27/05/13

Live report: Muse - Emirates stadium - London 26/05/2013


Era da tanto, troppo tempo che non andavo a vedere un concerto, lo so, ma adesso a Londra arriva la bella (!) stagione e i concerti fioccano come nespole (cit. Aldo Biscardi).

23/05/13

Il demolitore: Pink Floyd - The dark side of the moon

Il demolitore é colui che non é mai contento, vedendo sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.
Vediamo di quale disco si lamenterá oggi:


Onestamente non ho mai compreso quale sia l'eccezionalitá di questo The dark side of the moon.
Sí, sicuramente non é un cattivo un lavoro, ma non ne comprendo proprio il genio, invece é addirittura il terzo disco piú venduto di tutti i tempi, cosa stranissima per un disco non "di massa" come questo.
Eppure, alla sua uscita, il disco venne ignorato dalla stampa specializzata, la sua (presunta) "grandezza" é stata scoperta solo in seguito. Oggi, invece, al pari di The wall (altro disco sul quale avrei da ridire) é considerato il disco piú famoso dei Pink Floyd. Lo potete trovare in mille edizioni: a due dischi, a due dischi e mezzo, rimasterizzato dagli zii, con gli autografi del barista degli studi di registrazione, a 6 dischi con un mix incredibile di Albertino, con un live di prova registrato dal barbiere notturno della zona e con il booklet unto dell'olio del pollo fritto portato da Gilmour ai suoi colleghi, durante una pausa.

20/05/13

Recensione: Timo Tolkki's Avalon - The land of new hope (2013)


Arieccolo!
Timo Tolkki è tornato, siete contenti? Ne sentivate la mancanza, lo so.

Lo avevamo lasciato con gli "esperimenti" Revolution reinassance e poi con i Symphonia, disco puro stile Power metal con Andre Matos che non mi é affatto dispiaciuto, lo ritroviamo adesso con questo The land of the new hope.

Comincio sparato, senza peli sulla lingua: questo nuovo progetto del buon (?) Timo è una scopiazzatura totale del ben più famoso Avantasia, di Tobias Sammet:
1) è una metal opera
2) si chiama AVAon, che richiama (anche nei contenuti), AVAntasia
3) Il 90% degli ospiti é giá stato presente nei dischi targati Avantasia (persino Tolkki ha suonato nel primo disco, per chi non se lo ricordasse)
Vi ho convinti? Bene.

Il disco è da buttare? Assolutamente no, perchè sicuramente Timo è uno che sa suonare, come sanno ben suonare (e cantare) anche gli ospiti di questo The land of the new hope, tra gli altri: Michael Kiske (ma in quanti progetti ha partecipato?!?), Rob rock, Russel Allen, Toni Kakko, Sharon den Adel e Derek Sherinian e Alex Holzwarth.

Le prime due tracce sono davvero buone, sono quello che tutti si aspettano da una metal opera, Avalanche Anthem e, soprattutto, A world without us, fanno centro al primo colpo, con un ottimo Russell Allen sugli scudi.
La vera protagonista del disco é peró Elize ryd degli Amaranthe che é effettivamente il vero e unico punto di distacco dagli Avantasia. Il problema, secondo me, é che presente in tante anzi, troppe canzoni, oltre ad una apparizione nella opener, é presente, prima di tutto nel primo (evitabile) singolo Enshrined in My Memory, canzone abbastanza asettica e, aggiungiamo, dal terribile il videoclip, nonostante la figura della bella Elize (la discutibile figura di Timo Tolkki riazzera tutto, purtroppo). 
Girato praticamente in 10 minuti in una stanza con sole 2 persone: "Hey ragazzi: facciamo un videoclip?" "Ma quando?" "Ora! Faccio venire un mio amico con la telecamera, salite al piano di sopra che facciamo tutto" "Si, ma io tra un'ora ho un altro impegno" "tranquillo, ci arriviamo" 

Dicevamo, Elize onnipresente, la ritroveremo anche nella ottima In the name of the rose, nella discreta Shine (in duetto con Sharon Den Adel) e nella melensa I'll sing you home, che peró gode di ottime orchestrazioni e di un ottimo assolo di Tolkki.

E' pero Rob rock , a mio avviso, quello che sovrasta tutti in questo disco: si distingue per una buona prova in We will find a way, brano positivo e allegro, (ma con un copione gia' visto e sentito almeno un triliardo di volte), e con una prova epica nel ritornello di the The magic of the night, che rimane subito in testa nonostante, anche qui, la sensazione del "giá sentito".
Dicevamo, poteva mancare Michael Kiske in un progetto metal con tanti cantanti? Ovviamente no. La sua voce è come sempre divina, la canzone no, e nonostante una prova vocale di livello assoluto, la canzone risulta un po' stucchevole e presuntuosa, piene di note lunghe alla Kiske, solo che stavolta sono troppo lunghe ed è troppo lunga anche la canzone, che dura quasi 9 minuti (di note lunghe). Avete capito, ne sono sicuro.

Il disco, tirando le somme, é senza dubbio da promuovere, ma, se c'é una cosa che mi da fastidio nell'arte in generale é il copiare spudoratamente un'altra cosa (parlo di Avantasia, eh): se vuoi farlo, devi almeno migliorare quello da cui prendi spunto. Timo Tolkki non solo non c'é riuscito (l'impresa era estremamente ardua), ma non ci é andato neanche vicino. Aspettiamo i prossimi capitoli peró, non si sa mai nella vita. Timo, peró cambia ospiti!

Voto 60/100

Best tracks: A world without us, In the name of the rose, The magic of the night
Skip track : Enshrined in My Memory

15/05/13

Recensione Elio e le storie tese - L'album biango (2013)

Gli Elio e le storie tese sono invecchiati, dobbiamo riconoscerlo, ma sono decisamente invecchiati bene.
Questo album biango è lo specchio di quello che sono adesso: piu' rilassati e più interessati alla completezza musicale, piuttosto che all'irriverenza a tutti i costi, che però non si ci fanno mai mancare.

14/05/13

Recensione: Biffy Clyro - Opposites (2013)

A cura di Eli Brant.

Cosa non vorrei mai sentire da una band? la mancanza totale di ricerca sonora, la banalità assoluta. E purtroppo di questo il Pop recentemente ne fa il suo vessillo.
O meglio, lo è la sua interpretazione distorta che troppo spesso interessi di mercato e di ascolti facili richiedono per sopravvivere (e male).
In realtà, io credo che non ci sia genere più difficile del Pop, in cui “l'innovare” risulta una vera impresa e solo i grandissimi autori vi riescono. In fondo il Pop non è per sua natura orientato ad incontrare i gusti di tutti (o quasi)? e quindi, cosa c'è di più arduo?

13/05/13

Recensione: Queensryche - Frequency Unknown (2013)

Un disastro. Non mi riferisco al disco, ma a tutta la situazione. 
Nel caso non lo sapeste, adesso ci sono due Queensryche: una formazione con Geoff Tate e una con tutti gli altri, ed entrambe si chiamano cosí. Vabbé...
Il disco in questione é quello con Geoff Tate, che ha reclutato musicisti di prim'ordine come Simon Wright, Kelly Gray, Randy Gane e Robert e Rudy Sarzo, e che, pur di fare uscire il disco prima della concorrenza, lo ha pubblicato con un mix approssimativo, per poi farne uscire un altro a distanza di ore. Risultato? I mix sono entrambi discutibili, a mio parere e i fan sono disorientati perché non sanno che mix stanno ascoltando. 

11/05/13

Top 10: Skid row

Ecco la mia top 10 di una band che (nella formazione originale) è durata decisamente troppo poco.

Ok, eccovi le mie canzoni preferite degli Skid Row.

10/05/13

Primo ascolto: Mini recensione Top of the Pops - Hubcap Music -Ready To Die - Now What? Frequency Unknown

Come da titolo: album giudicati in base ad un primo ascolto. La prima opinione é quella che conta?

ART BRUT – Top of the Pops
Genere: Indie Rock
Uscita: 16 Aprile 2013
Doppio album: il primo disco raccoglie in ordine cronologico il meglio dai quattro precedenti album della band inglese/tedesca, più due tracce nuove di zecca. Il secondo disco invece contiene b-side, cover e live. Gli Art Brut, formatosi nel 2003, sono una delle band più interessanti del panorama indie rock, e i loro due ultimi album, Art Brut vs. Satan (2009) e Brilliant! Tragic! (2011) sono stati prodotti da Frank Black dei Pixies. Consigliato? Sí
Fabio S