28/09/18

Primo ascolto: Edu Falaschi - The Glory Of The Sacred Truth

Qualche parola su una nuova canzone di una vecchia conoscenza del power metal, ovvero quell'Edu Falaschi che ha fatto parte degli Angra per diversi anni e che ha contribuito a bellissimi album della band brasiliana.

Eccolo ritornato (inaspettatamente, per quanto mi riguarda) al caro e vecchio power metal.

Primo ascolto: Tenacious D - Hope

Con la mia consueta faccia da culo (e con un filtro agghiacciante) per ascoltare insieme il nuovo singolo dei Tenacious D, capitanati dal mitico Jack Black.

Non il pezzo che mi aspettavo, in realtà, ma va bene anche così.

26/09/18

Vai in crociera con i Megadeth


L'etá di Dave Mustaine e dei suoi ascoltatori avanza ed é il momento di pensare a dei modi comodi per fare (e ascoltare) musica ma senza troppi sbattimenti.
Insomma, come avrete letto dal titolo, é in preparazione la crociera dei Megadeth.

Ora, non si sa esattamente cosa prevederá la crociera ma magari avrete l'occasione di mangiare delle patatine fritte con Dave Mustaine (che magari vi insulterá per un motivo a caso), importunare le cameriere con Dave Ellefson o giocare a scopone scientifico con Kiko Loureiro.

Sicuramente avrete l'occasione di sentirli suonare dal vivo mentre vi rilassate in giro per il mondo (non si sa ancora esattamente quale sará il tragitto, é stato solo menzionato l'oceano Pacifico) senza affollarvi ai tornelli dell'arena o affittare l'albergo (se venite da fuori) e avere a che fare con metallari puzzoni, dato che si presuppone che le cabine siano provviste di docce.

Soluzione troppo comoda per fare soldi? Che ne pensate?

Nel frattempo, se avete (parecchi) soldi a disposizione potete iscrivervi alla mailing list a questo indirizzo per rimanere aggiornati sui programmi.

Io vi lascio il link ad un video di quando i Megadeth erano ancora sporchi, brutti e cattivi.
Ahhhhh (sospirone)

25/09/18

Recensione: Guns N' Roses - Use your Illusion I (1991)

Qualche parola, in video, su un bellissimo album degli anni 90, Use your illusion I dei Guns N' Roses. Qualche anno fa avevo parlato del secondo capitolo, ora è la volta di qualche parolina sul primo.

Qual è il vostro preferito? Per quanto mi riguarda, belli entrambi, ma non ho dubbi sulla mia preferenza.

 

Tracklist:
1. Right Next Door To Hell
2. Dust 'N Bones
3. Live And Let Die
4. Don't Cry (Original)
5. Perfect Crime
6. You Ain't The First
7. Bad Obsession
8. Back Off Bitch
9. Double Talkin' Jive
10. November Rain
11. The Garden
12. Garden Of Eden
13. Don't Damn Me
14. Bad Apples
15. Dead Horse
16. Coma

22/09/18

Recensione: Slash featuring Myles Kennedy and The Conspirators - Living the Dream (2018)

Ritorna il riccioluto chitarrista Slash in compagnia del suo nuovo amico per la pelle Myles Kennedy e i The Conspirators, che non sono altro che il bassista Todd Kerns, il chitarrista Frank Sidoris e il batterista Brent Fit. Ecco cosa ne penso, come al solito in breve, del nuovissimo album Living the dream. Vi lascio la tracklist a fondo pagina.


Tracklist:
1. Call of the Wild
2. Serve You Right
3. My Antidote
4. Mind Your Manners
5. Lost Inside the Girl
6. Read Between the Lines
7. Slow Grind
8. The One You Loved Is Gone
9. Driving Rain
10. Sugar Cane
11. The Great Pretender
12. Boulevard of Broken Hearts

Chris Cornell - When Bad Does Good (Lyric Video)

Vi lascio una canzone che Chris Cornell aveva ultimato prima di lasciarci, When Bad Does Good che sarà inclusa nella raccolta chiamata Chris Cornell: An Artist’s Legacy, in uscita il prossimo 16 di Novembre. Avevo fatto un "primo ascolto" della suddetta, ma YouTube mi ha saggiamente bloccato il video, quindi vi lascio la canzone vera e propria (che forse è anche meglio);.

Sapete che vi dico? Vi lascio anche l'infinita tracklist a fondo pagina.
Se non costa troppo e il packaging sarà contenuto, mi sa che ci farò un pensierino (nonostante contenga del materiale del periodo Timbaland")




CD1
1. Hunted Down [Soundgarden] 2. Kingdom of Come [Soundgarden] 3. Flower [Soundgarden] 4. All Your Lies [Soundgarden] 5. Loud Love [Soundgarden] 6. Hands All Over [Soundgarden] 7. Say Hello 2 Heaven [Temple of the Dog] 8. Hunger Strike [Temple of the Dog] 9. Outshined [Soundgarden] 10. Rusty Cage [Soundgarden] 11. Seasons
12. Hey Baby (Land Of The New Rising Sun) [M.A.C.C.] 13. Black Hole Sun [Soundgarden] 14. Spoonman [Soundgarden] 15. Dusty [Soundgarden] 16. Burden In My Hand [Soundgarden]

CD2
1. Sunshower
2. Sweet Euphoria
3. Can’t Change Me
4. Like A Stone [Audioslave] 5. Cochise [Audioslave] 6. Be Yourself [Audioslave] 7. Doesn’t Remind Me [Audioslave] 8. Revelations [Audioslave] 9. Shape Of Things To Come [Audioslave] 10. You Know My Name
11. Billie Jean
12. Long Gone (Rock Version)
13. Scream
14. Part Of Me (Steve Aoki Remix)
15. Ave Maria (with Eleven)

CD3
1. Promise [Slash featuring Chris Cornell] 2. Whole Lotta Love [Santana featuring Chris Cornell] 3. Call Me A Dog (Live Acoustic)
4. Imagine (Live Acoustic)
5. I Am The Highway (Live Acoustic)
6. The Keeper
7. Been Away Too Long [Soundgarden] 8. Live To Rise [Soundgarden] 9. Lies [Gabin with Chris Cornell & Ace] 10. Misery Chain [with Joy Williams] 11. Storm [Soundgarden] 12. Nearly Forgot My Broken Heart
13. Only These Words
14. Our Time In The Universe
15. ’Til The Sun Comes Back Around
16. Stay With Me Baby
17. The Promise
18. When Bad Goes Good (Previously unreleased)

CD 4
1. Into The Void (Sealth) (Live at the Paramount) [Soundgarden] 2. Mind Riot (Live at the Paramount) [Soundgarden] 3. Nothing To Say (Live in Seattle) [Soundgarden] 4. Jesus Christ Pose (Live in Oakland) [Soundgarden] 5. Show Me How To Live (Live in Cuba) [Audioslave] (Previously unreleased)
6. Wide Awake (Live in Sweden) (Previously unreleased)
7. All Night Thing (Live in Sweden) (Previously unreleased)
8. Nothing Compares 2 U (Live at Sirius XM) (Previously unreleased)
9. One (Live at Beacon Theatre) (Previously unreleased)
10. Reach Down (Live at the Paramount) [Temple of the Dog] (Previously unreleased)
11. Stargazer (Live at the Paramount) [Temple of the Dog] (Previously unreleased)
12. Wild World (Live at Pantages Theatre) [Yusuf/Cat Stevens withChris Cornell] (Previously unreleased)
13. A Day In The Life (Live at the Royal Albert Hall) (Previously unreleased)
14. Redemption Song (Live at Beacon Theatre) [with Toni Cornell] (Previously unreleased)
15. Thank You (Live in Sweden)

DVD
1. Flower [Soundgarden] 2. Loud Love [Soundgarden] 3. Hunger Strike [Temple of the Dog] 4. Outshined [Soundgarden] 5. Jesus Christ Pose [Soundgarden] 6. Black Hole Sun [Soundgarden] 7. Fell On Black Days [Soundgarden] 8. Burden In My Hand [Soundgarden] 9. Can’t Change Me
10. Preaching The End Of The World
11. Like A Stone [Audioslave] 12. Cochise [Audioslave] 13. Show Me How To Live [Audioslave] 14. Be Yourself [Audioslave] 15. Original Fire [Audioslave] 16. Arms Around Your Love
17. No Such Thing
18. Part Of Me (featuring Timbaland)
19. Long Gone (Rock Version)
20. Scream (Acoustic) (Previously unreleased)
21. Live To Rise [Soundgarden] (Previously unreleased)
22. By Crooked Steps [Soundgarden] 23. Nearly Forgot My Broken Heart (Lyric Video)
24. The Promise

19/09/18

Recensione: Pearl jam - Live at the Garden (2003)

Qualche parolina rapida rapida su quello che é uno dei miei Live DVD preferiti dei Pearl Jam, quel Live at the Garden del 2003, registrato durante il tour di Riot act, album che fra le altre cose ancora ascolto abbastanza volentieri. Eddie Vedder con i capelli corti e la solita bella (e inaspettata) setlist.


Vi lascio quella che é stata la setlist del concerto, che poi é anche quella del DVD in questione.

18/09/18

Leah Capelle


"Volevo che l'impatto fosse potente, ma che avesse ancora un'atmosfera di divertimento e spontaneità. Come donna nell'industria musicale, è così importante valutare le aspettative di ciò che la femminilitá dovrebbe apparire nella societa' moderna, e riuscire, insieme alle altre donne, ad infrangere quelle aspettative. Quindi, il video, non dimenticando ciò che rende unico ognuno di noi, si riferisce anche al fatto di sentirsi a proprio agio nelle nostre forme più autentiche. "  Leah Capelle

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17/09/18

Recensione: Monster Truck - True Rockers (2018)


Per molti gruppi il terzo album rappresenta l'album della svolta o del cambiamento.
Beh, sono felice che non sia questo il caso perché mi ero allarmato non poco con il primo singolo Evolution (vedere qui la mia reazione sconsolata) che mostrava la band alle prese con sonoritá molto diverse (leggasi, "ma che cazz sta succedendo???"). Se devo dirla tutta mi ero un po' rinfrancato con i due singoli eccessivi, ma sono andato cauto con le aspettative, per la serie non si sa mai...

Contestualizzando un pochino e dandovi qualche info fondamentale, sappiate che questo True Rockers, dalla bella copertina, succede al primo bellissimo Furiosity e a Sittin' heavy (cliccare sui titoli per le relative recensioni) uscito un paio di anni fa. Entrambi gli album mi sono piaciuti, soprattutto il debut.

Anche quest'album mi ha soddisfatto ed é un bel sentire, grosso modo quello che mi aspetto dalla band canadese. Ci sono solo due pezzi brutti, brutti abbastanza, a dire il vero: la giá citata Evolution e Young City Hearts. Per il resto, la band ci regala musica senza fronzoli e divertente da ascoltare, come True rocker, Thundertruck, Hurricane o Denim Danger: riffoni, organo hammond e vocals sempre molto precise e virili. Non manca neanche la classica ballad rock blues anni 70, altro marchio di fabbrica della band, che quando va su queste atmosfere é straordinaria. Undone é quindi assolutamente fra le top tracks di questo disco. A proposito di ballad, ascoltare anche la conclusiva, The Howlin', di un'intensitá strepitosa dalla seconda parte in poi e degnissima conclusione del disco.

L'album é  breve come piace me, registrato magnificamente e dritto al punto.
Se vi sono piaciuti gli album precedenti buttatevi pure su questo (saltando quelle due tracce). Aggiungo anche: se vi capita, andate ad ascoltarli dal vivo perché sono grandiosi. Bentornati Monster Truck.

Voto 71/100

Top tracks: True Rocker, Undone, Hurricane
Skip tracks: Evolution, Young City Hearts

Tracklist:
True Rocker
Thundertruck
Evolution
Devil Don’t Care
Being Cool Is Over
Young City Hearts
Undone
In My Own World
Denim Danger
Hurricane
The Howlin’

15/09/18

Chiedilo a given to rock - live - settembre 2018

Rispondo ancora una volta dal vivo alle vostre domande, ormai ci sto prendendo gusto.

Per motivi di Copyright ho dovuto rimuovere l'audio della canzone di Doro, quindi in quel frangente non sentirete nulla, neanche la mia suadente voce.

In compenso troverete tanti altri argomenti: si parla e si ascolta dei vari Metal church, Lenny Kravitz, Paul McCartney, Alter Bridge, Architect, Monster truck, Haken, Jag Panzer, Bluvertigo, Iron Maiden, assoli di gatto e tanta altra roba. Ditemi che ne pensate e se avete feedback su come migliorare questa diretta, sono tutto orecchi (o occhi, nel caso scriviate).

The Owl-Eyes


I The Owl-Eyes hanno iniziato nel 2013 come progetto solista del polistrumentista Ethan Teel. All'età di 14 anni, ha descritto l'ascolto di Dark Side of The Moon come punto di svolta nel suo sviluppo artistico. "Quando è finito, ho detto subito che volevo fare qualcosa del genere: se posso cambiare la percezione di una persona sulla vita attraverso la musica come i Pink Floyd e quell'album hanno fatto per me, allora posso morire felice".

4 anni dopo: Ethan canta, suona la chitarra, il basso, la batteria ed è il paroliere principale del gruppo; prendendo ispirazione da autori come Nine Inch Nails e Foo Fighters o come System of a Down, The Black Keys, The Kinks, Fugazi fino ad arrivare agli Slipknot come influenze.

Nel 2014, Ethan ha rilasciato due EP sotto il nome di Owl-Eyes; Wild Child e Schizo Girlfriend - entrambi sono riproducibili sul sito Web Owl-Eyes, dove Ethan scrive regolarmente sui suoi interessi geek.

Ethan ha frequentato il McNally Smith College of Music - a partire dall'autunno 2014 - alla ricerca di una laurea nel Business Music. Durante questo periodo, gli spettacoli dal vivo sono diventati molto rari. Ethan Teel ha tranquillamente realizzato l'album di debutto degli Owl-Eyes - un concept album - intitolato "Hallelujah Hysteria: The Revolution as Advertised". Il concept è semplice; se il mondo dovesse finire oggi, Hallelujah Hysteria fungerà da documentazione storica di ciò che il subconscio umano ha esplorato durante le ultime ore della Terra - come siamo arrivati ​​qui, cosa ci spinge, cosa ci divide e, in definitiva, ciò che ci unisce.

SOCIAL MEDIA LINKS:
-Website  theowleyes.com
-Facebook =https://www.facebook.com/OwlEyes1995/
-Twitter  https://www.twitter.com/Owl_Eyes1995
-Instagram  https://www.instagram.com/theowleyes1995/

14/09/18

Recensione: Paul McCartney - Egypt station (2018)



Beh, forse proprio Rock al 100% non è, ma Paul McCartney è uno di quelli che il Rock ha contribuito a crearlo, quindi perchè non dare una chance alla sua ultima fatica, Egypt station?

Quello che balza subito all'orecchio è la classe delle composizioni e il genio creativo di uno che compone musica da quanto tempo, 55 anni? Di più? Ho trovato più varietà e genialità creativa in questo disco che in molti dischi di band nate da poco. Come per dire: la classe non è acqua ed è senza età.

Detto ciò non posso neanche affermare che questo Egypt station sia un capolavoro, secondo me un tantino prolisso (e ti pareva che non lo dicessi...) con le sue 16 tracce (che in realtà sono 14 più le due intro "Station") e la sua oretta scarsa di musica che poteva certamente essere un po' accorciata.

Si nota con piacere come il buon Paul sia ancora un fine compositore ma anche un ottimo esecutore con tutto al posto giusto in quest album, a partire da una produzione molto curata e gradevole grazie anche alla mano di Greg Kurstin. 

L'impressione è che quest'album non si prenda troppo sul serio (elemento che mi piace sempre tanto, lo sapete) per i vari cambi di atmosfera al suo interno: assieme a pezzi che ci troviamo di aspettare da un "vecchio" compositore come I don't know, Confidante, Happy with you o Do it now, il disco contiene anche pezzi che sembrano messi li come per divertimento, vedi la conclusiva Hunt You Down/Naked/C-Link, o anche Fuh You, Caesar rock e soprattutto Back in Brazil. Ci sono anche richiami ai Beatles qui e li, secondo me evidenti nella appena citata ultima traccia o come in Come on to me.

Il punto più alto del disco, secondo me, è il brano più lungo di questa nuova release, Despite Repeated Warnings, ovvero 7 minuti abbastanza folli e con differenti cambi di marcia. Ho letto una recensione in rete che affermava che il pezzo in questione è sicuramente il punto più basso del disco. Personalmente più la ascolto, più non riesco a capire questa affermazione, secondo me veramente un gran pezzo. In ogni caso, "de gustibus" (come dico sempre) ed è sempre bellissimo notare come l'arte non sia mai una scienza esatta.

Egypt Station è un disco che consiglio a tutti. Non so se è un disco che resterà impresso nella memoria a lungo, ma è sicuramente un ascolto piacevole. Dategli una chance.

Voto 68/100
Top tracks: Despite Repeated Warnings, Don't Know, Come On To Me.

TRACKLIST:
01. Opening Station - (00:41)
02. I Don't Know - (04:26)
03. Come On To Me - (04:10)
04. Happy With You - (03:34)
05. Who Cares - (03:13)
06. Fuh You - (03:23)
07. Confidante - (03:04)
08. People Want Peace - (02:59)
09. Hand In Hand - (02:35)
10. Dominoes - (05:02)
11. Back In Brazil - (03:20)
12. Do It Now - (03:17)
13. Caesar Rock - (03:29)
14. Despite Repeated Warnings - (06:57)
15. Station II - (00:46)
16. Hunt You Down/Naked/C-Link - (06:22)

13/09/18

Amilia K Spicer


Come il testo della sua canzone "Shotgun" implica, la cantautrice Amilia K Spicer ci rimanda a spazi aperti e luoghi esotici. Persino il nome della sua etichetta discografica, Free Range, riflette il suo spirito vagabondo, che l'ha portata dalle verdi colline della sua nativa Pennsylvania, alla regione montuosa del Texas centrale e persino ai monasteri montani del Nepal. Vive a Los Angeles e Austin, ma potrebbe dirti che si sente molto radicata quando si dirige verso un orizzonte lontano, guidata dal cielo. Il suo motto? "Non tiratemi in ballo"Le canzoni del suo nuovo album, Wow and Flutter, catturano la vastità di quegli orizzonti con una qualità cinematografica, che in qualche modo ci trascina nel panorama mentre ascoltiamo. Non dovrebbe sorprendere nessuno che abbia intrapreso una carriera nel cinema prima che la musica diventasse la sua musa.Quando Spicer ha risposto alla chiamata della musica, è stata scoperta per la prima volta in un club di Los Angeles. Ciò ha portato ad un raro debutto al Kerrville Folk Festival, tre spettacoli al Kennedy Center e partecipazioni di canzoni in diverse produzioni televisive di alto profilo (Party of Five, Dawson's Creek).
Spicer descrive il suo stile folk-americano come un noir rosso-sporco, evocando panorami maestosi e misteri oscuri.  Il suo suono è come il vetro: filato da sabbia e fuoco in qualcosa di liscio e chiaro. E a volte magnificamente inciso, con l'acido. Il titolo dell'album,
in riferimento alle variazioni di tonalità causate da imperfezioni nell'audio analogico, è stato scelto in parte perché i suoni erano così sensuali.  


Page: http://mileshighproductions.com/artists/amilia_spicer/harlan/media.html
Stream: Soundcloud - https://soundcloud.com/amilia-k-spicer/harlan
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Recensione: Iron Maiden - Rock in Rio (DVD)

Qualche parolina rapida rapida su uno dei miei Live dvd preferiti degli Iron Maiden (e non solo), quel Rock in Rio che segnava il ritorno in pompa magna di Bruce Dickinson, che come tutti gli altri elementi della band, sforna una prestazione sublime senza "aiuti dalla regia".

Rispetto alla ripresa dal vivo, infatti, sono stati solo "copia-incollati" un paio di ritornelli quando Dickinson aveva originariamente fatto cantare il pubblico (mi viene in mente The clansman, per esempio, ma e' facilmente intuibile sin dalla prima visione).

Band alle ciance e gustatevi questa mia recensione più moscia del solito perchè mi ero appena svegliato. L'espressione nell'anteprima non mente.


Il disco è presente sul mercato anche in confezione doppio cd (che posseggo pure, in realtà potevo anche farne a meno ma me lo hanno regalato). Vi lascio anche la tracklist.

Tracklist: 
1. The Wicker Man 
2. Ghost Of The Navigator 
3. Brave New World 
4. Wrathchild 
5. Two Minutes to Midnight 
6. Blood Brothers 
7. Sign Of The Cross 
8. The Mercenary 
9. The Trooper 
10. Dream Of Mirrors 
11. The Clansman 
12. The Evil That Men Do 
13. Fear Of The Dark 
14. Iron Maiden 
15. Number Of The Beast 
16. Hallowed Be Thy Name 
17. Sanctuary 
18. Run To The Hills

12/09/18

The Gary Douglas Band


Gary Douglas è cresciuto nelle strade di Brooklyn accompagnato dalla colonna sonora Americana, Blues and Country: un mix di musica che contrasta la solita musica mainstream.

Questo tipo di musica ha dato a Douglas un impulso nei giorni della sua giovinezza. "Per me è diventata una religione, profonda e significativa. La musica mi ha dato un modo per incanalare i miei sentimenti, sia che li capissi o no. Ho sempre trovato uno sbocco per i sentimenti che non riuscivo a risolvere, capire o gestire suonando musica. Era indispensabile. "

Nonostante sia cresciuto, il fascino del rock non ha mai lasciato la parte di Douglas. Ha suonato in gruppi durante l'università, e poi è stato colpito da una realtà tutta sua. "Dovevo guadagnarmi da vivere." Così mise giù la chitarra e prese una laurea in legge, ma non perse mai lo spirito del rock 'n' roll. "Camminavo in campo con la tuta e i capelli lunghi sotto le spalle", ricorda. "I giudici mi odiavano perché odiavo l'autorità. Ero poco ortodosso e anticonvenzionale. "Mentre i suoi coetanei reprimevano l'emozione, trovò il fuoco per combattere nella propria.

Con il suo atteggiamento da attaccabrighe, ha costruito una carriera di successo come avvocato per la responsabilità del prodotto e per l'ambiente, sostenendo le società che non hanno tenuto in grande considerazione le conseguenze delle loro azioni. Nonostante il suo successo, mancava ancora qualcosa. Anche se lo spirito del rock non ha mai lasciato Douglas, sacrificare la propria musica per una carriera legale è avvenuta, anche a costo della sua felicità. Alla fine, decise che ne aveva avuto abbastanza.

Una chitarra è appesa alla parete di casa, aspettando pazientemente questo giorno. Ancora una volta assumendo il ruolo di musicista, Douglas riscoprì l'euforia che aveva perso in quel compromesso anni prima. In men che non si dica è tornato all'estasi di suonare e scrivere nuove canzoni, alimentate dalle dure verità della realtà che ha visto nella vita di tutti i giorni.
Gary Douglas è un combattente, lo è sempre stato. Dà voce a coloro che spesso rimangono inascoltati sia difendendo i "piccoli" contro le corporazioni in tribunale o attraverso i suoi testi incisivi.

L'album in uscita della Gary Douglas Band, Deep in the Water, non perde nulla del disco che ha colpito Douglas nel corso della sua vita. Frutto del successo di una causa ambientale, la traccia del titolo affronta i fallimenti aziendali del prendersi cura della terra mentre "Losing You" mostra un lato vulnerabile a cui tutti possono relazionarsi. Al centro di The Gary Douglas Band c'è la musica con cui Douglas è cresciuto ed è pronto a condividerla con chiunque abbia bisogno di sentirsi dire com'è.

Website - http://www.garydouglasband.com/
Facebook - https://www.facebook.com/garydouglasband/
Twitter - https://twitter.com/GaryDouglasBand
Instagram - https://www.instagram.com/thegarydouglasband/
Spotify - https://open.spotify.com/artist/542ouc88YyLnEQN15mG9Db

 

11/09/18

Recensione: Dream Theater - Systematic Chaos (2007)

Oggi vi propongo qualche parolina rapida su un disco che secondo me é uno dei piú sottovalutati e maltrattati della carriera dei Dream theater, ovvero Systematic Chaos del 2007.

Sono l'unico a pensarla in questa maniera? Fatemi sapere che ne pensate.

10/09/18

Recensione: Metal Allegiance – Volume II – Power Drunk Majesty (2018)


Dopo un buon primo capitolo (clicca qui per la recensione) riecco il supergruppo formato da gente poco conosciuta (detto ovviamente con ironia) come Mike Portnoy, David Ellefson, Alex Skolnick e Mark Menghi, che ancora una volta hanno reclutato un cantante diverso per ogni singola canzone (vedere la tracklist a fine pagina per tutti i dettagli) per questo secondo capitolo chiamato Power Drunk Majesty.

Come ho scritto sopra, il primo capitolo mi aveva soddisfatto abbastanza con alcuni pezzi decisamente notevoli (vedi You can't kill the devil con Chuck Billy, su tutti) mentre questo secondo mi lascia un po’ perplesso. Mi lascia perplesso sicuramente non per la qualità della musica proposta, che con gli interpreti presenti in questo disco non può che essere impeccabile dal punto di vista tecnico. Allora per cosa? Non saprei, questo secondo mi suona meno coeso del predecessore e mi da più la sensazione di "progetto", con tutte canzoni che hanno vita propria come se non facessero parte di un album.

Non mancano le canzoni che mi sono piaciute, su tutte direi Terminal illusion con il mitico Mike Tornillo al microfono e la conclusiva seconda parte di Power drunk majesty con Floor Jansen che veramente poco ci azzecca con quanto ascoltato fino a quel momento, ma con delle atmosfere vagamente Maiden che mi hanno catturato.

Per il resto una serie di canzoni suonate e registrate con maestria ma che dopo diversi ascolti non sono riuscite a catturare la mia attenzione piú di tanto, vuoi per uno stile di cantato abbastanza diverso dai miei gusti, vuoi per la sensazione di progetto di cui accennavo prima. Se seguite il blog mi avete già visto alle prese con Mother of sin e Voodoo of the godsend, canzone che onestamente mi piace molto solo nelle atmosfere tribali che ricordano i vecchi Sepultura e comunque solo quando Max Cavalera non ci canta su.

Per quanto mi riguarda il progetto Metal allegiance é da considerarsi per quello che é, come una sorta di valvola di sfogo di alcuni musicisti fenomenali alle prese con diversi artisti (e conseguenti stili) del genere, niente di piú.

Voto 60/100

Top tracks: Terminal Illusion (feat. Mark Tornillo), Power Drunk Majesty (Part II) (feat. Floor Jansen)

Tracklist:
01. The Accuser (feat. Trevor Strnad)
02. Bound by Silence (feat. John Bush) 
03. Mother of Sin (feat. Bobby Blitz) 
04. Terminal Illusion (feat. Mark Tornillo) 
05. King with a Paper Crown (feat. Johan Hegg) 
06. Voodoo of the Godsend (feat. Max Cavalera) 
07. Liars & Thieves (feat. Troy Sanders) 
08. Impulse Control (feat. Mark Osegueda) 
09. Power Drunk Majesty (Part I) (feat. Mark Osegueda) 
10. Power Drunk Majesty (Part II) (feat. Floor Jansen)

08/09/18

Recensione: Alter Bridge - Live At The Royal Albert Hall (2018)

Gli Alter Bridge della premiata coppia Mark Tremonti e Myles Kennedy hanno probabilmente raggiunto l'apice della loro carriera con questo live alla mitica Royal Albert Hall di Londra anche per merito della Parallax Orchestra.

Se non seguite il blog voglio farvi sapere con orgoglio che ero presente di persona a questo spettacolo. Potete vedere il live report direttamente dalla venue in questione cliccando qui.



Questo live rappresenta, per quanto mi riguarda, un eccellenza che la band difficilmente riuscira' ad eguagliare in futuro, tanta la magnificenza di questo prodotto...

Come al solito non dimenticate di farmi sapere cosa ne pensate di questa uscita.

Vi lascio la lunghissima tracklist a fine pagina e il video della bellissima The end is here.

Tracklist
01. Intro
02. Slip To The Void
03. Addicted To Pain
04. Before Tomorrow Comes
05. Show Preparation / Interview
06. The Writing On The Wall
07. Cry Of Achilles
08. In Loving Memory
09. Fortress
10. The First Rehearsal / Interview
11. Ties That Bind
12. The Other Side
13. Rehearsal reactions
14. Brand New Start
15. Ghost Of Days Gone By
16. Future Song Foundation / Interview
17. The Last Hero
18. The End Is Here
19. Rehearsal - WDTTW / Interview
20. Words Darker Than Their Wings
21. Waters Rising
22. Lover
23. Family / Interview
24. Wonderful Life/Watch Over You
25. This Side Of Fate
26. Fans / Interview
27. Broken Wings
28. Blackbird
29. Open Your Eyes
30. End titles / Credits

07/09/18

Scott Kirby


"Uno dei musicisti migliori e più attivi di Northwood" è il modo in cui il Northwoods Live Music Calendar descrive Scott Kirby, un cantante / cantautore alternativo di blues rock che vive nel nord del Wisconsin. Don Burnstick descrive ciò che Kirby ha, semplicemente come "mojo". È quel mojo che è il suono caratteristico di Kirby.

Kirby ha esplorato la chitarra e scritto canzoni dall'età di dodici anni. L'ampia gamma di influenze di Kirby ha aiutato a perfezionare la sua voce nel songwriting. Nota che le sue più grandi ispirazioni sono Bob Dylan, Neil Young, REM, Tom Petty, Stevie Wonder e Johnny Cash.

Band Camp Diaries dice: "Ha un approccio unico nel fondere melodia e attitudine che mi fa pensare a artisti moderni come The Fray o Daughtry, solo per citarne alcuni".

Kirby ha al suo attivo nove album e ha amplificato il suo sound con il suo singolo del 2017 'Love Is Just', prodotto dal produttore vincitore del Grammy Jeff Bova (Celine Dion, Falling Into You).

Attingendo alla sua varietà di influenze, Kirby offre un suono innegabilmente originale e autenticità alle sua performance combinando uno straordinario lavoro di chitarra, armonica e voce grintosa e appassionata. Lo stile di scrittura e la forma musicale di Kirby sono di buon gusto e fluidi. Questo evoca una connessione molto reale con i suoi ascoltatori.

Il video ufficiale di "Love Is Just", girato e diretto da Stas Bondarenko, è stato rilasciato l'11 agosto 2017.


Ora, Scott sta facendo risplendere il suo Blues Rock nel suo nuovo singolo, 'Something to Move.' che esce il 7 settembre 2018. Da Sleeping Bag Studios, "Scott ha un solido punto di riferimento qui che è pieno di ritmo e passione ... un'altra grande melodia di quello che è chiaramente un artista che dà tutto ciò che ha nella sua musica, ogni volta."

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06/09/18

Le canzoni che adoro: Rage - Down

La canzone che vi propongo oggi si chiama Down, ed é quella che mi ha fatto scoprire (in ritardo) i Rage del mastermind Peavy Wagner, in questa canzone con la mia formazione preferita (e ancora con i capelli).

Manco a dirlo é stata una bellissima scoperta e tutte le volte che mi capita di ascoltare questa canzone mi parte l'headbanging selvaggio.

Victoria Celestine


Victoria Celestine é una cantante, cantautrice, ingegnere del suono e produttrice, proveniente da Austin, TX, Stati uniti.

A fondo pagina troverete i link con i  suoi contatti e social media dove potrete trovare la sua musica. Di seguito vi lascio anche il suo lyric video di Good heart to hide.

Victoria si ripresenta sul mercato con il  nuovo EP (vedi copertina sopra) che prende il titolo di Wasted Tears.

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04/09/18

Recensione: Iron maiden - The X Factor (1995)

Qualche parola su un album dei Maiden che divide anche oggi i fan: Bruce Dickinson aveva lasciato la band che si ripresentava con tale Blaze Bayley (cantante dei Wolfsbane) alla voce. Il risultato ha lasciato contenti dei fan ma ne ha scontentati altri. Voi da che parte state?

Nell'anteprima vi mostro un biglietto di quando gli Iron Maiden si esibivano ad Acireale per fare qualche ulteriore soldino.


Tracklist:
01. Sign Of The Cross
02. Lord Of The Flies
03. Man On The Edge
04. Fortunes Of War
05. Look For The Truth
06. The Aftermath
07. Judgement Of Heaven
08. Blood On The World's Hands
09. The Edge Of Darkness
10. 2 A.M.
11. The Unbeliever

03/09/18

Recensione: Alice Cooper - A Paranormal Evening, Live at the Olympia, Paris (2018)

Sono molto deluso da questo live, lo dico subito.
Non di certo dalla prestazione di Alice Cooper e della sua superprofessionale band, e neanche dall'ottimo suono di questo live album, sia chiaro. Con chi ce l'ho, allora, questa volta? Con la scaletta.

Il live porta il titolo di "A Paranormal Evening", citando l'ultimo album Paranormal che, se seguite il blog, sapete quanto mi ha entusiasmato (cliccate qui per la video recensione).
Bene, dovrebbe essere il tour di questo disco e invece ci viene proposta solamente Paranoiac Personality dall'ultima fatica. Tutte le altre nuove canzoni sacrificate per riproporci invece le solite hit del passato...Che senso ha? Nulla contro le bellissime e famosissime (vado a caso) No More Mr. Nice Guy, Poison, Only women bleed, I'm Eighteen etc etc ma perché non farci ascoltare nuovi pezzi come per esempio Dynamite road o Rats (secondo me nate per essere eseguite live) invece di pezzi che abbiamo ascoltato in tutte le salse negli ultimi 40 anni?

La chiudo brevemente cosí: se dell'ultimo album non ve ne frega una mazza, buttatevi subito su questo magnifico live A Paranormal Evening, Live at the Olympia, Paris (ultima data dello scorso tour) per ascoltare lo straordinario stato di forma di un immortale Alice e della sua numerosa band. Per quanto mi riguarda rimango fortemente deluso dal fatto non trovare i validissimi pezzi dell'ultimo disco, secondo me un peccato mortale.


Tracklist:
1. Brutal Planet
2. No More Mr. Nice Guy
3. Under My Wheels
4. Department Of Youth
5. Pain
6. Billion Dollar Babies
7. The World Needs Guts
8. Woman Of Mass Distraction
9. Poison
10. Halo Of Flies
11. Feed My Frankenstein
12. Cold Ethyl
13. Only Women Bleed
14. Paranoiac Personality
15. Ballad Of Dwight Fry
16. Killer / I Love The Dead themes
17. I’m Eighteen
18. School’s Out

02/09/18

Primo Ascolto: Muse - The Dark Side

Qualcuno di voi mi ha richiesto questo primo ascolto ed io, appena tornato con la valigia ancora non disfatta accanto a me (se volete sapere dove sono stato seguitemi sul profilo Instagram), sono ancora qui a dare un'ennesima chance ai Muse che si ripresentano con l'ennesimo singolo di questo periodo, che prende il titolo di The dark side.

Potrebbe sembrare un titolo prettamente rock ma (purtroppo) non lo e' manco per sogno. Un po' meglio dei singoli precedenti ma penso che non valga manco la pena di ascoltare il prossimo album che uscira' a novembre. Poi saro' felice di sbagliarmi.