Ascolti di dicembre

Ecco i dischi che ho ascoltato con piú regolarità durante questo Dicembre. Come al solito, con tanto di link, cosí potete ascoltarli pure voi (se avete spotify).



Questa cosa é un po' pezzente, ma dalla mia posizione attuale non posso inserire le altre anteprime di spotify, cosí metto uno squallido link per i due album rimanenti. Scusate.

Pearl Jam - Backspacer
Bryan Adams - Bare Bones

In questo periodo sono tornato in Italia per delle lunghe ferie e la mia missione é riascoltare quanti piú cd possibili dalla mia vecchia collezione di circa 600 cd. Penso saró arrivato ad una cinquantina, me ne mancano circa 550. Coraggio (lo dico a me stesso).

2016, cosa succederá?

Come fatto per il 2013 e per il 2014 riecco le previsioni per l'anno che verrá.

Voi ci scherzate, ma un paio di volte ci ho pure preso. Non mi chiedete perché ho inserito l'immagine sotto, non lo so.


Buone feste!

E' il momento di augurarvi buone feste e un felice anno nuovo all'insegna del rock (li faccio insieme cosí mi tolgo il pensiero).

Tra l'altro il 2016 sará un anno di uscite di un certo livello, perlomeno sulla carta. Ci porterá, infatti, il nuovo Dream Theater, Megadeth, Avantasia, Metallica (se ce la fanno, per adesso c'é un'anteprima di ben 12 secondi) e Book of shadows II di Zakk Wylde, tra gli altri.

Per farvi gli auguri in maniera piú interessante mi faccio aiutare dagli Iron Maiden che hanno confezionato questo video per l'occasione.

Ci rivediamo tra qualche giorno con le previsioni (ironiche) per il 2016.


Gli Stone temple pilots ricordano Scott Weiland

Saprete sicuramente tutti che é da poco venuto a mancare Scott Weiland, cantante che ho ammirato molto da ragazzino con gli Stone temple pilots. Ho praticamente consumato prima la cassetta e poi il CD Purple, piú di tutti. Non ho accennato niente prima perché quando si tratta di parlare di morti/malattie mi sembra come se si cerchi il "click facile" e non mi piace farlo.

Oggi peró ho trovato in rete il ricordo di Scott da parte dei loro vecchi compagni di sventura e mi sembrava carino condividerlo. Spero non venga visto come un "click facile". Se avete bisogno di tradurre un pezzo in particolare del video, fate un fischio.


Incidenti sul palco

Ecco un'altra bella classifica di Loudwire sui piú famosi incidenti capitati onstage.

Quello in apertura del Metallica é nettamente il piú famoso. Manca la caduta di Dave Grohl, credo che il video sia stato montato leggermente prima dell'accaduto. Cosa avranno fatto a Zakk Wylde (vedi anteprima) per avere un'espressione cosí incazzata? Bando alle ciance, enjoy!

Top 10: i migliori dischi del 2015

Mamma mia che brutta espressione che ho nell'anteprima... eppure si tratta dei dischi che mi sono piaciuti di più durante questo 2015.

Scusate i tagli bruschi, ma il video integrale durava troppo, 1000 parentesi aperte (e mai chiuse) e informazioni di discutibile utilità, quindi ho tagliato il tutto senza ritegno per cercare di non annoiarvi troppo.

Ovviamente i vostri commenti sono sempre ben accetti. Quali sono stati i vostri dischi preferiti del 2015?

 

Ricky Warwick - anteprime dal nuovo album

Sono sempre stato un grande ammiratore di Ricky Warwick.
Uno dei primi dischi acquistati (a caso) da ragazzino, fu Crank degli Almighty, capitanati proprio da Ricky. Adesso suona stabilmente con i Thin Lizzy/Black star riders, band che ho visto live 3 volte (anche qui, abbastanza per caso, erano la band di apertura in tutti e 3 i casi) e che mi ha sempre fatto un'ottima impressione, potendo anche contare su dei pezzi di assoluto spessore.

Bando alle ciance, a fine febbraio usciranno due dischi solisti di Ricky, uno elettrico "When Patsy Cline Was Crazy (And Guy Mitchell Sang The Blues)" e uno acustico, "Hearts On Trees". Queste qui sotto sono due anteprime di quello elettrico. Volete sapere la mia? Entrambi i pezzi mi piacciono (soprattutto The road to Damascus street) e penso proprio che acquisteró entrambi gli album, dove tra l'altro saranno presenti ospiti del calibro di Joe Elliot (Def Leppard) e Andy Cairns (Therapy?), tra gli altri. Enjoy!



Top 10: Le migliori canzoni del 2015

Fine anno, tempo di classifiche! Per cominciare, ecco quella delle 10 canzoni che mi sono piaciute di piú durante questo 2015. Spero di farvi scoprire qualche bella canzone. Lasciate pure un commento sotto con le vostre preferenze, se vi va. Enjoy!
 
10) RavenBlack Project  - The Faithless And The Dreamer (Feat. Andre Matos & Jon Oliva)
Lo so, vi starete chiedendo "chi minchia sono questi?"
Non ho mai accennato nulla di questo Ravenblack project e in realtá non lo faró neanche adesso, quindi gustiamoci solamente questa bella canzone. Certo, quando hai a disposizione gente come Matos & Oliva (ospiti del brano) é decisamente tutto piú facile


9) Muse - Psycho
Non ho amato (ma neanche disprezzato troppo) l'ultimo album dei Muse, ma sta canzone mi piace un casino. Quando si tratta di scrivere una hit, sanno sempre come si fa. Vi propongo una versione live, perchè quella da studio è abbastanza famosa e l'avrete già sentita. O no?


8) Helloween - My God given right
E' una mezza scopiazzatura (sarebbe meglio chiamarlo autoplagio) della loro "Power".
Dovrei bocciarla per questo, peró mi trasmette sempre positività, carica e mi fa sorridere. Penso basti a giustificare l'ottava posizione in classifica, nonostante tutto. Non c'è il video su Youtube (perlomeno, io non lo trovo), quindi metto il link di Spotify.


7) Bryan Adams - Get up
Anche qui, canzone non epocale e, ancora, un mezzo autoplagio di Summer of 69, ma l'ho usata diverse mattine, appena uscito di casa, come "carica" personale. Ha sempre (beh, quasi), funzionato grazie al suo spirito positivo. Get up get up get up, It's a brand new day!
Provatela pure voi, magari funziona!


6) Cornell - Higher truth
L'opposto delle due precedenti. Atmosfera malinconica, per questa grande canzone, title track dell'ultimo di Chris Cornell. In una recensione da qualche parte ho letto che è la canzone più brutta mai fatta da Cornell, per me è una delle sue più belle in senso assoluto. Metto il link di Spotify perchè il video su Youtube non è "ufficiale" e prima o poi verrà censurato. Ogni tanto mi passo il tempo a modificando le pagine delle top 10 per sostituire i link, mo basta però. Sto divagando? Probabilmente.


5) Faith no more - Separation anxiety
Questa Separation anxiety rappresenta tutta la schizofrenia acuta di Mr. Mike Patton.
Ogni volta che parte sto pezzo mi faccio una risata pensando a quanto sia fuori di testa questo qui: come fai a cominciare una canzone con quel "AAEEE"? Gran pezzo che rappresenta i Faith no more e l'anima di Patton al 100%.


4) Tremonti - Sympathy 
Emozioni a co-co (cit.), per questa canzone che ha il ritornello che mi piace un casino e mi fa alzare tutti i peli delle braccia. Certo che escono tante belle cose dalla penna di Tremonti. Respect.


3) Metal allegiance - Can't kill the devil
Parola d'ordine: ignoranza.
Molte recensioni hanno stroncato questa canzone dicendo che é banale, giá sentita, compitino, mestiere etc etc. Hanno perfettamente ragione, ma a me fa andare fuori di testa ugualmente. Potenza e ignoranza. Inoltre, se non avessi messo in classifica neanche una canzone suonata da Mike Portnoy glielo spiegavate voi??

 

2) The darkness - Barbarian
Se c'é una cosa da evitare quando sei per strada con le cuffie é canticchiare le canzoni dei Darkness, rischi di fare brutte figure. Se non capite perché provate a canticchiare il ritornello di questa Barbarian e chiedete alla gente che vi sta attorno cosa pensa in quel momento di voi. Ecco. Una delle mie canzoni preferite dei Darkness in assoluto, forse la mia preferita dopo Friday night.

 

1) 21Octayne - Tale of a broken child
Il capolavoro dell'anno.
L'ho ascoltata diverse volte piacevolmente, ma durante il viaggio in treno Monaco - Vienna, ZAC! Peli delle braccia in alto e non sono praticamente riuscito ad ascoltare altro per giorni. La mia mente era sempre rivolta a quella canzone. Tale of a Broken child é secondo me una canzone perfetta, combina tecnica, gusto e diversi stili musicali. Parte centrale strumentale e ritornello da dieci e lode. Capolavoro. Lo so, l'avevo giá detto. Gustatevela, spero vi piaccia.

Avantasia - Mystery of a Blood Red Rose (OFFICIAL TRACK & LYRICS)

L'album Ghostlight uscirá solo il 22 gennaio, ma possiamo gustarci in anteprima questa Mystery of a Blood red rose, nuovo pezzo targato Avantasia con chiara ispirazione Meat Loaf (Tobias Sammet ha dichiarato che l'aveva scritta proprio per farla interpretare a lui).

La mia opinione? Pezzo di gran classe, forse funzionerebbe meglio con la voce di Meat Loaf (penso che il buon Tobias sará d'accordo con me), ma pezzo di gran classe. Aspetto con ansia l'album.

La scheda: I Carnival




BIO:
Il progetto “I Carnival” nasce nell’ottobre del 2013 nella provincia di La Spezia. Le sonorità del gruppo sono essenzialmente Rock (cantato in italiano). Grazie all’uscita dell'album di debutto 'SUPERSTELLAR' (‘La Clinica Dischi’, 16.02.2015) e alla vittoria di “Arezzo Wave Best Band Liguria 2014” la band riesce ad intraprendere un Tour di oltre 30 date, esibendosi in diversi locali del centro-nord Italia (Liguria, Toscana, Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia Romagna) e in alcuni dei maggiori festival nazionali, arrivando a condividere il palco con artisti del calibro di Raphael Gualazzi, Pierpaolo Capovilla (Il Teatro degli Orrori), EX-OTAGO, RN Replay e molti altri. Il singolo 'Primo non ti sai decidere' (estratto da ‘SUPERSTELLAR’) è stato definito dalla prestigiosa rivista 'Classic Rock' uno dei migliori brani rock italiani del 2015. E' uscito il 23.11.2015, sempre per ‘La Clinica Dischi’, il nuovo disco ‘SE NON MI TENGO VOLO’, preceduto dal singolo ‘PORNOVISIONE CULT’; il tour (Put’n’Tour) è iniziato il 23.11.2015 e prevede un fitto calendario in costante aggiornamento.

GENERE:
Rock Italiano

LINE UP ATTUALE:
Leonardo Elle : voce e chitarra elettrica
Roberto Benacci: chitarra elettrica
Milo Manera: basso elettrico e cori
Leonardo Pierri: batteria e cori

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO:
Abbiamo all’attivo 2 album, prodotti e distribuiti da ‘La Clinica Dischi’. Entrambi i lavori sono stati rilasciati nel 2015. Il primo album, “Superstellar” è datato febbraio 2015, il secondo, “Se Non Mi Tengo Volo” è uscito proprio a novembre 2015.

INFLUENZE:
Le influenze che hanno caratterizzato il nostro lavoro sono molteplici. Certamente grande importanza va data agli insegnamenti che i grandi gruppi rock del passato e del presente ci hanno regalato (ad esempio Led Zeppelin, The Beatles, U2, ma anche gruppi come Muse o Arctic Monkeys). Più di tutto però ci ha influenzato il contatto quotidiano con band emergenti incontrate suonando in giro per l’Italia o in altre occasioni (Eugenio in via di Gioia, Etruschi From Lakota, Sica, ecc.).

DI COSA PARLANO I TESTI:
Questo album parla di quando saremo vecchi, parla della nostra vita da musicisti, di occasioni sprecate e da non sprecare, di vizi.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO:
E’ sempre bello suonare in giro. La data che però ricordiamo con maggior entusiasmo è senz’ombra di dubbio la data di chiusura del Superstellar Tour, svoltasi nella città di Novara. Una serata piena di sensazioni ed eventi sopra le righe. Un grande e coinvolgente pubblico, pronto a sostenere la nostra esibizione e a supportarci/sopportarci. Anche dopo la fine dello show.

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO:
Aneddoto divertente: due di noi (Roberto e Leo) sono stati (letteralmente) rapiti dopo un concerto da uno dei gestori del locale (completamente ubriaco) dove avevamo appena suonato. Sono tornati sani e salvi dopo mille peripezie e ben due ore di pura follia.

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO:
Dark Side Of The Moon, The Joshua Tree, Suck It And See, The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars, Led Zeppelin 2, Revolver, Turn Blue, Pearl (Janis Joplin), Nevermind, A Sangue Freddo, Lucio Dalla 8°, Andare Camminare Lavorare E Altri Discorsi, Ingrediente Novus, Monster (REM), Black Holes And Revelations (Muse).

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE:
Pin up – Elefanti Aerostatici

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARE QUATTRO CHIACCHIERE:
Capovilla, Fiumani, Battiato, Moltheni. Beh, dobbiamo ammettere che il nostro inglese non è proprio degno di elogi, ma con google traduttore a portata di mano saremmo sicuramente lieti di incontrare tutti i superstiti dei mitici anni '70.

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIù IMPORTANTE DEL PIANETA:
Marion Cotillard, Sienna Miller, Carolina Crescentini, e Mara Venier.

Censura in Cina, gli Edguy se ne fregano.

Leggiamo spesso (beh, perlomeno io) di notizie riguardo la censura di alcune performance in Cina. Poco tempo fa i Megadeth sono stati costretti a rivedere la loro scaletta e suonare qualche brano in versione strumentale, pur di non pronunciare alcuni versi un po' spinosi o offensivi. Addirittura gli Iron Maiden, nel loro recente show cinese hanno dovuto modificare il ritornello di Powerslave (tra le altre cose), modificando il nome del titolo con Wicker man. Il ritornello é stato cantato quindi come "Tell me why I had to be a wicker man. Se non ci credete vi posto il video.



Aggiungere che tutto questo è estremamente triste mi pare superfluo, giusto? Di contro, da qualche parte però ho trovato un filmato di un gruppo che non si è piegato, anzi, ha rincarato la dose, nonostante le raccomandazioni iniziali. Gli Edguy, nel video sotto, dimostrano di avere 3 minchie ciascuno (perdonate il francesismo): Tobias Sammet, leader della band, dice che dall'alto gli hanno "suggerito" di non dire nessuna parolaccia sul palco, lui.. beh, ascoltate l'introduzione alla canzone nel video qui sotto.

(Non so di eventuali conseguenze della performance, ma so per certo che sono ancora tutti vivi)

Rock n' roll e Enjoy!

Problemi tecnici on stage

Davvero divertente questa compilation di Loudwire, riguardante problemi tecnici sul palco che hanno incasinato diverse performance di band famose

Avevo il bootleg del Rock in Rio dei Guns n' roses (in musicassetta, con i titoli scritti con una calligrafia da psicopatico) e pensavo che Axl, a circa 2.15 del video sotto, avesse smesso di cantare apposta, chissá per quale motivo. Dopo più di 20 anni scopro finalmente cosa é successo realmente.

C'é anche Elvis che litiga con i microfoni e gli Iron Maiden che giocano a calcio in attesa che sistemino il tutto.

Godetevi il video!

Almanac, la nuova band di Victor Smolski

Ho sempre adorato Victor Smolski. Uno dei chitarristi (anzi, dei musicisti in genere) piú sottovalutati della storia, a mio avviso. Se vi state, appunto, chiedendo: "Victor chi??? Chi sarebbe costui?" vuol dire che ho ragione io. L'ho sempre seguito e ammirato con i Rage a partire dalla seconda metà degli anni 90, ed eccolo con un progetto nuovo di zecca dopo la separazione dolorosa con Peavey Wagner e la Lingua Mortis Orchestra (almeno credo, ci sono notizie contrastanti, al riguardo). Ecco un trailer dove potete vedere quello che sta combinando al momento, più il primo videoclip ufficiale. Io ti ascolto, Victor!

La scheda: Boskovic


Breve descrizione/bio del progetto: 
A Temporary Lapse of Heaven è l’album del mio esordio. E’ una selezione di pezzi che ho scritto in un’arco di tempo molto lungo. Gran parte della musica dell’album l’ho scritta diversi anni fa, mentre i testi nel loro complesso sono più recenti. L’album si rifà totalmente alla tradizione del pop rock britannico visto il mio grande amore per la musica inglese degli anni ’60 e ’70. Inoltre sono molto felice di poter portare nel 2016 la mia musica in tour, sono curioso di vedere la reazione del pubblico se coglierà e apprezzerà le emozioni che voglio trasmettere.

Genere musicale:
British pop rock

Line-up attuale:
Boskovic (rhythm guitar e voce) Nick Castegnaro (drums), Marco Pivato (bass) e Davide Menin (lead guitar)

Album/EP/Demo all'attivo:
A Temporary Lapse of heaven

Influenze: 
Beatles, Pink Floyd, Green day, Nick drake

Di cosa parlano i testi:
La mia stesura dei testi spesso è ermetica, così è possibile per l’ascoltatore avere un’interpretazione di tipo soggettivo. Molto spesso l’uso di certi termini in lingua inglese è volutamente ricercato per ottenere una certa musicalità della linea solista del cantato. In questo mio primo lavoro ho voluto concentrami su delle tematiche a me care: in ‘Sun (Born and Die)’, ‘Good Vibrations’ e in ‘Looking for Some Songs’ si racconta la vita all’interno di una band, le difficoltà, i successi, l’amore per la musica, l’amicizia, la condivisione di un percorso di vita, il rapporto con il pubblico. Mentre le liriche ‘Everyday’, ‘Look and Fly’, ‘Time to Grow’ raccontano il fluire del tempo, il vivere consapevole, il richiamo agli elementi naturali ed alla natura intesa come “grande madre”, generatrice di tutto. Ricorre spesso anche il tema corpo-spirito, facce di una stessa medaglia, che coesistono nella vita terrena e la risposta esistenziale della reincarnazione come senso del vivere e del morire. Non manca l’amore nelle sue tipiche declinazioni: in ‘Just in Town’ la magia dell’innamoramento, in ‘You Can Do It’ la forza di un legame profondo e sincero e in ‘What You're Doing to Me’ la perdita e la fine del sogno.

L'esibizione live che ricorderai per molto tempo:
Nell’estate del 2010 mi trovavo a Londra ed a Hyde Park ebbi l’occasione di vedere il concerto di Paul McCartney. Avevo già visto Paul diverse volte sin dal lontano 1993. Ma il concerto di Londra è rimasto scolpito nella mia mente per la location e per l’esibizione. Ho dovuto attendere diverse ore sotto il sole ma ne è valsa la pena!!!

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Durante l’incisione vocale di “looking for some songs” l’assistente di studio portò in sala di regia (a mia insaputa) due suoi amici inglesi per testare se il mio inglese cantato era ok… a fine sessione mi dissero “molto bene! hai superato il provino !” io non sapevo di cosa stessero parlando… poi capii.

I tuoi dischi preferiti in assoluto:
Sono veramente tanti, la scelta è difficile … tra i mie preferiti ci sono
The Beatles - white album , Pink Floyd – Wish you were here  Blue oyster cult – Secret Treaties, Gary Moore – Still got the blues THE WHO – QUADROPHENIA, Nick drake – Way to blue, Caravan - The land of grey and pink…

Citami un album che pensi di essere l'unico al mondo ad apprezzare:

Non saprei proprio..un album è difficile… forse qualche sigla di cartone animato dei miei tempi: certe hanno dei giri di basso spettacolari, oppure sigle televisive di telefilm anni ’70 - ‘80 sono dei veri e propri gioiellini spesso sottovalutati. Per citare un album comunque, apprezzo molto “The Man Machine” dei Kraftwerk, ma mi sa che non sono l’unico al mondo.

Un musicista che vorresti incontrare per fare quattro chiacchiere:
Paul McCartney, anche se è molto più di un musicista essendo un pilastro fondamentale della musica pop del xx secolo. Sono anni che ascolto, studio, colleziono la sua musica e seguo il suo percorso artistico attraverso le numerose biografie che ho potuto leggere. Avrei bisogno però di frequentarlo per un po’ di tempo, probabilmente con sole quattro chiacchiere avrei qualche problema e finirei per fare qualche domanda sciocca o scontata.

Cosa chiederesti nel tuo backstage se fossi l'artista più importante del pianeta:
Niente di particolarmente eccentrico: un backstage accogliente, dotato di tutti i confort, dove potermi rilassare e al tempo stesso potermi caricare prima dello show per dare il massimo al pubblico.

Ascolti di novembre

Ecco i dischi che ho ascoltato con regolarità durante questo novembre. Come al solito, con tanto di link, cosí potete ascoltarli pure voi (se avete spotify).

Joss Stone Temple Pilots - Interstate Love Song

Dopo la dipartita del cantante Chester Bennington gli Stone temple pilots si sono presentati al programma televisivo Jimmy Kimmel Live! suonando uno dei loro pezzi più noti, Interstate Love Song, con Joss Stone alla voce. Apprezzo molto sia la voce di Joss Stone che la canzone (e gli STP), ma non posso dire che l'esperimento sia del tutto riuscito. Date un ascolto e fatevi la vostra idea. Speriamo sia stato solo un esperimento di una sera...

Recensione: Foo Fighters - Saint Cecilia (EP - 2015)


Cavolo, che bella sorpresina che ci hanno fatto Dave Grohl & soci, un bell'EP scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale per ringraziare tutti coloro che hanno seguito i Foo Fighters durante l'ultimo tour. La band sta per entrare un po' in letargo ma ci ha voluto regalare questi 5 brani da assaporare nella (lunga) attesa della prossima uscita discografica. Si, ma se siete qui dentro, probabilmente volete l'opinione del sottoscritto su questi brani. Quindi, eccola.

1. Saint Cecilia
E' il naturale proseguio della loro carriera, mi ricorda le atmosfere dell'ultimo Sonic Highways ma sembra voglia andare un po' oltre (forse un po' indietro, in realtá). I suoni sono maturi come l'ultima fatica discografica e a li apprezzo molto, forse in questa mi piacciono ancora di piú. Allo stesso modo i ritmi sono abbastanza moderati. E' un gran bel pezzo, ti si stampa subito in testa.

2. Sean
Altro gran bel pezzo. La parte con riff, il "campanaccio" e lo "Sean" (o "sció", o qualsiasi altra cosa gridi Dave) è probabilmente il punto più alto dell'EP. Grande energia e un grande Taylor Hawkins per questo pezzo che dura poco piú di 2 minuti, ma che ti sputa tutto in faccia.

3. Savior Breath
La registrazione si fa ancora un po' più sporca della precedente (forse un po' troppo, a tratti il suono sembra distorcere) e i FF schiacciano il piede sull'acceleratore per un pezzo al fulmicotone, a metà tra il punk ed i Motorhead. Anche questo, funziona bene. 

4. Iron Rooster
Dopo i ritmi fuoribondi della precedente, questa ballad sembra ancora più moscia di quanto lo sia in realtá, probabilmente. Finalmente un pezzo, secondo me, non eccezionale. Dico finalmente con ironia perchè stavo maledicendo i FF per aver fatto solo un EP quando ispiratissimi. Iron Rooster è una classica ballata FF che si lascia ascoltare, ma senza emozionare particolarmente.

5. The Neverending Sigh
Pezzo molto Foo fighters ma, anche qui, di qualità inferiore rispetto ai primi 3 brani, che trovo davvero di alto livello. Si lascia ascoltare, ben realizzato, ma sembra uno scarto dell'ultimo Sonic Highways. Passatemi il termine scarto anche se probabilmente non lo merita perché non é male, ha solo poco mordente.

Ho apprezzato molto questo Saint Cecilia, un EP con 5 pezzi abbastanza diversi tra loro e di buona qualitá, la title track per esempio potrebbe stare benissimo in Sonic highways e sarebbe uno dei brani piú riusciti.
Non ho molto altro da aggiungere dato che la durata di questo EP é abbastanza breve (sui 18 minuti) quindi auguro solo un buon riposo ai Foo Fighters (riposo anticipato dai recenti fatti di cronaca, con il conseguente ritiro dal tour) e l'augurio di vederli in forma, come hanno dimostrato di essere fino ad oggi.


Dream theater: Primo brano, la copertina e la tracklist completa del nuovo album “The Astonishing“ (con considerazioni sparse).


Ora, non so se avete seguito tutte le piccole anteprime che i Dream theater hanno rilasciato nel corso delle ultime settimane, se non lo avete fatto dare pure un'occhiata al sito ufficiale per cercare di capirci qualcosa. Una mailing list dove la band sta gradualmente rilasciando tanti indizi sul prossimo album, chiamato The Astonishing (mamma mia che brutto titolo) che sará un doppio concept album in due atti con una storia dallo svolgimento apparentemente molto complicato e oscuro, ambientata nel futuro.

Ora (di nuovo), tutti i magazine del settore stanno riportando i vari aggiornamenti, ma dato che Given to rock é un blog mi permetto di dare qualche impressione e fare qualche considerazione da fan (sono fan dei Dream Theater dal 1993, mi ricordo ancora l'esatto secondo in cui mi misero in mano la cassettina di Images & Words) perché sono seriamente preoccupato per questa idea.
La storia futuristica mi fa rabbrividire perché in gererale non amo troppo il genere, cosí come (anzi, soprattutto) le 34 (trentaquattro, 20+14, 1X34, 2X17, TRENTAQUATTRO, 0+34) tracce di questo doppio Cd dal titolo abbastanza sfigato mi danno il tormento ogni volta che le leggo. Diamo ovviamente per scontato che molte tracce siano solamente parlate o servano solo da introduzione ai brani veri e propri (per citare il primo album che mi viene in mente, come Nightfall dei Blind Guardian, piú o meno), sennó dovrebbe durare 6 giorni. Fortunatamente sappiamo che la durata massima di un cd é di circa 80 minuti, quindi ne durerá al massimo 160 (...).

Ora (e sono tre), non sto dicendo che questo disco sará per forza brutto, magari mi stupiscono e sfornano un altro Scenes from a memory ma le premesse per me, sono abbastanza terrificanti. Gli ultimi album non mi sono affatto dispiaciuti, ma non vedo assolutamente i Dream Theater come un fiume in piena, li vedo piuttosto come una band capace di fare ancora canzoni e dischi di mestiere piú che accettabili, ma poco altro. Ho paura di cosa aspettarmi da questa opera. Oltretutto non credo abbiano avuto molto tempo per lavorarci, l'ultimo disco é di un paio di anni fa e nel frattempo hanno girato il mondo in tour, dove hanno trovato il tempo per questa megastoria stellare con 34 tracce? Ci fosse stato Mike Portnoy avrei contato sui suoi 4 cloni, ma senza di lui i compositori della band sono persino di meno.

Il disco uscirá presumibilmente a gennaio 2016 e ancora nessun secondo del disco é stato udito. Sará un capolavoro e sono un miscredente? Il tempo dirá... Intanto gustatevi la tracklist (ci vogliono 12 minuti solo per leggerla, auguri!)

-EDIT- Ecco finalmente un brano da ascoltare, è la terza traccia del primo disco, The gift of music. Beccatevela, prima della lettura della tracklist. L'ho ascoltata solamente una volta e mezza ma non mi aspettavo una canzone cosí fresca, se mi passate il termine. Mi ricorda il secondo CD di Six degrees of inner turbulence (quello bello, quindi). Positivamente sopreso! Ascoltatela nel link sotto.



Act I:
01. Descent of the NOMACS
02. Dystopian Overture
03. The Gift of Music
04. The Answer
05. A Better Life
06. Lord Nafaryus
07. A Savior in the Square
08. When Your Time Has Come
09. Act of Faythe
10. Three Days
11. The Hovering Sojourn
12. Brother, Can You Hear Me?
13. A Life Left Behind
14. Ravenskill
15. Chosen
16. A Tempting Offer
17. Digital Discord
18. The X Aspect
19. A New Beginning
20. The Road to Revolution

Act II:
01. 2285 Entr’acte
02. Moment of Betrayal
03. Heaven’s Cove
04. Begin Again
05. The Path That Divides
06. Machine Chatter
07. The Walking Shadow
08. My Last Farewell
09. Losing Faythe
10. Whispers on the Wind
11. Hymn of a Thousand Voices
12. Our New World
13. Power Down
14. Astonishing

Recensione: Queen - A night at the Odeon (2015)


Eccone un altro!
Brian May e Roger Taylor stanno praticamente scavando nei loro archivi e stanno pubblicando tutto il pubblicabile, ed ecco quindi che anche questo Live at the Odeon - Hammersmith vede la luce, dopo aver visto qualche spezzone qui e li in altri video (Greatest flix se la memoria non mi inganna). Negli enormi uffici di Given to rock (una scrivania) abbiamo a disposizione solo l'edizione audio (e pure in digitale), ma sempre meglio parlarne parzialmente che non parlarne affatto, giusto?

Questo live at the Odeon del 1975 succede a quello uscito l'anno scorso del Rainbow del 1974 e per la veritá non ci sono grandissime differenze tra le due esibizioni. Per ovvi motivi la scaletta é abbastanza simile (la band aveva a disposizione grosso modo lo stesso materiale) con la sola aggiunta della "nuova" Bohemian Rhapsody, eseguita a spezzoni in un bel medley assieme a Killer Queen e The March Of The Black Queen. Tra gli altri brani da segnalare, mi piace sempre ascoltare le energetiche Ogre Battle e Liar, canzone con una bellissima parte di basso (verso la metá brano) da parte di John Deacon.

Freddie Mercury é sempre grandissimo (anche al piano) ma anche sempre il solito driblomane che pur di non prendere un acuto fa acrobazie miracolose (in In the lap of the gods é abbastanza snervante, metticcela una nota in falsetto, almeno una!), la sezione ritmica Taylor/Deacon é forse al suo apice, mentre Brian May é sempre impeccabile come lo conosciamo ed impegnato in diverse parti solistiche (Brighton rock su tutte).

Anche qui la parte finale del concerto é affidata a dei classici rock n' roll d'annata come Big Spender e la mitica Jailhouse rock (in medley con altri brani tipo Be Bop a Lula), mentre il secondo bis é affidato a Seven seas of Rhye (toh, degli acuti!) e See What A Fool I've Been.

Che dire quindi di questa uscita? L'unico punto a sfavore potrebbe essere proprio la quantitá di live che i Queen stanno sfornando negli ultimi anni, ma a parte questo, le uscite sono tutte di assoluto livello e questo A night at the Odeon non fa eccezione. Mi sento quindi di consigliarlo sia ai fan della band sia a chi vuole approfondire le proprie conoscenze sul primo materiale della band, non troppo conosciuto al grande pubblico. Se siete interessati all'edizione video, vi piazzo il trailer del dvd/BluRay a fondo pagina, penso ne valga ancora di piú la pena. Tra l'altro la venue é una delle mie preferite, ci ho visto diversi concerti e ci torno sempre molto volentieri.

Tracklist:
Now I'm Here 04:43
Ogre Battle 05:19
White Queen (As It Began) 05:31
Bohemian Rhapsody 02:28
Killer Queen 02:08
The March Of The Black Queen 01:30
Bohemian Rhapsody - reprise 01:02
Bring Back That Leroy Brown 01:32
Brighton Rock 02:24
Guitar Solo 06:37
Son And Daughter 01:44
Keep Yourself Alive 04:33
Liar 08:45
In The Lap Of The Gods ...revisited 05:24
Big Spender 01:24
Jailhouse Rock - medley 09:21
Seven Seas Of Rhye 03:11
See What A Fool I've Been 04:22
God Save The Queen 01:23

Videorecensione: Kurt Cobain - Montage of Heck: the home recordings (2015)

Accortomi di questa nuova uscita mi sono precipitato di fronte la videocamera (noncurante delle mie condizioni generali) per dire qualche parola su questa uscita irrispettosa nei confronti di Kurt Cobain. Non ho neanche montato la "sigla" e fatto tagli al video. Tutto naturale, tie'.

Dentro le canzoni: Iron Maiden - Hallowed be thy name


Hallowed be thy name degli Iron maiden è la canzone della mia adolescenza.
Se dovessi pensare ad un (raro) momento di me sui libri di scuola, sarebbe con questa canzone in sottofondo e con la matita che, invece che servire ad un uso prettamente scolastico, serviva esclusivamente ad uso batteristico.

La versione da studio non mi ha mai fatto impazzire, colpa della velocità più "controllata" e del drumming di Clive Burr che non rientra nei miei gusti.
La mia versione preferita è sicuramente quella di A real dead one, uno dei dischi che se potesse parlare si lamenterebbe di quante volte lo utilizzavo durante quelle giornate. Quella versione ha un suono potentissimo e un impatto incredibile, in particolare il mio punto preferito é quello che sta tra l'intro e la canzone vera e propria (spero mi abbiate capito).

Mi è sempre piaciuto molto anche il testo che, per tutti coloro non lo conoscessero, parla di un condannato a morte che va per il patibolo. Veramente angosciante e sapientemente scritto. Dopo il riff principale c'è il bellissimo stop and go delle strofe che purtroppo a molti ricorda il "che ne sai tu di un campo di grano" di Lucio Battisti. Se ci rifletto a mente fredda devo dire che l'accostamento, con i dovuti paragoni su genere musicale e tutto il resto, ci può anche stare. Che Steve Harris (il compositore del brano) abbia ascoltato musica italiana in quel periodo? Ai poster(i) l'ardua sentenza. A proposito di poster, ne avevo uno gigante in camera proprio della foto del singolo. Con Eddie che infilza Bruce Dickinson. Quello che vedete sopra, insomma. Chissà dove è finito adesso... Ahhhh (sospiro)

Riguardo la canzone, come ho scritto da altre parti nel blog, l'ho adorata per tantissimi anni, ma i maiden hanno spesso il difetto di non avere il senso della misura e hanno inserito Hallowed be thy name (evidentemente canzone gettonatissima non solo dal sottoscrittto) in ogni pubblicazione possibile, best of e ogni tipo di live, fino alla saturazione. E io, da buon super fan dei maiden compravo e consumavo praticamente tutto: bootleg, VHS ed ogni singola cosa fosse disponibile sul mercato. Insomma, sono riusciti a farmi usare il tasto skip spesso e volentieri persino sulla mia canzone preferita. Ma non voglio fare il pignolo, non adesso perlomeno.

La chiusura della canzone (in sede live) è stata sempre la mia preferita dei Maiden con Dave Murray che al termine del brano fa un po' di casino con la chitarra e Nicko e gli altri chiudono il tutto con un tatatata tatatataaa (anche qui, se conoscete il finale, saprete di cosa sto parlando).

Adesso gustiamocela. In qualità Youtube, purtroppo.


Il video brutto del giorno: Weezer - Thank God for Girls

Ho modificato leggermente l'intestazione da "la canzone brutta" a "il video brutto" del giorno.

Ok, anche io sono per le idee semplici, ma fare un videoclip su un uomo brutto che mangia i cannolli per tutta la durata del video, non é proprio un bel vedere. Ok, c'é anche il significato, i doppi sensi e anche un pizzico di blasfemia, ma stringi stringi, il video é su di un tipo che mangia i cannoli per piú di 3 minuti. Stasera ordino cibo indiano e faccio un videoclip pure io.

La scheda: A free mama


Breve descrizione/bio della band:
Nati nell'Aprile del 2011 a Firenze con l'intento di creare musica inedita rielaborando sonorità della tradizione Funk unite al linguaggio moderno dal Rock all'Acid Jazz. Dopo il primo anno di attività live e partecipazioni, e conseguenti vittorie, a contest nazionali e non, pubblicano il loro primo album omonimo auto-prodotto. Ad un tour in UK ed apparizioni a festival in Francia e Slovenia, segue la pubblicazione nell'ottobre del 2015 di un nuovo EP, “Marginality”, caratterizzato da un sound più ricercato ed attuale.

Genere musicale:
New Funk

Line-up attuale:

Alessandro Gerini – voce solista Lorenzo Ruggeri – chitarra elettrica Luca Giachi – basso elettrico
Emanuele Bonechi – batteria
Leandro Giordani – sax contralto
Francesco Pantusa – sax tenore

Album/EP/Demo all'attivo:

- “A Free Mama” (2012)
- “Marginality” (2015)

Influenze:
Ci piace il groove del Funk, elemento imprescindibile per la nostra musica, per il coinvolgimento che trasmette. Ci piace l'aggressività del Rock. E ci piace anche la libertà che offre il Jazz nel pensare la musica. Sicuramente importantissimi per la nostra formazione sono stati: Dave Matthews Band, FFF, Weather Report, Miles Davis, Led Zeppelin, Jeff Buckley...

Di cosa parlano i testi:

I testi sono sempre personali, raccontando comunque tante situazioni di vita reale, del rapporto dell'individuo con gli altri e soprattutto con sé stesso. In particolare con “Marginality” abbiamo cercato di descrivere sensazioni, stati d'animo nei quali, data la loro attualità, più persone possibili potessero rispecchiarsi.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo: 
La partecipazione al festival Rock Otocec in Slovenia il 7 luglio del 2013, aprendo i concerti di Billy Talent e dei Papa Roach.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio: 
Al termine di un concerto all'aperto in trasferta in occasione di un festa di paese (al quale ci andammo col nostro mezzo di trasporto ufficiale: Fredo, un camper del 1990 targato Avellino), ci dirigiamo a mangiare qualcosa verso un forno notturno che degli autoctoni ci consigliavano caldamente. Per un malinteso creatosi durante il fare la fila, una ragazza, reduce dalla serata, ci apostrofo' con fare minaccioso dicendoci:” Aoooh!! a' Gion Lenno! So' arivadi 'i Bbidols!!!”. Ancora oggi ci sentiamo sempre un po' “Bidols”.

I vostri dischi preferiti in assoluto: 

“Blast Culture” - FFF, “Big Whiskey and the GrooGrux King” - Dave Matthews Band “Grace” - Jeff Buckley
“Heavy Weather” - Weather Report
“Led Zeppelin I, II, III, IV” “Heavy Metal Bebop” Brecker Brothers

Citatemi un album che pensate di essere l'unico al mondo ad apprezzare: 
“Blast Culture” - FFF

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere: 
Una cena con John Bonham e Jaco Pastorius, dove alla fine ci raggiunge Miles per l'ammazza caffè.

Cosa chiedereste nel tuo backstage se foste la band più importante del pianeta: 

Una sala prove, due cani, qualche amaca, un doccia e un frigo pieno.


Live report: Megadeth - Wembley arena, London, 14/11/15

Sono in metro, fermo a Wembley station, e sto cominciando a scrivere questo live report, un po' deluso. Onestamente penso che questa sia stata la mia seconda (vedi il live report della Brixton academy di un paio di anni fa) e ultima volta con i Megadeth. Ma non vi dico tutto subito, sennò che bello c'è.
Mi avvio verso la struttura di Wembley e questo è quello che si vede, gurdando lo stadio (il concerto si svolgerá nell'arena a fianco)


Non aggiungo altro sulla vicenda perché è una cosa che mi fa talmente incazzare che preferisco non dire niente, inoltre questa non è la sede più adatta per parlarne (c'è gia Facebook, dove potrete sbizzarrirvi a dire la qualunque).

Per stemperare un po' questo live report vi dico che mi sono reso conto di essere un vecchio di merda: io seduto comodamente in tribuna a mangiare nachos (accompagnati da 100 salsine e da "birra" Desperados), mentre qualche migliaio di ragazzi sgomitano accalcati sotto il palco. L'importante è rendersene conto.
Non arrivo (apposta) per l'esibizione dei Children of bodom ma arrivo in tempo per i i Lamb of god, che, non c'è niente da fare, non fanno proprio per me. Dal mio punto di vista, il punto più alto della loro esibizione è il breve discorso del cantante Randall su quanto accaduto in Francia. A parte questo, suoni troppo taglienti, cantato troppo aggressivo, canzoni con poco appeal. Ma è solo il mio punto di vista. Non sono una band senza qualitá, sia chiaro, semplicemente non fanno per me.

Alle 21.38 (tenete a mente l'ora) entrano i Megadeth con la nuova formazione, Chris Adler costretto quindi agli straordinari, avendo da poco terminato il suo show con i Lamb of god (il suo bank account sará contento), Kiko Loureiro sempre in forma smagliante e gli ovvi Dave Ellefson e il matermind Dave Mustaine.


Si comincia a mille con Hangar 18 e c'e subito una cosa che mi da fastidio: il suono della batteria di Adler, soprattutto quello di alcuni piatti. Il problema si risolverá parzialmente durante lo show o forse mi ci sono solamente abituato, non saprei. Seguono canzoni che un po' tutti amano: She wolf, Wake up dead, In my Darkest hour, Sweating bullets... la setlist é praticamente un greatest hits dei Megadeth, con la maggioranza di pezzi presi dai due album piú famosi: Countdown to extinction e Rust in peace, il tutto suonato abbastanza meccanicamente e con poca interazione con il pubblico. Pochissime infatti le parole di Dave Mustaine tra una canzone e l'altra, spesso lasciava la "parola" ad alcuni spezzoni di film dove venivano nominati i Megadeth.

Mi aspettavo qualche parola d'odio sui fatti accaduti la sera prima in Francia, ma Dave passa saggiamente la palla a Kiko che ci suona la Marsigliese con la sua consueta classe. Solo una parola da parte di Dave: "freedoooooom" prima della conclusiva Holy wars... the punishment due, che calza davvero a pennello per l'occasione.

Il concerto termina alle 22.50 esatte, dopo solamente 1h e 12 minuti di esibizione. Non credo di aver mai visto un concerto cosí breve in tutta la mia vita. Questa cosa mi ha fatto incazzare un sacco, lo trovo assolutamente irrispettoso per il pubblico. Ok, c'erano altri gruppi famosi, ma é stato pubblicizzato come un concerto dei Megadeth + special guests, non era mica un festival. Io sono andato li solamente per loro, degli altri non me ne fregava un cippa. Niente, una quindicina di canzoni suonate rapidamente e tutti a casa. La scelta della scaletta é quanto di piú banale potessero scegliere: se si esclude il nuovo pezzo Fatal Illusion, i pezzi che la band porta in giro sono ormai praticamente gli stessi, scontatissimi.

Cose da aggiungere? La voce di Dave Mustaine che ormai non c'é piú. Tutte le canzoni soffrono di una accordatura notevolmente ribassata che mi da tremendamente fastidio, ció nonostante lui non canta nessuna nota "spinosa". Non la canta proprio. Per il resto, un microfono a volumi incredibili maschera altre magagne.
La nuova formazione? Non finiró mai di parlar bene di Kiko Loureiro, un chitarrista assolutamente eccellente e con l'attitudine perfetta. Si muove, sorride, é umile e suona da dio. Mi é piaciuto un sacco anche nei Megadeth, dopo averlo ammirato negli Angra. Chris Adler non lo so. Mi é piaciuto moltissimo in qualche canzone (Sweating bullets su tutte), ma mi ha convinto molto meno in altre. Sará che sono troppo nostalgico di Menza, per me l'unico vero batterista della band.

Come dicevo in apertura, non credo che andró piú a vedere i Megadeth, la voce di Dave Mustaine ormai é andata, l'accordatura ribassata mi fa venire l'orticaria, scaletta scontatissima senza nessuna sopresa e 72 pidocchiosissimi minuti di esibizione. Dave, se la voce ti abbandona non puoi farci niente, ma sulla setlist non transigo.


Top songs: Hangar 18, Sweating bullets, Tornado of souls.

Megadeth Setlist The SSE Arena, Wembley, London, England 2015, Dystopia World Tour

Alanis Morisette: Ironic aggiornata ai giorni nostri

Come sarebbe stata la famosa Ironic se fosse stata scritta nel 2015 ed ispirata alle nuove generazioni?

Probabilmente cosí come é stata cantata al The late late show with James Corden. A me ha fatto ridere, se aveste bisogno di spiegazioni/traduzioni, chiedete pure nei commenti. Cacchio, sono passati 20 anni e il tempo per Alanis sembra si sia fermato. Enjoy!

Nothing else matters dei Metallica in scala maggiore

Questa é un po' vecchia, ma può rientrare benissimo nella categoria "old but gold".

Non é altro che un esperimento di trasformazione della famosissima Nothing else matters dei Metallica in scala maggiore.

Nel caso non capiste un cacchio di musica e composizione, non mi dilungherò ulteriormente, ascoltate la canzone dal video sotto, noterete grosse differenze (nota la rima).

Quale preferite delle due? La risposta dovrebbe essere scontata, ma non si sa mai nella vita...

Decidete voi.

Flying colors, il nuovo live At The Z7 in streaming gratuito!

Oh, il nuovo live dei Flying Colors, "Second Flight: Live At The Z7" uscirá il 13 novembre in 100mila formati (qualcuno sará anche abbastanza innovativo) ma possiamo giá ascoltarlo (legalmente) attraverso il player Youtube qui sotto.

Bella roba, io me lo ascolto subito, non so voi. Indovinate chi sará il primo della band a dare fiato alla bocca? Esatto.

Somiglianze: Iron Maiden VS Pet Shop Boys VS Muse

Su preziosa segnalazione di Rattlehead da Twitter. Perché Given ro rock siete anche voi! (da leggersi in tono da spot pubblicitario di bassa lega). Ma comunque, dicevamo...

Il riff portante di The Loneliness Of The Long Distance Runner degli Iron maiden (canzone sottovalutatissima, secondo me) é stato ripreso in qualche modo nella canzone It's A Sin dei Pet Shop Boys (grosso modo dopo 30 secondi dall'inizio), ma i suoni pacchiani pop anni 80 e l'andamento differente mascherano (perlomeno, ci provano) un po' la "somiglianza" globale.

A loro volta, i Muse hanno preso ispirazione da It's a sin per la loro Resistance. I suoni tra le due band non sono cosí distanti quindi ecco che la "somiglianza" bella e buona, é servita.

Date un ascolto e, mentre che ci siete, rivalutate The Loneliness Of The Long Distance Runner, con un Dickinson meraviglioso (quanto canta bene in Somewhere in time!).




Rush, anteprime dal nuovo DVD R40 live

Eccovi una manciata di brani dall'imminente DVD dei Rush, R40, registrato a Toronto per il loro quarantennale (si dice cosí, giusto?). Beccatevi in sequenza The spirit of radio, Roll the bones, Closer to the heart e Tom Sawyer. Geddy Lee un po' giú di voce, in quest'ultima, se posso dire la mia. Senza cercare troppo il pelo nell'uovo (o nel pagliaio, come direbbe qualcuno), giú il cappello per i mitici Rush. Gustatevele!


The Darkness - Million Dollar Strong (Official Audio)

Giorno 20 novembre uscirá la ristampa dell'ultimo disco dei The darkness, Last of our kind e vedrá l'aggiunta di 4 bonus tracks: Million Dollar Strong (vedi e senti sotto), Messenger, Always Had The Blues, e I Am Santa.

Ora, francamente il brano sotto mi fa abbastanza cagare (potrebbe essere buono per "la canzone brutta del giorno") e meno male perché ho giá acquistato il disco e mi rode un po' l'averlo acquistato non sapendo che ci sarebbe stata una nuova edizione pochi mesi dopo. Ma si fa cosí????

La scheda: Alessandro Ranzani

Foto di Roberto Reymond

Breve descrizione/bio: 
Sono Alessandro Ranzani, in arte Il Ranzani.
Un viaggiatore della Musica: cantante, autore, chitarrista e compositore. Ho cantato, composto e registrato per oltre 20 anni esplorando generi diversi e tutti, indistintamente, affascinanti: dal pop al rock, all’ambient e all’elettronica condividendo palchi ed emozioni con Band come Movida, Pragma, Rezophonic e Superflumina. Sempre in viaggio con la mia voce e la mia guitar, pronto a raggiungere più cuori possibili.

Genere musicale: 
Mi piace definire il mio genere come “Electro-Zenit”, un connubio tra le mie personali emozioni e suggestioni fuse insieme con i suoni Synth, in sostanza l’unione tra uomo e macchina, meglio di Terminator.

Line-up attuale:
Just me… what else?
A parte gli scherzi, sto percorrendo una nuova strada in solitaria che mi permette di sperimentare nuove sonorità e di mettermi completamente in gioco.

Di cosa parlano i tuoi testi:
I testi parlano del mio viaggio interiore. Mi piace trarre ispirazione dal mio vissuto e da quello che farò. Bastano un libro, la bellezza di una giornata, un film ad ispirarmi. Spesso parto dalla musica e il testo viene di conseguenza. Ultimamente sto sperimentando la composizione partendo dal testo.

L’esibizione live che ricorderai per molto tempo: 
Nel mio cuore ogni esibizione ha un posto speciale, ma se devo proprio scavare fino a sceglierne una… quella che mi ha dato maggiori soddisfazioni è Movida supporting Mau mau, Firenze.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio: 
Sono caduto dal palco durante un live: non ho visto il vuoto e pensavo fosse la continuazione dello stage… le luci mi hanno ingannato. La cosa funny è che non mi sono fatto nulla!

I tuoi dischi preferiti in assoluto: 
U2 Boy, The Police Synchronicity.

Album che pensi sia l’unico al mondo da apprezzare:
Mah… non saprei. Ce ne sono tantissimi che meritano.

Un musicista che vorresti incontrare per fare quattro chiacchiere: 
Sir Paul. Gli chiederei: come hai fatto? Come hai fatto a scrivere Eleanor Rigby? Non mi capacito. Per me lui non è di questa terra. È un messaggero di un altro mondo. Ci manda un avviso tipo: guys, queste sono le canzoni… poi fate voi. Ah ah ah. Stima incondizionata.

Cosa chiederesti nel tuo backstage se fossi l’artista più importante del pianeta:
Una bionda… possibilmente fredda e poi vado matto per i Marrons Glacee


Soundcloud: https://soundcloud.com/alessandro-ranzani/things-of-no-account
Twitter https://twitter.com/Aleranzani
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Soundcloud https://soundcloud.com/Alessandro-ranzani
YouTube https://www.youtube.com/channel/UCy6P0I3WhV86KpkvGivFSLA
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Foo Fighters, ringraziamenti ai mille di Cesena. 03/11

Il giorno tanto atteso dai 1000 di Cesena (ma non solo) è finalmente arrivato!

Ecco un video amatoriale dove Dave Grohl ringrazia i protagonisti dell'operazione. Ci incollo anche la setlist della serata, mentre ci sono. Grandi FF e grandi i ragazzi che hanno organizzato tutto questo. Una storia rock n' roll a lieto fine!


Ascolti di ottobre 2015

Ecco i dischi che ho ascoltato con regolarità durante questo ottobre. Come al solito, con tanto di link, cosí potete ascoltarli pure voi (se avete spotify).

Beccateveli

Dentro le canzoni: Queen - Bohemian Rhapsody

Questo capolavorone compie oggi 40 anni, essendo stato rilasciato esattamente il 31/10/1975.
Nata da una folle idea di Freddie Mercury, Bohemian Rhapsody é una canzone che almeno una volta tutti nella vita hanno canticchiato/intonato/cantato a squarciagola. Ripresa in 1000 situazioni (la piú famosa é forse quella del film "Fusi di testa", ricorderete la scena in macchina con il relativo headbanging da parte dei protagonisti) e riproposta in centinaia di situazioni/show/pubblicitá/triccheballacche.

Bohemian Rhapsody per me é la canzone definitiva, se dovessi scegliere una sola canzone per descrivere la musica, probabilmente sarebbe questa, l'ho sempre pensato. Se non ne capite pienamente la grandezza, pensate alla sua etá.

Nonostante i 40 anni suonati BR rimane una canzone attualissima e che abbraccia un sacco di stili musicali: ballata rock, stralci di pop, opera (il titolo del disco é appunto A night at the opera) e hard rock. Pianoforti, parti a cappella, chitarre pesanti... In meno di 6 minuti i Queen fanno quello che vogliono ed é difficile stabilire quale parte del brano sia la piú riuscita: ogni singolo secondo é assolutamente perfetto, compreso il magnifico solo di Brian May, uno dei piú famosi e riconoscibili della storia.
La band ci dimostrerá nel corso della sua carriera di essere sempre credibile attraverso diversi stili e generi, ecco perché reputo la band di Mercury, May, Taylor e Deacon una delle migliori di sempre. Hanno cominciato con l'hard rock, poi il rock, poi il pop, il pop-dance (purtroppo) per poi ritornare al pop e finire nuovamente con il rock.

Facile (beh, facile no) registrarla adesso con i computer e con migliaia di tracce a disposizione, un po' piú complicato registrare e sovrapporre qualcosa come 180 voci su dei nastri.
All'epoca non c'era assolutamente modo di proporre un singolo di 6 minuti alla radio, ma questo tabú fu infranto da un DJ amico di Freddie Mercury che riuscí a farsi dare una copia della canzone (per uso personale, diceva) per poi invece passarla continuamente nella sua emittente. Dato il successo riscosso, il singolo fu cosí lanciato e ricevette il disco di platino.

I Queen sono stati la band con la quale sono "nato", musicalmente. Sapete quando sei praticamente un bambino e ascolti la roba che ti viene proposta in radio? Ecco, i Queen sono stati i primi che ho "scelto", in vita mia. La prima volta in un negozio di musica (da solo) fu per acquistare la doppia musicassetta di Live at Wembley. Avevo circa 11 anni e Freddie Mercury ci aveva lasciato da poco. Poi il Freddie Mercury tribute con la scoperta dei Guns n' roses e Metallica e da qui tutto il resto...

Auguri alla canzone definitiva e ad una band immensa. Ascoltatevi questo capolavoro. Chapeau.


La canzone brutta del giorno: Stratovarius - Shine in the dark

Se avete letto la recensione dell'ultimo degli Stratovarius, lo sapete giá. Mamma mia quanto é brutto sto pezzo.

Non ho nessun dubbio nel dire che é il piú brutto che abbia ascoltato nel 2015. Parte benino in veritá, poi si sfiora (anzi si raggiunge) la tragedia: arrangiamenti pompatissimi, tastiere a volumi allucinanti, 1000 cori di discutibile utilitá e dulcis in fundo una voce in tonalitá bassa che ogni tanto spunta dal nulla. Sembra presa dai take di quando provi se il microfono é acceso o spento, totalmente casuale.

A peggiorare il tutto, se possibile, sentiremo verso la fine del pezzo un ritornello in tonalitá diversa, che é ancora piú brutto di quello "portante".

Boh, io ho letto che la canzone é piaciuta a tante persone, evidentemente saró strano io.

La scheda: DAP


Breve descrizione/bio del progetto:
DAP è il progetto cantautoriale di Andrea D'Apolito, nato dall'urgenza creativa e dalla necessità di plasmare sotto forma di parole ed onde sonore il proprio mondo interiore e le esperienze di vita ed umanità che ha incontrato lungo il suo cammino. La forza degli strumenti acustici come scelta timbrica sottolineano il bisogno di verità e di artigianalità nella sua espressione più sincera.

Genere musicale: 
folk-rock

Line-up attuale: 
DAP si esibisce in più formazioni, dallo scarno solo-acoustic set al power Trio con basso e batteria fino alla formazione completa del quartetto.
I DAP-Musicisti sono:
Toto Giornelli - Basso,
Claudio Toldonato - Elettriche,
Antonio Marianella - batteria
DAP (Andrea D'Apolito) alla voce, chitarra acustica, tastiera e harmonium

Album/EP/Demo all'attivo: 
 "Resonances" - 2015


Influenze: 
Ani Difranco, Jeff Buckley, Dave Matthews Band, Damien Rice, Radiohead, ma anche Debussy, Ravel, Skunk Anansie, Incubus, Wildbirds & Peacedrums, St. Vincent

Di cosa parlano i testi: 
i testi sono una riflessione su tutte le esperienze ed i rapporti umani che si sono intrecciati nella mia vita, parlano d'amore, inteso come la forza che tutto muove, che muove gli esseri umani, la natura ed i suoi luoghi. Sono una ricerca della propria verità.

L'esibizione live che ricorderai per molto tempo: 
sicuramente il concerto di presentazione del mio primo lavoro discografico, "Resonances". Una serata carica di energie esplosive, un pubblico fantastico e la consapevolezza di aver dato alla luce un figlio fatto di onde sonore!

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio: 
nelle registrazioni live di una performance per una web tv durante l'esecuzione di "Stand Back", il singolo che presenta il disco, il fonico mi aveva consegnato le cuffie sbagliate per la diretta, ho iniziato a suonare e cantare nel buio più totale di ascolti, non contento il destino ha voluto che la mia tracolla della chitarra si staccasse lasciandomi con la chitarra in mano. Non so bene come sia riuscito a portare a termine il pezzo ma ce l'ho fatta! E sembra anche più che discretamente!

I tuoi dischi preferiti in assoluto: 
Radiohead - "In Rainbows": Ani Difranco - "Reckoning/Revelling"; Jeff Buckley - "Grace"

Citami un album che pensi di essere l'unico al mondo ad apprezzare: 
non credo di essere proprio l'unico al mondo però ho amato moltissimo "Rivers" dei Wildbirds & Peacedrums. Eclettico duo Batteria-voce scandinavo

Un musicista che vorresti incontrare per fare quattro chiacchiere: 
Sicuramente la mia madre musicale Ani Difranco, più che due chiacchiere ci parlerei giornate intere!

Cosa chiederesti nel tuo backstage se fossi l'artista più importante del pianeta: 
Femmine per tutti!

www.soundcloud.com/andrea-dapolito

Recensione: Saxon - Battering ram (2015)

Non sono un amante dei Saxon e non li ho mai seguiti piú di tanto, nonostante siano sulle scene da praticamente sempre e nonostante il fatto apprezzi il cantante Biff Byford. Sapete peró che amo essere al corrente con le nuove uscite (internet sotto questo punto di vista é fantastico), quindi eccomi qui a recensire questo Battering ram, titolo che mi ricorda la mia amata Rapid fire dei Judas Priest ( la parola battering ram sta nella prima frase della canzone).
La produzione del disco é affidata a Andy Sneap e non é un dettaglio da niente, al contrario di quello che possiate pensare. Comincio con l'ormai consueto track by track.

01. Battering Ram
La canzone dei Judas priest citata prima mi piace troppo per non pensarci ogni volta che vedo sto titolo. Ma non vi voglio scassare l'anima con sto fatto, cominciamo l'analisi. L'inizio é il piú classic metal che potete immaginare, cosí come lo il riffing che come ignoranza ricorda un po' quello dei Judas Priest (basta!). Potente, granitica e orecchiabile. Ci piace

02. The Devil's Footprint
Dopo un intro parlato estremamente cinematografico, il disco prosegue sulla falsa riga della opener/title track: ritmi alti, Byford che spinge tanto in un ritornello tanto potente quanto orecchiabile. Il disco suona benissimo e la mano di Andy Sneap in cabina di regia si sente tutta.

03. Queen Of Hearts
Ritmi piú cadenzati in questa Queen of Hearts che peró mantiene la potenza e l'orecchiabilitá. Diciamo meno velocitá e piú epicitá, se mi passate il termine importante. Le strofe effettate mi ricordano qualcosa dei Queensryche. La canzone ha un bel pathos.
 
04. Destroyer
Certo, i titoli non saranno originalissimi, ma siamo sempre di fronte ad un disco dei Saxon, che vi aspettate? Se volete roba diversa andate pure su altri lidi. Ritmi un po' piú alti per un pezzo un po' piú scanzonato (per quanto puó essere scanzonato un pezzo di questo disco... sono tutti tritaossa) e con meno pretese dei precedenti.

05. Hard And Fast
Altro pezzo piú "leggerino" che non incide particolarmente. Non ha niente che non vada, ma se non lo riascolti, non ci pensi piú. La grinta c'é, ma sembra quasi un "compitino". Bella peró la parte "maiden" con gli intrecci di chitarra e i soli.

06. Eye Of The Storm
Un inizio che non fa prigionieri, poi un bel riff e un bel chorus. Non cercate l'originalitá, ma se cercate impatto e tamarraggine, andate sul sicuro. Nella seconda parte c'é una parte che piacerebbe molto a Dave Mustaine, dei telegiornali su su delle chitarre intrecciate.

07. Stand Your Ground
I ritmi ritornano altissimi e la batteria con una doppia cassa frenetica. Anche qui, pezzo di sicuro impatto ma fatto un po' con lo stampino. Se lo ascolti, muovi la testa e fai le corna con le mani (avete capito cosa intendo, no?), ma se non lo ascolti, non lo vai a cercare.

08. Top Of The World
Atmosfere piú aperte e meno serrate, anche se il riffing é sempre frenetico. Il ritornello ti si stampa in testa e funziona, le strofe e le chitarre maideniane pure. Mi piace molto, uno dei migliori brani del disco.

09. To The End
Riff á lá Black Sabbath e ritmi decisamente piú cadenzati. Anche qui, come nella precedente, il ritornello funziona alla grande, ti si stampa subito in testa. Forse preferisco i pezzi piú cadenzati di quest'album, solitamente scelgo il contrario.

10. Kingdom Of The Cross
Decisamente un brano diverso. Strumenti acustici e strofe che vedono David Bower che narra un testo intenso riferito alla prima guerra mondiale, poi un ritornello cantanto da Byford e delle belle chitarre. Epico e rilassante allo stesso tempo. Mi piace, forse sarebbe potuto durare un po' di meno (6 minuti sono un po' troppi), ma mi piace.

11. Three Sheets To The Wind
Il disco doveva decisamente finire con il brano precedente. Aggiungere questo, che é il classico riempitivo di metá album e spezza completamente le belle atmosfere della precedente, é una scelta sbagliata, a mio avviso. Sembra una bonus track messa li a caso. Non é male, sembra un pezzo degli Ac/dc, ma non ci sta per nulla a fine album e forse non c'entra nulla neanche con l'album stesso.

Un disco tamarro e sicuramente che fa il suo dovere. Accennavo all'inizio riguardo la produzione di Andy Sneap. Beh ho trovato tantissimi elementi in comune con l'ultimo degli Accept. prodotto appunto dallo stesso Sneap. I due dischi suonano molto simili (per non dire identici) a livelli di sound. Meglio quello degli Accept, questo é tamarro in egual misura ma ha anche qualche calo di tensione in piú. Se cercate Heavy metal cazzuto e senza troppe pretese, questo disco fa sicuramente per voi. Onore ai Saxon per esserci ancora ed esserci bene.

Voto 69/100
Top tracks: Queen of Hearts, Top of the world, Kingdom of the cross
Skip track:  Three sheets to the wind.

Dave Mustaine licenzia il tecnico delle chitarre (Video)

Dave Mustaine é noto per licenziare chiunque gli capiti sotto tiro.

Bene, stavolta decide di farsi vedere in azione mentre insulta pesantemente il suo (ormai ex) tecnico delle chitarre, apostrofandolo in maniera irripetibile e dicendo che ha rovinato lo show dei Megadeth in Australia. La mia parte prefererita del video é sicuramente il finale, quando uno sfatto Dave prova ad interrompere la registrazione e non ci riesce, premendo una serie di tasti a caso sullo smartphone/camera. Era cosí incazzato che non riusciva a ragionare, probabilmente.

Gustatevelo.

La scheda: Sharazad


BIO
Il progetto Sharazad nasce come una fenice meno di un anno fa dalle ceneri di un'altra band con cui avevamo già all'attivo un ep auto prodotto di 5 pezzi.
Subito dalle prime prove nel nostro nuovo quartier generale "il magazzino della memoria" ci siamo accorti che l'essere passati da 6 elementi ai soltanto 3 degli Sharazad ci limitava molto negli arrangiamenti ma,come spesso accade e non solo in musica,less is more...dopo un intenso periodo di composizione e prove abbiamo realizzato delle demo dei brani inediti con l'intento di trovare qualcuno che ce li producesse,a quel punto le strade tra noi e Ladyblue Records di Vincenzo De Leo si incrociano e dopo un'estate di lavoro in studio viene alla luce il nostro primo ed omonimo ep Sharazad da cui abbiamo scelto come singolo "il male che fa"realizzando anche un video clip auto prodotto.

GENERE:
electro-folk, indie-rock psichedelico in chiave cinematografica, per ora....ma domani chissà!

LINE UP ATTUALE:
Alessandro Moroni: chitarra solista, synth, sampler
Federico Uluturk: basso, chitarra, organo, synth, voce
Diego De Franco: chitarra, tastiera, sampler, voce
Stefano Ferrarese: chitarra, basso
Simone "fish" Albertocchi: batteria, percussioni

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO:
Ep di 4 brani dal titolo omonimo "Sharazad", prodotto, registrato, mixato e masterizzato al Crossroad Recording studio di Cologno Monzese da Vincenzo De Leo di Lady Blue Records nell'estate 2015.


INFLUENZE:
La band ha le più svariate influenze. Mi limito quindi a citarne qualcuno in ordine casuale, tutti sarebbero davvero troppi: The Beatles, Godspeed You Black Emperor, Bob Dylan, Depeche Mode, Cure, Nirvana, Smashing Pumpkins, David Bowie, Velvet Underground anche se ma non ascoltiamo solo musica straniera.. Anzi, ultimamente siamo focalizzati sulla scena italiana che è rigogliosa, dai classici Dalla, De Andrè, Battiato, Battisti e Tenco ai più "recenti" Afterhours,Teatri Degli Orrori, Verdena, Massimo Volume, Bachi Da Pietra, Aucan e Pan del Diavolo. Pure il cinema è a fonte di ispirazione, ,in particolare quello di Fellini e il Neorealismo in generale.

DI COSA PARLANO I TESTI:
I testi sono principalmente appunti di emozioni intime e personali, parlano di vari stati d'animo e situazioni esistenziali, problemi generazionali, dolore e voglia di rivincita. Sono volutamente interpretabili in vari modi ma con un senso logico strutturato, inoltre piuttosto semplici e brevi, scelta che rivendichiamo. L'idea è di comunicare tanto ma con poche parole in un certo modo. Cosa che ci piace, anche perché piuttosto controcorrente rispetto alle liriche della musica italiana alternativa.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO:
Indimenticabile è stata la volta in cui si è sfondata la pelle della grancassa, si è rotta un corda della chitarra, il fonico non ha alzato il canale di un synth durante un assolo e il cantante dell'epoca verso la fine è caduto dal palco. Tutto nella stessa sera.. Il lato positivo è che probabilmente molte delle sfighe possibili per una band ce le siamo giocate quella volta.

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO:
L'episodio più divertente è capitato sicuramente durante le sessioni di registrazioni dell'ep ed è stato il "Leslie speker umano" fatto da Diego e Alessandro: in pratica, mentre Federico suonava l'organo noi facevamo girare fisicamente un Vox AC 30 tra due microfoni a simulare i vecchi amplificatori rotativi per gli organi Hammond, dove una tromba rotante da cui usciva il suono dava il tipico effetto "rotary". Il risultato di tanta fatica tra valvole roventi, cavi e acido lattico nelle braccia lo potete ascoltare sul brano "Agosto".

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO:
In assoluto è molto difficile ma ci proviamo...sempre in ordine casuale:
"Lift your skynny Fists like Antennas to Heaven" - Godspeed You Black Emperor
"Blonde on Blonde" - Bob Dylan
"Closer" - Joy Division
"Ram" - Paul McCartney
"Violator" - Depeche Mode
"Led Zeppelin IV" - Led Zeppelin
"Ys" - Joanna Newsom
"Regatta de Blanc" - Police
"Abbey Road" - The Beatles

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE:
Non solo lo apprezziamo ma come puoi vedere sopra è uno dei nostri preferiti, "Ram" di Paul McCartney

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARE QUATTRO CHIACCHIERE:
Sicuramente in Italia moltissimi...Una volta ho incontrato Pierpaolo Capovilla! Un paio d'anni fa ero alla stazione di Voghera, il treno da Milano per Ventimiglia
era in sosta sul binario 2 quando lo vedo sporgersi a fumare una sigaretta appoggiato alla porta scorrevole blu. Ho sgranato gli occhi e sono partito di corsa verso di lui, ovviamente che cerca di scansarsi rapidamente pensando volessi salire di corsa sul treno. Invece gli ho stretto la mano e fatto i miei più sentiti complimenti. Era piacevolmente sorpreso che qualcuno lo riconoscesse, molto alla mano e gentile, stava andando a fare uno dei suoi reading su Pasolini a Genova.Un grande artista e una grande persona. Con lui ci piacerebbe fare quattro chiacchiere su molti argomenti.

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIU' IMPORTANTE DEL PIANETA:
Beh, dipende se prima o dopo il live!..Prima sicuramente stiamo sul leggero, in ritiro spirituale quasi, quindi musica soffusa, frutta, sushi, tisane alle erbe...
Dopo il live il classico clichè del rock'n'roll ci va piu' che bene!


Faith No More - Sunny Side Up (Official Video)

Beccatevi il nuovissimo video di quegli schizzati dei Faith no more. La canzone é Sunny side up e probabilmente al termine della visione del video, la canticchierete per tutta la sera. Il video é schizzato pure, ovviamente. Non poteva essere altrimenti. Mi piacerebbe stare in una casa di riposo del genere, spero il piú tardi possibile. Sunny siiideee uuuupppp

Reunion dei Guns N' Roses in vista?

La notizia ormai gira da diverse settimane, sono sicuro l'avete letta. Persino la Gazzetta dello sport ne ha parlato.
Tutto é partito quando Axl e Slash hanno dichiarato di aver (quasi) fatto pace. "Abbiamo parlato e ci stiamo confrontando", dichiaró Slash ad una radio svedese qualche settimana fa... credo che i due non parlassero da 20 anni. Tutti gli altri componenti erano giá in buoni rapporti (suonavano quasi tutti insieme nei Velvet Revolver), il problema principale era l'odio tra i 2 leader.

Axl, fino a poco tempo fa, si rifiutó di avere a che fare con Slash declinando l'invito alla Rock n' roll hall of fame. "Not in this life", disse. Ma dopo quell'avvenimento, i componenti degli "Axl n' Roses" hanno abbandonato l'uno dopo l'altro ed evidentemente delle belle offerte di denaro stuzzicano sempre la voglia di fare cose che magari normalmente non faremmo. Ho letto che anche Slash nella sua biografia non aveva intenzione di reunion, ma non per principio o altro, semplicemente perchè non vedeva le cose allo stesso modo di Axl, sia on stage che in studio, a cominciare dagli arrangiamenti delle canzoni (di Use your illusion) ad arrivare a tutti i casini che il cantante faceva in tour.

Dicevamo, da questa dichiarazione di Slash alla radio svedese sono partite milioni di voci incontrollate tra le quali un' indiscrezione che sembra abbastanza affidabile (beh, piú delle altre) che li vorrebbe headliner di un festival in Portogallo nel 2016. Inoltre sembra che Axl si sia messo finalmente a dieta, e se fosse vera questa voce penso sia la prova definitiva. L'unico dubbio rimarrebbe il nome del batterista, sará Steven Adler (presente in Appetite for destruction) o sará Matt Sorum (Use your illusion)? Saró impopolare ma preferisco il secondo. I due sono stati interpellati e hanno detto di essere disponibili entrambi, ovviamente. Steven Adler con molta piú enfasi, in quanto batterista originale, ovviamente. Dice anche che si é finalmente ripulito dall'alcool, anche se non mi sembra sia la prima volta che lo dica. E Izzy Stradlin? Lo avevo visto con i miei occhi nel concerto dei nuovi Guns (scusate, non ce la faccio a chiamare la nuova formazione con il nome che porta) a Londra, ospitato da Axl. Trovate la recensione (e il video) cliccando qui. Tra l'altro mi sembra sia stato il primo live report del blog.

Personalmente non so cosa pensare di questa situazione, sono curioso di vedere come andrá. Di sicuro i Guns non saranno piú quelli che mi ricordo in gioventú, se Axl aveva bisogno della bombola di ossigeno dietro il palco giá 20 anni fa, adesso penso abbia bisogno di cantare direttamente in dei boschi in alta montagna. Peró sarei curioso di ascoltare nuovo materiale. Slash e Duff sono ancora molto prolifici a livello di scrittura e Axl sembra abbia nel cassetto tipo 3 miliardi di canzoni, che francamente spero siano meglio di quelle contenute in Chinese Democracy (leggi la recensione ironica qui).

Per salutarvi, piuttosto che mettere le classica Welcome to the Jungle, Sweet child o' mine, Paradise city o Don't cry, beccatevi una recente esibizione di Slash e Duff che suonano Highway to hell. Cosí!

I 10 video rock piú cercati su YouTube

Beh, siete curiosi?
Non so perché, mi é venuta la curiositá ed ho fatto una piccola (mica tanto piccola) ricerca sui 10 video rock piú cercati su YouTube. Allo stato attuale la classifica sotto é quella che mi risulta. Ecco il risultato ed il numero di visualizzazioni per ogni singolo video. Alcuni risultati abbastanza prevedibili, altri decisamente meno. Enjoy!

10) The police - Every breath you take 
La canzone piú amata dagli stalker si piazza al decimo posto con 177.924.861 visualizzazioni. Gran pezzo.


9) Guns N' Roses - Don't cry 
Una delle ballad piú famose del pianeta al nono posto con 194.632.850 click. Certo che i video dei Guns erano proprio fatti bene, ci buttavano sopra un sacco di soldi.


8) Linkin Park - New divide 
Vi giuro che non ho idea di che canzone sia questa. Beh, 208.541.888 persone l'hanno ascoltata (forse qualcosa in meno considerando tutti i click pagati, i bot e chi l'ha ascoltata 100 volte di fila). Quasi quasi me la ascolto pure io.


7) Guns N' Roses - Sweet child o' mine
Ancora loro! Uno dei riff piú famosi della storia é stato cliccato ben 225.417.700 volte. Click meritatissimi, direi. Tuninununinununu tuninununinunu (il riff). Purtroppo é la versione tagliata, mannaggia al music businness.


6) Evanescence - My immortal
Eh, il marketing... 231.820.390 visualizzazioni per My immortal, che apprezzo moltissimo nella versione full band. Che purtroppo non é questa.


5) Bon Jovi - It's my life
Come sapete, mi piacciono molto i Bon Jovi. E' un peccato che questa canzone abbia 242.014.695 visite mentre molte altre piú valide dei 5 del New Jersey ne abbiano decisamente meno.Vabbé, cosí va il mercato.


4) Linkin Park - Numb
Esattamente, di nuovo loro. Questa la conoscevo, peró. 286.816.351 visualizzazioni per loro (detto alla Piccinini)
Non ho detto che mi piace, sia chiaro.


3) Nivana - Smells Like Teen Spirit
Beh, questa era abbastanza prevedibile, pensavo fosse al numero uno, in realtá. 303.757.125 views per questa canzone icona degli anni 90. Per tutti coloro che non lo sapessero, il bidello nel video simboleggiava Kurt che faceva, appunto, il bidello.


2) System of a down - Chop Suey
Tutti meritati i 331.633.859 click di Chop Suey. 'Sta canzone é una genialata assurda. WAKE UP! ajdhkdfhaehafuahhavn MAKE UP! La faccia nell'anteprima sotto non fa venire molta voglia di cliccarci sopra, lo so.


1) Guns N' Roses - November rain
Di nuovo loro?? Questa non me la aspettavo e vince di gran lunga con ben 444.938.944 visite. Beh, forse il mio assolo preferito di tutti i tempi accompagnato da un video superfavoloso. Direi che ci puó stare alla grande, in vetta. Tutto sto parlare di GN'R mi ha fatto venire voglia di scrivere qualcosa su di loro. Intanto, se volete, godetevi la canzone qui sotto e dategli un ulteriore click.