30/07/13

Recensione: 373° K - Lontano (2013)


Innanzitutto, un sincero e personale "respect" alla band, che ha deciso di diffondere liberamente la propria musica in rete. Questo bel comunicato ci é arrivato tramite email e questo vi pubblico. E' lungo, lo so, ma il messaggio mi piace e non volevo tagliare nulla, quindi me ne fotto e lo pubblico interamente. Eccolo:

29/07/13

Recensione: The winery dogs - The winery dogs (2013)

Ancora un progetto di Mike Portnoy?? Ma questo dorme la notte?
Stavolta il nostro caro Mike é spalleggiato da Billy Sheenan (un altro che non avrá tempo neanche di andare in bagno) e Ritchie Kotzen.
Beh, mi sembra chiaro che i tre personaggi qui sopra non abbiano bisogno di presentazioni, infatti se c'é una cosa ineccepibile in questo The winery dogs é proprio la qualitá della musica: ogni singolo secondo di ogni strumento é impeccabile, come da previsione.

27/07/13

Recensione: Antonello Giliberto - The mansion of lost souls (2013)


Antonello Giliberto é un chitarrista siracusano con un passato di studi e accademie, attualmente in attivitá con piú band siciliane. Tra le sue influenze troviamo, tra gli altri, Jason Becker, Malmsteen, Joey Tafolla, Tony Macalpine e Vinnie Moore. Nel 2013 si propone al pubblico con il suo album solista The mansion of lost souls, che spazia (fedelmente alle sue influenze) dal metal neoclassico, al progressive fino ad intermezzi classici.

26/07/13

Recensione: Philip H. Anselmo & the illegals - Walk through exits only (2013)

Mah. Boh. Buh. Buh Buh.
Phil Anselmo è uno dei miei cantanti preferiti in assoluto perché, nonostante non ami i cantanti e i cantati "estremi" o "fortemente robusti" (??), adoro Pantera e Down, e questo qualcosa vorrá dire.
E questo Walk through exits only? Mah, boh, non saprei, é spiazzante. A tratti ricorda il progetto Superjoint ritual, perlomeno nella sua violenza. Sí, perché di violenza in questo disco ce n'é proprio tanta, anzi, decisamente troppa, almeno per il sottoscritto. Il buon Phil, anzi Philip H, sembra aver sputato tutta la sua aggressivitá nelle 8 tracce di questo Walk through exits only e non aver avuto la pazienza di assemblare il tutto per bene. Ci ritroviamo di fronte, quindi, ad alcune buone idee, appunto, assemblate male e ad alcuni passaggi ripetuti quasi ossessivamente (ma questa cosa non mi é dispiaciuta, alla fine). Incapacitá? Fretta? Entrambe le cose? E' troppo avanti per essere compreso? Ai poster(i) l'ardua sentenza.

Live report: Kiss - Forum Assago, Milano 18/06/13


Report a cura di Olaf

Sono le 21 in punto quando le luci del Forum si spengono e parte il "claim" più famoso della storia del rock:

YOU WANTED THE BEST ? YOU GOT THE BEST ?
THE HOTTEST BAND IN THE WORLD..... KISS !!!

Da quel momento, e per due ore filate, è l'apoteosi assoluta. Musica, botti, fuochi, coriandoli...
Un copione studiato alla perfezione che si ripete da oltre quarantanni e, nonostante questo, sempre attuale.
Non un semplice concerto bensi' un vero e proprio circo dai mille colori e dalle innumerevoli attrazioni.
Chitarre sputa-fuoco, musicisti che volano sulle teste dei presenti o vengono innalzati fino al tetto della struttura, pyros e ed effetti scenici a non finire.

20/07/13

Live report: Ben Harper & Charlie Musselwhite - Shepard's bush empire, London 16/07/13

A cura di Fabio S.

Ben Harper e Charlie Musselwhite diventano buoni amici nel ’97, quando entrambi collaborano ad un album di John Lee Hooker. Da allora si sono promessi di fare un’album insieme, e dopo 16 anni finalmente ce l’hanno fatta, dando vita a Get Up! (gennaio 2013), le cui canzoni sono principalmente vecchie idee di Ben chiuse in un cassetto, che evidentemente necessitavano dell’anima blues di Charlie per poter essere finalmente realizzate.
Senza nessun gruppo spalla a precederli, i due salgono sul palco vestiti esattamente come la copertina dell’album, con l’aggiunta del cappello country per Ben. Charlie è un vecchietto che trasmette al primo sguardo una simpatia unica, grazie al suo sorriso genuino, e Ben sembra essere davvero colpito dallo stupendo teatro dello Sheperd’s Bush Empire, continuando ad ammirare e salutare il pubblico, in basso e in alto. Il resto della band è formato da alcuni componenti dei R7: Jason Mozersky (chitarra), Jesse Ingalls (basso e piano), Jimmy “Telespalla Bob” Paxton (batteria).
I 5 artisti danno vita ad una stupenda serata all’insegna del blues, che durerà per quasi due ore. Oltre a suonare per intero Get Up! propongono tre canzoni di Charlie, le uniche in cui è lui a cantare, due vecchi brani di Ben Harper (Homeless Child e When It’s Good) e la cover blues When The Levee Breaks (Memphis Minnie & Kansas Joe McCoy).

19/07/13

Recensione: Edguy - Age of the joker (2011)

A cura di Sonia

Prima recensione in assoluto di un intero album!
Devo ammettere che negli ultimi anni ho rivalutato moltissimo Tobias Sammet e la sua musica; sia che si parli di Avantasia (progetto che mi è piaciuto fin dalla prima nota), sia che si parli, come in questo caso, di Edguy (band che ho sempre ascoltato letteralmente a “spizzichi e bocconi).
Premetto che mi piace il loro nuovo sound, è decisamente più maturo, più personale, più concreto rispetto ai primissimi album; e, non da ultimo, molto più vicino ai miei gusti.
Nonostante ciò cercherò di essere il più obiettiva possibile.

16/07/13

Live report: Mark Lanegan - Villa Arconati - Milano 15.07.2013


A cura di Eli Brant.

Premesso che nutro una (quasi) venerazione per il sornione Mark, la scorsa sera lui, ma ancora di più l'organizzazione del concerto, l'hanno fatta (davvero) grossa. Location meavigliosa quella di Villa Arconati (che merita una visita anche a parte i concerti) ed organizzazione impeccabile per quanto riguarda parcheggio, ingressi ed ospitalità all'interno dell'area concerto.
Tutto il contrario invece per quanto concerne la gestione del live in sé. Benché infatti il palco ed il sound fossero ottimi, è stata assolutamente deprecabile se non perversa, la scelta di obbligare le migliaia di spettatori a SEDERSI. Lungo tutto il terreno infatti, erano disposte una moltitudine di sedie che impedivano fisicamente l'accesso libero sotto al palco.
Oltre a questo, prima del concerto una signorina ha "invitato" il pubblico a rimanere seduti. Ora, dico io, stiamo parlando di Mark Lanegan che non sarà certamente i Black Flag, ma neppure Bollani! Come si fa a chiedere ad un pubblico fondamentalmente "rock" di andare ad un concerto non acustico, non in teatro, e di stare seduti?!
Questo a mio parere ha condizionato subdolamente tutto il set rendendo inutile qualsiasi giudizio sul live in sé. C'è da aggiungere poi che Mark ieri non era assolutamente in grande forma. La voce era molto affaticata e sono stati necessari alcuni brani di rodaggio prima che si riscaldasse a dovere e riuscisse ad entrare meglio nel vivo del concerto. E di questo se n'è chiaramente accorto anche lui perché, irritato da tutta questa situazione, dopo neanche un'ora (!!!) di concerto (e al primo encore) ha deciso bruscamente di andarsene.
Un gran peccato perché proprio per l'ultimo brano il pubblico (santo pubblico italiano!!!molto meglio che in qualsiasi altra nazione europea!) aveva finalmente deciso di ribellarsi all'organizzazione maldestra. Come in un moto spontaneo, tutti si erano simultaneamente riversati sotto al palco per godersi la stupenda ed energica "Methamphetamine Blues".

14/07/13

Top 20 - Live

Poteve mancare una classifica dedicata ai concerti? Certo che no!
Volete sapere quali sono stati i 20 concerti ai quali ho assistito che, per un motivo o per un altro, mi sono rimasti piú nel cuore? Ve li dico.
Ah, non inseriró 2 volte lo stesso gruppo in classifica, per evitare che ci siano sempre gli stessi.
Chiedo scusa a fior di artisti che ho visto ma sono rimasti fuori dalla classifica.

Vai!

09/07/13

La playlist scomoda: Foo Fighters

Benvenuti ad una nuova puntata de "la playlist scomoda", rubrica inutilissima a patto che voi non vogliate:

1) Sapere quali siano i miei pezzi preferiti in assoluto di una band in particolare (ne dubito).
b) Conoscere qualcosa in più della band presa in esame.
3) Perdere un po' di tempo su internet perchè non sapete dove sbattere la testa.
d) Varie ed eventuali.
f) Provare a psicanalizzare il sottoscritto, sul perchè crea queste rubriche di merda.

Il termine "scomoda" è perchè non sarà una vera e propria Playlist continuativa, ma perchè dovrete attivare 10 video diversi per ascoltare tutte le canzoni.
Inoltre, per una godere appieno di una buona qualitá audio/video vi consiglio sempre di cercare le copie originali.

E' la volta dei Foo Fighters, la creazione del grande Dave Grohl, cominciamo:

10) Learn to fly (da There Is Nothing Left to Lose)
La canzone, in realtá, non é tra le mie preferite, ma il videoclip sí, eccome: ci sono i Tenacious D, c'é Dave Grohl che fa il cretino nei panni di un pilota gay,poi con le treccine e un sacco di altre cose divertenti. Da guardare a tutti i costi.


9) The feast and the femine (da Sonic Highways)
I Foo Fighters si cominciano a fare vecchi (diciamo maturi, dai) ma non perdono assolutamente la loro carica e quando possono non perdono occasione di dimostrarlo. Beccatevi questa scarica di adrenalina dal loro album/esperimento Sonic Highways. Bello il videoclip, ci potete anche gridare sopra leggendo il testo in sovraimpressione (come diceva Mike Bongiorno).


8) Breakout (da There Is Nothing Left to Lose)
Dave gioca a fare il Jim Carrey nel video (la canzone fa parte della colonna sonora di Io, me e Irene) e riesce abbastanza bene nell'impresa. Bel video, bella canzone. Sono contenti sia gli occhi che le orecchie. La mia parte preferita é il "pa pa" della batteria prima di "I don't wanna look like that".


7) The pretender (da Echoes, Silence, Patience & Grace)
Stavolta il video é decisamente piú semplice, ma la canzone tramette una carica incredibile.
What if I say I'm not like the others? What if I say I'm not just another one of your plays? You're the pretender What if I say I will never surrender? Sí, é il ritornello della canzone.


6) I should have known (da Wasting light)
Canzone malinconica che in qualche modo racconta il passato di Dave Grohl. La sensazione che si parli anche di Kurt Cobain viene accentuata dal fatto che Chris Novoselic suoni il basso nella canzone (se ascoltate il finale, sfido chiunque a no riconoscere le sue linee di basso grezzissime) e, in qualche modo, essendo Pat Smear della formazione, é quasi una reunion dei Nirvana. Il finale cantato tutto d'un fiato da Dave é grandioso ed emozionante


5) Times like these (Da One by one)
E' il periodo piú buio dei Foo Fighters e Dave ha paura per le sorti della band, dato che la prima registrazione dell'album One by one (a detta sua) era pessima e Taylor Hawkins ci stava lasciando le penne. Poi la luce, con questa splendida canzone. Vi propongo una versione live con i FF vestiti come se fossero stati invitati ad un matrimonio.


4) These days (da Wasting light)
Ascoltai questa canzone dal vivo in anteprima in un concerto che i Foo fighters fecero a Londra qualche anno orsono e fu amore al primo ascolto. L'album Wasting light ha confermato l'amore per These days: grande atmosfera, grande testo, bellissima canzone.
Dave ha detto che é una delle canzoni migliori che abbia mai scritto, io sono d'accordissimo con lui.


3) Long road to ruin (da Echoes, Silence, Patience & Grace)
C'é una cosa che mi manda fuori di testa in questa canzone: é il volume del basso altissimo. Se ascoltate il ritornello, si sente solo quello. Non so perché questa cosa mi manda fuori di testa, ma lo fa.


2) My hero  (da The colour and the shape)
Ascoltando la batteria di questo pezzo non si possono avere dubbi su chi ci sia dietro le pelli.
I Foo fighters all'epoca avevano un batterista "ufficiale, William Goldsmith, ma io ho sempre creduto che la batteria, in un sacco di canzoni di The colour and the shape, fosse suonata da Dave Grohl. Guardando, recentemente, il documentario Back & forth, Dave ha confermato le mie certezze. Amenonmifregatenono.



1) Everlong (da The colour and the shape)
Canzone divina sin dai primi secondi, quando una dolce chitarra si fa largo attraverso le nostre orecchie. Il video di questa canzone non lo sopporto, non perché sia malvagio, bensí perché le immagini distolgono dalla bellezza della canzone, quindi pubblicheró ancora la versione live dal Letterman (quella dove sono elegantissimi senza motivo). Anche qui, stesso discorso della batteria della canzone sopra. Il riff é uno dei miei preferiti di sempre. Godetevela.


08/07/13

Recensione: Monster truck - Furiosity (2013)

Una bomba. Mi sono imbattuto nei canadesi Monster truck per caso, girovagando per la rete. Decido allora di procurarmi il disco, ed é davvero una gran bella sopresa, considerando che é il debut della band. Un southern heavy rock rozzo, ma senza mai perdere la musicalitá (vero Black label society?): tastiere e organetti tipicamente anni 70, produzione praticamente perfetta, belle linee vocali e ogni strumento al posto giusto.

Giá le prime canzoni di questo Furiosity lasciano un buon sapore, a partire dalla ottima opener Old train seguita da una ancor migliore The lion, ma i veri pezzi forti arrivano a circa metá disco. Il primo singolo Sweet mountain river (la versione dell'album é impreziosita da un bell'intro rispetto a quella del video che pubblicheró a fine recensione) che ricorda i gli, ahinoi andati, Black country communion di Glenn Hughes. Seguono la arrabbiata Psychics, la meravigliosa For the sun, 7 grandi minuti che ci riportano ai migliori Led Zeppelin nella prima parte e ai Black sabbath nella seconda, e una grandissima prova vocale che é la ciliegina sulla torta. Grandissimo pezzo. La successiva Boogie non é da meno, rapida e cattiva che mi ha ricordato molto i The damned thing di Scott Ian. Tra gli altri pezzi, spicca la conclusiva My love is true che chiude il disco con un bel blues, atmosfere piú cadenzate e un bel coro gospel sul finale.

Disco che non inventa niente, sia chiaro, ma se non cercate innovazione e volete sentire un buon disco southern rock, andate sul sicuro con questo Furiosity, un debut davvero con i controfiocchi. Magari con qualche solo in piú e con uno o due pezzi in meno sarebbe stato perfetto, ma, se vi piace il genere, difficile trovare di meglio. Ascoltate un cretino.

Voto 77/100

Top tracks: Sweet Mountain River, For The Sun, Boogie

Tracklist:
1) Old Train
2) The Lion
3) Power Of The People
4) Sweet Mountain River
5) Psychics
6) Oh Lord
7) For The Sun
8) Boogie
9) Undercover Love
10) The Giant
11) Call It A Spade
12) My Love Is True

03/07/13

Recensione: Annihilator - Set the world on fire (1993)

Per la serie "i dischi semisconosciuti da possedere a tutti i costi". Semisconosciuti si fa per dire, qualsiasi metallaro che si rispetti conosce gli Annihilator, almeno di nome o di fama. Jeff Waters, il mastermind padre padrone della band (una specie di Mustaine, per intenderci), reduce da due ottimi episodi classic thrash (esiste il genere classic Thrash???) come Alice in Hell e Never, Neverland, cambia formula, usa l'ammorbidente e assume un altro cantante, tale Aaron Randall. Completa il tutto, l'allora sconosciuto Mike Mangini, oggi superstar con i Dream theater. Ah, breve citazione anche per la copertina che non ho mai capito cosa voglia rappresentare. Ma vabbé...

Il thrash di Set the worlds on fire é estremamente ovattato, i suoni sono piú morbidi e piú curati con un cantato molto piú melodico (ma non neomelodico, tranquilli) rispetto ai due dischi precedenti. La maggior parte dei fan degli Annihilator detesta o non apprezza particolarmente questo disco, io non sono esattamente un fan degli Annihilator ed é il mio disco preferito della band.Tié.
Album molto variegato, pieno di riff cattivi ma anche pieno di melodia, con testi e musica, a tratti, estremente schizzati.
Nel booklet del disco troverete una spiegazione traccia per traccia delle canzoni: si passa cosí a storie improbabili come quella di Knight jumps queen, dove un cavaliere invita una regina a giocare a scacchi e poi le salta addosso (if you know what I mean.. anticipation of the final scene..), quella di Brain dance, canzone prog metal ancora piú schizzata sia nella musica che nel testo (Randall canterá: "this song is very silly and it makes no sense at all because it's weird") o Snake in the grass, praticamente l'anti-canzone d'amore, ovvero: come mandare a cagare una ex (You're just a big disgrace, turn around, get out of my face, you've got no fucking class, reptile you're a snake in the grass.). Grandiosa, manco Mustaine (ancora lui) riuscirebbe ad essere cosí cattivo.
Altri episodi degni di nota, la magnifica ballad Phoenix rising, l'opener-title track e le nervosissime No zone e Don't bother me.

Album meravigliosamente suonato e cantato, semplice, breve, efficace, vario. Per quanto mi riguarda, un acquisto da fare ad occhi chiusi.

Voto 86/100

Top tracks: Brain dance, Snake in the grass, Phoenix rising.

Band:
Aaron Randall (voce)
Jeff Waters (chitarra solista)
Neil Goldberg (chitarra ritmica)
Wayne Darley (basso)
Mike Mangini (batteria) 

Tracklist:
1. Set the World on Fire
2. No Zone
3. Bats in the Belfry
4. Snake in the Grass
5. Phoenix Rising
6. Knight Jumps Queen
7. Sounds Good to Me
8. The Edge
9. Don't Bother Me
10. Brain Dance

01/07/13

Recensione: The Eightball - Adda River (EP)



I The Eightball, rock n' roll band milanese che si é unita per questo progetto circa due anni fa, propone (a detta loro) un mix di rock n' roll misto a glam con una spruzzatina di punk, io, dopo l'ascolto del loro EP non posso fare altro che confermare. La band, sin dagli esordi si é fatta conoscere grazie ad una buona e intensa attivitá live, vero punto forte del quartetto. Non é escluso che abbiate giá sentito qualcosa di questi ragazzi: Sky sport ha, infatti, “suonato” un loro pezzo per alcuni mesi sui propri canali, niente male come inizio. Ad ottobre 2012 e’ uscito il loro primo EP, questo Adda river, composto da cinque pezzi registrati l’estate scorsa con l’aiuto di Gianluca Amendolara, fonico dei Punkreas.