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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

Recensione: Away Minerva - My only radio (EP 2014)

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Un po' di storia della band (copiata spudoratamente dalla loro biografia su Facebook): Gli Away Minerva sono 5 ragazzi di Roma. Formati nel 2011, nei primi mesi di prove il gruppo si concentra sull’esecuzione di brani delle storiche band dell’Alternative rock, come Radiohead e Incubus. Si lanciano quasi subito nella produzione di pezzi originali fino ad arrivare alla registrazione del loro primo EP, pubblicato nel Febbraio del 2014. A seguito delle registrazione avviene la sostituzione prima temporanea, poi definitiva del batterista. Il loro stile si inquadra in un Alternative Rock espresso in varie forme, variabile da duro e incalzante, a più lento e melodico.

Recensione: Nera luce - Ad occhi chiusi

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La storia dei Nera Luce comincia come per molte band. Nel 2002 un gruppo di amici si ritrova e, vista la comune passione per la musica, inizia il suo percorso. Diverse sono le esperienze live necessarie a trovare un buon affiatamento e ad individuare la strada giusta da intraprendere. Con la crescita costante si fa largo nel gruppo l’esigenza di comporre brani propri, abbandonando l’immagine di gruppo di sole cover.
Dopo le importantissime esperienze e le partecipazioni a Sanremo giovani, Tim tour, il Pistoia blues festival o l'apertura del concerto di Andy Timmons, la band comincia a lavorare in studio e pubblica nel 2010 il debut Luci nell'ombra.
Nel 2013 è la volta di Ad occhi chiusi, che andiamo a recensire adesso.

Top 10: Canzoni allegre

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Dopo la top 10 delle canzoni tristi, ecco l'alter ego (!?).

Anche qui c'é solo l'imbarazzo della scelta e i vostri suggerimenti sui social media sono stati parecchi, grazie per l'aiuto!

Ho inserito solo canzoni Rock/metal e non ho esteso ad altri generi, sennó la classifica sarebbe stata piena di Ska, funky, Bob Marley e James Brown. Partiamo!

Recensione: Rush - Moving pictures (1981)

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Artista: RUSH
Album: MOVING PICTURES
Anno: 1981
Genere: Prog Rock / Hard Rock
Tracce: 7
Durata: 40'07''
Etichetta: Mercury
Produttori: Rush, Terry Brown

Recensione di Loris

Di fronte a certe “pietre miliari” della musica di tutti di tempi, diventa quasi superfluo spendere delle parole che poco aggiungerebbero a quello che già dice la musica stessa, attraverso emozioni, sensazioni e sfumature che trascendono la ragione e si sintonizzano direttamente con i propri sensi e la propria anima.

Recensione: Running death - The call of extinction

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Un tuffo nel passato!
Se vi piacciono le atmosfere thrash degli anni 80, questa é la band che fa per voi. Si,  perché questo quartetto tedesco ci porta alle atmosfere tanto care a chi ascolta (o ha ascoltato) band come Annihilator, Megadeth o Testament.


Tutte le canzoni che compongono questo EP dal nome di The call of Extinction sono davvero valide e fanno il loro lavoro, ovvero quello di far muovere le "teste" agli appassionati (e non). Le 5 canzoni, in una trentina di minuti scarsi, dimostrano come i Running death abbiano le idee chiarissime sul da farsi e la qualitá della registrazione di questo lavoro gli rende giustizia.

La prestazione dei singoli é degna di nota e le idee non mancano.
La voce é incazzata quanto basta ed i cori sono davvero molto ben realizzati, perfetti per il genere, i riff taglienti come lama di un rasoio, i soli ipertecnici, la doppia cassa presente ma mai invadente (nota la rima), dimostrando una ottima varietá e una tecnica eccellente. Non aspett…

L'entusiasta: Metallica - St.anger

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L'entusiasta è colui che si accontenta di poco. E' un visionario e un sognatore che vede sempre il lato positivo delle cose e che ama praticamente qualsiasi cosa ascolti.


Mannaggia a tutti i detrattori e agli incompetenti, St. Anger dei Metallica è un lavoro assolutamente straordinario!
Partiamo dalla copertina: il grande parallelismo tra la forza e la ragione. Colori e tratti antichi, a tratti moderni, con riferimenti stilistici molto cari ai fumetti. St. anger, la santa rabbia, quella che ci comanda e ci governa, quella che ci fa ragionare, a volte, come animali. Ed è anche un titolo dannatamente metal. Quella mano rossa, arrabbiata, su quello sfondo arancione e quei lacci grigi che stanno a significare l'oppressione dei popoli tormentati e afflitti dai vizi e dai privilegi dei potenti. Scriverei per ore sul titolo e sulla copertina, farei quasi una tesi (se fossi iscritto all'universitá) ma potrei annoiare qualcuno, quindi meglio mi concentri sull'aspetto musi…

Live report: Dream theater - Wembley Arena, London 14/02/14

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E' la quarta volta che vedo i Dream theater (2001-2005-2011).
Si, potrebbero essere abbastanza, peró l'ultimo album da studio Dream theater mi ha convinto particolarmente, se ci aggiungiamo la formula "An evening with" che garantisce una lunga performance... ma si, andiamo, cazzolina, si vive una volta sola.

Top 10: Canzoni tristi

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Attenzione, ascoltare per intero questa playlist potrebbe avere degli effetti devastanti, state molto attenti. Ringrazio tutti per i numerosi suggerimenti (appropriati) forniti attraverso le pagine Facebook e Twitter, avrei potuto benissimo fare una top 50 invece che una top 10.

C'é poco altro da spiegare: come da titolo, ecco delle canzoni che, se siete indecisi se farla finita o meno, vi faranno decidere di sicuro.

Ah, Marco Masini é escluso dalla classifica. Cliccate sul titolo per vedere il video, nel caso non lo vediate.

La classifica é stata approvata da Mariottide.

Cominciamo:

10) Black Sabbath - Solitude
La perfetta colonna sonora se vi trovate in una zona incontaminata/desertica e magari volete morirci.


9) Nazareth - Love hurts
Sembrerebbe la solita ballad, anzi, forse lo é, ma l'interpretazione del cantante la rende terribilmente straziante alle mie orecchie. Soffro quasi per lui che é stato lasciato (tipo 40 anni fa). Soffro anche per la bruttezza del video, ma quel…

Recensione: Adrenaline Mob - Men of honor (2014)

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Arieccoli! Non è passato molto dall'ultimo Omertà e, nel frattempo, sono successe tante cose. Beh, non proprio tantissime in realtà, solo che Mike Portnoy ha lasciato la band prima delle registrazioni di questo disco. "Non avevo tempo", ha dichiarato. Gli crediamo, dato che ha, grosso modo, 6 milioni di band. Gli Adrenaline Mob hanno risentito della sua dipartita? Neanche per sogno, Men of Honor è il seguito naturale di Omertà (anche la copertina è quasi identica, un po' di fantasia, cribbio) e se non sapeste del cambio dietro le pelli, probabilmente non ve ne accorgereste neanche.

Recensione: Noon - 775 Lumiére (2013)

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A cura di Fabio S.

I NOON sono un gruppo di Piacenza, nato nel Settembre 2011, e conta 4 membri: Stefania Savi (voce e chitarra), Caterina Mozzi (basso), Marco Murtas (voce e chitarra) e Alberto Maffi (batteria). Le prime due sono anche le fondatrici del gruppo stoner/rock Stake-off the Witch, mentre Marco e Alberto suonano insieme nel progetto The Link Quartet.

Recensione Stealth - Shores of hope (2013)

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Gli Stealth, una hard n' heavy band nata in quel di Ferrara, nascono nel 2007 da un'idea di Luca Occhi e Marcello Danieli. Nel 2011 la line‐up della band viene completata da Andrea Rambelli, Matia Catozzi ed Enrico Ghirelli, tutti provenienti da altre esperienze e progetti musicali. Dopo un'intensa attivitá (60 live tra serate, festival e contest con recensioni ed interviste da parte della stampa e delle TV / radio locali), la band si mette al lavoro per questo Shores of Hope, uscito nel 2013, ma appena uscito in supporto fisico (in CD, insomma).

Le interviste terribbbili: Virgo

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I Virgo. E basta.


1) Togliamoci subito il dente: sfogatevi e dite tutto quello che volete sulla vostra band, sul vostro album e su tutto quello che volete, potreste non averne piú opportunitá (parlo per questa intervista, sia chiaro).
Non ti preoccupare.

2) La copertina del vostro disco rappresenta uno di voi che sta urinando in mezzo al nulla?
In realtà si è appena cagato addosso.

3) Perché cantate in italiano? Non sapete una parola di inglese o è una scelta voluta?
La mente pensa in italiano. E’ un filtro naturale. E’ giusto che sia così.

4) Se foste gli Headliner in un grossissimo festival, cosa chiedereste nel vostro backstage? 
Axl Rose chiede una Jacuzzi piena di petali di rose, i R.e.m. hanno chiesto 100 asciugamani e i Van halen chiedono pacchetti di m&m's senza confetti color marrone. Potete fare di meglio?
Odalische e narghilè.

5) Ci sta il parmigiano nella pasta col pesce?
Assolutamente no.

6) Chi é che fa piú casino in sala prove? Quello che puntualmente fulminate con lo …

Recensione: Rush - Signals (1982)

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Album: SIGNALS Artista: RUSH Anno: 1982 Genere: Progressive rock / synth rock Tracce: 8 Durata: 43'12'' Etichetta: Mercury Produttori: RUSH e Terry Brown

Chiedilo a Given to rock!

Benvenuti ad un altro episodio (il quarto) di Chiedilo a Given to rock!

Continuate a fare le vostre domande e...alla prossima.

Moooonchiiiildddddd

Recensione: Nine inch nails - Hesitation Marks (2013)

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A cura di Eli Brant

Gli "Hesitation marks" sono i tagli, le ferite, ciò che resta di un suicidio mancato.

E' un'immagine di un'estrema violenza, fisica ed emotiva.

Non è facile pensare cosa attraversi la mente di un suicida e la profonda tragicità di quegli attimi. I segni, le cicatrici, le lacerazioni del corpo, invece, sono visibili. Immediatamente figurabili e percebili. Ed è questo il concetto che Trent Reznor, uno degli ultimi geni del Rock, ha tentato di trasporre in musica. Una sofferenza profonda, lancinante, che lascerà per sempre traccia. Non aver avuto la forza di imprimere il colpo decisivo, oppure aver avuto il coraggio di fermarsi? Trent non giudica.

Si limita a raccontare, descrivere con la musica i segni dell' "esitazione".

Forme di esitazioni, quelle che forse ognuno di noi, con sfumature ed intensità diversa, si trova ad affrontare quotidianamente.

"Questo è l'ultimo tour dei NIN" gridava nel 2009 Reznor, ma nessuno, forse …

Recensione: Angra – Angels Cry 20th Anniversary Tour (2014 - CD)

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Gli Angra arrivano ai loro vent'anni, sembra ieri che acquistavo l'appena uscito Angel's cry, cazzolina...Discorsi nostalgici sullo scorrere del tempo a parte, parliamo di quest'album, a mio parere con poco senso in partenza, a prescindere dalla qualità.
Sì, perchè fare il tour del ventennale della band con alla voce Fabio Lione, che sarà pure un bravissimo cantante ma che con la storia degli Angra non ci azzecca nulla, non ha davvero senso. Sarebbe come se i Black sabbath facessero un tour di anniversario con Chris Cornell alla voce. Che cacchio c'entra?

Venendo alla mera esecuzione, notiamo che la voce di Lione si sposa decisamente bene (meglio di quanto mi aspettassi) con le canzoni dei brasiliani e la performance della band è, come sempre, di alto, anzi di altissimo livello.
Anche la scaletta è davvero buona e raccoglie il meglio della band, anche se adesso è ufficiale che ce l'hanno con la mia preferita Make believe, vedere la mia recensione di protesta d…

La discografia (semiseria): Faith no more

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Parliamo oggi dei Faith no more, band che ho anche avuto modo di vedere dal vivo in un paio di occasioni.

In realtá prima di questo disco ce ne sarebbe un altro (We care a lot, del 1985), ma la band considera Introduce yourself come loro primo disco. Se non se lo cagano loro, perché dovremmo farlo noi? Introduce yourself non é male, ma Chuck Mosley non é Mike Patton, solo Mike Patton é Mike Patton. Vabbé, passiamo al prossimo album, dai.
Voto 58/100 (di stima e di incoraggiamento).
Top track: We care a lot


Mike Patton? Eccolo! Ho giá parlato di questo disco nella dettagliatissima (non é vero) recensione che feci (pupù) a suo tempo, eccola. Vi faccio un breve riassunto se vi scoccia cliccare sulla recensione, vi capisco. Quest'album rappresenta la varietá, ce n'é davvero per tutti i gusti: pezzi aggressivi, altri à la Red hot chili peppers (che infatti non la presero troppo bene), strumentali, mid tempos, cover, testi schizzati e pure un pezzo simil-piano bar. The real thing é …