29/01/13

Recensione: Thirty seconds to mars - A beautiful lie (2005)



Si ok, lo so, sì ok, calmatevi, lo so bene che i Thirty seconds to mars sono il gruppo preferito dalla bimbeminkia rock. "Quanto è bello Jared Leto, voglio fare parte della sua setta EMO" (purtroppo non mi ricordo come si chiama) "quanto sono belli" "quanto sono fighi" "mi taglierei volentieri le vene con lui" etc. etc...Ma noi siamo senza pregiudizi e ascoltiamo tutto a cuor leggero, no? Ovviamente no, ma all'epoca ascoltai per davvero questo disco senza nessun tipo di pregiudizio e a distanza di anni affermo ancora che questo A beautiful lie è un gran bel disco, che ogni tanto ascolto con piacere. Ok, se volete picchiarmi vi lascio il mio indirizzo in privato.

Per alimentare ancora di più le botte, aggiungo che Jared Leto è sì un bravissimo attore (cosa che manifesta pure troppo nei videoclip, anzi, nei cortometraggi della band), ma è ancor di più un gran cantante, e ascoltando questo disco, in pochi potranno dire il contrario. Anche Vasco Rossi ha dichiarato che appena ha ascoltato per la prima volta Jared in The Kill è rimasto a bocca aperta come non gli succedeva dai tempi di Bono Vox nei primi anni 80. Vasco Rossi non fa testo? Ok, ci ho provato. Comunque è vero che l'ha detto, non me lo sono inventato. Ok, non vi interessa.

In questo disco ci sono degli ottimi pezzi: Attack, la già citata The kill, La title track, From yesterday e A modern Myth, che si regge quasi esclusivamente su una esecuzione vocale magistrale: i "goodbye" pronunciati da Leto sono veramente intensi, intensissimi. Il tutto supportato ottimamente dalla band, soprattutto dal fratello Shannon, batterista, che ha uno stile che mi piace parecchio.

A Beautiful lie è un disco moderno (in genere non apprezzo il rock moderno, sono onesto) ed effettivamente è l'unico disco che mi piace della band: il primo album lo reputo troppo acerbo mentre il terzo lo trovo presuntuoso, che piú presuntuoso non si puó. Questo è il loro secondo, se non si fosse capito.

Lasciate stare i pregiudizi sui fratelli Leto e sulle Bimbeminkia e ascoltate 'sto disco, o quantomeno sparatevi a tutto volume The Kill, in fondo alla recensione.

Voto 74/100

Top tracks: A beautiful lie, The Kill, From yesterday
Skip track: The story

Tracklist:
1. Attack
2. A Beautiful Lie
3. The Kill
4. Was it a Dream?
5. The Fantasy
6. Savior 
7. From Yesterday
8. The Story
9. R-Evolve
10. A Modern Myth

28/01/13

Recensione: Angra - Best Reached Horizons (2012)


No, non é una nuova release degli Angra, bensí un Best of (commemorativo?) che prende spunto dal titolo della loro prima demo di vent'anni fa "Reaching horizons" per testimoniare quanta strada ha fatto la band da allora. Perché recensisco un Best of? Non lo so, mi andava e gli Angra mi garbano parecchio, per dirla alla toscana senza nessun motivo plausibile.

Mi piacciono, anzi, ci piacciono questi tipi di Best of, quelli che distinguono le diverse parti della carriera del gruppo, facendo distinzioni tra le varie ere. In questo senso in Best reached horizons la divisione é netta: CD 1 era Matos, CD 2 era Falaschi (che ha, pure lui, recentemente abbandonato il gruppo). Non avrebbe avuto davvero senso trovarsi, che ne so, una Angels Cry e di seguito Arising thunder con 3/5 della band composta da componenti diversi, quindi diciamo che questa scelta CI PIACE. 

I pezzi sono tutti noti e stranoti (qualcuno meno in veritá), e la tracklist é ottimamente scelta e rappresenta per buona parte il vero best of della band, ma aspetta... dov'é Make Believe????? AAAAAAAAAAHHHHHHHHHH
 
Ecco, quello che é forse il mio pezzo preferito, manca. Lo sapevo, é sempre cosí. Sembra quasi lo facciano apposta. Basta, termino la recensione in segno di protesta, sono uno "scrittore" libero, io. Vi lascio la tracklist cosí potete farvi benissimo un'idea della raccolta senza le parole del sottoscritto. Addio.

Tracklist: 
CD1:
1. Carry On
2. Angels Cry
3. Wuthering Heights
4. Evil Warning
5. Nothing to Say
6. Holy Land
7. Carolina IV
QUI CI STAVA MAKE BELIEVE
8. Freedom Call
9. Lisbon
10. Metal Icarus

CD2:
1. Nova Era
2. Rebirth
3. Hunters and Prey
4. Spread Your Fire
5. Waiting Silence
6. The Course of Nature
7. Salvation: Suicide
8. Arising Thunder
9. Leese of Life
10. Kashmir (Led Zeppelin cover) 

In segno di protesta, la pubblico io. Make believe.

27/01/13

Recensione: (demo) The wheedim


Il rooooockk and roooooollll.. il rock and rooooolllllllllll (si che mi piaceeeee....), cantavano gli Elio e le storie tese. Beh, se mi chiedessero di spiegarvi come suonano questi ragazzi (so ragazzi..) con una sola parola, direi senza dubbio che l'unica parola adatta é ROCK N' ROLL (si, lo so che sono tre parole, ma non fate i precisini).

Gli autori del Rock n' roll (basta!) in questione sono questi quattro brutti ceffi della foto qui sopra: Tony, Nino, Claudio e Valerio, ovvero i The Wheedim.

La demo, recentemente registrata dal quartetto, é di dominio pubblico e la trovate a questo indirizzo (cliccate pure la parola "questo indirizzo" non siate timidi).  Spulciando fra i file (digitali), in cuffia si affaccia, non proprio timidamende, The beat of your body, pezzo con un riff molto Queens of the stone age, ma con un andamento generale molto blues rock settantiano.
Il pezzo ci piace (quanto mi piace dire "ci piace") e scorre molto piacevolmente, con tutti gli strumenti al posto giusto e perfettamente assemblati tra loro (anche una bella chitarra slide-style sul finale) anche se nei cori, i volumi e gli effetti non sono proprio equalizzati al meglio. Cori che migliorano in Free one, canzone che vi procurerá un movimento di collo involontario, tanto é coinvolgente. Canzone veramente ben costruita, cosí come gli inserti di basso di Nino nel mezzo e la prestazione energica di Tony al microfono. La migliore canzone del lotto, per me.
Parte Falling in a trap... fermi tutti! Ma chi é quello che ha detto "all right"? Giuro di aver sentito Lemmy dei Motorhead, chiederó alla band se l'hanno ospitato in sala di registrazione. Sul pezzo, in generale, di sicuro non c'é il suo zampino, la chitarra slide e l'armonica sono troppo strumenti troppo raffinati per un tipo come Lemmy. Il pezzo in questione ha leggermente meno mordente degli altri per via di un ritornello un po' scarico, ma gli ottimi inserti di armonica lo rendono ugualmente variegato e interessante.
Stranger Danger chiude il tutto e il protagonista é ancora Tony (anche per via del volume leggermente alto della sua voce) con una ottima prestazione vocale che, a tratti, mi ha ricordato Dave Pirner, per la sua naturalezza. Bello lo special a circa metá canzone con la batteria in primo piano.

Un plauso va sicuramente fatto a  Tony, Nino, Claudio e Valerio, questi ragazzi sono Rock n'roll allo stato puro, pochi fronzoli. I know, it's only rock n' roll, but I like it, cantavano gli Stones, i The Wheedim sono questo.
Se amate il classic rock e l'hard rock vecchia scuola, dategli un ascolto, non ve ne pentirete.
Noi aspettiamo l'album che, con qualche sistemata qui e li, soprattutto nei volumi, non potrá che essere convincente.
Intanto beccatevi la demo.

Tracklist:
The beat of your body
Free one
Falling in a trap
Stranger Danger

http://www.facebook.com/TheWheedim

26/01/13

Recensione: Red Hot Chili Peppers - Californication (1999)


E' il 1999 e i peperoncini rossi e piccanti si ripresentano all'appello con il redivivo (e stavolta sobrio) John Frusciante al posto di Dave Navarro e con Anthony Kiedis biondo e con i capelli corti (mamma che brutto).
Il risultato dell'unione di Kiedis biondo, Chad Smith ingrassato, lo schizofrenico Flea (con l'ennesimo colore di capelli poco appariscente) e di un Frusciante che non riesce piú a formulare una frase di senso compiuto, é Californication (termine che ironizza  sulla globalizzazione della cultura californiana e che deriva dall'unione di California e Fornication, detto per i pochi che non lo sapessero), successore del controverso One hot minute. Controverso per me, a molti é piaciuto.

Sí, ma che ne pensi di questo disco? Aspettate che ci arrivo!
Vabbé ve la sparo subito, Californication é il miglio disco dei Red Hot Chili peppers, ecco, contenti adesso?

Si, non sto scherzando, persino meglio dell'acclamatissimo Blood Sugar Sex Magic, disco con dei pezzi pazzeschi, ma che ho sempre faticato ad ascoltare nella sua interezza. Californication é probabilmente un disco con meno picchi, ma scorre via che é una bellezza: il tutto costruito da quel mostro che é Flea, supportato come sempre da un ottimo Chad smith e con i restanti due personaggioni che ci mettono il loro. Spesso Frusciante neanche suona (tanto fa tutto Flea) peró quando lo fa, si sente che l'ispirazione é con lui: nel pezzo Californication suonerá 3 note in tutto e eseguirá un solo che puó eseguire anche uno che ha comprato la sua prima chitarra da 20 minuti, peró funziona, eccome se funziona.

Le Hit ci sono, sono tante e di ottima fattura: Around the world con delle linee di basso pazzesche (qualsiasi bassista rock l'avrá suonata almeno una volta nella vita) Scar Tissue (il terzo assolo di Frusciante mi fa venire la pelle d'oca ancora oggi, dopo tutti questi anni), la radiofonica Otherside, la title track e la dolcissima Road trippin', tutti singoli di grandissimo successo e di grandissimo impatto. In mezzo altre ottime canzoni come Parallel universe, Right on time e Emit remmus (chiedere a Chad Smith come si suona la batteria).
Purtroppo qualche riempitivo ci sta sempre ed eccoli puntualmente nella seconda metá del disco, tutte di fila, eccole la, guardatele, traccia 11, 12 e 13. Superate quelle andate tranquilli.

Californication é il perfetto equilibrio della band, il perfetto mix tra il funky smodato degli esordi e la "maturitá" e l'orecchiabilitá (diciamo cosí, senza buttarla troppo in polemica) degli ultimi album.

Per me l'ultimo grande album dei Red Hot, dopo questo solo ciofeche (ecco, l'ho detto).

Voto 82/100

Top tracks: Around the world, Scar tissue, Road trippin.
Skip songs: This velvet glove, Purple stain

Tracklist:
1. Around the World
2. Parallel Universe
3. Scar Tissue
4. Otherside
5. Get On Top
6. Californication
7. Easily
8. Porcelain
9. Emit Remmus
10. I Like Dirt
11. This Velvet Glove
12. Savior
13. Purple Stain
14. Right On Time
15. Road Trippin

24/01/13

La discografia (semiseria): Dream Theater

Pochi gruppi al mondo dividono come i Dream Theater: i commenti diretti alla band vanno da "ma che è sta merda?" a "sono il gruppo migliore mai esistito sulla faccia della terra", sempre con pochissime vie di mezzo. Il mondo è bello perchè è vario, no? No? Ok, no.
Ecco cosa ne penso della loro discografia.

Cominciamo:



When dream and day unite (1989)
Il debut. Oh, questi ragazzi ci sanno davvero fare con gli strumenti, peccato che la voce di Dominici non sia esattamente il massimo e la registrazione della sua già non bellissima voce sia un porcheria totale, sembra che canti dalle fogne. Non credo di essere mai riuscito ad ascoltarlo tutto per intero perchè proprio non lo reggo. Gli do una chance ogni anno, l'ho fatto anche oggi, per tutto l'anno sono a posto. 
Voto 49/100 (so' ragazzi)
Top track: Ytse jam (l'unica strumentale, infatti)


Images and words (1992)
Dominici viene fatto accomodare gentilmente fuori dai rottweiler di Portnoy e Petrucci e viene fatto entrare LaBrie. Quello che che ne viene fuori è un disco della madonna, con tutti pezzi di livello assoluto e con un cantante (e una produzione) finalmente all'altezza, anche se anche 'sto povero cristo verrà criticato da molti. Petrucci viene portato in trionfo come nuovo messia e I DT passano da perfetti sconosciuti a star mondiali con un solo disco. E che disco. 
Voto 100/100
Top tracks: tutte 

Awake (1994)
"Ecco, lo sapevo, 'sto disco è una delusione totale, questi hanno fatto un solo disco buono e ora scompariranno", questa la reazione media degli ascoltatori dopo il successone di Images & words. In realtà Awake ha solo un predecessore molto pesante, ma preso singolarmente è un signor disco ed è tutt'ora uno dei punti piu' alti della loro carriera. LaBrie canta incazzato come non mai perchè gli hanno rimproverato di essere troppo effeminato. Io lo preferisco tale, gusti sessuali a parte. 
Voto 84/100
Top tracks: Erotomania, Voices, The mirror

Falling into infinity (1997)
La casa discografica vede i DT come un pollo da spremere (i polli si spremono? Ah, no, si dice si spennano) e gli commissiona un lavoro più leggero e radiofonico. La band è confusa e non sa che pesci prendere, il risultato è un lavoro ibrido, tante buone canzoni, tanti suoni più morbidi e tanta confusione. Kevin Moore ha salutato la band ed al suo posto è entrato il timido e poco appariscente Derek Sherinian, che si sarà presentato alla band con un vestaglione viola fosforescente ed un collanone di oro stile rapper. 
Voto 69/100
Top tracks: Peruvian Skies, Hollow Years, Lines in the sand
Skip track: Burning my soul

Scenes from a memory (1999)
La band manda al diavolo la casa discografica e decide di cacciare il timidino Derek per Jordan Rudess. Il risultato è un concept album perfetto in ogni secondo e sotto tutti i punti di vista, una volta che premi play sei fottuto, devi ascoltarlo tutto per forza. Ne possiedo una copia rara con uno "scratch" a 0.36 della quinta canzone. Si, lo so, ecchissenefrega. Il disco più bello di sempre. Non riesco a capire come la mia copia "suoni" ancora, l'ho ascoltata ininterrottamente per un paio d'anni.  
Voto 100 e lode/100
Top tracks: allora non mi sono spiegato

Six degrees of inner turbulence (2002)
Stessa storia di Awake? Sí, solo che stavolta il disco è una delusione per davvero. Un doppio cd, il primo con 5 polpettoni pazzeschi (anzi 4, Disappear mi piace, anche se un po' polpettone lo è lo stesso), il secondo con un buon mini concept. Se ci avessero risparmiato il primo cd sarebbe stato meglio per tutti, purtroppo non l'hanno fatto. Eppure partiva benissimo, al primo superriffone di Petrucci ho temuto di avere tra le mani un altro album da ascoltare ininterrottamente per anni.
Voto 60/100
Top tracks: il secondo cd
Skip tracks: il primo cd

Train of thought (2003)
Album un po' più cupo e meno vario rispetto ai precedenti. La band ha preso la brutta abitudine di scrivere solo pezzi stralunghi senza avere le idee di inizio carriera e Portnoy comincia a fare il megalomane, ahi ahi ahi. Ció nonostante era l'album perfetto per i miei pomeriggi su Burnout (il videogame). Lo ricordo abbastanza positivamente per questo, non è un motivo abbastanza valido?  
Voto 67/100
Top tracks: As I am, Endless Sacrifice
Skip track: In the name of god

Octavarium (2005)
Portnoy si impossessa della band costringendo gli altri a pubblicare canzoni che parlino di lui, plagiando canzoni dei gruppi a lui graditi (chi ha detto Muse?) e cantando sempre di più. I walk beside you sembra un pezzo preso dalla discografia degli U2. Disco mediocre, a parte la title track, che è un semi-capolavoro e che per fortuna dura più di 20 minuti. Ascoltatela, è un esperimento interessante, è tutta in crescendo, non tornerà mai indietro. 
Voto 65/100
Top track: Octavarium, The answer lies within
Skip tracks: These walls, Never enough

Systematic Chaos (2007)
Ecco un altro disco della serie: i dischi che piacciono solo a me. Portnoy di nuovo superprotagonista (pure troppo) e Petrucci in versione Horror. Non chiedetemi perchè, ma il tutto funziona. Nessuna idea che passerà alla storia, sia chiaro, ma (quasi) tutto è al posto giusto al momento giusto. Bellissimo il documentario-dvd allegato al cd. Forsaaaaaaakeeeeeeeeeen  
Voto 75/100
Top tracks: Forsaken, The dark eternal night, Repentance

Black clouds & silver linings (2009)
Stavolta non ci siamo proprio. La band sembra ostaggio di Portnoy e sembra aver perso l'ispirazione, a parte la bellissima The count of Tuscany (che brivido ascoltarla dal vivo). La Brie sembra canti col pilota automatico e da l'impressione di aver imparato le vocals 10 minuti prima di essere andato a registrarle. O forse le ha registrate improvvisando, non saprei. Per fortuna acquistai la versione speciale con il secondo cd di cover che è nettamente più bello del disco in se, ci sono cover dei Queen e degli Iron maiden, bello! 
Voto 50/100
Top tracks: The count of Tuscany e il cd di cover
Skip tracks: bah

A dramatic turn of events (2011)
Portnoy: "Ragazzi, perchè non ci prendiamo una pausa per ritrovare l'ispirazione?" Petrucci: "Sei fuori dalla band".
Disco storico in quanto il primo senza il suo membro principale e con Mike Mangini al suo posto (il dvd delle audizioni per il nuovo batterista tipo "Amici" è incluso nell'edizione speciale). Il disco è ok, ma è stato furbescamente "copiato" da Images & words: tutte le strutture (a parte Beneath the surface), appartengono a quel magnifico disco. Senza l'ispirazione di allora e con un Labrie lontano parente di quello di vent'anni prima. Mangini se la cava bene, tutto sommato. La copertina fa schifo. 
Voto 67/100
Top tracks: Lost not forgotten (Under a glass moon), Breaking all illusions (Learning to live), Beneath the surface

Dream Theater (2013)
Il primo vero disco senza Portnoy e con Mangini a pieno regime.
Le strutture, quanto le adoro! In questo disco ci sono: intro, la strumentale e la suite finale, esattamente come piace a me. Non ci saranno capolavori all'interno, ma nell'insieme questo Dream theater é godibile, estremamente godibile, tanto che lo ascolto molto, molto spesso. Forse pure troppo.  
Voto 71/100
Top tracks: Enigma machine, The bigger picture, Illumination Theory

The astonishing (2016)
"Il magnifico" lo chiamano i Dream Theater.
In realtá "magnifici" sono stati gli sbadigli che ho fatto ascoltando questa opera nella sua interezza e nella magnificenza delle 34 tracce srotolate in 2 ore e 10 di durata complessiva. La Brie interpreta 124 personaggi, Petrucci per lunghi tratti se ne sta al baretto sotto lo studio di registrazione e Rudess suona 2 ore di piano. Ci sono anche ottimi momenti e belle canzoni, ma piuttosto che riascoltarlo tutto per intero preferisco andare a scopare il mare. 
Voto 50/100 (per lo sforzo)
Top tracks: la numero 57 e la numero 324, credo.





Distance over time (2019)
La band ritorna su binari piú consoni e lascia stare il divano, le tisane e gli sbadigli dell'album precedente, Petrucci suona da dio e Mangini sembra finalmente parte della band. Tutto bello, persino la produzione, se non fosse che l'ispirazione di LaBrie é al minimo storico e le linee vocali dell'album sono di un banalitá quasi illegale. Per i pignoli: ho abbassato il voto rispetto alla recensione perché sta cosa mi fa talmente incazzare che mi sa che comincio ad appoggiare chi reclama un altro cantante.
Voto 62/100
Top tracks: Fall into the Light, At Wit's End, Pale Blue Dot



Vi lascio con l'audizione che i Dream Theater fecero per sostituire Portnoy.
Non c'entra una mazza, ma ve la lascio lo stesso perché é divertente da vedere.

23/01/13

Recensione: Megadeth - Cryptic writings (1997)


Questo disco è considerato una ciofeca dal 99% degli ascoltatori mondiali. Sapete quando leggete quelle domande tipo: "ditemi un disco che vi piace ma che non piace a nessuno" Beh, Cryptic writings potrebbe essere la mia risposta.
E' il 1997 e i Megadeth vivono un momento particolare della loro carriera ammorbidendo di molto il loro suono, già col precedente Youthanasia (e ancora di più con il successivo Risk, quello sì che è una ciofeca!) c'è la svolta più classic metal in favore del thrash degli esordi.

Perchè mi piace questa porch.. ehm questo disco? Perchè musicalmente ce n'è davvero per tutti i gusti e Mustaine è in formissima scrivendo testi schizzati e (velatamente) pieni d'odio verso tutto e tutti. She-wolf è dedicata alla ex moglie di un suo ex amico. Ecco, già questa canzone potrebbe riassumere il disco, dal punto di vista dei testi. Ho un ricordo indelebile di questo cd: nel mio vecchio stereo ogni tanto una cassa "spariva" e per farla "riapparire" mettevo a palla la prima traccia di Cryptic writings per farla sbloccare. Non chiedetemi perchè, ma si sbloccava solo con questo disco. Ve la posto al termine della recensione, nel caso abbiate il mio stesso problema.

Dicevo, musicalmente ce n'è davvero per tutti i gusti: dal classic metal di Trust (la canzone che, come ho detto mi sbloccava lo stereo) al pop metal di Almost honest, Use the man, I'll get even (il titolo è tutto un programma) e A secret place, al thrash con suoni morbidi di Vortex, The disintegrators e FFF. 
Da non sottovalutare il fatto che questo sarà l'ultimo album con il batterista Nick Menza, per me l'unico e solo batterista della band, una spanna a tutti i 200 batteristi che ha cambiato Mustaine nella formazione, ascoltate l'inizio di Sin e ditemi se Nick non lascia un tocco personalissimo nella band.

Curiosità: quella che vedete sopra è la copertina dell'edizione originale, metre quella nera che vedete come anteprima del video sotto è quella del remaster, che in realtà ha anche diversi dettagli differenti nell'editing e nel mixing. Io sono affezionato alla prima. 

Disco probabilmente senza pezzi epocali (anche se Trust e She wolf fanno ancora parte della setlist fissa di Mustaine) ma davvero gradevolissimo nella sua interezza. Consigliato solo a metallers con la mente (molto) aperta. Per me è un gran bel disco, fate voi

Voto 75/100

Top tracks: Trust (glielo devo), She-wolf, FFF
Skip track: Have cool, will travel

Tracklist:
1. Trust
2. Almost Honest
3. Use the Man
4. Mastermind
5. The Disintegrators
6. I'll Get Even
7. Sin
8. A Secret Place
9. Have Cool, Will Travel
10. She-Wolf
11. Vortex
12. FFF

19/01/13

Recensione: Helloween - Straight out of hell (2013)


Ma piano, cazzo!!! Ma perché fanno cosí? Ma che bisogno c'é? Sto perdendo davvero la pazienza verso queste supermegaiperproduzioni: chitarroni che coprono tutto, tastieroni invadenti, mille voci nei cori, chitarre che spuntano dal nulla, strumenti indefiniti. Troppa roba sul serio, gli Helloween sono diventati come i Blind Guardian. Eppure quest'album non ne avrebbe bisogno, perché di idee (buone) ce ne sono molte. Capisco quando si é poco in vena e si lascia il compito ingrato alla produzione di mascherare il tutto, ma questo Straight out of hell é un prodotto rispettabilissimo. Purtroppo le ultime produzioni del gruppo tedesco sono su questo stile, sicuramente qualcuno apprezzerá, non il sottoscritto. Sto invecchiando? Me lo domando molto spesso, ultimamente.

L'opener Nabatea é il primo singolo e anche uno dei migliori pezzi dell'album, i suoi 7 minuti sono davvero convincenti, anche atmosfere Maiden nel break prima del finale. La mia domanda é: Deris canterá cosí il ritornello dal vivo? Neanche per sogno.
Buona anche la pompatissima World of War, superpower (e superpompata) nel ritornello. L'inizio di Live Now! é un misto tra un riff di Petrucci preso da Systematic chaos e una qualsiasi cosa di Sambora col talkbox. Far from the stars é il perfetto esempio di quello che ho detto all'inizio: la canzone é ok, ma risulta stucchevole per colpa della produzione: ritornello con voci sguaiate, riff di chitarra che quasi coprono la voce, pianoforte che sbuca cosí,dal nulla, come un effetto strano, che suppongo sia una tastiera. Eppure c'é anche un passaggio alla Queen molto gradevole peccato.
In Burning sun Deris canta davvero bene, la strofa é veramente pregevole, peccato per i soliti chitarroni, cori, tastiere e strumenti che sbucano dal nulla. Comincia Waiting for the thunder e sfido chiunque a non pensare al successone radiofonico If I could Fly, anche se lo spirito di questo pezzo é diverso. Ma perché quel pianoforte/tastiera sbuca cosí forte senza motivo? Mettetelo pianoooo, anzi toglieteloooo. Non mi do pace, scusate, é piú forte di me.  
Hold me in your arms é una ballata "diversa" e molto valida, che si fa apprezzare dalle mie orecchie soprattutto per l'assenza dei fastidiosi chitarroni degli altri pezzi, ahhhhhhhhh... le mie orecchie (vecchie) ringraziano.

Wanna be god é un altro pezzo "molto diverso", spiazzante per certi versi, ma molto originale. La title track é un pezzo power metal vecchio stile: Kiskeeee doooveeeeee seiiiiii? Scusate, me lo sono lasciato scappare, ma in questo pezzo ci starebbe da Dio. Deris comunque fa il suo e non sfigura, anche se con Kiske sfigurano tutti. Ok, la smetto.  
Asshole! Deris ce l'ha con qualcuno e nel ritornetto gliene dice di tutti i colori, sono curioso di sapere chi é sto stronzo (ouh, l'ha detto lui, mica io!). Abbastanza banale ed evitabile Years, mentre Make fire catch the fly é ok (mi ricorda qualcosa di The dark ride), anche se non brilla per originalitá, cosí come la conclusiva Church Breaks down, pezzo power vecchio stile, con un break centrale niente male.

In parole poverissime? Album molto buono con una produzione odiosa. Un sample a fine pagina, se all'ascolto in cuffia le vostre orecchie apprezzano, comprate pure il disco.

Voto 63/100

Top tracks: Nabataea, Straight out of hell
Skip track: Years

Tracklist:
1. Nabataea
2. World Of War
3. Live Now!
4. Far From The Stars
5. Burning Sun
6. Waiting For The Thunder
7. Hold Me In Your Arms
8. Wanna Be God
9. Straight Out Of Hell
10. Asshole
11. Years
12. Make Fire Catch The Fly
13. Church Breaks Down


16/01/13

Recensione: The walking oaks (demo)


E' la volta dei The walking oaks, signorini e signorine!
Copio-incollo dal loro profilo Facebook (che pacchia, eh): "I fratelli Armando e Giorgio Carbone e le loro cugine Anna e Nadia Scolaro sono i Walking Oaks. Cresciuti insieme in una piccola casa di legno a Catania, nel 2006 danno vita al progetto musicale. Dal 2007 ad oggi si sono esibiti in molti locali siciliani e partecipato a diversi festival musicali. Nel 2011 registrano il loro primo demo live di cinque brani presso il TRP studio di Riccardo Samperi.
Nello stesso anno superano le selezioni del Tour Music Fest (festival internazionale della musica emergente) arrivando fra le 19 semifinaliste."

In realtá, in redazione (che continuerá a essere casa mia fino a che google non acquisterá il mio dominio per almeno 15 milioni di dollari), non é arrivata una mazza, ho avuto solo i "file" (che, tra l'altro, potete ascoltare pure voi su http://soundcloud.com/thewalkingoaks).
Li perdoniamo questi ragazzuoli? Dipende se suonano bene, vediamo.

Cosa ne penso di questi ragazzi e di questa demo? Penso che i The walking oaks abbiano personalitá da vendere: ci propongono un rock "datato", nessun trend, nessuna contaminazione moderna, ascoltare loro é come ritornare indietro nel tempo e riassaporare atmosfere vintage ormai andate quasi per sempre: in Beyond the wall a tratti sembra di ascoltare i Police misti a Bowie con Janis Joplin alla voce. Un plauso in questo senso va dato in particolare ad Anna, davvero una voce splendida e una esecuzione perfetta, in questo come in tutti gli altri pezzi. Non da meno gli altri ragazzi, sia chiaro: Giorgio con delle linee di chitarra sempre ispirate, mai banali e con dei suoni meravigliosi, cosí come la perfetta base ritmica di Armando e Nadia, sempre al posto giusto al momento giusto, soprattutto durante soli e/o intermezzi strumentali.
Fra gli altri ascolti, Feel free to leave spicca per una chitarra settantiana ispiratissima, sia nelle ritmiche che nel solo (con un passaggio molto Green day in mezzo, scusate e' piu' forte di me trovare i plagi in ogni cosa), And then the silence, canzone molto particolare che lascia spiazzati ad un primo ascolto, a causa di un incedere e una linea vocale molto particolare, se questo sia un bene o un male dovete deciderlo voi, ma vi dico che il "piuuuu" a 3.46 vale la canzone. A concludere la demo, Nice to meet you, un pezzo ritagliato per la splendida voce di Anna, ben supportato dalla chitarra Jimmypagiana di Giorgio e da una base ritmica molto variegata e interessante, infine La formica sul rullante, pezzo leggero e godibile, cantato in italiano (cosa facilmente intuibile),con un bel riff portante e degli ottimi passaggi di batteria, anch'esso interessante per molti aspetti, pur non essendo un estimatore delle vocals in italiano.

Allora, li perdoniamo? Alla grande! Questi ragazzi sono bravi, suonano bene, hanno buon gusto e non sono interessati alle mode. Se amate il classic rock Anni 60/70, ascoltateli!
Adesso aspettiamo l'album, però!

http://www.facebook.com/walkingoaks?fref=ts

12/01/13

Recensione Kotipelto & Liimatainen - Blackoustic (2012)

Chi sono questi due loschi figuri dai nomi e impronunciabili? Sono rispettivamente il cantante degli Stratovarius e il chitarrista dei Sonata Arctica, che, un po' per scherzo (che burloni), sono andati in giro  in piccoli club ad eseguire (con soli strumenti acustici) canzoni dei loro rispettivi gruppi ed alcune cover. Al termine del tour hanno deciso di registrare un disco (acustico, appunto) riassuntivo: Blackoustic. E' chiaro per tutti? (Cit. Spaceballs)
La domanda nasce spontanea (Lubrano, dove sei????): perché non pubblicare qualche registrazione dal vivo piuttosto che incidere nuovamente i pezzi in studio? E io che ne so? Che volete da me, tutte le risposte? Chiedetelo a loro.

Il disco é piacevole, anche se poco variegato nel complesso, e si rischia seriamente di farsi un mazzo cosí (simulate le due pistole con le mani, e giratele verso l'interno, ecco, cosí) se non si apprezza appieno il repertorio o la voce di Timo Kotipelto.
Molti pezzi riusciti in questo blackoustic: Black Diamond, che riproposta in acustico dapprima fa sorridere, ma alla fine finisci per riascoltarla, soprattutto per un convincente ritornello, Hunting High & low, e soprattutto: la bellissima cover dei Deep Purple Perfect strangers e Coming Home degli Stratovarius, perfetta per l'occasione.
Da evitare come la peste Behind blue eyes, cover dei The Who, principalmente perché la voce di Timo non ci azzecca niente, poi perché la seconda parte della canzone é davvero ridicola, ascoltatela, vi farete due risate. Non sentivo una cover cosí brutta da molto tempo. Altra cover poco riuscita é Where my rainbow ends dei Rainbow, dove le capacitá interpretativa di Ronnie James Dio dell'originale erano effettivamente un'altra cosa (anche gli arrangiamenti strumentali, a dire il verso). Karjalan Kunnailla (che?? Puoi ripetere, scusa?) é un omaggio alle loro terre, i connazionali finlandesi ne saranno contenti, io francamente no.

Se vi piaccione i due artisti (anche solo uno dei due, eh), dategliela un'ascoltata, qualche pezzo potrebbe colpirvi (in testa).

Voto 60/100

Top tracks: Perfect strangers, Coming home
Skip track: Behind blue eyes (brrr)


 Tracklist:
1. Sleep Well
2. Out In The Fields
3. Black Diamond
4. My Selene
5. Behind Blue Eyes
6. Hunting High And Low
7. Where My Rainbow Ends
8. Speed of Light
9. Perfect Strangers
10. Coming Home
11. Serenity
12. Rainbow Eyes
13. Karjalan Kunnailla
14. Beauty Has Come

09/01/13

La discografia (semiseria): Metallica

Per la serie "Le discografie semiserie" é la volta dei 4 cavalieri dell'apocalisse. Dai capolavori della prima parte della carriera alle ciofeche memorabili. Enjoy!

Kill'em all (1983)

Ribattezzato "Chillu é mollu" dai napoletani, Kill'em all é il debut della band.
Dave Mustaine viene allontanato a cazzotti e James Hetfield viene gettato di fronte al microfono: "canta!". Le canzoni sono grezze e la registrazione sembra fatta con un registratore a cassette, ma ai metallari brutti e cattivi questa cosa piace. Non sono brutto e cattivo, ma piace anche a me.
Voto 78/100
Top songs: Hit the lights, Whiplash, Seek & destroy

08/01/13

E' entrato Ascanio!

Oggi, 8 di gennaio, avvenimento mondiale importantissimo: è entrato Ascanio!!!

Given to rock non poteva, ovviamente, mancare alla celebrazione ed unirsi alla grande festa.

Vi lascio al capolavoro e vi posto anche il testo nella sua interezza.


ESCE, MA NON MI ROSICA

Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!
Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!

Hey: Jole lascia il bimbo!
Vola, l'herpes: che bugiarda!
Ho la ghiara blu: oh, sciala, sciala!
Il Lasonil ci brucia!
A "Le iene", uno sbirro aiuta uno scemo:
no, per non morir!
Lo sùcchia tutto, il pollo, al buio:
il bucio gli brucia!

Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!
Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!

Giralo là, che chiamo Miccoli!
Alza l'antenna: ho detto Miccoli!!
Giralo là, che chiamo Miccoli;
ma non urlarlo nei gomitoli!
Ma se un pò sei giù,
il pusher mi dona:
te lo allego; ma non siedo Miccoli!
Te lo allego; ma non siedo Miccoli!

Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!
Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!

Hey: Jole lascia il bimbo!
Vola, l'herpes: che bugiarda!
Ho la ghiara blu: oh, sciala, sciala!
Il Lasonil ci brucia!
A "Le iene", uno sbirro aiuta uno scemo:
no, per non morir!
Lo sùcchia tutto, il pollo, al buio:
il bucio gli brucia!

Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!
Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!

Giralo là, che chiamo Miccoli!
Alza l'antenna: ho detto Miccoli!!
Giralo là, che chiamo Miccoli;
ma non urlarlo nei gomitoli!
Ma se un pò sei giù,
il pusher mi dona:
te lo allego; ma non siedo Miccoli!
Te lo allego; ma non siedo Miccoli! 

05/01/13

Recensione: Mascinga - Veleno (2012)

Fate finta che un cantante pop rock italiano sia in procinto di registrare un disco in sala di incisione, ma al posto dei musicisti richiesti, si presentino Slash, Zakk Wylde e Matt Sorum. Questa é l'impressione del secondo disco dei liguri Mascinga arrivato fresco fresco in redazione (sempre casa mia). Copio-incollo dal loro profilo facebook:  "I Mascinga nascono nel gennaio 2011 dalle ceneri dei Senseless, mitica formazione ligure punk-rock di fine anni novanta. Davide e Giorgio, rispettivamente voce/basso e chitarra ritmica della band, fiancheggiati dal ritmo della batteria dell’onnipresente Matteo Ricordo decidono di rimettersi un’altra volta in gioco scrivendo nuovi pezzi dopo quasi dieci anni di silenzio, dando vita a quello che è il progetto Mascinga, ovvero un insieme di sonorità decisamente hard-rock anche grazie al sodalizio con Boggio, eclettico chitarrista dei Carcharodon a cui è stata affidata la chitarra solista arricchendo i brani di killer-riffs dai toni 80’"


Quello che salta subito all'occhio (anzi, all'orecchio) é una registrazione davvero eccellente, sembra un prodotto da casa discografica, piú che un disco autoprodotto, probabilmente la miglior registrazione indipendente che abbia mai sentito.
Un'apertura al fulmicotone, con la prima traccia Occhi trasparenti, molto convincente: atmosfere tirate á la Slash, con un bel riffing, drumming, solo e con un finale all'altezza della situazione. Le atmosfere Slasheniane (che bei termini che tiro fuori, non c'é che dire..) si fanno strada anche nel secondo pezzo Cammina, il riff d'apertura sembra proprio uscito dalla sua chitarra. Rettilocoscienza (con un testo moooolto particolare), si sposta invece su territtori piú punk rock e il disco scorre via molto piacevolmente e senza troppi fronzoli. Nel quarto pezzo La leggenda di Maia, Slash, Zakk Wylde e Matt Sorum si prendono una pausa Jack daniels (al posto della solita pausa caffé) e lasciano spazio a musicisti di rock italiano piú convenzionale (oh, guardate che sto scherzando, Slash & company non suonano con i Mascinga), con un pezzo che ricorda a momenti qualcosa dei secondi Litfiba, non avendo peró il loro appeal, soprattutto nelle vocals.  Conoscere l'amore abbassa ancora di piú i toni, il risultato non é del tutto convincente, ma gli assoli e alcuni passaggi in mezzo alla canzone risollevano l'asticella. I ritmi per fortuna si risollevano e ritornano quelli incisivi di inizio disco con Teschi e veritá.
Nella successiva Elettrica passione una voce femminile (che avevamo giá notato in alcuni cori) fa la sua comparsa come voce principale. Il pezzo é una ballata, la cantante ha un bellissimo timbro e ottime qualitá vocali, ma il pezzo risulta troppo monotono e si fa persino fatica a capire quale sia la strofa e quale sia il ritornello. Nuvole di te ci riporta sulla retta via con atmosfere piu Rock n' roll, quelle piú adatte a questa band, a parere di chi scrive: ottimi arrangiamenti, ottimi suoni e ottimi soli. Con la strumentale Veleno la band ci mostra il meglio di se, non frenati dalla struttura per le vocals, gli (ottimi) musicisti si sfogano alla grande: ritmi tirati, basso piú in evidenza, bending á la Zakk Wylde, soli: strumentale perfetto. Aspetta, é finito il disco? Che é sta canzone, sono ancora loro? La conclusiva A cena dai tuoi é un pezzo acustico parecchio particolare che si discosta totalmente con quanto sentito fino ad ora. Diciamo che sta in mezzo ad un pezzo cantautorale italiano anni 70 ed una ninna nanna. Non la chiusura che ci si aspettava, in veritá, ma penso sia una sorta di esperimento/pezzo per divertimento.

Pur avendo delle remore per il rock cantato in italiano, ho apprezzato questo Veleno dei Mascinga, una registrazione pressoché perfetta e degli arrangiamenti molto curati. Se devo essere sincero le vocals non mi hanno convinto molto: meglio quando spingono sull'acceleratore e quando i ritmi sono piú alti, da rivedere sui pezzi piú morbidi, in quanto un po' povere di colore e di interpretazione.
Il gruppo in generale peró vale parecchio, dovessero passare dalle vostre parti, andateli a sentire!

Top tracks: Occhi trasparenti, Veleno.

Tracklist:

1)Occhi trasparenti
2)Cammina
3)Rettilocoscienza
4)La leggenda di Maia
5)Conoscere l'amore
6) Teschi e veritá
7) Elettrica passione
8) Nuvole di te
9) Veleno
10) A cena dai tuoi