31/07/17

Ascolti di luglio 2017

Luglio col bene che ti voglio... O forse sarebbe meglio canticchiare la canzone degli Elio e le storie tese "sono abitudinario non mi giudicate, siete come me..." dato che questo mese non ho fatto grandi sconvolgimenti nella mia playlist mensile, un po' per pigrizia e un po' perché non sono stato ispirato. Eh, concedetemelo un po' di respiro...

Mi sono rifugiato quindi nell'ascolto sicuro del Greatest hits degli Edguy (comunque parecchio discutibile nella scelta della tracklist) e nei dischi che avevo parecchio apprezzato lo scorso mese come i nuovi Secret sphere, Tainted lady, The night flight orchestra e Stone sour (quest'ultimo non particolarmente, in realtà). Superfluo dire che di tutti questi album citati sopra trovate sul blog le relative recensioni.

Nuovi invece gli ascolti del nuovo live degli Unisonic (con canzoni che comunque già conoscevo) e l'ultimo buon album dei Mr. Big, Defying gravity. Nell'attesa di poter ascoltare il nuovo Masterplan (con delle cover degli Helloween che non lasciano presagire niente di buono) ho ascoltato assiduamente il lori primo lavoro, quando c'era ancora il mitico Jorn Lande alla voce.


25/07/17

Videorecensione: Van Halen - The best of both worlds (2004)

Stavo mettendo su una raccolta dei Van Halen e mi sono accorto che non avevo mai speso due parole su questa raccolta della band di Eddie Van Halen, quindi perchè non cogliere l'occasione e farlo?
Per chi conosce un attimino la band pare evidente che il titolo The best of both worlds (che tra l'altro è anche una canzone dell'ottimo album 5150) si riferisce al fatto che la raccolta racchiude il meglio di quanto fatto con i due cantanti David Lee Roth e Sammy Hagar. C'era bisogno di dirvelo?

Mentre che ci sono vi posto l'infinita tracklist a fondo pagina, cosí non dovrete strabuzzare gli occhi per capire di decifrarla dal video (e dall'anteprima). Toh, vi butto anche un link di Amazon nel caso voleste averlo nella vostra collezione


Disco 1:

01. Eruption (Van Halen) – 1:43
02. It's About Time (new song) – 4:15
03. Up for Breakfast (new song) – 4:57
04. Learning to See (new song) – 5:15
05. Ain't Talkin' 'Bout Love (Van Halen) – 3:48
06. Finish What Ya Started (OU812) – 4:24
07. You Really Got Me (Van Halen) – 2:38
08. Dreams (5150) – 4:53
09. Hot for Teacher (1984) – 4:43
10. Poundcake (For unknown carnal knowledge) – 5:20
11. And the Cradle Will Rock (Women & Children First) – 3:34
12. Black and Blue (OU812) – 5:27
13. Jump (1984) – 4:04
14. Top of the World (For unknown carnal knowledge) – 3:54
15. (Oh) Pretty Woman (Diver Down) – 2:53
16. Love Walks In (5150) – 5:11
17. Beautiful Girls (Van Halen II) – 3:57
18. Can't Stop Lovin' You (Balance) – 4:08
19. Unchained (Fair Warning) – 3:29

Disco 2:

01. Panama (1984) – 3:32
02. Best of Both Worlds (5150) – 4:49
03. Jamie's Cryin' (Van Halen) – 3:30
04. Runaround (For unknown carnal knowledge) – 4:20
05. I'll Wait (1984) – 4:42
06. Why Can't This Be Love (5150) – 3:48
07. Runnin' with the Devil (Van Halen) – 3:36
08. When It's Love (OU812) – 5:38
09. Dancing in the Street (Diver Down) – 3:45
10. Not Enough (Balance) - 6:48
11. Feels So Good (OU812) – 4:32
12. Right Now (For unknown carnal knowledge) – 5:22
13. Everybody Wants Some!! (Women & Children First) – 5:10
14. Dance the Night Away (Van Halen II) – 3:10
15. Ain't Talkin' 'Bout Love [live] (Right Here, Right Now) – 4:43
16. Panama [live] (Right Here, Right Now) – 6:39
17. Jump [live] (Right Here, Right Now) – 4:20

22/07/17

Recensione: Unisonic - Live In Wacken (2017)


Dopo due album da studio (l'omonimo ed il piú recente Light of dawn) gli Unisonic di sua maestá Micheal Kiske e di Kay Hansen, ritornano sul mercato con questo live al Wacken e con questa copertina stilosa qui sopra.

A fare compagnia a Kay, alle chitarre troviamo l'ottimo Mandy Meyer, mentre Kosta Zafiriou è dietro la batteria e Dennis Ward (ultimo ma sicuramente non per importanza all'interno del gruppo) al basso.

21/07/17

Recensione: Mr.Big - Defying Gravity (2017)


A tre anni dall'ultimo buon The Stories We Could Tell (clicca per la recensione) i Mr. Big di Paul Gilbert, Eric Martin, Billy Sheehan e Pat Torpey (sostituito in larga parte da Matt Starr a causa, purtroppo, del morbo di Parkinson) ritornano con questo Defying gravity, peraltro già anticipato da innumerevoli singoli che abbiamo potuto ascoltare prima dell'uscita della release. Possiamo ammirare anche l'ennesima copertina brutta dei quattro americani. A questo punto penso lo facciano apposta.

Come ho detto durante il primo ascolto di Forever and back, l'unica cosa che non mi ha convinto del disco è la produzione: come se fosse stato lavorato solo parzialmente (roba tipo "ma non dovevi andare tu in studio la scorsa settimana? Io ti avevo detto che avevo i parenti in visita e non potevo") con alcuni suoni che suonano a tratti un po' troppo grezzi e cupi, perlomeno per il mio orecchio. Il disco è stato composto e registrato in pochissimo tempo, quindi magari si è chiuso tutto molto (troppo) in fretta, chissà...

19/07/17

Gli Armstrongs (compreso Billie Joe) - If There Was Ever a Time


Simpaticissima l'operazione di questa “If There Was Ever a Time” degli Armstrongs - un supergruppo costruito per beneficienza e costituito da tutti i componenti che hanno come cognome Armostrong (appunto).

Ecco quindi Tim (Operation Ivy/Rancid/Transplants), il giá citato Billie Joe (Green Day), Joey (SWMRS), e Rey Armstrong come protagonisti di questa divertente traccia dove i 4 musicisti citati donerano il 100% dei proventi ricavati alla comunitá no profit Gilman con sede in California.

A parte il minuto 0.25 - 0.40 (circa) dove c'é uno dietro al microfono che non é capace manco lontanamente di cantare e lo fa lo stesso (perdonatemi ma non so chi é), il pezzo é molto orecchiabile e davvero gradevole da ascoltare. E poi é per una buona causa, quindi ancora meglio.

Ecco un link dove potete ascoltare la canzone, ma ve la faccio semplice e vi metto il link di YouTube qui sotto.

18/07/17

Recensione: il dEli - Lo stupido che canta (2017)


Recensione a cura di Fadi Musa


“Lo stupido che canta”, il compendio di un artista a tutto tondo.


“Lo stupido che canta” non è un semplice album, bensì il compendio di un artista.

Roberto Deliperi, alias il dEli, è uno scrittore, musicista e cantante in attività dal 1992. Il ruolo da lui ricoperto da allora è sempre stato quello di turnista e collaboratore esterno. Ha messo infatti le sue doti di artista al servizio di numerosi progetti (Federico Sizzano, Magnesia Beggar, Satanic Friends House, Les Enfants Sadique, Cyrus Gabrysch e Benjamin Bloom), ha scritto brani, composto mix, suonato e cantato per molti suoi colleghi, e contribuito alla creazione di numerose opere.

Dopo cotanta frenetica e generosa attività, la produzione e lavorazione di un album solista è stata, secondo le parole del protagonista stesso, frutto di una necessità spontanea, un bisogno impellente ed ingombrante di comporre qualcosa solo per sé, di fornire un lascito, una traccia personale e unica nel labirintico panorama musicale nazionale. Qualcosa che fosse suo, che ricalcasse tutte le esperienze vissute e l'ampia cultura musicale sviluppata. “Lo stupido che canta” è esattamente questo.

Un disco eterogeneo, difficilmente inquadrabile in genere preciso, tanto meno traducibile in un'unica lingua. L'artista infatti, che ha lavorato sia in Italia che in Gran Bretagna (nella cui capitale tutt'ora risiede da una decina d'anni circa), ha deciso di utilizzare sia la lingua di Dante che di Shakespeare, rendendo ogni brano un libro a parte svincolato completamente da quello precedente per genere, stile e strumentazione.

L'unico fil rouge de “Lo stupido che canta” è proprio lui, il dEli, che nel processo creativo si è divertito e sbizzarrito ad esplorare tanti territori, per toccare ogni parte della sua sapienza in campo musicale, per vedere che effetto fa lasciar correre la mente e accompagnare le idee che sgorgano sul momento.

Se probabilmente, data la struttura dell’album, non riuscirete ad apprezzare tutti i brani, certamente ne troverete almeno uno di cui vi innamorerete.

https://soundcloud.com/ildeli/sets/il-deli-lo-stupido-che-canta-full-album

https://www.facebook.com/lostupidochecanta/

16/07/17

Videorecensione: The Beatles - 1 (2000)


Non parlo molto dei Beatles sul blog, ma dopo aver messo questa raccolta nel mio stereo ho pensato che fosse stato giusto almeno spenderci due paroline.

Nella recensione parlo di due versioni diverse sul mercato, ma mi sono accorto che ce ne sono circa 78 in commercio (78 è un numero assolutamente casuale). Vi metto l'infinita tracklist, a fondo pagina.
Come sempre scusate per la faccia nell'anteprima, sembra che Youtube lo faccia apposta a prendere le mie peggiori pose (oppure sono semplicemente così).


Tracklist:
Love Me Do - 2.20
From Me to You - 1.55
She Loves You - 2.21
I Want to Hold Your Hand - 2.23
Can't Buy Me Love - 2.12
A Hard Day's Night - 2.32
I Feel Fine - 2.18
Eight Days a Week - 2.44
Ticket to Ride - 3.12
Help! - 2.16
Yesterday - 2.04
Day Tripper - 2.40
We Can Work It Out - 2.12
Paperback Writer - 2.17
Yellow Submarine - 2.43
Eleanor Rigby - 2.03
Penny Lane - 3.00
All You Need Is Love - 3.47
Hello, Goodbye - 3.24
Lady Madonna - 2.18
Hey Jude - 7.04
Get Back - 3.10
The Ballad of John and Yoko - 2.59
Something (Harrison) - 3.00
Come Together - 4.24
Let It Be - 3.48
The Long and Winding Road - 3.38

14/07/17

Recensione: Edguy - Monuments (2017)


Poteva mancare una recensione del sottoscritto alla nuova release degli Edguy di Tobias Sammet?
Ma manco per sogno, infatti eccomi qui a dire la mia su questa nuova raccolta chiamata Monuments. Oh, la copertina é veramente bella, secondo me.

La tracklist é molto ampia e comprende 38 canzoni pescando in lungo e in largo dalla discografia dei 5 ragazzi tedeschi che, ho giá detto mille volte, godono di una grossa stima da parte del sottoscritto. Ripeto quello che ho detto in altre circostanze: Tobias é uno dei migliori compositori dei nostri giorni. Ecco, l'ho ridetto.

11/07/17

Top 10: Elio e le storie tese

Siete pronti per la Top 10 degli Elio e le Storie Tese?
Anche se la risposta é no ormai avete cliccato, quindi vale la pena dargli un'occhiata. Enjoy!

(Lo so che mancano un sacco di canzoni belle e fighe ma sceglierne solo dieci di fronte ad una carriera cosí ampia è impresa ardua, quindi non prendetela a male se non ho messo la vostra canzone preferita.)

Cominciamo:

10) Parco Sempione (Studentessi, 2008)
Prima di questa canzone tutti mi dicevano che ero paranoico perchè mi lamentavo dei suonatori di bonghi. Ho sempre pensato che la maggior parte di loro non abbiano effettivamente idea di quello che stanno suonando. Dopo che lo ha detto anche gli Elio e le storie tese in questa Parco Sempione, sono stato riabilitato. Grande Maccio Capatonda e la sua squadra e soprattutto Rocco tanica che ha fatto sul serio lo sciopero della fame per tentare di salvare il bosco.


9) Vincere l'odio (Figgatta de blanc, 2016)
L'ennesima grande canzone degli Elio e le storie tese presentata a Sanremo. Questa volta si divertono a prendere in giro tanti chiché, vecchie canzoni e vari stili sanremesi. Non so quante volte ho ascoltato sta canzone. Purtroppo non c'é il video live ma metto quello ufficiale. In quella di Sanremo Elio pronuncia: "energumena, accarezzami lo sterno", mentre nella versione da disco "lo sterno" diventa "lo stesso". Preferivo il primo


9) Complesso del primo maggio (Album Biango, 2013)
Questa volta nel mirino finisce il concertone del primo maggio, anche qui con tutti i suoi chiché. Come la canzone sopra, gli Elio si divertono a suonare un sacco di stili musicali, la musica balcanica e i Linea 77 su tutti. Spassosa


8) Nessuno allo stadio (Mai dire mondiali, 1994)
Esilarante sigla di Mai dire mondiali (quelli americani) della Gialappa's band. Elio ci racconta, fra le altre cose, perché gli americani (compresa la coppia Bobbit, i meno giovani ricorderanno...) non sono particolarmente interessati alla questione.


7) Il rock n roll (Craccracriccrecr, 1999)
Qual é il miglior genere musicale del mondo? Ma il rock n' roll, of course. Lasciate che gli EELST vi spieghino il motivo in questo bellissimo pezzo rock (appunto).


6) Supergiovane (Italyan, Rum Casusu Çikti, 1992)
Qui andiamo un po' indietro nel tempo con una storia assolutamente delirante (introdotta da Diego Abatantuono) tipica degli EELST degli esordi. E' la storia di una sorta di supereroe chiamato Supergiovane con un Mangoni grande attore protagonista. Geniale...


5) Cara ti amo (Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu, 1989)
Canzone sui magnifici e deliranti rapporti uomo/donna e sulla schizofrenia della donna (vista ovviamente dal punto di vista dell'uomo). Vi propongo una spassosissima versione live di diversi anni fa. Evviva l'ammmore!


5) La follia della donna pt.1 (Cicciput, 2003)

"La follia della donna
Quel bisogno di scarpe
Che non vuole sentire ragioni.
Cosa sono i milioni
Quando in cambio ti danno le scarpe?"

Frase dell'anno. Ma che cosa ci vedranno mai le donne nelle scarpe? Mai capito. Io attualmente ne ho 3 paia in tutto (compreso il paio di stivali che metto 2 volte l'anno quando nevica). Anche qui il tema rimane quello della follia della donna. Appunto.


3) Farmacista (Craccracriccrecr, 2008)
Ho un caro amico farmacista e da anni, ogni volta che lo vedo, gli canto un pezzettino di questa canzone. Non ha potuto fare altro che abituarsi e cantarla insieme a me. Forse non piú geniale di altre, ma il ritornello quasi Heavy metal mi fa sballare. Divertente anche il ritornello dedicato agli psicologi "Psicologo tu, convochi il paziente, prendi tanti soldi, non gli dici niente".


2) Urna (Italyan, Rum Casusu Çikti, 1992)
Sono molto legato a questa canzone che mi é sempre piaciuta, come sopra, per il suo incedere heavy metal. Durante il periodo degli esami di stato la ascoltavo spesso e ho promesso ai miei amici che se mi avessero chiesto qualcosa di Ugo Foscolo (la canzone parla di lui), gli avrei citato questa canzone. E così capitò: "Lo disse Foscolo - lo ribadisco- della vita il fulcro é il sepolcro" dissi in sede di esame. Un po' incerti i professori mentre i miei compagni della prima fila si tagliavano in due dalle risate.


1) La vendetta del fantasma formaggino (Italyan, Rum Casusu Çikti, 1992)
La genialitá degli Elio e le storie tese all'ennesima potenza, con special guest un giovane (ammesso lo sia mai stato) Claudio Bisio, che apre il pezzo con una discutibile barzelletta. A livello musicale é una grandissimo pezzo prog, con un sacco di cambi di tema e di tempo e con partecipazioni, ancora un volta, di Mangoni e di Diego Abatantuono. Se dovessi spiegare la genialitá di questa band con una sola canzone, probabilmente sceglierei questa.

10/07/17

Recensione: Metallica - Hardwired… To Self-Destruct (2016)


Ci sono pochi gruppi che fanno discutere, dividono e si fanno attendere come i Metallica. Beh, il fatto che facciano un album ogni morte di papa (Death magnetic é di ben 8 anni fa) contribuisce parecchio ad alimentare discorsi sul fatto che abbiano perso tutta la vena compositiva e tricheballacche varie. Dal vivo, peró, riempiono sempre gli stadi e fanno sempre la loro porca figura. Questo é ovviamente dovuto al loro magnifico repertorio fino al 1991, quello universalmente amato da chiunque ascolti musica Hard n' heavy.

Bene, é la volta di recensire questo chiaccheratissimo Hardwired… To Self-Destruct, album numero 10 della loro carriera e davvero molto atteso, che si presenta in uno strano formato in 2 CD. Durando 80 minuti, potrebbe benissimo stare su un solo supporto. Boh. Non diró niente sulla lunghezza, per adesso, ma se non siete qui per la prima volta sapete giá cosa vi aspetta.

07/07/17

Recensione: Tainted lady - How The Mighty Have Fallen (2017)


E ora chi sono questi con questa copertina scura ed enigmatica? Ve lo dico... Sono un nuovo gruppo danese ma con un cantante britannico, tale Michael Catton. Perché sto facendo questa recensione a questo gruppo? Semplice, perché il disco mi é piaciuto parecchio e si trova in heavy rotation sul mio Iphone giá da qualche settimana, quindi perché non spenderci qualche parola?

04/07/17

Kids react to Iron Maiden

Avevo detto tempo fa che avrei smesso di postarvi questi video di "kids react to...", ma hanno vinto ancora una volta loro. Beccatevi, quindi, la reazione che hanno questi splendidi bambini ascoltando gli Iron Maiden. Spesso non sembrano troppo entusiasti, in verità, ma secondo me sono ancora un po' troppo piccoli per poterli apprezzare totalmente. Enjoy!

02/07/17

Live Report: Green Day @ Hyde park, London 01/07/2017

E anche per questo 2017 ho timbrato il cartellino con il consueto appuntamento estivo di Hyde park, parco dove amo ritornare, soprattutto per vedere dei concerti.
In realtà questo non era solo un concerto dei Green Day, bensì un festival (British summer time), ma appena entrati vediamo che il palco è già stato allestito per i Rancid quindi abbiamo capito immediatamente che ci siamo persi sia i Gogol Bordello che i The Hives. Strano perchè siamo entrati poco dopo le 5 e mezza. Ma a che razza di orario hanno suonato, alle 3 del pomeriggio? Pazienza.

RANCID
Mai stato un amante dei Rancid ma mi sono goduto la performance. Il suono è veramente spettacolare con tutti gli strumenti ben distinti e la band sembrava coesa e in forma. In un'oretta scarsa di musica la band ci ha proposto circa 700 canzoni (c'erano alcune canzoni che duravano un paio di minuti) la maggior parte delle quali dal loro famosissimo ...And out come the wolves, più qualche nuovo brano. Immancabili ovviamente i classici Time Bomb e Ruby Soho. Ah, fra il pubblico c'era anche qualche punkettone incredibile tipo questo sotto. Ho chiesto di farmi un selfie con lui ma mi ha risposto che voleva 5 pound e che dovevo darli al suo agente (il suo amico). Ho riso. Lui era serio.


GREEN DAY
Dopo il paninazzo e la birra di turno ci piazziamo a 200 metri dal palco per vedere lo show dei Green Day, che avevo visto precedentemente all'Emirates stadium quattro anni orsono (clicca qui per il live report). La cosa fantastica dei concerti in posti come questo è che non hai l'esigenza di buttarti nel casino delle prime file ma puoi vederti beatamente il concerto (dai megaschermi) senza che nessuno ti dia fastidio. Sono più vicino ai 40 che ai 30. Si nota?

Dopo le prime note di Know your enemy si capisce anche qui che il suono è spettacolare e il fatto che non ci sia vento è un fattore che aiuta sicuramente. Riguardo ai megaschermi, la regia è praticamente perfetta e, cosa esilarante, ai margini del video, molto spesso spuntava una donna che traduceva in maniera comica la musica nel linguaggio per i non udenti. Ovviamente nelle parti strumentali ballava e faceva air guitar, dato che non c'era nulla da tradurre. Veramente una trovata divertente.

La scaletta è praticamente perfetta. Un buon mix tra pezzi del nuovo album (uno dei dischi migliori dello scorso anno, secondo il sottoscritto) e pezzi storici presi ovviamente dai due album di punta dei Green Day, ovvero Dookie e American idiot. Si passa quindi da Bang bang e Revolution radio a Holiday e Boulevard of broken dreams.


La band è sempre sul pezzo, Mike Dirnt è sempre il solito con le sue belle trame di basso ed i suoi cori mentre Trè cool è un po' imbolsito (ma rimane sempre uno dei miei batteristi preferiti per gusto). Billie Joe è il solito magnifico intrattenitore, non sta fermo un attimo e comincia con i suoi ormai noti "Eh oh" ad incitare il pubblico a cantare (non la smetterà fino all'ultimo secondo del concerto, che ci piaccia o no. Ai miei amici no), intervallando anche qualche discorso sociale e un appello graditissimo al sottoscritto contro i telefonini: "godetevi il momento e non guardate il concerto attraverso uno schermo". Parole sante. La band è formata anche da una seconda chitarra e altri musicisti alle tastiere e ai fiati. Quando canti su palchi così grandi ne hai bisogno.


Chi ha visto qualche concerto dei Green day sa che ci sono gli immancabili momenti dove Billie Joe fa salire sul palco gli spettatori delle prime file a suonare con lui. E' andata molto bene con la prima ragazza che ha cantato Longview (giusto?) e che si è esibita con una naturalezza micidiale (probabile canti in qualche gruppo) mentre andrà peggio più tardi quando proverà a fare suonare 3 semplici accordi (Re - Do - Sol, li ho capiti io da 200 metri) a due ragazze, tra l'altro volontarie, che proprio non capivano che fare con la chitarra (ad un certo punto alla seconda hanno tolto il suono). Scene comunque divertenti da vedere.

Grandiosa esecuzione per le datate Hitchin' a ride e Welcome to paradise (con in bella mostra la strato che BJ suonava durante la prima parte di carriera), in assoluto fra le mie preferite della serata. Sull'ancora più datata 2000 light years away Billie si mette a lanciare delle magliette al pubblico con una specie di fucile che mi ha ricordato il Superliquidator (se sei sopra i 30 forse sai di cosa sto parlando) mentre si destreggerà con l'armonica su Minority.
Poi sale in cattedra Tre cool: strepitoso in St Jimmy, poi con un breve assolo e divertente in una sorta di improvvisazione jazz (con tanto di fiati). C'è anche spazio per una vecchia cover degli Operation Ivy, Knowledge, e per le famosissime e cantatissime She e Basket case dove anche i bambini che avevo davanti a me si sono scatenati. BJ vede che ci stiamo divertendo e dice di approfittarne perchè il giorno dopo non sarà così (l'headliner sarà niente di meno che Justin Bieber, per la cronaca).

Con King for a day si passa alla seconda parte dello Show: Mike Dirnt indossa la maschera di se stesso, Billie Joe accompagna con il kazoo un assolo di tromba e un Sax intonerà Careless whisper degli Wham e altre cose, mentre BJ farà un lungo discorso politico sdraiato per terra (ma perchè poi?) e si scambierà per un attimo con Tre cool che si metterà a ballare e cantare. Ci sarà spazio anche per classici come Shout e Hey Jude, ovviamente cantata a squarciagola da tutti. Probabile che tutto non sia accaduto in quest'ordine, mi scuserete ma è stato un momento davvero folle.


Si ritorna alla "normalità" con due pezzi dell'ultimo album e dove Billie Joe ha fatto una fatica incredibile dietro al microfono, visibilmente provato per il delirio descritto prima. Still Breathing è sempre bellissima da ascoltare. I Green day lasciano il palco per un paio di minuti e ritornano alla grande con American idiot e soprattutto Jesus of Suburbia forse la mia canzone preferita della band ed eseguita magnificamente in questa sede. Anche Billie Joe si è ripreso. 

Il secondo bis è "solo" acustico con BJ che suona con la sua acustica nera la nuova Ordinary world, 21 guns e l'immancabile Good riddance (time of your life) che manda a casa contenti tutti i presenti.


Il concerto è stato veramente magnifico: le condizioni metereologiche erano ideali (calcolate che il giorno prima aveva piovuto), il suono era perfetto, la band assolutamente in gran forma e la scaletta ha accontentato sia i fan di vecchia data che gli ascoltatori casuali. 

Davvero una grandissima serata di musica ed un grande show.

Top songs: Welcome to paradise, Hitchin' a ride, Jesus of Suburbia


Green Day Setlist British Summer Time 2017 2017, Revolution Radio


01/07/17

Videorecensione: Stone sour – Hydrograd (2017)

Niente, mi è presa la smania di fare video, ultimamente.
Beccatevi quindi la recensione (in video, appunto), dell'ultima fatica di quel mattacchione di Corey Taylor e della sua creatura Stone Sour. Il disco si chiama Hydrograd e lo potete trovare nei vostri negozi di fiducia (perlomeno, quelli che sono rimasti aperti) e in tutte le piattaforme digitali. E' uscito ieri, per la cronata.

Mentre che ci sono vi butto anche l'infinita tracklist (sapete già cosa dirò al riguardo...) così vi potete raccapezzare un po' di più quando pronuncerò le singole canzoni, nella seconda parte del video. La mia pronuncia è quello che è, ma alcuni titoli sono davvero strani.


Oh, iscrivetevi anche al canale Given to rock su Youtube, mentre che ci siete. E' gratis.

Eccovi la tracklist, come promesso. Per sapere il voto e per le tre migliori canzoni dovete cliccare il video, invece. Sono inflessibile. Beccatevi anche il link nel caso vogliate acquistarlo.


Tracklist:

1 YSIF
2 Taipei Person / Allah Tea
3 Knievel Has Landed
4 Hydrograd
5 Song #3
6 Fabuless
7 The Witness Trees
8 Rose Red Violent Blue (This Song Is Dumb & So Am I)
9 Thank God It's Over
10 St. Marie
11 Mercy
12 Whiplash Pants
13 Friday Knights
14 Somebody Stole My Eyes
15 When the Fever Broke

Primo ascolto: Le nuove di Edguy e Mr.Big

Ieri vagavo per l'immensità della rete (Internet) e mi sono ritrovato davanti a dei nuovi pezzi di due band che amo come Edguy e Mr.Big.
Perchè non fare quindi un primo ascolto in video delle nuove Wrestle the devil e Forever and back?
E' da tanto che non lo facevo. Eccovi in video le mie impressioni riguardo questi brani.
Enjoy (si fa sempre per dire, ovviamente)