici dei Creedence clearwater revival sono sempre un piacere da ascoltare e da cantare. Il tempo é buono, l’atmosfera pure, il pubblico é partecipe e la band sa il fatto suo. Volete qualcosa di piú? I classici come Have you ever seen the rain, Fortunate son, Who’ll stop the rain, Proud Mary e la cantatissima cover Pretty woman. Verso la fine dell’esibizione il nostro caro vecchietto perde man mano la voce, ma direi che glielo possiamo perdonare. Bruce Springsteen sale a dargli una mano per la cover degli Status quo, la famosissima Rockin' all over the world.

    BRUCE SPRINGSTEEN

    Premessa: non sono un grande fan di Bruce Springsteen, conosco molti album e qualche greatest hits, ma non posso definirmi un grande fan. Detto ció, comincio:

    Il sesso é un attitudine, come l’arte in genere, cantava Tiziano Ferro. Anche il dono della sintesi lo é, ma Bruce springsteen non ce l’ha. Spiegheró meglio dopo. E non chiedetemi il perché della citazione, assolutamente gratuita.

    Non ho mai visto un' entrata sul palco cosí di basso profilo come questa. Il boss entra da solo, piano piano e si avvicina al microfono per una versione piano e voce di Thunder road, con il pubblico che canta ogni singola parola. Davvero un grandissimo inizio. Poi una ottima Badlands, e da qui in poi Bruce ci presenta la sua band infinita, trombone, sassofoni, coriste, percussionisti, mancavano solo il mago pancione e I tre moschettieri per completare l’opera. Quello che mi balza subito all’occhio é che Bruce tiene il palco come pochi, é veramente bravissimo, é un one man show, parla, coinvolge, grida, corre, salta, scende spessissimo a stringere le mani al pubblico. A mio parere i 234 musicisti (tutti bravissimi, per caritá) che si porta dietro non sono necessari. Sarebbe bravo comunque (forse di piú) anche con una band di 4 elementi. In piú Little steven é davvero comico, dovrebbe avere piú spazio.


    Passiamo al dono della sintesi: ogni singola canzone dalla band si protrae troppo a lungo, perché c'é una parte parlata in mezzo e perché ogni musicista deve metterci il suo solo (di fiati, che odio, per giunta) e quasi tutti i finali sono spesso interminabili, ripetendo i giri all’infinito.
    La prima ora di spettacolo per me é stata davvero piacevole (sono saliti sul palco anche John Fogerty e Tom morello per un paio di canzoni), ma alla lunga questa scelta di “allungare il brodo” per ogni singola canzone mi ha dato molto fastidio.

    Aggiungiamo che Bruce ci ha propinato molti pezzi dal nuovo Wreckin’ ball (non ricordo molti album noioso come questo) e la frittata é fatta. 
    A metá show sono andato a comprarmi le patatine, e terminate quelle ero tentato di andare via. Bruce, perché se una canzone dura 3 minuti la devi fare durare 6, porca pupazza??? E soprattutto, perché devi cantare Shackled & draw, land of hope and dreams e we are alive che sono di una noia mortale? Perchéééééé? Ok, la smetto.

    Non mancano comunque momenti di spicco, la presenza di Tom morello in un paio di canzoni é vitale.  Il chitarrista fa davvero una bella figura e impreziosisce Jack of all trades e The ghost of Tom Joad. Poi Bruce accoglie simpaticamente la richiesta di un fan spagnolo (tramite striscione) che l’ha seguito durante tutto il tour per poter sentire Johnny 99. E’ stato finalmente accontentato. Simpatica anche la scena di un bambino che sale a cantare con il boss.
    Nota di merito per la band: musicalmente assolutamente perfetta, non solo individualmente, non ho mai sentito delle chiusure piú precise, nonostante alcune parti sembravano realmente improvvisate.

    Dicevo, verso la ventesima canzone, dopo due di seguito tratte dall’ultimo album, stavo pensando di andare via (anche perché la pioggia e il fango cominciavano ad essere fastidiosi), quando vengo ringalluzzito dale note di Born in the Usa. Ohhh, finalmente. Da questo momento in poi lo show si trasforma. Chi stava mangiando il panino parlando con gli amici, si avvicina verso il palco a cantare. E il buon Bruce ha ancora la voce dei bei tempi, seppur, ovviamente, leggermente meno potente.Si tornerá alle canzoni di Wreckin' ball? Ma no, il boss ci sbatte in faccia in sequenza le magnifiche Born to run, Glory days e Dancing in the dark (dove come al solito fa salire sul palco una ragazza per ballare). Finito? Neanche per sogno. Sul palco sale un certo Paul McCartney per I saw her standing there e per la cantatissima e simpaticissima Twist and shout. Il pubblico é in visibilio, me compreso. Dopodiché una scena non troppo bella, staccano il volume perché eravamo oltre l’orario consentito. Il boss continua a suonare qualcosa, ma non si sente nulla, poi si arrende...
    Roba da giornata della creativitá scolastica, invece sul palco c'erano Bruce Springteen e Paul Mccartney. Bah, meglio non commentare.

    In conclusione, show molto particolare per me,  ottima la prima ora e meravigliosi gli ultimi 40 minuti, noiosissimo quello che c'é stato in mezzo. Il boss é veramente ineccepibile, ha cantato senza sbavature per piú di 3 ore di fila, non mancando mai di incitare ed interagire con il pubblico.

    Le mie preferite:  Thunder road, Glory days, Twist & shout
    Ne avrei fatto volentieri a meno: Shackled & draw, land of hope and dreams e we are alive

    Setlist
    1. Thunder Road (Bruce & Roy)
    2. Badlands
    3. We Take Care of Our Own
    4. Wrecking Ball
    5. Death to My Hometown (w/ Tom Morello)
    6. My City of Ruins
    7. Spirit In The Night
    8. The Promised Land (w/ Tom Forgerty)
    9. TAKE ‘EM AS THEY COME (sign request)
    10. Jack of All Trades (w/ Tom Morello)
    11. Empty Sky (solo acoustic)
    12. Because the Night
    13. Johnny 99
    14. Darlington County
    15. Workin’ on the Highway
    16. Shackled & Drawn
    17. Waitin’ on a Sunny Day
    18. Raise Your Hand
    19. The River
    20. The Ghost of Tom Joad (w/ Tom Morello)
    21. The Rising
    22. Land of Hope & Dreams
    23. We Are Alive
    24. Born in the USA
    25. Born To Run
    26. Glory Days
    27. Dancing in the Dark
    28. I SAW HER STANDING THERE (w/ Paul McCartney)
    29. Twist & Shout (w/ Paul McCartney)

    14/07/12

    Top 10: assoli di chitarra

    Ed eccoci ad una top 10 sui miei soli di chitarra preferiti, grosso modo.
    Scrivo sempre "grosso modo" perché non escludo di dimenticare qualcosa e perché le mie scelte possono essere influenzate dal periodo.

    Onde evitare di trovare gli stessi artisti ripetuti, mi autoimpongo la regola di un solo solo per artista, cosí risulta piú varia. Se non vedete il video, cliccate sul link e vi apparirá magicamente.

    Ovviamente, fatemi sapere le vostre opinioni e quali sono i vostri soli preferiti.

    11/07/12

    Telenovelas - Perchè sputi?

    Perchè sputi? cantava Mariottide..
    Come promesso, la seconda puntata della telenovela Queensryche: Geoff Tate contro il resto del mondo. In questa puntata, gli sputi.
    da Blabbermouth.com


    Scott Rockenfield:

    “Dal 2005 Geoff e sua moglie Susan Tate hanno iniziato a controllare la band, spingendo solo ed esclusivamente verso il tipo di musica che interessava a Geoff.
    Così tutto il materiale che scrivevamo io, Wilton e Jackson non veniva completato. Geoff Tate invece componeva musica con i suoi amici, alcuni dei quali non erano nemmeno musicisti professionisti”.

    “Le continue aggressioni di Geoff Tate sono diventate un grosso problema per i Queensryche. Nel 2000 tenemmo una riunione riguardo al nostro prossimo disco: durante la riunione lui non apprezzò alcuni argomenti e se ne andò lanciando una sedia in mezzo alla stanza”

    “Nel 2007 Geoff Tate si arrabbiò per qualcosa e scaraventò il mio portatilie sul tavolo. poi mi colpì in faccia, sputandomi addosso e spintonandomi per quindici minuti”.

    “Nel 2012 a San Paolo, Geoff Tate ha assalito violentemente Michael Wilton, Eddie Jackson e me, subito prima dello show. Lui dice che io gli ho detto ‘abbiamo semplicemente licenziato tutta la tua famiglia e ora licenzierò te’ ma è assolutamente falso e molti testimoni possono confermarlo”.

    “Prima dello show di San Paolo con più di 2000 persone mi trovavo sulla pedana della batteria quando Geoff Tate si è avvicinato e mi ha sputato in faccia insultandomi. Poi ha spinto a terra alcuni pezzi della mia batteria, causando il ritardo del concerto. Poi è andato da Michael Wilton, lo ha insultato e lo ha colpito con un pugno sulla parte destra del viso. Sono sceso dalla pedana della batteria per aiutare Michael e per dire a Geoff Tate di stare lontano. Lui ha continuato a insultarci e sputarci addosso, poi mi ha colpito due volte in faccia. Mi sono allontanato e ho chiesto alla security di intervenire. Geoff Tate ha continuato a rincorrere, insultare e sputare ai membri della band per venticinque minuti (!!!!)”.

    “Durante lo show Geoff Tate ha continuato a sputare sui membri della band e sulle loro attrezzature, cosa che è stata chiaramente vista dai fan”.

    “Dopo lo show ci hanno detto di scendere dal palco e uscire direttamente per andare in hotel ed evitare altre possibili aggressioni da parte di Geoff Tate. Arrivati in hotel ci hanno consigliato di stare chiusi nelle stanze. Le autorità locali e il nostro stage manager hanno poi deciso di prenotare un volo diverso dal nostro per Geoff Tate”.

    “Geoff Tate non ha più potuto viaggiare con la band, stare negli stessi hotel, partecipare con la band alle interviste e ha dovuto raggiungere le location degli show scortato dalla security. Questo è stato un grande danno per noi e non ci ha lasciato altra scelta che separarci da lui”.

    Nel video di sotto (non quello di perché sputi), a 3.58, potete ammirare la sputacchiera in azione. :)


     

    Live report: Faith no more - London, Brixton academy 10/07/2012


    Dovevo andare a tutti i costi a questo concerto: il live at the Brixton academy dei Faith no more è stato uno dei miei primi CD: nel 2012 la band ritorna sul luogo del misfatto. Potevo mancare? No.

    02/07/12

    Eddie Van Halen ha recitato in Ritorno al futuro

    Un piccolo grande scoop per tutti gli amanti (come il sottoscritto) di Ritorno al futuro: l'attore dentro la tuta gialla che svegliava il giovane George Mc Fly con una cassetta con l'etichetta "Edward Van Halen", era proprio il chitarrista Eddie Van Halen, che ha confermato quella che fino ad allora era solo leggenda metropolitana aggiungendo: "quella che avete sentito non è una canzone, solo un mucchio di suoni".

    Potete rigustarvi la scena originale qui sotto. Enjoy!


    01/07/12

    Recensione: Offspring - Days go by (2012)


    Riecco gli Offspring con un nuovo album, nuove canzoni e con una copertina non proprio rock, ma quantomeno ricca di significato (si?).

    La band invecchia, ma non invecchia la loro carica ed il loro spirito giovanile. Premendo il tastino "Play" si hanno subito buone sensazioni (anzi, ottime) con l'ispirata opener The future is now , proseguendo in scioltezza con le energiche ed orecchiabili Secret from the undergroud e Days go by (il riff portante peró ricorda troppo quello di Times like these dei Foo fighters). Dirty magic, Hurting as One e Dividing by zero sono anch'esse meritevoli di una citazione perché hanno un'energia che ci riporta indietro nel tempo, dal loro album piú famoso e piú acclamato, Smash del 1994. Grande carica. Tutto perfetto allora? Naaaaaa


    23/06/12

    Live report: Pearl jam - MEN Arena, Manchester 21/06/2012


    Mi apprestavo a vedere per la quinta volta i Pearl jam dal vivo e la mie domande erano le seguenti:
    mi emozioneranno come un tempo? Li avró visti troppe volte? E' il momento di smetterla?
    Non so, probabilmente avranno fatto sentire questi miei dubbi alla band, che apre il concerto e mi da un cazzottone in faccia con Go (la aspettavo da 4 concerti!!), seguita da Animal e Hail Hail.

    La meravigliosa MEN Arena di Manchester é gremita, il pubblico é molto caldo e molto partecipe, (avevo sentito che i concerti fuori dall'italia erano spesso freddi, beh, stronzate, l'atmosfera era fantastica) e il gruppo prosegue alla grande con I Am mine e Wishlist (pure questa agognata da 4 concerti!). Insomma, se il mio dubbio era quello di non emozionarmi, devo dire che ho avuto l'effetto opposto, non riuscivo a smettere di cantare, perché i Pearl jam stasera hanno sfoderato una scaletta piena zeppa di pezzi che non suonano quasi mai (o perlomeno, poco di frequente) e ai fan accaniti (me medesimo) questa cosa piace, e pure parecchio.

    Per chi non lo sapesse, i Pearl jam stravolgono la scaletta da sera a sera, portando in giro gran parte del loro repertorio, e non le solite 20 canzoni suonate in tutte le date, come fanno il 99% dei gruppi.
    Hanno suonato due sere consecutive a Manchester e credo che le due scalette abbiano avuto in comune solo 2-3 pezzi.

    Eddie Vedder era ubriaco quanto basta per essere superdivertente (e per sbagliare diverse strofe, come gli succede spesso), Mike Mcready superenergico, simpatico e svagato come al solito, Stone Gossard e Jeff Ament il solito motore della band e Matt Cameron (presentato da Eddie come il business-man, perché al momento é in tour sia con i Soundgarden che con i Pearl jam) si conferma un batterista eccezionale.


    Se avete avuto delle band, quante volte vi sará capitato di maledire il batterista perché non riesce a dosare a dovere i suoi colpi? Bene, a me tante. Suonare in una band con Matt Cameron deve essere meraviglioso, la sua "pacca" cambia diverse volte anche durante la stessa canzone. Sembra una cosa banale, ma non lo é, e non tutti i batteristi professionisti lo fanno.


    Dopo la consueta, immancabile Even flow (l'unica canzone che fanno SEMPRE, non so perché), ecco che la band tira fuori dal cilindro altre chicche: Lukin, Down, Deep (che non suonavano in Europa dal 93!), Present tense e una Save you che mi ha fatto andare assolutamente fuori di testa.
    Dopo una cantatissima Better man, la band si ritira e comincia con i Bis. Ero giá soddisfatto cosí, ma la band (dopo aver ringraziato i validissimi supporter X) non cambia registro e continua a regalarci delle perle: Inside Job (con Mike con la doppio manico!), la dolcissima Off He goes (anche questa agognata da sempre)  e soprattutto HitchHiker, che debutta live dopo piú di 10 anni!
    In realtá l'esecuzione di quest'ultima ha lasciato abbastanza a desiderare, Mike si girava verso gli altri cercando di vedere gli accordi, gli altri ridevano.. é stato un po' un patatrac, ma é stato bello cosí.

    Verso la fine del concerto, pezzi un po piú "per tutti" come Just breathe, Rvm (ma che hanno combinato durante la parte centrale?), la cantatissima Alive e la conclusiva Yellow ledbetter con le solite luci accese, che manda tutti a casa contenti.
    A me manda a casa con il ricordo vivo di uno dei piú bei concerti della mia vita.

    Canzoni preferite della serata: Go - Save you- Off he goes


    18/06/12

    Recensione: Faith no more - The real thing (1989)


    La varietà!
    Come ho scritto in questo articolo, mi piacciono gli album vari, con tante idee diverse.
    Beh, a memoria non credo ci sia un album più vario di questo, The real thing, infatti, sotto questo punto di vista è un capolavoro assoluto: troviamo canzoni funky/crossover (Epic, probabilmente la più famosa hit della loro discografia), heavy metal (Surprise! You're Dead! che ricorda molto gli Annihilator) da Pianobar (Edge of the world), cover (la mitica War pigs dei Black sabbath) e strumentali (Woodpecker From Mars), il tutto condito con un pizzico di Progressive e Hip hop. Tutto questo é The real Thing, siore e siori.

    16/06/12

    Recensione Halestorm - The strange case of... (2012)


    Ma porco cane, perché??? Perché??? Ho ascoltato gli Halestorm dal vivo e vi assicuro che sono una bomba, veramente una bella sorpresa, ma sto disco... ma... ma perché???? Dannati produttori, dannato marketing, dannato music businness.. dannati ragazzini....

    Recensione Flying colors - Flying colors (2012)


    Lo confesso: mi sono avvicinato al disco per ascoltare il 1358734705823404 progetto di Mike Portnoy. Ennesimo supergruppo: il giá citato batterista, Steve Morse, Neal Morse, Dave La Rue e Casey McPherson (ma chi é questo?). Sará il solito progetto per far soldi? Beh probabilmente lo é, ma il risultato é dannatamente buono. Il tutto suona un po' come gli Spock's beard ma impreziositi da una chitarra superiore, che é quella di Steve Morse, che di gusto, suono e tecnica ne ha da vendere, e in questo disco lo dimostra.