28/03/14

Recensione: Wolfmother - New crown (2014)

A cura di Antonio Spina.

Li avevo conosciuti con un pezzo tanto energico quanto sprizzante erotismo: Woman. Rimasi folgorato ricordo….(ma questi chi cazzo sono?!!). Questa fu la mia esclamazione. Ai tempi…Sono passati ben 9 anni dall’album d’esordio di questi ex-rampanti rockers australiani capeggiati dallo spompato Andrew Stockdale. Sicuramente l’album con Slash e la conseguente frequentazione con il chitarrista riccioluto hanno fatto male al giovane Andrew. C’è da capire se ad averlo spompato cosi’ tanto siano state le sessions di registrazione, i live o le quattro pollastrelle che sicuramente avranno dimorato nei camerini dell’ex Guns N Roses, esplicando pratiche alquanto “red light”. 


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27/03/14

Live report: Monster truck - Underworld, London 26/03/2014

Mi contatta un amico e mi dice: "oh, guarda che saró a Londra tra pochi giorni, non é che ci andiamo a vedere un bel concerto?" "Certo, aspetta che vedo cosa c'é..." CACCHIO MA STASERA CI SONO I MONSTER TRUCK!
Mi era completamente sfuggito! Controllo...biglietti disponibili sul sito....comprato!

I Monster truck sono una band canadese con all'attivo un solo full lenght, Furiosity, che mi era piaciuto un sacco (vedi recensione), tanto che era stato inserito pure nella top 10 del 2013.

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26/03/14

25/03/14

Videorecensione: R.E.M. - Accelerate

E' tempo di una videorecensione. Mi andava di parlare un pochino di Accelerate degli R.E.M (o dei Rem, se vi piace di più) e l'ho fatto.

Se conoscete il disco e avete un parere diverso dal mio, sentitevi liberi di insultarmi.
Ecco qua:

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22/03/14

Chiedilo a Given to rock

Eccoci come sempre pronti a rispondere alle vostre curiositá.
Non fate i timidi e chiedete pure tutto quello che volete. Nei limiti previsti dalla legge, ovviamente.

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20/03/14

Recensione: Matt Sorum's Fierce joy - Stratosphere (2014)

Uh? Un disco solista di Matt Sorum? Mmm... Sapete chi é Matt Sorum, vero? Quello sotto il casco da astronauta nella copertina qui sopra, per intenderci. Ok ve lo dico io. E' l'ex batterista dei The cult, dei Guns n' roses (da Use your illusions in poi) e dei Velvet revolver. Francamente non mi sarei mai aspettato un suo disco solista, invece scopro che sa cantare e sa suonare discretamente un sacco di strumenti, tra i quali piano e chitarra. Scopro, inoltre, che questo non é neanche il suo primo album. Sono perdonato perché anche lui lo definisce tale, in quanto ha dichiarato che messo molto di se in questo Stratosphere piú che nel suo primo disco, comprese le sue doti di produttore. Bravo Matt!
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19/03/14

Recensione: Paolo Carraro band - You'd better run (EP)

Chi sarebbe questo qui sopra? Lo vedremo dopo. Intanto una bella (!) introduzione alla Paolo Carraro band: la band viene fondata nel 2012 da (appunto) Paolo Carraro, chitarrista ed autore dei brani. Alcuni concorsi nel 2012 e nel 2013 come il "Vicenza Net Music" dove le esibizioni live riscuotono un ottimo successo di pubblico e critica.
Il gruppo in questione, copio spudoratamente dalla bio arrivataci, ci propone brani di genere progressive rock, per lo più strumentali dalle influenze più svariate, tra cui hard rock, grunge, blues, fusion, il tutto inserito in una cornice progressive fatta di cambi di tempo, riff incalzanti, armonie ricercate e virtuosismi.

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17/03/14

Recensione: Rush - Power windows (1985)

ALBUM: Power Windows
ARTISTA: RUSH
ANNO: 1985
GENERE: Progressive synth rock
TRACCE: 8
DURATA: 44'44''
ETICHETTA: Mercury
PRODUTTORI: RUSH e Peter Collins


A cura di LORIS. 

> PERIODO

1985. Ci troviamo nel bel mezzo degli anni ottanta, decennio che musicalmente ci ha offerto grandi gruppi ed artisti, ma anche meteore o band che si sono eclissate nel giro di poco tempo, un po' a simboleggiare lo spirito di quel periodo, ricco nel bene e nel male di tante novità e cambiamenti su più piani. Periodo in cui imperversavano sempre più tastiere, sintetizzatori, keytar, sequencer, drum machine, batterie elettroniche, non solo nel Pop e nella Dance ma anche nel Rock, genere nel quale avevano avuto un ruolo fondamentale anche negli anni '70, ma negli “eighties” - in taluni casi - si ponevano perfino al di sopra delle chitarre, talvolta “riducendole” a strumenti di accompagnamento ritmico.
Fatto questo preambolo, contestualizziamo il tutto, dirottandoci nel mondo dei RUSH: anche la band canadese, sempre attenta alle tendenze e alle sonorità dei vari periodi storici che ha attraversato, si è adeguata al trend del momento, ma ovviamente senza compromessi e dettando il proprio stile e marchio di fabbrica.
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15/03/14

Top 10: canzoni inquietanti

E' la volta di una top 10 inquietante. Tutte le canzoni che ci spaventano un po' quando le ascoltiamo, per un motivo o per un altro. Stavolta il "raggio" é piú largo, ho incluso anche canzoni non prettamente rock. Anzi, qualcuna con il rock non c'entra proprio un fico secco, per dirla tutta. Grazie come al solito per le vostre segnalazioni, ma mi sono reso conto che questa era piú una classifica personale che altro. Quello che é inquietante per una persona potrebbe non esserlo per un'altra.

Bando alle ciance, cominciamo!

10) Marilyn Manson- The man that you fear  
Beh, facile e banale trovare l'affabile Marylin Manson in questa classifica, che di inquietante ha tantissime cose, non per ultimi i suoi amichetti qui sotto. Anche se qualche ex dichiaró che in realtá era un pantofolaio clamoroso. Ho scelto The man that you fear, tra tutte.



9) Bryan adams - I'm not the man you think I am
BRYAN ADAMS?!?!?!? EH?? Strano trovare in questa classifica uno che ha sempre fatto canzoncine allegre e molto orecchiabili. Rimasi appunto di stucco ascoltando per la prima volta questa canzone. Ma é Bryan Adams sul serio??? Si, vi sfido a riconoscerlo. Boh, non so perché, ma a me tutto questo inquieta non poco.



8) Kylie Minogue & Nick Cave - Where the wild roses grow
La canzone é in qualche modo inquietante per il contrasto tra la vocina di lei  e il vocione sgraziato/stonato di lui, ma la vera ciliegina é il testo. Due che si conoscono e si innamorano e il tutto finisce con un omicidio. Lui che dicendo a lei "all the beaty must die" piazzandole una rosa tra i denti. TAH!


7-6) Him - Gone with the sin & Cat stevens - Lady D'arbanville
Si, due posizioni in una. Magari non le ho capite fino in fondo io, ma, sbaglio o in entrambe le canzoni (molto belle, tra l'altro) si sta contemplando una donna morta??? Sarebbe anche (quasi) normale per gli HIM, ma per Cat Stevens? Se ne sapete di piú, informatemi nei commenti. Intanto vi pubblico i Lyric video cosí potete gustarvi per bene gli omicidi o le morti piú o meno reali. Boh.



5) Black sabbath - Black sabbath
Si comincia benissimo, con una campana a morto. Ascoltatela in cuffia a volume sostenuto e ditemi se la voce di un giovanissimo Ozzy in questa canzone non vi scombussola un po'... Ho trovato questa versione live che é persino meglio dell'originale. Anche se spesso e volentieri sono tutti fuori tempo.

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13/03/14

Videorecensione: Pearl jam - Yield

Salve a tutti.... dopo la sofferta videorecensione di Scenes from a memory eccoci pronti per un'altra avventura (?!)
Stavolta é il turno dei Pearl Jam con Yield, album del 1998.

Come al solito, un vostro commento é piú che benvenuto, anche se si tratta di insulti. Beh, almeno fate in modo non siano troppo pesanti.


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12/03/14

10/03/14

L'entusiasta: Iron maiden - Virtual XI

L'entusiasta è colui che si accontenta di poco. E' un visionario e un sognatore che vede sempre il lato positivo delle cose e che ama praticamente qualsiasi cosa ascolti.

Leggo da molte parti che Virtual XI é il disco piú brutto degli Iron maiden.
Ma quando e dove? Lo avete ascoltato bene? E' il Virtual XI che conosco io?
Per me questo disco non ha nulla da invidiare a The number of the beast, li metto almeno sullo stesso piano. Almeno! E il tanto criticato Blaze Bayley? Quanti cantanti hanno una voce potente e personale come la sua?
Il disco in questione fu criticato per essere stato realizzato in maniera frettolosa e per un uso eccessivo di tastiere. Esattamente la stessa critica che fu mossa a Somewhere in time, tanti anni prima. Poi sappiamo come é andata a finire. Chissá se il disco verrá giustamente rivalutato in futuro.

Davvero non capisco cosa non vada in Virtual XI, un disco magnifico, a mio modo di vedere. Dalle ceneri del grande The X factor (non é lo show televisivo, ma il disco precedente dei Maiden), la band riparte da una stupenda copertina futuristica: un ragazzo in posizione quasi fetale che, con il suo casco virtuale, é immerso nel suo mondo perdendosi il meraviglioso scenario che lo circonda. Eddie lo sta per abbrancare. Per riportarlo sulla retta via? Per mangiarselo? E' un segno che il male del mondo si é impadronito di lui? E' forse un messaggio contro la societá odierna sempre piú dipendente dalla tecnologia? Propendo assolutamente per questa tesi. Da notare anche lo splendido contrasto di colori, verde azzurro-natura contro rosso-Eddie. Semplicemente meraviglioso... Guardate anche la raffinatezza del XI cerchiato. Chissá cosa si nasconde dietro...

Futureal é una opener fantastica, velocissima, diretta, veramente ottima con Blaze che ci riporta, appunto, al messaggio della copertina e al titolo dell'album "What is real? Futureal..." Una delle migliori della carriera della band.
Cosí come ottimo é il primo, sperimentale, singolo The angel & the gambler, con quel suo ossessivo "Don't you think I am the saviour..." che si ripete miliardi di volte ma che non ci basta davvero mai. Non appena terminano i 10 minuti di questa canzone, viene proprio voglia di riascoltarla, quasi come una droga entrata in circolo. Don't you think I am the saviour...
Seguono la simpaticissima Lightning strikes twice dove Blaze sembra pronunciare "straistrais" invece di "strikes twice" e una The clansman che non mi sembra abbia bisogno di presentazioni, essendo gia presente in versione dickinsoniana in Rock in Rio. Seconda parte del disco epica con quanto di meglio i maiden ci possono offrire. When two worlds collide, The educated fool e, soprattutto, una Don't look to the eyes of a stranger che é una delle 3 migliori canzoni della band.
Se dovessi descrivere gli Iron maiden in una canzone, probabilmente sceglierei questa: riff, cambi di tempo, un crescendo formidabile a metá brano. Un grande classico. Chissá come mai non viene riproposta dal vivo...
A chiusura una Como estais amigos da far rizzare i peli delle braccia. Un tema importante come quello di una guerra e un Blaze (autore del brano assieme a Gers) assolutamente perfetto, con una voce potentissima e incisiva. Unico brano del disco dove non c'é lo zampino di Harris, ma con un Blaze cosí ispirato, Steve puó permettersi di riposare.

Diamo un brevissima occhiata anche ai testi, con tanto impegno sociale, talmente tanto che puó risultare fastidioso a gente poco "impegnata". Canzoni sulla guerra, sul gioco d'azzardo, sul mondo contemporaneo, con sulla liberazione della Scozia (con quel freedooommm urlato a gran voce). Ditemi quanti album possono contare su questi contenuti.

Un disco che probabilmente verrá capito troppo tardi, ma che rappresenta, come tanti altri dischi, l'animo e l'essenza degli Iron Maiden.

Voto 100/100

Vi lascio con il capolavoro del disco: The angel & the gambler. Lasciatevi ammaliare dal "don't you think I am the saviour..."


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08/03/14

Recensione: Scorpions - Unbreakable (2004)

A cura di Olaf

Questo album uscito nel 2004 fu una piacevole sorpresa per il sottoscritto.
Niente di clamoroso sia chiaro ma dopo l'orrendo "Eye II Eye", rilasciato cinque anni prima, mi ero ripromesso di non ascoltare nient'altro di quanto gli Scorpions avrebbero proposto in futuro per non cancellare in modo definitivo le emozioni che il glorioso gruppo tedesco mi aveva regalato nei primi anni della mia vita da "metallaro".

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07/03/14

Recensione: Reese - Under the carpet (EP-2013)

Uh, che strana questa copertina. Sapete che vi dico? Non ne capisco molto il senso ma mi piace moltissimo la grafica e l'abbinamento di colori, con questo occhio azzurro che spunta attraverso un tappeto che potreste trovare a casa di una vostra vecchia zia. Si, pero' adesso smettiamola di parlare di colori e di immagini e dedichiamoci a questo (ottimo) gruppo musicale.
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06/03/14

Videorecensione: Dream theater - Scenes from a memory (1999)

Salve, come disse il condannato a morte al comandante che gli aveva concesso la scelta delle armi (cit. Groucho marx), é il momento delle videorecensioni! Siete contenti? Sí, mancavano praticamente solo queste...

Si comincia subito con un compito mooooolto arduo, ovvero con la recensione del mio album preferito in assoluto che risponde al nome di Metropolis Pt2: Scenes from a memory.
Scrivete nello spazio commenti tutto quello che avete da dire, anche eventuali insulti, proposte, suggerimenti e chi piú ne ha piú ne metta. Ah, non chiedete soldi.

E' il 1999 e....



Tracklist:
1. Scene One: Regression (Petrucci) 2:06
2. Scene Two: Overture 1928 (instrumental) 3:37
3. Strange Déjà Vu (Portnoy) 5:12
4. Scene Three: Through My Words (Petrucci) 1:02
5. Fatal Tragedy (Myung) 6:49
6. Scene Four: Beyond This Life (Petrucci) 11:22
7. Scene Five: Through Her Eyes (Petrucci) 5:29
8. Scene Six: Home (Portnoy) 12:53
9. Scene Seven: The Dance of Eternity (instrumental) 6:13
10. One Last Time (LaBrie) 3:46
11. Scene Eight: The Spirit Carries On (Petrucci) 6:38
12. Scene Nine: Finally Free (Portnoy) 11:59
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05/03/14

Recensione: Bigelf - Into the maelstrom (2014)

Ancora un disco con Mike Portnoy???!??!?!??!?!?? Ancora un altro?????? Ma questo dorme la notte? Quanti Portnoy ci sono in giro? Qualcuno dovrebbe prendersi la briga di verificare. Penso che anche Wikipedia faccia fatica a seguire il numero dei gruppi con cui collabora e penso che anche lui possa avere dei dubbi, ogni tanto: "ciao, sono xxxx degli xxxxx, ti ricordo che domani alle 4 cominciamo le registrazioni del disco" " aspetta, chi sei??"

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02/03/14

Recensione: Ozzy Osbourne - Blizzard of Ozz (1980)

A cura di Olaf

Nel 1979 il "Re delle tenebre" John Michael Osbourne (per tutti OZZY)  viene licenziato dai Black Sabbath. Per il suo esordio da solista, l'anno successivo, il Madman recluta un giovane virtuoso della sei corde, il californiano Rhandy Rhoads, autore fino a quel momento di due albums con i Quiet Riot passati pressochè inosservati. Per la sezione ritmica la scelta cade sul bassista Bob Daisley (ex-Rainbow) e sul batterista Lee Kerslake (ex-Uriah Heep).Con l'ausilio del tastierista Don Airey la formazione è completa.
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