29/01/13

Recensione: Thirty seconds to mars - A beautiful lie (2005)



Si ok, lo so, sì ok, calmatevi, lo so bene che i Thirty seconds to mars sono il gruppo preferito dalla bimbeminkia rock. "Quanto è bello Jared Leto, voglio fare parte della sua setta EMO" (purtroppo non mi ricordo come si chiama) "quanto sono belli" "quanto sono fighi" "mi taglierei volentieri le vene con lui" etc. etc...Ma noi siamo senza pregiudizi e ascoltiamo tutto a cuor leggero, no? Ovviamente no, ma all'epoca ascoltai per davvero questo disco senza nessun tipo di pregiudizio e a distanza di anni affermo ancora che questo A beautiful lie è un gran bel disco, che ogni tanto ascolto con piacere. Ok, se volete picchiarmi vi lascio il mio indirizzo in privato.

Per alimentare ancora di più le botte, aggiungo che Jared Leto è sì un bravissimo attore (cosa che manifesta pure troppo nei videoclip, anzi, nei cortometraggi della band), ma è ancor di più un gran cantante, e ascoltando questo disco, in pochi potranno dire il contrario. Anche Vasco Rossi ha dichiarato che appena ha ascoltato per la prima volta Jared in The Kill è rimasto a bocca aperta come non gli succedeva dai tempi di Bono Vox nei primi anni 80. Vasco Rossi non fa testo? Ok, ci ho provato. Comunque è vero che l'ha detto, non me lo sono inventato. Ok, non vi interessa.

In questo disco ci sono degli ottimi pezzi: Attack, la già citata The kill, La title track, From yesterday e A modern Myth, che si regge quasi esclusivamente su una esecuzione vocale magistrale: i "goodbye" pronunciati da Leto sono veramente intensi, intensissimi. Il tutto supportato ottimamente dalla band, soprattutto dal fratello Shannon, batterista, che ha uno stile che mi piace parecchio.

A Beautiful lie è un disco moderno (in genere non apprezzo il rock moderno, sono onesto) ed effettivamente è l'unico disco che mi piace della band: il primo album lo reputo troppo acerbo mentre il terzo lo trovo presuntuoso, che piú presuntuoso non si puó. Questo è il loro secondo, se non si fosse capito.

Lasciate stare i pregiudizi sui fratelli Leto e sulle Bimbeminkia e ascoltate 'sto disco, o quantomeno sparatevi a tutto volume The Kill, in fondo alla recensione.

Voto 74/100

Top tracks: A beautiful lie, The Kill, From yesterday
Skip track: The story

Tracklist:
1. Attack
2. A Beautiful Lie
3. The Kill
4. Was it a Dream?
5. The Fantasy
6. Savior 
7. From Yesterday
8. The Story
9. R-Evolve
10. A Modern Myth

28/01/13

Recensione: Angra - Best Reached Horizons (2012)


No, non é una nuova release degli Angra, bensí un Best of (commemorativo?) che prende spunto dal titolo della loro prima demo di vent'anni fa "Reaching horizons" per testimoniare quanta strada ha fatto la band da allora. Perché recensisco un Best of? Non lo so, mi andava e gli Angra mi garbano parecchio, per dirla alla toscana senza nessun motivo plausibile.

Mi piacciono, anzi, ci piacciono questi tipi di Best of, quelli che distinguono le diverse parti della carriera del gruppo, facendo distinzioni tra le varie ere. In questo senso in Best reached horizons la divisione é netta: CD 1 era Matos, CD 2 era Falaschi (che ha, pure lui, recentemente abbandonato il gruppo). Non avrebbe avuto davvero senso trovarsi, che ne so, una Angels Cry e di seguito Arising thunder con 3/5 della band composta da componenti diversi, quindi diciamo che questa scelta CI PIACE. 

I pezzi sono tutti noti e stranoti (qualcuno meno in veritá), e la tracklist é ottimamente scelta e rappresenta per buona parte il vero best of della band, ma aspetta... dov'é Make Believe????? AAAAAAAAAAHHHHHHHHHH
 
Ecco, quello che é forse il mio pezzo preferito, manca. Lo sapevo, é sempre cosí. Sembra quasi lo facciano apposta. Basta, termino la recensione in segno di protesta, sono uno "scrittore" libero, io. Vi lascio la tracklist cosí potete farvi benissimo un'idea della raccolta senza le parole del sottoscritto. Addio.

Tracklist: 
CD1:
1. Carry On
2. Angels Cry
3. Wuthering Heights
4. Evil Warning
5. Nothing to Say
6. Holy Land
7. Carolina IV
QUI CI STAVA MAKE BELIEVE
8. Freedom Call
9. Lisbon
10. Metal Icarus

CD2:
1. Nova Era
2. Rebirth
3. Hunters and Prey
4. Spread Your Fire
5. Waiting Silence
6. The Course of Nature
7. Salvation: Suicide
8. Arising Thunder
9. Leese of Life
10. Kashmir (Led Zeppelin cover) 

In segno di protesta, la pubblico io. Make believe.

27/01/13

Recensione: (demo) The wheedim


Il rooooockk and roooooollll.. il rock and rooooolllllllllll (si che mi piaceeeee....), cantavano gli Elio e le storie tese. Beh, se mi chiedessero di spiegarvi come suonano questi ragazzi (so ragazzi..) con una sola parola, direi senza dubbio che l'unica parola adatta é ROCK N' ROLL (si, lo so che sono tre parole, ma non fate i precisini).

26/01/13

Recensione: Red Hot Chili Peppers - Californication (1999)


E' il 1999 e i peperoncini rossi e piccanti si ripresentano all'appello con il redivivo (e stavolta sobrio) John Frusciante al posto di Dave Navarro e con Anthony Kiedis biondo e con i capelli corti (mamma che brutto).
Il risultato dell'unione di Kiedis biondo, Chad Smith ingrassato, lo schizofrenico Flea (con l'ennesimo colore di capelli poco appariscente) e di un Frusciante che non riesce piú a formulare una frase di senso compiuto, é Californication (termine che ironizza  sulla globalizzazione della cultura californiana e che deriva dall'unione di California e Fornication, detto per i pochi che non lo sapessero), successore del controverso One hot minute. Controverso per me, a molti é piaciuto.

Sí, ma che ne pensi di questo disco? Aspettate che ci arrivo!
Vabbé ve la sparo subito, Californication é il miglio disco dei Red Hot Chili peppers, ecco, contenti adesso?

Si, non sto scherzando, persino meglio dell'acclamatissimo Blood Sugar Sex Magic, disco con dei pezzi pazzeschi, ma che ho sempre faticato ad ascoltare nella sua interezza. Californication é probabilmente un disco con meno picchi, ma scorre via che é una bellezza: il tutto costruito da quel mostro che é Flea, supportato come sempre da un ottimo Chad smith e con i restanti due personaggioni che ci mettono il loro. Spesso Frusciante neanche suona (tanto fa tutto Flea) peró quando lo fa, si sente che l'ispirazione é con lui: nel pezzo Californication suonerá 3 note in tutto e eseguirá un solo che puó eseguire anche uno che ha comprato la sua prima chitarra da 20 minuti, peró funziona, eccome se funziona.

Le Hit ci sono, sono tante e di ottima fattura: Around the world con delle linee di basso pazzesche (qualsiasi bassista rock l'avrá suonata almeno una volta nella vita) Scar Tissue (il terzo assolo di Frusciante mi fa venire la pelle d'oca ancora oggi, dopo tutti questi anni), la radiofonica Otherside, la title track e la dolcissima Road trippin', tutti singoli di grandissimo successo e di grandissimo impatto. In mezzo altre ottime canzoni come Parallel universe, Right on time e Emit remmus (chiedere a Chad Smith come si suona la batteria).
Purtroppo qualche riempitivo ci sta sempre ed eccoli puntualmente nella seconda metá del disco, tutte di fila, eccole la, guardatele, traccia 11, 12 e 13. Superate quelle andate tranquilli.

Californication é il perfetto equilibrio della band, il perfetto mix tra il funky smodato degli esordi e la "maturitá" e l'orecchiabilitá (diciamo cosí, senza buttarla troppo in polemica) degli ultimi album.

Per me l'ultimo grande album dei Red Hot, dopo questo solo ciofeche (ecco, l'ho detto).

Voto 82/100

Top tracks: Around the world, Scar tissue, Road trippin.
Skip songs: This velvet glove, Purple stain

Tracklist:
1. Around the World
2. Parallel Universe
3. Scar Tissue
4. Otherside
5. Get On Top
6. Californication
7. Easily
8. Porcelain
9. Emit Remmus
10. I Like Dirt
11. This Velvet Glove
12. Savior
13. Purple Stain
14. Right On Time
15. Road Trippin

24/01/13

La discografia (semiseria): Dream Theater

Pochi gruppi al mondo dividono come i Dream Theater: i commenti diretti alla band vanno da "ma che è sta merda?" a "sono il gruppo migliore mai esistito sulla faccia della terra", sempre con pochissime vie di mezzo. Il mondo è bello perchè è vario, no? No? Ok, no. Ecco cosa ne penso della loro discografia.

Cominciamo:



When dream and day unite (1989)
Il debut. Oh, questi ragazzi ci sanno davvero fare con gli strumenti, peccato che la voce di Dominici non sia esattamente il massimo e la registrazione della sua già non bellissima voce sia un porcheria totale, sembra che canti dalle fogne. Non credo di essere mai riuscito ad ascoltarlo tutto per intero perchè proprio non lo reggo. Gli do una chance ogni anno, l'ho fatto anche oggi, per tutto l'anno sono a posto. 
Voto 49/100 (so' ragazzi)
Top track: Ytse jam (l'unica strumentale, infatti)

23/01/13

Recensione: Megadeth - Cryptic writings (1997)


Questo disco è considerato una ciofeca dal 99% degli ascoltatori mondiali.
Sapete quando leggete quelle domande tipo: "ditemi un disco che vi piace ma che non piace a nessuno" Beh, Cryptic writings potrebbe essere la mia risposta.
E' il 1997 e i Megadeth vivono un momento particolare della loro carriera ammorbidendo di molto il loro suono. Già col precedente Youthanasia (e ancora di più con il successivo Risk, quello sì che è una ciofeca!) c'è la svolta più classic metal in favore del thrash degli esordi.

19/01/13

Recensione: Helloween - Straight out of hell (2013)


Ma piano, cazzo!!! Ma perché fanno cosí? Ma che bisogno c'é? Sto perdendo davvero la pazienza verso queste supermegaiperproduzioni: chitarroni che coprono tutto, tastieroni invadenti, mille voci nei cori, chitarre che spuntano dal nulla, strumenti indefiniti. Troppa roba sul serio, gli Helloween sono diventati come i Blind Guardian. Eppure quest'album non ne avrebbe bisogno, perché di idee (buone) ce ne sono molte. Capisco quando si é poco in vena e si lascia il compito ingrato alla produzione di mascherare il tutto, ma questo Straight out of hell é un prodotto rispettabilissimo. Purtroppo le ultime produzioni del gruppo tedesco sono su questo stile, sicuramente qualcuno apprezzerá, non il sottoscritto. Sto invecchiando? Me lo domando molto spesso, ultimamente.

L'opener Nabatea é il primo singolo e anche uno dei migliori pezzi dell'album, i suoi 7 minuti sono davvero convincenti, anche atmosfere Maiden nel break prima del finale. La mia domanda é: Deris canterá cosí il ritornello dal vivo? Neanche per sogno.
Buona anche la pompatissima World of War, superpower (e superpompata) nel ritornello. L'inizio di Live Now! é un misto tra un riff di Petrucci preso da Systematic chaos e una qualsiasi cosa di Sambora col talkbox. Far from the stars é il perfetto esempio di quello che ho detto all'inizio: la canzone é ok, ma risulta stucchevole per colpa della produzione: ritornello con voci sguaiate, riff di chitarra che quasi coprono la voce, pianoforte che sbuca cosí,dal nulla, come un effetto strano, che suppongo sia una tastiera. Eppure c'é anche un passaggio alla Queen molto gradevole peccato.
In Burning sun Deris canta davvero bene, la strofa é veramente pregevole, peccato per i soliti chitarroni, cori, tastiere e strumenti che sbucano dal nulla. Comincia Waiting for the thunder e sfido chiunque a non pensare al successone radiofonico If I could Fly, anche se lo spirito di questo pezzo é diverso. Ma perché quel pianoforte/tastiera sbuca cosí forte senza motivo? Mettetelo pianoooo, anzi toglieteloooo. Non mi do pace, scusate, é piú forte di me.  
Hold me in your arms é una ballata "diversa" e molto valida, che si fa apprezzare dalle mie orecchie soprattutto per l'assenza dei fastidiosi chitarroni degli altri pezzi, ahhhhhhhhh... le mie orecchie (vecchie) ringraziano.

Wanna be god é un altro pezzo "molto diverso", spiazzante per certi versi, ma molto originale. La title track é un pezzo power metal vecchio stile: Kiskeeee doooveeeeee seiiiiii? Scusate, me lo sono lasciato scappare, ma in questo pezzo ci starebbe da Dio. Deris comunque fa il suo e non sfigura, anche se con Kiske sfigurano tutti. Ok, la smetto.  
Asshole! Deris ce l'ha con qualcuno e nel ritornetto gliene dice di tutti i colori, sono curioso di sapere chi é sto stronzo (ouh, l'ha detto lui, mica io!). Abbastanza banale ed evitabile Years, mentre Make fire catch the fly é ok (mi ricorda qualcosa di The dark ride), anche se non brilla per originalitá, cosí come la conclusiva Church Breaks down, pezzo power vecchio stile, con un break centrale niente male.

In parole poverissime? Album molto buono con una produzione odiosa. Un sample a fine pagina, se all'ascolto in cuffia le vostre orecchie apprezzano, comprate pure il disco.

Voto 63/100

Top tracks: Nabataea, Straight out of hell
Skip track: Years

Tracklist:
1. Nabataea
2. World Of War
3. Live Now!
4. Far From The Stars
5. Burning Sun
6. Waiting For The Thunder
7. Hold Me In Your Arms
8. Wanna Be God
9. Straight Out Of Hell
10. Asshole
11. Years
12. Make Fire Catch The Fly
13. Church Breaks Down


16/01/13

Recensione: The walking oaks (demo)


E' la volta dei The walking oaks, signorini e signorine!
Copio-incollo dal loro profilo Facebook (che pacchia, eh): "I fratelli Armando e Giorgio Carbone e le loro cugine Anna e Nadia Scolaro sono i Walking Oaks. Cresciuti insieme in una piccola casa di legno a Catania, nel 2006 danno vita al progetto musicale. Dal 2007 ad oggi si sono esibiti in molti locali siciliani e partecipato a diversi festival musicali. Nel 2011 registrano il loro primo demo live di cinque brani presso il TRP studio di Riccardo Samperi.
Nello stesso anno superano le selezioni del Tour Music Fest (festival internazionale della musica emergente) arrivando fra le 19 semifinaliste."

12/01/13

Recensione Kotipelto & Liimatainen - Blackoustic (2012)

Chi sono questi due loschi figuri dai nomi e impronunciabili? Sono rispettivamente il cantante degli Stratovarius e il chitarrista dei Sonata Arctica, che, un po' per scherzo (che burloni), sono andati in giro  in piccoli club ad eseguire (con soli strumenti acustici) canzoni dei loro rispettivi gruppi ed alcune cover. Al termine del tour hanno deciso di registrare un disco (acustico, appunto) riassuntivo: Blackoustic. E' chiaro per tutti? (Cit. Spaceballs)
La domanda nasce spontanea (Lubrano, dove sei????): perché non pubblicare qualche registrazione dal vivo piuttosto che incidere nuovamente i pezzi in studio? E io che ne so? Che volete da me, tutte le risposte? Chiedetelo a loro.

Il disco é piacevole, anche se poco variegato nel complesso, e si rischia seriamente di farsi un mazzo cosí (simulate le due pistole con le mani, e giratele verso l'interno, ecco, cosí) se non si apprezza appieno il repertorio o la voce di Timo Kotipelto.
Molti pezzi riusciti in questo blackoustic: Black Diamond, che riproposta in acustico dapprima fa sorridere, ma alla fine finisci per riascoltarla, soprattutto per un convincente ritornello, Hunting High & low, e soprattutto: la bellissima cover dei Deep Purple Perfect strangers e Coming Home degli Stratovarius, perfetta per l'occasione.
Da evitare come la peste Behind blue eyes, cover dei The Who, principalmente perché la voce di Timo non ci azzecca niente, poi perché la seconda parte della canzone é davvero ridicola, ascoltatela, vi farete due risate. Non sentivo una cover cosí brutta da molto tempo. Altra cover poco riuscita é Where my rainbow ends dei Rainbow, dove le capacitá interpretativa di Ronnie James Dio dell'originale erano effettivamente un'altra cosa (anche gli arrangiamenti strumentali, a dire il verso). Karjalan Kunnailla (che?? Puoi ripetere, scusa?) é un omaggio alle loro terre, i connazionali finlandesi ne saranno contenti, io francamente no.

Se vi piaccione i due artisti (anche solo uno dei due, eh), dategliela un'ascoltata, qualche pezzo potrebbe colpirvi (in testa).

Voto 60/100

Top tracks: Perfect strangers, Coming home
Skip track: Behind blue eyes (brrr)


 Tracklist:
1. Sleep Well
2. Out In The Fields
3. Black Diamond
4. My Selene
5. Behind Blue Eyes
6. Hunting High And Low
7. Where My Rainbow Ends
8. Speed of Light
9. Perfect Strangers
10. Coming Home
11. Serenity
12. Rainbow Eyes
13. Karjalan Kunnailla
14. Beauty Has Come

09/01/13

La discografia (semiseria): Metallica

Per la serie "Le discografie semiserie" é la volta dei 4 cavalieri dell'apocalisse. Dai capolavori della prima parte della carriera alle ciofeche memorabili. Enjoy!

Kill'em all (1983)

Ribattezzato "Chillu é mollu" dai napoletani, Kill'em all é il debut della band.
Dave Mustaine viene allontanato a cazzotti e James Hetfield viene gettato di fronte al microfono: "canta!". Le canzoni sono grezze e la registrazione sembra fatta con un registratore a cassette, ma ai metallari brutti e cattivi questa cosa piace. Non sono brutto e cattivo, ma piace anche a me.
Voto 78/100
Top songs: Hit the lights, Whiplash, Seek & destroy

08/01/13

E' entrato Ascanio!

Oggi, 8 di gennaio, avvenimento mondiale importantissimo: è entrato Ascanio!!!

Given to rock non poteva, ovviamente, mancare alla celebrazione ed unirsi alla grande festa.

Vi lascio al capolavoro e vi posto anche il testo nella sua interezza.


ESCE, MA NON MI ROSICA

Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!
Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!

Hey: Jole lascia il bimbo!
Vola, l'herpes: che bugiarda!
Ho la ghiara blu: oh, sciala, sciala!
Il Lasonil ci brucia!
A "Le iene", uno sbirro aiuta uno scemo:
no, per non morir!
Lo sùcchia tutto, il pollo, al buio:
il bucio gli brucia!

Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!
Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!

Giralo là, che chiamo Miccoli!
Alza l'antenna: ho detto Miccoli!!
Giralo là, che chiamo Miccoli;
ma non urlarlo nei gomitoli!
Ma se un pò sei giù,
il pusher mi dona:
te lo allego; ma non siedo Miccoli!
Te lo allego; ma non siedo Miccoli!

Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!
Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!

Hey: Jole lascia il bimbo!
Vola, l'herpes: che bugiarda!
Ho la ghiara blu: oh, sciala, sciala!
Il Lasonil ci brucia!
A "Le iene", uno sbirro aiuta uno scemo:
no, per non morir!
Lo sùcchia tutto, il pollo, al buio:
il bucio gli brucia!

Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!
Hey, lascia entrare Ascanio,
dall'otto di gennaio!
Perciò, limarla è tosta:
esce, ma non mi rosica!
Esce, ma non mi rosica!

Giralo là, che chiamo Miccoli!
Alza l'antenna: ho detto Miccoli!!
Giralo là, che chiamo Miccoli;
ma non urlarlo nei gomitoli!
Ma se un pò sei giù,
il pusher mi dona:
te lo allego; ma non siedo Miccoli!
Te lo allego; ma non siedo Miccoli! 

05/01/13

Recensione: Mascinga - Veleno (2012)

Fate finta che un cantante pop rock italiano sia in procinto di registrare un disco in sala di incisione, ma al posto dei musicisti richiesti, si presentino Slash, Zakk Wylde e Matt Sorum. Questa é l'impressione del secondo disco dei liguri Mascinga arrivato fresco fresco in redazione (sempre casa mia). Copio-incollo dal loro profilo facebook:  "I Mascinga nascono nel gennaio 2011 dalle ceneri dei Senseless, mitica formazione ligure punk-rock di fine anni novanta. Davide e Giorgio, rispettivamente voce/basso e chitarra ritmica della band, fiancheggiati dal ritmo della batteria dell’onnipresente Matteo Ricordo decidono di rimettersi un’altra volta in gioco scrivendo nuovi pezzi dopo quasi dieci anni di silenzio, dando vita a quello che è il progetto Mascinga, ovvero un insieme di sonorità decisamente hard-rock anche grazie al sodalizio con Boggio, eclettico chitarrista dei Carcharodon a cui è stata affidata la chitarra solista arricchendo i brani di killer-riffs dai toni 80’"


Quello che salta subito all'occhio (anzi, all'orecchio) é una registrazione davvero eccellente, sembra un prodotto da casa discografica, piú che un disco autoprodotto, probabilmente la miglior registrazione indipendente che abbia mai sentito.
Un'apertura al fulmicotone, con la prima traccia Occhi trasparenti, molto convincente: atmosfere tirate á la Slash, con un bel riffing, drumming, solo e con un finale all'altezza della situazione. Le atmosfere Slasheniane (che bei termini che tiro fuori, non c'é che dire..) si fanno strada anche nel secondo pezzo Cammina, il riff d'apertura sembra proprio uscito dalla sua chitarra. Rettilocoscienza (con un testo moooolto particolare), si sposta invece su territtori piú punk rock e il disco scorre via molto piacevolmente e senza troppi fronzoli. Nel quarto pezzo La leggenda di Maia, Slash, Zakk Wylde e Matt Sorum si prendono una pausa Jack daniels (al posto della solita pausa caffé) e lasciano spazio a musicisti di rock italiano piú convenzionale (oh, guardate che sto scherzando, Slash & company non suonano con i Mascinga), con un pezzo che ricorda a momenti qualcosa dei secondi Litfiba, non avendo peró il loro appeal, soprattutto nelle vocals.  Conoscere l'amore abbassa ancora di piú i toni, il risultato non é del tutto convincente, ma gli assoli e alcuni passaggi in mezzo alla canzone risollevano l'asticella. I ritmi per fortuna si risollevano e ritornano quelli incisivi di inizio disco con Teschi e veritá.
Nella successiva Elettrica passione una voce femminile (che avevamo giá notato in alcuni cori) fa la sua comparsa come voce principale. Il pezzo é una ballata, la cantante ha un bellissimo timbro e ottime qualitá vocali, ma il pezzo risulta troppo monotono e si fa persino fatica a capire quale sia la strofa e quale sia il ritornello. Nuvole di te ci riporta sulla retta via con atmosfere piu Rock n' roll, quelle piú adatte a questa band, a parere di chi scrive: ottimi arrangiamenti, ottimi suoni e ottimi soli. Con la strumentale Veleno la band ci mostra il meglio di se, non frenati dalla struttura per le vocals, gli (ottimi) musicisti si sfogano alla grande: ritmi tirati, basso piú in evidenza, bending á la Zakk Wylde, soli: strumentale perfetto. Aspetta, é finito il disco? Che é sta canzone, sono ancora loro? La conclusiva A cena dai tuoi é un pezzo acustico parecchio particolare che si discosta totalmente con quanto sentito fino ad ora. Diciamo che sta in mezzo ad un pezzo cantautorale italiano anni 70 ed una ninna nanna. Non la chiusura che ci si aspettava, in veritá, ma penso sia una sorta di esperimento/pezzo per divertimento.

Pur avendo delle remore per il rock cantato in italiano, ho apprezzato questo Veleno dei Mascinga, una registrazione pressoché perfetta e degli arrangiamenti molto curati. Se devo essere sincero le vocals non mi hanno convinto molto: meglio quando spingono sull'acceleratore e quando i ritmi sono piú alti, da rivedere sui pezzi piú morbidi, in quanto un po' povere di colore e di interpretazione.
Il gruppo in generale peró vale parecchio, dovessero passare dalle vostre parti, andateli a sentire!

Top tracks: Occhi trasparenti, Veleno.

Tracklist:

1)Occhi trasparenti
2)Cammina
3)Rettilocoscienza
4)La leggenda di Maia
5)Conoscere l'amore
6) Teschi e veritá
7) Elettrica passione
8) Nuvole di te
9) Veleno
10) A cena dai tuoi