30/06/15

Ascolti di giugno

Per la serie: "e a noi che ce ne fotte?", ecco i dischi presenti nella lista " I miei album" di Spotify, ovvero quello che ascolto in heavy rotation, giornalmente, nel mio Iphone e con le mie fidate cuffie. Mi piace sempre tenere pochi dischi per potermi focalizzare su di essi, piuttosto che avere una lista infinita e non ascoltare niente in particolare (oppure ascoltare sempre gli stessi).

29/06/15

La scheda: Fifth law


Breve descrizione/bio della band: 
l nucleo del gruppo nasce nel 2009 dalle menti di Manuel e Mattia che, dopo una serie di esperienze musicali vissute insieme, decidono di portare avanti un progetto fino alla forma desiderata. Dopo alcuni anni, cambi di stile e di componenti, esperienze Live e concorsi, finalmente nel 2013 il progetto ritrova stabilità e identità nella formazione attuale. Nonostante la piuttosto recente formazione ogni componente radica le proprie differenti passioni musicali e le amalgama nel gruppo creando un sound fresco e innovativo.



27/06/15

Recensione: Slash - Live At The Roxy 25.9.14 (2015)


Gli instancabili Slash e Myles Kennedy (piú i fidati The conspirators) ritornano negli scaffali dei negozi con questo Live at the Roxy, registrato quasi un anno fa. Concerto che potete trovare in diversi formati, video e audio.

L'inizio non é proprio il massimo, Ghost non mi é mai piaciuta e la voce di Myles Kennedy non é neanche adatta per questa canzone... francamente non capisco perché continuino a riproporla, soprattutto come opener. Per fortuna ci pensa la successiva Nightrain a far decollare il concerto. Il bassista Todd Kerns fa un lavoro delizioso ai cori della bella Back from Cali, e dopo parte You could be mine, canzone che adoro ma che onestamente perde ogni confronto con l'originale dei Guns n' roses. Riecco Todd Kerns incazzatissimo al microfono stavolta come voce principale per Doctor Alibi e You're crazy e ci si accorge come Myles Kennedy abbia cantato fino a quel momento con molto mestiere ma con poca grinta. 100 a 0 per Todd, da questo punto di vista.

Dopo due pezzi recenti con Myles (che sembra avere un pizzico di piglio in piú), ecco una ottima Rocket Queen, stavolta, impreziosita da una improvvisazione (forse troppo lunga) di Slash nella parte centrale. Il fatto che il batterista non suoni un colpo di Tom che adoro durante l'assolo, me lo fará odiare per sempre non c'è nulla da fare... Spot on stavolta per Myles per cantare perfettamente la difficilissima parte finale.

Il secondo disco parte con la discreta Bent To fly poi una magnifica Starlight (con qualche problema di tempo all'inizio, ma i live sono belli proprio per questo) e il vecchio singolo You're a Lie. Segue la bella title track dell'ultimo album e la bellissima Anastasia da Apocalyptic love, una delle migliori canzoni di Slash solista, a parere di chi scrive. Si avvicina la fine del concerto con l'infallibile tripletta Sweet child o' mine, Slither (dei Velvet revolver) e l'immancabile Paradise city, stavolta con dei cori agghiaccianti. Qui una nota di merito per Myles che canta alla perfezione pezzi difficilissimi, peraltro non scritti per la sua voce.

Questo live at the Roxy non é un concerto epocale, ma é lo specchio fedele di quella che é oggi l'onestissima attivitá live di uno dei chitarristi piú influenti della passata generazione. Se volete dell'onesto rock n' roll, di sicuro lo avrete.

Top tracks: Doctor Alibi, You're crazy, Anastasia
Skip track: Ghost

Disc 1
1.Ghost
2.Nightrain
3.Halo
4.Back from Cali
5.Stone blind
6.You could be mine
7.Doctor Alibi
8.You're crazy
9.Wicked stone
10. 30 years to life
11.Rocket queen

Disc 2
1.Bent to fly
2.Starlight
3.You're a lie
4.World on fire
5.Anastasia
6.Sweet child o'mine
7.Slither
8.Paradise city

26/06/15

Videorecensione: Virgin Steele - Nocturnes of Hellfire & Damnation (2015)

Videorecensione in penombra e per molti versi comica. La mia faccia nell'anteprima parla da sola.
Ci sono un paio di perle magnifiche, soprattutto quella finale. Se scrivete una ballad e non sapete come farla cominciare, prendete spunto...

24/06/15

Dentro le canzoni: Ozzy Osbourne - I Just want you

"You are my angel", "you are my life", "I love you", "I would die without you" e bla bla bla. Abbiamo sentito miliardi di canzoni d'amore esprimere gli stessi concetti (e le stesse frasi). In maniera convincente, per caritá, ma usando sempre la stessa formula.  I Just want you di Ozzy Osbourne é diversa.

22/06/15

La scheda: Malerba


Breve biografia della band:
I Malerba sono un duo rock formatosi a Bologna nel novembre del 2012 dopo l’uscita dai Fuorizona (storico gruppo dell’underground bolognese) di Eros Gandolfi (chitarrista polistrumentista) il quale pone le basi del progetto ed inizia a registrare inediti con l’obiettivo di arrivare ad autoprodurre un album. Nel dicembre 2012 si unisce Valeriano Bruni (voce) che con i suoi testi introduce nel progetto tematiche attuali, graffianti, ironiche, ma soprattutto mai scontate. Esce così il 24 aprile 2015 dopo più di due anni di lavoro “La deriva dei sogni”, album che fotografa la disillusione della vita ai giorni nostri. Completamente autoprodotto, solo il Mastering è stato affidato al Creative Mastering di Forlì, famoso studio noto per l'esperienza con tanti grandi artisti del panorama musicale italiano.

19/06/15

Recensione: Savatage - Return To Wacken (2015)

Il 30 luglio i Savatage si riuniranno straordinariamente per un'unica data al Wacken e allora che si fa? Si fa un greatest hits con il nome Return To Wacken, con il pretesto di usare una manciata di brani che hanno in precedenza suonato nelle loro precedenti apparizioni al festival.

18/06/15

The Book Of Souls, il nuovo album degli Iron Maiden

Eh si, la notizia é fresca fresca e dirompente. Il 4 settembre sará il giorno del nuovo album dei Maiden, The Book Of Souls, il loro 16esimo da studio. La copertina é quella qui sopra. Oh, proprio essenziale, ma mi piace. Ricorda la posa e la staticitá del primo album "Iron Maiden"

17/06/15

Chiedilo a Given to rock - Giugno 2015

La risposta ad alcune vostre domande su Motley crue e Foo Fighters (tra gli altri), più alcune riflessioni ed escamotage (che comunque conoscono giá tutti) per non farsi fregare dai maledetti bagarini.

16/06/15

Recensione: Richard Benson - L'inferno dei vivi (2015)


La faccio, non la faccio, la faccio, non la faccio. E dai, facciamola. No, aspetta. E vabbé...
Devo presentare l' "artista"/ personaggio? Non credo, ormai é da troppo tempo che il "maestro" Richard Benson é in giro. Perché sto scrivendo questa recensione? Non lo so, ma mi armo di buon spirito e faccio un track by track sui generis, esattamente come questo disco che, ricordiamo è stato prodotto e in parte suonato da Federico e Francesco Zampaglione dei Tiromancino​. Che ci azzeccano 'sti artisti insieme? Bella domanda. Cominciamo!

01) L'inferno dei vivi
Niente, Richard Benson che parla e dice cose a caso con dei sottofondi random. Il microfono é di altissima qualitá.

02) I nani
Il singolo che ha anticipato l'album. Musicalmente, un aborto (penso sia stata scritta, registrata e prodotta in 8-9 minuti) ma in diverse circostanze mi sono ritrovato a canticchiare (freneticamente) in testa: "I nani, i nani, i nani, i nani.. quindi ha vinto lei.
I nani, i nani, i nani... I nani, i nani, i nani... I nani, i nani, i nani... BASTAAAA toglietemela dalla testaaaaaa.

03) Sangue
Alla terza traccia arriva anche un po' di musica. Basso e batteria con un bel groove ed il solito delirante Richard al microfono. Il giro di basso mi piace molto, le parole un po' meno, sembra di ascoltare frasi prese a caso dalla divina commedia. Intendo mischiate l'una con l'altra, sia chiaro.

04) Succhiavo
"Succhiavo olio di croce con il riverbero di una cattedrale, urlavo da bestia feroce e con il bastone infernale tagliavo l'utero alle meretrici malvage". Questa é solo la prima frase del brano, immaginate tutte le altre. La canzone non é altro che Richard Benson che vaneggia, musicalmente non c'é nulla, sembra di ascoltare un modem 56 K che fa interferenza con il telefono. Eh, quando ci collegavamo dopo le 18.30 perché si pagava di meno...Vecchi tempi.

05) Malleus
Un bell'arpeggino e belle atmosfere quantomeno, barlumi di musica, anche di discreta fattura all'inizio. Richard rovina tutto vaneggiandoci di sopra e poi ci fa pure un assolo di chitarra delirante, come se non bastasse. Peccato perché le prime note del solo non erano neanche male.

06) De profundis
Un altro bell'arpeggio stavolta spezzato subito dalle urla agghiaccianti del "maestro". Quantomeno mi ha fatto ridere. Parte un bel riff industrial e poi Richard ritorna a delirare. "IO T'AMMAZZO"", si capisce nella seconda metá. Anche qui un assolo che parte bene e finisce come uno registrato da uno senza la piena funzionalitá degli arti superiori.

07) Vi dovete spaventare
Altro riff Industrial e Benson che grida i suoi cavalli di battaglia: "Ultimi!!!" "Vi dovete spaventare!!! "Schifosi!!". Brano che diventerá sicuramente un must tra chi apprezza il maestro, compreso il solito assolo finale suonato a caso.

08) Il sale di Satana
Organo da chiesa e cori sardi col vocoder. Richard che inneggia a boschi in penombra e rumori di pentolacce in sottofondo. Poi gong, carillon e rumori messi quasi random. Boh

Sono consapevole che questo disco dovrebbe essere preso poco seriamente.
C'é un peró, sono sempre il primo a ridere e scherzare, ma un conto é mettere della roba su youtube per farsi due risate, un altro é fare un disco. A mio avviso se metti un disco sul mercato hai la responsabilitá di creare quantomeno qualcosa di decente, e di roba decente in questo disco ce n'é davvero poca. In totale ci saranno 8 secondi di assoli, qualche arpeggio acustico e un paio di di riff... e scritto cosí sembra anche tanta roba. Oh, io lo giudico come se stessi ascoltando un disco "normale", quindi...

Voto 15/100 (mi piace il suono del microfono)

Top track: I nani, Sangue

Skip tracks: L'inferno dei vivi, Succhiavo, De Profundis, Il sale di Satana

15/06/15

La scheda: Pedro Navaja


Breve descrizione/bio della band: 
I Pedro Navaja nascono a Genova dall’incontro/scontro esplosivo di musicisti provenienti da 3 diversi continenti;

Genere musicale: 
Pachanga Latino-Americana (Cumbia, Reggae, Ska)

Line-up attuale: 
Valeria (voce),
Andrea (voce&chitarra),
Kiangpo (basso),
Kassun (batteria),
Mario (tromba),
Cecco (sax),
Tony (trombone);
                          
Album/EP/Demo all'attivo: 
“Barrio Pachanga” (2012)
“¡Grita la Noche!” (2015);
                        
Influenze: 
Sergent Garcia, Chico Truillo, Manu Chao&Radio Bemba, Los Fabulosos Cadillacs, Calle 13, Bob Marley&The Wailers;

Di cosa parlano i vostri testi: 
Storie di vita comune di gente comune con i suoi amori, dolori, denunce, battaglie, vittorie e sconfitte: storie dal basso, nella tradizione cantautoriale genovese;                                             

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo: 
il Goa-Boa di Genova, in cartellone il giorno  dopo Mannarino e il giorno prima di Paolo Nutini e le meravigliose luci durante la nostra esibizione sopra e sotto quel palco immenso dell’Arena del Mare del Porto Antico;
                                                 
Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio: 
la doppia caduta di Andrea (voce&chitarra) dal palco al Testaccio di Roma nel 2012: non aveva bevuto niente?

 
I vostri dischi preferiti in assoluto: 
“Sin Fronteras” di Sergent Garcia, “Buena Vista Social Club”, “Clandestino” di Manu Chao, “Exodus” di Bob Marley;

Ditemi un album che pensate siate gli unici al mondo ad apprezzare: 
???


Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere: 
Manu Chao, per farci raccontare le storie della gente incontrata durante il suo pellegrinaggio in America Latina da cui nasce il suo grandioso “Clandestino”;

Cosa chiedereste nel backstage se foste la band piú importante del pianeta: 
Serenità e un po' di buon vino;

12/06/15

Videorecensione: Soul Asylum - The silver lining (2006)

Breve recensione che avevo girato tanto tempo fa e che avevo dimenticato di pubblicare. Certo, il mondo poteva tranquillamente andare avanti anche senza di essa, ma giá che siete qui ascoltate due parole su questo disco dei Soul Asylum.
Come, chi??



10/06/15

Recensione: Tremonti - Cauterize (2015)


Ed eccolo, un altro disco dell'ex ministro di Tremonti (faccio sempre le stesse battute, ne sono consapevole).

Ebbene si, probabilmente annoiato dal fatto che Myles Kennedy se la sta spassando con Slash in giro per il mondo e gli Alter Bridge sono per forza di cose in stand-by, il nostro caro Mark si presenta ancora per conto proprio. 3 anni dopo il buon All I Was e con una band ormai consolidata alle spalle dove spicca la presenza fissa al basso del figliuolo di Eddie Van Halen, Wolfgang. Cauterize ha 10 tracce e dura 44 minuti, esattamente come piace a me. Analizziamole, queste tracce:


1. Radical Change  
Cazzo, e chi sono i Pantera? Siamo sicuri che ho fatto partire il disco giusto? Si, dai, la voce é la sua, il disco é giusto. Inizio al fulmicotone che non fa prigionieri, grandi ritmi e grande chorus, orecchiabile ma cattivo. Funziona tutto.
                  
2. Flying Monkeys                   
I ritmi si dimezzano ma la pesantezza resta. In generale, peró, cantare con i ritmi piú bassi é piú difficile e il fatto che Mark non sia un cantante di altissimo livello qui si nota di piú. Se la cava benissimo, parliamo di sottigliezze, peró per fare funzionare bene un pezzo cosí lento ci vuole un'interpretazione vocale davvero maiuscola. E qui l'interpretazione é solo buona. Il pezzo non mi convince ( si era capito, penso.)

3. Cauterize 
Altro pezzo, come il primo, che parte a 2000 anzi a 3000. La title track, a parte la strofa a ritmi forsennati, ha un ritornello molto aperto e melodico a lá Alter bridge. Inaspettato il finale melodico che mi ricorda qualcosa dei Red Hot Chili Peppers. Un pezzo che rappresenta benissimo la carriera solista di Mark Tremonti.
                             
4. Arm Yourself 
Altro inizio pesantissimo e strofa molto convincente, la struttura del brano peró é davvero troppo "Mark Tremonti trademark" risultando decisamente giá sentito. Ha lo stesso attacco del chorus dell'opener Radical change. Ottima e particolare la sezione ritmica, peró il pezzo non mi convince appieno.
                     
5. Dark Trip   
Il titolo la rappresenta bene, sembra una semi ballad oscura e malata, un Dark trip, insomma. Anche qui i ritmi sono lenti ma l'esecuzione vocale é piú convincente della traccia numero 2, il ritornello é molto bello ed intenso, cosí come il solo sul finale. Riuscitissimo, a mio modo di vedere.

6. Another Heart 
Il singolo che ha anticipato l'album. Si ritorna a suoni meno pesanti e alle atmosfere Alter bridge. Il pezzo é buono, ma ha davvero senso suonare questi pezzi nel proprio album solista? Somiglia ad un sacco di pezzi degli Alter bridge, a parte la sezione solista un po' piú dura del solito. Bocciato, troppo prevedibile e inutile.

7. Fall Again 
Un inizio molto tranquillo che sfocia in un prechorus potentissimo. Mi piace parecchio il contrasto tra le due atmosfere e Mark se la cava bene in un pezzo estremamente impegnativo da cantare. Brano "diverso", quello che mi piace sentire in un disco solista!

8. Tie The Noose 
A proposito di diversitá, solito riffone e solito inizio di strofa. Il ritornello é "quasi" il solito. Francamente mi sono stancato di ascoltare canzoni con lo "stampino", e Tie the noose, pur non essendo per nulla un brutto brano, é un brano che non aggiunge niente. Un riempitivo, insomma. SKIP TRACK

9. Sympathy
Insultatemi pure ma questo é senza ombra di dubbio il mio brano preferito dell'album. Piú solare, con un un drumming pazzesco e con Mark che canta con un tono piú alto. Piú Pop come impostazione, ma chi se ne frega, se un pezzo è bello, é bello! Il brano migliore dell'album, lo so che l'ho giá detto, lo dico di nuovo. TOP TRACK!

10. Providence
Penso che 999 persone su 1000 (quella persona sará sorda o sará distratta) noteranno che l'arpeggio iniziale é stato "preso in prestito" da Blackbird (e da un paio di altre degli AB) e conseguentemente le atmosfere delle parti solistiche sono molto somiglianti. Il pezzo é abbastanza riuscito, ma é piú un"ti piace vincere facile?"

Musicalmente non ho appunti da fare a questo Cauterize, che é decisamente un buon prodotto. Sto peró cominciando a chiedermi che senso abbia per Mark Tremonti di costruirsi una carriera solista. Ok l'esperimento per un disco, ma se molte atmosfere ricordano la band madre (della quale é il principale compositore) non so se valga la pena continuare su due strade parallele. Ok, c'é un po' di pesantezza in piú, ma é abbastanza per giustificare il tutto?

Voto 66/100


09/06/15

Foo Fighters Live At Rock AM Ring 2015 HD

Siete in procinto di andare a vedere i Foo fighters e volete qualche anticipazione? Al contrario, non li andrete a vedere ma vi piacerebbe? Bene in entrambi i casi il video sotto potrebbe fare al caso vostro, girato durante il recentissimo Rock am Ring. Enjoy!

08/06/15

Recensione: Muse - Drones (2015)


Dopo quella ciof ehm.. disco non molto riuscito di The 2nd law, i Muse ritornano con un megaconcept sci-fi su terza guerra mondiale e droni. Megaconcept che non verrá preso in esame perché non mi va di entrare nella testa di Bellamy e soci. Potrei uscirne molto male. Ho deciso di fare un track by track per questo disco, almeno organizzo un po' le idee...

01. Dead Inside
L'introduzione del disco é molto poco (si puó dire?) rock. I suoni generali sono quelli degli ultimi Muse, ovvero quelli che non ascolto. Qualche inserimento di chitarra e una bella linea vocale fanno peró apprezzare il brano. In alcuni frangenti della seconda parte sembra di ascoltare gli U2.

02. (Drill Sergeant)
Semplicemente un intro al pezzo successivo. Un sergente a lá Full metal jacket che sbraita contro qualche soldato.

03. Psycho
Beh, il riff é quasi quello di Personal Jesus dei Depeche mode, quindi funziona eccome. Il passaggio successivo sará di Roadhouse blues dei Doors. Vabbe', smetto di trovare plagi e mi godo il pezzo per quello che é, ovvero uno dei migliori del disco, a mio modo di vedere. Muse al 100% e che sará senza ombra di dubbio un cavallo di battaglia dal vivo negli anni a venire. Vediamo se mi sbaglio. Bella la nota finale divisa tra chitarra e voce.

04. Mercy
Suoni molto lavorati, molte tastiere, ma anche chitarre compressissime. Anche questo, brano Muse al 100%. Mi piace molto il pre - ritornello, la parte piú rock del brano, per il resto forse un po' troppa carne al fuoco a livello di arrangiamento per i miei gusti, però il pezzo funziona.

05. Reapers
Bel riff in tapping in apertura, anche se il suono del rullante che ci sta sotto non gli sta dietro per nulla. Il pezzo si irrobustisce nei suoni e nel riffing, ma viene contaminato da alcuni elementi che hanno distinto gli ultimi album dei Muse. Il pezzo in generale si fa apprezzare (a parte il ritornello che mi piace poco). Finale cattivissimo. Un perfetto incrocio tra il vecchio ed il nuovo corso. Peccato per quel ritornello troppo lavorato, il resto del pezzo é ottimo.

06. The Handler
Anche qui molta aggressivitá nelle chitarre, molta meno nella batteria che ha dei suoni poco rock. Bellissima la linea di basso. Il pezzo, pur avendo tanti momenti e dettagli degni di nota, non decolla, perlomeno, secondo il mio gusto.

07. (JFK)
Altro intro parlato (con inserti musicali) che apre il prossimo brano.

08. Defector
Altro brano estremamente Muse che stavolta mi convince appieno: i suoni sono piú compatti e meno dispersivi (boh) e il pezzo é uno dei piú riusciti di questo Drones. Gran pezzo da tutti i punti di vista, i Muse mi piacciono decisamente di piú quando si tengono sul "semplice".

09. Revolt
Si toglie un po' il piede dall'acceleratore e si ritorna su ritmi piú blandi. Molto Queen e U2 nel chorus, penso lo sappiano anche loro, anzi, penso lo facciano apposta. Forse troppo allegro rispetto al contesto generale del disco. Non male, in generale, si lascia ascoltare gradevolmente.

10. Aftermath
Un intro molto atmosferico, tra Hendrix e Unintended da il via ad una gran bella ballad. I Muse giocano in casa su queste atmosfere. Meno ruffiana di altre del recente passato, ma bel pezzo, nonostante il finale un po' prolisso. La linea vocale mi ricorda vagamente qualcosa di Bryan Adams.

11. The Globalist
Pezzo di 10 minuti dove c'é un po' di tutto. L'apertura che piú western non si puó (sembra di vedere David Carradine in sella al suo cavallo) lascia spazio ad una classica strofa rilassata di Bellamy. Ottima anche se poco originale, sembra di ascoltare altre 1000 canzoni dei Muse. Un basso distorto irrompe e cambia mood del brano (con un countdown in sottofondo), poi chitarra e tastiere completano il tutto. Brano che ritorna tranquillo con solo piano e voce, classico Muse. Le singole parti del brano sono ottime, ma sembra manchi un filo conduttore e il tutto risulta un po' slegato.

12. Drones
Un coro che sarebbe piaciuto a Freddie Mercury (non tanto a me) chiude il disco.

La classe dei Muse é riconosciuta anche dalle tartarughe e, piacciano o no, rimangono una delle piú grandi band dei nostri giorni. Pur essendosi ripresi dall'ultimo lavoro e sprizzando classe da ogni angolo del cd (che é rotondo), la mia impressione è che i nostri non si  accontentino piú e vogliano fare costantemente il passo piú lungo della gamba, complicandosi la vita senza nessuna ragione e buttando troppa carne sul fuoco negli arrangiamenti e nelle composizioni. Continuo a preferire i Muse piú immediati e rock dei primi periodi, ma se vi piacciono i Muse piú recenti, questo é sicuramente uno dei loro migliori dischi, gradevole nel suo complesso e assolutamente senza pezzi brutti, al contrario dei precedenti. Dategli un ascolto.

Voto 67/100

Top tracks: Psycho, Deflector.

06/06/15

Recensione: Fifth Law - Make It Real

Recensione a cura di Stick

Il nucleo del gruppo nasce nel 2009 dalle menti di Manuel e Mattia. Dopo alcuni anni, cambi di stile e di componenti, esperienze Live e concorsi, finalmente nel 2013 il progetto ritrova stabilità e identità nella formazione attuale, che vede: Alice Chirico come Lead Vocal, Mattia Omarini come Lead Guitar, Calciati Manuel Damiano alla Rhythm Guitar, Matteo Sacchetto come Bass, e Samir Bonali come Drummer.

Nonostante recente formazione ogni componente radica le proprie differenti passioni musicali e le amalgama nel gruppo creando un sound fresco e innovativo che porta la band a registrare nell'estate del 2014 l'EP di debutto dal titolo "Make It Real". Il sound del gruppo si avvicina molto all’Alternative Metal, con moltissime sfumature melodiche e riff accattivanti. Buona la linea vocale, che si articola in linee semplici e dirette fino a giungere a momenti più articolati ma ben strutturati. Il resto della band riesce a sostenere la linea vocale con buoni spunti specie per la sezione ritmica e dei possenti muri di chitarra. Ovviamente non manca la componente light la song leggera al limite del malinconico che chiude questo Ep di quattro tracce “Your Hero”. La band sulla song “Quake Inside” ha realizzato una sorta di video lyric per gli amanti del Karaoke.

A parte questo “Make It Real” è un debutto ben riuscito sebbene le influenze di formazioni note si senta, ma come abbiamno scritto agli inizi, la band è giovane dunque avrà tutto il tempo per crescere e migliorare. Aspettiamo il nuovo lavoro.


(Ghostrecordlabel/Crashsound Distribution)

Tracklist:
01 - In Media Res
02 - Seize Your Time
03 - Quake Inside
04 - Your Hero



04/06/15

La scheda: Mom Blaster


Breve descrizione/bio della band:
Siamo di Lanciano (Abruzzo), ci siamo formati nel 2010 . Da quel momento abbiamo suonato in molti posti in giro per l’Italia condividendo palchi anche con artisti affermati come: Mellow Mood, Daniele Silvestri, Sud Sound System, Aprè la Classe, Irene Grandi, Modena City Ramblers e gli spagnoli Canteca de Macao. Nel novembre 2013 Deezer ci premia come miglior band indipendente all’interno di un concorso in partnership con Zimbalam.

Genere musicale:
Electro rock con influenze dub-reggae

Line-up attuale:
Monica Ferrante – voce
Marco Cotellessa – chitarre e synth
Fausto Bomba – basso
Davide Di Virgilio - batteria

Album/EP/Demo all'attivo:

Album “We Can Do It!” pubblicato per Ridens Records nel 2013.
Singolo “Ciò che è giusto” pubblicato per Ridens Records il 14 maggio 2015.

Influenze:
Essendo amanti di svariati generi musicali, nella nostra musica potete trovare di tutto, sicuramente nel primo disco siamo vicini ai The Clash, The Police, Bob Marley, Africa Unite, No Doubt, Lamb, Massive Attack. Nel nuovo disco che uscirà in italiano ci hanno influenzato molto il sound degliAlmamegretta, Subsonica, 99 Posse e Casino Royale.

Di cosa parlano i vostri testi:

Siamo stati sempre sensibili a delle tematiche socio-ambientali e all’amore inteso come termine assoluto che racchiude in se molteplici sfumature. Nel nuovo disco saremo più critici verso questo periodo storico che stiamo vivendo, un periodo dove fa da padrona la prepotenza insita nel sistema marcio della politica, dell’economia, dell’estremismo religioso e così via, ovviamente ci saranno anche canzoni d’amore dato che ci piace molto.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
E’ stata una notte bianca qui in Abruzzo, abbiamo suonato alle 5 di mattina con una folla incredibile che non smetteva di ballare con la nostra musica. Eravamo esausti ma felicissimi.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:

Un nostro membro della band (non lo sputtaniamo), in viaggio per un live a Torino, con il mal d’auto si è vomitato addosso, non avendo il cambio, si è presentato così agli organizzatori. Vi lasciamo immaginare la scena puzzolente e imbarazzante, ahahaha.

I vostri dischi preferiti in assoluto:
London Calling (The Clash), Led Zeppelin II (Led Zeppelin), Catch a Fire (Bob Marley), Pearl (Janis Joplin), Grace (Jeff Buckley), Ten (Pearl Jam), e anche altri ma è meglio chiudere qui.

Ditemi un album che pensate di essere gli unici al mondo ad apprezzare:

Green Apple Quick Step “Wonderful Virus”

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:

Paolo Baldini dei Dub Sync

Cosa chiedereste nel backstage se foste la band piú importante del pianeta:

Frutta esotica fresca e docce dato che sudiamo molto.

Per approfondire la conoscenza sui Mom Blaster: www.momblaster.com

01/06/15

Recensione: Helloween - My God-Given Right (2015)


Eh porca vacca... e che ci voleva...  Finalmente gli Helloween sono ritornati a fare quello che sanno fare meglio, ovvero un disco allegro e spensierato. Non avevo nessuna aspettativa, in quanto gli ultimi lavori non mi erano proprio piaciuti: Gambling with the devil e soprattutto 7 sinners e Straight out of hell (che sembra non sia piaciuto solo a me), dischi troppo "carichi" e pieni di riempitivi. In questo disco, la musica (finalmente) cambia. In tutti i sensi.

Certo, un paio di canzoni evitabili ci sono anche in questo My god-given right (su tutte la brutta Claws) e non riuscirò mai a spiegarmi perchè una band decida di mettere dei filler in dei dischi giá lunghi, proprio non capisco e dubito che lo comprenderò mai. 13 brani nell'edizione standard e 16 in quella limited, sono un po' troppi. Volevo fare un track by track, ma con tutte 'ste tracce finisco dopodomani. Anyway, non voglio fare il cagacazzo e vediamo le tante belle cose di questo My God-Given Right (versione standard, 16 tracce proprio non le reggo).

La formazione é oramai solida e collaudata: Loeble e Gerstner non sono piú classificabili come "nuovi" membri, Grosskopf e Weikath sono sempre i soliti e Deris invecchia a vista d'occhio, le sue prestazioni (in studio) peró, sono sempre piú che dignitose, é anche questo il caso. Dicevo che non c'é moltissimo da spiegare, perché gli Helloween sono ritornati solari e divertenti, abbandonando (a parte qualche episodio) i ritmi piú cupi del recente passato.
Le energetiche ma orecchiabilissime Battle's won, la title track (che ricorda molto "Power", nella strofa), Lost in America, Russian Roulè, la scanzonata If god loves Rock n' roll e la super power Creatures in heaven (che mi ricorda circa 100 canzoni, nel ritornello) sono quanto di più Helloween ci possa essere. Certo, i ritornelli  e alcuni fraseggi ci ricordano puntualmente qualche altra cosa della carriera della band, ma non si puó mica pretendere altro, dopo 15 dischi e quasi 30 anni di attivitá. Va bene cosí, se il livello delle composizioni é questo.
Un episodio abbastanza oscuro del disco é The swing of the fallen world, episodio peró riuscitissimo in quanto il brano é uno dei miei preferiti in assoluto. Onesta la ballad Like everybody else e molto interessante la lunga e articolata You, still of war che chiude il disco (l'edizione standard, perlomeno) in maniera assolutamente degna.

Senza ombra di dubbio il miglior disco degli helloween da 15 anni a questa parte. Bentornati.

Voto 75/100

Top tracks: My God-Given Right, The Swing Of A Fallen World, Lost In America
Skip track: Claws

TRACKLIST:
01. Heroes
02. Battle's Won
03. My God-Given Right
04. Stay Crazy
05. Lost In America
06. Russian Roulé
07. The Swing Of A Fallen World
08. Like Everybody Else
09. Creatures In Heaven
10. If God Loves Rock 'N' Roll
11. Living On The Edge
12. Claws
13. You, Still Of War